Seduta n.74 del 26/02/2015 

LXXIV Seduta

(POMERIDIANA)

Giovedì 26 febbraio 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Antonello PERU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 27.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 25 febbraio 2015 (71), che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Giorgio Oppi, Gianluigi Rubiu, Giuseppino Pinna e Ignazio Giovanni Tatti hanno costituito, ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento, il Gruppo consiliare denominato "Area Popolare Sarda", pertanto il Gruppo "UDC Sardegna" è da ritenersi sciolto.

I consiglieri hanno nominato Presidente del Gruppo "Area Popolare Sarda" l'onorevole Gianluigi Rubiu, Vicepresidente l'onorevole Tatti, Segretario l'onorevole Pinna, consigliere l'onorevole Oppi. Auguri e buon lavoro.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2015)" (170/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 170/S/A.

Siamo alla continuazione della discussione dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Grazie Presidente, io non volevo intervenire però la finanziaria per quanto riguarda la sanità non è passata in Commissione dunque almeno ho la possibilità ora di dire qualcosa sull'articolo 21 che assume una particolare valenza nell'attuale finanziaria perché la spesa sanitaria costituisce una delle voci più onerose del bilancio.

In questo contesto si cerca di dare una maggiore razionalità alla spesa sanitaria e di garantire la continuità agli interventi che nel settore edilizio sanitario sia in quello dell'ammodernamento tecnologico. Il tutto nella prospettiva dell'attesa riforma di riordino territoriale e organizzativo della sanità per dare un servizio ancora più efficace, pronto ed efficiente. Una riforma attesa da tempo e che nelle prospettive sarà destinata a conferire al servizio sanitario regionale una rete di servizi e di assistenza orientata verso criteri perequativi territoriali e di migliore utilizzazione delle risorse a disposizione… Vorrei essere due secondi ascoltato… Io ho ascoltato in silenzio le cose di stamattina. Allora in questo articolo, l'articolo 21, già si possono intravedere i primi segni del percorso della riforma sanitaria, nella fattispecie intanto per quanto attiene i nuovi criteri per il riparto del fondo sanitario regionale con riferimento al periodo temporale triennale anziché quinquennale, questo è importante. Secondo, il riordino della disciplina per il finanziamento alle aziende ospedaliere e ospedaliero - universitarie, terzo il monitoraggio della spesa sanitaria che avverrà trimestralmente con l'obbligo dell'Assessorato della sanità di riferire alla Giunta e alla Commissione consiliare competente i risultati. Questo consentirà agevolmente di mantenere in tempo reale sotto osservazione lo stato di avanzamento della spesa e il rispetto degli impegni assunti senza sforare i limiti previsti. Nel contempo però non si è persa di vista la funzione di supporto per affrontare l'emergenza sociale e umanizzare il servizio sanitario ponendo la persona e la tutela della sua salute e dignità al centro di ogni iniziativa di carattere sanitario. In particolare voglio sottolineare l'importanza degli interventi previsti per il contrasto alla povertà, di cui vedasi i 30 milioni impegnati a sostegno di persone e famiglie che versano in condizioni di estremo disagio sociale di povertà.

Da sottolineare ulteriormente il fatto che si è compiuto ogni sforzo utile a far sì che rimanessero invariate le poste impegnate nella precedente finanziaria per il sostegno ai disabili, ai malati con gravi patologie, ai minori e per il favorire il rientro a casa.

Infine, questo è l'ultimo appunto, tengo a segnalare il comma 15 laddove ai fini del versamento del ticket sanitario finalmente si equiparano i soggetti inoccupati con quelli disoccupati. Una misura di giustizia sociale in un territorio dove la disoccupazione ha raggiunto e superati i livelli di guardia e dove la popolazione di chi è rimasto senza lavoro è invecchiata a tal punto da richiedere una maggiore assistenza sanitaria. Vorrei aprire una parentesi, hanno detto che era una finanziaria fatta di prebende o altre cose, io chiedo una cosa, Assessore, se mi ascolta assessore Paci, le vorrei chiedere: 500.000 euro mi sembrano pochi per quanto riguarda il comma 15 per coprire l'esenzione disoccupati-inoccupati perché ci vorrebbero molti di più perché rischiamo che non certo momento la gente non si cura più perché i disoccupati sono di più. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, sicuramente la sanità è quella che, come già accennato da tutti i colleghi, la fa da padrona nel bilancio della Regione; è sicuramente quella per la quale vengono spesi più soldi. È allo stesso tempo il servizio però più importante e più richiesto da parte del cittadino. Da un'indagine che è stata fatta addirittura nella scelta della residenza, quindi nella scelta della località dove andare ad abitare il cittadino mette la sanità prima addirittura anche della sicurezza, prima ancora di più quando poi si deve scegliere la località dove andare a passare magari la vacanza, quindi la villeggiatura o dove si vuole impostare la propria attività remunerativa.

Quindi io dico che è fondamentale ed importante investire continuare a spendere sulla sanità però bisogna cercare di farlo in maniera accurata, in maniera proporzionale a quello che è il servizio che noi stiamo cercando di portare avanti. E qui io dico che bisogna cercare di migliorare determinate cose come la mobilità passiva, quindi cercare di andare a tagliare quelli che sono i costi, come lo possiamo fare, andando a migliorare i servizi, perché più i servizi sono migliori e più possibilità abbiamo di dare risposte al nostro concittadino e il nostro concittadino non lo portiamo a fare questi viaggi della speranza. Altra cosa importante è la periferia, riuscire a portare questi servizi alla periferia e quindi anche nei piccoli paesi, nei piccoli centri dove è difficile come alcuni paesi magari che distano da una guardia medica da un pronto soccorso diversi kilometri e con strade impervie. Quindi riuscire a portare quantomeno un primo soccorso anche nelle periferie.

Altro tema importante è il sociale, il sociale che sta diventando all'interno dei bilanci dei comuni la voce più importante perché gli interventi sono costantemente richiesti. Un'altra cosa importante, Assessore: io proporrei di cambiare il nome "povertà estreme", perché non se ne può più. Molto spesso è un contributo che viene dato a famiglie che momentaneamente hanno difficoltà, ma che vengono anche umiliate nel fare la domanda con la povertà estrema, è veramente, secondo me, assurdo. Un'ultra cosa che secondo me potrebbe essere molto interessante è riuscire ad intervenire sui contributi del sociale incentivando quei comuni che hanno magari l'opportunità di occupare quelle persone. Noi abbiamo spesso la possibilità di intervenire sulle opere pubbliche e magari riuscire ad occupare quelle persone, ma per una serie di problemi burocratici non riusciamo a farlo. Se invece si riuscisse ad occupare quelle persone, quindi a dargli più dignità, perché queste persone lavorerebbero, e allo stesso tempo per il comune ci sarebbe l'opportunità di risparmiare, sarebbe molto importante e si potrebbero risparmiare molti soldi. L'ultimo è un quesito che faccio direttamente a lei, Assessore, per capire, per quanto riguarda Mater Olbia, come mai non è stato istituito nessun capitolo e quindi di conseguenza non è stata messa nessuna cifra. Lo dico a lei che, in quanto a responsabilità, è stato definito anche un po' lo sceriffo, quindi mi saprà rispondere sicuramente. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Chi mi ha preceduto ha già fatto rilevare come questo articolo 21 di fatto raccolga gran parte delle risorse della nostra finanziaria. Citiamo tutti la sanità, ma se dobbiamo stare all'interpretazione e ai contenuti del titolo, credo anche che aggiungendo lavoro e sociale allora andremmo ben oltre la metà del bilancio. Credo che certamente, dopo l'inizio della riforma, così non offendiamo nessuno, speravamo che su questo settore, mi sto riferendo alla sanità, si potesse e si dovesse fare di più. È stato sottoscritto il patto della salute, Assessore, e io le ricordo ovviamente, ma lei lo sa meglio di me, che siamo obbligati a rispettarlo. Io credo che, per come stiamo impostando questa finanziaria, ma anche per quello che è stata fino ad ora l'esplicazione della riforma, difficilmente ci riusciremo. Abbiamo tanti argomenti ancora in sospeso, la riforma di fatto non ha dato ancora nessun segnale, se non quello che tutti sappiamo che quest'anno in sanità si deve risparmiare. Lei lo sa meglio di me, sarà una cosa molto difficile, così come credo che, ad oggi, sia difficile, ma non ho ancora percepito nei cittadini neanche una chiarezza su che cosa dovremo andare a fare con le nuove strutture, io gliel'ho detto anche in occasione della discussione sulla preriforma, le case della salute, gli ospedali di comunità, i distretti, c'è ancora tanta confusione, perché noi non abbiamo chiarito ancora cosa deve fare l'esistente. Allora, Assessore, qui bisogna cambiare il passo, perché se vogliamo tentare di ridurre la spesa sanitaria dobbiamo andare in una direzione di razionalizzazione, di molta attenzione, questa legge lo dice. Io non vorrei essere chiamata come Consiglio regionale a dovere intervenire sui "buchi" che ci potranno essere a breve. Credo che tutti debbano darsi una regolata, perché sa qual è l'alternativa, e viene anche scritto in questa norma? Che potremmo essere costretti ad intervenire magari sui ticket, quando invece io credo che abbiamo fatto cosa buona qui ad assimilare disoccupati e inoccupati. In questo articolo ci sono stati anche degli interventi, mi riferisco al reddito di comunità, mi riferisco alla parte che ha tentato di andare incontro anche a chi cerca di sostenere il mondo del sociosanitario, però è purtroppo ancora molto poco. Per quanto riguarda poi la parte del sociale, qui devo dire che vi abbiamo stimolato abbastanza. L'assessore Paci è buon testimone che dal primo giorno in Commissione abbiamo fatto presente, ma anche nei fatti, non solo a parole, che abbiamo presentato degli emendamenti, e in questo senso ci piace essere obiettivi e riconoscere che finalmente la Giunta si è svegliata ed è intervenuta per reintegrare i fondi soprattutto…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevoli Sabatini, Usula e Zedda, per cortesia, grazie.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Dicevo per intervenire soprattutto nei settori più nevralgici, quelli in difficoltà, dei più deboli, e siamo riusciti quantomeno a ripristinare quello dell'anno precedente. Ecco, su questo una raccomandazione, Assessore, sulla "162" non facciamo in modo che ci sia ancora confusione, che magari qualcuno paghi per colpe che non ha, sediamoci, reinterveniamo assolutamente con i correttivi e cerchiamo appunto di fare una legge più giusta e più equa. Ancora, volevo dire che per quanto riguarda il mondo del lavoro, non voglio ripetere ciò che è stato già detto, non ci sono politiche attive. Però, devo riconoscere che siamo riusciti ad intervenire in alcuni settori, in particolar modo sull'applicazione di alcune leggi, in questo senso devo dire grazie all'assessore Paci e all'assessore Mura, che hanno accolto una proposta del Gruppo di Forza Italia che ha veramente cercato di sanare una situazione, mi riferisco alla non applicazione della legge numero 2 della 2007 per quanto riguarda i progetti sui disabili, e in questo senso siamo riusciti insieme a mettere su una norma che di fatto può garantire il proseguo ma soprattutto sana una inapplicazione e un'ingiustizia. Facciamo tanto, spesso anche per chi non ha dei diritti, e invece in questo caso siamo riusciti ad intervenire correttamente. Ci auguriamo che adesso la stessa attenzione l'abbiano gli Uffici, ma noi vigileremo perché non è possibile che politici trovino l'unità e facciano anche delle buone norme, e poi queste siano messe in discussione nel prosieguo per l'applicazione. Quindi, Assessore, l'invito è che quest'anno si possano spendere, così come avete sempre ripetuto, le risorse e queste arrivino rapidamente, e soprattutto la invito a voler essere tempestivo nell'applicare la parte del sociale non appena approveremo questa finanziaria, perché in tanti, lei ha visto che proprio durante i lavori della Commissione tante sono state le urla da parte di chi soffre. Interveniamo rapidamente, così pure come credo che, se volete, potete anche iniziarla quella riforma sulla sanità, noi stiamo ancora aspettando e credo anche i sardi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Colleghi, colleghe, Assessore e Assessori presenti, il sistema della sanità regionale rappresenta con i suoi 3 miliardi e 23 milioni la voce più importante all'interno del bilancio di previsione che ci accingiamo ad approvare. Conosciamo tutti le sfide che la classe politica deve affrontare per garantire il servizio sanitario su tutto il territorio regionale, specie se consideriamo le inefficienze e gli errori commessi nel passato, soprattutto dal fatto che il carico economico ricade esclusivamente sulla Regione Sardegna. Naturalmente l'efficienza del servizio rappresenta la priorità fondamentale, nonché l'opportunità per ottenere importanti margini di miglioramento nella gestione presente e futura di questo settore. Naturalmente, Assessore, la razionalizzazione dei costi, la riorganizzazione territoriale dei servizi è la via più celere per avviare un processo di miglioramento, ma stiamo già osservando i grandi disagi che questi creano ai cittadini. Uno di questi casi più lampante è rappresentato proprio dal Sulcis-Iglesiente in cui le eccellenze storiche rappresentate dall'ospedale così chiamato preventorio, una eccellenza riconosciuta in tutta Italia dal centro traumatologico e dall'ospedale di Santa Barbara, che negli ultimi anni sono divenuti dei relitti per via di uno smantellamento di tutti i servizi offerti e soprattutto il progressivo trasferimento degli stessi presso l'ospedale di Carbonia. In termini teorici ed economici è sempre la soluzione migliore, ma un'analisi empirica sul territorio mostra gli evidenti e gravi costi sociali che essa sta producendo. Ad Iglesias è presente solo un pronto soccorso, che deve servire oltre 27 mila abitanti provenienti dal centro e dalle frazioni, e questo provoca naturalmente un brusco rallentamento del servizio, lunghe ore di attesa e gravi disagi per i pazienti e i loro cari. L'imposizione che le Aziende sanitarie regionali sono tenute a garantire con l'equilibrio di bilancio, l'equilibrio economico-finanziario in base alle risorse assegnate, bene, tutto ciò rappresenta sicuramente uno dei buoni propositi della presente legge. Tradotto nella pratica: sarà molto più complesso e difficile; almeno per il momento ci risulta di difficile attuazione. L'ospedale di comunità, le case sulla salute rappresentano per tutti noi, ma soprattutto per il cittadino comune, un oggetto misterioso, che ancora non si capisce esattamente come potrà calarsi nella realtà del territorio. Estremamente curioso che da una parte si prevedano, anche nel bilancio, le ristrutturazioni e ammodernamento delle strutture esistenti, e dall'altra parte si propone invece addirittura la costruzione di nuovi ospedali, in alcuni casi nelle stesse aree geografiche. Assessore, tutto questo chiaramente noi non possiamo condividerlo, almeno in questa fase, la fortuna, a mio giudizio, che in questo momento lei rappresenta degnamente l'Assessorato e si sta attivando in tutti i modi per cercare di trovare soluzioni, e mi auguro che nel proseguo anche di questa legge si riesca a trovare quelle che sono le esigenze per i territori più periferici.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Soberania e Indipendentzia). Grazie, Presidente. Intanto nella premessa mi associo e faccio mia quella dell'onorevole Cozzolino; è un intervento che avrei voluto evitare, ma per ovvie ragioni mi trovo quasi obbligato a doverlo fare. Non ruberò molto tempo ai lavori dell'Aula, voglio brevemente parlare del finanziamento del capitolo di bilancio sulla sanità che, come abbiamo detto più volte, consuma più del 50 per cento delle risorse finanziarie regionali. Questo articolo 21 ci permette di discutere su un servizio sanitario regionale che, a detta di molti, è un sistema sotto finanziato. Qualcuno parla anche di un sistema mal finanziato, altri di un sistema sovrafinanziato. Secondo noi sono tutti e tre assieme. Una cosa è certa, che è un sistema autofinanziato, perché ce lo paghiamo noi. E' sottofinanziato rispetto agli …, ed è sotto gli occhi di tutti, è mal finanziato rispetto all'efficienza e all'efficacia - 60 milioni di mobilità passiva è altrettanto sotto gli occhi di tutti - , è sovrafinanziato rispetto al bilancio regionale. Voglio riportare due riferimenti legislativi: uno è quello del 2007, della legge finanziaria del 2007, dove al comma 1 l'articolo 836 recita "che la Regione Sardegna provvede al fabbisogno complessivo del servizio sanitario nazionale sul proprio territorio senza alcun apporto a carico del bilancio dello Stato". L'altro riferimento legislativo che voglio portare è quello dell'articolo 117 della Costituzione, il Titolo V, Il Titolo V che stiamo andando a riformare, che sta andando il Governo a riformare in questo periodo. L'articolo V della Costituzione vincola lo Stato italiano come materia esclusiva il controllo dell'erogazione dei LEA, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Dal 2010 lo Stato italiano non monitorizza i livelli di erogazione dei LEA in Sardegna; per quale motivo non li monitorizza? Perché ci paghiamo il nostro Servizio sanitario regionale, perché lo autofinanziato. E noi cosa facciamo come Regione Sardegna? Non li monitorizziamo neanche noi. Siamo quindi nella condizione che non sappiamo cosa e come facciamo sanità, e di conseguenza non possiamo sapere quello che si spende in sanità, non possiamo sapere se quello che spendiamo in sanità è congruo o non è congruo, se è efficiente ed efficace, e quindi è secondo me un sistema sanitario finanziato a palmi. Gli esiti si conoscono, basta controllare il Piano nazionale Esiti, e vedrete che la Regione Sardegna, che è conosciuta negli ambienti economico sanitari come "late responders", cioè una Sardegna che risponde con lentezza, è quasi costantemente agli ultimi posti, e dove la qualità percepita del Servizio sanitario regionale è una delle ultime in Sardegna. E nonostante questo noi continuiamo a finanziare il Servizio sanitario regionale alla luce del fabbisogno determinato a livello nazionale. Ma di quale nazione stiamo parlando? Di quella che ignora la Costituzione e non verifica l'erogazione dei LEA? Come fa lo Stato italiano a determinare i nostri bisogni se non li conosce? Come fa la Regione Sardegna a non determinarli autonomamente, visto che paghiamo di tasca nostra? Caro Assessore, nell'incoraggiarla e nel darle tutto il nostro supporto, critico ma costruttivo, qualora naturalmente lo richieda, la incoraggiamo perché ci vuole coraggio, ce ne rendiamo conto che ci vuole coraggio, ci vuole coraggio per cambiare una Regione che, come ho detto poco fa, è "late responders", cioè è lenta rispondere. Ci vuole coraggio a programmare con una visione aperta e a passo con il cambiamento, ci vuole coraggio per spezzare la consuetudine, specie quando non è più adeguata al quadro economico e sociale. Ci vuole coraggio a non finanziare un sistema che consenta il finanziamento in deficit delle ASL. Ci vuole coraggio a dire agli attori del sistema che le regole sono queste, che la linea di partenza è questa e che i mezzi sono gli stessi per tutti. Ci vuole naturalmente coraggio a non considerare lo storico in una materia che si evolve a velocità doppia rispetto alle altre, e che non permette incrostazioni di comodo e furbette, che solo una ripartizione storica consente. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI GIOVANNI (Area Popolare Sarda). Io stavo un attimino ascoltando questi giorni, come quasi mi ha consigliato il collega Arbau, che ha detto che per due finanziarie è rimasto ad ascoltare i colleghi, però su un capitolo così importante, su una questione così importante ritengo che il contributo un attimino di tutti quanti ci deve essere, anche perché in alcuni passaggi di questo articolo vedo quasi il pericolo che si vada contro quello che si sta dicendo invece da altre parti. E mi riferisco al fatto, per esempio, del criterio per stabilire i fondi per le ASL. Al punto a) troviamo che dovremmo dare fondi in base alla popolazione residente. Prima il collega Fasolino ha detto che qualcuno prima di andare in vacanza o di andare ad abitare in certe zone la prima cosa che guarda è quella di vedere se c'è una sanità adatta, una sanità che possa essere ritenuta in grado di dare dei servizi adeguati. Io non vorrei che con questo articolo si andasse a fare un ragionamento di razionalizzare i servizi della sanità con dei tagli in base al numero delle persone che abitano nei territori interessati. Sono preoccupato da questo anche perché 15 giorni fa ci ha chiamato a raccolta tutti quanti il Commissario della ASL di Oristano che ci diceva che con un decurtamento di 10 milioni di euro alla ASL di Oristano, lei non era in grado di dare i servizi che oggi si danno in provincia di Oristano, e i tagli abbiamo visto che sono tagli nelle zone interne. Si parla di case della salute, ma ho visto nella ASL di Oristano casa della salute a Bosa, viene tagliata la casa della salute di Laconi, non ci sono interventi, per esempio, nelle altre zone cosiddette depresse. Quindi io ritengo che razionalizzare non debba voler dire tagliare. Se qualcuno vuole cambiare il metodo e le cose che ci sono oggi in sanità ritengo che le debba cambiare solo ed esclusivamente se si riescono a mantenere i livelli assistenziali che ci sono attualmente e che i cambiamenti non portino anche a un aumento della spesa. Mi sembra che, da alcuni esempi che abbiamo in questo momento, ci siano aumenti di spesa nonostante stiamo diminuendo in alcuni territori l'assistenza. Io non do colpa all'Assessore, assolutamente, anzi. Ritengo però che sia un ragionamento che dobbiamo fare tutti assieme e garantire la vivibilità in tutti i territori della Sardegna perché altrimenti stiamo alimentando davvero lo spopolamento delle zone interne. Io mi auguro che quando si andrà a tagliare non si vadano a tagliare gli ospedali periferici o l'assistenza nelle zone interne.

Un'altra cosa che vorrei sollevare è che seguendo un attimino quello che ha fatto il Governo nazionale, cioè la deroga che è stata data per i posti letto in Sardegna, e cioè che c'è una deroga per tre anni, io mi auguro che questa possa avvenire anche dopo, questo per garantire che ci sia il Mater Olbia, perché altrimenti dopo andremo a tagliare i posti letto e sicuramente non li taglieremo dagli ospedali di eccellenza che abbiamo in Sardegna.

Un'altra cosa che vorrei sottolineare è che bisogna dare con forza sicuramente un segnale al volontariato. Noi senza volontariato non riusciamo a fare niente, e quindi un invito che faccio alla Giunta è quello di incentivare davvero il volontariato. Un'altra cosa che voglio toccare è il fatto che…

PRESIDENTE. Onorevole Tatti, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, mi sembra che dagli interventi anche della maggioranza siano arrivati i primi segni che faranno scricchiolare la sanità sarda. C'è qualcuno che addirittura, e qui ci chiediamo tutti come la dobbiamo chiamare, Assessore sceriffo o sceriffo Assessore, così come la maggioranza lo ha definito per effetto di un programma legato alla sanità veterinaria, e proprio su questo aspetto io dedico un attimo di attenzione nella mia prima parte dell'intervento. Assessore, lei si è presentato in Commissione con un'idea. A me francamente mi ha anche colpito il suo intervento il giorno in Commissione, affrontando il problema della peste suina, mi ha colpito per due aspetti. Ho pensato: "È preparatissimo, sa esattamente come deve risolvere il problema, è arrivato qua e ci sta proponendo la sua idea, e quindi il suo percorso". L'altra, invece, mi ha fatto preoccupare perché ho detto: probabilmente forse ancora non ha preso in mano realmente bene e non conosce benissimo la situazione e quindi magari si è lasciato andare un po' troppo dall'entusiasmo - che fa parte chiaramente dell'incarico appena ricevuto - per predisporre il nuovo piano e quindi risolvere il problema definitivo della peste suina. Il piano è arrivato in Commissione e ancora una volta dopo tanti anni ci si rende conto che l'unica a governare il problema della peste suina Sardegna è la sanità. Di agricoltura, Assessore, non c'era assolutamente niente, e non c'è assolutamente niente, nel piano di eradicazione della peste suina e quindi questa è la prima critica che io voglio portare all'attenzione dell'Aula proprio perché probabilmente, se negli anni precedenti si sono commessi tanti errori, e quindi la peste suina non è stata eradicata dal territorio regionale, forse qualche responsabilità quel servizio c'è l'ha, e se ancora oggi si prosegue su questa strada credo che nei prossimi anni non risolveremo assolutamente il problema.

L'altro aspetto è legato alla lingua blu. I suoi colleghi di maggioranza l'hanno un po' bacchettata per il lavoro che si sta facendo nelle campagne con una rivoluzione del sistema allevatoriale per quanto riguarda i vaccini messi in campo. Credo che, quindi, da questo punto di vista, Assessore, ci sia bisogno di una ulteriore registrata a quel servizio, magari con una maggiore attenzione e forse fornendo un po' più di collaborazione soprattutto con il mondo allevatoriale, con il mondo delle campagne. Il servizio veterinario della sanità regionale deve, una volta per tutte, collaborare con il sistema agricolo regionale. Si dice a parole che ci sono incontri, ma chi governa realmente tutta la sanità veterinaria è ancora la sanità regionale. Quindi da questo punto di vista credo che bisogna correggere qualcosa.

L'altro aspetto, invece, che mi piace sottolineare è, dopo aver ascoltato i due unici interventi della maggioranza, ma soprattutto quello del collega Augusto Cherchi, è questo. Ci rendiamo conto che effettivamente, anche se la critica è sicuramente costruttiva e fa parte dell'attività, a oggi, dopo un anno di insediamento di questa maggioranza, ancora le criticità nel mondo della sanità sono molto alte, e siccome mi rendo conto della grande attenzione dell'Aula in questo momento vorrei che i colleghi, visto che ci stanno tutti seguendo in questo intervento, seguissero anche un altro aspetto dell'articolo che parla di sanità, cioè dell'articolo 21 che stiamo discutendo. Ad un certo punto, dal comma 16 al comma 20, riscontriamo tutta una serie di finanziamenti ad hoc che vanno direttamente all'istituto Maria Anna Teresa Maggiori di Gonnesa, 30 mila euro; all'Autogestione servizi solidarietà (AUSER) di Iglesias, 100 mila euro - e sono felicissimo! -; 250 mila euro al Regina Margherita di Iglesias sempre - felicissimi tutti, penso che siamo tutti sicuramente d'accordo - ; 300 mila euro a favore della Casa Divina Provvidenza di Sassari quale contributo straordinario per le spese di istituto, e ancora 50 mila euro vanno a Sinnai alla Fondazione Polisolidale onlus. Allora dico, abbiamo parlato di Iglesias, Sassari, Gonnesa e ci siamo dimenticati, invece, di un centro di eccellenza regionale che sta a Oristano, si chiama Centro di riabilitazione Santa Maria Bambina, che credo che abbia le stesse problematiche di questi altri centri. E allora mi chiedo: colleghi di Oristano - e qui vi chiamo per nome perché lo devo fare necessariamente -, onorevole Solinas, onorevole Tendas, onorevole Cherchi, ma perché noi quando siamo sul territorio gridiamo alla compattezza e alla necessità di portare risorse e attenzione a quelli che sono i problemi di un territorio e poi arriviamo in Aula e questo invece non succede? Ma perché? Forse non è neanche colpa vostra, forse il vero problema è che non esiste un rappresentante in Giunta che difenda la provincia di Oristano.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Sardegna Vera). Presidente, ho visto che in questo Consiglio spesso si usano delle metafore, storie vere e storie non vere, ne voglio raccontare una anch'io sentita nei giorni scorsi, però ve la racconto in originale perché così l'ho sentita e così la racconto, quindi la devo raccontare in sardo. Questi tre signori, zio Roberto, zio Antonio e zio Ugo (di cui è meglio non dire i cognomi, soprattutto con zio Ugo perché il cognome è meglio non pronunciarlo) erano al bar, diciamo in sardo, passende ora. Li sento discutere e zio Roberto dice: "Caspita, stanotte mi stavo coprendo, c'era molto freddo, la coperta era corta, mi sono scoperto i piedi e avevo freddo e mi sono ammalato, quindi avevo intenzione di andare all'ospedale per curarmi, sto pensando se andare o non andare". Risponde zio Antonio: "Mudu, mudu, lu narasa a mie! Sa maladia tua este de frittu, sa maladia mea este de burzacca. Deo mi che so malaidende ca non arresemo a pagare sas tassas, a pagare s'IMU, a pagare s'ICI, mi che so malaidende". Risponde zio Ugo: "Torrende a su contu de s'ispidale bos n'de conto una", poi la traduco in italiano per chi è interessato a saperlo, c'è qualcuno che purtroppo non lo capisce. "So istadu ricoveradu parizzos annos faghes, so entradu sanu e n'de so essidu malaidu dae s'ispidale. Como so torradu inie po faghere un'interventu e comente fia arrivende mi paret chi sa situazione fidi cambiada, tottu diversu, s'intrada diversa, unu bellu giardinetto. Intro a intro, mi sezzo aspettende pro mi ricoverare e a mi bidere e a unu certu punto appo idu chi sos infermieres fini cun una divisa diversa però fini sos mattessos. Sos duttores a sa fazza non mi piaghiana, itte appo fattu? Mi n'de so pesadu e mi che so andadu". Quindi non si è ricoverato. Questo è un collegamento che voglio fare sul Capo V dell'articolo 21, al comma 25. Tutti hanno parlato della sanità, io lascio campo ai miei colleghi che sono molto più esperti e più preparati di sanità di me, però poi voglio dire una cosa sulla sanità in conclusione del discorso.

Per quanto riguarda il discorso del comma 25 faccio un esempio proprio classico, entro nel cuore del problema: lavoratori Rosemary. Sono circa 80 presi da questa società (ce ne sono anche altri, non solo Rosemary), hanno iniziato a lavorare, li hanno riempiti di sogni, qualcuno si è comprato la macchina, qualcuno ha fatto migliorie in casa, ora si trovano senza macchina, cioè la macchina da pagare e non riescono a pagare le rate perché questi continentali parassiti e imbroglioni sono venuti in Sardegna, ci hanno portato una scatola vuota, l'hanno presentata lì e a un certo punto cosa fanno? Si prendono i soldi, qualcuno 50, qualcuno 80 milioni di euro, qualcosa l'ha detto anche l'onorevole Forma stamattina, basta vedere la piana di Ottana è pieno di edifici vuoti, di scatole vuote, ci sono le scatole vuote, mancano le persone e mancano i soldi. Quindi mi volevo collegare, ecco perché il discorso del bar di prima era collegato a questo che voglio dire... scusate, mi stavo un po' perdendo... per quanto riguarda questo discorso dei lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali adesso noi siamo intervenuti col comma 25 e sono d'accordo con questo, non voglio che questi qua che hanno finito il contratto di lavoro a giugno, prorogato dalla Regione a dicembre, prorogato dalla Regione ancora a febbraio, quindi dopodomani scade, con questi soldi che sono 3 milioni di euro circa per un anno, riusciamo a rattoppare. Io voglio mettere in allarme soprattutto la Giunta e il Consiglio tutto affinché questo non succeda.

In conclusione del discorso voglio dire che non so se domani sarò presente, visto che ho una visita specialistica prenotata da fine agosto e non voglio rinunciare sennò magari me la rinviano a quando sono già morto.

Volevo elogiare in particolare l'assessore Paci e lo volevo elogiare, non voglio fare un monumento perché il monumento si fa ai morti, quindi solo un elogio, perché è riuscito - Dedoni basta, adesso ti riprendo io! - perché è riuscito con tutti i problemi, lo sappiamo benissimo tutti i problemi che abbiamo... mi stava per colpire la freccia... nella finanziaria, è riuscito insieme alla nostra maggioranza, insieme ai nostri colleghi e devo ammettere anche con la minoranza a incastrare tutto nel verso giusto. Quindi gli faccio i complimenti, se questo è l'andazzo della prima finanziaria, penso che sia una osservazione per tutti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, nel corso del dibattito in questi giorni più volte quasi tutti abbiamo detto, commentando alcuni articoli, che probabilmente l'articolo di cui discutevamo era uno dei più importanti o il più importante della finanziaria. Io penso che il più importante della finanziaria sia sostanzialmente l'articolo 21, non foss'altro per le cifre, perché poi alla fine se andiamo a guardare i numeri, come ha detto prima la collega Zedda, tra sanità e sociale arriviamo quasi a 3 miliardi e 300 milioni di euro su un bilancio di circa 8 miliardi, che se poi depuriamo dal mutuo e dai fondi europei capiamo che superiamo abbondantemente la cifra del 50 per cento del bilancio regionale. Ed è la grossa sfida, la grossa partita che tutti quanti dobbiamo affrontare ogni volta che ne discutiamo, ne discutiamo avendo sempre in mente questo numero e l'idea che questa cifra debba in qualche modo scendere ed essere tagliata. Io non credo che il problema però sia questo perché il problema invece che noi abbiamo è che a questa cifra che sicuramente è alta non corrisponde un insieme di servizi che sono dello stesso livello, cioè che siano paragonabili a questa cifra. Quindi quando dobbiamo ragionare sulla sanità anziché cercare di ragionare in termini puramente ragionieristici, in termini di tagli, dobbiamo cercare di ragionare in maniera tale da trovare quelle che sono le soluzioni per migliorare la qualità del servizio che offriamo ai nostri cittadini. Allora, per fare questo è necessario cambiare completamente l'approccio, cioè incominciare a capire che la sanità non può essere semplicemente un mero fatto organizzativo di gestione del territorio, delle aziende, del personale, ma deve diventare una grande operazione per la quale cambiamo l'approccio e offriamo un servizio ai nostri concittadini di qualità, gli offriamo la garanzia che nel momento in cui hanno la sfortuna di non star bene possono essere sereni e tranquilli. O ancora, fare un passo avanti, o meglio un altro passo e cercare di fare in modo che nemmeno ci arrivino alla sanità, perché con le opportune politiche di prevenzione (che vanno messe in campo sul territorio) probabilmente riusciremo anche ad attivare quelle forme di risparmio che ci consentono di non fare tagli di servizi, ma di garantire una condizione migliore a tutti i nostri concittadini e di evitare anche tante seccature per noi, perché credo che ognuno di noi nel corso della sua vita da consigliere regionale o comunque impegnato in politica abbia ricevuto tante chiamate da parte degli amici, per esempio, per cercare di scavalcare una lista d'attesa. È una delle cose più tristi e brutte, penso, che possa accadere ad ognuno di noi, però ci capita molto spesso e queste cose non devono più capitare, e non capiteranno più solo se cambieremo l'approccio. Per cambiare l'approccio, Assessore, io credo che ci voglia estrema chiarezza, estrema chiarezza sulla riforma, perché se dopo che avete approvato la legge pensate di poter attuare una riforma non coinvolgendo chi lavora nella sanità (medici e altri professionisti) abbiamo sbagliato. In questo momento io vedo tra gli operatori tanta confusione, tanta incertezza che è quella condizione che fa fallire anche la migliore riforma possibile. Quindi le chiedo su questo di fare particolare attenzione.

Siccome abbiamo parlato di risparmio, non voglio essere un difensore tout court della spesa sanitaria, ma ci sono sicuramente delle cose che non vanno bene, delle cose sulle quali si può intervenire e alcune cose che potrebbero permettere anche di recuperare qualche denaro, non tanti, ma che permetteranno di organizzare un servizio migliore.

Mi permetto di fare alcune proposte, Assessore. Penso al caso, per esempio, della sanità penitenziaria. Io credo che la Regione Sardegna nel corso della sua storia non abbia mai richiesto alle altre regioni le quote per l'assistenza ai detenuti che arrivano da altre regioni. Forse su questo dovremmo cominciare ad interrogarci e ad intervenire anche perché la percentuale di detenuti non sardi continua ad aumentare e probabilmente potremmo immettere nel sistema un po' di risorse. Penso anche alla questione delle guardie mediche, Assessore, mi chiedo se nel 2015 noi possiamo ancora spendere 15 milioni di euro per la vigilanza alle guardie mediche e se non si possa incominciare a pensare magari soprattutto laddove ci sono i presidii territoriali agli ospedali un integrazione delle guardie mediche all'interno magari dei pronto soccorso. Ancora sulla spesa farmaceutica. Ecco su questo Assessore serve un particolare controllo nei confronti delle grandi case farmaceutiche che nel corso di questi anni hanno cancellato i depositi in Sardegna e hanno utilizzato come deposito di stoccaggio gli ospedali caricandoli di spese, probabilmente dobbiamo pretendere che le case farmaceutiche ritornino a portare i depositi in Sardegna per fare la consegna delle medicine negli ospedali nei tempi previsti dalla legge. Non dobbiamo chiedere nient'altro che rispettare un nostro diritto. Un'ultima cosa, sono d'accordo con il collega Cozzolino sulla sanità che è una delle norme più interessanti di questa finanziaria e di quest'articolo è quella che garantisce o cerca di garantire l'esenzione dal ticket agli inoccupati. Sono convinto anch'io che la cifra sia molto bassa, ringrazio i colleghi di SEL...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Il Capo quinto a cui siamo finalmente giunti reca come titolo: "Disposizioni in materia di sanità, sociale e lavoro". Devo essere onesto, ho fatto una certa fatica a trovare nel testo di questo unico articolo all'interno di questo capo questioni che attengano al tema del lavoro. Già mi verrebbe da chiedere spiegazioni che però sono nella natura del momento economico che stiamo vivendo della relazione che ha spinto la Giunta ad associare il tema del sociale e il tema del lavoro. E' comprensibile che l'esodo che ha visto coinvolte decine di migliaia di persone dal mondo del lavoro degli ultimi anni tenda fatalmente ad associare il nostro impegno, la nostra azione politica a chi vive il dramma della lontananza dalla possibilità di produrre un reddito. Però non posso esimermi dal far segnalare, dal sottolineare che il tema del lavoro va associato al tema dello sviluppo.

Il tema dello sviluppo a sua volta assente da questa finanziaria è il tema al quale dobbiamo associare una serie di politiche attive, comprensibilmente tema che oggi non appassiona né il Presidente della seconda Commissione né l'Assessore del lavoro ma lo trovo naturale, lo trovo naturale perché il tema è completamente assente dal documento se non per un elemento che mi piace sottolineare e anche con entusiasmo perché nella mia precedente responsabilità non avevo potuto prendere in carico la questione dei lavoratori del progetto lavor@bile che invece è felicemente all'interno di questo documento trovano un'opportunità e trovano la possibilità di rientrare all'interno del meccanismo della Regione lasciando quella veste di esodati che purtroppo hanno dovuto indossare nel momento in cui unici dall'intero sistema di precari del mondo dei servizi per il lavoro sono stati lasciati al di fuori. E plaudo al lavoro della Commissione, al lavoro del mio collega Peru, al lavoro di chi ha saputo cogliere la profonda ingiustizia che c'era alla base di una esclusione di questo tipo e Assessore confido che al più presto questi lavoratori possano essere contrattualizzati nelle maniere che certamente saprete individuare nell'alveo di questa norma. Però è poco se si considera che il tema del lavoro dovrebbe essere quello che maggiormente impegna le nostre intelligenze in questo momento. Lo prendiamo come un punto di partenza, lo prendiamo come un momento in cui dobbiamo capire da dove stiamo partendo, oggi partiamo così come reca questo capo dal fatto che il tema del lavoro è limitato alla questione di chi il lavoro l'ha perso. Questo, lo dicevamo e lo ribadiamo, è anche un fattore di tipo economico perché la perdita del lavoro di chi dopo decenni ne è espulso è una perdita di competenze, è una perdita di ricchezza non soltanto per questi lavoratori ma per la stessa economia. Siamo all'ultima stazione, all'ultima chiamata perché tutto il bagaglio di competenze, di saperi, di ricchezza professionale delle risorse espulse negli ultimi anni dal mondo del lavoro rischia di essere definitivamente perduto se l'approccio che si rivolge a queste persone è solamente quello di tipo assistenziale. Occorre poggiare delle politiche attive su queste risorse umane perché il loro sapere, la loro capacità professionale deve essere quella che nutre le professionalità che ancora devono entrare nel mondo del lavoro. Probabilmente ci sarà l'opportunità comma per comma di questo articolo di approfondire i temi però non posso che partire da questa sottolineatura. La sanità, il sociale vive a sua volta un momento in cui avendo dovuto destinare la maggior parte del tempo alla complessa procedura di spoil system che si è voluta applicare ha sicuramente lasciato indietro alcuni aspetti, non possiamo però dimenticare che lo sforzo che anche in questo caso ha compiuto la Commissione, che lo sforzo che hanno compiuto i colleghi non sta andando certamente vano perché ci sono questioni come quelle che riguardano le persone molto sfortunate e che trovano una risposta all'interno di questo documento sono comunque sia un qualche cosa sul quale fare un positivo affidamento per il futuro. Presidente, la mia raccomandazione, partiamo da qui, c'è poco, consideriamo che c'è poco, ammettiamo che c'è poco e da qui cominciamo a costruire.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). E' un articolo complesso, un articolo abbastanza variegato che al suo interno riporta molte previsioni, parla della sanità, parla del lavoro, parla delle spiagge, parla di una serie di problematiche che sicuramente sono importanti. Mi colpiva una cosa, l'articolo arriva in Commissione con 9 commi, ne esce con 25 commi, qualcosa è accaduto durante questo percorso e io non leggo e non leggerò tutti i comunicati stampa che ci sono stati inviati da comitati di familiari per l'attuazione della 162/98, dal signor Salvatore Usala e da tutta una serie di soggetti che chiedevano a gran voce che venissero tutelati, che venissero garantiti i fondi che alla fine sono arrivati e di questo va dato merito all'Assessore che comunque si è sicuramente impegnato in questo senso. Nel discorso della sanità quindi esistono e ci sono tantissimi aspetti, in questo articolo soprattutto dei quali parlare praticamente servirebbero delle ore. Mi concentrerò su alcuni punti, su uno, il comma 5 "L'Assessorato regionale dell'igiene e sanità resta e dell'assistenza sociale provvede al monitoraggio della spesa sanitaria e riferisce trimestralmente alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare competente". Questo forse potrebbe rendere utile la possibilità di dire che la Commissione d'inchiesta non serve più, potrebbe non lo so, però questo è. Il discorso delle spiagge dove io vedo i comuni interessati, il discorso delle spiagge qui dice: "La Regione promuove la realizzazione di un insieme di spiagge intelligenti" una cosa assolutamente condivisibile, una cosa nella quale e della quale sentiamo tutti l'esigenza, si introduce la previsione di strumenti di semplificazione procedurale. Come li fanno i comuni gli interventi? Perché vanno finanziati gli interventi, quindi degli interventi che sono necessari. C'è tutta un'altra serie di cose che sicuramente potranno essere dette. La cosa più importante che credo che tutti ne sentiamo l'esigenza è quella della riforma profonda della sanità, e questo Assessore mi appello alla sua intelligenza e la sua capacità, cioè fare e proporre una riforma seria dalla quale si possa veramente auspicare una sanità nuova, una sanità migliore in Sardegna perché oggi ancora non l'abbiamo. E non è frutto della precedente Giunta e neanche frutto della precedente ancora, è frutto probabilmente di una gestione della sanità fatta per troppo tempo senza un criterio corretto, senza un criterio professionale, senza un criterio che badasse al servizio che deve rendere, all'attenzione che deve dare ai cittadini. Perché com'è stato detto molte volte siamo stati chiamati a fare delle cose antipatiche, a chiamare l'amico perché aveva necessità di una visita, a chiamare l'amico perché aveva necessità di un esame, tutto questo possibilmente nella riforma che noi ci auspichiamo venga portata deve essere cancellato, deve essere una sanità aperta a tutti, deve essere una sanità per tutti, e deve essere una sanità nella quale uno quando entra in ospedale non si sente un tonto o uno stupido, perché a volte uno si sente un tonto e uno stupido perché ci sono tali e tanti di quegli accorgimenti, di quegli adempimenti ai quali è chiamato il cittadino che veramente a volte si sente spaesato. Quindi una sanità veramente a misura d'uomo e incentrata sui problemi che deve risolvere.

Il lavoro: è sicuramente uno degli argomenti che non può essere neanche derubricato in un paio di commi veloci in un articolo 21 o qualsiasi esso sia della finanziaria. Il lavoro è un problema serio. Il problema della gente che ha perso il lavoro, il problema degli ammortizzatori sociali che sono scaduti, il problema della reperibilità dei fondi che servono per garantire almeno un minimo di sussistenza, credo che sia davanti a tutti noi. Quindi un impegno straordinario vi si chiede. Impegno del quale la Giunta deve assolutamente farsi carico perché non si può sottacere anche quello che è stato evidenziato nell'intervento dell'onorevole Ledda e che condivido veramente in pieno. Quindi mi sembra più un appunto di cose da fare l'articolo 21, non delle cose che sono state fatte, delle cose che devono essere approfondite, delle risorse che devono essere cercate e degli impegni che devono essere mantenuti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Presidente, Presidente della Giunta, onorevoli colleghi, vi confesso che ho ascoltato con pazienza e con criterio serio i ragionamenti dei colleghi. Aggiungo e chiedo al collega Cozzolino di formalizzare l'emendamento che troverà la firma mia per aumentare la somma da 500.000 euro ad 1 milione per riconoscere la diversità tra inoccupati e disoccupati, perché è il minimo che possiamo fare in quest'aula visto tutto ciò che è nato da questa manovra finanziaria. Mi ricollego al discorso che hanno fatto il collega Cherchi, che è un collega con cui discuto serenamente in commissione, e sposo ciò che ha detto. Noi siamo entrati in quest'Aula, non molti mesi fa, per discutere prendendo esempio l'accordo che ha firmato la Regione nel patto della salute. Abbiamo fatto una norma che è servita per commissariare, avete commissariato? Ormai l'avete fatto ben venga. Abbiamo fatto bellissime leggi, collega Cozzolino, abbiamo approvato la legge sull'endometriosi dove abbiamo fatto il corpo, ma non le gambe. Io prima di entrare in quest'Aula parlamentare ho provato col Centro unico di prenotazione a fissare una visita con risonanza di contrasto, sa quanto tempo ci vuole nella ASL 8 a cui appartengo a fare la visita che serve per poter andare a fare la certificazione di patologia? 7 mesi e 12 giorni. E' inutile, Assessore, io non ce l'ho con lei perché adesso avete messo i commissari. Quel famoso monitoraggio che lei ha annunciato qua per coprire quelli che sono i fabbisogni della popolazione, poi entriamo nel merito delle singole voci di capitolo di bilancio, dovrebbe veramente ricordarcelo. Nel testo c'è scritto che entro sei mesi finalmente conosceremo quei dati, che non conosciamo da un anno, almeno abbiamo chiesto in commissione di avere la specifica di quelle che sono le esigenze, di ciò che sono le strutture accreditate, e glielo chiedo perché leggendo i testi, come le altre leggi, abbiamo visto che i testi della Giunta modificano il testo originale, quindi c'è sempre qualcosa che supporta in modo diverso ciò che andiamo a discutere in commissione. Io faccio parte della Commissione sanità che non ha avuto la possibilità di esprimere il parere sulla finanziaria in discussione in quest'aula. Sfogliando gli emendamenti c'è un bellissimo emendamento il numero 578 che richiama una delibera di Giunta del 2004 per le assegnazioni, votato premetto unanime da quest'Aula, da maggioranza ed opposizione, per risanare il debito di una struttura. Oggi vedo una formulazione che non risponde sicuramente a quella che è la legge in vigore oggi. Vi sono due passaggi. Si autorizza una riformulazione della somma iniziale stanziata per coprire un deficit di bilancio di una struttura Ipab e si dice usiamo quei soldi per la ristrutturazione. Quindi suppongo che il debito non c'è più. Parliamo di contabilità fiscale. Io do per certo che il debito non c'è più perché se fanno la rimodulazione di quelle che sono le somme assegnate con provvedimento di eccellenza, di urgenza e di emergenza, non parificato notificato, non ha più problemi. Io mi auguro, e qui mi rivolgo ai colleghi del sassarese, perché quest'Aula ha votato unanime quel provvedimento, non è che ha votato una parte sì e una parte no. Perché quando ci sono le esigenze trova anche il nostro voto favorevole. Facciamo rimodulazione di questo tipo. La parte seconda che viola le norme ad oggi…. Le cito solo il codice che viola.

Con i principi stabiliti dalla normativa nazionale in materia di contenimento della spesa per il personale sanitario, esattamente l'articolo 17 comma 3 del decreto legislativo 98 del 2011 poi modificato con l'articolo 15 comma 21 del disegno di legge 95 del 2012 e successivo articolo 1 comma 584 della legge 190 del 2014, come è noto costituiscono i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, la cui fissazione è di competenza statale, quindi parametri ci devono essere, e ci devono essere soprattutto quelle che sono le piante organiche approvate. Quindi non bisogna fare ricorso a terzi, cioè se dovessimo applicare suppongo Assessore, poi io chiedo prima di entrare nel merito della votazione dell'articolo che ovviamente entriamo nel merito se rimane in piedi l'emendamento nella sua interezza, oppure viene modificato su più parti, una parte, perché la prima parte può essere di interpretazione e risponde a norma, è una scelta politica, io questo lo premetto perché quando siamo entrati a votare in quest'aula i parametri erano diversi magari cambiava quella che è la nostra obbiettività.

Lista d'attesa: abbiamo parlato tutti in quest'aula che dobbiamo dare i servizi ai cittadini. L'onorevole Cozzolino ha detto che siamo addirittura avanti e che stiamo migliorando quelli che sono i servizi, io ai colleghi della maggioranza inviterei un giorno di farsi, così da liberi cittadini, una fila al pronto soccorso, non dico nei centri specialistici per la visita cardiochirurgia, andiamo al Brotzu che sono sei mesi, non voglio farvi gli elenchi, andare nel primo accesso del cittadino dopo il medico di famiglia. Perché quando il medico di famiglia non ce l'ho a disposizione, il primo punto in cui vado a farmi curare o a farmi visitare se ho il dubbio di avere qualcosa è il pronto soccorso. Io ho avuto il piacere di andarci da poco, sette ore di lista d'attesa, le dico anche al San Giovanni, Assessore, non faccia quella faccia perché le posso dimostrare con certificazione che ero in quell'ospedale, non l'ho fatto per piacere, l'ho fatto perché ero in compagnia di una persona che non ha scelto di andare al pronto soccorso, perché avuto un incidente, quindi non è che ha scelto di andare al pronto soccorso per provocare quelle che sono le istanze del Consiglio regionale. Allora se ci dobbiamo incontrare per andare a dare quelle che sono le risposte concrete, non cerchiamo di modificare parametri perché in cattiveria mi viene il dubbio che ci siano quei parametri per giustificare la famosa delibera che mercoledì scorso avete approvato in Commissione. Io non c'ero non per motivi miei, ma perché avevo un'udienza in tribunale, non è che mi sono passato su una votazione, avevo una causa…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (FI). Presidente, ma è stato detto, ribadito e lo ripeto anch'io perché così è, stiamo parlando dell'articolo più importante di questa legge finanziaria, importante per quella che è la mole dell'impegno finanziario, ma più importante perché va a trattare un argomento che tratta della salute dei sardi, della cosa più importante che ci può essere nella vita di un uomo. Siamo tutti consci che la spesa che di anno in anno va sempre aumentando, non è una cosa che parte da questo momento, lo sappiamo tutti quanti, lo abbiamo denunciato tutti quanti, da questa parte e dall'altra parte, è una spesa ormai fuori controllo, e allora è necessario porre in qualche modo dei tamponamenti, degli interventi che possano evitare questa emorragia di risorse. Come? Bene, la bacchetta magica non ce l'ha nessuno cari colleghi, non l'avete avuta voi, sicuramente non l'abbiamo noi, non ce l'ha nessuno, ma certamente noi ce la stiamo mettendo tutta perché possa essere corretto un sistema che fino a questo momento ha prodotto davvero dei disavanzi che non possono essere più sopportati dalle tasche dei cittadini sardi. Dico questo aggiungendo che mica l'assistenza è migliorata nel frattempo, l'assistenza non è migliorata perché se fosse migliorata l'assistenza forse avreste ragione anche di denunciare determinate cose, si fa continuamente cenno, è già la quarta volta che lo sento ma l'ho sentito anche in occasione del dibattito generale che la Commissione e che io mi onoro di presiedere non ha potuto dare il parere sulla finanziaria. Colleghi, quando si lavora e conosciamo quali sono gli impegni dell'Assessore, quali sono gli impegni che ciascuno di noi ha in questo compito importante della nostra regione, possono succedere anche cose di questo tipo, abbiamo avuto comunque tanto tempo e la possibilità il leggerci le norme, di leggerci la finanziaria, di leggerci tutte quegli impegni che con questa finanziaria andavamo ad assumere, quindi è acqua passata, io preferisco guardare all'oggi e guardare al domani. Ci siamo resi conto da subito, appena ci siamo insediati che la sanità andava corretta necessariamente, subito tutti quanti ci siamo messi al lavoro, in tempo di record debbo dire che è stata approvata. Certo, una prima fase di riforma sanitaria, una prima fase, poco certo, ma una prima fase che ci consente di iniziare a mettere delle correzioni ad un sistema che assorbiva soltanto risorse e di contro non dava prestazioni migliori. C'è molto da fare? Certo che c'è molto da fare, io so che questo è l'impegno che ha già assunto l'Assessore, so che come Commissione consiliare tutti i colleghi nelle riunioni di maggioranza che noi facciamo, ma anche della minoranza, c'è l'impegno di iniziare a parlare di altro, a parlare assessore di razionalizzazione della retta ospedaliera, a parlare, perché no, di piano sanitario regionale, perché è lì che andremo a mettere tutte quelle postille, tutte quelle norme che devono regolamentare quella che sarà la sanità in Sardegna. Allora detto questo va tutto bene? Non c'è da preoccuparsi? Cari colleghi, non va tutto bene e c'è anche da preoccuparsi, una delle cose che a me preoccupa, lo dico in modo razionale, lo dico con la consapevolezza di quello che sto dicendo, è lo stanziamento delle risorse, ma stanziamento delle risorse deriva anche dalla profonda crisi che questa regione sta vivendo, perché non si può continuare a mettere dei denari quando i denari non sono sufficienti per coprire tutte quelle che sono le necessità che la regione Sardegna ha. Mi preoccupa però questo aspetto, mi preoccupa perché rispetto ad un dato di 2 miliardi e 900 milioni che è il dato al 31 12 2014, ci sono anche degli ulteriori disavanzi, probabilmente stimati in una cifra che vanno intorno ai 214 milioni, 215 milioni per cui rispetto a quello che è lo stanziamento per il 2015 c'è una fetta importante di risorse che non possono essere assegnate, ci sono le rassicurazioni che ha dato l'assessore Paci, ma anche l'Assessore alla sanità, che nel prosieguo di questa legislatura verranno rimesse e ci mancherebbe altro, vado velocemente a concludere, voglio rassicurare intanto l'onorevole Oscar Cherchi e dice che la maggioranza scricchiola, onorevole, non scricchiola nulla, questa è una maggioranza composita, questa è una maggioranza che ragiona, che discute e ci può stare tutto. Si dice anche che in sanità si vince o si perde, colleghi, io voglio vincere la battaglia per la vita non la battaglia per le prossime elezioni regionali. Concludo con una battuta per collegarmi a quello che diceva l'onorevole Tunis, da qui cominciamo a costruire, onorevole Tunis lo slogan del presidente Pigliaru era "cominciamo il domani", bene colleghi, il domani è già cominciato!

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Siamo arrivati all'articolo sicuramente più importante della legge finanziaria, l'articolo 21 che è quello che riguarda la sanità, così come molti colleghi che mi hanno preceduto hanno evidenziato la rilevanza sia da un punto di vista umano, sociale ed economico del ruolo e dell'importanza della sanità nella nostra regione nei nostri bilanci sulla finanziaria. Il fatto che oltre il 50 per cento del bilancio regionale sia destinato per le spese della sanità dice tutto, però nostro malgrado ancora una volta dobbiamo registrare purtroppo che non sempre le risorse che vengono spese nell'ambito della sanità sono spese correttamente soprattutto assolvono a quelli che sono gli obiettivi per i quali sono state destinate. Qualche collega della minoranza ci ricordava che stiamo ad un anno dall'inizio della legislatura e che praticamente quasi niente è cambiato nell'ambito sanitario, ai colleghi ricordo che la legge regionale numero 23, che riguardava la sanità è stata approvata da questo Consiglio regionale il 17 novembre scorso, quindi poco meno di tre mesi fa, ricordo anche ai colleghi della minoranza anche nel mese di dicembre sono stati nominati i commissari delle ASL, quindi vorrei ricordare ai colleghi della minoranza che non è che in due mesi con la bacchetta magica si possa trasformare tutto, soprattutto si possa porre rimedio agli errori, e qui nessuno escluso si faccia ammenda per quanto riguarda il centro sinistra e il centro destra, chiunque abbia governato negli ultimi vent'anni la nostra Regione, però vi è un dato che non si può negare e cioè che la legge numero 23 ha posto alcuni paletti, chiari, inequivocabili, siccome spesso si dice, si parla tanto e dopo si applica poco ciò che si dice, noi abbiamo scritto al legge, l'abbiamo scritto in legge quindi non è che ce lo siamo inventati noi, che il numero delle ASL verrà ridotto, quante saranno non lo sappiamo, ma verrà ridotto. Io personalmente condivido la proposta che sto facendo io, sarebbe quella di (…) così come noi abbiamo scritto in legge e l'abbiamo fatto che avremmo un'unica centrale di committenza e allora abbiamo dato un segnale chiaro in questa finanziaria, cioè che abbiamo eliminato una disuguaglianza sociale tra i disoccupati e gli inoccupati, facendo in modo che gli inoccupati vengano esentati dal pagamento del ticket, mi dite che questo non è niente? Mi dite che è poco? È vero che c'è tanto da fare, qui mi rivolgo all'Assessore, al Presidente e alla nostra maggioranza, guardi Assessore a me poco interessa se lei indossa gli speroni, il cinturone, le stellette, non m'interessa, anche perché questo non è il suo ruolo, non è la sua professione, a me interessa e su questo siamo al suo fianco che assieme a lei la nostra maggioranza, la Giunta e mi rivolgo all'intero Consiglio, possiamo veramente cambiare le cose nel mondo della sanità. Però per fare questo dobbiamo avere una onestà intellettuale che forse sinora non vi è stata, soprattutto dobbiamo avere coraggio, coraggio significa anche fare e assumere delle decisioni che a molti non piacciono, al di là di quelle che sono le appartenenze politiche e partitiche, e in questa che è la vera sfida, ma è una sfida di carattere culturale perché noi dobbiamo trasmettere ai nostri amministrati e dimostrare con i fatti che le cose sono veramente cambiate. Lo dobbiamo mettere in pratica anche perché i primi dati che stanno arrivando dai commissari non sono per niente divertenti, anzi tutt'altro, anche perché dobbiamo invertire questa tendenza secondo la quale, lo si è dimostrato sino ad ora, paradossalmente chi ha gestito la cosa pubblica in maniera strana, corretta, responsabile, paradossalmente poi ottiene una ripartizione delle varie aziende sanitarie, meno di chi invece non ha ottemperato ai suoi doveri. Allora, dobbiamo invertire questa tendenza. Soprattutto è vero, collega Cherchi, che bisogna prestare attenzione a 360 gradi su tutto il territorio regionale. Però penso che non ci possiate riconoscere il fatto che nell'ambito sociale abbiamo… dopo ricordo a tutti che la finanziaria un po' come la partita di calcio che se uno fa gol al quinto minuto poi ce ne sono altri 85 per giocare la partita. E se è vero che nella bozza iniziale di un taglio soprattutto per il sociale abbiamo avuto la capacità e con i fatti abbiamo dimostrato di poter recuperare. A me quello che interessa ed è piaciuto molto è l'approccio che abbiamo voluto dare all'interno della maggioranza per rivedere le leggi del settore, soprattutto del sociale, mi riferisco in particolar modo alla "162" che ormai in maniera esponenziale ricopre e va incontro alle esigenze di molte famiglie sarde.

PRESIDENTE. È iscritto parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Abbiamo in trattazione un articolo che recupera due aspetti importanti di quello che è il bilancio della Regione. Da una parte sotto l'aspetto sostanziale e finanziario ed è il ragionamento attorno alla sanità, l'altro di sostanza per quella che è la formazione professionale, il lavoro per quel che attiene in più larga parte la convivenza civile che viene turbata spesso e volentieri delle situazioni di crisi sociale ed economica che abbiamo davanti. Per la sanità, credo che si sia sentito di tutto e di più, ciascuno di noi potrebbe rappresentare l'immagine di quello che è la sanità sognata. Però tutti abbiamo colto che i costi della sanità in Sardegna ce li accolliamo, come Regione, e se è vero che i dati sono quelli… Presidente, tanto non mi disturbano, proprio mi lasciano indifferente… ai conti che si fanno sono al 52 percento i costi della sanità, se è riferito solo ai finanziamenti regionali. Ora, è più della metà della finanziaria regionale. Perché tutto il resto tra mutuo, ed altro, porta sì a 8 miliardi ma è complessivo. Allora quando si parla di questi costi, abbiamo la necessità di verificare, Gaetano Ledda lo diceva prima, se entro sano ed esco ammalato qualcosa non va. Io devo ringraziare iddio sono anche pochi casi che ho visto in Sardegna di mala sanità, però è indubbio che le prestazioni, le qualificazioni che noi vorremmo come prestazione all'utenza non sono dei migliori. Diciamo che le lunghe file per poter avere una prestazione vanno a volte anche di oltre sei mesi e devo dire anche per casi anche di sostanza, nel senso che sono malati gravi. Oltre al fatto che molti ricorrono ai viaggi all'esterno della Sardegna a ricercare altre soluzioni per la sanità. Siccome io non mi dimentico mai e dico sempre che la sanità non è una cosa che riguarda un partito o una maggioranza, la sanità riguarda i cittadini, riguarda la persona umana, e se io non mi riferisco a questo indice importante di operatività politica io non faccio il bene di coloro i quali amministro, e siccome sono io cittadino e posso essere io utente come tutti, vorrei che l'attenzione maggiore fosse prestata nella direzione giusta ed esatta, per capire se si sta operando bene o no. La verità è che si spende troppo e si ottiene molto meno di quello che si spende. Allora, c'è la necessità di una riforma, vorrei ricordarlo alla maggioranza che si è riempita la bocca, ha fatto campagne quasi elettorali, nel dire che è stata fatta una riforma, non è stata fatta alcuna riforma. Si è solo proceduto a commissariare le ASL. Le attuali ASL. Ma riforma non ce n'è stata e la Sardegna ha urgente bisogno di una riforma seria nella sanità. Io posso avere in testa la mia, ma la verità in tasca non ce l'ho neanche io, confrontiamoci, arrivi al più presto una sanità nuova, rinnovata che costi di meno e dia maggiori prestazioni. Potrei fermarmi qui, ma potrei anche dire che si è parlato di poche lire si pensava, mi dispiace Assessore alla formazione professionale, poi dovrei dirle non esiste una lira sulla formazione professionale né sulle politiche attive del lavoro ma non è colpa dell'Assessore, poi l'assessore Paci mi dirà che per quello si provvederà con i fondi europei, non è vero! Poi ci torneremo e dirò anche che c'è una dichiarazione scritta in una determina del direttore di servizio che dice che non può operare, e ve la faccio leggere. Ma tornando alla sanità, perché per quel che riguarda il lavoro ci tornerò dopo, noi dobbiamo assolutamente operare nella serietà più assoluta nel fare le riforme serie e opportune perché non potremo fare niente di buono per la nostra società se non operiamo con diligenza e sappiamo con esattezza quanto ci costa la sanità, perché adesso arriviamo a 270…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). All'articolo 21 abbiamo già fatto l'hit-parade degli articoli più importanti di questa finanziaria un po' tutti ci soffermiamo a dire che questo è l'articolo più importante, questo è un altro e così via ma ci accorgiamo che sono un articolo concatenato con un altro, perché il lavoro che alla fine è uscito e che uscirà domani mattina, alla fine quando determineremo la chiusura dei lavori, sarà un lavoro ordinato, con un'idea di Sardegna chiara e che cercherà di risolvere dei problemi. Non risolverà tutto ma inizierà a risolvere. Sulla questione dell'articolo 21 stiamo parlando di sanità, parlare di sanità significa parlare di molto, di una cosa enorme sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista sociale. Ce ne stiamo accorgendo anche in questi giorni, in queste ore, come sia un argomento di rilevanza quotidiana. Parlare di sanità significa però parlare delle persone, dei loro problemi, dell'offerta sanitaria, di come si organizza questa offerta sanitaria e di come si cerca di risparmiare risorse dando un'offerta sanitaria possibilmente migliore. Il mio intervento razionale chiamiamolo così, quello più dettagliato, l'ha fatto l'onorevole Augusto Cherchi se può permettermi di utilizzare il suo intervento, ma i medici in linea di massima sono persone generose quindi sicuramente me lo concede. Questo articolo 21 entra nel merito delle questioni, e segna quello che io ho detto la discussione generale, cioè che questa è una finanziaria da questo punto di vista di passaggio, ma lo è necessariamente perché noi dovremmo affrontare la riforma del sistema sanitario regionale, per cercare di fare quello che il nostro candidato Presidente, attuale Presidente della Regione, ha detto ai sardi e i quali sardi gli hanno dato fiducia, cioè che noi lavoravamo per i costi standard, per cercare di fare una sanità migliore, per fare questa sanità migliore bisogna prendere decisioni importantissime, dolorose, per le quali serve un consenso enorme. Queste scelte, appunto, sui costi standard e su tutte le altre questioni rilevanti devono essere fatte con il consenso e per farle con il consenso una delle cose più importanti, quella più importante in assoluto è l'informazione. Ma sapete perché nel 2013 è dilagata la lingua blu in Sardegna e noi abbiamo pagato quei 50 milioni o 45 milioni di euro, perché non c'è stata informazione, perché ognuno aveva la sua ricetta e questa cosa qui ha consentito il dilagarsi totale. Quindi noi quando arriviamo a ragionare della riforma sanitaria, quando parliamo di rete ospedaliera, quando parliamo di tutte queste cose dobbiamo essere informati, deve essere informata la Sardegna e devono essere informati i consiglieri regionali che bene o male poco o molto nei rispettivi territori continuano ad avere una certa credibilità, la possibilità di spendere la parola e di tenerla e che naturalmente quando non hanno informazioni, quando non vengono messi nelle condizioni di poter dire e spendere la propria parola è evidente che lo rimarcano e lo dicono in modo chiaro e leale.

Questo articolo qui ha un comma molto importante che è stato introdotto grazie ad un emendamento proposto prima firmataria l'onorevole Rossella Pinna, a riguardo di informazione, che appunto prevede un monitoraggio costante, trimestrale perché noi dobbiamo avere, noi qui consiglieri se vogliamo veramente occuparci di sanità avere il contatore, sapere mese per mese quanto costa la sanità, dove stiamo spendendo e quali sono i motivi per i quali stiamo spendendo.

Questo articolo poi parla di tante altre cose abroga l'articolo 3 della legge numero 6 del 2012, e cioè sul fatto quello che rimarcava l'onorevole Cherchi sul fatto che non si possono finanziare le ASL in deficit, fa una scelta che è quella di non mettere delle tasse, dei ticket per far sì di caricare su mamma regione comunque il costo della sanità, però questo deve essere solo un passaggio, perché se noi non entriamo nell'ottica di dirci le cose in modo chiaro ed affrontarle faremo un fallimento, un flop e la finiremo a gestire le aziende sanitarie come sono state gestite precedentemente. Ve l'ho detto durante il mio discorso di insediamento. Con l'assistenzialismo sulla sanità c'è il clientelismo, se noi non facciamo questa rivoluzione dell'onestà abbiamo perso, vincerà il singolo che controlla il pezzo di sanità ma perderemo tutti noi e perderà soprattutto la Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Io ho difficoltà a capire a volte i toni che si sviluppano in aula e anche a volte le accuse che ci vengono rivolte, perché da parte nostra come maggioranza non credo abbiamo mai avuto toni trionfalistici sulla sanità. Nel senso che noi ci rendiamo perfettamente conto, questo articolo ne è la dimostrazione, che la sanità è un universo, perché la grandezza è definibile come quella di un universo, che è totalmente fuori controllo, fuori controllo nella qualità dei servizi, fuori controllo nell'utilizzo della spesa, fuori controllo per le qualità della cura e l'azione che noi stiamo cercando di mettere in campo con fatica e con serietà, da parte sia della maggioranza che del governo e che dell'Assessore, è quella di mettere le briglie e cercare di indirizzare in un percorso preciso il governo della sanità regionale, della sanità locale che è il primo passo necessario e fondamentale per cercare di arrivare ad arrivare ad una sanità di qualità. E sono le basi e i presupposti che ci possono consentire poi di modificare e di fare in modo che anche in termini di bilancio la spesa sanitaria non sia quel buco nero che divora tutto. Poi è chiaro, lo sappiamo, lo abbiamo già visto in assestamento che la spesa è fuori controllo e che non smetterà di essere così tanto fuori controllo nell'arco di un anno. Ma tutti ci sentiamo in dovere di lavorare perché questo cambi e perché si creino le condizioni di fare in modo che la sanità ridiventi una a sanità misura di cittadino e con una spesa allineata e coperta. Perché le prime cose che noi, e io di questo do atto all'Assessore, in alcune situazioni abbiamo fatto è stato bloccare dei bandi milionari che avevano anche poco a che fare con la qualità dei servizi sanitari per esempio e perché in molte strutture e sanitarie ci si preoccupava più di bandi per l'assegnazione di parcheggi, per la gestione di parcheggi che di qualità dei servizi alla persona e di qualità di cura. Quindi si sta mettendo mano in modo profondo e significativo a questo sistema senza denigrare e devastare la sanità territoriale, che molto spesso è quella che viene sacrificata per consentire a centri più grandi di divorare servizi ed economia.

Dopo di che in questo articolo, come già è stato detto, ci sono elementi importanti nel tema del sociale prima di tutto i quasi 30 milioni di euro sulla povertà e sulle povertà estreme, il fatto che si confermi tenendo conto anche delle modifiche rispetto all'anno precedente delle somme sulle povertà estreme. Anche io troverei un modo diverso di chiamarle, sono d'accordo con l'onorevole Fasolino se non sbaglio che suggeriva di modificare il nome, perché povertà estrema è un termine molto passiva e che richiama la passività, invece dovremmo mettere in campo strumenti più attivi. Come io credo che noi dovremmo mettere mano a quelle somme per fare in modo che non siano utilizzate per fare prebende da parte dei comuni e credo che debbano essere utilizzate per l'emancipazione e l'empowerment sociale delle categorie più deboli. E oggi quelle somme sono importanti ma non sono efficaci in quella direzione perché noi abbiamo l'assoluta necessità di fare in modo che ci sia l'uscita dalla povertà delle persone e non la continua stagnazione da questo punto di vista.

L'altro elemento importante è che diamo un sostegno alle mense che si occupano di poveri che sono sistematicamente al collasso e che non riescono a reggere da questo punto di vista il peso di un crescente bisogno; e ringrazio chi ci ha ringraziato in particolare l'onorevole Truzzu per l'emendamento che noi riteniamo sia un emendamento che ripristina una giustizia sociale fondamentale che è quello dell'equiparazione sul ticket tra occupati inoccupati. Ringraziamo per le belle parole e sostegno che arrivano da questo punto di vista anche dalla minoranza perché io credo che con quest'atto il Consiglio regionale e con l'approvazione di questo articolo di questo comma in particolare ristabilisce e dignità, ristabilisce giustizia e mette in campo uno strumento di cui l'asse Regione era sprovvista e che può aiutare la vita delle persone. Credo che questo sia per noi un risultato importante. Altro elemento importante di questo articolo è il fatto che consentiamo alle persone disabili di poter godere della bellezza di una giornata in spiaggia che non è una banalità. Le spiagge non sono accessibili a tutti, in Sardegna dove abbiamo coste splendide, mari meravigliosi non a tutti è consentito di poter andare a farsi un bagno e godersi un tramonto al mare. Allora un centrosinistra e una maggioranza che consente questo realizza qualcosa di molto importante C'è una sperimentazione sulla detenzione alternativa, questo è un emendamento importante che ci deve mettere nelle condizioni di riflettere e di che cosa è oggi il carcere e di su come noi oggi possiamo intervenire per migliorare le cose e per fare in modo che le persone che siano lì non sbaglino più. E c'è un'altra norma molto importante il fatto che noi garantiamo il lavoro per altri mesi ai lavoratori in utilizzo e questo è opera di una costruzione collettiva.

E poi io invito i colleghi che fanno gli elenchi dei vari progetti importanti e finanziati che vanno a sopperire i bisogni a leggerli tutti però, non solo alcuni. Quindi tutti quanti i progetti che sono elencati in finanziaria leggiamoli tutti se li dobbiamo leggere se no è un'azione un po' scorretta da questo punto di vista. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Signor Presidente, colleghi e colleghe la gestione della spesa sanitaria è per questa Giunta la cartina di tornasole, di un quadro politico confuso e approssimativo. L'articolo 21 di questa legge in discussione è per l'appunto l'esempio più chiaro per le contraddizioni che animano l'azione politica di questa maggioranza. Alcune questioni preliminari, nel biennio 2012 e 2013, e non 2011, sono stati stanziati fondi rilevanti alle ASL allo scopo di coprire le quote di ammortamenti non sterilizzati gravanti sui bilanci delle aziende. È stato per questo che in quel biennio le ASL hanno chiuso i loro bilanci in pareggio e in alcuni casi inutile, ciò nondimeno i vari fattori che provocarono e provocano un aumento indiscriminato della spesa sanitaria permangono. Essi sono in estrema sintesi dovuti a: le tariffe per la riabilitazione sono in continuo incremento, c'è stato anche un aumento, e lo stesso dicasi per le tariffe dei pazienti degli hospice, idem per gli incentivi al sistema cosiddetto emergenza-urgenza del volontariato, ai ricoveri indiscriminati nelle comunità terapeutiche, una sola ASL spende 8, 9 milioni di euro. L'ADI, le ADI, voglio dirle Presidente, sono gestite in modo non uniforme, bisogna correggere, dalle varie aziende ospedaliere. Potrei citare altri esempi, per esempio il caso di Cagliari, inglobamento nella ASL del personale dell'ex Inrca, con conseguente azzeramento della posizione creditoria nei confronti della Regione, ai costi altissimi di manutenzione delle strutture, che sono vecchie e fuori norma, al mantenimento della rete ospedaliera esistente con il continuo incremento della presenza sanitaria del territorio, alla spesa farmaceutica che è in continuo e incontenibile aumento, con l'esclusione di ogni forma di ticket, e bene avete fatto, a evitare, così come è stato fatto anche in passato, a carico dell'utenza. Anche voi quindi vi siete orientati in questo senso perché è opportuno farlo, lo avete fatto con senso di responsabilità. Per questi motivi che ho sommariamente esposto la spesa sanitaria è aumentata continuamente, la Giunta regionale ha foraggiato le aziende sanitarie, qui non mi riferisco ovviamente a quei pochi mesi, e nessuna politica di programmazione è stata intrapresa. Su una mia vecchia proposta approvata nei primi anni 2000, cioè nella finanziaria 2001-2002, si è provveduto a un provvedimento volto al contenimento della spesa farmaceutica e ad una razionalizzazione degli acquisti. Ripercorrendo la stessa strada dei primi anni 2000, avete fatto una scelta ottima, perché si possono così fare le gare centralizzate con risultati soddisfacenti, noi lo abbiamo proposto sin da allora. Ciò non toglie che molto rimane da fare. Al contrario, invece, l'amministrazione attuale mantiene le situazioni pregresse e vive una paralisi politica, amministrativa e gestionale, non vediamo un indirizzo politico volto al miglioramento dell'offerta alla riduzione della spesa, è davvero fuori controllo per i motivi che ho citato. In questo mare magnum voglio portare l'attenzione del Consiglio su tre problemi che mi paiono più urgenti: la sopravvivenza dei piccoli ospedali, perché lasciare che la situazione deperisca nella speranza che si risolva da sola è una grave miopia politica; il contenimento della spesa farmaceutica, il riordino della farmaceutica ospedaliera, a cominciare dalla figura dei farmacisti distrettuali, qualche segnale è arrivato, non siamo più la Regione canaglia, 6,6 per cento, ci sono stati anche gli incoraggiamenti e dei suggerimenti, oggi si paga il farmaco con le industrie farmaceutiche non più con lo sconto del 50 ma del 30, e per i farmaci innovativi si sono ottenuti anche recentemente 10 milioni, finalmente si è fatta la domanda; ma infine una riflessione a sé merita la strana vicenda del Matera Olbia, l'ospedale fantasma che dopo lo sbandierato accordo con la fondazione del Qatar non è destinatario di un solo euro, ma lo ha detto lo stesso Assessore, in questa legge di bilancio, si parlerà dell'anno venturo, quindi si risparmiano i 54 milioni che avremmo dovuto dare, si risparmiano le risorse finanziarie per quanto riguarda i cinquanta posti di riabilitazione, e non si risparmia ovviamente per quanto riguarda la mobilità attiva e passiva perché obiettivamente non si può risparmiare. Come mai? Forse perché è evidente che il progetto, così come è strutturato, ha difficoltà a decollare. Si sta valutando che una terza cardiochirurgia di due posti letto non serve a nulla, o forse i qatarini, dopo le tante richieste esaudite, questo lo voglio dire, le tante richieste esaudite, vogliono recuperare i denari con la costruzione di strutture che pare siano stranamente comparse nel progetto all'interno dei 60 ettari al parco. Colleghi, senza il piano di adeguamento della rete ospedaliera il progetto del Mater Olbia è materia buona solo per la propaganda. Si è parlato, e molto, di una riduzione della mobilità interregionale. Ebbene, senza il piano di adeguamento della rete non si riduce la mobilità, non garantisce un'appropriatezza dei ricoveri. A proposito, esiste una delibera, Assessore, che porta il numero 28/17 che prevedeva entro novembre, è del 17 luglio 2014, la riforma della rete ospedaliera. È chiaro, i tre mesi sono passati, quattro mesi, sono passati altri tre, si tratta soltanto di accelerare, ma è una buona idea e quindi andrà avanti senz'altro. Non vale prima ridurre le risorse poi fare le riforme, perché il meccanismo è questo, prima si fanno le riforme e poi si riducono le risorse, riforme che vadano ad assicurare in qualche modo il sostenibile raggiungimento dei bisogni sanitari nei territori lontani nei nosocomi o particolarmente disagiati, e in quest'ottica vadano a potenziare e ammodernare strutture ospedaliere esistenti. Una nota vorrei dedicarla alle case della salute. Colleghi della maggioranza, con quali risorse dovremmo mai farle? Come è noto, nella legge approvata a fine novembre 2014, che qualcuno ha citato, le case della salute…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Oppi.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Io voglio invitare l'assessore Arru che io stimo, mi permetto di consigliarle di essere lei il protagonista delle scelte, cioè è preferibile che lei sia un uomo solo al comando, non commetta errori che altri prima di lei hanno commesso, per esempio la ASL 8, la ASL 7, la gestione Raimondi è il più classico esempio di una situazione di questo genere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). È stato detto già dai colleghi che mi hanno preceduto che si parla di disposizioni in materia di sanità, di sociale, di lavoro. È stato anche detto che discutiamo di un argomento che incide sul bilancio della Regione Sardegna per circa il 50 per cento, una cifra consistente, notevole, importante, una spesa che negli ultimi anni è cresciuta enormemente, 3 miliardi e 300 milioni di euro raccontano un percorso di spesa davvero importante su cui naturalmente non si può non intervenire e non si può non dire che bisogna non solo mettere un freno ma cercare di capire come contenere i costi per far sì che le risorse, anche in virtù delle nuove disposizioni in materia di bilancio, superamento del Patto di stabilità eccetera, ci consentirebbero di fare altre cose. Questo ovviamente non significa che la rete ospedaliera deve essere smantellata, come ho sentito dire, che i servizi devono essere penalizzati, al contrario, l'obiettivo è quello di migliorare i servizi, sia quelli centrali, nella riorganizzazione totale che verrà fatta, sia quelli periferici. È per questa ragione che noi abbiamo presentato già una legge, che è diventata legge di recente, alla quale ne seguirà un'altra, un percorso di riforma che parla già nella legge di riforma che abbiamo presentato di riduzione del numero delle aziende sanitarie locali, dell'istituzione di una centralizzazione del 118, dell'emergenza-urgenza attraverso l'AREUS, così come abbiamo parlato di case della salute. L'onorevole Oppi diceva: "Adesso come istituiremo le case della salute, con quali soldi?". È un tema del quale discuteremo in questo Consiglio regionale prossimamente, proprio attraverso la legge di riforma che metteremo in piedi nel giro di poco tempo, necessaria e anche annunciata ovviamente; così come abbiamo parlato di ospedale di comunità, eccetera eccetera. Insomma, l'organizzazione della rete ospedaliera è un tema sul quale centreremo il lavoro nei prossimi mesi, insieme a quello della riforma degli enti locali perché devono lavorare di pari passo. Così come abbiamo detto che c'è una spesa eccessiva che deve essere contenuta allo stesso modo abbiamo detto che i servizi devono essere migliorati. Come fare? Non esiste una verità in questo momento, è una roba sulla quale si sta naturalmente riflettendo, per il momento qualcuno ha detto che la legge è servita a commissariare. È servita anche a quello, perché naturalmente alla luce del sole qualsiasi percorso di riforma che rappresenti una nuova maggioranza che governa questa Regione Sardegna deve poter esprimere i dirigenti che rappresentino queste linee di indirizzo, non si può pretendere che rimangano altri a gestire un percorso di riforma differente rispetto a quelle che sono le linee di indirizzo generale, a maggior ragione quando coloro che gestiscono queste aziende sanitarie gestiscono metà del bilancio della Regione Sardegna. Ancora di più naturalmente è necessario intervenire per fare i commissariamenti, perché delle volte lo si racconta come se fosse una colpa, una cosa assolutamente naturale, legittima, noi abbiamo dato un tempo, quattro mesi, più eventualmente altri quattro, ma bisogna lavorarci in maniera approfondita, il tema vero è la riorganizzazione del numero delle aziende sanitarie che abbiamo detto in Sardegna dovranno diminuire, e allo stesso modo il vero problema è la riorganizzazione della rete ospedaliera, è quello il tema vero, cioè quando si parla di ospedali si parla di riorganizzazione di rete ospedaliera. Altro tema che si è toccato in questo punto del titolo: sanità, servizi sociali e lavoro. Sui servizi sociali, abbiamo dato copertura completa ai fondi che riguardano la legge numero 162, "Ritornare a casa", i fondi per la non autosufficienza, lo abbiamo comunicato anche attraverso un comunicato stampa, con la presentazione di un emendamento che da copertura totale ai 43 milioni di euro che riguardano queste leggi delle quali ho appena parlato. Io credo che in un settore come quello dei servizi sociali quando si interviene lo si deve fare con molta cautela, con molta attenzione, con molta sensibilità, perché è un tema complicato, difficile, che riguarda la vita e la salute di tanta gente, soprattutto quelli più fragili in questa nostra società, ed è questa la ragione per la quale occorre avere non uno, ma due occhi di riguardo per temi come questi. Si dice anche che ci sono risorse che possono essere risparmiate; ecco, anche questo è un problema del quale dovremo discutere da qui in avanti, dovremo fare dei criteri nuovi, qualcun altro ha detto, e probabilmente sarà così, perché se occorre recuperare risorse che vanno a finire laddove non dovrebbero finire, è chiaro che occorrerà intervenire con oculatezza. Ma proprio perché è un tema delicato che riguarda i soggetti più fragili della società, bisogna farlo con assoluta attenzione, tant'è vero che la Giunta regionale, anche sollecitata da interventi dei commissari all'interno della Commissione bilancio, della Commissione sanità, ha accolto con molto favore la necessità di dare copertura totale ai fondi per il sociale: dai 199 iniziali, a quelli attuali che danno copertura completa alle richieste provenienti anche dalle associazioni che rappresentano le persone di cui ho detto, alle Onlus e a tutti coloro che hanno voce per rappresentare coloro che chiedono e rivendicano diritti per essere assolutamente tutelati, e noi questo l'abbiamo fatto fino in fondo, dando copertura tra il disegno di legge presentato dalla Giunta nel mese di dicembre, e gli emendamenti che danno copertura totale a questi provvedimenti. Un lavoro che ha visto riunito naturalmente il lavoro dei consiglieri regionali, di maggioranza e anche di opposizione, questo va detto, così come quello della Giunta e dell'Assessore competente Arru, che è stato molto attento e accurato nell'accogliere le questioni. Altro punto di cui si parla è il lavoro. Diceva il consigliere Tunis, e io condivido con lui che lo spazio deve essere quello di intervenire sulle politiche attive per il lavoro, è quello di tema, però noi abbiamo dato coperture in questo caso…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Parliamo di sanità ed è d'obbligo, innanzitutto, una domanda che rivolgo non tanto alla Giunta, ma lei, Presidente del Consiglio. È stata istituita, qualche settimana fa, una Commissione d'inchiesta, o di indagine, più propriamente, sulla sanità, una Commissione proposta dalla maggioranza, accolta con grande disponibilità dall'opposizione, una Commissione che aveva l'obiettivo di dare un contributo nell'individuazione di quelle che, a parere di tutti, devono essere ricercate come cause della spesa, che anno dopo anno aumenta, delle cause che determinano questo sistema. Una decisione da parte dei consiglieri di maggioranza che hanno rinunciato, e ne vorremmo capire le ragioni, che finora neanche in questo dibattito sono emerse, e abbiamo soltanto avuto notizie di stampa, abbiamo replicato, ma se qualcuno vuole porre all'attenzione dell'Aula e indicare quali sono le vere ragioni, abbiate il coraggio, abbiate il coraggio di parlare! Di dire le cose come stanno! Perché se la questione è come noi supponiamo che sia, cioè soltanto un modo per lavare i panni sporchi in casa vostra, allora, ancor peggio, avete fatto un qualcosa che delegittima il ruolo, la funzione di questo Consiglio, ma di cui vi assumete voi integralmente la responsabilità, anche perché avete esposto il Presidente del Consiglio, che legittimamente ha fatto il suo dovere, avete esposto il Presidente del Consiglio, nei confronti anche dell'opinione pubblica, ad una figura che noi, Presidente, la difendiamo e la sosteniamo, in questo suo ruolo, a prescindere dalle questioni di appartenenza, ma non è nella disponibilità di nessuno sminuire la funzione del Presidente e l'obiettivo di quella Commissione. Perché se è vero che assorbe, com'è stato ricordato, la metà del bilancio, delle risorse del bilancio ordinario, noi vorremmo, da questo punto di vista, dare un contributo. Anche perché vede, Assessore, e vado nello specifico, forse in un'Aula molto distratta, molto interessata al particolare, alla disposizione di carattere localistico, forse sono stati sottovalutati alcuni aspetti di questa disposizione, dell'articolo 21, dove c'è tutta una preoccupazione per cercare di introdurre sistemi di razionalizzazione della spesa, di controllo della spesa, anche se come formulato l'articolo 1 non mi convince. E non mi convince perché? Perché non si capisce quali sono le eventuali deroghe nella gestione della spesa, non mi convince quando voi vi riferite all'evenienza di costi sensibilmente superiori alla maggiorazione del fabbisogno che viene determinato a livello nazionale, che mi preoccupa perché vuol dire che a monte forse non avete idea di quello che dovete programmare esattamente, e mi preoccupa questa diffusa attribuzione ora alla Giunta regionale, ora all'Assessore, ora addirittura ai Direttori delle aziende sanitarie, per l'adozione di misure anche di carattere normativo idonee a ricondurre la gestione ad equilibrio. Ecco, è questo il sistema, penso Assessore, che non funziona, perché non c'è un solo centro di responsabilità, si continua a perseverare, semmai errore c'è stato, in quello che è il frutto della situazione che oggi ci troviamo e vi trovate a dover affrontare, e che non c'è un solo centro di responsabilità, ma una serie diversificata che poi fa si che non sia mai responsabile alcuno. E siccome vedo che il tempo volge al termine, avrei voluto e avrei tante cose da dire; questa norma c'è di buono che diamo sicurezza ai lavoratori, ai lavoratori che attendono da tempo, soprattutto al Progetto lavorabile, a quelli che richiamavano della Rosemary, a tanti altri lavoratori che attendono da questo provvedimento anche in termini di maggiore serenità, ma c'è un aspetto che confligge anche con quello che voi volete fare della razionalizzazione delle spese, ci sono una serie di disposizioni che gridano vendetta, e io non le chiamo marchette, perché "marchette" è un termine troppo degno, era il bollino che si metteva nel libretto di lavoro…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Grazie, Presidente, onorevoli consiglieri. Intanto colgo l'occasione per ringraziare: è passato un anno e sono molto onorato di essere ancora qui, e ringrazio il presidente Pigliaru per avermi dato questa opportunità straordinaria. Come dice l'onorevole Cherchi, c'è da tremare; tremo, indubbiamente, perché il compito è molto oneroso, penso però che dovremmo iniziare a dire: "Diamoci del noi, lavoriamo per un sistema sanitario condiviso". Ovviamente in sei minuti non potrò rispondere a tutte le sollecitazioni che ho avuto, ma mi preme rispondere all'onorevole Cherchi. A me non piace l'autoreferenzialità, mi piace che ci sia la terzietà nella risposta. Abbiamo avuto due risposte della Comunità europea per quanto riguarda la vaccinazione della Blue tongue e per la peste suina: per la peste suina abbiamo avuto 1 milione, il primo milione come riconoscimento di un piano che vede sicuramente il coinvolgimento anche dell'unità di missione non solo dell'Agricoltura, ma anche dell'Assessorato dell'ambiente con le rispettive competenze. Noi siamo disposti al dialogo. Su 3000 allevatori 250 ancora non hanno aderito al piano di vaccinazione per la blue tongue, però anche sulla blue tongue abbiamo avuto il pieno riconoscimento della Comunità europea. Siamo disposti al dialogo, non neghiamo il dialogo. Penso che dobbiamo superare i retaggi culturali per cui c'è ancora paura della vaccinazione, pur essendoci dati scientifici delle nostre Facoltà che dimostrano che non c'è una riduzione della produzione del latte, né un aumento del numero di aborti.

Siamo pronti con la rete ospedaliera. Siamo consapevoli della scommessa enorme di produrre buona sanità con costi che non devono crescere, anzi che purtroppo, ahimè, visto la condizione sociale ed economica della nostra Regione, non devono ulteriormente aumentare togliendo prospettive ad altri settori. Come si può fare? Qualcuno dice: facciamo le nozze con i fichi secchi. No, cerchiamo di fare un'integrazione, un percorso integrato mettendo assieme il territorio, la rete ospedaliera e le cure intermedie. Sono necessarie altre risorse? Guardate che abbiamo già attivato due piani sui pilastri fondamentali. Cure territoriali: stiamo lavorando con la scuola di Sant'Anna di Pisa e con la Toscana per cercare di condividere adattandole dell'esperienza del nostro territorio.

Rete ospedaliera: onorevole Oppi, è pronta la rete ospedaliera, siamo pronti e non vorrei che passasse l'idea che dobbiamo tagliare enormemente i posti. Noi, come numero di posti rispetto a quello che stabilisce la spending review, rientriamo nei parametri. Abbiamo un problema: dobbiamo passare da acuti a post-acuti e quindi dobbiamo riequilibrare. Non ci sarà danno dei piccoli ospedali, ma dovremmo riqualificarli in relazione alla loro missione. È stato citato il piano nazionale ESIT, ma il piano nazionale ESIT - è bene che lo sappiano i cittadini - dice una cosa molto chiara, che c'è un rapporto tra volume dell'attività operatoria, per esempio, e mortalità. Non si può continuare a fare tutto dappertutto e non si può dire che non abbiamo coinvolto. Stiamo coinvolgendo i professionisti, stiamo facendo tavoli con gli ordini professionali, con le società scientifiche, abbiamo parlato adesso con gli assistenti sociali, con gli infermieri perché vogliamo coinvolgere tutti e siamo convinti che quest'operazione non potrà andare avanti se non c'è il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni dei cittadini e dei professionisti, quindi lo stiamo facendo con molto impegno.

Emergenza urgenza per noi è un pilastro. Non si può continuare ancora a parlare di Areus come ennesima azienda. Di fronte a 160 milioni che erano stati finanziati per il sistema di emergenza urgenza, solo 90 andavano alle due centrali del Nord e del Sud del 118 e gli altri andavano nel bilancio indistinto regionale. Allora noi stavamo facendo un'operazione, grazie alla collaborazione con l'assessore Mura, con i fondi europei, cercando di coinvolgere e ripetere quello che ha fatto la Regione Toscana nel 2003 con il progetto Temsi, team per l'emergenza urgenza coinvolgendo Harvard. Noi speriamo di portare a casa quest'anno una formazione a tappeto con fondi europei, quindi non utilizzando altri fondi, per formare medici e infermieri dell'emergenza urgenza. Perché io vorrei sapere quali sono gli indicatori che ci dicono che il sistema non andava bene. Abbiamo regioni della nostra Sardegna con tempi di accesso al Pronto soccorso, non per i codici bianchi ma per attivazione del 118, superiori ai quaranta minuti, quindi non c'è uniformità.

Altra cosa, come giudichiamo che …

PRESIDENTE. Assessore, altri due minuti, prego.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Va bene parlare di liste d'attesa, ma noi vogliamo governare il sistema in maniera diversa. Noi abbiamo un indicatore, che è stato presentato un mese fa, di mortalità evitabile che ci vede tra le ultime regioni italiane. Ahimè, la mia provincia, la provincia di Nuoro, è l'ultima e non vi è una correlazione con la qualità professionale, ma è legata ai modelli organizzativi. Noi dobbiamo cambiare i modelli organizzativi, implementare la prevenzione. Questi sono dati che non abbiamo certificato noi. Per cui c'è la massima volontà.

Non posso rispondere a tutte le sollecitazioni che abbiamo avuto.

Continuo a dire che sulla veterinaria, su cui ci siamo molto impegnati, ci giochiamo la nostra credibilità, ce la giochiamo con l'Expo che è dopodomani e abbiamo chiesto una deroga - che poi non è una deroga perché ci sono aziende che stanno già lavorando rispettando la direttiva europea sui prodotti termizzati -, abbiamo chiesto al Ministro che ci dia l'ok perché all'Expo di Milano andranno Nazioni che hanno standard nettamente inferiori a quelli della Regione Sardegna, che è un primo confronto internazionale con Taiwan, con visita dei veterinari del nostro sistema, ci hanno dato 9 e mezzo su 10. Certo, non è un merito mio. Vuol dire che il sistema degli allevatori corretti e il sistema veterinario funzionano. Noi stiamo cercando di metterli a parlare. Io non sono uno sceriffo, non lo sono mai stato, però non si può dire che 250 su 3000 allevatori testimoniano che noi stiamo facendo gli sceriffi. Abbiamo convinto, quando abbiamo avuto la possibilità di parlare andando nei territori, che siamo cercando di fare quello che propone la moderna medicina veterinaria. Siccome non vogliamo farci del male, e siamo convinti che possiamo entrare a pieno titolo in Europa, lo dobbiamo fare con un sistema di allevatori moderni e un sistema di veterinaria moderna.

Concludo. Il monitoraggio trimestrale lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo con molto impegno con la Presidenza, con l'assessore Paci, perché vogliamo documentare il budget ex ante, non ex post, ecco perché non si può indebitare. Cosa vuol dire deroga, onorevole Pittalis? Vuol dire che c'è la possibilità che alcune spese, per esempio l'acquisto dei ricettari, possano essere fatte direttamente dalla Regione e non dalle singole ASL. I centri di costo sono molto chiari e cercheremo di definirli rapidamente nella riorganizzazione del sistema delle ASL e a breve decideremo, con tutta la Giunta e con la maggioranza, quale sarà il migliore per dare il miglior servizio ai cittadini consapevoli e responsabili sulla spesa.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 344 e 681.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 384 e 853. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 385.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Sì, signor Presidente, visto che si fa con questo emendamento e con i precedenti una critica integrale alla nostra disegnata politica sanitaria, nel respingere queste critiche così radicali devo anche una risposta all'onorevole Pittalis che ha posto delle questioni gravissime e importantissime in quest'Aula, e quindi sicuramente con altrettanta gravità e serietà merita una risposta.

Da parte della maggioranza c'è stato un richiamo alle ragioni costitutive e fondanti della richiesta di costituzione della Commissione di inchiesta. Da parte nostra intanto c'è un richiamo a non coinvolgere il Presidente del Consiglio in questa vicenda che, viceversa, è tutta politica, anche se sul versante istituzionale. Il Presidente del Consiglio ha svolto, come lei stesso ha riconosciuto, il suo dovere fino in fondo e nessuno ha inteso criticarne l'operato o in qualsiasi modo coinvolgerlo in questa vicenda. Questa è una vicenda che, invece, riguarda per nostro conto i Gruppi e le relazioni tra i Gruppi. Abbiamo chiesto la Commissione di inchiesta perché questa non fosse banalmente la costituzione di un nuovo organismo del Consiglio, ma perché realizzasse e svolgesse un'inchiesta, cioè realizzasse una nuova conoscenza da parte del Consiglio di fatti importantissimi così come lei li ha anche descritti, questa vastità di risorse che noi dobbiamo conoscere nella loro dinamica storica e nei loro orientamenti fondamentali. Allora già dal Consiglio e anche dall'opposizione (vengono, per adesso, in modo informale) delle nuove proposte su come interpretare questa azione che il Consiglio intende svolgere, perché evidentemente sta avvenendo - grazie alla sollecitazione, al nostro gesto - una riflessione nell'opposizione e nell'intero Consiglio sul fatto che questo strumento consiliare debba poter essere messo in condizione di funzionare al meglio e raggiungere i suoi obiettivi.

Questa è stata la motivazione del nostro gesto, l'abbiamo detto con chiarezza e lo ribadiamo. Non ci sono altri retropensieri, c'è un'esplicita necessità e c'è un esplicito disegno nel volere uno strumento efficace e quindi anche agile e quindi anche dotato della fiducia dei Gruppi e del Consiglio, ma contestualmente anche della capacità operativa...

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai consiglieri, ma credo di dover intervenire sull'argomento visto che l'ho lasciata finire, non era pertinente all'emendamento e invito tutti quanti a intervenire sull'emendamento altrimenti facciamo altri dibattiti. Siccome l'argomento è un argomento che deve essere affrontato, io mi riservo di portarlo in Conferenza di Capigruppo per ogni chiarimento che non può essere fatto adesso in questa sede, ma che sarà fatto immediatamente dopo la finanziaria in Capigruppo perché è evidente che c'è qualcosa che va chiarita rispetto alle procedure e alle modalità che sono state attivate da questo Consiglio e a quello che è successo successivamente. Quindi rinvio la discussione sull'argomento alla Conferenza dei Capigruppo poi eventualmente all'Aula se i Capigruppo lo riterranno opportuno.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Tunis, se fosse possibile evitare una polemica su questi argomenti gliene sarei grato.

TUNIS STEFANO (FI). Seguo l'invito del Presidente, non sarebbe stata questa la natura, avrei risposto con poche parole al collega Deriu e attendiamo ancora che la maggioranza su questa tema esca dallo stato confusionale in cui è caduta. Comunque attendiamo che il Presidente poi ci offra l'occasione di parlarne.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 385 e 854.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 312 e 758. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 386 e 614. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 387 e 669. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 389 e 670. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 388 e 671. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 313 e 797. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 314 e 746. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 315 e 747. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 291 e 739. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 317 e798. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 316 e 799. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 318 e 800. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 319 e 801. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 320 e 836. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 62 e 837. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 63 che è uguale all'838.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, sull'emendamento numero 63, il comma 11, volevo capire il senso di questo comma perché onestamente non l'ho capito. Vorrei capire se si stanno incoraggiando le aziende a compiere atti illegittimi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Si stava cercando esclusivamente di gestire una situazione pregressa che è stata valutata con i legali per cercare di compensare gestioni non proprio corrette della contrattazione integrativa. Quindi non mi sembra che ci siano inviti alla illegalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Quindi si tratta di gestire una fase transitoria che permetta alle aziende di gestire i grossi problemi che si sono instaurati nel momento in cui è emerso il fenomeno? Perfetto, grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 63 e 838. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 64 e 839. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 282 e 840. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 283 e 841. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 284 che è uguale al 636.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, volevo semplicemente esprimere un plauso per l'equiparazione dei soggetti inoccupati a quelli disoccupati. È un problema molto grosso che gridava vendetta perché si venivano a mettere in una situazione deteriore rispetto ai soggetti disoccupati persone che in realtà non avevano mai lavorato, mai avuto la possibilità di lavorare, si trovavano anche privi di quel minimo di tutela che veniva riconosciuta ai soggetti disoccupati. Quindi io condivido molto l'iniziativa presa credo dai colleghi di SEL, a suo tempo avevo anche presentato una proposta di legge parlamentare su questo tema. Non so se bastano i fondi, in ogni caso credo che si ponga fine a una grave ingiustizia, quindi condivido molto questa iniziativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per ritirare l'emendamento numero 636.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 285 uguale al 637.

E' ritirato anche l'emendamento numero 284.

Metto in votazione gli emendamento numero 285 e 637. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 286 e 638. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 287 e 639. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 59 e 640. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 50 e 641. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 642. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 288 e 759. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 289 uguale al 760.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questa benedetta sanità sarda è sempre stata tradizionalmente teatro di battaglia fra maggioranza e opposizione mentre in questi tempi il campo di battaglia è occupato dalle truppe di tutto il centrosinistra. Campo di battaglia che vede come obiettivo l'Assessore definito sceriffo in relazione alla peste suina, è singolare tra le altre cose in questi giorni parliamo molto di animali, lepri, volpi, suini, è una sorta di fattoria degli animali, cavalli, la fattoria degli animali di Orwell in cui alcuni animali sono più uguali di altri animali. Poi c'è questa benedetta Commissione d'inchiesta in relazione alla quale io chiederei che si faccia una commissione d'inchiesta per capire per quale motivo la Commissione d'inchiesta non si costituisce. Facciamo una commissione d'inchiesta, cerchiamo di capirlo. Intervengo su questo emendamento perché va a sopprimere il comma 23. Il comma 23 prevede una spesa di 140 mila euro per l'inserimento lavorativo di soggetti in stato di detenzione previsto da un accordo di collaborazione con la procura di Cagliari, l'agenzia regionale con la procura di Cagliari. Ecco stiamo lavorando in modo certosino, state lavorando in modo certosino col DL 176 per dividere il sistema degli enti locali in sistema nord e in sistema sud che è un sud-nord tra le altre cose, quello della metropolitana a sud e niente a nord e adesso cerchiamo di dividere anche le procure. La procura di Cagliari viene avvantaggiata rispetto ad altre procure e non mi sembra assolutamente legittimo né lecito. Io credo che bisogna investire in queste risorse per fare un progetto complessivo in relazione a questi detenuti, non un progetto che riguarda soltanto la procura di Cagliari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Le considerazioni del collega Marco Tedde sono pertinenti, però gli sfugge che sono previsti altri protocolli che riguardano i detenuti, porto per tutti l'esempio nuorese di un centro che è stato finanziato integralmente con risorse regionali, quello della Beata Maria Gabriella che è destinato proprio addirittura in quel caso principalmente per detenuti extracomunitari.

Qui si tratta evidentemente di una misura, certo che va inserita in un contesto più generale che dovrebbe semmai raccordarsi anche con le iniziative di altri uffici giudiziari che però mi pare adeguato allo scopo ed è la ragione per la quale ritiro l'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 760 è ritirato, è stato ritirato anche l'altro, anche i due soppressivi il numero 290 e il numero 761, sono ritirati anche gli emendamenti numero 292 e 762, c'è un emendamento orale della Giunta. C'è l'emendamento soppressivo numero 293, c'è un errore di stampa è il 25 il comma, è ritirato anche questo. Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali. C'è l'emendamento numero 535 sul comma 11 con il parere della Commissione che si rimette all'aula.

L'emendamento numero 860 è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). La Commissione ha rimesso l'emendamento all'aula, io all'aula chiedo di approvare questo provvedimento e spiegherò per quale ragione chiedo di approvarlo anche ascoltando le richieste formulate dal collega Cossa che chiedeva chiarimenti in merito al fatto che tale emendamento potesse essere ritenuto illecito. Non è così. Che cos'è accaduto? Che cosa è accaduto è scritto nel comma 1 dell'emendamento che "le aziende sanitarie del servizio sanitario regionale che non hanno rispettato i vincoli finanziari complessivi della contrattazione collettiva e integrativa determinando la nullità delle clausole nei contratti integrativi decentrati sono obbligate a recuperare integralmente a valere sulle risorse finanziarie a questi destinate rispettivamente al personale dirigenziale e non dirigenziale le somme indebitamente erogate. Tale procedura avviene mediante il graduale riassorbimento delle stesse con quote annuali per un numero massimo di annualità corrispondente a quello in cui si è verificato il superamento di tali vincoli". Questo sta accadendo in una ASL in particolare che ai dipendenti dirigenti e non dirigenti siano state trattenute parecchie risorse, questo preclude loro naturalmente oltre alla quota monetaria che gli è stata sottratta gli viene preclusa anche la possibilità di andare in pensione con un accantonamento adeguato rispetto agli anni di lavoro che hanno maturato, rispetto a quello che è previsto dai contratti attraverso i quali sono stati assunti. Per cui nel comma 2 diciamo: "le disposizioni di cui al comma 1 e la nullità delle clausole relative non si applicano invece agli atti di contrattazione decentrata adottata anteriormente ai termini di adeguamento previsti dall'articolo 65 del decreto legislativo 150 del 2009 purché tali atti non abbiano comportato il superamento dei vincoli finanziari complessivi della contrattazione collettiva integrativa". Significa che non c'è maggiore spesa, significa che siamo all'interno di quelle che sono le somme sulle quali si è discusso, si può dire: ma su questo potrà essere presentato ricorso? Diciamolo pure, può essere, chi lo sa. Chi dovrà presentare ricorso presenterà ricorso. Io credo che sia giusto e legittimo e sia un atto giusto dal punto di vista proprio formale oltre che sostanziale fare un provvedimento di questo tipo per quei lavoratori che hanno maturato anni e anni di lavoro che devono andare in pensione con i requisiti che gli spettano per gli anni di lavoro che hanno maturato e gli sono stati sottratti i denari indebitamente. Ora anche un ricorso darà a quelli la possibilità di difendersi eventualmente se ci dovesse essere un ricorso e questa è la ragione per la quale io chiedo che il provvedimento venga approvato dall'aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico). Per aggiungere la mia firma all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Anch'io per fare un appello a tutti i colleghi dell'aula perché questo emendamento cerca di ripristinare un po' di giustizia nei confronti di lavoratori a cui da mesi sono stati sottratti non solo soldi della busta paga, ma a cui sono state anche tolte fasce di avanzamento della loro carriera con un rischio che onestamente da componente di quest'Aula non mi fa dormire la notte, perché c'è il rischio concreto che centinaia di persone vadano in pensione dopo anni, decenni di lavoro con il minimo, perché per errori di chi ha amministrato oggi pagano e non hanno la possibilità di vedersi riconosciuto il diritto ad una pensione dignitosa grazie al lavoro maturato. Quindi io mi appello anche tenendo conto di un elemento, che questo emendamento che riguarda al momento una sola ASL, potrebbe riguardare anche molte altre ASL, perché certi tipi di errori sono stati fatti anche probabilmente in altre ASL. Quindi un invito ai colleghi a votare a favore di questo emendamento che è vero è un tentativo, su cui ci può essere il rischio di ricorsi, ma è una risposta seria ad un problema che riguarda più di un migliaio di lavoratori del settore sanitario a cui abbiamo il dovere morale di dare una risposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, velocissimo perché tutto il gruppo Soberania appone la firma a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Sì, Presidente, per chiedere come neonato gruppo Area Popolare Sarda, di poter anche noi sottoscrivere questo emendamento che ovviamente condividiamo nei contenuti e per il quale ci siamo anche battuti ripetutamente in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Presidente, per dichiarare che ho sottoscritto l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 535. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 414. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 411. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 412. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 413. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 577. E' stato presentato un emendamento orale della Giunta.

Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Era scritto male, quindi in Commissione abbiamo concordato un emendamento orale. Semplicemente l'inizio del primo periodo del comma 14 è così sostituito, in modo tale che il testo da "I comuni" in poi rimane inalterato. Quindi sostituisce solamente il primo periodo del comma 14.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, lo diamo per acquisito.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'emendamento numero 577 è sostitutivo dell'intero comma 14? Eh, beh però il comma 14, dice, così sostituito… forse non ho capito. Quindi si tratta di sostituire la prima parte, lascia inalterato sostanzialmente la Caritas… Ok!

PRESIDENTE. Bene, mi pare che sia chiarito e dare per acquisito l'emendamento orale.

Metto in votazione l'emendamento numero 577 modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 410.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, nell'intervento sulla discussione generale non ero riuscito a concludere, e riferendomi ai ticket per gli inoccupati siccome diversi colleghi nel corso del dibattito avevano sostenuto e anche io sostengo che 500.000 euro siano una cifra insufficiente, io ho presentato un emendamento per portare la dotazione ad 1 milione di euro, in modo tale che più soggetti possibile possano essere reinseriti in questa meritoria proposta che i colleghi del gruppo SEL hanno presentato in Commissione. Per questo chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Brevemente, per dare merito su questo emendamento che ora è diventato testo di legge all'onorevole Claudia Zuncheddu che, insieme al gruppo di SEL, nella scorsa legislatura aveva presentato una proposta di legge per introdurre il ticket per gli inoccupati. Sull'emendamento proposto dall'onorevole Truzzu io credo che l'Assessore in Commissione abbia assunto l'impegno, anche perché è difficile avere contezza di quanti possano essere effettivamente i destinatari per cui quanto possa essere l'importo necessario per dare risposte, che nel caso poi in assestamento si potrebbe comunque rimpinguare la somma.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 410.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Arbau ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Azara - Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Fasolino - Fenu - Ledda - Locci - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 25

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 141. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento all'emendamento numero 866, che è un emendamento fatto sull'emendamento sostitutivo numero 7, uguale al numero 131, è un sostitutivo totale.

Metto in votazione l'emendamento numero 866. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 130. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 129. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 128. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento modificativo numero 41.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 41.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Meloni ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Fenu - Locci - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Sabatini - Sale - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 20

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 21.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo che l'articolo venga votato per parti: dal comma 1 fino al comma 13 compreso; poi il comma 14 con una votazione separata; poi dal comma 15 fino al comma 22; e poi votazione unica per il comma 23, 24 e 25.

Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Iniziamo con la votazione dal comma 1 al comma 13 compreso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera) Intervengo per dichiarazione di voto, la votazione è favorevole per tutte e due le votazioni naturalmente da parte del Gruppo di Sardegna Vera, relativamente alle polemiche che sono volute entrare nel dibattito della finanziaria, preciso che il nostro gruppo non è di quelli che gioca a fare ping-pong continui e ad impegnare l'Assemblea, stiamo parlando di finanziaria, continuiamo a parlare di finanziaria, aspettiamo che ci sia una risposta formale e un'interrogazione che altrettanto formalmente noi abbiamo inoltrato al Presidente della Regione e sull'Europa ci ricordiamo una famosa trasmissione di Frizzi e Gardini dove si rispondeva al telefono "Europa Europa" ma innoi seusu in Sardigna.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico della prima parte dell'articolo 21.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cappellacci ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Fenu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Piscedda - Pizzuto - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Locci - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 32

contrari 19

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'articolo 21.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cappellacci e Fasolino hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Fasolino - Fenu - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Orru' - Perra - Peru - Pigliaru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 51

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione separata del comma 15.

Votazione nominale

Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della terza parte dell'articolo 21.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Agus ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Fenu - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Oppi - Orru' - Perra - Peru - Pigliaru - Pinna Giuseppino - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Presidente, siccome stamane il Capogruppo di Forza Italia ha fatto notare… gradirei che si verificasse quella votazione. Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo verificato la votazione ed è regolare. Ho chiesto io all'onorevole Tunis cosa stesse votando, ed è stato votato così. Come direbbe la mia più titolata collega recuperiamo la calma e procediamo!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della quarta parte dell'articolo 21.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cocco Daniele, Ledda e Usula hanno votato a favore, che i consiglieri Fenu e Orruù hanno votato contro e che il consigliere Ganau si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pigliaru - Piscedda - Pizzuto - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Fenu - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 32

contrari 20

(Il Consiglio approva).

Prima di mettere in votazione i commi dal 23 al 25 c'è un emendamento orale che viene proposto dalla Giunta.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 24 c'è una riscrittura per motivi tecnici, ne dò lettura: "al fine di valorizzare l'esperienza professionale dei soggetti disabili già impiegati in progetti sperimentali di inserimento lavorativo di supporto all'aggiornamento del sistema informativo del lavoro, SIL, nonché in attuazione dell'articolo 35, comma 1, lettera B della legge regionale numero 2 del 2007: la Regione in raccordo con gli enti locali predispone, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un programma pluriennale per la prosecuzione degli interventi finalizzati all'occupazione, al superamento della precarietà ed all'inclusione sociale di cui al progetto lavor@bilea valere sui fondi europei, nazionali e regionali per le finalità di cui al presente comma è autorizzata per l'anno 2015 la spesa di euro 250 mila UPB S.05.03.004 e UPB S.05.03.011.

PRESIDENTE. È chiaro? Non ci sono problemi quindi l'emendamento orale viene acquisito.

Metto ora in votazione i commi dal 23 al 25.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Questi commi che stiamo andando a trattare sicuramente riguardano almeno il 24 e il 25 delle situazioni di difficoltà di lavoratori ai quali viene riconosciuto la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro, o di restarvi, e consentitemi un riconoscimento e un ringraziamento ai colleghi della Commissione e in particolare l'assessore Paci e Mura che hanno contribuito a perfezionare degnamente questo testo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Per dichiarare il voto favorevole dei tre commi, in particolare del comma 24, per esprimere grande soddisfazione e per ringraziare tutta la maggioranza, per ringraziare la Commissione, l'assessore Mura e l'assessore Paci per aver veramente dato possibilità a un progetto importante, progetto lavor@bileè nato nel 2006, un progetto che ha favorito l'integrazione sociale, che ha favorito l'integrazione dei disabili, un progetto che ha creato veramente eccellenze, che ha dato la possibilità di creare una banca dati sia ai lavoratori che alle imprese, proprio per questo, per questo motivo noi esprimiamo un parere favorevole siamo soddisfatti per questo, per riavviare un progetto importante per tutti i lavoratori della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Anche io sono favorevole perché questo comma pone fine a una situazione di ingiustizia che perdurava ormai da tempo. Quindi credo per la soddisfazione sia di tutta l'Aula, sicuramente nostra, e credo che anche vada sottolineato il fatto che quando il Consiglio regionale decide di lavorare compatto si danno risposte importanti a chi fa fuori da quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Per dichiarare il voto favorevole da parte del Gruppo Partito Sardo d'Azione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della quinta parte dell'articolo 21.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Fenu - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Pier Mario - Moriconi - Orru' - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 52

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. L'emendamento 32 ha un emendamento all'emendamento che è rappresentato dall'emendamento numero 861, che è un sostitutivo totale, quindi metto in votazione l'emendamento numero 861.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. In sede di pareri iniziali ci siamo riservati di esprimere il parere sugli emendamenti aggiuntivi dopo averli analizzati. Quindi posso adesso esprimere il parere favorevole all'861 ma con le seguenti modifiche orali, dopo il comma 9 è aggiunto il seguente: "9 bis. A valere sul UPB S05.03.009 una quota pari a 200.000 euro è destinata in ragione di" e poi continua… quindi sotto: in aumento e in diminuzione le cifre di 200 mila sono modificate in 100 mila. Detto questo, d'intesa con l'assessore Arru, siccome sto intervenendo io lo dico, qua si tratta di portare a razionalizzazione un fondo che attualmente vale intorno ai 300 mila euro sul quale vanno ad insistere diverse cooperative sociali che svolgono attività in favore dei detenuti. Quella che conosciamo meglio di tutte è la cooperativa di Don Ettore Cannavera. Allora l'idea è quella di cercare in prospettiva, in futuro, di organizzare un unico fondo che comprenda tutte le attività che queste cooperative sociali, che sono presenti in diverse zone della Sardegna, possano accedere con pari opportunità. In questo caso si sta dando una indicazione specifica a queste due cooperative.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono osservazioni sull'emendamento orale proposto dall'Assessore. Va spiegato nuovamente Assessore, poi lo facciamo circolare.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora, sono due cooperative che svolgono quel tipo di attività che vi ho detto, l'emendamento è l'861… è un emendamento orale all'861. Lo sto spiegando.

PRESIDENTE. Allora facciamo così facciamo stampare l'emendamento lo teniamo in sospeso e procediamo con gli altri, in maniera che tutti quanti lo abbiano se no non è facile capirsi così. Quindi lasciamo in sospeso l'emendamento numero 861 con l'emendamento orale che adesso viene distribuito e andiamo avanti.

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo 803 su cui c'è un parere di rimettersi all'Aula da parte della Commissione.

Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Su questo c'è il parere favorevole della Giunta dopo gli approfondimenti.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 803. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 576.

Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Sardegna Vera). Su questo emendamento volevo richiedere un emendamento orale, nel senso al comma 13 ter, al fine di rendere più efficace ed efficiente la risposta ai bisogni delle persone non autosufficienti - stiamo parlando di non autosufficienza - la Giunta regionale con propria deliberazione assunta proposta dell'Assessore competente per materia, provvede alla revisione degli interventi di cui al comma 1. Cioè i programmi personalizzati, interventi di potenziamento dell'assistenza domiciliare, al programma di tornare a casa eccetera eccetera. Volevo inserire con un emendamento orale "sentita la Commissione consiliare competente".

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, non mi pare di vedere… non ci sono osservazioni quindi…

OPPI GIORGIO (UDC). Se è un emendamento orale io sono contrario.

PRESIDENTE. È contrario all'emendamento orale. Allora niente da fare per l'emendamento orale non viene acquisito, quindi mettiamo in votazione l'emendamento numero 576.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, era nostra intenzione esprimere la nostra dichiarazione di voto su questo emendamento, perché questo è il frutto e la sintesi fatta dalla Giunta rispetto alle sollecitazioni che sono venute all'Aula e questo Consiglio come ha detto molto bene l'onorevole Pizzuto e come ha detto anche il Capogruppo del Partito Democratico. Si sono rimesse le cose a posto, si è riportato in linea con il passato il fondo per la non autosufficienza, noi ci sentiamo di fare ancora una raccomandazione a questa Giunta, a questa maggioranza, non sia solamente un provvedimento di facciata, dobbiamo certamente mettere a sistema tutte le risorse, evitare gli abusi ma non possiamo far mancare il sostegno della Regione ai disabili, a tutto il mondo che ruota intorno al mondo della disabilità.

L'unica doglianza che possiamo fare in questo momento è, che stava tentando di rimettere a posto il Presidente della Commissione sanità, è che si toglie a questo Consiglio la possibilità di esprimere un parere sulle linee guida rispetto alle misure sulla non autosufficienza. Noi pensiamo che sia giusto continuare quantomeno a esercitare questo controllo e provare qualche volta a dire anche la nostra rispetto alle modalità con cui i cittadini possono accedere a questi fondi. Esprimo un voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Grazie Presidente, per dichiarare il voto favorevole mio personale e di tutto il Gruppo SEL e per dire che le intenzioni dell'intero Consiglio era di arrivare a questo punto di caduta, non era il caso che nessuno minacciasse per questo dimissioni. Se è arrivato a questa decisione che dà veramente dobbiamo dare merito a tutto il Consiglio all'intera Giunta per averci lavorato ed essere arrivati ad una conclusione che chiaramente non poteva e non doveva essere diversa. Io sono veramente contento che l'intero Consiglio esprima il suo voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Esprimiamo sicuramente un voto favorevole, però devo spezzare una lancia a favore dell'Assessore regionale, sei stato bravo. Si è preso un sacco di cose, si è preso un sacco di accuse però alla fine ha fatto un buon lavoro perché credo che tenere i rapporti come li ha tenuti sia stata una fatica perché tra Giunta, maggioranza e di gente che aspettava le risposte sicuramente non è stato facile. Coraggio e forza.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 576. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 54 a pagina 509 con invito al ritiro della Commissione.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, allora questo emendamento, sono i 3 milioni di euro per i bonus famiglie numerose, è stato presentato proprio per dare la possibilità a questa Aula unitamente alla Giunta di poter fare un ragionamento ulteriore per verificare la possibilità di reperire le risorse per far fronte ad un impegno che è stato preso con una mozione approvata all'unanimità da questo Consiglio il 7 gennaio di quest'anno come puro, appunto, del personale impegno dell'Assessore competente durante la manifestazione che l'associazione famiglie numerose ha tenuto il 17 dicembre proprio davanti al Consiglio regionale. Quindi gli emendamenti presentati sono due, proprio per dare la possibilità alla Giunta di verificare la fattibilità e l'opportunità anche di inserire questo intervento tra le risorse per le estreme povertà oppure fargli seguire i canali differenti. Ora non c'è bisogno di ricordare l'importanza che la famiglia per noi riveste come nucleo fondamentale della società e la rilevanza che ha per questa amministrazione regionale. Quindi io attendo con fiducia il pronunciamento della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, per dire semplicemente che successivamente a questo emendamento c'è un emendamento che insieme al collega Fenu abbiamo presentato anche noi per garantire il finanziamento di 3 milioni di euro per le famiglie numerose al fine di dare il bonus per i figli. Ricordo che tra l'altro c'era un impegno unitario dell'Aula che avevamo assunto ai primi di gennaio e quindi la logica era questa. Io dico questo, mi ricollego all'emendamento della collega Forma che è sicuramente meritorio perché comunque pone oggettivamente il problema, se non c'è altro modo per riuscire ad arrivare a garantire i 3 milioni alle famiglie numerose io sono pronto a votare questo emendamento, poi vorrò sentire su questo punto magari anche la Giunta e l'Assessore. Però la cosa che mi preme dire è che noi dobbiamo uscire dalla logica della famiglia intesa come indigenza e come emergenza sociale, la famiglia è invece un soggetto attivo della società che può dare molte risposte, può risolvere tanti problemi che noi oggi abbiamo e sui quali interveniamo con finanziamenti e con soldi, dobbiamo completamente cambiare il modo con cui ci rapportiamo al concetto di famiglia perché se no non usciremo mai e poi mai dalla logica assistenziale.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Grazie Presidente, ringrazio sia l'onorevole Forma, perché concordo pienamente, però il senso del comma 13 è quello di garantire l'opportunità e l'idea di sostenere le famiglie come una ricchezza per la nostra società, quindi noi pensiamo di poter restituire con quel fondo che abbiamo immaginato i soldi per le famiglie numerose. È vero che non bisogna assimilare povertà con famiglia numerosa; però è anche vero che le indagini demografiche ci mostrano che il rischio di disagio sociale, per chi ha una famiglia numerosa, è più elevato. Però concordo pienamente che sia un'opportunità in un momento di denatalità, la famiglia e coloro che investono in senso positivo nei figli debbano essere sostenuti con piena convinzione da parte della Giunta. Quindi chiedo la cortesia alla consigliera Forma di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Io accolgo molto positivamente l'impegno preso dall'Assessore e dalla Giunta; quindi nell'ottica di una risoluzione positiva della questione bonus famiglie numerose ritiro gli emendamenti. Grazie.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 54 è stato ritirato, rimane l'emendamento numero 407 e l'emendamento numero 53.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, io non mi sento di ritirarlo non per sfiducia nei confronti dell'Assessore ma perché ognuno di noi deve fare i conti con la propria coscienza. Tra l'altro ricordo che su questo tema abbiamo votato a gennaio, mi sembrerebbe assurdo in questo momento ritirarlo e non quindi sostenere l'emendamento e quindi approfitto anche di questa occasione per esprimere ovviamente il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Modesto Fenu. Ne ha facoltà.

FENU MODESTO (Sardegna). Brevemente sull'ordine dei lavori. Mi sembrava di capire che potesse esserci dopo la dichiarazione dell'Assessore un'ampia convergenza su questo emendamento, e io ritengo che se gli dedichiamo un minuto magari troviamo il modo per arrivare ad una soluzione condivisa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 407.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pinna Giuseppino ha votato a favore e che il consigliere Demontis ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fenu - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Oppi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Rubiu - Sabatini - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 19

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 408. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 578, comunicando che il comma 14 ter è inammissibile, c'è una richiesta di rimessione all'Aula della Commissione, il resto dell'emendamento è ammesso, tutta la prima parte rimane. L'emendamento numero 578, pagina 512, riguarda il comma 14, il comma 14 ter è inammissibile, quindi rimane il comma 14 bis, che è quello che viene modificato.

Metto in votazione l'emendamento numero 578, ad eccezione del comma 14 ter inammissibile. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

È stato ritirato l'emendamento numero 659.

Metto in votazione l'emendamento numero 662.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Vorrei richiamare l'attenzione perché l'emendamento precedente è stato ritirato in ragione del fatto che la Giunta aveva già fatto un lavoro di sintesi sul fondo per la non autosufficienza, quindi ci sembrava utile all'economia di tutti il ritiro. Mentre questo emendamento si rifà al fondo per le povertà estreme che in quest'anno finanziario la Giunta ha ottenuto di raddoppiare rispetto all'anno scorso, adesso noi non ne conosciamo le ragioni specifiche, abbiamo già affrontato la discussione, con questo emendamento si voleva fare una riserva di fondi a favore del finanziamento dei servizi per la prima infanzia degli enti locali, quindi per i bambini dai zero ai 36 mesi, e per andare incontro alle politiche attive per le pari opportunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Per esprimere ovviamente il voto favorevole all'emendamento proposto dal Gruppo di Forza Italia, quindi l'emendamento a nome mio e dell'onorevole Fenu, e per ricollegarmi anche al ragionamento che facevo prima sulla famiglia, se non ci rendiamo conto che investire sui figli significa investire su noi stessi, anche per un mero e semplice calcolo economico e materiale, nel senso che sono gli unici che forse potranno garantirci le nostre pensioni, posto che ne prenderemo, io penso che la proposta che ha fatto il collega del Gruppo di Forza Italia sia assolutamente da approvare.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 662.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 662.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Locci - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Sabatini - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Solinas Antonio - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 22

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 452.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questo emendamento dei colleghi Zedda Paolo e Usula fa riferimento alla gestione delle emergenze archeologiche gestite dai comuni attraverso il trasferimento di risorse agli enti locali. Noi sappiamo che la Giunta quest'anno ha dovuto praticare una riduzione di risorse passando da 18 milioni e 800 nel 2014 a 15 milioni per il 2015. Noi, con questa proposta, vorremmo sostenere l'emendamento dei Rosso Mori che è volto a prorogare i progetti delle gestioni delle emergenze archeologiche dei comuni per un altro anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Questo emendamento tende, senza ulteriori oneri finanziari, a porre rimedio a una situazione di precarietà in cui versa il settore della gestione del patrimonio degli scavi archeologici, del sistema museale e di quello delle biblioteche, che vengono gestite da associazioni e da società che hanno dei contratti con gli enti locali. Questi enti locali vengono finanziati dalla Regione. Il problema è che, non esistendo ancora una legge di riordino complessivo del settore, questi contratti vengono regolati da delle norme definite attraverso delle finanziarie e che non organizzano in modo definitivo questi rapporti. Noi chiediamo che venga prorogato il termine previsto dall'ultima finanziaria che se ne occupava, quella del 2013, dal 31 dicembre del 2015 al 31 dicembre del 2016, di un anno, in modo da permetterci in questi mesi prossimi di lavorare ad una legge complessiva di riordino del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'AZ). Condivido l'emendamento, anche perché rappresentano queste iniziative intraprese dalla Regione delle opportunità di lavoro importante che da anni danno la possibilità di lavorare anche se senza la certezza che domani il lavoro ci sarà. C'è un aspetto che va chiarito, e cioè che questi fondi vanno ai comuni e sono i comuni i titolari dei fondi, e ferma restando la garanzia per chi lavora sono i comuni che devono gestire questi fondi, e vanno gestiti per garantire il posto di lavoro di chi già lavora, però la titolarità dei fondi è comunale, perché il rapporto è fra la Regione e il comune.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Modesto Fenu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FENU MODESTO (Sardegna). Molto brevemente. Ringrazio il presentatore di questo emendamento a nome mio e dell'onorevole Truzzu, esprimiamo il nostro parere favorevole perché lo condividiamo interamente; è un emendamento di buon senso, che si pone l'obiettivo di fare chiarezza su un settore che altrimenti avrebbe avuto notevoli difficoltà. Per questo motivo noi dichiariamo la nostra volontà di votare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gavino Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA GAVINO (PD). Per esprimere il voto favorevole su questo emendamento e per ricordare anche ai colleghi, e anche al Presidente della Commissione bilancio che questo, purtroppo, forse per qualche inconveniente, è un emendamento che era stato presentato all'unanimità dalla Commissione cultura, perché, come ha spiegato bene l'onorevole Zedda, ma anche gli altri colleghi che si sono susseguiti negli interventi, questo serve per dilatare di qualche tempo l'opportunità di avere un po' di spazio temporale in più per sistemare, una volta per tutte questo, che è un tema molto sentito. E' la gestione di beni culturali, abbiamo inserito 1 milioni di euro in più in questa finanziaria, proprio per dare un'opportunità a queste risorse che, gestite direttamente dai comuni, vengono messe a disposizione di tutte quelle cooperative che gestiscono i sistemi culturali. E' chiaro, l'ha detto l'onorevole Zedda, ma anche altri colleghi, che è necessario un progetto di riforma molto profondo di questo sistema, si è lavorato anche nelle passate legislature ipotizzando prima fondazioni, o altre forme di soluzioni possibili per questo problema. È un tema sentito, apprezzo anche l'opportunità messa in campo dall'onorevole Locci, che aveva presentato un medesimo emendamento che ipotizzava la proroga al 2017, io ritengo, come è avvenuto nella discussione in Commissione, la proroga al 2016 ci dia stimolo, in maniera che questo anno che viene lavoriamo in maniera fattiva e costruttiva per arrivare a un progetto di legge che dia una soluzione complessiva al problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Per esprimere il parere favorevole su questo argomento, ma non solo, all'Assessore Paci in Commissione ho rilevato che forse sarebbe opportuno ripraticare anche dei cantieri di lavoro, perché in maniera keynesiana, già che vi siete innamorati di Keynes, credo che potrebbe anche essere operativo ulteriormente inserire anche qualcosa di simile. Questo credo che vada più che bene, ma lo volevo ricordare perché forse è opportuno, per i tanti disoccupati che abbiamo e per le poche politiche sull'occupazione che abbiamo messo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Brevissimamente per apporre la firma mia e del Gruppo SEL all'emendamento e per condividere l'intervento del Presidente della Commissione Gavino Manca. La pensiamo come lui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Non entro nel merito, però gradirei sapere che funzione ha la Commissione competente, perché stamattina l'Assessore Paci su questo emendamento ha detto che mancava la copertura finanziaria, e l'ha scritto a chiare lettere; vorrei sapere se c'è la copertura finanziaria, perché molti altri emendamenti sono stati eliminati, perché lei ha dichiarato che mancava la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Per esprimere il parere favorevole e per chiedere l'iscrizione del nostro Gruppo all'emendamento tra i firmatari.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La copertura finanziaria c'è, perché ci sono già gli stanziamenti, si tratta della richiesta di una proroga, abbiamo sentito le motivazioni, per cui ci rimettiamo alla decisione dell'Aula.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 452.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Solinas Antonio ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Fenu - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, sull'ordine dei lavori. Avrei necessità di verificare, sull'emendamento numero 1 in discussione adesso, qualcosa con la Giunta, le chiederei due minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Allora, gli emendamenti numero 1 e numero 23, che sono sullo stesso argomento, vengono sospesi e trattati alla fine.

Passiamo all'emendamento numero 56.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 56, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 431. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 432.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, questo emendamento l'ho presentato solo per porre un problema, ne abbiamo parlato anche in Commissione. Probabilmente dobbiamo ripensare all'intero sistema delle spese di viaggio e di soggiorno degli ammalati e dei parenti, che affrontano situazioni spesso non dignitose, e molto difficoltose. Credo che tutto il sistema vada ripensato, perché ci sono tante persone che purtroppo si trovano escluse dalla possibilità di poter ovviamente ricevere delle cure dignitose, che qua in Sardegna non siamo in condizioni di dare, e la situazione è che solo chi ha i soldi oggi si può permettere determinate soluzioni. È una cosa non decente, a mio parere, l'ho voluto ripresentare in Aula, però volevo sentire la posizione dell'Assessore e poi sono pronto comunque a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Brevemente, Presidente, perché l'argomento appena trattato dall'onorevole Truzzu su è stato oggetto di una discussione devo dire anche importante in Commissione, e la Commissione sostanzialmente ha fatto rilevare come sia necessario rintervenire sulla norma, perché purtroppo i tempi sono cambiati e quindi, Assessore, noi vorremmo una sua disponibilità a rivedere i criteri su questi argomenti e crediamo che sia il caso veramente di poterlo trattare in Commissione, quindi io voterei favorevole. Capisco, anche perché c'è stato spiegato dall'assessore Paci, che in questo momento non c'era la disponibilità finanziaria, però, ecco, rimane il tema, e ci auguriamo di poterlo trattare insieme da subito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io volevo ringraziare l'onorevole Truzzu per aver sollevato questo problema, la cui importanza credo sia all'evidenza di tutti quanti. E quindi io spero, mi associo agli auspici che sono stati formulati dai colleghi che mi hanno preceduto, che questo tema possa essere affrontato con efficacia, se possibile anche in tempi brevi, proprio perché rappresenta una cosa di straordinaria importanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per associarmi a ciò che hanno appena detto i colleghi. Il tema è stato sviluppato ampiamente in Commissione, effettivamente è un problema che va affrontato in maniera seria, certa e celere, quindi auspichiamo che questo possa avvenire in tempi brevi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Assicuro la massima disponibilità a rivedere rapidamente i criteri di sostegno ai familiari dei pazienti che devono andare fuori obbligatoriamente per ricevere cure avanzate. Quindi vi prego di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, solo per dire che, siccome ho stima dell'Assessore, non mi iscrivo al gruppo di coloro che potrebbero ridefinire l'assessore "sceriffArru". Io ritiro l'emendamento. Faccio presente che, come suggeriva la collega Zedda, oltre al problema di chi dalla Sardegna deve ovviamente andare fuori per affrontare queste importanti visite e cure, c'è anche il problema di chi risiedendo fuori Sardegna in alcune occasioni, magari non definitivamente ma per svago, per motivi di studio o di lavoro, subisce magari degli incidenti e deve affrontare tutto quello che ne consegue.

PRESIDENTE. Quindi è ritirato l'emendamento numero 432.

Anche per l'emendamento numero 538 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, questo emendamento riguarda il fondo per la non autosufficienza che abbiamo già approvato. Io però volevo che rimanesse agli atti. Su questo emendamento e su questo provvedimento c'è chi ha ricevuto riconoscimenti e chi è stato accusato di non appoggiare il reintegro del fondo sulla non autosufficienza. Questo non è corretto. Come Presidente della Commissione mi corre l'obbligo di riconoscere a tutta la Commissione un dibattito avanzato su questo tema. Ci si è solo soffermati per voler segnalare la necessità di una verifica puntuale di come vengono spesi i fondi. Poi qui non ci sono persone che hanno bisogno di riconoscimenti o persone che hanno bisogno di essere accusate, compreso il Presidente della Regione che pare sia stato segnalato come un avversario al reintegro di questo fondo, cosa che non è assolutamente vera. Abbiamo lavorato tutti a ricercare le risorse e a reintegrare il fondo per la non autosufficienza nella speranza che al più presto andremo a una verifica delle modalità di spesa. L'emendamento è ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. Quindi è ritirato l'emendamento numero 538.

L'emendamento numero 539 è inammissibile.

Per l'emendamento numero 541 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). È ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 148.

Ha domandato di parlare il consigliere Modesto Fenu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FENU MODESTO (Sardegna). Allora questo emendamento è per evidenziare purtroppo un mancato assolvimento di un impegno istituzionale che l'Assessorato alla sanità rispetto all'ente locale ha assunto negli anni. Purtroppo adesso siamo arrivati al nodo della questione, la causa purtroppo è andata avanti e il Comune di Monastir è stato condannato a restituire il bene e a demolire i fabbricati esistenti su quell'area, dove insiste il centro dialisi in gestione alla ASL 8. Per questo motivo sentirei l'Assessore in merito per assumere le decisioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Abbiamo verificato rapidamente la situazione alla luce della sentenza che lei ha citato e abbiamo dato disposizione ai vertici della ASL 8 di verificare una soluzione plausibile, per cui la prego di ritirare l'emendamento e do la massima disponibilità alla soluzione vista la rilevanza del centro dialisi per la popolazione della zona.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Modesto Fenu. Ne ha facoltà.

FENU MODESTO (Sardegna). Grazie Assessore, ho avuto modo di valutare il suo impegno e la sua sensibilità su questo tema che purtroppo è cruciale, ci è caduto in testa come un macigno, per cui apprezziamo la sua volontà di risolvere il problema e ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento aggiuntivo numero 393, a pagina 734, che proviene dall'articolo 28, con parere contrario della Commissione.

Metto in votazione l'emendamento numero 393. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Abbiamo in sospeso l'emendamento numero 861, che era un emendamento orale, che adesso è stato distribuito a tutti. Quindi chiedo se l'emendamento orale è accolto. Non ci sono osservazioni.

Metto in votazione l'emendamento numero 861. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'emendamento numero 1 e sull'emendamento numero 23 era stata chiesta una sospensione, ma mi dicono che non serva più la sospensione.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, diciamo che ci rimettiamo all'Aula. Le nostre perplessità erano dovute al fatto che anche se in misura lieve si sta nettizzando un passaggio tra i comuni, anche se è a saldi invariati, quindi c'è una possibilità di impugnazione su una norma. È una norma che sta cercando di sistemare delle partite tra comuni, quindi è pienamente…

(Interruzione)

È l'emendamento numero 1 a pagina 516, ne abbiamo discusso in Commissione. Sono dei comuni capofila PLUS che sono cambiati e adesso hanno difficoltà a passare le somme da un comune agli altri per questioni di patto. Quindi con l'avvertimento che potrebbe esserci una possibile illegittimità, però non ci sono altre soluzioni per risolvere il problema e quindi andiamo avanti e poi si vedrà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, ha detto bene l'Assessore, si tratta di un emendamento a saldo invariato. Non è una cosa che riguarda solo un PLUS, riguarda purtroppo la stragrande maggioranza dei PLUS della Sardegna perché i ragionieri dei comuni capofila, invece di registrarli nel capitolo delle partite di giro, lo hanno incassato nel proprio bilancio. Ci sono PLUS che devono trasferire, dopo aver cambiato il comune capofila, risorse dal 2008 al 2014. Sono risorse che sono ferme. Lo abbiamo fatto anche nella finanziaria dell'anno scorso, dire che a saldo invariato, all'interno del patto di stabilità dei singoli comuni, potevamo dichiarare che non rientravano nel patto di stabilità. Il Governo nazionale non ha impugnato quella norma, questa ricalca o prosegue sulla falsariga di quella norma, quindi io chiedo al Consiglio di votare a favore perché è l'unico modo per poter trasferire le somme dagli ex comuni capofila agli attuali.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 23, a pagina 553, che proviene dall'articolo 22.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, soltanto poche parole per spiegare la ratio dell'emendamento. Si tratta di un tema di cui si è occupato l'ANCI e si tratta anche di un provvedimento a costo zero che si rende necessario per riequilibrare la misura del contributo richiesto dallo Stato ai comuni capofila del PLUS per il risanamento dei conti pubblici. L'articolo 16, comma 6, del decreto legge del 6 luglio 2012, numero 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, numero 135 e l'articolo 47, commi 8 e 9 del decreto legge numero 66, convertito nella legge 23 giugno 2014

numero 66 convertito nella legge 23 giugno 2014/89 hanno disposto per ciascun comune la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e del fondo di solidarietà comunale in proporzione alla media delle spese sostenute per consumi intermedi nei relativi trienni desunti dal SIOPE. Che cosa è successo? Che la riduzione che è stata operata nei confronti dei comune capofila del PLUS è stata alterata dal fatto che la base di calcolo utilizzata per effettuare le decurtazioni comprende anche le voci di spesa che sono state sostenute dall'associazione dei comuni del PLUS per i servizi sociosanitari gestiti in forma associata. Con l'emendamento si dispone che la riduzione subita dai comuni capofila del PLUS venga invece ripartita tra gli enti associati e da questi riversati allo stesso comune capofila. In sostanza la Regione attua una misura perequativa nelle more di una modifica da parte del MEF del SIOPE.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche in questo caso si tratta di riequilibri tra comuni e il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22. All'articolo 22 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 345 che è uguale al 682; i soppressivi parziali 150 uguale al 294, 295 uguale al 763, il 49 uguale al 297 e 764, 298 uguale al 765, 299 uguale 766, 300 uguale al 767, 301 uguale al 768, il 302 è stato ritirato, il 769, il 303 è uguale al 770, il 304 uguale al 771; i sostitutivi parziali 48; modificativo 42; aggiuntivi 490, 600, 43, 44, 23, 28 (con emendamento orale 865) inammissibile quindi anche l'emendamento all'emendamento, 429, 460, 529, 543, 574, l'811 è inammissibile, l'825, il 43 e il 663 che è decaduto perché è stato votato precedentemente.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e dei relativi emendamenti:

Capo VI

Sistema Regione e delle autonomie locali

Art. 22

Disposizioni in materia di enti locali

1. Il fondo di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 2 del 2007, e successive modifiche ed integrazioni, è determinato per l'anno 2015 in euro 550.871.000 di cui: euro 499.696.000 a favore dei comuni; euro 51.175.000 a favore delle province, di cui una quota pari a euro 500.000 a favore dell'amministrazione provinciale di Nuoro per il funzionamento del museo MAN (UPB S01.06.001).

2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di riordino del sistema delle autonomie locali, al fine di accelerare il processo di trasferimento di funzioni comunali alle unioni di comuni e comunità montane, la riserva percentuale a valere sulla quota di fondo unico destinata ai comuni ai sensi dell'articolo 10, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, in favore delle gestioni associate è stabilita, per l'anno 2015, nella misura del 3 per cento.

3. A decorrere dall'anno 2015, i trasferimenti a favore degli enti locali quali quote sostitutive delle soppresse accise dell'energia elettrica pari euro 49.129.000, sono ricondotte ad apposito capitolo del bilancio regionale; è conseguentemente abrogato il comma 28 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7 del 2014 (UPB S01.06.001).

4. L'ultimo periodo del comma 27 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7 del 2014 è sostituito dal seguente: "Il decreto dispone l'inquadramento presso un ente locale territoriale nella corrispondente qualifica funzionale già posseduta nella comunità montana di provenienza. Nelle more dell'adozione del decreto, le relative spese del personale gravano sul fondo di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 2 del 2007.".

5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 9, della legge regionale n. 12 del 2013, può essere utilizzata anche per le spese relative allo studio e alla progettazione del piano di recupero (UPB S01.05.002).

6. È autorizzato, per l'anno 2015, il contributo di euro 293.000 a favore del Comune di Buggerru, per la compensazione delle spese non coperte da cofinanziamento POR Sardegna 2000-2006 - Misura 5.1. "Politiche Urbane" - Operazione F1 - Recupero e valorizzazione strutture ex minerarie - fabbricati A e B (UPB S04.06.005).

7. È autorizzato, per l'anno 2015, un contributo straordinario di euro 100.000 al Comune di Cagliari destinato allo svolgimento di attività di rilevanza regionale nel quadro di "Cagliari capitale italiana della cultura 2015-2016" (UPB S03.02.005).

8. È autorizzato, per l'anno 2015, un contributo straordinario di euro 50.000 a favore del Comune di Sant'Antioco per le celebrazioni della ricorrenza dei 400 anni dal ritrovamento delle reliquie di Sant'Antioco Martire Glorioso (UPB S03.02.002).

9. A decorrere dall'anno 2015, le spese anticipate per il personale dell'Amministrazione regionale comandato presso le province per l'espletamento delle funzioni ex CRAAI restano a carico del bilancio della Regione; conseguentemente i trasferimenti erogati ai sensi della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21 (Trasferimento alle Province delle funzioni in materia di controllo e lotta contro gli insetti nocivi e i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante e soppressione di ruoli speciali a esaurimento), sono ridotti di pari importo.

10. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 7 della legge regionale n. 6 del 2012, può essere utilizzata anche a integrazione delle spese sostenute per l'anno scolastico 2014-2015 sino al 50 per cento del contributo assegnato per il medesimo anno scolastico.

EMENDAMENTI.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. All'articolo 22 per gli emendamenti soppressivi totali il parere è negativo. Il parere è negativo anche per tutti i soppressivi parziali e i modificativi. Per gli emendamenti aggiuntivi: 459 parere negativo, 600 parere favorevole, 44 parere negativo, 23 invito al ritiro, 28 inammissibile, 429 negativo, 460 negativo, 529 negativo, 543 invito al ritiro, 574 parere favorevole, 811 è inammissibile, 825 parere contrario, 43 è decaduto e anche il 663 è decaduto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 43 rimane, è stato semplicemente anticipato come posizione perché riguarda un unico capitolo delle società in house. Quindi com'è il parere sull'emendamento numero 43?

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Contrario.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANTONELLO PERU

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, avviso i colleghi che desiderano intervenire che non farò un intervento lungo così magari qualcuno che desidera prenotarsi può farlo. Si tratta di norme tutto sommato abbastanza normali, quindi questo è il motivo per il quale non mi soffermerò molto su questo articolo, se non per due elementi. Il primo per richiamare l'attenzione dell'Assessore e dell'Aula sull'urgenza di intervenire sulla riforma degli enti locali anche perché è pendente il problema delle elezioni provinciali che credo sia assolutamente necessario scongiurare anche sotto la forma del decreto Del Rio perché è assolutamente necessario, dal nostro punto di vista, che si proceda in maniera determinata sulla strada della cancellazione definitiva delle province e questo non potrà che accadere attraverso il loro commissariamento nella prospettiva della loro liquidazione totale.

L'altro punto... mi pare una cosa consueta, onorevole Cherchi, siccome qui le cose che interessano sono quelle puntiformi marchette di cui parlava prima il collega Crisponi, ma non interessano i temi rilevanti, non possiamo che prenderne atto. L'altro punto sul quale volevo richiamare la sua attenzione, Assessore, è il seguente: pur venendo sostanzialmente confermati gli stanziamenti del fondo unico relativi all'anno scorso, c'è il fatto che questa Giunta ha deciso di innalzare in maniera drastica l'imposizione dell'Irap per quest'anno rispetto all'anno scorso e questo comporta, di fatto, un decremento delle risorse disposte a favore degli enti locali. Io non so se voi avete un'idea di quanto paghi, per esempio, il Comune di Cagliari o di quanto paghi un Comune di media entità di Irap, paga tanti soldi e questi vanno a incidere direttamente sulla loro casse. Questo credo, Assessore, sia un problema che bisogna vedere con attenzione perché una volta rifatti i calcoli, io credo che bisognerà restituire agli enti locali quello che la Regione gli sta togliendo attraverso l'aumento dell'Irap.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, anche per seguire il discorso iniziato dal collega Cossa perché se è vero che la differenza sul fondo unico rispetto all'anno precedente è quasi rimasta invariata, la differenza è piccola però se invece si fa una differenza tra fondo unico e IRAP ai comuni andrà molto meno e in ogni Consiglio regionale, in ogni occasione non facciamo altro che dire che bisogna dar forza ai comuni, non facciamo altro che dire che non bisogna lasciare i sindaci da soli, che bisogna dare l'opportunità ai comuni di spendere i soldi addirittura dicevamo per quanto riguarda le opere immediatamente cantierabili di darle direttamente ai comuni in maniera tale che possano rispondere alle esigenze dei cittadini, però in questa maniera stiamo dando meno risorse ai comuni che sono quelli che possono dare le risposte ai cittadini. E siccome mi ricordo un ottimo intervento fatto dall'assessore Paci ad agosto di quest'anno alla riunione dell'ANCI è un lavoro che poi aveva portato ad un risultato che aveva ripristinato il fondo unico dei comuni, allora chiedo all'Assessore lo stesso impegno che lei ci mise in quel momento, in quel periodo che era quasi drammatico per i comuni perché ci siamo trovati i sindaci a fare il bilancio di previsione a settembre. Allora io dico assessore Paci, lei con lo stesso impegno per il lavoro che ha svolto questo agosto mi auspico che lei riesca a rimpinguare il fondo unico perché per i comuni è veramente l'ultima spiaggia, è veramente l'ultima speranza per poter dare le risposte ai propri concittadini.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

Poiché non è in Aula, decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sarò lapidario anche perché il collega sindaco Fasolino ha già detto tutto, credo che abbia inquadrato bene il problema. È vero che non c'è grandissima differenza del fondo unico di quest'anno rispetto al fondo unico dello scorso anno, circa 30 milioni però 30 milioni in una situazione di penuria di risorse in una situazione deficitaria, in una situazione difficile come quella che sta vivendo la Sardegna sono tanti anche perché sui comuni poi si riversa tutta la sofferenza e tutti i problemi delle comunità. I comuni sono gli enti, le istituzioni che hanno il rapporto più stretto con le famiglie e con le imprese, i comuni devono sopperire a tutte le mancanze, a tutte le carenze di tutte le altre istituzioni, ecco perché comunque una differenza in difetto di 30 milioni va a incidere in modo forte. Tra le altre cose faccio mie le censure del CAL, censure del CAL che sono singolari, lo voglio rimarcare, il CAL continua a dare un parere che non è un parere, continua a dare un parere non sul disegno di legge o sul progetto di legge, il CAL continua a dare il parere sulla legge che verrà approvata sulla quale c'è il parere positivo del CAL se vengono approvati gli emendamenti del CAL. Comunque aldilà di questo il CAL pone in rilievo un'altra deficienza di questa norma nell'articolo 2 laddove si fa caricare sul fondo unico i costi del processo di trasferimento delle gestioni associate, quindi una misura che colpisce anche i comuni che sono fuori da questo processo. E sotto questo profilo credo che una riflessione comunque debba essere fatta, credo che il CAL abbia ragione da vendere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Rinuncio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Le assicuro che sarò brevissimo. La prima cosa che dico è riaffermare il ragionamento attraverso il quale se non c'è la riforma degli enti locali, lo dico anche all'Assessore, non so se sia presente, non potremo applicare gran parte della finanziaria in maniera corretta. La seconda cosa è che abbiamo presentato un emendamento relativo all'IMU sui terreni agricoli, bisogna che ci si faccia una seria riflessione perché la parte che i comuni perdono non applicandola dovremo sostitutivamente affidargliela noi, conseguentemente è necessario che teniamo ben presente questa necessità e questa urgenza. Per adesso concludo.

PRESIDENTE. Un po' di silenzio colleghi, siete troppo distratti, mi costringete a chiudere la seduta.

E' iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Presidente Peru, abbiamo apprezzato la sua conduzione l'altra sera quando ha accelerato di molto i lavori, quindi chiediamo anche che stasera andiamo molto veloci e sarò veloce anch'io. Per dire due cose sugli enti locali. Credo che sia necessario che noi portiamo in Aula quanto prima la riforma degli enti locali per costruire quel codice delle autonomie locali che ci manca senza entrare nelle polemiche: province sì, province no, referendum e tutte le altre cose. E' arrivato il tempo in cui dobbiamo metterci a costruirlo questo sistema e il sistema deve essere fatto in questo modo, da una parte la Regione che dà gli indirizzi e dall'altra i comuni che si organizzano nel territorio per programmare, progettare e spendere. Questo sistema binario deve consentire agli enti locali di avere una loro finanza ed entrare dentro quindi il sistema di finanza regionale e far sì che questo sistema di finanza regionale abbia dei capisaldi già predeterminati ed eviti questa questua annuale sui fondi. Credo che la bozza che ha proposto l'assessore Erriu vada in questo senso, bisogna lavorare affinché assieme ai comuni ma c'è già una buona intesa riusciamo a portare a casa questo risultato e finalmente riformiamo la Regione perché attraverso la riforma degli enti locali riformiamo anche la Regione perché la Regione oggi è un mostro che non riesce a spendere, attraverso dei comuni efficienti che hanno la loro missione noi avremo anche una regione molto più efficiente che si limita a dare l'indirizzo e non a entrare nel merito di qualsiasi dettaglio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore mi dispiace, ma dobbiamo anche con riferimento alla sua azione di governo in quest'anno registrare un ritardo rispetto a quello che avevate promesso, annunciato. E qui non è che c'è la responsabilità nella gestione di qualche direttore generale, qui ci sono sindaci, ci sono amministratori locali che attendono qualcosa che si muova nel senso che avete anche promesso, il risultato è pressoché zero. Lei ha preannunciato nelle piazze un disegno di legge della Giunta di riordino del sistema degli enti locali, abbiamo letto dalle agenzie addirittura che il 27 sarebbe stato discusso in Aula, gliel'ho anche rappresentato essendo la questione inverosimile proprio perché stiamo trattando la finanziaria a meno che non ci fosse nella finanziaria... Presidente chiedo scusa, io rispetto e ascolto in silenzio, non pretendo che mi si ascolti però...

PRESIDENTE. Ha ragione c'è l'ha aula troppo distratta. Consigliere Lotto per cortesia si accomodi. Mi costringete a sospendere la seduta. Fate un po' di silenzio!

PITTALIS PIETRO (FI). Se posso proseguire, Presidente. Dicevo qui si sta banalizzando e minimizzando un problema. Poi i sindaci quando si lamentano, e non a torto, e li abbiamo sentiti in quest'Aula, quando il presidente dell'ANCI giustamente reclama, quando presidenti di amministrazioni provinciali che state lasciando soli e abbandonati al loro destino, ad iniziare da quello di Sassari che un giorno sì e l'altro pure vi richiama ai vostri doveri e lancia il grido di allarme di quello che ne potrebbe conseguire e derivare dal mancato anche accoglimento di un appello, vi segnala la mancanza di risorse per 34 milioni, o se le inventa il Presidente Alessandra Giudici, oppure c'è qualcosa che non funziona nell'azione di governo di questa Giunta regionale. E allora ecco perché, Assessore, noi sappiamo che lei è una persona di buon senso, però come si può accettare che il fondo unico sia stato oggetto di una contrattazione quando la legge regionale ne prevedeva la possibilità di tenerlo fuori dal patto di stabilità, lo avete riportato all'interno facendo un errore politico madornale, senza contropartita reale, senza alcuna contropartita di sostanza. Avete in questo modo esposto il sistema degli enti locali e lo esponete ancora di più con una riduzione dell'entità del fondo unico, cosa che sicuramente contribuirà ad aggravare la già disastrata situazione delle amministrazioni comunali. Quello che mi fa poi specie è che gli amministratori locali sindaci non abbiano veramente, anche qui che rivestono la funzione di consiglieri regionali, a parte qualche protesta, non abbiano il coraggio e la determinazione di reagire ad un sistema, perché non possono poi tornando nei Comuni dire: "E' colpa del Governo regionale", troppo semplice, c'è la possibilità qui di modificare, c'è la possibilità qui di integrare, c'è la possibilità cioè di fare qualcosa in loro favore che invece non si sta facendo. E allora ecco perché il nostro giudizio è assolutamente negativo. Noi d'altra parte, se fate un bilancio anche delle amministrazioni comunali, la maggior parte sono amministrazioni comunali del centrosinistra in Sardegna, quindi non è un interesse politico, non è un interesse di appartenenza, ma è la constatazione oggettiva che ci sono sindaci che sono abbandonati al loro destino. Certo ci sono poi sindaci fortunati, quelli che riescono ad ottenere chissà per quali meccanismi di più rispetto ad altri, ma questi sono i casi che rimangono confinati alla eccezionalità, il sistema generale e complessivo è quello invece che ci richiama ad una realtà davvero molto esposta di sindaci che subiscono attentati, di sindaci che non hanno tutele, di amministratori che sono appunto esposti ad ogni intemperie, e che sono lontani anni luce veramente da chi come la Regione dovrebbe essere vicina. C'è in altre parole, Assessore, il pericolo che io intravedo di un nuovo neocentralismo regionale anziché…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

In occasione di un recente incontro con gli amministratori comunali, i sindaci della Gallura, organizzato dal Sindaco del Consiglio comunale di Olbia, mi è capitato di dire che subito dopo la discussione della finanziaria, presumibilmente entro il termine del giorno 27, entro oggi, questo erano le notizie che avevo, il Consiglio, la Commissione, avrebbe preso in carico la discussione del disegno di legge elaborato e approvato ad ottobre dalla Giunta. Ho letto anch'io con un certo stupore dei lanci di agenzia, probabilmente c'era qualche giornalista lì che ha frainteso, ma c'erano anche dei consiglieri regionali qui presenti che erano presenti anche in quella circostanza e quindi potranno testimoniare se le parole che io dissi allora corrispondono oppure no ai lanci di agenzia, che hanno evidentemente travisato. Ma, al di là di questo aspetto, di questo dettaglio, per ricondurre alla verità dei fatti le affermazioni giornalistiche, la puntualizzazione sugli aspetti riguardanti la finanza locale, e più in generale il tema del riordino degli enti locali in Sardegna, è un tema talmente rilevante che credo sia interesse di tutti discutere in modo serio, onesto, ragionevole, proprio in ragione della sua importanza. Noi vogliamo superare i rischi di un neocentralismo regionale, di una deriva che va nella direzione opposta rispetto a quella della sussidiarietà, dell'adeguatezza, dell'unicità, che sono i principi sanciti dal titolo V della Costituzione novellato, e crediamo talmente tanto nel ruolo delle Autonomie locali che abbiamo voluto rilanciare la Conferenza permanente della Regione - enti locali, che era lì appesa, convocata solamente per la distribuzione delle quote del patto verticale (mai più!), il Consiglio sa, i consiglieri, anche l'onorevole Pittalis me ne darà atto, che c'è una convocazione molto frequente di questo organismo che viene chiamato a discutere di tutte le norme, di tutti i disegni di legge che riguardano gli enti locali, non solo il tema del riparto delle quote del patto verticale più o meno incentivato. Quindi è stato convocato quando si è trattato di parlare della legge di riforma in materia di servizio idrico integrato, verrà convocato proprio domani alle ore 15 è stata convocato sul tema della programmazione territoriale, della programmazione unitaria, è stato convocato per il tema legato alle infrastrutture, insomma c'è un coinvolgimento ed una collaborazione attiva che fa il paio con l'apertura e la disponibilità dell'Assessorato di cui ho la responsabilità, ma credo di tutta la Giunta, sui 1000 problemi che i sindaci dei Comuni piccoli, medi e grandi affrontano tutti quanti i giorni, senza distinzione di colore politico e senza distinzione di amicizie o corrispondenze territoriali di alcun tipo, proprio perché c'è una preoccupazione affine a quella paventata dall'onorevole Pittalis che preoccupa anche me, preoccupa tutti quanti noi. Perché la finanza locale è a rischio default, soprattutto quella che riguarda le Province. Vengono a mancare, nelle nostre stime, circa 50 milioni di euro. Ma non sono i 50 milioni di euro che vengono a mancare dal Fondo unico che la Regione non dà, sono 50 milioni di euro in meno della RC auto, cioè della quota più importante di compartecipazione alle attività delle Province, che rende difficoltosa la gestione di alcuni servizi fondamentali ed essenziali gestiti dalle Province, come il trasporto e l'assistenza disabili, e altri servizi gestiti direttamente dalle province o dalle società in house delle stesse province. Questa finanziaria supera la gestione del patto come tetto di spesa, consente come dire di evitare un ragionamento sulla nettizzazione, tutte le risorse del Fondo unico verranno trasferite. Una quota consistente del residuo di fondo unico dell'esercizio precedente non ancora trasferito è stato circa 80 milioni, se non ricordo male, trasferita nel corso di questo esercizio, in più c'è il patto verticale incentivato. Riteniamo che con questo grande afflusso di risorse, 600 milioni più gli 80 circa del verticale incentivato, più gli altri 80 dei residui del fondo unico degli anni precedenti consenta ai comuni sardi di avere una quantità di risorse che mai hanno avuto neppure l'anno scorso, due anni fa quando il patto era stato nettizzato, giustamente. Io penso che ci siano tutte le condizioni perché questa discussione, quando si affronterà la tematica della riforma del riordino complessivo, il disegno di legge è stato depositato in Giunta, il Presidente della Prima Commissione mi ha detto che agli inizi della settimana prossima, non oggi, non so se lunedì, martedì o quando sarà la Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 345, uguale al 682.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 345 e 682 uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore e che i consiglieri Desini e Ledda hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Lotto - Orru' - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Zedda Paolo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 51

maggioranza 26

favorevoli 20

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 150 e 294 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 295 e 763 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Emendamento numero 49, uguale all'emendamento 297 e al 764.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'AZ). Io mi scuso ma prima mi ha chiamato mentre io non c'ero, quindi approfitto della dichiarazione di voto a favore dell'emendamento semplicemente per ricordare il ruolo che i comuni dovrebbero svolgere nel disegno che mi sembra che la Giunta abbia solo in testa perché la Regione si occupa delle grandi opere, i comuni occupano invece delle cose dei loro comuni. I comuni devono essere gli artefici della loro comunità, i sindaci devono rappresentare i soggetti che propongono le idee di sviluppo dei loro territori. I comuni devono parare le proteste che la gente porta, i comuni devono essere… "i comuni, i comuni comuni", se non che questo ruolo rimane esclusivamente come un ruolo di fantasia, perché anche il comma 3 dove vengono sottratti ai comuni 49 milioni di euro di ex accise credo che rappresenti un modo attraverso il quale vengono praticamente disarmati i sindaci.

Metto in votazione gli emendamenti numero 49, 297 e 764 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 298 e 765 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 299 e 766 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 300 e 767 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 301 e 768 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 769. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 303 e 770 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 304 e 771 uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Passiamo all'emendamento numero 48.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'AZ). Sempre nell'onda di difendere il ruolo dei comuni e di dare ai comuni gli strumenti che sono necessari con questo emendamento proponiamo due cose, di aumentare il fondo unico fino a 600 milioni, però proponiamo anche un'altra cosa, i 500 mila euro che sono destinati all'amministrazione provinciale di Nuoro per il funzionamento del museo MAN, opera meritoria e sicuramente importante, la proposta è quella di suddividerli fra il museo MAN per 300 mila euro e il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta. Voglio spendere una parola su questo consorzio per la pubblica lettura, è uno dei presidi culturali più importanti del nostro territorio del quale fanno parte quasi tutti i comuni della provincia di Nuoro, un sistema bibliotecario all'avanguardia, dà la possibilità ad avere dei presidi culturali in tutti i comuni, credo che abbandonare a se stesso questo consorzio sia una cosa assolutamente ingiusta.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 48.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Manca Gavino - Oppi - Orru' - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Zedda Paolo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 50

maggioranza 26

favorevoli 22

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento modificativo numero 42.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'AZ). Abbiamo proposto questo emendamento per non fare figli e figliastri. Se il destino dei comuni è quello di essere abbandonati credo che, a partire dal capoluogo, debbano subire la stessa sorte tutti quanti, anche se fosse per una cifra così piccola come 100 mila euro che per il consorzio Sebastiano Satta sarebbe un grandissimo regalo, una cosa importante per la sua sopravvivenza, anche in considerazione della bocciatura che abbiamo subito come Cagliari capitale della cultura.

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 459. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 600, uguale all'emendamento numero 825.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Vorrei solo chiedere che si potesse trattare, visto che si tratta dello stesso argomento, anche l'emendamento numero 825.

PRESIDENTE. L'ho già detto onorevole Zedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). L'emendamento numero 825, uguale al 600, volevo ricordare all'Aula e in particolare al Capogruppo della maggioranza che nella riunione del 18 febbraio, in Presidenza, avevamo discusso con le società in house di tre argomenti: quella con le società in house della Provincia, quella con le società in house degli Enti locali e il problema della disabilità dell'assistenza. Ma questo emendamento riguarda le società in house delle Province. In quella occasione si era preso l'impegno che, visto la sottolineatura da parte dei lavoratori e dei sindacati sul fatto che i lavoratori cioè la società in house non riusciva assolutamente ad adempiere a quello che erano i servizi, cioè il funzionamento degli edifici scolastici, alla manutenzione stradale, agli interventi di sicurezza ambientale e la lotta contro gli insetti, cioè servizi che vengono adempiuti da tutte le società in house della Sardegna, si era trovato un accordo che o attraverso il fondo unico si poteva risolvere il problema, con una destinazione di vincolata delle fondo unico destinato alle società in house per effetto dei tagli del Governo, perché non riescono assolutamente ad adempiere a questi servizi. Oppure si poteva, sino a fine anno, dare un contributo che poteva essere soddisfacente per il 2015, siamo convinti che con un milione di euro questo potrebbe non avvenire, perché già la presidente della Provincia di Sassari ieri ha chiesto, per equilibrare i bilanci di tutte le Province necessitavano di 35 milioni oltre quello che era il fondo unico, per quanto riguarda le società in house della Provincia di Sassari Olbia, della provincia di Cagliari, della provincia di Nuoro e di Oristano, quelle che hanno più difficoltà, ci dicono che necessitano almeno di 5 o 6 milioni di euro. Quindi noi chiediamo alla maggioranza e alla Giunta se è possibile incrementare l'emendamento della Giunta, l'emendamento numero 600, per consentire alle società in house, ma in particolare per consentire…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Per confermare quanto detto poc'anzi dall'assessore Erriu, riguardo l'arrivo in Commissione e non in Aula, come erroneamente scritto dalle agenzie, del testo di legge di riordino degli enti locali. Il portare in Commissione soltanto dopo l'approvazione della legge finanziaria un testo così importante è una precisa scelta politica. Il testo di riordino degli Enti locali sarà una delle leggi più importanti di questa legislatura e potenzialmente anche del prossimo periodo. Non è una riforma che va fatta con la fretta. Perché con la fretta abbiamo già riformato le Province di questa Regione, l'abbiamo fatto male, non siamo riusciti a metterci d'accordo in alcuni casi, anzi in tutti i casi nemmeno su quale città dovesse essere la città capoluogo, è giusto non rifare gli stessi errori. Con altrettanta fretta si è deciso di superare quel sistema in Sardegna l'anno scorso e ancora ne stiamo parlando le conseguenze. Per cui, dedichiamo il mese prossimo in Commissione, anche con ampia fase di consultazione a questo tema, e cerchiamo però di superare i problemi del contingente, perché in questa terra di mezzo, tra le riforme costituzionali e la riforma degli Enti locali della Sardegna, i servizi devono essere erogati e parliamo in alcuni casi di servizi importantissimi. Con questo voglio chiarire un aspetto: che i presidenti di provincia ancora in carica, in alcuni casi i presidenti carica eletti che stanno svolgendo ancora il loro ruolo, in certi casi mi sembrano animati dalle stesse tensioni. Perché in particolare riguardo alle esternazioni del Presidente della Provincia di Sassari credo che anche in Commissione, dalla settimana prossima, il Consiglio regionale debba capire meglio di cosa si tratta. Perché le Province continuano ad avere un fondo unico che dovrebbe consentirgli di portare a compimento alcuni importanti servizi, di poter compartecipare alla spesa di servizi importantissimi per i cittadini, non vorrei che in alcuni casi si spendessero risorse per il superfluo e si trascurasse l'indispensabile. Perché questo non sarebbe permesso e penso che questo Consiglio regionale soprattutto in questa fase debba vigilare. Con questo, e chiudo, credo che in questa finanziaria verso gli Enti locali sia stato fatto uno sforzo enorme, di fatto la Regione diventa l'unico sostegno per gli Enti locali alternativo alla tassazione, i Comuni della Sardegna sono quelli in Italia che applicano le tasse più basse e questo è un dato, l'autonomia fiscale dei Comuni della nostra isola è bassissima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Tolte le ultime considerazioni concordo molto con l'intervento che ha fatto l'onorevole Agus, e anche su un altro, a dire il vero, sul concetto di fretta, però non voglio aprire un capitolo che non è centrale in questo momento. Tra l'altro, mi piacerebbe che fosse presente anche l'Assessore perché non abbiamo esaurito con tutto il rispetto e la stima per l'assessore Paci che si è assunto il ruolo di cireneo in tutto questo dibattito. Ma ci sono questioni di merito che noi abbiamo necessità di vedere direttamente con l'Assessore. Quello che diceva il presidente Agus, è vero: bisogna capire meglio come le Province ancora vive, io lo ripeto credo per la 100 millesima volta in quest'Aula, sono amministrate non da organi in carica ma da commissari che sono stati individuati negli organi che erano in carica fino al momento del referendum, continuano a comportarsi come se niente fosse. Allora, c'è da capire se questo milione di euro che la Giunta regionale ha individuato è sufficiente, non è su sufficiente. Quello che è certo che sulla pelle dei lavoratori probabilmente qualcuno ci sta sguazzando, e noi siamo assolutamente convinti che le Province non servano, ma siamo altrettanto convinti che nessuno debba rischiare il posto di lavoro e che i servizi comunque debbano continuare ad essere erogati fino a quando non interverrà una legge che decide che questi servizi non devono essere più fatti. Quindi io credo che su questo punto bisogna essere estremamente precisi. Io concludono il mio intervento, siccome però ci sono altre cose che dovremmo vedere nel proseguo della discussione, spero che l'Assessore avvenga perché ci sono delle cose che non voglio chiedere all'assessore Paci, ma sulle quali è necessario un intervento specifico dell'Assessore competente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Credo che ci sia ben poco da aggiungere e da integrare rispetto alle considerazioni che hanno fatto i colleghi, soprattutto e il collega Peru, qui non si tratta di dare risorse alle società in house, qui si tratta di garantire servizi per il cittadino. Tutti i ragionamenti e le riflessioni che si fanno e si faranno in relazione alle nuove aggregazioni, e al nuovo tema degli enti locali, alla rivoluzione normativa che inciderà in modo pesante, pesantissimo sul sistema degli enti locali, sono sicuramente tutte corrette. Però, oggi, abbiamo questa emergenza, quest'urgenza dare servizi ai cittadini. Consentire alle scuole di funzionare, consentire a questi uomini, a questi collaboratori di lavorare per la manutenzione stradale, mettere gli edifici sicurezza ambientale, prevenire e combattere gli insetti, insomma tutta una serie di servizi che non possono essere assolutamente messi a margine di una riforma del sistema degli enti locali. Ecco perché noi chiediamo che venga approvato l'emendamento successivo, quello che incrementa di 5 milioni, perché diversamente ci sarà la gente in piazza, ci saranno nuovamente docenti, gli studenti in piazza e saremo costretti a intervenire così come abbiamo fatto altre volte in modo improprio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Grazie Presidente, questo emendamento, che servirò non per risolvere i problemi ma per quanto meno per affrontare la contingenza, fino al momento nel quale noi non metteremo finalmente ordine per quanto riguarda la riforma degli enti locali. E così come diceva il Presidente della Commissione, presidente Agus, subito dopo la finanziaria approderà in Commissione la proposta di legge per la rivisitazione e per cambiare il quadro istituzionale della nostra Isola e qui, condivido pienamente questo tipo di percorso, non possiamo permetterci ulteriormente degli errori come nel recente passato sono state fatte. Perché non ci dobbiamo dimenticare che sono state fatte delle scelte a mio avviso scellerate dettate dal populismo alla ricerca del consenso elettorale e che ci hanno portato nelle condizioni nelle quali ci troviamo oggi. Allora io ritengo che sia più opportuno adottare un provvedimento come questo emendamento transitorio che ci porti, che ci dia la possibilità di entrare nel porto, nel porto fare la messa a punto e soprattutto cercare di far riuscire la nave dal porto nelle condizioni ottimali per affrontare così come deve essere fatta la riforma degli enti locali. E oltretutto vorrei, e qui è un invito che faccio all'assessore Erriu, che abbia una particolare attenzione, un monitoraggio preciso, costante, detto in termini calcistici una marcatura a uomo, per far sì che alcune province, mi riferisco a quella di Sassari in particolar modo, non facciano in modo che i danari che vengono destinati per i servizi eseguiti dalle società in house e quindi poi con i quali vengono garantiti gli stipendi agli operatori, facciano o prendano altri lidi. Perché le dico questo, perché fino allo scorso anno abbiamo visto come è andato. e vista anche la situazione della Provincia di Sassari che ha sforato il patto di stabilità è a tutta una serie di problemi, Assessore, la invito a controllare a monitorare per fare in modo che questi danari non vengano destinati ad altro. Il voto ovviamente è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Anche io volevo intervenire sull'emendamento numero 600 che non è altro che una traduzione in atti concreti di un impegno assunto in quell'incontro del 18 con i rappresentanti della Società Multis e delle altre società in house delle province. E pedissequamente è stato riportato quello che deve essere la sintesi il punto di caduta di questo emendamento che cioè questi soldi servono effettivamente per pagare gli stipendi a quei lavoratori che prestano il servizio presso le province in particolare presso la Multiss di Sassari. Perché ci risulta che purtroppo sino ad oggi questo non è avvenuto e probabilmente le responsabilità non sono in capo alla Regione Sardegna ma sono in capo a qualche Presidente di Provincia.

Io comunque per rispondere all'amico Antonello Perù ritengo irricevibili le richieste della presidente Giudici perché il pregresso e nel passato ha dimostrato che oggi noi possiamo ritenere irricevibili le sue richieste. Credo che la Regione abbia fatto tutto quello che poteva fare. Credo che i trasferimenti storici siano comunque garantiti per cui i servizi saranno sicuramente assicurati.

Sono anch'io d'accordo con l'onorevole Cossa quando dice che se le province sicuramente non ci saranno più le buste paga che erano in seno a quelle province dovranno rimanere tutte. Su questo siamo perfettamente in linea e in sintonia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Sembrerebbe che per ottenere qualcosa bisogna o legarsi o incatenarsi o venire sotto la Regione. Io credo che sia dovere di questo Consiglio regionale cercare di prevenire. Nella finanziaria ci si occupa veramente di tantissime cose, tantissimi aspetti. In questo caso siamo perfettamente d'accordo su questo emendamento che va sicuramente ad alleviare la preoccupazione di questi operai. Però quello che emerge è, e dipende per altre cose, da quanto è potente il padrino di turno, intendo il padrino di cresima o di battesimo non certamente il padrino di Corleone. Quindi io continuo a dire che stiamo perdendo un'occasione per concentrarci su problemi che possiamo risolvere prima che vadano ad incatenarsi, prima che vadano ad occupare. E torno a dire che l'emendamento bocciato sul consorzio Sebastiano Satta è un'offesa a un territorio che non lo merita, è un'offesa a un'istituzione che è servita a tutti. Quindi su questo emendamento annunciamo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Chiederei l'attenzione dell'assessore Erriu per un attimo se possibile. Onorevole Cossa, io sono d'accordo, le province vanno superate e condivido questa sua opinione. Quello che non ho condiviso è il commissariamento delle quattro province regionali; perché è stata un'aberrazione che ha creato un'ingiustizia fra province che sono oggi governate da consigli e da presidenti eletti legittimamente da quelle popolazioni e amministrazioni provinciali che invece sono stati nominati dalla Giunta e che, qui mi rivolgo all'assessore Erriu, vanno rimossi vincoli, perché oggi quei cittadini non possono godere degli interventi amministrativi, programmatici, di spesa che godono delle amministrazioni amministrate da consigli provinciali eletti dai cittadini. Ci sono territori di serie A e territori di serie B, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Non va neanche permesso e consentito che vengano chiusi i servizi nei territori. Nel momento in cui si deciderà di mettere fine all'esperienza delle province in Sardegna allora si operi con un commissario liquidatore che metta fine a quei servizi, ma fino ad oggi bisogna almeno garantire gli stessi servizi e gli stessi diritti a tutti cittadini e oggi non vengono garantiti, grazie ad una riforma fatta male, pensata peggio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

Su questo tema esiste un indirizzo dato ai commissari di tutte le province proprio teso a mantenere sino alla riforma e quindi al nuovo assetto organizzativo il livello qualitativo dei servizi. C'è però da considerare anche che in un'ottica di spending rewiew e quindi in un'ottica di risparmio occorre anche considerare che si renderà necessario, così come si sta rendendo necessario, fare tutto il possibile perché questo risparmio, che non deve andare a detrimento dei servizi erogati, sia effettivo. Quindi se questo significa tentare di ridurre chiudendo qualche struttura sempre, e ripeto, che non vada a limitare i disagi ai cittadini dei diversi territori, su questo si sta lavorando come lei sa bene e credo che si trovi un giusto equilibrio nelle more della riforma dell'assetto definitivo in applicazione delle regole vigenti degli accordi vigenti con l'UPI a livello regionale e a livello nazionale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 600. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Decadono quindi gli emendamenti numero 43 e numero 825.

Metto in votazione l'emendamento numero 44, a pagina 552.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Solo per dire che qui stiamo cercando di porre rimedio a un furto di 49 milioni e 109 mila euro fatto e perpetrato ai danni dei comuni. Quindi proponiamo che questi fondi vadano nel fondo unico e che vengano ripartiti come gli altri.

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 44. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 429. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 460, a pagina 556.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi abbiamo presentato un emendamento credo alle tabelle di contenuto analogo, ma volevo chiedere ai colleghi del nuovo Gruppo di Area Popolare di poter apporre anche la mia firma a questo emendamento, perché si tratta di un problema che nella sua apparente banalità è un problema delicato. L'Assessore prima ha evocato la conferenza permanente Regione-Enti locali di cui fanno parte oltre all'Assessore che rappresenta la Giunta, anche l'associazione degli enti locali, che è un organismo al quale l'Assessore sta dando la giusta importanza, anche perché lui più di altri, avendo fatto l'esperienza del Presidente dell'ANCI, ne comprende l'importanza ed è in grado di valutarne le potenzialità. La vita delle associazioni non è che dipenda da questo contributo, però l'Assessore, ripeto, che conosce la realtà delle cose sa che è importante nella loro vita, per la loro autonomia anche operativa poter contare su un minimo di risorse regionali, che poi vengono integrate dalla loro attività e così via. Perché è importante questo? È importante se vogliamo salvaguardare quel principio di autonomia di cui spesso tanto parliamo, ma poi nei fatti cerchiamo di vanificarlo. Allora, se noi ammazziamo le associazioni autonomistiche, o peggio ancora abbiamo in testa di ridurle ad una sola stiamo privando questa Regione di una realtà, di una ricchezza che è molto importante. Noi stiamo parlando di una cifra che è limitata, soprattutto se la andiamo a confrontare con altri contributi che graziosamente questo Consiglio regionale ha deciso di erogare. Chi è che ha evocato il padrinaggio? Mi pare l'onorevole Carta. Ebbene, chiedo alla Giunta e all'assessore Paci di mettersi una mano sulla coscienza e di trovare le risorse per le associazioni autonomistiche, perché, ripeto, sostenerle significa valorizzare realmente l'autonomia. Non stiamo parlando di associazioni folcloristiche culturali, non stiamo parlando con tutto il rispetto di organizzazioni sindacali, stiamo parlando di associazioni, di soggetti che sono pari ordinati rispetto alla Regione, che con le difficoltà economiche del momento stanno facendo pesantemente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Prometto, poi basta. C'è una cosa qui: partecipazione. Perché quando i comuni vanno difesi, vanno difesi, ma quando i sindaci vanno bacchettati, vanno bacchettati, e questo lo dico da sindaco e lo dico con tutta l'umiltà del caso, perché è proprio la partecipazione che manca, perché le funzioni associate che non riescono a decollare, gli altri servizi che si possono gestire insieme, le altre cose che si possono fare insieme molto spesso non vengono fatte perché noi sindaci siamo ottusi, perché noi sindaci siamo per definizione degli animali egoisti, e siamo talmente egoisti che non ci rendiamo conto che questo egoismo va contro il nostro stesso interesse. Quindi, ricordiamoci di questo e cerchiamo di incentivare la partecipazione davvero, questi 200 mila saranno pure importanti come segnale certamente, non come risoluzione di un problema che invece esiste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO (Area Popolare Sarda). Il nostro Gruppo ha voluto presentare questo emendamento anche perché ci siamo ricordati che l'Assessore, quando era presidente dell'Anci, chiedeva un aiuto alla Regione. È vero che l'anno scorso non c'era niente in bilancio, però sino al 2013 c'erano stanziate delle somme per le associazioni dei comuni. Penso che sia una cosa molto importante aiutare le associazioni dei comuni anche dopo quello che abbiamo sentito dire all'Assessore. Quindi invito l'Aula a prendere in considerazione questa proposta, soprattutto invito i sindaci qui presenti, sia della maggioranza che della minoranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Per dire che io non solo voto contro questo emendamento, ma ho volentieri votato contro gli altri, che sono frutto di un'azione che in questo momento non è assolutamente apprezzabile. Molto prima bisognava svegliarsi quando si era al potere, quando si sono determinati certi fatti, dei quali oggi piangiamo le conseguenze. Quindi, i buoi sono scappati e le stalle sono molto fatiscenti. Bisogna ricominciare completamente il discorso sugli enti locali, lo faremo con la riforma. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 460.

Ha do mandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 460.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Oppi ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Ledda - Locci - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 55

maggioranza 28

favorevoli 24

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 529, a pagina 557.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ero già iscritto da prima Presidente, perché volevo ricordare a chi oggi è sindaco che altri lo hanno fatto tempo fa e prima. Mi vanto di essere uno dei tre che ha ricostituito l'Anci in Sardegna in tempori busillis, ma non mi sono mai permesso da sindaco di aizzare altri a non far collaborare l'associazione delle autonomie locali, non mi sarei mai permesso, anche essendo in maggioranza, di dire di non dare un contributo in più all'associazione degli enti locali. Ma si vede che ci sono personaggi che interpretano a modo loro l'essere sindaci ovvero essere stati amministratori di provincia e forse dimenticarsi che non è che si stia in maggioranza e opposizione, spesso e volentieri capita anche che si cambi ruolo, e quindi inviterei l'onorevole Deriu a riflettere su questi aspetti, poi un giorno potremo anche riflettere…

DERIU ROBERTO (PD). Non accetto lezioni su questo argomento.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Povero te, non ti posso dire altro. Povero te, e te lo dico tranquillamente. Allora, io credo che sull'IMU qualche riflessione, ma non vorrei che poi capisse male anche qualche altro sindaco, qualcuno dovrebbe riflettere sull'IMU agricola, che devono pagare tutti coloro che hanno anche il minimo pezzo di terreno. Tutti i sindaci e tutte le amministrazioni comunali della Sardegna, quasi tutte all'unanimità hanno deciso di non far pagare l'IMU, ed è un costo sui comuni; credo che la Sardegna se ne debba far carico. Bene, che sia maggioranza o opposizione poco m'importa, vorrei che qualcuno riflettesse sull'argomento. Quando poi passerà il tempo, a qualcuno glielo ricorderemo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 529. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 543. C'è un invito al ritiro.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. È stato verificato, c'è il parere favorevole della Giunta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 543. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 574.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Molto serenamente, ritorno a quello che era l'emendamento numero 600, intanto perché sono d'accordissimo sul discorso della riforma e spero veramente che si possa mettere riordino, assessore Erriu, al discorso anche delle società in house che sono create dalla politica, quindi spero veramente che possano dare quei servizi sufficienti ai territori. Ma approfitto di questo emendamento perché la sofferenza non è solo della provincia di Sassari, se si chiedono 35 milioni di euro la sofferenza è anche delle altre Province, vedi Cagliari, Nuoro e Oristano. Allora mi rivolgo alla maggioranza, in particolare ai Capigruppo della maggioranza per poter domani, o quando si chiuderà la finanziaria, di chiedere di fare un ordine del giorno insieme per capire esattamente, per poter determinare con un provvedimento la possibilità di rivedere la situazione delle società in house insieme a quelle dell'alluvione e insieme a quelle delle società in house degli enti locali. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 574. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

(Proteste in aula)

PRESIDENTE. Scusate, ripetiamo la votazione. Facciamo una verifica; annullo la votazione e la ripetiamo.

(Interruzioni del consigliere Pittalis)

PRESIDENTE. Scusate, onorevole Pittalis, è stata chiesta la controprova con votazione elettronica.

(Interruzioni)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

PRESIDENTE. Allora, c'è una contestazione sulla votazione palese; c'è stata una richiesta di verifica della votazione, si fa una votazione a scrutinio elettronico palese…

(Proteste in aula)

Scusate! Qua ci sono i Segretari che testimoniano che il numero dei voti favorevoli era superiore a quello dei voti contrari, quindi c'è un errore evidente. Si fa quindi una verifica con una votazione elettronica palese e abbiamo risolto l'enigma di sapere quali erano i voti pro o contro, perché se no i Segretari non servono a nulla. Quindi dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 574.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula.

Rispondono no i consiglieri: Fasolino - Randazzo - Tedde.

Si è astenuta la consigliera: Zedda Alessandra.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 36

votanti 35

astenuti 1

maggioranza 18

favorevoli 32

contrari 3

(Il Consiglio approva).

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, quello che è successo ora è gravissimo, perché ai sensi del regolamento, e io spero che i funzionari richiamino su queste questioni anche l'attenzione del Presidente… il risultato della votazione è stato proclamato dal Presidente con la formula: "il Consiglio approva", io chiedo, e chiederemo l'acquisizione anche degli atti, perché questo ha dichiarato il Presidente. Allora, o il Presidente approva, o il Presidente non approva, quindi è una questione semmai di garbo istituzionale, perché bastava poco, chiedere un minuto di sospensione, e se c'è stato un errore si poteva anche rimediare, ma non pensiate di calpestare il regolamento in questo modo, perché noi non lo tolleriamo. Le regole valgono per tutti e in ogni occasione!

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, chiedo scusa, siccome è facile sbagliare, soprattutto dopo tante votazioni, c'è stato un errore che viene segnalato dai Segretari, che dicono…

PIETRO PITTALIS (FI). L'esito era stato proclamato.

PRESIDENTE. Ho capito che era stato proclamato, ma i Segretari testimoniano che c'è un errore nella dichiarazione della proclamazione; il Presidente ne ha preso atto e ha annullato la votazione, dopodiché facciamo una verifica.

PITTALIS PIETRO (FI). Non è così, Presidente! I Segretari stanno discutendo. Non sono d'accordo tra loro.

PRESIDENTE. I Segretari mi dicono che…

(Interruzione del consigliere Pittalis)

PRESIDENTE. Diamo la parola ai Segretari.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente…

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, l'incidente è chiuso. Era semplicemente per richiamare al rispetto… siccome lei è sempre molto attento…

(Intervento fuori microfono del consigliere Pittalis)

PRESIDENTE. Io la ringrazio. Siccome rispetto moltissimo la minoranza, forse anche più della maggioranza, spesso me lo rinfacciano, non mi sarei mai permesso di intervenire se non fossi convinto. Grazie comunque.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e

pluriennale della Regione (legge finanziaria 2015)". (170/S/A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 23. All'articolo 23 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 346, che è uguale al 684, i soppressivi parziali numero 305 che è uguale al 772, il 773, i sostitutivi parziali numero 405 e 515, il numero 2 e gli aggiuntivi numero 3 con un sostitutivo totale, l'emendamento numero 864, l'emendamento numero 112, con un emendamento all'emendamento, che però è inammissibile, quindi gli emendamenti numero 112, 113, 532 e 784 sono inammissibili, e infine l'emendamento numero 782, a pagina 325, che proviene dall'articolo 12 quater.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23 e dei relativi emendamenti:

Art. 23

Personale consorzi di bonifica

1. Al fine di dare completa attuazione alla disposizione di cui all'articolo 34, comma 10, della legge regionale 23 maggio 2008, n. 6 (Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica), relativa al trasferimento del personale dei consorzi di bonifica agli enti locali, è autorizzata la spesa di euro 500.000 per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 (UPB S04.02.003).

2. Per consentire il recupero dei maggiori oneri relativi al personale avventizio dei consorzi di bonifica di cui all'articolo 22 della legge regionale n. 15 del 2010, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 1.500.000 (UPB S04.02.003).

EMENDAMENTI.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, un minuto per vedere gli emendamenti perché io non ce li ho.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 26, viene ripresa alle ore 21 e 30.)

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario all'emendamento numero 346 che è uguale al 684, parere contrario a tutti gli emendamenti soppressivi…

PRESIDENTE. Chiedo scusa.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi a questo articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Anche noi li ritiriamo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Allora, se i soppressivi sono ritirati esprimo parere negativo all'emendamento numero 405 identico al 515 sostitutivo parziale, parere favorevole al sostitutivo parziale numero 2, a pagina 571, così come è, per 1 milione. Poi all'emendamento numero 3 è stato presentato l'emendamento numero 864 sul quale esprimo parere favorevole. I restanti emendamenti sono tutti inammissibili. Sull'emendamento numero 782 esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda i sostitutivi parziali confermo il parere contrario agli emendamenti numero 405 e 515. Sull'emendamento numero 2 il parere è favorevole - mi rivolgo soprattutto ai consiglieri della Commissione che avevano seguito il dibattito -, si tratta degli avventizi per i quali la Giunta aveva proposto un ulteriore milione nell'emendamento al bilancio numero 137, a pagina 108. Più correttamente, invece, è opportuno metterlo qua e quindi diamo parere favorevole all'emendamento numero 2 e ritireremo l'emendamento numero 137 a pagina 108 del bilancio, ma sono identici, 1 milione e 1 milione, però mi sembrava corretto avvertire. Poi per il resto esprimo parere favorevole all'emendamento numero 864 e contrario agli altri.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, così come altri colleghi mi hanno preceduto sarò abbastanza breve, quindi se bisogna iscriversi vi annuncio che non utilizzerò tutto il tempo a disposizione.

Sui consorzi di bonifica onestamente ci metterei una pietra sopra per come in quest'anno siano stati gestiti e per come l'Assessorato ha lavorato in difesa dei consorzi di bonifica. Non ci sono risorse, ci si era dimenticati del personale avventizio, non si erano inserite risorse in finanziaria. Si sta recuperando fortunatamente in Aula con una proposta di 2 milioni e mezzo che, come voi sapete, non copre gli otto mesi previsti dalla legge che aveva istituito la possibilità di far lavorare gli avventizi per otto mesi, non viene neanche preso in considerazione e quindi lavoreranno al massimo per sei mesi. Mi sembra che nella gestione generale dell'Assessorato il giudizio sia totalmente negativo, ma non è solo un problema legato ai consorzi di bonifica. Stiamo parlando, per esempio, della dimenticanza nei confronti delle organizzazioni professionali di categoria, cioè 500 mila euro è onestamente una cosa da dimenticare e speriamo di poter sistemare anche quello nel bilancio. Oggi per esempio nella discussione della finanziaria si sono ritirati una serie di emendamenti sugli usi civici, il totale silenzio, non si sa che cosa stia succedendo all'interno dell'Assessorato per quanto riguarda il grande problema degli usi civici, per non parlare poi di PSR, l'ho detto già negli interventi precedenti, cioè il fatto che la Commissione europea abbia rimandato a casa quel piano di sviluppo rurale la dice tutta. Quindi la risposta è chiaramente da parte nostra di grande apertura per risolvere i problemi all'interno di quest'Aula, però capiamo che probabilmente, così come succede nel mondo del calcio, al primo tempo non abbiamo giocato benissimo, speriamo che si possa giocare bene nel secondo tempo e che l'allenatore nel frattempo non sostituisca, perché se sostituisce poi chiaramente non si potrà più giocare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Presidente, era per sottolineare ed evidenziare la soddisfazione relativamente all'emendamento numero 2 che consente di portare da 1 milione mezzo a 2 milioni e mezzo spese che, di fatto, erano previste per legge, nel senso che la legge regionale 6 all'articolo 22 prevede proprio che ci sia una copertura di 2 milioni e mezzo. Quindi, di fatto, si sta andando a sopperire quella che era una spesa corrente che risulta fondamentale non solo per gli avventizi, questo aspetto ci tengo ad evidenziarlo e a rimarcarlo con forza, quanto anche per il fatto che consente - io mi auguro - di garantire anche quella che è la stagione irrigua, tenuto conto che senza gli avventizi anche l'intero comparto agricolo della provincia di Oristano che si impernia anche sull'attività lavorativa di questo personale, rischiava seriamente di essere messa a rischio.

Credo, però, che vada evidenziato anche un aspetto che io non conosco, lo dico soprattutto l'ex Assessore Cherchi che ha ricoperto quell'Assessorato e che probabilmente conosce meglio di me, che a quel che mi risulta nell'anno precedente questa copertura non c'era. Quindi si sta cercando anche di sopperire a situazioni di disagio che in passato c'erano e lo si sta facendo soprattutto adesso che siamo in fase di finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, sarò brevissimo. Solo per dire che in merito al personale avventizio dei consorzi probabilmente una volta per tutte dovremmo cercare di capire che cosa fare di queste persone, anche perché si tratta molto spesso di personale che gli stessi consorzi, nel corso di questi anni, hanno specializzato e che svolge un ruolo e un lavoro importante. Mi fa piacere che la Giunta e la maggioranza abbia trovato questo milioni in più anche grazie probabilmente alle sollecitazioni dell'opposizione, e io chiedo anche che magari si arrivi a ripristinare la somma complessiva che c'era l'anno scorso, stanziata inizialmente di 3 milioni che avrebbe garantito gli otto mesi. Faccio anche presente che mi risulta che ci siano alcune delibere in atto da parte dei consorzi che hanno chiamato in servizio i lavoratori per solo quattro mesi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per sottolineare anch'io il buon risultato che si è ottenuto con questo emendamento, ma soprattutto col lavoro che ha fatto la Commissione dove si è affrontato in maniera abbastanza organica il problema dei consorzi di bonifica e degli avventizi. È chiaro che con questo emendamento si dà la possibilità a questi lavoratori si poter continuare a lavorare per il 2015, però rimane in piedi il vero problema che è la riforma dei consorzi di bonifica. Noi abbiamo ormai un numero di consorzi di bonifica che è sicuramente nettamente superiore a quella che è l'esigenza necessaria alla Sardegna e ai nostri operatori agricoli, per cui questo emendamento (sia il primo emendamento di 1 milione mezzo che di questo emendamento di 1 milione) ci permette di garantire una continuità lavorativa, però credo che l'impegno della Commissione, di questo Consiglio, ma soprattutto della Giunta sia quello di portare una riforma dell'intero sistema.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Mi uniformo a quanto già detto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, per confermare quanto è stato detto da quasi tutti i consiglieri e per confermare che effettivamente ci sono delle difficoltà nella copertura dei finanziamenti che dovevano servire a pagare gli avventizi. Sarebbe opportuno quindi che il Consiglio provveda, ma non provveda nella misura bassa, provveda nella misura alta, di circa 3 milioni di euro, perché altrimenti non basta a coprire tutto quello che c'è da coprire.

Piuttosto, Assessore e presidente Pigliaru, anche su questo aspetto credo che sia ora di iniziare a pensare a un riordino complessivo anche dei consorzi di bonifica, perché non si può andare avanti in queste condizioni di precarietà e di utilizzo in modo inadeguato, non corretto in base alla legislazione nazionale. Quindi vanno assolutamente rivisti perché sappiamo bene cosa c'è dietro e come viene interpretato da qualcuno anche il tipo di contribuzione che viene data, che ricade solo ed esclusivamente, tra l'altro, sugli utenti e su coloro che fanno parte del consorzio a oggi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Rinuncio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 405 e 515 uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Chiedo quale sia l'oggetto della votazione.

PRESIDENTE. Annullo la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 405 e 515 uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Ledda - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 22

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Fasolino - Fenu - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Orru' - Perra - Peru - Pigliaru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto: il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 864, sostitutivo totale dell'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 782, proveniente dall'articolo 12 quater. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). ... il 113, 784 e 532 che riguardano gli stessi argomenti, vorrei capire perché non sono stati messi in votazione. C'era anche un impegno per rivederli all'Aula, non dico che ci fosse il parere... ma almeno capire...

PRESIDENTE. Sono stati dichiarati inammissibili.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Dall'Aula, perché in Commissione non sono stati dichiarati inammissibili.

PRESIDENTE. Dal Presidente quando sono stati presentati.

Passiamo all'esame dell'articolo 26. All'articolo 26 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali il 306 uguale al 349, al 686, al 774 e l'emendamento aggiuntivo numero 580.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26 e dei relativi emendamenti:

Art. 26

Comitato dei garanti

1. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 12 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), è autorizzata una spesa valutata in euro 3.000 annui (UPB S01.03.003).

Emendamenti

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per agevolare i lavori, gli emendamenti soppressivi vengono ritirati.

PRESIDENTE. Rimane l'emendamento numero 580.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 26. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 580. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Purtroppo quando si lavora molto succede anche questo, ci sono sicuramente microfoni che funzionano meglio perché sono poco utilizzati probabilmente. Quello del presidente Cappellacci funziona. Siccome Ugo è un amico e ha il senso dell'ironia che ci vuole anche in questi casi, noi la facciamo su di noi l'ironia non abbiamo mai problemi in questo senso.

Presidente, ponevo il problema sull'articolo 28 sempre cercando di rimediare nei tempi che ci siamo già prefissati e avendo informato sia pure informalmente lo stesso Assessore del bilancio e avendo conferito con lei ritenevo e ritengo che si possa la questione della discussione portare a domani mattina insieme al bilancio.

PRESIDENTE. Quindi c'è una proposta di interruzione del Consiglio e di aggiornamento a domani mattina a partire dall'articolo 28.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Non so se è necessario fare una Conferenza dei Capigruppo, ma a nome del Gruppo del Partito democratico comunico che chiediamo di continuare a lavorare.

PRESIDENTE. E allora credo che serva una Conferenza dei Capigruppo.

Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 49, viene ripresa alle ore 22 e 20.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che dopo una breve sospensione il Consiglio riprenderà alle ore 22 e 45 e andrà avanti ad oltranza, quindi la seduta è sospesa, riprende alle ore 22 e 45. Chiedo la puntualità.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 22, viene ripresa alle ore 22 e 57.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e

pluriennale della Regione (legge finanziaria 2015)". (170/S/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Passiamo all'esame dell'articolo 28. All'articolo 28 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 351 uguale al 682, i soppressivi parziali 60 che è uguale al 775, il 61 uguale al 776, il 72 uguale al 308 e al 777, il 309 uguale al 778, il 311, il 262, il 310, il 629, il 311 e il 262 sono inammissibili. Leggo quelli inammissibili direttamente, sono tutti ammessi i sostitutivi parziali, c'è un inammissibile che è il 552, l'859 c'è un sostitutivo che è l'877, il 124 e il 9 si trovano nel volume a pagine invertite, il 521 è spostato dall'emendamento 5 a pagina 14 come il 522, ci sono due emendamenti il 223 e l'8 che provengono da pagina 678 e 700, gli aggiuntivi, abbiamo il 117 a pagina 695 con un sostitutivo totale che è l'873, il 30, tutti ammissibili questi, il 30 che viene dall'articolo 14 bis il 97 con un emendamento... vado avanti con gli emendamenti provenienti da altre parti, abbiamo il 97, c'è un sostitutivo parziale l'869; ancora i 29, 119, 549; sono stati accorpati gli emendamenti numero 5, 521, 520, 522, 425, 120 sulla facoltà di architettura di Alghero; il 546 e il 427; ancora ci sono il 12 e il 13 con un emendamento di sintesi l'860; e con degli emendamenti aggiuntivi l'874, 875, 122, 426; sull'emendamento 122 è un emendamento di sintesi che è l'868. Ancora l'emendamento numero 423 con l'aggiuntivo 878.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti:

Art. 28

Autorizzazioni di spesa

1. Per la gestione dei sistemi informatici e dei database della piattaforma Sardegna Turismo, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 240.000 (UPB S06.02.003).

2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 23 della legge regionale n. 19 del 2014, qualora non impegnata entro il 31 dicembre 2014, permane nel conto dei residui per essere utilizzata, per l'attuazione di politiche mirate di promozione turistica, nell'esercizio 2015 (UPB S06.02.002).

3. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, la spesa di euro 20.000 per la concessione di un contributo all'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (ANNPIA), all'Unione autonoma partigiani sardi (UAPS) e alle sedi sarde dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (ANPI) (UPB S03.02.005).

4. I contributi concessi per le finalità di cui all'articolo 5, comma 7, della legge regionale 19 gennaio 2011, n. 1 (legge finanziaria 2011) possono essere utilizzati anche a copertura delle attività relative all'anno 2015.

5. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 1.000.000 per l'attuazione del protocollo d'intesa relativo all'evento America's Cup World Series Cagliari - Sardinia (UPB S06.02.002).

6. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, la spesa di euro 1.000.000, per la realizzazione di interventi per la progettazione e la realizzazione di campagne di scavo archeologico in siti di significativa rilevanza storica e culturale, anche attraverso l'attivazione di cantieri scuola - Summer School - anche di livello internazionale (UPB S03.01.004).

7. È autorizzata la concessione di un contributo annuo valutato in:

a) euro 80.000 a favore del Comune di Ussana per la gestione del Polo bibliotecario nazionale "Joyce Lussu" (UPB S03.01.006);

b) euro 20.000 a favore della cooperativa "Tarantola" di Cagliari per le spese di funzionamento del Centro documentazione e studi delle donne (UPB S03.01.003);

c) euro 25.000 a favore dell'Associazione Argonauti per l'organizzazione della rassegna cinematografica "Festival Cinematografico di Tavolara" (UPB S05.04.006).

8. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 500.000 a favore degli organismi di spettacolo per la realizzazione dei circuiti regionali multidisciplinari di cui al decreto ministeriale 1° luglio 2014 (Nuovi criteri per l'erogazione e modalità per la liquidazione e l'anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163), (UPB S05.04.003).

9. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 100.000 finalizzata al funzionamento del Museo-Villaggio minerario di Rosas nel Comune di Narcao (UPB S03.01.003).

10. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9, comma 8, della legge regionale n. 3 del 2009, relativa all'istituzione e funzionamento delle scuole civiche di musica, è determinata, per l'anno 2015, in euro 1.500.000, di cui euro 800.000 destinati alla copertura delle spese relative all'anno scolastico 2014-2015 (UPB S05.04.003).

11. La dotazione del fondo unico per l'università diffusa nel territorio di cui all'articolo 12, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 7 del 2005, è determinata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, in euro 5.640.000 (UPB S02.01.009); alla ripartizione del predetto fondo concorrono:

a) il Consorzio universitario per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale;

b) il Consorzio Uno di Oristano.

12. Al fine di dare prosecuzione per il triennio 2015-2017 al progetto pilota di formazione di cui all'articolo 9, comma 10, lettera j), della legge regionale n. 3 del 2009, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, la spesa di euro 150.000 (UPB S02.01.009).

13. A decorrere dall'anno 2015, i costi relativi ai corsi attivati presso la sede di Olbia gravano sulla quota del fondo "Interventi regionali per l'Università", destinata all'Ateneo di Sassari (UPB S02.01.009).

14. È autorizzato, a favore del Consorzio AUSI di Iglesias, uno stanziamento determinato in euro 360.000 annui a titolo di contributo integrativo per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali (UPB S02.01.009).

15 Al fine di dare esecuzione alla sentenza del TAR Sardegna n. 847/2013, concernente l'annullamento del provvedimento di esclusione del Comune di Sant'Andrea Frius dal procedimento di selezione volto all'assegnazione delle sovvenzioni per le aree PIP a valere sugli stanziamenti per le annualità 2012-2014, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 233.000 (UPB S06.03.020).

16. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 200.000 per garantire continuità nell'erogazione dei servizi offerti dal Sistema informativo agricolo regionale (SIAR) e per realizzare il programma annuale di manutenzione e sviluppo del sistema, finalizzato al miglioramento della qualità dei servizi offerti, l'evoluzione dell'interoperabilità con altri sistemi informativi regionali e nazionali, l'adeguamento tecnologico e lo sviluppo di nuove applicazioni software per l'informatizzazione di ulteriori procedimenti (UPB S02.04.014).

17. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 900.000 quale concorso regionale nei finanziamenti ai comuni per la concessione di contributi destinati agli inquilini morosi incolpevoli di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, recante disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici), (UPB S04.10.003).

18. Per i contributi alle università della Sardegna per l'istituzione di borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione per medici e non medici di cui all'articolo 32, commi 9, 10 e 11, della legge regionale 31 marzo 1992, n. 5 (Contributo alle Università della Sardegna per l'istituzione di borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia), e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per ciascuna delle annualità 2015, 2016 e 2017, l'ulteriore spesa di euro 47.000 (UPB S02.04.010).

19. Per la concessione di borse di studio per studenti frequentanti le scuole pubbliche secondarie di primo e secondo grado appartenenti a famiglie svantaggiate è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 1.000.000 (UPB S02.01.004).

20. Per l'effettuazione di interventi a sostegno dell'autonomia organizzativa e didattica e per il successo scolastico a favore delle scuole autonome di ogni ordine e grado della Sardegna è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 200.000 (UPB S02.01.001).

21. Per la fornitura di libri di testo in comodato agli studenti appartenenti a famiglie svantaggiate è autorizzata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, la spesa di euro 800.000 (UPB S02.01.004).

22. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 20.000 per il sostegno alle librerie indipendenti della Sardegna. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente (UPB S03.02.003).

23. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, la spesa di euro 80.000 per la realizzazione di studi e ricerche di significativa valenza regionale, attraverso la stipula di apposita convenzione con l'ente di ricerca Istituto Acli per la ricerca e lo sviluppo (IARES), (UPB S02.04.004).

24. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 500.000 al fine di integrare i contributi statali erogati agli enti locali per la tutela delle minoranze linguistiche storiche, di cui agli articoli 9 e 15 della legge 15 dicembre 1999, n. 482 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche), e all'articolo 2, comma 13, della legge regionale n. 6 del 2012, e successive modifiche ed integrazioni (UPB S03.02.001).

25. È autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 100.000 a favore delle radio locali che promuovano la lingua e la cultura sarda (UPB S03.02.003).

26. Per l'insegnamento e l'utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curriculare nelle scuole di ogni ordine e grado è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 1.000.000 (UPB S03.02.001).

27. L'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport dispone l'integrazione al programma già approvato per l'annualità sportiva 2013/2014 ai sensi dell'articolo 31 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), limitatamente ai campionati indicati nella fascia A, ammettendo a rendicontazione anche le spese di promozione, comunicazione e valorizzazione della pratica sportiva fino al 90 per cento delle spese sostenute e i costi relativi alle spese federali, di trasporto, vitto e alloggio, compensi e rimborsi a tecnici e atleti fino al 60 per cento. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 700.000 (UPB S05.04.001).

Emendamenti.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Allora sui soppressivi totali: emendamento numero 351 identico al 688, parere contrario; emendamento numero 60 identico al 775, emendamento numero 61 identico al 776, emendamento numero 72 identico al 308 e 777, emendamento numero 309 identico al 778, parere contrario; poi gli emendamenti 311 e 362 sono inammissibili; emendamento numero 310 identico al 629, parere contrario; emendamento numero 263 identico al 630, parere contrario; emendamento numero 264 identico al 631, parere contrario; emendamento numero 265 identico al 858, parere contrario; emendamento numero 266 identico al 748, parere contrario; emendamento numero 267 identico al 749, parere contrario; emendamento numero 268 identico al 632, parere contrario; emendamento numero 269 identico al 633, parere contrario; emendamento numero 270 identico al 634, parere contrario; emendamento numero 568 identico al 812, ci si rimette all'aula con parere positivo della Giunta; emendamento numero 271 identico al 587, 647 parere favorevole; emendamento numero 272 identico al 750, parere contrario; emendamento numero 273 identico al 751, parere contrario; emendamento numero 274 identico al 648, parere contrario; emendamento numero 275 identico al 588, parere favorevole; 649 parere favorevole; emendamento numero 276 identico al 653, parere contrario; emendamento numero 277 identico al 720, parere contrario; emendamento numero 278 identico al 721, parere contrario; emendamento numero 279 identico al 723, parere contrario; emendamento numero 280 identico al 725, parere contrario; emendamento numero 232 identico al 740, parere contrario; emendamento numero 233 identico al 726, parere contrario; emendamento numero 234 identico al 728, parere contrario; emendamento numero 235 identico al 646, parere contrario; emendamento numero 236 identico al 753, parere contrario; emendamento numero 237 identico al 754, parere contrario; emendamento numero 238 identico al 755, parere contrario; emendamento numero 239 identico al 756, parere contrario; emendamento numero 4 identico al 240, invito al ritiro;

Emendamenti sostitutivi parziali: emendamento numero 80, parere contrario; emendamento numero 127, parere contrario; emendamento numero 403, parere contrario; emendamento numero 14 identico al 126, invito al ritiro; emendamento numero 125, parere contrario; emendamento numero 552, inamissibile; emendamento numero 402, parere contrario; emendamento numero 400, parere contrario; emendamento numero 859, è stato presentato un sostituto totale che è l'emendamento 877, c'è il parere contrario dell'859; emendamento numero 399, parere contrario; emendamento numero 582, parere favorevole; emendamento numero 519, parere contrario; emendamento numero 397, parere contrario; emendamento numero 396, parere contrario; emendamento numero 395, parere contrario; l'emendamento numero 124, parere contrario; per l'emendamento numero 9 ci si rimette all'aula; emendamento numero 45, parere contrario; emendamento numero 522 e il 521, sono spostati all'emendamento numero 5; emendamento numero 523, parere contrario; emendamento numero 8, invito al ritiro;

Poi ci sono gli emendamenti aggiuntivi: emendamento numero 548, parere contrario; emendamento numero 550, parere contrario; emendamento numero 100, c'era un invito al ritiro per un emendamento di sintesi con l'emendamento 173 della Giunta; emendamento numero 101, invito al ritiro; emendamento numero 496, parere favorevole; emendamento numero 573, parere favorevole; emendamento numero 575, parere favorevole; emendamento numero 603, spostato al bilancio; emendamento numero 679, parere contrario; emendamento numero 571, parere favorevole; emendamento numero 783, parere contrario; emendamento numero 15, invito al ritiro; emendamento numero 468, parere contrario; emendamento numero 495, parere contrario; emendamento numero 21, invito al ritiro per un emendamento di sintesi; emendamento numero 545, parere contrario; emendamento numero 117, invito al ritiro ma è stato presentato un sostitutivo totale l'873; emendamento numero 30, ma al momento non sono in grado di dare il parere, lo darò al momento; emendamento numero 484, invito al ritiro; emendamento numero 516, parere contrario; emendamento numero 517, parere contrario; emendamento numero 97, parere contrario ma è stato presentato l'869 sostituto parziale; emendamento numero 116, invito al ritiro; emendamento numero 133, parere contrario; emendamento numero 16, invito al ritiro; emendamento numero 24, parere favorevole; emendamento numero 547, parere contrario; emendamento numero 535, parere contrario; emendamento numero 29 e 119, invito al ritiro; emendamento numero 549, parere contrario;

Poi abbiamo gli emendamenti 5, 521, 520, 522, 425 e 120 che riguardano la facoltà di architettura di Alghero e sono stati unificati; emendamento numero 546, parere contrario; emendamento numero 427, parere contrario; emendamento numero 584, parere favorevole; emendamento numero 12 e 13, è stato presentato un emendamento di sintesi l'870 sostitutivo totale; emendamento numero 118, invito al ritiro; emendamento numero 31, parere contrario; emendamento numero 55, parere contrario; emendamento numero 77, parere contrario; 78 parere contrario, 102 parere favorevole, 105 invito al ritiro, 108 invito al ritiro, 110 invito al ritiro, 111 invito al ritiro, il 122 e il 426 c'era un parere, ci si rimetteva all'aula, c'era però un emendamento di sintesi 168 sostituto totale su cui ci dovrebbe essere credo parere favorevole della Giunta, 138 parere contrario 139 parere contrario, 140 parere contrario, 390 parere contrario, 391 parere contrario, 392 parere contrario, il 393 è stato spostato all'articolo 21, il 394 è stato spostato all'articolo 17. Il 398 parere contrario, il 401 parere favorevole, 409 parere favorevole, 420 identico al 780 invito al ritiro e parere contrario del 780, il 423 vi è un aggiuntivo: l'878 parere contrario, il 424 parere contrario, 427 parere contrario, 34 invito al ritiro, 33 invito al ritiro, 428 invito al ritiro, 498 invito al ritiro, 454 parere contrario, 461 invito al ritiro, 463 invito al ritiro ma è spostato all'emendamento al bilancio, 464, 518, 530, 531, 533 parere contrario, 537 invito al ritiro, 561 parere contrario, 562 parere contrario, 563 parere contrario, 565 parere contrario, 572 parere favorevole, 598 parere favorevole, 602 invito al ritiro, 604 e 683 dovrebbero essere identici parere contrario, 524 parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Io ringrazio anche per il rigore che lei Presidente del Consiglio sta utilizzando adesso da questa fase in poi della gestione dell'Aula. Questo chiaramente non farà cambiare la nostra posizione, abbiamo visto prima che c'erano tanti consiglieri che si erano iscritti, lei ha deciso di farsi cancellare, eravamo tutti iscritti perché la seduta è in prosecuzione, siccome la seduta era temporaneamente sospesa noi ci siamo iscritti prima…

PRESIDENTE. Un piccolo particolare è che io non ho aperto la discussione quindi era difficile che ci si potesse iscrivere.

CHERCHI OSCAR (FI). È successo anche negli anni precedenti ed è sempre successo così.

PRESIDENTE. Io non c'ero.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, rispetto la sua decisione, chiaramente rispetto anche la decisione di quest'Aula nel proseguire i lavori in questo modo e con questo spirito per poter andare avanti nel tentativo probabilmente di dover dare una finanziaria alla Regione Sardegna che sicuramente non sarà la miglior finanziaria che si possa dare, primo perché oltretutto andare oltre il termine dei lavori, stiamo parlando delle 23 e 14, ma non per noi che siamo consiglieri regionali, io lo dico nei confronti del personale che è costretto a stare dentro quest'aula perché la responsabilità politica è quella di andare avanti, quindi io chiedo agli onorevoli questori se per cortesia possono riunirsi e possono decidere di mandare a casa il personale che è inutile che stia qua ad ascoltare le nostre discussioni per approvare questa finanziaria, è possibile e credo che questo sia fattibile nel rispetto di chi lavora e di chi è qui da stamattina per onorare la presenza in questo Consiglio regionale, perché se questo è il modo di lavorare all'interno dell'Assemblea parlamentare sarda nel rispetto del popolo sardo noi accettiamo, noi siamo eletti e rimaniamo, credo che però il personale possa sicuramente andare a casa. L'articolo 28 è la perla di questa finanziaria, è un articolo che richiama anni passati quando le finanziarie erano pieni di un'infinità di articoli di commi che accontentavano un po' tutti, mi sembra che l'articolo 28 che è composto da una serie di commi che si chiudono al comma 27 è un insieme di attività e di risposte che vengono date probabilmente da alcuni consiglieri regionali dei vari territori che devono accontentare il proprio elettorato per dimostrare di essere presenti all'interno di questo Consiglio regionale e di dare risposte al popolo che li ha eletti all'esterno di quest'aula, quindi noi ben consapevoli del ruolo che dobbiamo svolgere all'interno di quest'aula andiamo avanti e autorizziamo la spesa così come previsto all'interno dell'articolo 28. Abbiamo già detto negli interventi che abbiamo svolto oramai da un po' di giorni all'interno di quest'aula che questa finanziaria è il fallimento della Giunta regionale, soprattutto il fallimento della maggioranza, lo diciamo in questo momento lo diciamo ancora più a voce alta perché siamo veramente convinti che da questo momento in poi non ci sia più la possibilità né di dialogo, ma credo che questo non sia onestamente importante ma soprattutto di ricevere il consenso che voi avete pensato di ottenere con l'approvazione di questa legge finanziaria, già dalle prime battute dell'articolo 28 si legge in modo palese quali sono le risultanze di un'attività politica che deve dare risposte e deve in qualche modo anzi far ripartire l'economia della Sardegna, se l'economia della Sardegna è concentrata per quanto riguarda la gestione di servizi informatici e dei data base della piattaforma Sardegna turismo autorizzandone l'utilizzo di 240 mila euro questo probabilmente lo dovete spiegare poi successivamente voi ai sardi, come si autorizza la spesa al comma 2 per quanto riguarda l'attuazione di politiche mirate di promozione turistica nell'esercizio del 2015, così via, una serie di attività che francamente cozzano una contro l'altra, forse sarebbe stato meglio anziché inserire tutti questi commi all'interno di una finanziaria, provare a ragionare con tutta una serie di norme ad hoc, quindi intese nel ragionamento diretto di quella che è l'attività che si vuole svolgere e forse approvarle in minor tempo, con minor discussione e magari con maggior risultato nell'attività che si vuole svolgere. Nei miei interventi abbiamo parlato, e anche qua, su alcuni punti, si ritoccheranno altre attività che sono legate soprattutto al lavoro dei singoli assessorati, rendendoci conto che tutto sommato dopo un anno e lo ripeto probabilmente quest'anno è stato, giusto per fare un paragone di tipo calcistico, questa non lo consideriamo come il primo tempo, il primo tempo non è andato benissimo, non avete giocato benissimo, probabilmente adesso negli spogliatoi dovrete fare un po' di ragionamento interno, probabilmente avrete bisogno di chiarirvi alcune cose, qualcuno della Giunta sicuramente verrà sostituito perché non ce la fa, quindi è stanco e non riesce ad andare avanti, forse con qualche sostituzione fra qualche tempo potrete vincere la partita, la vincerete sicuramente al vostro interno, accontentandovi tra di voi, non la vincerete mai chiaramente nel rispetto del popolo sardo, del ruolo che voi dovete svolgere oggi.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Era da un po' che non si vedevano delle finanziarie così generose, questo articolo 28 interviene su tutto e su tutti, negli anni passati abbiamo vissuto delle ristrettezze, però qui giustamente voi avete annunciato di aver un bel po' di risorse da spendere e avete voluto intervenire proprio senza far mancare nessuno. Allora iniziamo ovviamente anche ad evidenziare alcuni interventi che sono anche importanti, mi riferisco, per esempio, agli scavi archeologici e anche alla possibilità di sanare alcune situazioni come l'università diffusa, che poi però avete rivisto e modificato. Credo anche che ci siano dei riconoscimenti di giustizia che hanno riguardato, non foss'altro perché conosco la vicenda, il comune di Sant'Andrea Frius, però ecco sinceramente se proprio dovevamo fare degli interventi significativi, di certo qui ce ne sono veramente anche di basso contenuto. Crediamo che si sia intervenuti correttamente, e lo devo sottolineare questo, con il contributo del lavoro in Commissione che veramente si andati ad intervenire in quei settori, cito tra tutti l'università, vi eravate dimenticati delle borse di studio, addirittura anche siamo intervenuti sugli inquilini morosi, ma credo che comunque ci siano state anche la parte che ha riguardato la lingua sarda e le televisioni locali che quando abbiamo fatto la norma, è stata approvata la norma, ci si è dimenticati di questo. Però, sinceramente dispiace il metodo con cui si è addivenuti anche alla formazione di questo articolo, perché magari sono state lasciate indietro o addirittura ignorato alcune delle proposte che abbiamo portato avanti, qualcuna forse troverà soddisfazione con qualche emendamento. Però certamente temi importanti non sono stati presi in considerazione, mentre magari si è dato spazio proprio a degli interessi particolari, che per carità ogni qualcosa che va a tutelare un territorio o una categoria di persone è sempre apprezzabile, però non in un momento in cui c'erano altre priorità, vi ricordiamo che non più tardi di stamattina abbiamo trattato temi importanti che riguardano gli enti locali e invece ci siamo limitati a dire sempre no. Ecco, noi pensiamo come ha detto il collega Cherchi prima, questo sia semplicemente per dirlo in termini culinari, un antipasto, visto anche l'ora e soprattutto forse anche perché non abbiamo avuto modo di mettere nulla sotto i denti, però certamente a breve vi aspetterà una valutazione e colleghi quella valutazione non verrà di certo da questa parte della minoranza, ma saranno i sardi a giudicare se quello che avete messo in questa finanziaria potrà trovare la soddisfazione. Noi crediamo che ci siano assolutamente delle azioni che non daranno dei frutti immediati e non risolveranno alcun problema, certamente si potevano fare degli sforzi ulteriori. Anche in questo articolo 28 avete scelto di chiudere completamente le porte anche con degli atteggiamenti che mal si comprendono, visto che da subito abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità e vi abbiamo portato al confronto su temi che veramente sono di interesse per i sardi e per il territorio della Sardegna. Quindi, per quanto riguarda ovviamente la soddisfazione che potrete trovare da queste poste dell'articolo 28 noi non possiamo altro che dirvi auguri, lo vorremmo dire ai sardi ma sinceramente in questo momento non ce la sentiamo proprio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Siamo arrivati in fondo a questa finanziaria, io credo che siano stati due giorni di bel dibattito, almeno in Aula, e devo dire anche che forse ci abbiamo messo troppo poco tempo, perché siamo arrivati quasi alle soglie della fine dell'esercizio provvisorio e quindi esigenze superiori ci spingono a spingere oltremodo questo dibattito, anche con gli orari, per arrivare ad approvare questo documento finanziario e scongiurare l'eventualità remota per la verità di un ulteriore mese di esercizio finanziario. Io tuttavia credo che al di là delle polemiche, del dibattito anche talvolta per responsabilità di ciascuno, forse a qualcuno potrà essere sembrato infantile, però credo che sia un dibattito che arricchisce tutti noi, questo è il sale della democrazia, è proprio il confronto democratico che si svolge in quest'Aula che arricchisce questa classe politica, ma che dà anche un contributo a tutta la Sardegna. Veniamo spesso abitati come quasi una zavorra per la Sardegna, per i cittadini, io credo invece che anche in quelle espressioni, in quelle proposte che a qualcuno possono sembrare in maniera dispregiativa delle espressioni di una politica becera, sono invece il frutto di una grande attenzione di questa politica che vuole dare indirizzi precisi, canalizzare la spesa laddove forse ce n'è più bisogno. Allora oltre il grande dibattito sul mutuo, sulla sanità, sul sociale, ci sono anche tante altre realtà, tante piccole esigenze a cui stiamo provando ad andare incontro ed è giusto farlo, è giusto quindi anche questo dibattito serrato talvolta severo anche acerbo se vogliamo. Ma non succede nulla, non succede nulla perché sappiamo di poter andare anche a casa con la coscienza pulita di aver affrontato un dibattito franco pulito, a viso aperto, leale, anche dicendoci in faccia quello che non ci piace, forse avremmo voluto fare di più, portare a casa risultati migliori però questo è il risultato. Non vorremo forse essere nei panni del governatore professor Pigliaru che invece porta dentro di sé la responsabilità di tutti, anche di rappresentare tutta la classe politica sarda e quindi da questa finanziaria, che purtroppo ha delle dotazioni per solo 8 miliardi, si porterà dietro anche tutte le critiche che verranno inevitabilmente dal mondo politico al Governo regionale. Però credo che non sia un problema, perché questo è solo l'inizio di un cammino che si preannuncia forse impervio, però siamo sicuri che i sardi, quando giudicheranno, giudicheranno con severità ma anche sapranno valutare serenamente se questa è o meno una buona azione di governo, lo giudicheranno i sardi, lo giudicheranno i risultati ci giudicheranno anche il governo centrale e l'Europa perché ormai l'azione politica è influenzata da tantissimi fattori. Noi possiamo soltanto fare un'ulteriore accorato appello a continuarlo questo dibattito, non perdiamoci d'animo. Io credo che non ci sia assolutamente niente di male, questo è il sale della democrazia e quindi è da quest'Aula che passa il futuro della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Come ha appena ricordato e detto il collega Locci, in questi due giorni il dibattito sulla finanziaria penso che opposizione e maggioranza abbiano fatto il loro onesto lavoro. Devo dire che noi già dalla Commissione, ce ne hanno dato atto i colleghi che fanno parte della Commissione bilancio, con lo stesso Assessore abbiamo mantenuto sempre un atteggiamento equilibrato, un atteggiamento equilibrato e propositivo perché ci rendiamo conto che la situazione che oggi vive l'isola è una situazione che richiede interventi importanti e non si può stare a giocare e a fare piccole manovrine che possono portare solo l'acqua al mulino del singolo e non agli interessi di tutti. Concludiamo forse con questo articolo e con la discussione di sta sera nel peggiore dei modi, a mio parere, proprio perché c'era stata questa disponibilità e questa responsabilità da parte dell'opposizione, che ha contribuito anche cercando di migliorare la finanziaria. Io ricordo che quando il testo proposto dalla Giunta arrivato in Commissione con i colleghi della maggioranza ci siamo subito detti che era necessario sicuramente rivedere molte cose, abbiamo fatto anche degli interventi importanti, perché se non erro, se non ricordo male non vorrei sbagliare la cifra che poi abbiamo manovrato nell'ambito della Commissione che ci ha portato all'aula è una cifra intorno ai 100 milioni che ha subito delle variazioni, per rispondere alle esigenze più nobili e talvolta anche alle esigenze meno nobili. Perché poi l'Assessore diceva una finanziaria di rigore e di sviluppo, io non so quanto rigore, quanto sviluppo ci sia nell'articolo 28 che sinceramente mi sembra che siamo arrivati a questo articolo come quel bambino che entra nel negozio di caramelle e si trova davanti a una vetrata con la possibilità di arraffare tutto e anche di più e l'abbiamo fatto con l'articolo 28, l'avete fatto soprattutto vuoi perché l'onere poi è il vostro visto che siete maggioranza potete decidere, anche qualche volta soverchiando la minoranza. E devo dire che a parte alcuni elementi che possono essere condivisibili da parte nostra su questo articolo 28, e mi riferisco per esempio alle spese al comma 6, alle spese per la realizzazione di interventi per la progettazione e la realizzazione di campagne di scavo archeologico, ecco su questo possiamo essere d'accordo, così come possiamo essere d'accordo sulle spese di 500.000 euro che sono stati previsti per gli organismi di spettacolo all'organizzazione di circuiti regionali multidisciplinari, ancora possiamo essere d'accordo e vi abbiamo sollecitato su questo, vi abbiamo marcato stretto e ricordo anche che c'era un intervento di tutta la Commissione cultura sulle scuole civiche di musica, sull'università, la necessità anche di intervenire per esempio sulla facoltà di architettura. Ieri uno dei ragazzi che mi ha affermato, penso che abbia fermato tutti i consiglieri all'entrata consegnandoci la maglietta mi ha detto: cercate di difenderci. E io gli ho risposto: guarda veramente ho presentato un emendamento proprio per ripristinare i 300.000 euro. E la risposta sincera e ingenua che però non ci fa onore è stata: ma com'è possibile che tutti i consiglieri regionali che stanno entrando nel palazzo mi dicano che hanno presentato un emendamento da 300.000 euro, perché allora direttamente non l'avete fatto, non doveva nemmeno arrivare, doveva essere già risolto e invece anche su questo abbiamo dimostrato di non essere forse all'altezza del nostro ruolo.

Ancora ci sono altri interventi se non ricordo male per gli inquilini morosi al comma 17 anche questo è un intervento sicuramente importante. Però veramente tutto il resto ci fa perdere il significato vero di una finanziaria, che non è quello di, ripeto, rispondere alle esigenze di ogni singolo territorio, alle esigenze che sono minoritarie, ma è l'impegno di rispondere alle esigenze di tutti che viene e diventa ancora più importante nel momento in cui anche oggi non siamo riusciti a trovare risorse per partite importanti che interessano tutti, non interessano il singolo e non sono l'orticello di uno.

Qualche ora fa per esempio non abbiamo dato la disponibilità a incrementare il fondo per garantire la possibilità dell'esenzione del ticket a un numero maggiore di inoccupati ma anche negli emendamenti aggiuntivi che ho presentato all'articolo 28 ci sono altre cose che poi magari avremo modo di presentare. Ancora una volta ci siamo dimenticati di provvedere delle risorse per garantire gli interventi dei privati per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Vi ricordo che su questo abbiamo dato una miseria ai comuni e non sono stati capaci ad intervenire però abbiamo trovato i soldi per tante altre piccole cose. E questo sinceramente non credo che sia il modo giusto di approcciarci ai problemi dell'Isola. E mi fa anche riflettere perché poi alla fine ci sono i grandi temi, le grandi cose, oggi abbiamo parlato di sanità, abbiamo parlato di sociale, abbiamo parlato di università, abbiamo parlato durante il dibattito…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, siamo arrivati alla discussione di un articolo che potremmo definire un contenitore di indifferenziata, qui ci sta tutto, ci sta tutto e il contrario di tutto. Veramente è difficilissimo orientarsi. Autorizzazioni di spesa le più disparate che non sono assolutamente legate da un filo logico, prive di una cornice teleologica, non c'è un fine, non c'è una strategia, non c'è una tattica, è una affastellarsi di provvidenze a favore degli amici, a favore di qualche territorio, a favore di enti, di istituzioni, Partigiani… Sto disturbando? Se sto disturbando aspetto…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Tedde. Per cortesia, onorevole Cocco, per cortesia. Grazie.

TEDDE MARCO (FI). Sto parlando non degli emendamenti, probabilmente siete distratti sto parlando della norma, dell'articolo 28. Ho notato anche delle simpaticissime proposte normative che vanno a finanziare enti e istituzioni benemerite ma che probabilmente avrebbero dovuto essere finanziati con altri provvedimenti perché la norma di legge è per sua definizione astratta. Quando noi andiamo a dare contributi anche di poche migliaia di lire ad associazioni nazionali perseguitati politici italiani antifascisti in Italia, in Sardegna ci sono ancora i perseguitati antifascisti, io non lo sapevo, ho imparato tantissimo da questo articolo 28. Ma la guerra quando è finita? Unione autonoma partigiani Sardi, ma, Assessore, Unione autonoma partigiani Sardi. Io vorrei conoscerli, così come vorrei vedere dove sono le sedi sarde delle associazioni sarde dell'associazione nazionale partigiani d'Italia magari sulle montagne del Gennargentu.

Io veramente vorrei intervenire così come fate voi, vorrei che mi fosse concesso senza interruzioni perché io non ho l'abitudine di interrompere, se volete prendo anche questa abitudine, se volete prendo anche questa abitudine. Quindi credo che questo articolo 28, così come viene proposto, magari nel momento in cui verrà emendato sarà un articolo e una norma strutturata meglio, una norma organica, una norma con un senso, con un raziocinio, ma oggi sinceramente mi lascia senza fiato leggere questa norma che sinceramente avrei preferito vedere in una legge omnibus non in una finanziaria seria che deve disegnare l'orizzonte, lo sviluppo di una Regione che ha necessità di sostegno da parte del Governo regionale, che ha necessità di sostegno da parte di questo Consiglio regionale e sicuramente il sostegno non viene dato con queste norme.

Vedete, colleghi, io credo che avreste e avremmo dovuto riflettere meglio, probabilmente la prima finanziaria sconta l'inesperienza, sconta la fretta, sconta in questa temperia economica la crisi che affligge la Sardegna e che affligge le imprese ma questa crisi economica purtroppo sta affliggendo anche questo Consiglio regionale, sta affliggendo anche il Governo regionale perché questa crisi economica ha condotto il Governo regionale a proporre delle misure che non vanno nella direzione giusta, sono delle misure che di fatto costituiscono un tentativo di fare una finanziaria a tutti i costi, una finanziaria che comunque deve essere approvata, bisogna evitare il terzo mese di esercizio provvisorio, e su questi due mesi di esercizio provvisorio sicuramente ci sono responsabilità evidenti da parte del Governo regionale, così come ci sono responsabilità evidenti su tutte le altre proposte di legge che avremmo dovuto approvare nei mesi precedenti e che invece non siamo riusciti ad approvare per vostra responsabilità, e mi riferisco al Piano casa per esempio, Piano casa per il quale avete garantito mese dopo mese l'approvazione. Nel frattempo gli artigiani annaspano, nel frattempo tutte le categorie produttive in qualche modo legate alla filiera dell'edilizia stanno affogando. E noi qui invece cosa facciamo? Parliamo della sanità, della cosiddetta riforma della sanità che ha bloccato il Piano casa e che non ha consentito alla legge sull'urbanistica o sull'edilizia novella di essere esitata in quest'aula. È stato un errore…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Sicuramente gli interventi che mi hanno preceduto hanno fatto un po' di chiarezza su quella che è stata questa finanziaria, e un po' questo articolo è il sunto del filo conduttore che non c'è stato nel redigere questo documento così importante per il futuro e il presente della nostra Regione. Non si è seguito un filo conduttore e si è cercato di buttare all'interno di un contenitore alcuni provvedimenti per accontentare qua e là qualcuno, come ad esempio nel caso di questo articolo. Si fa fatica a comprendere se questa manovra finanziaria punta sul turismo, sul lavoro, sull'ambiente, sulla sanità, oppure di tutto un po', è una sorta di patchwork mal riuscito, senza alcun filo conduttore e senza una visione di insieme. Manca un progetto di Sardegna, manca l'idea di un progetto di Sardegna. È una finanziaria, si è scelto di eliminare più che altro delle risorse fondamentali, si è scelto di eliminare quelle risorse da quei capitoli di spesa che più di altri avrebbero avuto la necessità di essere quanto meno riconfermati. Si è tagliato sull'agricoltura, sulla formazione, sull'istruzione, sul lavoro, sulla cultura, sul turismo, facendo pagare il dazio a quei comparti che invece avevano più necessità di un supporto da parte del Governo regionale. Un'azione che è difficile anche da capire, da comprendere quella portata avanti da questo Governo e che se poteva essere possibile è stata anche peggiorata da alcuni emendamenti in questo Consiglio. E quando l'onorevole Truzzu dice che abbiamo cercato tutti quanti di dare un supporto a questa finanziaria, è vero, però vede, onorevole Truzzu, c'è qualcuno che è stato, utilizzo un termine che piace tanto al collega Tedde, più volpe e qualcuno che invece non è riuscito ad esserlo, e quindi qualcuno si è trovato accontentato per aver portato a casa quelle risorse che servivano, come diceva giustamente il consigliere Tedde, più che altro per far bella figura nel proprio territorio, ma come dicevamo fino adesso senza un filo conduttore, senza un'idea di quello che poteva essere un progetto di Sardegna, e questa è la mia prima finanziaria, e devo essere onesto sono molto deluso, sono molto deluso perché a novembre, in fase di assestamento, abbiamo detto, è stato detto: "Questa non è la nostra finanziaria, stiamo cercando di sistemare i danni che avete fatto voi". Adesso non ci sono scuse, adesso questa è la vostra finanziaria, e in questa vostra finanziaria manca proprio l'idea di un progetto di Sardegna. Sicuramente quando circa un anno fa i sardi avevano scelto questa maggioranza per amministrare i successivi cinque anni… stavo ascoltando voi perché magari avevate qualche suggerimento, ho visto che stavate parlando a voce alta, probabilmente è l'ora tarda, la stanchezza…

PRESIDENTE. Non è l'ora tarda, non si capisce cosa voglia dire, è fermo da dieci minuti, non mi pare che ci siano problemi, vada avanti con l'intervento.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Sì, sto andando avanti, è che non eravamo abituati a questo silenzio, è per quello che mi sono fermato, pensavo che fosse successo qualcosa. Ho detto: "Ma non è che stanno ascoltando davvero?".

Quindi, dicevo, una finanziaria, la mia prima finanziaria che mi trova deluso, mi trova deluso anche da sindaco, non soltanto da consigliere, una finanziaria portata avanti da consiglieri che qua annunciano grandi contributi, grandi aiuti ai sindaci e dall'altra parte però gli levano le risorse. Da una parte si dice che dobbiamo tutelare i primi cittadini perché sono quelli che sono sul fronte, che son quelli che devono dare le risposte, e dall'altra parte invece gli leviamo le risorse, gli leviamo soprattutto l'opportunità di accontentare, l'opportunità di dare le risposte ai propri concittadini. Questa è la finanziaria che voi avete portato, ma soprattutto questo articolo è la dimostrazione di questo filo conduttore che vi ha portato a redigere questa finanziaria, una finanziaria che non dà risposte, una finanziaria che dà risposte soltanto e probabilmente a qualche collegio elettorale, a qualche comparto che non si capisce che importanza possa avere, come ha dimostrato poc'anzi il mio collega. Siamo venuti a scoprire alcune associazioni che non pensavamo davvero potessero esistere, e quindi questo da una parte è sicuramente positivo, ma dall'altra…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Io spero che i sardi veramente non ci sentano e non ci vedano, perché altrimenti avrebbero preso tutta l'Aula a calci nel sedere, e ce lo meritiamo veramente tutto oggi. Non capisco perché questa presa di posizione, non capisco questo braccio di ferro che la maggioranza ha avuto nei confronti dell'opposizione. Che senso ha lavorare a quest'ora quando c'era un'opposizione, una minoranza che voleva contribuire, che voleva lavorare per migliorare quello strumento che è la manovra finanziaria, quello strumento che deve dettare le regole, quello strumento che deve dettare i principi cardini ai cittadini sardi. Non capisco per quale motivo quando alla fine potevamo tranquillamente, domani mattina, approvarla, quando domani mattina si poteva adempiere a quello che era un contributo della minoranza. Siamo arrivati all'articolo 28, chi mi ha preceduto lo ha sottolineato in maniera molto chiara, un articolo 28 che ha ventisette commi e che effettivamente è tutto e il contrario di tutto. Un articolo che chiarisce, un articolo che disciplina solo autorizzazioni di spesa, e sono convinto che i sardi avrebbero voluto altro, i sardi avrebbero voluto crescita, avrebbero voluto provvedimenti legati allo sviluppo, avrebbero voluto politiche del lavoro, avrebbero voluto politiche legate all'industria, avrebbero voluto politiche legate alla vocazione della Sardegna, al turismo, all'agricoltura. Noi assolutamente non vediamo niente in questo articolo, ma stamattina, negli articoli precedenti, avete gridato in maniera molto marcata che la Sardegna, i sardi avevano necessità di priorità, e l'avete detto a proposito degli alluvionati, l'avete detto a proposito di quei soggetti che avevano subito un evento naturale, l'avete gridato alle società in house, l'avete gridato a quei lavoratori che stanno perdendo il lavoro, l'avete gridato a quei cittadini che non hanno lavoro. Io sono convinto che in questi articoli ci sono risorse importanti che potevano essere destinate a queste figure, risorse che potevano dare speranza ai cittadini sardi, risorse che potevano veramente dare un impulso alla crescita, legate a quello che è il modello di sviluppo della Regione. In questa finanziaria non c'è un accenno… Presidente!... è per questo che dico che forse era meglio che i cittadini sardi venissero a sentire quello che noi facciamo qui dentro, e invece dentro questa finanziaria non c'è assolutamente un'idea di Sardegna, dentro questa finanziaria non c'è assolutamente un modello di sviluppo, non c'è organicità dentro questa finanziaria, perché non c'è un aiuto e non ci sono strumenti alle attività produttive, all'impresa, a quella che realizza i posti di lavoro, a quella che trasferisce da quel contenitore delle povertà estreme dentro le attività produttive. Noi l'avevamo previsto questo, l'avevamo previsto detassando le imprese con l'Irap, e non avete fatto neanche questo. Quindi noi vediamo una finanziaria che non dà speranza in questa Sardegna, e si evince dall'articolo 28. Una finanziaria che è solo legata a un mixer di risorse dei sardi, e le risorse sono dei sardi, non si può giocare sui contribuenti, non si può assolutamente scherzare su questo. E chi ve lo dice poi, alla fine, è una parte del Consiglio regionale, una parte del Consiglio che è stata eletta, una parte del Consiglio che è stata eletta con il consenso dei sardi, quei sardi che vorrebbero e che ci hanno delegato a contribuire anche dall'opposizione a migliorare la vita dei cittadini. Voi non ce l'avete consentito, non ce lo state consentendo, e si dimostra anche in questi minuti dal vostro atteggiamento. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Modesto Fenu. Ne ha facoltà.

FENU MODESTO (Sardegna). Un po' sono invidioso di quello che ha detto il mio collega di Gruppo Truzzu, perché almeno a lui, quando è entrato stamattina, hanno regalato la maglietta, a me, purtroppo, non trovavano la misura… vi accorgerete, alla fine, che il mio intervento sarà molto più serio di quello che pensate, e lo faccio anche per sdrammatizzare, visto il clima teso che si è creato in quest'Aula. Io conosco due detti popolari, e uno di questi recita che "se uno non vuole, due non litigano". L'altro, che è molto più attinente alla nostra situazione, recita testualmente che "se due litigano, non devono rompere gli attributi genitali agli altri 58". Quindi, come dire, mi appello alla responsabilità delle persone, affinché magari pongano correzione al danno creato. In ogni caso io ritengo che una volta che siamo stati eletti abbiamo il dovere morale di ciò che facciamo in ogni circostanza, e di cosa andiamo a proporre, a discutere, per tenere anche alto l'orgoglio del popolo che andiamo a rappresentare in questa Sede. Mi sembra che da parte dell'opposizione in tutta questa finanziaria, ma non solo, in tutto questo hanno ci sia sempre stato un atteggiamento collaborativo, la volontà di apportare sempre proposte migliorative a quello che veniva prodotto, sia all'interno di quest'Aula, sia delle Commissioni, sia proposto dalla maggioranza, e francamente non riesco a capire chi ci ha ordinato di cambiare atteggiamento proprio ora; mi sembra una cosa squalificante per tutti. Certo, forse avremmo preferito un ordine di priorità diverso, magari avremmo potuto proporre anche noi qualcosa di ulteriormente qualificante a questa finanziaria in questa giornata, in questa serata, e magari domani mattina, in ogni caso l'avremmo sempre e comunque fatto con il piglio di chi si sente addosso il dovere morale di ottenere qualcosa di produttivo per i sardi che rappresentiamo. E si era raggiunta, come dicevo prima, un'ottima intesa. Pensate che nella tarda serata di ieri siamo persino riusciti a trovarci d'accordo su un tema come la Zona franca, che stranamente divideva tutti quanti, e questo è stato anche frutto di un clima collaborativo, della volontà di pensare più che alle nostre posizioni, all'interesse dei sardi, e l'abbiamo fatto, ci siamo confrontati serenamente e abbiamo trovato un accordo. Ecco, queste erano le cose che pensavo qualificassero i prossimi giorni. Io ho parlato anche con i Capigruppo e ho detto: "bene! Questo merita una conferenza stampa tutti assieme", far capire ai sardi che stiamo facendo qualcosa per loro tutti assieme. E allora ribadisco l'appello, che è sempre quel detto popolare che me lo suggerisce: "Non si capisce perché si due litigano, devono rompere le scatole agli altri 58". Pensate che dopo quello che è successo ieri, Presidente, io mi auguro che lei rimanga in aula, perché fra un po' ho necessità di parlare con lei, e dopo quello che è successo ieri avevo già chiamato i miei amici cacciatori per i 4 cinghiali che avevo promesso per poterceli banchettare tutti assieme, e invece questo clima così teso di sicuro non fa macerare bene la carne, rischia di renderla indigesta… ovviamente i cinghiali senza peste suina, l'Assessore si è impegnato, quindi senza peste suina. Però forse riusciamo ancora a trovare una nuova verve collaborativa. All'improvviso, invece, sono comparse le nubi all'orizzonte…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Anche per me questa è la prima finanziaria e questo, salvo eccezioni, è l'ultimo intervento su questa finanziaria che faccio, ed è un intervento al quale voglio dare un titolo, che è quel titolo che prendo dalla relazione della Giunta regionale: "Un patto sociale per il rilancio della Sardegna. Rigore e sviluppo" E la prima parte del mio intervento la dedico a leggere una lettera, che alcuni consiglieri della Provincia di Nuoro, cioè tutti, abbiamo ricevuto, con oggetto: "Richiesta di sostegno finanziario". La lettera recita così: "Premesso che il nostro Ente nel 1980 viene ampliato con l'ingresso della Comunità montana del nuorese e delle baronie, e assume la denominazione di Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta. Il nuovo Consorzio è stato approvato definitivamente dalla Giunta regionale della Sardegna con delibera 32/19 del 15 luglio 1985 e decreto del Presidente della Giunta del 30 ottobre 1985, numero 153. Aderiscono al nuovo consorzio, con delibere dei consigli comunali, tutti i comuni ricadenti nel territorio delle due comunità montane, trenta comuni. La comunità montana del Nuorese e la comunità montana delle Baronie versavano annualmente al consorzio la quota prevista per statuto a sostegno delle attività istituzionali e statutarie del consorzio che coordina il sistema bibliotecario territoriale del Nuorese e delle Baronie. In seguito all'attuazione della legge regionale numero 12 del 2005 fino al 31.12.2009, rilevato che i protocolli sottoscritti tra Regione e Provincia di Nuoro relativamente alla soppressione delle comunità montane 9 del Nuorese e 10 delle Baronie non contengono alcuna determinazione concernente gli obblighi statutari delle due comunità montane rispetto al consorzio, contravvenendo quindi agli obblighi di legge, le quote anzidette sono state concesse e accreditate in annualità diverse in forma sostitutiva dall'Assessorato regionale ai beni culturali e da Comune e Provincia di Nuoro. Nel 2011, per assicurare la stabilità e la funzionalità del consorzio, è stato chiesto alla Regione un impegno continuativo di 200 mila euro per ciascuna annualità. Nel 2012, con deliberazione 33/40 del 31 luglio 2012, e nel 2013, con deliberazione 42/50 del 16 ottobre 2013, la Giunta regionale, prendendo atto della volontà politica del Consiglio regionale emersa in sede di approvazione della legge di bilancio per gli anni 2012-2014 (legge regionale numero 7 del 2012), che ha incrementato lo stanziamento sul pertinente capitolo di spesa, ha proposto e approvato di integrare il contributo ordinario di ulteriori 200 mila euro. Nel 2014, grazie al fattivo impegno delle Signorie Vostre e della Commissione bilancio, il Consiglio regionale ha approvato in fase di assestamento uno stanziamento di 100 mila euro. La situazione di incertezza sul fronte delle entrate relativamente al contributo regionale delle ex comunità montane, che purtroppo si ripete tutti gli anni, mette in crisi la continuità e la regolarità degli atti amministrativi e contabili del consorzio Satta.

In attesa di una normativa, più volte sollecitata, che risolva in via definitiva il problema, confidiamo, come in precedenti occasioni, nel fattivo impegno delle Signorie Vostre per inserire nella manovra finanziaria 2015-2017 in via di approvazione la cifra di 200 mila euro per ciascuna annualità nel triennio a favore del consorzio Satta. In attesa di cortese riscontro porgo i cordiali saluti.

Noi gli mandiamo i saluti e il riscontro è negativo. Non gli diamo neanche un euro. Prima parte dell'intervento intitolato "Patto per il rilancio della Sardegna: rigore e sviluppo".

Dell'articolo 28 ho selezionato alcuni interventi che fanno da contrappeso al no dato al consorzio Sebastiano Satta: 20 mila euro per gli anni 2015-2016-2017 - lo strutturiamo nel triennio - per la concessione di un contributo all'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti; per l'anno 2015 si spende 1 milione di euro per l'attuazione del protocollo dell'America's Cup; è autorizzato un contributo di 80 mila euro a favore del Comune di Ussana per la gestione del Polo bibliotecario nazionale "Joyce Lussu"- un Comune prende 80 mila euro e trenta comuni prendono zero euro! -; 20 milioni a favore della cooperativa "Tarantola" di Cagliari per le spese di funzionamento del Centro documentazione e studi delle donne; 25 mila euro a favore dell'Associazione Argonauti per l'organizzazione della rassegna cinematografica "Festival Cinematografico di Tavolara"; è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 500 mila euro a favore degli organismi di spettacolo per la realizzazione dei circuiti regionali; è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 100 mila finalizzata al funzionamento del Museo-Villaggio minerario di Rosas nel Comune di Narcao; è autorizzato, a favore del Consorzio AUSI di Iglesias, uno stanziamento, determinato in euro 360 mila annui, a titolo di contributo integrativo. Allora, lo stile che mi suggeriscono non essere adatto alla mia personalità o a quello che io ho fatto in questo Consiglio, diciamo che è adeguato all'articolo 28 che mi trovo davanti. Non è uno stile che io mi sto inventando, è uno stile esattamente in linea con quello che l'articolo 28 detta.

Concludo semplicemente di dicendo questo, che ovviamente i trenta comuni della provincia di Nuoro che fanno parte del consorzio Sebastiano Satta dovranno incatenarsi da qualche parte, scendere qui a Cagliari perché o ci si incatena o con questa maggioranza non si ottiene niente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ugo Cappellacci. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI UGO (FI). Presidente, questo articolo 28 credo che possa rappresentare forse il punto massimo di questa finanziaria. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a una serie di annunci e i termini che sono stati utilizzati per magnificare questa finanziaria, per tessere le lodi di questa alta strategia di programmazione, sono stati "patto sociale per il rilancio della Sardegna", "politiche strategiche in ottica keynesiana", "guerra aperta agli sprechi", "rigore", "sviluppo", "seria politica di bilancio". Questi sono termini che, se andate a vedere i vostri comunicati stampa, in ogni comunicato vengono ripetuti anche tre volte, ogni due righe si trova il termine rigore e si trova il termine serietà. Poi si è detto che questa è una finanziaria che deve attrarre gli investimenti, che porta una serie di riforme a costo zero, e poi si è detta forse quella che è l'unica verità, ma che va un po' mediata nei termini, ovverosia è una finanziaria che deve dare risposte certe a territori, istituzioni, categorie sociali. Bene, se a questi territori, istituzioni, categorie sociali sostituiamo i nomi e i cognomi di qualche associazione, di qualche ente non meglio identificato, allora forse questa è la grande verità, e questo articolo 28 è molto indicativo e significativo di quello che è l'atteggiamento.

I colleghi della maggioranza vedo che hanno scelto di non parlare, di non fare interventi. Li capisco, li comprendo. Mi pare che non ci siano iscritti o comunque gli interventi sono tutti della minoranza, quindi lo deduco dagli interventi che sento in Aula. Devo dire che li capisco e comprendo il motivo del loro tacere, anzi devo dire che il loro tacere mi riporta alla mente un saggio molto significativo che l'abate Dinouart scrisse verso il finire del 1700. Era L'arte di tacere e l'abate Dinouart diceva che il primo grado della saggezza è proprio quello di saper tacere, e io capisco che di fronte a politiche alte, come quelle che sono riportate nell'articolo 28, l'unico atteggiamento serio, l'unico atteggiamento conseguente sia quello di tacere, meglio non dire niente, meglio forse non alzare troppo la voce perché non si sa mai che fuori da questa Aula qualcuno possa cogliere il senso di quelle previsioni, il senso di quell'articolo, e non ritrovarsi in quei termini mirabolanti e roboanti che sono quelli del rigore, dello sviluppo, della seria politica di bilancio. Ma lo stesso abate ne L'arte di tacere diceva anche che ci sono altri gradi della saggezza: il secondo grado è quello di saper parlare poco e moderarsi nel discorso, e poi ce n'è ancora un altro, che è quello di saper parlare molto, senza parlare male, né troppo. E allora credo che il dovere nostro, di questa opposizione, sia quello di parlare, di dire quello che sta accadendo, di denunciarlo, di chiedere a quest'Aula…

PRESIDENTE. Sì, ha ragione onorevole Cappellacci. Colleghi, per cortesia. Assessore Paci, grazie. Se volete tornare ai posti possiamo continuare. Onorevole Cappellacci, ha altri due minuti, oltre all'1 e 48 che gli manca ancora.

CAPPELLACCI UGO (FI). Grazie Presidente. Dicevo è quello di poter parlare, poter invitarvi alla riflessione, chiedervi di fare uno sforzo e di essere conseguenti nei fatti. Perché vedete…

(Interruzioni)

... diceva qualche giorno fa papa Francesco - lo diceva in modo appropriato in questo tempo quaresimale - che nella vita bisogna avere il coraggio di fermarsi e di scegliere. Questo forse è il momento in cui potete fermarvi e scegliere. Potete farlo facendo riferimento anche a qualche reminiscenza degli studi di ciascuno di noi, possiamo pensare a Max Weber, al politeismo dei valori e ricordare quello che era il dualismo che esisteva tra l'etica dei principi e l'etica della responsabilità. Così facendo ci torna alla mente che con l'etica dei principi si assumono delle scelte senza curarsi delle conseguenze di queste scelte, perché si va avanti facendo riferimento e fede a dei principi che sono assunti come verità assoluta, che sono un'ideologia e non ci si cura di quelle che sono le conseguenze delle proprie scelte. Ma c'è un'altra etica, che è l'etica della responsabilità, che è quella che dovrebbe guidare il politico, che è quella che dovrebbe guidare più che il politico lo statista, che dovrebbe far pensare a quelle che sono le conseguenze delle scelte, le conseguenze del tipo di atteggiamento che si decide di assumere. Se questo si va a fare, allora ci si deve chiedere rispetto a quegli annunci quali sono in termini concreti, pratici le conseguenze di quelle scelte per la Sardegna.

Allora, presidente Pigliaru, io so bene che certe scelte, certe decisioni non sono tipiche solo di questa finanziaria, ci sono state anche in finanziarie precedenti, ma perché lo voglio sottolineare? Perché non mi sembra coerente questo tipo di atteggiamento con le dichiarazioni che vengono fatte. Non mi sembra in linea con quel richiamo costante al rigore, con quella serietà, quell'autorevolezza.

Mi dispiace assistere a quello che è successo oggi in quest'Aula, Presidente, perché io so che lei avrebbe evitato questo momento e avrebbe scelto di interrompere, andare a domani e forse farlo con più serietà e con più serenità e con più calma. Mi dispiace perché capisco che non c'è stata da parte sua abbastanza autorevolezza per convincere la sua maggioranza ad andare in questa direzione e mi dispiace vedere che manca l'autorevolezza perché di autorevolezza c'è bisogno e c'è bisogno in un momento di confronto forte, duro...

PRESIDENTE. Onorevole Cappellacci, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, io sarei tentato di proporre un emendamento orale per modificare il Capo VII che attualmente si chiama "Disposizioni diverse" con un latinismo del tipo "de marchettibus". Vorrei esprimere un concetto analogo a quello che ha appena espresso l'onorevole Cappellacci, il nostro Paese attraversa un momento particolare, ormai da otto anni stiamo tutte le famiglie stanno attraversando un periodo difficile e tutti ci siamo abituati a questa parola "rigore". Il rigore è entrato nella vita di tutti noi al punto che oggi sempre meno, perché si fa più fatica, però è un concetto che viene accettato, cioè la gente sa che stiamo attraversando un momento molto difficile, vede la Grecia, vede altre situazioni che si avviano verso una situazione di tipo greco ed è consapevole che se si vuole superare quella situazione è necessario fare dei sacrifici. La gente però capisce la necessità dei sacrifici fino a quando i sacrifici li fanno tutti, cioè si stabilisce che per un certo numero di anni si pone fine a un certo tipo di interventi, si pone fine per tutti, rinunciano tutti. Ecco, da questo punto di vista questo articolo 28 è un esempio terrificante, un messaggio terrificante che viene dato all'esterno. Onorevole Arbau, lei ha detto oggi una cosa che io condivido: andiamo a costruire un sistema con due gambe, da una parte c'è una Regione che programma, dall'altra parte ci sono i comuni che operano sul territorio, principio di sussidiarietà. Bene, lei, onorevole Arbau, sta approvando una finanziaria in cui la Regione diventa una specie di Bancomat per alcuni, che è esattamente quello che bisogna cancellare se si vuole restituire alla Regione quel ruolo alto che dovrebbe avere scrollandosi di dosso tutta questa pletora di piccolo clientelismo che non porta da nessuna parte, perché non serve nemmeno a chi lo propone. Perché quelli che vengono a chiedere questo tipo di contributi li chiedono a tutti. Poi anche da un punto di vista biecamente elettorale non c'è nessun tipo di riscontro, mentre il messaggio che si dà è, ripeto, un messaggio devastante. Ecco perché sono onestamente molto sorpreso, perché da una parte si negano interventi utili, necessari, dall'altra si interviene con interventi a spizzico per questo o quel comune, per questa o quella associazione, per le litigiosissime, onorevole Pizzuto, litigiosissime associazione partigiane per cui per non scontentare nessuno si dà qualcosa a tutti, senza acquisire la consapevolezza che queste cose qui noi non dobbiamo alimentarle, dobbiamo farle sparire. Io sono convinto, come lei, che questi valori debbano rimanere vivi, non sono più convinto, come forse potevo essere prima, che abbia una qualche utilità alimentare determinate cose.

Per cui, lo dico al Presidente Pigliaru perché sono convinto che lui la pensa in questo modo qui, questo rappresenta una degenerazione del rapporto istituzionale, una degenerazione della cosiddetta leale collaborazione che ci deve essere a livello istituzionale e alimenta una sorta di clientelismo istituzionale di cui abbiamo già avuto modo di parlare, di cui questa maggioranza ha già dato ampi esempi che andremo a dettagliare poi naturalmente e lo dettaglieremo a tutti quelli che fanno la morale. Perché voi che rivendicate la superiorità morale, voi che avete la pretesa poi di dare insegnamenti etici a tutti poi, come diceva prima il collega Truzzu, scivolate su una buccia di banana e interpretate l'essere al potere non come, ripeto, alto ruolo istituzionale come quello che noi dovremo avere, ma come occasione di soddisfare qualche piccolo appetito.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, colleghi, cercherò di fare la mia parte, cercherò di farla con quel po' di lucidità che mi è rimasta. Dopotutto la stessa ritualità dell'Aula, le diplomazie che spero che in questo momento stiano lavorando, richiedono che questo avvenga e quindi non ci dobbiamo sottrarre al nostro lavoro. Credo anche che sia necessario (visto e considerato che ci stiamo impegnando a restare qui a quest'ora) in qualche maniera, se è possibile, necessario cercare di mettere a frutto questo tempo che stiamo trascorrendo.

Io devo dire, il Capo VII "Disposizioni diverse" con facilità porterebbe a ragionare sul concetto di diversità. Diversità rispetto a che cosa? Probabilmente rispetto all'organicità che hanno avuto altri Capi, alla logica che era stata loro impressa nei lavori in Commissione e alla fine ci siamo trovati a dare una serie di risposte al cosiddetto territorio che sono tutte quante raggruppate in un articolo che rappresenta però qual è la nostra difficoltà di legislatori ad intervenire su un variegato sistema di associazionismo, di vitalità civica, di tutta una serie di cose che con difficoltà si mettono a sistema. Su alcuni di questi leggendo mi domando quale atto dirigenziale possa consentire che questi denari siano spesi, quante di queste cose possano prescindere da un avviso pubblico. Però io credo che proprio su questo dovremo provare a concentrare il nostro ragionamento perché siamo a un anno dall'inizio del nostro mandato, stiamo tutti quanti da posizioni diverse con esigenze diverse cercando di dare una risposta a questa terra e visto e considerato che questo tempo lo dobbiamo impiegare, impieghiamolo in questo, impieghiamolo per capire che cosa dobbiamo fare, cosa ci resta da fare, cosa abbiamo fatto, cosa possiamo salvare del nostro primo anno di legislatura. Francamente ci sono alcuni aspetti, ci sono alcuni ambiti dell'amministrazione all'interno dei quali mi sarebbe piaciuto offrire meno disagio alla comunità, alla collettività, è qui l'assessore Erriu, mi rivolgo a lui perché nelle prossime settimane necessariamente dovremo intervenire in materia di urbanistica. Il fatto che noi non abbiamo rinnovato il Piano casa ha creato un livello di disagio tale in quella che più che ordini professionali sono delle comunità, perché 1200 geometri, 6000 ingegneri rappresentano un'autentica comunità che sta vivendo, non nascondiamocelo, perché tutti noi abbiamo contatti con chi vive di questa attività produttiva e stanno vivendo nel disagio di chi ha un orizzonte assolutamente nebuloso davanti a sé, di chi non ha una regola certa e di chi sa che seppure venisse presto una regola certa sarà molto complesso attendere le norme attuative, le interpretazioni e rimandare a regime un sistema che faticosamente si era ripreso dal vecchio PPR. Lo sapete non voglio utilizzare toni polemici, non è mio costume, però su questo vi vorrei richiamare, vorrei richiamare la vostra sensibilità perché ci sono cose ben più importanti di quelle che abbiamo fatto durante il primo anno di legislatura. Ha detto bene, gliel'ho sentito dire con chiarezza, il collega Cocco dice: "E' naturale che noi dobbiamo avvicendare il management della sanità sarda". E' vero, è condivisibile. Perché però così come più volte ho richiamato, non abbiamo lavorato sulla legge sullo spoil system? Perché non l'abbiamo istituzionalizzato? Perché non abbiamo detto con chiarezza che chi ha la responsabilità legislativa, chi ha la responsabilità amministrativa deve essere in grado di esprimere il management?

E' naturale e ci siamo dovuti nascondere dietro la foglia di fico dei commissariamenti, dietro la foglia di fico di tutto un sistema articolato di norme che serve a raggiungere un obiettivo naturale.

Chi incarna il potere amministrativo deve naturalmente avere lo stesso orientamento e condividere lo stesso obiettivo di chi si è assunto la responsabilità di presentarsi davanti agli elettori.

Questo è naturale, noi però per evitare la chiarezza di questo concetto abbiamo fatto un giro lunghissimo e abbiamo perso tempo, tempo che non abbiamo, tempo che non ha chi è fuori da questo palazzo, tempo che non hanno le imprese, tempo che non hanno i lavoratori. Ci troviamo nei corridoi, ci troviamo al bar e troviamo mille punti di contatto, però non c'è verso su una questione seria in materia di industria, in materia di servitù militari, in materia di un sacco di cose che si riesca a fare un provvedimento assieme. Possiamo finalmente uscire dalla necessaria contrapposizione per entrare in un circuito virtuoso di proposte, di approfondimenti e di soluzioni che vogliamo proporre alle persone? Usiamo questa notte per riflettere su questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Chiedo una sospensione per una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per una Conferenza dei Capigruppo che teniamo immediatamente.

(La seduta, sospesa alle ore 00 e 25, viene ripresa alle ore 00 e 42.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. C'è una rinuncia agli interventi, quindi sono chiusi gli interventi. Chiedo se ci sono iscritti a parlare perché vorrei capire anch'io cosa sta succedendo. Ufficialmente io no ho altri iscritti a parlare quindi posso dichiarare chiusa la discussione.

E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI GIOVANNI (Area Popolare Sarda). Rinuncio.

PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 00 e 44.



Allegati seduta