Seduta n.82 del 19/03/2015 

LXXXII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 19 marzo 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'11 marzo 2015 (79), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Modesto Fenu, Gavino Sale e Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 marzo 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Rubiu, con richiesta di risposta scritta, in merito alla mancata erogazione della mobilità in deroga e degli ammortizzatori sociali spettanti ai lavoratori sardi". (323)

Commemorazione delle vittime dell'attentato in Tunisia

PRESIDENTE. A distanza di poche ore dal vile attentato terroristico di Tunisi non deve essere considerato superfluo ribadire e rafforzare la nostra piena condanna ad ogni forma di terrorismo, che non può in alcun caso trovare giustificazioni di natura politica, etnica o religiosa. In questi momenti siamo vicini alla giovane democrazia tunisina che, a fatica e con coraggio, sta compiendo un percorso di civiltà e di democrazia appunto.

Alle famiglie di tutte le vittime, e in particolare a quelle dei nostri connazionali uccisi in un momento che doveva essere di svago e letizia, va, a nome di tutto il Parlamento sardo, il più vivo cordoglio e vicinanza. Propongo al Consiglio un minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime, che segni anche tutto il nostro sdegno e la condanna a ogni forma di terrorismo e violenza.

(L'Assemblea e i componenti della Giunta si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio in segno di lutto.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia" (130/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 130.

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 114, 248, 115 e il 202, che è stato dichiarato inammissibile.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Capo II


Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985

Art. 2

Titoli abilitativi

1. Nella legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme regionali di controllo dell'attività urbanistico-edilizia), e successive modifiche ed integrazioni, le parole "concessione" e "concessione edilizia" sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole: "permesso di costruire".

Emendamento sostitutivo totale Christian Solinas.

Articolo 2

La rubrica del Capo II è sostituita dalla seguente:

"Semplificazioni e riordino in materia edilizia". (114)

Emendamento soppressivo totale Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda.

Articolo 2

L'articolo 2 è soppresso. (248)

Emendamento sostitutivo totale Christian Solinas.

Articolo 2

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"Articolo 2. Titoli Abilitativi

1. Fatte salve le prescrizioni di natura urbanistica e paesaggistica contenute nei relativi strumenti, l'attività edilizia è riconosciuta come facoltà immanente al diritto di proprietà.

2. L'attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale è soggetta a permesso di costruire nei casi:

a) di nuova costruzione;

b) di ristrutturazione urbanistica;

c) di ristrutturazione edilizia soltanto su edifici con una volumetria superiore a 1.500 metri cubi e che porti ad un organismo edilizio totalmente diverso dal precedente e ad aumenti della volumetria complessiva.

3. Nel rispetto delle normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme igienico-sanitarie, di sicurezza, antincendio, di quelle relative all'efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, gli interventi diversi da quelli di cui al comma 2 sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo. (115)

Emendamento soppressivo parziale Peru - Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Tocco - Randazzo - Alessandra Zedda - Tunis - Locci.

Articolo 2

Nel comma 1 dell'articolo 2 è soppresso quanto segue: "e successive modifiche ed integrazioni". (202).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. La Commissione ha espresso parere contrario all'emendamento sostitutivo totale numero 114, al soppressivo totale numero 248 e al sostitutivo totale numero 115, e poi l'emendamento numero 202 è inammissibile.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta esprime parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Non so se posso farlo in questo momento, mi sono prenotato anche prima per chiedere dieci minuti di sospensione perché abbiamo necessità di vedere una questione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 35.)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che anche il consigliere Valter Piscedda ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 marzo 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il

riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia" (130/A)

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 2 e sui relativi emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, rompo il ghiaccio stamattina e rompo il ghiaccio leggendo alcuni passaggi di un noto falso storico che fu spacciato per comando contenuto in un regolamento da impiegare a bordo delle navi della Real Marina del Regno delle Due Sicilie. "All'ordine Facite Ammuina, tutti chilli che stanno a prora vann' a poppa e chilli che stann' a poppa vann' a prora; chilli che stann' a dritta vann' a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann' a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann' ncoppa e chilli che stanno 'ncoppa vann' abbascio passann' tutti p'o stesso pertuso", e mi blocco qui. Questo per dire che questa norma è la rappresentazione nuragica di Facite Ammuina, la rappresentazione sarda dell'ammuina, cioè del fumo negli occhi, di coloro che fingono di fare qualcosa e invece non fanno alcunché. Questa norma serve per giustificare la vostra opera in questo articolato, un colpo al cerchio, un colpo alla botte, un colpo alle norme nazionali che sono vigenti peraltro da tanti anni, dal 2001. Pare che oggi abbiamo scoperto l'America ritornando indietro al 380, e il 380 viene utilizzato da voi per dare un qualche significato a questo articolato, a questa norma che oggi noi andiamo a discutere. In buona sostanza cosa fa? Sostituisce le parole "concessione edilizia" con il famosissimo permesso di costruire della 380 del 2001. Mi pare che questa crisi d'identità, di cui più volte abbiamo parlato in questi giorni, diventi sempre più corposa, più consistente, più concreta, più tangibile. Voi dovete necessariamente far credere che state facendo qualcosa di importante, di significativo per la regione, per l'isola, mentre invece state facendo molto poco e quel poco che state facendo andrà sicuramente a danneggiare l'isola, andrà a danneggiare le imprese, le famiglie, ma d'altro canto abbiamo visto che voi nei confronti delle imprese avete una attenzione scarsa, per utilizzare un eufemismo, oppure un'attenzione inesistente. Lo abbiamo visto in sede di finanziaria, là dove avete aumentato l'IRAP, partendo dal presupposto che poiché in Regione ci sono poche risorse derivanti da uno scarso gettito c'erano pochi denari per dare servizi. Ebbene, cosa avete fatto? Avete sostenuto le imprese? Avete ridotto ulteriormente l'IRAP? Avete messo in campo strumenti per dare la possibilità alle imprese di internazionalizzarsi, o di investire, o comunque di assumere lavoratori. No, non avete fatto tutto questo, avete aumentato l'Irap, avete contribuito ulteriormente ad affossare l'impresa, non avete sostenuto la legge 9, non avete sostenuto i consorzi di garanzia fidi né di primo né di secondo grado, non avete rifinanziato "lunga estate", non avete fatto tutto ciò che fa una amministrazione regionale per fare in modo che l'impresa produca, investa, crei occupazione, crei ricchezza, crei lavoro. Oggi ciò che stiamo discutendo non è che una piccolissima ciliegina sulla torta di un'azione amministrativa, di un'azione di governo di questa Giunta che sicuramente è insufficiente, non va nella direzione sperata e peraltro contraddice in modo palese un programma che era pieno di buone intenzioni ma scritte sul vapore acqueo che si sono in qualche modo rivelate tutte inesistenti ed eteree.

Dicevo che questa sindrome, questa crisi di identità è sempre più evidente, questa sindrome di Vitangelo Moscarda, ma più che sindrome da ricollegare a Vitangelo Moscarda credo che la vostra sindrome sia la classica sindrome di Stoccolma, politica ovviamente. Siete soggiogati ai voleri di un soggetto che predica bene ma razzola male, che fa l'ambientalista sui terreni degli altri, ma che sui propri terreni invece cerca di ricavare i frutti più importanti che possa ricavare. Io credo che non sia giusto che voi dobbiate sottostare a questi schiaffi politici, credo che sia legittimo che voi, così come qualcuno di voi ha tentato di fare, facciate sentire la vostra voce. All'interno della maggioranza del centrosinistra ci sono delle voci autorevolissime, c'è la capacità, la possibilità, la voglia e la competenza per dare delle soluzioni differenti rispetto a quelle che vi vengono calate dall'alto e vi vengono imposte. Fate sentire la vostra voce, fate capire al manovratore, al piccolo manovratore, perché non è un grande manovratore, fate capire al piccolo manovratore che voi ci siete, che avete idee e volete anche rispetto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza perché questo articolo, onorevole Comandini...

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, grazie.

FLORIS MARIO (Sardegna). Vorrei l'attenzione del Capogruppo della maggioranza. Questo articolo è sintomatico del provvedimento che stiamo affrontando. Io non mi ero neanche accorto che esistesse e lo davo per scontato perché è un atto dovuto. Invece qui viene (...) come una grande riforma. Voi non avete letto attentamente - diceva l'onorevole Demontis - l'articolo 2 che riforma tutto quanto. Cos'è l'articolo 2? L'articolo 2 è la modifica della dicitura della concessione o della concessione edilizia in permesso di costruzione. Quando è nata la prima legge urbanistica in Italia si chiamava licenza edilizia, poi è stata trasformata in permesso edilizio, poi è stata trasformata in concessione, poi è stata trasformata in concessione edilizia e adesso è stata trasformata in permesso di costruzione. Cosa cambia? Nulla, non è nulla. Che cos'è la concessione edilizia, che cos'è il permesso di costruzione? Sono la stessa cosa. È l'autorizzazione che viene data e che viene rilasciata dal comune per dare l'autorizzazione. Serve per l'attività di trasformazione urbanistica edilizia, è a titolo oneroso in quanto viene stabilito a seconda del valore della casa quanto deve essere pagato. Noi qui facciamo riferimento alla legge sul condono edilizio e diciamo che dobbiamo trasformare in permesso di costruzione quanto indicato nella legge dell'85, la legge 23, dimenticando che esiste anche una legge nazionale, la legge numero 10 del 1977, che è la Bucalossi, che riguarda le norme di edificabilità del suolo e che non è stata richiamata qui.

Ora io vi sto ponendo il problema di come è stato scritto questo articolo. Quest'articolo intanto è collegato al comma, credo che ci sia un emendamento che ancora non è stato esaminato, e che riguarda il Capo II, "Modifiche alla legge regionale numero 23 del 1985". Se noi manteniamo questo comma e manteniamo l'articolo 2 dice: "Nella legge regionale 11 ottobre 1983, numero 23, e successive modifiche e integrazioni, le parole 'concessione' e 'concessione edilizia' sono sostituite, ovunque ricorrano, ..." ovunque ricorrano dove? Nella legge che stiamo (...)? Io direi ove ricorrano dappertutto, in tutte le leggi di applicazione delle leggi nazionali e anche delle leggi regionali, sennò sembrerebbe che questa roba vada modificata soltanto per quanto riguarda i titoli abilitativi inerenti alla legge regionale 11 ottobre del 1985.

Però, ripeto, io ho preso la parola per dire che questo è un articolo, è un atto dovuto, è una cosa che secondo me va modificata perché non è precisata, ma attribuire a questo articolo la trasformazione, la rivoluzione e la riforma della legge urbanistica in Sardegna è offensivo anche per chi lo sente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Signor Presidente, Capo II, "Modifiche alla legge regionale numero 23 del 1985". Dall'articolo 2 all'articolo 13 si propongono tutta una serie di modifiche, o meglio, adeguamenti normativi legati alle norme nazionali sovraordinate e quindi al recepimento delle norme stesse. Quanto questo fosse necessario credo che i due colleghi che mi hanno appena preceduto l'hanno ben chiarito, io credo che il Capo II in senso generale non ha nessun tipo di significato e necessità, soprattutto legato al ragionamento della semplificazione, però se volevate mettere un altro tassello per completare il puzzle probabilmente questo, il Capo II, è un altro passo avanti secondo le vostre considerazioni.

È inutile che ripeta quello che è già stato spiegato da chi mi ha appena preceduto. La prima norma nazionale in materia di edilizia, di urbanistica in senso generale, nasce nel 1942 con la legge numero 1150 dove si stabilì che tutto quello che doveva essere realizzato ed edificato sul territorio nazionale doveva avere una licenza di costruzione che fu chiamata licenza edilizia. Poi, dopo tutta una serie di modifiche, si arrivò fino al 1977 quando un certo signor Bucalossi che passò alla storia non certamente per il termine di concessione edilizia, perché trasformò il termine da licenza in concessione, ma bensì perché inserì i cosiddetti oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, ma soprattutto inserì il costo di costruzione che trasformò il mondo edilizio del rilascio delle autorizzazioni in tutto il territorio nazionale.

La Regione Sardegna negli anni che vanno dal 1984-1985 fino al 1989 è piuttosto fiorente in termini di leggi nel mondo dell'urbanistica, dell'edilizia e legate alla protezione del paesaggio territoriale. Quindi la legge numero 23 stabilì, sulla base in quel momento di norme che erano praticamente anche quelle di recepimento nazionale, ma con una particolarità, cioè quella della specialità sarda e quindi dell'autonomia della Sardegna, inserì e realizzò una norma che stabiliva esattamente qual era il percorso per rilasciare le eventuali autorizzazioni ma quali fossero anche le sanzioni, quale fosse tutto ciò che era necessario per autorizzare e quindi per definire i titoli abilitativi e quindi il rilascio delle relative autorizzazioni. Oggi ci troviamo con un'urgenza estrema a dover approvare e a dover discutere nel primo passaggio l'articolo 2 al Capo secondo dove udite udite dal 2001 sono passati ad oggi esattamente 14 anni, dopo 14 anni la Regione Sardegna si sveglia e pensa di proporre all'aula una legge che stravolge e stravolgerà il sistema del rilascio delle autorizzazioni nel territorio regionale adeguando la "23" alla norma nazionale. Cosa succede?

Succede che nel 2001 con il DPR numero 380 si modifica, ma per una necessità diciamo così interpretativa che non era certamente così fondamentale, si stabilisce che la concessione non era un termine corretto, in quanto nessuno può rilasciare concessioni perché non sono titolari del bene e quindi di quello che si sta autorizzando, automaticamente si sostituisce il termine permesso. Dopo 14 anni la Regione Sardegna decide di modificare e di inserire all'interno della legge numero 23, decide di inserire questa novità. Però dovete sapere che dal 2001 ad oggi tutti gli uffici tecnici di tutto il territorio regionale e di tutti gli enti locali non rilasciano più concessioni edilizie ma rilasciano permessi di costruire. Quindi io credo, ma perché far perdere tempo ad un Consiglio regionale a meno che questa (...) non la consideriamo una norma e un articolo realmente fondamentale per il proseguo dell'attività edilizia in tutto il territorio regionale, ma eventualmente probabilmente questo è sicuramente un modo per definire e stabilire come semplificare le norme all'interno della legislazione sarda. Credo ancor di più che questo veramente non sia assolutamente necessario e che di semplificazione non ha assolutamente niente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Dopo l'approfondito dibattito di ieri mi sembra doveroso ricordare che la Sardegna è stata la prima regione d'Italia a dotarsi di un piano paesaggistico durante la 13ª legislatura, Presidente onorevole Renato Soru. Piano paesaggistico alla cui stesura hanno partecipato ingegneri, architetti, geologi, storici, persone della cultura, giuristi, hanno partecipato veramente tante persone, professionisti seri alla stesura di questo piano paesaggistico che sicuramente ha un valore culturale e storico. Bene hanno fatto i colleghi del PD prima di venire in Aula a incontrarsi con l'onorevole Soru, con il loro segretario per discutere di piano paesaggistico e di legge numero 130, perché Soru intendiamoci è apprezzato proprio per il Piano paesaggistico, non si pretende lo stesso apprezzamento logicamente da chi ha ideato il Piano casa detto piano casa di Berlusconi. Ieri sono rimasto che c'è l'esigenza di una vera legge urbanistica, legge urbanistica che indichi non solo cosa costruire e cosa non costruire, ma soprattutto perché costruire e non introdurre deroghe al PPR per poter ampliare o costruire dove non si potrebbe. Uno strumento come il Piano casa, sia quello sintetizziamolo così di destra che quello di sinistra, parifica tutti i centri storici tutelando più del PPR dove non ci sarebbe bisogno e permettendo di costruire più delle norme dove invece ci vuole tutela. Il decreto Floris, norma guida per quanto riguarda l'edilizia in Sardegna, prevede per la zona A l'area più antica dei nostri centri che per gli interventi di risanamento conservativo la densità fondiaria e la cubatura non devono superare quelle preesistenti computate senza tener conto delle sovrastrutture di epoca recenti prive di valore storico-artistico salvo disposizioni diverse del piano particolareggiato o del piano di recupero. Per le nuove costruzioni le sopraelevazioni e le ricostruzioni a seguito di demolizione quando siano ammesse in sede di piano attuativo, l'indice fondiario non può superare quello medio della zona. Come vedremo più avanti anche il pericoloso e manicheo PPR, come qualcuno ha detto, non si discosta più di tanto dal decreto Floris lasciando ampia libertà ai comuni e invece in questo disegno di legge nell'articolo 2 si afferma che nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico di cui al comma 1 può essere realizzato esclusivamente per garantire la massima fruibilità degli spazi destinati ad abitazione principale per i disabili per la misura massima per unità immobiliare di 120 metri cubi. Nelle zone urbanistiche B e C l'incremento volumetrico da cui al comma 1 può essere realizzato per ciascuna unità immobiliare con differenti premi volumetrici. Inoltre l'incremento volumetrico è consentito mediante il superamento degli indici volumetrici previsti dalle vigenti disposizioni comunali e regionali e può comportare il superamento dei limiti di altezza dei fabbricati e di superficie coperta previsti nelle vigenti disposizioni urbanistico-edilizie comunali e regionali. La premialità in zona A per le abitazioni dei disabili, se da un lato può avere motivazioni nobili, dall'altro diventa molto rischiosa perché viene introdotta una deroga non solo al PPR ma anche al decreto Floris che può avere effetti molto rischiosi innanzitutto dal punto di vista pratico prima che storico e artistico, introdurre nuove volumetrie in centri storici come quello di Quartu vuol dire aumentare la densità abitativa e dunque congestionare ulteriormente le strade e i servizi urbanistici già profondamente intasati. Dall'altro lato invece questa premialità può essere restrittiva rispetto al decreto Floris e il PPR. Pensiamo a quanti edifici presenti nel centro storico di Cagliari sono frutto di ricostruzioni postbelliche non sempre volte a fini speculativi, come pure ce ne sono state tante, ma anche di necessità costruite con volumi molto inferiori a quelli precedenti o comunque a quelli degli edifici limitrofi. In quest'ottica sarebbe necessario fare un censimento dell'edilizia dei centri storici che sarebbe da un lato uno strumento utile per capire cosa conservare e cosa si può modificare e dall'altro occasione di lavoro per varie categorie che potrebbero concorrere collegialmente per decidere il futuro dell'edificio, un geometra, un architetto, un laureato in lettere e beni culturali, un artigiano, in modo tale da coniugare giudizi storici, architettonici, tecnici e normativi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Credo che si possa dire che questo articolo è uno dei pochi che rappresenta un indirizzo di semplificazione, nel senso che uniforma la terminologia che è stata fino ad oggi adottata in Sardegna rispetto alla terminologia nazionale. E' stato osservato che viene fatto con 14 anni di ritardo e io credo che le considerazioni che ha fatto l'onorevole Floris comunque vadano tenute in considerazione, Assessore, perché parlare di sostituzione del termine soltanto nella legge numero 23 mi pare che rischi di alimentare la confusione, ma credo che questo sia un problema facilmente risolvibile forse già con un emendamento a questo articolo. Però io vorrei proporre una riflessione ai colleghi del Consiglio regionale, la riflessione è questa, che la Regione Sardegna ha competenza primaria in materia, arriva con 14 anni di ritardo a modificare il termine che peraltro non è soltanto una modifica terminologica ma ha anche, come dire, delle implicazioni di carattere sistematico peraltro già acquisite, ponendosi ancora una volta in una posizione di retroguardia. Cioè, cosa succede, non soltanto rispetto alla materia edilizia, che la Sardegna che tanto si vanta e tanto ribadisce con orgoglio la propria specialità e la propria autonomia non riesce nemmeno a stare al passo con le innovazioni che vengono fatte a livello nazionale. Io credo che ci sia molto da riflettere su questo e ci sia molto da riflettere su come noi stiamo andando ad approvare una legge che, anche sotto questo profilo, l'articolo 2 è un tassello direbbe il collega Oscar Cherchi che ha scomodato tutti i negozi di ferramenta dell'interland di Cagliari, ma questa legge si pone in una posizione di retroguardia rispetto a quanto si sta muovendo a livello nazionale. Noi siamo bombardati più volte al giorno da uno spot del governo che invita ad accorpare gli appartamenti. IO non so quanti siano quelli che devono accorpare gli appartamenti, forse non sono neanche tanti, però il messaggio è abbastanza chiaro, se devi demolire dei tramezzi perché devi unire due appartamenti mentre prima dovevi affrontare una trafila inenarrabile, adesso lo puoi fare con semplicità. Bene, cosa fa la Regione Sardegna? Anziché mettersi all'avanguardia sulla frontiera della semplificazione adotta una legge che dove può complica, poi lo vedremo ripeto nel dettaglio, perché non stiamo ancora entrando veramente nel vivo della legge, siamo ancora ai prodromi, però noi anziché esplorare tutte le possibilità che la nostra specialità, la nostra autonomia ci danno rispetto alle materie in cui abbiamo competenza primaria facciamo il possibile per fare un passo indietro, financo rispetto a quello Stato dal quale rivendichiamo autonomia e rispetto al quale pretendiamo di affermare la nostra specialità. Allora è evidente che c'è da chiedersi e da porsi molte domande rispetto a questo, perché se è vero com'è vero che il famoso Piano paesaggistico regionale, io ripeto credo adottato con le migliori intenzioni, ha provocato degli effetti devastanti, anticipatori rispetto alla crisi economica in Sardegna, nei confronti del settore edilizio che comunque dava lavoro a diverse decine di Alcoa in Sardegna, perché noi tutte le volte che chiude una fabbrica ci commuoviamo (Direbbe Don Ciotti: "Ci commuoviamo ma non ci muoviamo") ed esprimiamo solidarietà a questi operai, nessuno però si preoccupa di tutte quelle decine di migliaia di operatori della filiera dell'edilizia che oggi non trovano più nemmeno quello sfogo che era rappresentato dal Piano casa, e tra questi io inserisco anche i dipendenti per esempio delle fabbriche di laterizi che stanno chiudendo, e che non vedono prospettive, anche questi si inseriscono in questo contesto e anche di questi io credo che noi dovremo tenere conto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignaccio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ma io sottoscrivo in pieno gli interventi del presidente Floris e dell'onorevole Cossa perché qui è chiaro che stiamo assistendo alla scrittura, o meglio alla presa d'atto e la proponiamo in legge di un'evoluzione dello stesso procedimento, ma che è stata una semplice evoluzione del nome di un potere autoritativo che comunque è pur sempre esercitato dalla pubblica amministrazione. Noi sappiamo che questa invece poteva essere un'occasione, come ha segnalato e sottolineato l'onorevole Cossa, di andare oltre questa azione di copiatura del nome, quindi della trasformazione di un procedimento che è sempre lo stesso dai tempi in cui in Italia con la legge unica nazionale del 42, e quindi sotto il fascismo, si regolamentò la materia dell'autorizzazione edilizia. Poi evidentemente altre furie successive più moderne hanno preferito modificare il nome ma non la sostanza, e così noi che invece avremmo l'occasione di modificare anche nella sostanza il procedimento, non approfittiamo di questa possibilità ma ci limitiamo a modificare, a riportare, come già è avvenuto da parecchi anni in tutt'Italia, la "concessione edilizia" in "permesso di costruire". Io credo che invece si sarebbe potuto fare molto di più, avremmo potuto approfittare dell'introduzione della novità dello sportello unico per l'edilizia e del procedimento della CIA, per osare qualcosa. Lo dico anche perché il potere della pubblica amministrazione di poter esercitare i controlli in qualsiasi momento rimane comunque, per cui avremmo potuto utilizzare l'opportunità, io credo che avremmo potuto disciplinare per esempio il silenzio assenso e non invece un potere sostitutivo che abbiamo previsto in questo corpo della norma, che dovrebbe essere esercitato nel caso d'inerzia dell'ufficio tecnico comunale può essere esercitata dagli uffici regionali. È chiaro che questo procedimento non subisce altro che con questa norma un aggravamento, e non una semplificazione. Quindi, ecco, se noi pensiamo che la semplice azione sul nome… ecco, allora ha ragione il presidente Floris quando dice che è la cifra della riforma che questo centrosinistra vuole applicare. Credo che non siano queste le vere riforme perché risulteranno essere solamente riforme di facciata, ma bene avremmo fatto, sono anche delle nostre proposte che tendono a semplificare il quadro, per cercare di riportarlo magari su un binario più rispondente a quello che sta avvenendo in campo nazionale, e noi qualche volta non dobbiamo arroccarci sulla nostra competenza primaria, anche in questa materia, ma qualche volta dobbiamo, quando questo lo riteniamo intelligente, dobbiamo attingere a piene mani anche al patrimonio giuridico che ci viene dallo Stato centrale e quindi dal Parlamento nazionale, perché ci aiuta, questo sì, a semplificare le cose ai nostri cittadini. Quindi credo che nel merito questo articolo 2, con questa scrittura, non sia una grande riforma, perché non contiene se non un semplice vestito, una semplice forma, ma che non contiene nessuna sostanza in quanto il procedimento risulterà aggravato e non invece semplificato come avete voi predicato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, intervengo su questo punto nello specifico perché il tema è tutt'altro che nominalistico com'è evidente a tutti voi, e in modo particolare a un lettore attento, ad una memoria storica come è l'onorevole Floris. L'evoluzione normativa e le differenze sostanziali sul piano del diritto amministrativo, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di interpretazione, anche giurisprudenziale, tra licenza di costruire, concessione edilizia e permesso di costruire, quindi "licenza", "concessione" e "permesso" di costruire fa riferimento ad una evoluzione dello ius edificandi e alla complessa materia che comporta conseguenze tutt'altro che di secondo rilievo, sono d'accordissimo. Sul piano della tecnica legislativa va da sé che la legge 23 è la legge che comanda tutto il resto delle complesse disposizioni e quindi modificando la legge 23 e il riferimento che la legge fa alla concessione edilizia a cascata, gli amministrativisti e i legislatori lo sanno benissimo, comporta una modifica di tutto l'impianto amministrativo e di tutte le disposizioni legislative e regolamentari a valle. Devo dire però una cosa che a me stupisce francamente il contenuto di questo dibattito perché il disegno di legge approvato dalla Giunta Cappellacci il 30 dicembre 2013 si è posta il problema, 44 volte nel disegno di legge in materia di edilizia approvato il 30 dicembre nella Giunta Cappellacci si parla di permesso di costruire, in modo abbastanza strano se ne parla senza che ci sia una norma che dice che la concessione edilizia è sostituita con la parola ha permesso di costruire. Quindi con un sistema che all'interno di una Regione con competenza primaria in materia amministrativa tiene in piedi la concessione edilizia e il permesso di costruire non essendoci una norma che sopprime lo strumento della concessione edilizia con tutte le norme derivate. Si tratta, concordo, con l'onorevole Cossa e con l'onorevole Floris di una norma di semplice allineamento che dà certezza giuridica, che rafforza, non è certamente questa la norma che semplifica, però è una norma che serve, serve molto agli operatori del diritto per dare certezza del diritto e per certezza giuridica per tutte le disposizioni che a valle, anche all'interno di questa legge, ma soprattutto nella legge urbanistica, questa non è la legge urbanistica, come è a tutti quanti voi noto, servirà a disciplinare in modo ordinato, completo questa complessa materia e io credo che debba essere fatta, continua a essere convinto che debba essere fatta con l'apporto e con la collaborazione di tutto l'arco delle forze politiche presenti in Consiglio.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Intanto Assessore precisiamo che rimane sempre un potere autoritativo della pubblica amministrazione, quindi la sua posizione non ci ha convinti, è una norma di semplice recepimento e potevamo anche farne a meno. Ma io vorrei, con lei oggi, provare a riflettere sul perché si sta avendo un modus operandi a livello nazionale e noi invece che come Regione autonoma con grande specialità abbiamo sempre portato avanti i temi innovativi e siamo stati innovatori e precursori su tantissime tematiche, anche a livello nazionale, oggi ci troviamo ad inseguire e mi riferisco in particolare al fatto che con questa norma noi di fatto, anzi voi, state partorendo un piccolo topolino nel senso che, Assessore, lei per primo disse, non vi rinnoviamo il Piano casa perché andremo a strutturarlo, perché andremo a fare delle norme precise che dureranno nel tempo, allora io mi chiedo, visto che qui abbiamo detto che il Piano casa non esiste più, mi chiedo come mai il Piano casa Molise "modifica all'insegna del recupero edilizio bonus per la delocalizzazione e riqualificazione energetica degli immobili ultimati entro il 31 maggio 2014" viene prorogato; mi chiedo come mai il Friuli Venezia Giulia abbia prorogato il Piano casa è lo renda attivo fino a novembre 2017, è possibile considerare anche l'ampliamento di un corpo distaccato; Mi chiedo come mai la Regione Toscana che deve essere una Regione di riferimento per qualcuno concede la proroga fino a tutto il 2015, anche per poter usufruire dei bonus del 20 del 35 per cento per gli ampliamenti, per le demolizioni e ricostruzioni. Mi chiedo come mai la Calabria arriva alla proroga fino al 31 dicembre 2016, altri due anni quindi per l'ampliamento e il rinnovo del patrimonio edilizio esistente. Mi chiedo come mai il Piemonte, altra Regione di grande riferimento ha la proroga fino a tutto il 31 dicembre 2015 per ampliare tutte le abitazioni fino al 20 per cento della cubatura; Ancora le marche, è ufficiale la proroga fino al 31 dicembre 2016 con possibilità di trasformare i sottotetti e di ampliare e frazionare le unità immobiliari; L'Abruzzo, approvata la proroga fino al 31 dicembre 2015 ma in arrivo le nuove procedure per gli interventi di riduzione del rischio sismico; L'housing della città dei sassi per l'edilizia in luccania… Assessore lei non è interessato a ciò che succede nel territorio nazionale? La regione Puglia, altra regione i cui comportamenti siano ben noti a qualcuno in quest'aula proroga il Piano casa di un altro anno, addirittura rinnova le misure straordinarie urgenti a sostegno delle attività edilizie;invece la Regione Sardegna nessuna proroga per il Piano casa, viene confermata la scadenza a novembre del 2014. Il Lazio addirittura proroga fino al 2017, addirittura dichiara il Presidente Zingaretti dichiara che nonostante tutto ci sarà, con quel piano casa, lo stop alle colate di cemento e consumo del suolo, cose che di certo ovviamente non sono avvenute in Sardegna. La stessa Sicilia vi informo la proroga fino al 31 dicembre 2015, per avere ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni degli edifici residenziali o anche a destinazione diversa. Ancora chiudiamo con la Campania che la proroga fino al 10 gennaio 2016, con la riqualificazione anche delle aree degradate. Allora Assessore, colleghi, noi abbiamo sperato che la notte vi portasse qualche buon Consiglio, lo vedremo nel corso della seduta di oggi, però Assessore davvero io mi chiedo: "se lei avesse portato avanti la sua proposta iniziale, quella della Giunta, e avessimo percorso quella strada che ci portava ad delle norme strutturali, anche ancora in assenza di una vera legge urbanistica, avremmo capito, ma così non riusciamo a capire perché noi con il passo del gambero dobbiamo stare dietro a tutte le altre regioni italiane. Questo davvero non riesco a comprenderlo, Assessore, quindi se lei mi vorrà dare delle spiegazioni invece di continuare a chiacchierare con il collega Lotto, gliene sarei grata.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Presidente, colleghi e colleghe, la legge numero 130 che stiamo discutendo in quest'Aula assomiglia terribilmente ad un abito che un bravo sarto, l'assessore Erriu, sta tentando di confezionare, però in realtà questo bravissimo sarto è senza strumenti, ha degli aghi sputati, ha un filo che non serve, le stoffe sono veramente di scarsissima qualità, questo per dire che cosa caro Assessore? Che lei è vittima probabilmente di una maggioranza che senza strumenti sta tentando di mettere in piedi una legge sull'edilizia che in realtà non soddisfa lei, non soddisfa la maggioranza, non soddisfa la minoranza, ma soprattutto non soddisfa la Sardegna intera. È molto difficile creare un abito che si anche alla moda senza strumenti, non gli è stata data neanche la taglia, a sua fantasia, quindi questo abito che lei sta confezionando è un abito molto complicato e difficile in qualche modo da attribuire ad una persona fisica, quindi ha bisogno delle toppe, bisogna di cercare di darle una parvenza di un abito fatto bene, in realtà così non è. Mi permetto di suggerire, Assessore, che come ha già detto ieri il decreto legislativo numero 133 del governo Renzi, del settembre 2014 è sicuramente più avanti, è un abito alla moda, quindi dobbiamo cercare di rubare e di copiare un modello di questo abito e cercare di calarlo poi nella realtà della Sardegna. Questo per dire che cosa, stamattina leggendo che cosa hanno fatto le altre regioni tutte, moltissime regioni d'Italia, potrei dire quasi tutte, hanno recepito la legge nazionale, la "133", quindi la mia proposta e per questo assessore chiederei se è possibile anche una risposta immediata, è fermiamo i lavori, organizziamo all'interno dell'aula il recepimento della legge numero 133 emendiamo gli articoli ove non sia prevista in qualche di buttare al macero questa legge o di sospenderla o di prorogare il Piano casa, anche se sarebbe per me il massimo desiderio, però fermarci recepire la legge numero 133 credo che sia un atto doveroso per noi, per la Sardegna per le imprese e per i lavoratori, ma soprattutto per dare un segnale che la politica con la P maiuscola va oltre quelle che sono le proposte che provengono dalla maggioranza o che queste provengano dalla minoranza. Ritengo che questa proposta, caro Assessore, sia da accogliere e ci faciliterebbe anche il percorso nei prossimi giorni per portare poi all'approvazione di questa legge che tutta la Sardegna attende con ansia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). C'è stato detto ieri che questo dibattito sarebbe inutile ed è talmente inutile, onorevole Lotto, che probabilmente o lei e il suo Gruppo e la sua parte politica non è sintonizzata con l'opinione pubblica e con le associazioni di categoria, o debbo presumere che nel suo intervento lei abbia sottolineato probabilmente l'inutilità del lavoro che state facendo voi. Io devo aver capito bene in questo senso, cioè lei ha sottolineato che quello che state facendo è assolutamente inutile perché dopo l'ANCE, dopo la Confartigianato, stamattina c'è una dichiarazione chiara di Confindustria a proposito di quello che state facendo voi e di quello che abbiamo fatto noi con il piano casa e di quelli che sono stati gli effetti prodotti dal piano casa. Allora, guardi leggo perché almeno così si capisce che non è azione della posizione fine a sé stessa: se la nuova legge sull'edilizia dovesse essere approvata, come si va configurando in Consiglio regionale, sarebbe un ulteriore gravissimo attacco all'economia della Sardegna, - parole morbide onorevole Lotto - lo sostiene il direttivo della Confindustria che ha espresso grande preoccupazione per l'evoluzione del confronto in Aula, ritenendo il testo in via di approvazione decisamente peggiorativo, perfino rispetto alla precedente stesura. Secondo gli industriali sardi verrebbero gravemente colpiti non solo edilizia e turismo, ma anche le attese di riqualificazione degli insediamenti manifatturieri e dei servizi, mentre al riguardo non può considerarsi compensativo ed alternativo il solo impegno previsto dalla finanziaria regionale per gli investimenti in infrastrutture. Il direttivo di Confindustria ha invece messo in evidenza i riscontri - senta onorevole Lotto, così almeno si fa un'idea chiara degli effetti che aveva prodotto il piano casa della Giunta Cappellacci - straordinariamente positivi ed aggiuntivi in termini di occupazione e di investimenti. Pertanto, - lo dice Confindustria! - totalmente privati direttamente scaturiti dall'applicazione della precedente legge regionale sulla casa che non incompatibile con il piano paesaggistico ha contribuito, come sottolineato anche dai rappresentanti dell'ANCE Sardegna, ad attenuare in misura rilevante gli effetti della devastante crisi che ha colpito la nostra regione. Gli industriali sottolineano come l'imprenditoria isolana abbia dimostrato grande attenzione nell'utilizzare lo strumento normativo allora vigente con interventi di valorizzazione, senza consumo di nuovo suolo e salvaguardando la risorsa ambientale. Secondo la Confindustria - concludono - serve una legge adeguata non sostitutiva di una necessaria normativa urbanistica e di governo del territorio, quale unica e immediata possibilità di intervento e di abbellimento del patrimonio edilizio, con effetti sull'efficientamento energetico a vantaggio della qualità abitativa, dell'attrattività turistica, della creazione e distribuzione del reddito e dell'occupazione in tutti i territori dell'isola. Ho voluto richiamare integralmente il testo della nota di Confindustria per mettere ancora in evidenza qual è la grave debolezza di questa azione che state portando avanti e che, com'è stato anche bene evidenziato, voi vi state occupando di un problema, l'articolo 2 si adegua a quello che, come vi è stato ricordato, succede in tutti i Comuni si chiama permesso di costruire, lo state sostituendo al nome concessione, ma vi pare che siano questi problemi che riguardano gli imprenditori che riguardano i costruttori, che riguardano le famiglie che hanno utilizzato per la loro prima abitazione il piano casa? Allora, questo furore ideologico, questo furore davvero di grave pregiudizio contro chi rischia e contro chi investe e contro chi, questo sì, non con i fondi pubblici ma privati…

(Intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 114. Parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Voterò a favore dell'emendamento numero 114. Assessore, è vero, effettivamente è necessario aggiornare le norme del testo unico regionale a quelle che sono le disposizioni nazionali, quindi nessuno ritiene che non si debba fare, nessuno ritiene che non sia necessario farlo, dopo 14 anni qualcuno potrebbe dire: caspita era ora che inserissimo nella modifica della "23" anche un termine più corretto secondo le disposizioni del "380"; nessuno dice questo. Quello che a noi lascia perplessi è che il testo ha per titolo: norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia di urbanistica. Non è la legge urbanistica, inseriamo però disposizioni di riordino e quindi recepiamo disposizioni nazionali e andiamo a semplificare che cosa? Nel momento in cui tutti gli uffici tecnici, qualunque ente deve rilasciare un'autorizzazione edilizia che si chiamerà, e che dal 2001 si chiama "permesso di costruire", rilasciano "permessi di costruire", non rilasciano "concessioni edilizie". Quindi non c'è nessun tipo di dubbio da questo punto di vista, cioè nessuno interpreta in modo differente. Quindi, va bene che anche la Regione Sardegna recepisca, anche su questo non diciamo assolutamente niente. Quello che ci lascia perplessi è che anziché dover attendere alla non proroga del piano casa, a quattro mesi fermi perché comunque questa norma non andava avanti, ci si presenta davanti al Consiglio regionale con che cosa, con 13 articoli - 12 articoli che recepiscono norme nazionali, se questo è il messaggio che noi dobbiamo mandare a tutto il territorio regionale perché bisogna rilanciare lo sviluppo edilizio della Regione, va bene prendiamo atto del vostro fallimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Nihil sub solum novum, niente di nuovo sotto il sole. Questa norma è la rappresentazione plastica del niente assoluto. Stiamo inserendo all'interno di un articolato un termine che ormai è patrimonio comune nel settore edilizio anche in Sardegna e invece questa terminologia vecchia, trita e ritrita viene contrabbandata come un'innovazione, una vera e propria rivoluzione. Questo è il motivo che ci spinge a votare favorevolmente gli emendamenti soppressivi che fanno giustizia di un passaggio normativo che dovrebbe innovare l'ordinamento ma non innova un bel niente, niente di nuovo sotto il sole quindi, niente di nuovo sotto il sole. Stiamo discutendo di una norma che non riesce assolutamente a incidere neppur minimamente nell'ordinamento regionale. Per questo motivo noi voteremo a favore dell'emendamento in modo che questa norma non prenda vita nel nostro sistema di norme sull'edilizia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 114 e ringrazio anche l'onorevole Solinas perché ha voluto dare proprio un modo chiaro di leggere una norma e soprattutto di poterla interpretare al meglio. Io credo che sia molto più veritiero e anche molto più significativo dire esattamente che cosa contiene il capo due ed è più corretto dire che è una semplificazione e un riordino in materia edilizia piuttosto che fare come vuole fare l'azzeccagarbugli quando vuole confondere le idee mischiando tra di loro le leggi. Invece andiamo subito con chiarezza a dire cosa stiamo facendo anche se poi questa legge farà ben poco. Però quanto meno se riusciamo anche a migliorare quelle cose che sono migliorabili, colleghi. Qui non credo che ci sia ad avere nessuna posizione politica o altro, sforziamoci quantomeno a renderla un po' più chiara questa legge e a dire che cosa contengono i capi, gli articoli che faremo veramente un buon servizio soprattutto a chi già con grande difficoltà dovrà andare ad applicarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Nell'annunciare il voto favorevole per l'emendamento vorrei dire: l'assessore Erriu nel suo intervento ha citato le 44 volte in cui si parlava di "permesso di costruire" nel famoso disegno di legge numero 613 della Giunta Cappellacci. Mi pare che non ci fosse… Quella proposta di legge contrariamente a questa intanto mi pare che si esprimesse dappertutto con il termine permesso di costruire e il principio di successione di leggi nel tempo con connesso, con quella proposta che c'è all'articolo 54 di quella proposta con le abrogazioni che era proprio titolata abrogazioni dovrebbe mettere pace rispetto alla polemica che forse voleva inserire col suo intervento. Mi pare che lì ci fosse un'altra concezione e cioè c'era un ragionamento organico di tutta la materia, si superava addirittura totalmente la famosa legge numero 23 dell'85; ma comunque fuori da questa polemica. Perché quella anzi secondo me era addirittura una proposta ben scritta e bene articolata, noi qui siamo proprio a discutere di queste differenze. Noi pensiamo che attraverso il cambio del nome non si cambi la sostanza, cioè si continui a percorrere la strada della complicazione delle cose semplici e non è certamente con questa modifica del nome che possiamo parlare di grandi riforme. Per questo che confermo il voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, confermo anch'io il voto favorevole a questo emendamento; però veramente io, Assessore, sono seriamente preoccupato per quello che può accadere e che accadrà da quando approveremo questa legge. E ne parlo molto seriamente nonostante il mio atteggiamento è anche sempre rivolto anche nei banchi della maggioranza sempre con un sorriso soprattutto quando intervengo e dall'altra parte mi viene rivolto un sorriso. E lo dico molto seriamente, perché forse anche questo nostro modo di cercare di farvi riflettere, intervenire su ogni emendamento vi sta facendo perdere di vista, vi sta facendo perdere di vista quello che realmente stiamo andando ad approvare.

Stamattina mi sono arrivati una serie di messaggi da parte di imprenditori, da parte di operai, da parte di artigiani i quali mi chiedevano con forza addirittura vi dico una cosa: ci hanno accusato, questa mattina mi sono arrivati i messaggi che ci accusavano di essere troppo morbidi con voi, realmente. Troppo morbidi con voi. Perché se vi leggo uno dei messaggi, non lo posso leggere perché rischio probabilmente qualche denuncia se leggessi uno di questi messaggi di un vostro elettore, di un vostro elettore…

(Interruzioni dai banchi della maggioranza.)

PRESIDENTE. Scusate, onorevole Cocco, onorevole Manca, grazie.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Mi autorizzate?

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, la richiamo, grazie.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Mi autorizzate? Mi autorizzate a leggervi come vi ha definito…

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino, per cortesia grazie anche a lei.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Mi disturbavano, Presidente…

PRESIDENTE. Se ci aiuta non la disturbano.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Io stavo parlando, Presidente…

PRESIDENTE. Appunto, ho fatto i miei richiami da una parte, adesso richiamo lei e la invito a procedere con l'intervento. Grazie.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Dicevo, Presidente, sono comunque seriamente preoccupato per quello che sta avvenendo. Noi secondo me vi siete trovati all'interno di un imbuto perché neanche voi all'inizio avevate l'idea di quello che stavate approvando perché probabilmente ve l'hanno cambiata un po' sotto il muso e quindi non sapevate che cosa si stava portando realmente in aula perché la legge fatta dall'Assessore era una legge che, guardate, poteva non trovarci d'accordo ma era una legge obiettiva, era una legge che dava opportunità in attesa di una legge più organica di poter tamponare a questa situazione di crisi che stiamo vivendo. In questo momento realmente quello che state portando ma lo avete visto, lo avete letto realmente al di là di quelli che possono essere gli accordi interni che dovete trovare? È un dramma, io invito anche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, per esprimere il voto favorevole all'emendamento presentato dal collega Solinas che mi pare che sia in linea anche con le cose che ha detto prima l'Assessore, e cioè noi stiamo andando ad un adeguamento barra allineamento terminologico e concettuale che va al di là della fondamentale legge numero 23 del 1985. Quindi io credo che questo emendamento abbia un senso preciso nella direzione di dare maggiore organicità e maggiore senso anche a questa legge in attesa di una auspicata legge urbanistica che metta ordine alla materia. Se si sta intervenendo su questo aspetto particolare che non è un aspetto certamente secondario io credo che allargare, dare alla rubrica un titolo diverso dia il senso di introdurre il concetto di licenza di costruire in tutto il sistema normativo edilizio e urbanistico della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Molto brevemente, perché sta passando in quest'aula, secondo la tesi della minoranza, che l'adeguamento della "23" dell'85 al Testo unico sull'edilizia, cioè la "380", sia perfettamente inutile perché comunque anche in Sardegna si applicava la "380". Non è vero, in Sardegna si applica la "23" dell'85, quindi non si rilasciano, collega Cherchi, permessi di costruire, ma invece concessioni edilizie, non si rilasciano SCIA, ma si rilasciano DIA. Quindi non è vero, il titolo va benissimo perché stiamo adeguando la "23" dell'85, che viene osservata da tutti i nostri uffici tecnici, all'amministrazione nazionale. Se non fosse così, si continuerebbe evidentemente ad osservare la "23" dell'85, quindi finiamola con questa storia che è una cosa inutile, non è una cosa inutile, non lo è per niente inutile, ed è semplificazione in questo senso, stiamo usando lo stesso linguaggio della normativa nazionale e stiamo usando anche gli stessi procedimenti della normativa nazionale. Come la volete chiamare? Certo che non è lo sviluppo dell'edilizia in Sardegna, evidentemente no, è una semplificazione, così la stiamo definendo e così è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Io vorrei rassicurare i colleghi dell'opposizione naturalmente nell'annunciare preventivamente il voto positivo a quest'emendamento rispetto a un punto. Noi siamo qui sempre con un atteggiamento rivolto a consentirvi di svolgere al meglio il vostro ruolo di maggioranza che governa la Regione e che ha la responsabilità di portare delle proposte di legge e di avere la sufficiente coesione per sostenerle e per votarle. Tuttavia, voi dovete considerare una cosa, che rispetto a voi noi non abbiamo la possibilità di metterci in contatto con spiriti superiori, noi non abbiamo una coscienza al di fuori di questa assemblea che guida le nostre azioni, abbiamo però piuttosto fredde rispetto al fatto che quella che alcune teorie definiscono la capacità della preghiera di produrre delle onde magnetiche in grado di condizionare la realtà possa in questo caso realmente provare a condizionare voi che siete misteriosamente assenti da questo dibattito. Se si accettano alcune cose estemporanee, l'unica cosa che mi da un pochettino di fiducia è che gli spiriti, per bocca finalmente del collega Demontis, stiano cercando di mettersi in contatto con noi. E a loro io mi invoco per capire qual è il senso di dilapidare la possibilità che ci è offerta dal nostro Statuto in materia di urbanistica e dell'autonomia che noi non sfruttiamo se non per pedissequamente copiare disposizioni che sono di carattere nazionale. Dov'è il nostro autogoverno? Dove lo stiamo esercitando, se non in un impianto sanzionatorio che poi andremo ad analizzare punto per punto? Il nostro non è atteggiamento ostruzionistico, non è neanche perdita di tempo, sono preghiere, preghiamo che in tutto il tempo, e sarà lungo, mettetevi comodi, che occorrerà per analizzare questa norma, qualcuno di voi venga illuminato e comprenda qual è la schifezza che avete portato e che state ulteriormente cercando di peggiorare. Ma non penserete mica che noi siamo qui soltanto per fare esercizi dialettici? Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno per vostro conto, visto e considerato che noi non abbiamo contatti divinatori, di dare risposte a persone vere, a persone che voi state teorizzando dei veri e propri espropri proletari cercando di privare anche di quella piccola capacità di risparmio che in tempi molto diversi da questi hanno avuto. Quindi, io vi invito ad ascoltare… Collega Sabatini, se avessi letto l'articolo 3, se lo avessi letto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Quando si annuncia al mondo intero che si fa la rivoluzione copernicana uno pensa che c'è davvero qualcosa di forte, di importante, che si muovono in maniera diversa gli universi mondi, per dirla alla Giordano Bruno. Ma in questo caso, quello di Giordano Bruno e di Copernico di nascosto toccavano sensibilità quali sono i dogmi che imponeva la Chiesa di Roma allora, e si sovvertiva quello che era un ordine costituito. In questo caso di ordine costituito non si sovverte niente, non solo non si sovverte, ma si appesantisce quel gravame che bloccava la terra ad essere unico astro su cui girava pure il sole. Poi la scienza moderna ha detto anche che giravano la terra, il sole e l'insieme, questo costò la vita a qualche persona bruciata sul rogo, ieri era il 18, e ce n'era un altro che aveva toccato il fuoco, Jacques de Molay. Ma poco importa, cosa interessa ad un'appartenenza così attenta e vigile alle aperture del mondo quando si va a dire soltanto con un piccolo piagnisteo quello che non doveva essere neanche messo, sostituire una parola con l'altra ha significato di crescita, ha significato di riforma che supera ogni limite, ha voglia di essere attenta a quelli che sono i processi che questo mondo ci da come avventura, a leggere quello che sarà il futuro e dire che sul futuro c'è una scommessa, oppure siamo ancora una volta, come ho detto ieri, avantieri, con la testa rivolta all'indietro e non comprendiamo verso dove andiamo e che cosa vogliamo fare. Io ho paura di un sistema dogmatico…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io confesso che in materia urbanistica sono un po' scarso e quindi ascolto con attenzione gli interventi dotti che vengono dai banchi della minoranza come dai banchi della maggioranza e cerco di fare tesoro e di tenerli come riserva perché comunque con l'urbanistica confrontare ci dobbiamo. Quindi, parlo solo da cittadino che apre un testo di legge, e tutti credo che abbiamo provato la sensazione di aprire un testo di legge e di giocare tipo al gioco dell'oca, perché ogni articolo ti rimanda a un'altra legge, vai a vedere un'altra legge e ti rimanda a un'altra ancora, riferimenti normativi, e mi ricordo che c'è stata proprio una richiesta anche al Parlamento di fare delle leggi che fossero quanto più leggibili da parte dei cittadini, non fossero solo un conglomerato di riferimenti normativi per districare i quali è necessaria veramente una competenza, un lavoro e un impegno che vanno al di là di quelle che sono le normali capacità di chiunque si approcci a leggere una legge, e non necessariamente deve essere letta solo da chi ha quelle specifiche competenze. Detto ciò, se uno legge il Capo 2 come proposto, "modifica alla legge regionale numero 23 del 1985" non capisce di cosa sta parlando. Se noi scriviamo, Capo 2: "Semplificazione e riordino in materia edilizia", anche il meno preparato, che non è ingegnere, chi non è un tecnico, chi non ha una capacità di lettura del corpo normativo e legislativo che si va a creare credo che sappia cosa contiene quel Capo. Quindi, l'emendamento non ha la velleità di modificare nulla, ha semplicemente l'obiettivo di indicare chiaramente alla prima lettura, chiunque apra quel testo di legge, cosa contiene quel capo. Cioè, è una banalità, se volete una cosa che veramente non ha senso neanche stare molto a discutere, è semplicemente da approvare. Per cui anticipo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 114 sostitutivo totale, con la seguente dicitura: "Semplificazione e riordino in materia edilizia". La semplificazione e la sburocratizzazione delle leggi e delle norme dovrebbe essere la nostra linea guida, la nostra stella polare; è questo che ci chiede la Sardegna, è questo che ci chiede la popolazione. Semplificare per gli uffici regionali, semplificare per gli uffici tecnici, comunali, semplificare per tutti quegli studi professionali che sono ormai da alcuni mesi a riposo, perché non hanno praticamente lavoro, e attendono con ansia e trepidazione una legge che consenta gli studi tecnici e le famiglie di poter migliorare la propria qualità della vita presso le proprie abitazioni. Colleghi, la casa rappresenta, per ognuno di noi, sicuramente il bene più importante; è il bene più prezioso. In questo momento le famiglie aspettano dalla politica una soluzione ai problemi che da mesi stanno attendendo, e hanno riposto nella politica grandi aspettative. Cerchiamo di non tradire queste aspettative dei nostri elettori e della nostra popolazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). A proposito di crisi di identità, più volte l'onorevole Tedde ci richiama con un riferimento letterario molto importante, a cui noi tutti siamo appassionati, a me sembra che da parte dell'opposizione, con termini tipo: "Non conoscete la legge", non avete letto neanche l'articolo 3, non sapete quello di cui state parlando, c'è un capo che vi decide tutto", e secondo me avete preso la parte peggiore di quella sinistra elitaria, che noi abbiamo rotto matto, perché con tono di presunzione, molto antipatico, dico, presumete che non ci leggiamo le cose, non guardiamo gli emendamenti e non affrontiamo la questione. Questa è una maggioranza che, grazie a Dio, ha presentato 100 emendamenti e che è pronta, se la finiamo con l'ostruzionismo, e cioè quello che i vocabolari definiscono così: "Fra posizioni di ostacoli di ogni tipo, attuata applicando in modo pignolo la legge e volta a intralciare la realizzazione di qualcosa", se la finiamo con questo atteggiamento, ci sono 100 emendamenti della maggioranza, ce ne saranno molti altri di sostanza da parte della minoranza, discutiamo nel merito delle cose. E' evidente che sulla soppressione dei commi, sui titoli e sulle cose meramente letterarie, non potete pretendere che la maggioranza stia a interloquire sul nulla, e credo quindi che sia sensato, se volete dialogo, se volete discutere davvero delle cose, c'è l'Assessore in aula, discutiamone, ma non sulle questioni meramente ostruzionistiche. Credo sia serio che ce lo riconosciamo come parti, altrimenti stiamo solo perdendo tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Presidente, la modifica del capo II è legata poi a quanto io avevo osservato in ordine ai titoli abilitativi. Chi ha dato risalto a questo articolo 2 è l'onorevole Demontis, il quale lo voleva contrabbandare come anticipazione di alcune norme di carattere generale, e come contrasto al consumo del suolo. Abbiamo detto che era un atto dovuto, e io insisto, onorevole Assessore, su quello che ho detto prima, insisto perché so anch'io che la legge che è stata richiamata è l'architrave di tutto il contenimento giuridico che esiste in materia urbanistica ed edilizia, però sono stato consigliato da diversi uffici tecnici del Comune di approfondirlo questo aspetto, perché intanto il permesso di costruzione non è previsto soltanto dalla nostra legge, è previsto anche dal testo unico dell'edilizia del 2001, il numero 180, è previsto anche dalle leggi successive, è previste dal "Mille proroghe", è previsto anche dallo "Sblocca Italia", quindi sono tutti provvedimenti che possono intercedere tra di loro, se noi specificassimo che laddove non occorre in quella legge, ma in tutte le leggi dove ci sia una cosa diversa dal permesso di costruzione e va modificato, non faremo cosa assolutamente inutile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non abbiamo capito bene, anche dall'ultimo intervento dell'onorevole Arbau, quale sia la posizione della maggioranza, perché io apprezzo il suo tentativo di aprire un confronto sulle questioni anche più complesse, e noi siamo qui per questo, ma se da parte vostra, negli interventi che abbiamo sentito ieri Dell'onorevole Demontis, dell'onorevole Lotto, dove c'è una posizione non di confronto, ma addirittura di contrasto su tutta la linea, se la Giunta continua a rimanere in un silenzio rispetto alle questioni che noi abbiamo sottoposto di carattere generale, ma anche specifico, beh, voi capite bene che noi continueremo a fare quello che stiamo facendo, cioè a mettere in evidenza quelli che sono i punti di gravissima debolezza di questo testo che state proponendo. Vedete, per noi sarebbe molto più semplice lasciarvi fare, chiudere nel giro di qualche ora questa discussione, vi approvate questo testo, e guardate, create le condizioni perché si riverifichi quello che noi sappiamo già si verificherà, l'effetto che ha determinato la politica dell'onorevole Renato Soru sull'edilizia e sull'urbanistica, sulla quale siete rovinosamente caduti; non dimenticatelo! Perché sull'urbanistica l'onorevole Soru dovette rassegnare le dimissioni, ma non per un'azione dell'alloro opposizione, ma per un'azione interna alla sua stessa maggioranza, e questa è la vostra pietra tombale, perché voi state riproponendo in senso peggiorativo ciò che di peggio l'onorevole Soru nel 2006 aveva introdotto, con un PPR che ha creato gravissimi disastri, perché se non è stato possibile approvare un PUC è stato grazie a quelle PPR, se sono stati rilevati errori è grazie a quelle PPR, e a quella legislazione di divieti, a quella legislazione ipocrita che favoriva e che favorisce, col sistema delle intese che avete fatto rivivere, solo pochi amici…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Per chiarire alcuni aspetti che ha sollevato il consigliere Demontis. Noi non abbiamo utilizzato, anzi, il collega Cherchi non ha utilizzato l'aggettivo "inutile", ha detto un'altra cosa, ha detto che la numero 380 del 2001, sul Testo unico dell'edilizia, non è inutile assolutamente, ma questo è un recepimento della 380, e ha detto che, a differenza di quello che ha sostenuto Demontis, in tantissimi uffici tecnici dei 377 comuni della Sardegna si applica già la numero 380, non si applica solo la "23" perché nei comuni della Sardegna si applica, per esempio, l'articolo 4 sulle tolleranze, si applicano tantissimi articoli della "380", ad esclusione di quelle determinate da una circolare del 2011 dell'allora assessore Biancareddu. In questo articolo noi stiamo parlando della concessione edilizia o del permesso per costruire. Il problema è un altro. Il problema è che tanti con questo testo purtroppo non potranno utilizzare né il permesso di costruire, né la concessione edilizia. Questo è il vero problema. Perché quando voi nelle zone E, quindi nelle zone agricole, eliminate i punti di ristoro, quelle attività ricettive che davano la possibilità alla conduzione familiare di equilibrare il loro reddito, non potrebbero assolutamente mettere in atto né la concessione edilizia, né il permesso di costruire. La stessa identica cosa accade nelle zone C e nelle zone B d'espansione con quelle premialità. Tanti non potrebbero richiedere né la concessione edilizia, né il permesso di costruire. Nelle zone F, quando voi eliminate la possibilità del riordino e della riqualificazione, tanti non potrebbero assolutamente mettere in atto né il permesso di costruire, né la concessione edilizia. Questo è il vero problema, e lo ha chiarito molto bene chi mi ha preceduto, il mio Capogruppo, che ha detto che noi siamo qui, ci farebbe comodo veramente fare in modo che questo provvedimento potesse essere approvato nel giro di un'ora, ma noi siamo qui per contribuire, per dare un contributo importante, per mettere in atto aperture perché ce lo chiedono i cittadini, lo chiedono gli ordini professionali, lo chiedono le associazioni, lo stanno chiedendo ad alta voce i cittadini sardi. Quindi noi siamo qui non per convincervi, ma per capire se c'è la possibilità…

PRESIDENTE. Onorevole Peru, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 114.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Lotto ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Azara - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 19

contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 248.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Vorrei leggervi un messaggio: "Spero tu stia benone. Mi permetto di disturbarti, nonostante non sia un tuo elettore, per chiederti…

(Interruzioni)

Scusate, è serio. È serio. "… per chiederti gentilmente di batterti con forza in generale, come sono certo tu stia facendo, su questa sciagurata legge edilizia e tra le altre cose sulle lottizzazioni alberghiere adottate dai comuni e non solo, che Soru vuole cassare definitivamente. Sarebbe una sciagura, oltre che una beffa, per chi ha investito tanti soldi per progettazioni, convenzioni, eccetera, e tuttora continua a pagare assicurazioni sulle convenzioni, pensando, sperando, prima poi, in un diritto acquisito, diritti che questi pazzi vogliono cancellare con un colpo di spugna vergognoso. A presto". Questo è uno dei tanti…

(Interruzioni)

È qua, non vi leggo chi l'ha scritto perché non va bene, ma è qua, lo potete leggere come volete. Questo è uno dei tanti messaggi che stanno arrivando. Presidente, io sto cercando di parlare seriamente…

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino, guardi, io sono sicuro che si riferisce all'emendamento soppressivo numero 248 questo messaggio, però la inviterei a concludere l'intervento e a fare la dichiarazione di voto perché siamo in questa fase. Grazie.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Assolutamente. Dicevo, all'interno di questo messaggio un passaggio è fondamentale, Presidente, che "Soru sta cercando di cancellare". Questo è il messaggio che non sta passando solo a noi, è un messaggio che sta passando nella gente, quindi quando voi continuate a dire che è una cosa che stiamo cercando di portare avanti noi, è un'accusa che stiamo cercando di portare avanti noi, non è vero. È la gente che ve lo sta dicendo, sono le persone comuni, gli imprenditori, e non li volete ascoltare. Finirà come è finito non, come ha detto il nostro Capogruppo, quando Soru ha dato le dimissioni per la legge urbanistica, finirà come è finita l'elezione successiva di Soru. Questo dovete capire.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sarai contento allora!

FASOLINO GIUSEPPE (FI). No, sono dispiaciuto per quello che è il futuro di questa terra, che a voi non interessa. Questa è la realtà. Non vi interessa!

PRESIDENTE. Vede, onorevole Fasolino, lei non ha fatto la dichiarazione di voto ed era iscritto per dichiarazione di voto.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Mi iscrivo di nuovo.

PRESIDENTE. No, non si riscrive, però non ha fatto la dichiarazione di voto.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Dichiaro il voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Per non correre rischi dichiaro il voto a favore dell'emendamento in via preventiva. C'è questo fantasma che aleggia su questa Aula, un fantasma che ci preoccupa non poco, il fantasma del Segretario del PD che mette la mordacchia alla maggioranza, che l'avvolge con catene, politiche per fortuna, che impediscono alla maggioranza di riflettere, di ragionare, di lavorare nell'interesse dei sardi. Se la nuova legge sull'edilizia dovesse essere approvata, come si va configurando, in Consiglio regionale, sarebbe un'ulteriore gravissimo attacco all'economia della Sardegna. Non lo dice Forza Italia, non lo dice il centrodestra, lo dice la Confindustria, Confindustria che è stata utilizzata da voi come una foglia di fico per cercare di celare la mancanza di condivisione di questa norma. Questo per dire che avete simulato di aver avviato e condotto a conclusione un procedimento partecipato, convocando tutte le associazioni portatrici di interesse. Queste associazioni hanno fatto delle osservazioni; queste osservazioni sono finite nel mare magnum del nulla di questa legge, perché poi la proposta di legge che viene fuori dalla Commissione è una proposta di legge che non tiene conto assolutamente delle osservazioni. È una proposta di legge che rivoluziona sì il disegno di legge della Giunta, perché secondo la Commissione era necessario mettere mano al disegno della Giunta perché era privo di logica espositiva, con norme slegate le une dalle altre, incomprensibili e poco chiare. Quindi anche in questo caso la maggioranza ha dimostrato di soffrire della sindrome di Vitangelo Moscarda. Questa problematica che attiene alla vostra identità credo che voi la dobbiate risolvere non con uno psicologo, ma con riflessioni politiche più approfondite. Uscite da quest'angolo in cui vi ha relegati il Segretario del PD, uscite da questo anfratto nel quale non potete ragionare, riflettere, pensare e decidere a favore dei sardi. Non crediamo che sia opportuno che voi continuiate su questa strada, ma non perché noi vogliamo che voi necessariamente prendiate le briglie del centrosinistra in mano e le togliate al Segretario del PD, ma perché la regione soffre, l'Isola soffre, l'impresa soffre, siete lontani anni luce dalle...

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, sull'emendamento numero 248 voterò a favore. Come nell'intervento sulla dichiarazione di voto dell'articolo 1 molti e molto spesso gli emendamenti soppressivi sono emendamenti che si presentano un po' più per protesta che per effettivamente, in alcuni casi, voler realmente cassare l'articolo che si sta ponendo in votazione. In questo caso effettivamente è un emendamento che si presenta non certamente perché all'interno dell'articolo 2 si vogliono inserire elementi che non sono corretti, è un recepimento della "380", nessuno dice niente, va benissimo, ci mancherebbe altro. Il caso specifico è perché questa legge, questa proposta che si fa al Consiglio regionale è veramente fuori da ogni logica e da ogni necessità che si vuole portare avanti ed approvare. L'Assessore ha detto: "Nel testo che voi avete proposto all'Aula quando avete fatto il piano casa avete citato più di 48 volte (probabilmente saranno 50, 60, con gli interventi saranno anche 300), 300 volte le parole 'permesso di costruire'". È vero, perché il Consiglio regionale aveva già recepito la "380" e in automatico si utilizza oramai in tutto il territorio regionale il termine "permesso di costruire". Quindi, credo che non ci sia assolutamente niente da eccepire. Lo stiamo recependo ma niente di più e niente di meno di quello che fino a oggi effettivamente è già in essere. È il testo unico nazionale e fa presente come bisogna procedere per il rilascio dei titoli abilitativi. Poi, è vero che qui nella legge numero 23 del 1985 non c'era scritto e quindi oggi un messaggio importante per la Sardegna, udite udite, stiamo scrivendo e stiamo aggiornando la legge numero 23 per scrivere "permesso di costruire"!. Cosa vi posso dire e che cosa vi possiamo dire? Complimenti, questo è il messaggio che diamo a tutta la Sardegna per quello che sarà il nuovo corso dell'edilizia regionale e dell'urbanistica regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, per annunciare il voto convintamente favorevole a questo emendamento il quale certificherebbe quella che nel migliore dei casi rappresenta l'ininfluenza con la quale state agendo sulle questioni urbanistiche di questa regione. Ovvero converrete con me che, visto e considerato che la giurisprudenza ha concesso più o meno trent'anni di tempo alla politica per adeguarsi a quanto essa aveva già stabilito, il fatto che questo articolo scomparisse da questo testo legislativo lascerebbe il sistema assolutamente indifferente. Ora, perché vi ho detto che è uno degli effetti più favorevoli alla comunità? Perché purtroppo quelle che non sono questioni già scritte dalla giurisprudenza, come stiamo cercando di spiegarvi a partire da ieri, sono quei temi che invece costringerete la giurisprudenza a scrivere negli anni a venire, perché l'effetto pratico di un testo confuso, l'effetto pratico di un testo non capace di dare un indirizzo preciso è esattamente questo: è esattamente l'effetto di mettere la giurisprudenza nella necessità di coprire il vuoto che la politica sta lasciando. Il problema sociale sotteso a questo è che chi paga questo prezzo è la comunità e chi, per difendersi dal giogo di queste norme, è costretto a spendere danari per difendere il proprio patrimonio che ha faticosamente capitalizzato per sostenere in sede giurisdizionale quello che voi non siete stati in grado di spiegare. Io non sono uno che ha l'abitudine di invocare l'aiuto della magistratura, ma sono convinto e spero che questo aiuto intervenga prima che questi danni diventino irreparabili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, annuncio ovviamente il voto favorevole all'emendamento che è un voto politico abbastanza spaccato rispetto alla concezione che abbiamo più complessiva della proposta di legge. Non dovete offendervi se viene richiamato lo spirito del vostro Segretario, presidente Solinas, perché vi è una corrispondenza anche storica tra la presentazione di questa proposta di legge da parte della Giunta e, guarda caso, anche con l'elezione del Segretario. Dal 23 ottobre andiamo al 27 ottobre 2014, quindi qualcuno forse pensava di accelerare e di far passare in tutta fretta un progetto di legge che potesse sfuggire al corpo intermedio così modificato dalla vostra base militante.

La questione centrale comunque è che oggi siete voi in quest'Aula che vi assumete la responsabilità di portare una proposta di legge che non è assolutamente rispondente alle nobili intenzioni che vi eravate proposti e anzi, sacrificate in qualche modo la volontà del Governo che in prima battuta invece tenta di portare un disegno organico molto più accettabile di quello che, secondo noi, è stato poi successivamente trasformato nei passaggi in Commissione. Quindi, se pure ci si rende conto che anche di un piccolo ammodernamento come può essere il cambio del nome, quindi il permesso di costruire, un procedimento amministrativo che è sempre lo stesso, questo non può trovare approvazione in una risposta politica che invece può solamente essere contraria perché non si può cambiare il vestito e non cambiare il contenuto essenziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, io capisco che l'ostruzionismo che la minoranza consiliare ha messo in campo da ieri mattina possa essere comprensibile, legittimo, è un metodo di democrazia consiliare, però, credetemi, state diventando anche noiosi. Perché sentire da voi all'unisono che noi abbiamo un padrone, che Soru sarebbe il nostro padrone o il nostro divino come qualche collega lo ha chiamato, consentitemi, diventate anche inascoltabili. Per un semplice motivo, perché potrei citarvi non una ma cento, mille occasioni dove il vostro, quello sì, divino vi ha sempre detto quello che dovevate fare, non andavate neanche a comprare il pane, non solo nella passata legislatura, ma da quando siete nati. Perché vi ricordo che Soru ha vinto le primarie, ha vinto le elezioni da Presidente della Giunta regionale, si è candidato alle primarie del Partito Democratico ed è diventato Segretario, al contrario vostro che ancora oggi non avete neanche un coordinatore, come lo chiamate voi, del partito perché il divino non ha avuto il tempo ancora di decidere chi lo deve fare...

OPPI GIORGIO (UDC). Il divino di chi?

SOLINAS ANTONIO (PD). Sto parlando di Forza Italia, Giorgio, chiedo scusa, dovevo specificarlo prima. Vorrei citarvi solo qualche esempio: credo che Cappellacci non l'abbiano scelto i cittadini sardi che si doveva candidare alle primarie, è venuto il divino a prenderlo per mano e accompagnarlo per la Sardegna per farlo votare e imporlo ai sardi; vi ha indicato Assessori; vi ha indicato direttori generali di agenzie, di Assessorati, credo che questo sia di dominio pubblico. Quindi fate altro, dite altro, smettetela con questa storia perché ve l'ho detto ieri, padroni da questa parte non esistono!

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, dichiari il suo voto.

SOLINAS ANTONIO (PD). Il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Sulle dichiarazioni di voto poi ci torneremo un altro momento perché è chiaro che la dichiarazione di voto non significa dire sì o no, significa anche argomentare per cui se entriamo nelle argomentazioni non ne usciamo più. Se alcuni consiglieri della maggioranza non avessero la caparbietà, onorevole Demontis, di voler dimostrare che questo articolo 2 contrasta e contiene il consumo del suolo, va verso un parsimonioso controllo del territorio, fa parte di un nuovo quadro normativo, l'avremo già finito, non è tutto questo, non è questo. Ha ragione l'Assessore, è un adeguamento delle norme che sono già avvenute, però ne approfitto per dire che ormai la dobbiamo finire con questa storia di Soru o non Soru, siete voi i responsabili, siete voi che avete mandato a casa Soru su questo argomento, siete voi che allora, otto anni fa in quest'Aula avete condannato Soru ad andar via portando le ragioni che noi stiamo portando oggi qua dentro. Quindi voi basta che diciate che siete della stessa opinione di otto anni fa e la chiudiamo in un'ora, evidentemente avete sposato le tesi che allora avevate invece respinto, questa è la sacrosanta verità. E' inutile che ci prendiamo in giro e andiamo a dire filibustering e non filibustering. Io che ho assistito a filibustering fatti dal Partito comunista per cui venivo a (...) la notte perché occupavano l'aula per ogni fesseria, non mi meraviglio certo di quello che stiamo facendo in questa tornata con argomenti così importanti e così significativi. Quindi il problema è tutto qui, stiamo andando, stiamo andando e siamo in attesa di che cosa? Voi dovete dire: "Siamo della stessa opinione di quando abbiamo mandato a casa Soru" e noi chiudiamo l'argomento. Oppure abbiamo sposato le tesi, quindi lui che non ha vinto quand'era Presidente (...) oggi da segretario però ormai lui è fuori. E' già offensivo vedete che un partito per tradizione orgoglioso come il PD si faccia prendere la mano da andare a fare una riunione fuori da questa Assemblea quando si sta discutendo la legge urbanistica e i giornali vadano a dire che c'è un accordo tra il partito di maggioranza relativo e la Giunta regionale, è offensivo. Se ci foste stati voi al nostro posto l'avreste trovato offensivo come l'abbiamo trovato noi, perché almeno l'avesse fatto in silenzio, no l'ha fatto con le sirene, come è solito fare, su tutti i giornali per cui noi abbiamo detto: "Andiamo lì a fare che cosa?" Allora sì onorevole Lotto è inutile, è inutile in questo senso ma non inutile il dibattito, noi abbiamo il dovere di farlo e mi pare che lo stiamo facendo anche con parsimonia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io auspicherei che l'appello fatto dal collega Arbau non rimanesse inascoltato perché come non ci stanchiamo di ripetere noi stiamo per approvare un provvedimento che non parla soltanto di agro, che non parla soltanto di 300 metri dalla linea di battigia, ma che parla anche di altro. Io credo che noi ci dovremmo molto concentrare anche su questo altro che è stato inserito in Commissione e che ha, dal nostro punto di vista, peggiorato enormemente la proposta iniziale della Giunta regionale. Detto questo, io annuncio il voto contrario dei Riformatori per questo emendamento intanto per dare dimostrazione che quella volontà ostruzionistica che voi denunciate non c'è, ma per dire che questo articolo probabilmente è l'unico che sta introducendo davvero un elemento di razionalizzazione per i motivi che abbiamo detto prima, per quanto noi riteniamo che l'articolo vada lievemente modificato, volevo chiedere almeno al Presidente della Commissione di fare un emendamento orale per fare in modo che questo articolo sortisca l'effetto di introdurre quella modifica su tutto il sistema, così com'è stato chiesto sin dall'inizio della discussione dal presidente Floris, perché mi sembra una cosa che ha la sua importanza per evitare che ad ogni piè sospinto ci si trovi con una norma che risuscita inopinatamente le concessioni edilizie. Quindi cari colleghi, io vi invito ad aprirvi almeno sugli aspetti tecnici e a consentire che quest'Aula possa fare un ragionamento che renda questa legge non così disastrosa come si sta presentando e come ahimè sarà se per caso venisse approvata così com'è, per farne uno strumento che abbia una qualche utilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento. Questa nostra presa di posizione non è come pronunciato dai colleghi della maggioranza volta a perdere tempo, fare dell'ostruzionismo gratuito, in qualche modo vogliamo cercare di dare un contributo alla legge, quindi cercare soprattutto di portarvi a ragionare e portarvi ad un momento di ascolto che spesso è mancato. Io ho detto ieri in Aula che non sono appassionato del tema del di chi c'era prima e di chi c'era dopo, in realtà sta venendo anche a me la passione di parlare di questo argomento perché, non farò il nome dell'innominabile però mi rendo conto che l'innominabile ha in qualche modo condizionato terribilmente questa legge, ha condizionato terribilmente le vostre scelte. Serve una legge moderna, snella, dinamica che favorisca l'abbellimento del patrimonio edilizio con effetti sull'efficientamento energetico e vantaggi della qualità abitativa, dell'attrazione turistica, della creazione e distribuzione del reddito dell'occupazione, è una legge con un forte impulso alla crescita dell'agricoltura. Questo è lo spirito che tutti quanti ci dovrebbe animare per dare un contributo serio alla crescita della Sardegna e questa legge potrebbe essere uno strumento importante, però sono costretto Assessore a rilevare ancora una volta che in tutta Italia l'entrata in vigore del decreto legislativo numero 133 ha portato le regioni ad adottare i modelli unici per l'edilizia, sia la SCIA, segnalazione certificata di inizio attività, o il PDC, permesso di costruzione, o i due modelli unificati per l'edilizia, il CIL, comunicazione inizio lavori, e il CILA, comunicazione inizio lavori asseverata. Questi modelli unici sono ormai recepiti in tutta Italia, la prima regione d'Italia che ha recepito questi modelli è proprio l'Emilia-Romagna, a voi molto cara, ma potrei dire che la Basilicata ha già adeguato tutti e quattro i modelli, la Campania ha già recepito, è in fase di pubblicazione, la Calabria è in corso d'azione, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise eccetera.

L'invito che facciamo in questa occasione è quello di: fermiamoci, recepiamo il decreto legislativo numero 133, ragioniamo sugli emendamenti e ripartiamo da questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo perché riteniamo che l'articolo 2 ponga un problema, chiedo scusa Assessore, perché ritengo che l'articolo 2 ponga un problema di lana caprina non perché non sia giusto portare la correzione però l'articolo 57 dello Statuto sardo cui spesso si ignora anche l'esistenza, dice chiaramente che nelle materie attribuite alla competenza della regione fino a quando non sia diversamente disposto con leggi regionali si applicano le leggi dello Stato. Quindi non c'è niente di innovativo in questo articolo 2, non c'è niente che ponga problemi di carattere interpretativo, esegetico, o di altra natura. Quindi questo va detto per la verità. E poi se questo è noia, onorevole Solinas, passi pure per noia, ma vede però lei stimola sulla questione che non attiene propriamente all'articolo 2, ad altre questioni fondamentali, che lei anche stamattina anziché parlarci del senso che ha questa norma ci dice: "Ma chi ha scelto Cappellacci?". Ma cosa c'entra? Ma io le dico: "Chi ha scelto Francesco Pigliaru?". Ma lei si ricorda che in casa sua c'era una eletta dal vostro popolo che si chiama Francesca Barracciu e che non avete presentato come candidata, e nel chiuso di una stanza avete scelto Francesco Pigliaru? Lei mi porta a dire queste cose per risponderle che non si può mistificare il senso delle cose. Voi siete sempre per la doppia morale, siete d'accordo quando le cose accadono in casa vostra, anche per le questioni che riguardano il garantismo, e siete invece pronti a puntare il dito quando le cose vi paiono in qualche modo strane in casa altrui. Smettetela, perché su questo noi vi sfidiamo, perché non abbiamo assolutamente scheletri negli armadi! E detto questo, mentre qui si parla di questioni di lana caprina a proposito dell'articolo 2, i piccoli comuni stanno già celebrando i funerali, assessore Erriu, l'avrà appreso. A Roma sapete cosa sta succedendo? E' stata approvata la legge sull'Imu, nell'indifferenza di questa Regione che lascia il mondo agricolo esposto. L'onorevole Piras, non io, in questi minuti sta denunciando che 100 milioni della rete ferroviaria non ci sono…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, per non sbagliare naturalmente dico subito che voto contro questo emendamento. Voto contro questo emendamento assolutamente in linea con la maggioranza che sta governando in questo momento la Regione Sardegna. Siamo quella maggioranza che è stata scelta al posto della maggioranza precedente, una maggioranza precedente che proponeva continuità sulle scelte economiche in edilizia, nella scuola, nella sanità, sul paesaggio e su quant'altro, una maggioranza che evidentemente è stata bocciata dagli elettori scegliendone un'altra, scegliendo noi. E a proposito dei messaggi noi ricordiamo ancora il messaggio del giorno delle elezioni, un messaggio chiarissimo, i sardi hanno scelto la maggioranza di centrosinistra. Non andiamo a leggere altri messaggi al telefonino stamattina, perché ne abbiamo anche noi centinaia di messaggi. Io sto parlando di maggioranza, non parlo né di Cappellacci, né di Soru. Meglio Soru, che male accompagnati! Questo lo dico!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Dopo aver sentito l'aumento dei decibel dell'intervento del collega Pittalis io mi permetto, tenendoli assolutamente bassi, di ricordare ai colleghi della minoranza che ciò che stiamo discutendo adesso, e ciò che discuteremo per altri cinque, dieci articoli di fatto è il recepimento di norme nazionali, se davvero la minoranza è interessata che alcuni aspetti della legislazione, a cui comunque si fa riferimento nel riprendere la vecchia legislazione sul Piano casa, cioè qualche incremento volumetrico eccetera, e vogliono davvero discutere di quello, poi non sto dicendo che passerà la vostra linea, perché ne abbiamo noi una nostra, maturata dentro qua, non maturata altrove, confrontata con il resto del territorio della Sardegna, e anche con chi ha ruolo politico. E vi auguro anche a voi di avere un giorno un qualcuno eletto liberamente dai vostri lettori con cui confrontarvi, non per farvi dare la linea, per confrontarvi, ve lo auguro perché è una bella cosa, lasciatevelo dire, è una bella cosa. Ma allora perché non lasciate che questo disegno di legge nella prima parte, in questo titolo, che non ha elementi su cui voi potete contrastare, perché non è questo il tema a cui fate riferimento, perché non è questo il tema a cui fa riferimento anche il messaggio che con perfetta autonomia politica il collega Pietro Pittalis ha voluto far proprio in quest'Aula, un comunicato di un'altra organizzazione professionale. Ma se davvero a quei temi ci tenete avremo possibilità di confrontarci, arriveremo all'articolo 30, all'articolo 20, all'articolo 19, andiamoci e parliamo di quello, ma finché non arriviamo là, collega Pittalis, mi deve dare atto che noi, e lo ripeto a decibel molto bassi, stiamo perdendo tempo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Solinas Antonio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, io se l'Aula fosse d'accordo vorrei proporre un emendamento orale, tenuto conto delle osservazioni fatte dal collega Mario Floris e dall'onorevole Cossa. L'articolo 2 proporrei di riscriverlo in questo modo: "Nella legge regionale 11 ottobre 1985 numero 23, norma edilizia di controllo dell'attività urbanistica ed edilizia e successive modifiche ed integrazioni, e in tutte le altre disposizioni legislative regionali, le parole 'concessione edilizia' sono sostituite ovunque ricorrano dalle parole 'permesso di costruire'".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, vogliamo mantenere un profilo responsabile e serio, e mi pare che la integrazione proposta dal Presidente della Commissione Solinas Vada nella direzione giusta. Pur non condividendo e rimangono sempre le critiche, però ci pare che sia un integrazione rispetto alla quale, assumendosene la responsabilità la maggioranza, perché non vogliamo essere confusi con la maggioranza, però l'integrazione è un'integrazione tecnica di buonsenso rispetto alla quale sarebbe da parte nostra, ecco questo sì, atteggiamento ostruzionistico dire un no a priori. Quindi per quanto ci riguarda non ci sono obiezioni per l'integrazione che ha proposto l'onorevole Solinas.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente, sicuramente l'emendamento proposto dal collega Solinas è un emendamento ineccepibile sotto il profilo tecnico e anche di buonsenso, però vorrei richiamare l'attenzione del collega Solinas, proponente l'emendamento orale, sulla circostanza che probabilmente bisogna fare anche un piccolo passo indietro e andare ad integrare il titolo del capo secondo perché il capo secondo recita modifica alla legge regionale numero 23.

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, scusi se la interrompo ma dobbiamo concludere, perché siamo in una fase particolare, è stato proposto un emendamento orale, chiedo al Consiglio se ci sono osservazioni contrarie all'emendamento orale, allora l'emendamento orale è acquisito.

Andiamo avanti con la votazione dell'emendamento numero 248 così emendato com'è stato espresso… Stiamo affrontando un problema, siccome è stato presentato un emendamento orale all'articolo, il problema è se gli emendamenti soppressi totali sostitutivi sono ritirati, dunque andiamo la votazione dell'articolo emendato, oppure dobbiamo votare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, sulla base della proposta dell'onorevole Solinas dove l'aula ha accettato l'emendamento orale, l'emendamento numero 248 noi lo ritiriamo, non so "115" perché l'hanno presentato qui.

PRESIDENTE. È stato ritirato l'emendamento numero 248, c'è però l'emendamento sostitutivo totale, primo firmatario onorevole Christian Solinas.

Siccome siamo sempre in dichiarazione di voto, il problema se questo emendamento rimane nonostante l'emendamento orale accettato dall'Aula?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, eravamo in fase di dichiarazioni di voto sul 248, per cui se questo è stato ritirato io non ho niente in contrario sull'emendamento orale del collega Solinas, però chiederei sull'emendamento numero 115 di tenerlo e che si ripresentasse l'emendamento orale successivamente.

PRESIDENTE. Perfetto, quindi precediamo con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 115.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az).Questo emendamento è un emendamento che riscrive di fatto l'articolo 2 da una filosofia di fondo che è una provocazione perché in questo testo, l'abbiamo detto a più riprese, noi stiamo facendo un po' un patchwork di diversi brani normativi cucendo insieme parti della legge numero 23 dell'85, parti del 380 del 2001, parti della 45 dell'89, siccome come è stato richiamato dai nostri colleghi la Regione Sardegna ha la competenza primaria io mi chiedo insomma stiamo generando più che una semplificazione una complicazione per i cittadini. Siccome come stato richiamato da molti colleghi in questa materia la regione Sardegna ha anche una competenza primaria, io mi chiedo, soprattutto ai colleghi sovranisti, dove sta l'esercizio di sovranità se noi trascriviamo nell'ordinamento giuridico sardo semplicemente "leggi nazionali". Io ho sentito più volte qua dentro richiami al testo nazionale, è scontato che noi applichiamo le norme che sono state iscritte a livello nazionale, quindi non facciamo alcun esercizio di sovranità in materia di edilizia e di urbanistica, semplicemente trascriviamo questi testi. Allora noi con questo emendamento proviamo a dire: riconosciamo una volta per tutte più libertà ai cittadini, riconosciamo che il diritto di proprietà è un diritto pieno che va compresso soltanto in alcune occasioni, che le licenze, le concessioni edilizie, i permessi di costruire non sono nati per un fatto urbanistico ed edilizio, sono nati per un fatto finanziario, lo Stato li ha introdotti semplicemente per poter incassare dei danari, e vi dico anche una cosa francamente oggi tuteliamo centri storici che sono nati in assenza di pianificazione. Io credo che i centri storici che oggi stiamo andando a difendere sono nati in assenza di pianificazione, in assenza di regimi vincolistici sono più belli dei piani di lottizzazione che oggi opprimono non solo l'estetica di chi ci passa ma anche il senso del bello, quindi una riflessione un po' più ampia forse andrebbe fatta sulla stima che si deve avere della capacità dei sardi di costruire tipologie edilizie che sono migliori rispetto a quelle generate da un sistema di vincoli e prescrizioni che spesso e volentieri piega la bellezza costruttiva e quindi l'estetica ad esigenze normative che mal si attagliano ai diversi territori, quindi con questo emendamento noi chiediamo di limitare al regime di permesso di costruire soltanto a tre categorie lasciando all'attività edilizia libera tutto il resto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). L'emendamento numero 115, come ha già ben spiegato il consigliere Solinas è sicuramente provocatorio perché le norme che definisco e stabiliscono quali sono esattamente i titoli abilitativi che sono contenuti perfettamente all'interno del 380, il Testo unico dell'edilizia nazionale, però credo che da questo punto di vista effettivamente noi come Regione autonoma, quindi come Regione speciale abbiamo la possibilità comunque eventualmente di ragionare su quello che è e quelli che sono le eventuali possibilità di restringere il cerchio legato al rilascio dei titoli abilitativi che nella proposta si individuano in di nuova costruzione, ristrutturazione urbanistica, di ristrutturazione edilizia soltanto su edifici con una volumetria superiore ai 1500 metri cubi e che porti ad un organismo edilizio totalmente diverso dal precedente e ad aumenti della volumetria complessiva. E' per questa ragione che dico che questo emendamento può avere e avrà il mio voto favorevole, perché è comunque un emendamento provocatorio nel senso che comunque proviamo una volta per tutte a definire e a stabilire la nostra autonomia, a definire e ad individuare esattamente anche quel processo di confronto come regione nei confronti dello Stato, quindi da questo punto di vista proviamo una volta a recepire anche i suggerimenti che possono individuare e definire la nostra regione realmente speciale e realmente autonoma e poi il confronto chiaramente sul piano dell'eventuale impugnativa che può fare il governo ce lo giochiamo direttamente col nostro Presidente ed eventualmente anche con l'assemblea che determina questi processi e queste volontà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Devo ringraziare il collega Solinas per aver posto attraverso questo emendamento in termini intelligenti una questione che appare non percepita da chi propone questa norma: non è superfluo rimarcare il valore del diritto di proprietà, non è superfluo rimarcare quanto è centrale nella vita di tanti cittadini sardi la possibilità, la capacità, e anche la volontà di proiettare se stessi nel futuro attraverso la cura e il miglioramento delle strutture che devono, nonostante la vostra azione politica poter sentire proprie. Prima qualcuno si è indignato quando ho parlato di esproprio proletario, si badi bene, io credo che la maggioranza possa anche litigare anche in altre sedi, noi dobbiamo, in estrema sintesi, cercare di convincere i sardi di un convincimento che vanno perdendo, da qualche tempo a questa parte…

PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Tunis, onorevole Cocco per cortesia, la richiamo. Non è possibile! Non è possibile! Se dovete parlare per cortesia uscite fuori.

COCCO PIETRO (PD). Non stavo parlando.

PRESIDENTE. Stavate parlando, lei, l'onorevole Solinas e l'onorevole Cocco stava ascoltando. Quindi, grazie. Prego, onorevole Tunis.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie, Presidente. Dicevo questo: sarebbe importante rivolgersi uno a uno ai cittadini sardi, a quelle persone che vedono profondamente messa in discussione la loro possibilità di rivolgersi ad una Amministrazione trasparente per poter tutelare, migliorare e conservare il proprio patrimonio edilizio. Sarebbe importante che rassicurassimo circa il fatto che per noi questa loro possibilità è centrale, non viceversa come apparirebbe dalla lettura del testo siamo pronti lì, siete pronti lì come rapaci pronti a cogliere la difficoltà del momento, la difficoltà di interpretazione, il fatto di essere soverchiati dall'oligarchia per poter mettere le mani, affondare le mani in proprietà che hanno spesso radici profonde nelle vicende familiari dei cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Intanto vorrei ringraziare l'onorevole Antonio Solinas per aver colto lo spirito degli interventi che si sono susseguiti sull'articolo 2, l'emendamento proposto dal collega, invece, Christian Solinas ha il pregio di richiamare l'attenzione dell'Aula su un tema fondamentale che abbiamo, anche in precedenza, almeno sfiorato: quello di capire se si riesce a valorizzare appieno la potestà legislativa primaria, di cui la Regione dispone rispetto a questa materia. Noi ci stiamo muovendo nel solco della normativa nazionale, dal mio punto di vista, stiamo facendo il possibile per peggiorare disposizioni che sono anche abbastanza chiare, con questa legge sarà un autentico disastro quello che accadrà proprio per l'ulteriore confusione che deriverà dalla sovrapposizione, dall'utilizzo di terminologie parzialmente diverse, eccetera eccetera. Quindi, il collega Solinas pone l'accento su questo tema: vogliamo riappropriarci della nostra sovranità rispetto a questo specifico tema? Lo fa anche con una forzatura, perché di fatto si ribalta il concetto della disponibilità dello ius edificandi rispetto al diritto di proprietà, rispetto all'elaborazione legislativa dottrinaria e giurisprudenziale degli ultimi 50 anni, però il tema è questo. Dobbiamo seguire il solco che altri hanno tracciato oppure vogliamo cominciare a ragionare in termini diversi, di argomenti fondamentali come questo? Quindi, io credo che la provocazione vada colta con questo spirito e questo è il motivo per cui noi voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io faccio i miei complimenti sentiti all'onorevole Christian Solinas perché ha fatto un emendamento provocatorio sì, se vogliamo, però che va a cogliere il segno della necessità di distinguere fra attività vincolate e attività libera nel campo edilizio e ricorda, l'onorevole Solinas, ci ricorda soprattutto nel passaggio in cui dice "l'attività edilizia è riconosciuta come facoltà immanente al diritto di proprietà", ci ricorda i sacri testi di diritto amministrativo. Quindi, lo sforzo dell'onorevole Solinas sicuramente è apprezzabile, tenta di riordinare la materia, seppur con intenti provocatori, però intenti provocatori supportati tecnicamente da elementi significativi. Da una parte, pone l'attività edilizia libera, dall'altra parte, pone l'attività vincolata. Attività che è soggetta a vincoli di legge, - ovviamente Presidente il mio voto è favorevole - vincoli che sono diversi da quelli che stringono questa maggioranza che sono i vincoli che qualcuno ha posto a questa maggioranza e che gli impedisce di riflettere in modo autonomo. Vincoli che sono posti da un soggetto, autorevolissimo, che però critica bene ma razzola male, perché fa l'ambientalista con i terreni degli altri, perché cerca di porre un giogo a carico del presidente Pigliaru. Ecco, signor Presidente, si liberi da questo giogo, faccia il presidente autorevole, i sardi hanno votato lei. L'ultima volta in cui si presentò davanti al corpo elettorale, colui che cerca di aleggiare su quest'Aula, venne bocciato sonoramente, per gli stessi temi di cui oggi stiamo discutendo. Presidente Pigliaru, le chiediamo di prendere in mano le redini della sua maggioranza, le chiediamo di togliere dalla maggioranza dal giogo del segretario del PD.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Annuncio il voto favorevole all'emendamento dell'onorevole Solinas. A me non pare neanche così tanto provocatorio, secondo me va esattamente nel senso proposto dall'onorevole Lotto che dice: qua, soprattutto nei primi articoli, stiamo cercando di riproporre la semplificazione che ci viene dalla norma nazionale. Bene, questo emendamento, onorevole Lotto, prende espunto esattamente dall'articolo 10 del testo unico sull'edilizia e fa di più, fa di più perché sfruttando ovviamente quella nostra potestà primaria lo semplifica ulteriormente e pone le basi, addirittura, per eventualmente prenderci il lusso di eliminare qualcosa di ulteriore superfluo che c'è in questa proposta di legge. Quindi, mi pare che se anziché accusarci reciprocamente, 130 mila 200 mila 500 mila, ci ascoltassimo di più e leggessimo anche quello che viene proposto nel merito. Perché noi oggi e ieri abbiamo discusso molto di posizioni da trincea e da guerra di posizione, ma non siamo ancora scesi nel merito, stiamo iniziando a entrare nel merito adesso del testo di legge. Allora, adesso iniziamo anche a trovare e andare nella direzione che ha, molto precisamente e anche saggiamente, indicato l'onorevole Lotto. Quindi, ecco è anche per questo che esprimo il mio voto favorevole. Anche perché trovo che sia un lavoro veramente fatto bene e da queste iniziative, anche di singoli consiglieri, che evidentemente si applicano e studiano la materia, come qualche sherpa a disposizione dell'Esecutivo, possono venire dalle ottime proposte nell'interesse della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per dire che voto a favore dell'emendamento e perché sicuramente ci dà l'opportunità di un emendamento che, come diceva il mio collega Tedde, è provocatorio ma secondo me è un emendamento che fa centro. Per quanto riguarda invece, tornando ad alcune considerazioni fatte dal consiglieri della maggioranza, quando si parla di ostruzionismo, quando si parla di volere invece cercare di arrivare agli articoli importanti per accettare un contributo da parte della minoranza, vorrei ricordare a questi consiglieri che è passata in Commissione, in Commissione abbiamo cercato di discutere gli emendamenti e gli emendamenti sono stati tutti bocciati. Cioè non c'è stato un emendamento presentato dalla minoranza che è stato preso in considerazione. Quindi, in funzione all'esperienza già avuta in Commissione cerchiamo di fare il nostro qua in Consiglio. E quando mi si dà l'indicazione e mi si spiega la parola ostruzionismo da parte del collega Arbau, è proprio un atteggiamento di ostacolo a un qualcosa di negativo per la Sardegna, noi stiamo cercando di creare più ostacoli possibili all'approvazione di una legge che secondo noi è dannosa per l'economia della Sardegna. Se avessimo il sentore che realmente si volesse accettare il confronto con la minoranza e quindi valutare se ci fosse l'opportunità realmente di migliorare questa legge anche con i suggerimenti da parte della minoranza non avremmo esitato ad arrivare direttamente agli articoli 19 e 20 che sono articoli importanti. La verità è che questa volontà non c'è, la verità è che siete chiusi su una legge che avete, secondo me, adottato cammin facendo perché non era questa, vi siete chiusi su questa legge e non ci sono spazi, questa è la verità. Perché altrimenti l'atteggiamento sarebbe stato ben diverso, dimostrateci questo. Sospendiamo, vediamoci, cerchiamo di capire quali sono le aperture che questa maggioranza ci potrebbe dare su questa legge, cerchiamo di vedere questo e allora sicuramente l'atteggiamento da parte della minoranza sarà ben diverso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 115.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 20

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione del testo dell'articolo 2 con l'emendamento orale accettato dall'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Dobbiamo votarlo? Sull'ordine dei lavori, Presidente, c'è un emendamento sull'articolo 2, c'è un emendamento del collega Solinas lo dobbiamo votare? Come no, in che senso no? Chiedo scusa facciamo parlare il Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento è stato accettato dall'Aula, fa parte integrante del testo, votiamo il testo. Quindi adesso discutiamo il testo con l'emendamento. Grazie.

TEDDE MARCO (FI). Prendiamo atto. Noi abbiamo la necessità di sentire la parola del Presidente del Consiglio regionale non del Gruppo del PD, detto questo è evidente che le nostre critiche, le nostre censure non sono servite a niente perché abbiamo sentito da parte della parte della maggioranza delle voci che vanno in senso diametralmente opposto rispetto alle esigenze che noi abbiamo posto. Esigenze che non sono quelle nostre del centrodestra, sono esigenze della Sardegna che vengono completamente frustrate. In quest'aula più volte sono state richiamate le dichiarazioni che tutte le associazioni datoriali, i sindacati, le associazioni professionali hanno fatto, tutte queste dichiarazioni costituiscono un imponente muro sul quale si sta infrangendo la volontà di questa maggioranza di centro sinistra che evidentemente è sorda, o non è sorda e sente bene e sente troppo bene ma sente troppo bene soltanto le parole di questo fantasma che aleggia in questa aula. Quindi sorda per un verso, molto attenta anche sotto il profilo, noi abbiamo necessità, Presidente, però che non ci sia questo brusio, per favore. Sorda da una parte molto attenta invece ai diktat di chi predica bene ma razzola male e cerca di imbrigliare questa maggioranza ma soprattutto cerca di imbrigliare il Presidente dei sardi, il presidente Pigliaru al quale noi ci rivolgiamo con umiltà e chiediamo di prendere in mano le redini di questa maggioranza, di dare una direzione che vada nell'interesse dei sardi e non nell'interesse politico, partitico di pochi anche all'interno della maggioranza di centro sinistra che oggi non riesce assolutamente a esprimere una volontà che stia al fianco delle imprese, che sia al fianco delle famiglie, una volontà che vada nella direzione che noi tutti avremo auspicato che è quella di consentire a questo Consiglio regionale di esitare una legge che veramente sia una legge di semplificazione, di esitare una legge che laddove parla di materia urbanistica parli di progetto, di programma di futuro, di orizzonte di una legge che laddove parla di riqualificazione ambientale o di riqualificazione edilizia veramente disegni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, guardi, i termini che sono stati usati qui quali: inutile, noioso, io credo che non ci facciano onore, perché noi potremo anche stare zitti, ed evitare molte volte lo riconosciamo anche delle discussioni superflue, però lo stiamo facendo perché da parte vostra c'è una chiusura totale contro invece una posizione di tanti sardi che oggi vi stanno dicendo che su questa legge dobbiamo ritornarci, che su questa legge dobbiamo fare delle modifiche che così come non è da parte nostra approvabile certamente ma non è gradita ai sardi. Ai sardi che devono essere i fruitori, i ricevitori, i beneficiari e anche diciamo chi deve osservare questa legge. Andiamo a discutere nello specifico questo articolo 2 che non modifica e non migliora e non introduce nulla se non cambiare un termine che è addirittura peggiorativo. Quindi sinceramente, colleghi, noi vorremmo parlare e entrare anche nel merito, guardate, oggi chissà perché stavo rileggendo la relazione della Giunta ma non di certo per ancora mettere zizzania o voler contrapporci, ma lì si entrava subito nel merito, rileggevo i primi articoli già si parlava veramente di analisi concreta di questa nuova legge. Ma oggi noi stiamo ancora al secondo articolo e sinceramente non troviamo se non suggerirvi, implorarvi, di fermarvi un momento a riflettere con noi, a confrontarci, non troviamo veramente altre ragioni di utilità di questa norma. Noi ve lo continueremo a chiedere ma non lo facciamo perché vogliamo aprire la bocca o dare aria ma perché dobbiamo rappresentare coloro che fuori da questo palazzo ci stanno avvisando della gravità nel caso in cui si andasse ad approvare una norma di questo tipo. Quindi noi non possiamo che essere contrari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, voterò contro l'articolo nonostante il tentativo della proposta dell'onorevole Solinas con un emendamento orale di provare a trovare una soluzione condivisa all'interno di questa aula. E sempre nei confronti dell'onorevole Solinas, lei ha utilizzato il termine ostruzionismo, questo non è ostruzionismo, sa come si chiama: si chiama garantismo, cioè noi garantiamo al popolo sardo per quella che è la nostra parte, la nostra quota la difesa dell'attacco all'economia della Sardegna così come è stato dichiarato oggi ma ieri, avantieri dalle associazioni di categoria. Vedete, era il 1985 quando il Consiglio regionale approvò la legge numero 23; era il 1977 quando il Parlamento italiano approvò la legge Bucalossi. Dal 1977 al 1985 sono passati otto anni, in quegli otto anni la Regione Sardegna ha applicato la legge Bucalossi cioè rilasciava concessioni edilizie. Nel 2001 il Governo italiano con il DPR numero 380 stabilisce che non si deve più chiamare concessione ma bensì il termine da utilizzare nel rilascio di quell'autorizzazione è permesso di costruire. Dopo quattordici anni, che poi non sono neanche quattordici anni perché giustamente, come ha ricordato il presidente Mario Floris, stiamo parlando esattamente di sei anni fa, voi cadete proprio su quella legge. Quindi, dopo quattordici anni si stabilisce che bisogna necessariamente recepire quel provvedimento. Mi sembra francamente che questa non sia una perdita di tempo, perché non è una perdita di tempo, ma onestamente continua ad essere un di più, un qualcosa di inutile che, ripeto e lo ripeterò per tutto il resto del percorso, forse serve a mettere un altro tassello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Io direi questo, quello che esprimerò, il voto negativo che esprimerò su questo articolo, seppure ben integrato dall'onorevole Solinas è un no politico, questo è chiaro, perché sarebbe inutile andare ad indicare motivazioni tecniche per votare contro un articolo che sostanzialmente non cambia nulla, sostanzialmente altro non fa che rimarcare questioni già decise da altri e già decise in altre sedi con una modalità che stiamo chiedendo di modificare. Chiedo, Presidente, se ci dovessero essere troppi incontri durante quest'aula… Quello che mi trovo costretto ad esprimere rivolgendomi personalmente all'assessore Erriu è un voto negativo con un'apertura di fiducia, un'apertura di fiducia per, comunque sia, il tentativo meritorio da parte di pochi di creare un clima più favorevole all'interno di quest'aula, sapendo che questo argomento non sarà di facile trattazione occorrerà molto tempo, molto più tempo di quello che ancora voi sperate di impiegare per approvare questa norma, e confido, così come mi pare stia succedendo nei banchi della maggioranza, si materializzi una coscienza che sino ad oggi è stata latitante rispetto a certe questioni. Noi vi stiamo dando il tempo e l'opportunità di fare ciò che sino ad oggi non avete fatto , e quindi ci ringrazierete, magari non subito, magari tra qualche settimana, però ci ringrazierete perché la grande opportunità che vi stiamo dando è precisamente quella di fare ciò che state facendo, confrontarvi, vedere dove effettivamente questa norma è irricevibile, ed eventualmente esercitare attraverso il ruolo alto del Presidente, della Giunta, del nostro ruolo di consiglieri ciò a cui sino a questo momento avete abdicato. Mi piacerebbe addentrarmi ancora un po' in questo ragionamento, ma temo che il tempo sia tiranno da questo punto di vista…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Ovviamente annuncio il voto contrario all'articolo. Io non voglio adesso, per carità, concentrarmi su quanto ha affermato nel suo intervento l'onorevole Lotto e sulle accuse che ci muove, io ricordo che un anno feci uno stage al consiglio comunale di Sassari quando era sindaco Nanni Campus, e l'onorevole Lotto era consigliere comunale di opposizione. Da allora, provo ammirazione nei confronti dell'onorevole Lotto perché gli riconoscevo la caparbietà del militante in consiglio comunale e la sua capacità di tenere giornate intere a discutere, non a fare ostruzionismo sia ben chiaro, ma a discutere nel merito le proposte che venivano portate da uuna maggioranza in consiglio comunale a Sassari. Poi mi dicono che anche nella scorsa legislatura in Consiglio regionale fosse uno molto caparbio nel fare… per cui non vedo come ci possa essere ribaltata quest'accusa, fa parte delle caratteristiche di ogni buon militante quella di contrapporre le proprie ragioni in maniera democratica dentro quest'aula, poi se c'è la capacità di sapersi ascoltare qualche volta si trova anche qualche soluzione comune. Quindi, non le abbiamo ovviamente vissute come accuse, anzi le viviamo come una sorta di specchio che riflette l'immagine di chi col cuore, col sentimento e anche con trasporto fa militanza. Poi oggi in quest'evoluzione cerchiamo anche di abbattere le distanze tra i cittadini e i corpi intermedi prendendo anche spunto molto sia dal nostro presidente Berlusconi, ma anche prendendo tanto spunto ed esempio dal caro premier Renzi, che qualche volta utilizzare il suo grande contenitore corpo intermedio semplicemente per notificare ex post le decisioni prese da lui a Palazzo Chigi. Quindi, non c'è una differenza nell'evoluzione degli schieramenti politici, ne dobbiamo tutti quanti prendere atto. Noi oggi stiamo parlando ai cittadini sardi, e stiamo portando qui quelle che noi riteniamo essere le posizioni e il sentimento rispetto a questo disegno di legge degli operatori del settore edilizio e dei sardi. Quindi, non c'è da scandalizzarsi se noi esprimiamo dissenso non solo politico, ma un dissenso anche nel merito…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per annunciare il mio voto contrario. Ho visto che è arrivata anche l'onorevole Busia, che forse invece non avevo notato fino adesso perché magari con quel colore si è mimetizzata un po' con i colori dell'aula, poi ho visto che manca l'onorevole Desini e quindi ho pensato che fosse un'assenza strategica. In questi giorni abbiamo cercato di sollecitarvi in diversi modi, vi abbiamo spiegato e vi abbiamo ricordato che cosa le associazioni di categoria, che cosa gli imprenditori, che cosa gli ordini professionali stanno cercando di comunicarvi e di dirvi. Ma da questo punto di vista non avete mai risposto, vi abbiamo chiesto che cosa ne pensate di tutte le osservazioni che gli ordini di categoria hanno fatto sulla legge, non avete mai risposto, non avete mai risposto alle considerazioni che la società ha su questa legge, le uniche risposte che avete dato sono quelle relative al vostro segretario di partito. È qui che nasce l'insistenza da parte nostra di continuare a parlare di questo, perché sembrate i più interessati, sembrate i più motivati a dare forza e a tutelare le cose che ha annunciato il vostro segretario che rispondere e spiegare perché non state dando le risposte alla società sarda. Mi sarebbe piaciuto che il confronto, rispetto a ciò che vi abbiamo chiesto, perché quando gli ordini professionali vi dicono che questa legge non va bene e che blocca l'edilizia non date le giuste risposte? Perché non spiegate loro il contrario? Non lo avete fatto. Tante volte io vi ho detto: "Guardate che l'ANCI ha dovuto acquistare, abbiamo detto, una pagina del giornale per spiegarvi che cosa non va", perché non avete risposto? Su questo tacete, su questo tacete in Consiglio, su questo vorremmo il confronto che non riusciamo ad avere, e allora continuiamo su una linea che neanche a noi piace, come non piace a voi, perché questa è la verità, non lo ammetterete mai, ma questa legge la state digerendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ho iniziato prima, nel mio intervento, nel lodare gli animi liberi, quelli che combattono contro qualunque dogmatismo, e citavo Giordano Bruno il quale, nella sua coscienza di uomo libero, disse a coloro i quali lo condannavano a morte: "Tremate piuttosto voi, che io che ricevo quella condanna". Ora, nell'apprezzare che l'onorevole Solinas si è mosso con l'attenzione di chi vuole aprire un dialogo e un dibattito, noi le rispondiamo dicendo che votiamo a favore di questo articolo, perché siamo convinti che le aperture mentali, le aperture di coscienza, il riflettere, il voler dare la riflessione per il bene del popolo sardo significa un atto forte, di attenzione verso la dignità dell'uomo. Tutte le cose per cui un dogmatismo che si manifesta nel negare che questa legge è una schifezza, noi diciamo che vogliamo aprire un dibattito per poter migliorare, per poter continuare in un ragionamento che porti al bene della nostra società.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Per esprimere anche noi il voto favorevole all'emendamento orale del consigliere Solinas ma, soprattutto, per riconoscere, a chi ha proposto questo emendamento, al presidente Mario Floris, che con la sua saggezza ha illuminato il consigliere Solinas, ma ha illuminato anche noi. Riteniamo che sia corretta questa osservazione, anche perché facilita poi…. Presidente, non si può, però! Lei decida, o si viene qui a chiacchierare, oppure si viene qui a discutere. È una questione di rispetto ed educazione nei confronti di chi sta parlando, oltre che di tutti i colleghi qui presenti. Rinuncio al mio intervento.

PRESIDENTE. Colleghi, dopo questo ennesimo episodio invito, ancora una volta, tutti quanti a rimanere seduti al proprio posto e in silenzio. Io capisco che ci sia l'esigenza di parlare anche durante il Consiglio, ma in quel caso ci si allontana e si parla fuori. Da questo momento richiamerò nominalmente i singoli consiglieri, sino all'espulsione dall'Aula. Mi dispiace, ma non si può lavorare in queste condizioni, soprattutto quando abbiamo delle sedute così lunghe, che possono anche essere poco interessanti per qualcuno, però che richiedono l'attenzione di tutti, di chi dirige, di chi vuole ascoltare e di chi sta intervenendo. Quindi, da questo momento sarete chiamati nominalmente, e al terzo richiamo sarete espulsi dall'Aula. Mi dispiace dirlo, mi dispiace farlo, ma mi pare che non sia possibile lavorare in queste condizioni. Mi dispiace, onorevole Rubiu, che lei sia costretto a rinunciare al proprio intervento. La invito a concluderlo, perché credo sia giusto così, però non è possibile lavorare in queste condizioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritengo opportuno il richiamo fatto da lei, Presidente, anche perché è un modo solo per allungare i lavori; è una forma strisciante, questa sì, di ostruzionismo da parte della maggioranza, perché nel momento in cui disturba gli oratori che, come vedete, onorevole Lotto, anche con toni moderati, soft, stiamo cercando non di convincervi, perché non è questo il problema, stiamo cercando, sul piano della dialettica, di rappresentarvi le questioni che, dal nostro punto di vista, sono sottovalutate per importanza, per qualità, per effetti che, dal nostro punto di vista, riteniamo disastrosi, che produrranno se questo provvedimento dovesse vedere la luce, così come lo state rappresentando in quest'Aula. E allora una discussione sull'articolo 2, su un aspetto anche terminologico, l'abbiamo detto, forse non c'era bisogno, se non per una questione di natura ricognitiva, perché c'è già la legge nazionale che chiarisce sul punto, che non è più una concessione ad edificare, ma è un permesso di costruire. E cambia, certo, per i tecnici del diritto, gli amministrativisti il senso, perché si comprende quale… ma è già nelle cose, è già nella legge nazionale. Noi abbiamo voluto portare l'attenzione su questo articolo 2 per evidenziare un aspetto, perché i chiarimenti, Assessore, tutto ciò che attiene all'interpretazione, alla maggiore lettura di norme esistenti, potevano andare in coda, cioè, quello che vi abbiamo cercato di rappresentare è che ci sono questioni molto più importanti che dovevano avere la precedenza proprio nei primi articoli di questa legge, e noi abbiamo cercato di richiamarvi invece su quei temi, poi ci arriveremo, li avete messi voi all'articolo 29, 30, 20. Onorevole Lotto, se li aveste messi all'articolo 1, oggi avremo parlato di agro, se aveste messo all'articolo 2 la questione degli insediamenti turistici, oggi saremo qui a parlare del problema, quindi, siccome avete creato voi l'articolazione, è un problema vostro, e allora non fate…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Soltanto per ribadire, caro collega Pittalis, che il fatto che questi articoli siano prima o dopo è una mera questione di tecnica legislativa, e se ci avesse riflettuto, non avrebbe fatto quell'affermazione, perché il problema vero di questa legge sono alcuni articoli, su cui voi farete la battaglia e noi faremo la nostra, questi, al di là di quello che sarà l'esito su quei temi, che è il vero motivo di scontro qua e fuori di qua, questi li avreste lasciati passare con molta serenità, perché la tecnica legislativa dice con chiarezza che prima bisogna fare un riferimento preciso di legge, a cui poi, con gli articoli successivi, siccome bisognerà pur far riferimento, si possa far riferimento sapendo che esistono. E' e chiaro?... Lo sa benissimo.

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Piscedda. Non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione il testo dell'articolo 2 con l'emendamento orale accettato dall'Aula.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Cossa ha votato a favore

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Oppi - Perra - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tatti - Tendas - Unali - Usula.

Risponde no il consigliere: Carta.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 40

astenuti 12

maggioranza 21

favorevoli 39

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato per questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 30.



Allegati seduta

Testo dell'interrogazione annunziata in apertura di seduta

Interrogazione Rubiu, con richiesta di risposta scritta, in merito alla mancata erogazione della mobilità in deroga e degli ammortizzatori sociali spettanti ai lavoratori sardi.

Il sottoscritto,

premesso che è sempre più preoccupante la situazione che vede coinvolti circa 17.600 lavoratori sardi in mobilità in deroga, che da oltre 15 mesi non percepiscono le indennità relative al 2014, con conseguenti gravi difficoltà socio-economiche;

accertato che per effetto dell'entrata in vigore del decreto di riforma degli ammortizzatori sociali (decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014), circa 4.000 dei 17.000 lavoratori, dal 1° settembre 2014, non sono più idonei alla percezione degli ammortizzatori sociali, in quanto sono stati modificati i criteri per la concessione dei contributi previdenziali in deroga alla normativa vigente, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto legge 21 maggio 2013, n. 54, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 luglio 2013, n. 8;

rilevato che con lo sblocco del decreto interministeriale n. 86486 del 4 dicembre 2014, all'articolo 1, si assegnano ulteriori risorse finanziarie alle regioni e alle province autonome per gli ammortizzatori sociali in deroga, pari a 503 milioni di euro, a valere sul Fondo sociale per l'occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, secondo il piano di riparto tra le regioni; complessivamente sono stati sbloccati 503 milioni di euro di cui alla Sardegna sono destinati 21 milioni e 641 mila euro che hanno consentito il pagamento di sole 2 mensilità 2014 - relative ai mesi di gennaio/febbraio, soddisfacendo a malapena il 40 per cento dei beneficiari; il restante 60 per cento attende tuttora di ricevere il pagamento delle somme suddette;

valutato che il Comitato lavoratori attivi Sardegna (Clas), lavoratori in mobilità in deroga, è impegnato attualmente per il riconoscimento dei diritti ai soggetti deboli finiti fuori dal circuito lavorativo, senza ricevere alcuna risposta in merito da parte della Regione; si segnala infatti l'immobilismo della Giunta regionale sarda, ed in particolare dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale in relazione alla disastrosa situazione dei lavoratori in mobilità;

annotato che la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga è riconosciuta per la gestione delle situazioni derivanti dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del Paese, al fine di garantire ai lavoratori un adeguato livello di sopravvivenza; in questo contesto di profonda crisi che colpisce violentemente l'Italia, si rammenta che la Sardegna ha un tasso di disoccupazione più alto della media nazionale, un primato davvero poco invidiabile, che dovrebbe portare a misure di sostegno al reddito efficaci ed efficienti;

osservato che lo stato di difficoltà ed emergenza appare aver toccato limiti da primato in particolare nel Sulcis Iglesiente, dove si contano oltre 30.000 disoccupati e in cui le nuove generazioni sono destinate all'emigrazione, per trovare una prima occupazione; la crisi e le condizioni di mercato italiane sfavorevoli, hanno colpito alcune fabbriche della zona e hanno incentivato altre a destinare gli investimenti diretti altrove; si citino solo i casi di Eurallumina, Alcoa, Portovesme Srl e Otefail, senza dimenticare la Rockwool; diversi lavoratori sono stati costretti ad abbandonare il mondo del lavoro, senza che si abbia nessun supporto economico per le loro famiglie;

dato atto che sono dunque urgenti azioni atte a garantire il sostegno al reddito per queste famiglie e occorre, inoltre, discutere di interventi seri per il reinserimento dei lavoratori nel mondo professionale, in quanto queste persone, rappresentano per la Sardegna intera uno stock di risorse disponibili, che potrebbero collaborare per la rinascita della nostra Isola; si proceda quindi al rinnovo dei progetti affinché i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali vengano utilizzati in mansioni di pubblica utilità, per rendere loro la dignità conferita dal ruolo sociale e dal lavoro;

constatato che appare opportuno porre in essere azioni di sollecito concreto al Ministero del lavoro e al Governo affinché avvenga lo sblocco delle risorse rimanenti e il saldo definitivo dei pagamenti 2014 senza ulteriori rinvii;

rimarcato che, pur condividendo le preoccupazioni dei lavoratori del settore tessile, è sbagliato affermare che siano 1.000 i lavoratori esclusi nel 2015 dalla mobilità in deroga; essi infatti sono circa 4.000 nel 2014 e a loro si aggiungono gli oltre 3.000 che escono nel 2015; appare quindi necessario un intervento immediato per mettere la parola fine ai disagi ed alle difficoltà economiche di tantissime famiglie, senza reddito a causa della chiusura delle realtà produttive e della mancanza di ammortizzatori sociali,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale:

1) per valutare la possibilità di porre fine a questo stato di disagio e malessere dei lavoratori finiti fuori dal ciclo lavorativo, ponendo in essere azioni mirate a garantire il sostegno al reddito per queste persone fuoriuscite dal circuito degli ammortizzatori sociali;

2) per sapere se sia possibile utilizzare i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali in lavori di pubblica utilità, per rendere loro la dignità che esercita l'attività lavorativa;

3) perché si provveda a sollecitare concretamente il Ministero del lavoro e il Governo affinché avvenga lo sblocco delle risorse rimanenti e si ponga in essere la definitiva chiusura dei pagamenti 2014 senza ulteriori rinvii;

4) per verificare la possibilità di convocare un tavolo con il Governo perché si sblocchino le risorse destinate ai lavoratori che usciranno dal ciclo produttivo nel 2015, con altri 3.000 lavoratori che sono a forte rischio. (323)