Seduta n.71 del 25/02/2015 

LXXI SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 33.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 19 febbraio 2015 (68), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Roberto Desini ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 25 febbraio 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2015)" (170/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 170.

Siamo all'esame dell'articolo 4, al quale sono stati presentati venti emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale

1. Ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale n. 11 del 2006, è autorizzato, per l'anno 2015 il ricorso a uno o più mutui o in alternativa a prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo complessivo di euro 700.000.000 a copertura delle spese elencate nella tabella F, allegata alla presente legge, e destinati alla realizzazione di opere e infrastrutture di competenza o di interesse regionale.

2. La contrazione dei mutui di cui al comma 1, è effettuata in erogazioni multiple, di importo non superiore a euro 150.000.000 annui e a un tasso di interesse commisurato a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti, per un periodo di ammortamento della durata massima di trenta anni; il relativo onere annuo è posto a carico dell'UPB S08.01.005 per la quota di ammortamento degli interessi e dell'UPB S08.01.006 per la quota di ammortamento del capitale.

Emendamento soppressivo totale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

L'articolo 4 è soppresso. (90)

Emendamento soppressivo totale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

L'articolo 4 è soppresso. (321)

Emendamento soppressivo totale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

L'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", è soppresso. (491)

Emendamento soppressivo totale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 4

L'articolo 4 è soppresso. (620)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

Il comma 1 dell'articolo 4 è soppresso. (91)

Emendamento soppressivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

Il comma 1 dell'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", è soppresso. (96)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

Il comma 1 dell'articolo 4 è soppresso. (178)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (179)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 4

Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (658)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

Al comma 1 dell'articolo 4 sostituire la cifra "700.000.000" con "1.000.000.000". (361)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

Al comma 1 dell'articolo 4 sostituire la cifra "700.000.000" con "800.000.000". (360)

Emendamento sostitutivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

Il comma 1 dell'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", il periodo " per un importo complessivo di euro 700.000.0000", è sostituito dal periodo "per un importo complessivo di euro 650.000.000". (478)

Emendamento sostitutivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

Il comma 1 dell'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", il periodo " per un importo complessivo di euro 700.000.0000", è sostituito dal periodo "per un importo complessivo di euro 500.000.000". (477)

Emendamento sostitutivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

Il comma 1 dell'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", il periodo " per un importo complessivo di euro 700.000.0000", è sostituito dal periodo "per un importo complessivo di euro 650.000.000". (476)

Emendamento sostitutivo parziale Dedoni - Cossa - Crisponi.

Articolo 4

All'articolo 4 comma 1, le parole "è autorizzato, nell'anno 2015 il ricorso a uno o più mutui o in alternativa a prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti" sono sostituite dalle seguenti "sono autorizzate, qualora ve ne sia la disponibilità finanziaria, spese". (506)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 4

Al comma 2 dell'articolo 4 sostituire la cifra "150.000.000" con "200.000.000". (71)

Emendamento sostitutivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

Il comma 2 dell'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", il periodo " di importo non superiore a euro 150.000.0000 annui", è sostituito dal periodo "di importo non superiore a euro 100.000.000 annui". (480)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 4

Dopo le parole "o di interesse regionale" sono aggiunte le seguenti parole "e ad accompagnare gli strumenti per lo sviluppo territoriale di cui all'articolo 1 comma 1". (307)

Emendamento aggiuntivo Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 4

Al comma 2 dell'articolo 4 "Autorizzazione mutuo per opere di interesse regionale", al periodo "il relativo onere annuo è posto a carico dell'UPB S08.01.005", sia aggiunto "(Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari) ". (479)

Emendamento aggiuntivo Busia - Desini - Agus - Pizzuto - Lai - Daniele Cocco - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca.

Articolo 4

Dopo l'articolo 4 è introdotto il seguente articolo:

articolo 4 bis: Rafforzamento del ruolo della Regione in materia di accertamento e riscossione delle entrate tributarie statali di spettanza regionale e istituzione di un'autonoma Agenzia per l'accertamento e la riscossione delle entrate regionali e locali.

1. La Regione, nel rispetto della propria competenza in materia tributaria secondo quanto disposto dall'articolo 117, comma 2, lettera e) e comma 3 della Costituzione, individua gli strumenti necessari al rafforzamento del ruolo della Regione in materia di accertamento e riscossione delle entrate tributarie di propria spettanza, per garantire il corretto versamento di quanto spettante a titolo di quota di compartecipazione al gettito dei tributi erariali e prevenire il contenzioso con lo Stato.

2. La Giunta regionale individua gli strumenti, anche normativi, previsti dal comma 1, mediante il coinvolgimento degli organi regionali competenti e il dialogo e la collaborazione con lo Stato e l'Agenzia delle Entrate, nel rispetto del principio di leale collaborazione e del principio di sussidiarietà tra i diversi livelli istituzionali.

3. La Giunta regionale informa periodicamente il Consiglio regionale in merito alle misure adottate e trasmette un'apposita relazione alla commissione consiliare competente per materia contenente le informazioni che riguardano lo stato di attuazione della legge, anche con riferimento agli eventuali elementi di criticità emersi, entro un anno dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Sardegna (BURAS) della presente legge.

4. La Giunta regionale, individuati e approvati criteri certi e stabili per il calcolo delle quote di compartecipazione statale di propria spettanza secondo le modalità previste dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 "Statuto speciale per la Sardegna", adotta misure volte a:

a) garantire l'esercizio di poteri di indirizzo in materia di accertamento, d'intesa con l'Agenzia delle entrate, dei tributi spettanti alla Regione;

b) garantire l'esercizio di poteri consultivi e dì controllo nella quantificazione di quanto spettante a titolo di quota di compartecipazione al gettito dei tributi erariali, mediante il raccordo con il Dipartimento delle finanze e i competenti organi statali;

c) garantire la ripartizione delle quote di gettito erariale riscosse mediante accredito diretto sui conti infruttiferi ordinari intestati alla Regione da parte degli agenti di riscossione e delia Struttura di gestione individuata dall'articolo 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 "Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni;

d) garantire un flusso informativo riepilogativo mensile delle operazioni di ripartizione eseguite in favore della Regione e un flusso informativo continuo dei riversamenti eseguiti dagli agenti di riscossione in favore della Regione;

e) riconoscere ulteriori spazi di autonomia della Regione ne IP accertamento e nella riscossione delle quote di compartecipazione al gettito dei tributi erariali riscossi nel territorio regionale, anche attraverso il trasferimento o la delega di funzioni statali riferite alle Agenzie fiscali dello Stato;

f) individuare, nel rispetto della normativa statale, meccanismi idonei a tutelare i debitori in particolare difficoltà economica per evitare il rischio di chiusura di imprese in momentanea situazione di difficoltà economica, anche attraverso il raccordo con il Garante del contribuente, istituito ai sensi dell'articolo 13, legge 27 luglio 2000, n. 212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"',

g) costruire un sistema di accertamento e riscossione di tributi regionali e locali unitario al fine di accelerare processi di semplificazione a armonizzazione, riduzione dei costi di gestione e affiancare gli enti locali nell'attuazione dell'articolo 7, comma 2, lettere gg-ter) e seguenti del D.L. 70/2011, convertito in legge 12 luglio 2011, n. 106 - Semestre Europeo - "Prime disposizioni urgenti per l'economia".

5. Per garantire una maggiore conoscenza delle criticità nei rapporti tra cittadino e amministrazione finanziaria e adottare tempestivamente, nei limiti delle proprie competenze, le misure necessarie, il Presidente della Regione richiede semestralmente al Garante del Contribuente la relazione prevista nell'articolo 13, comma 12, della legge 212/2000 e riferisce alla commissione consiliare competente;

6. La Regione, per favorire la riduzione del contenzioso e una maggiore consapevolezza dei diritti del contribuente promuove, in ambito regionale, la figura del Garante del Contribuente e ne favorisce l'attività, anche mettendo a disposizione propri spazi e risorse umane. (497).)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 361, 360, 71 e 479 sono inammissibili.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti, tranne il numero 307, sul quale il parere è favorevole, e il numero 497, del quale chiedo il ritiro da parte dei presentatori.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), relatrice di minoranza. Presidente, credo che questo mutuo sia, di fatto, una fotografia sbiadita di quelle che sono in realtà le vostre intenzioni nascoste dietro questo metodo keynesiano che, di fatto, deve intervenire nel sistema privato per poter dare sostanzialmente uno slancio al nuovo sviluppo. Per onestà intellettuale dico che non sono assolutamente in linea di principio contro, però credo che il mutuo vada contratto quando non ci sono altre possibilità. Assessore, veramente non vorrei tediarla con questo tema, ma noi avanziamo ancora i nostri soldi da parte dello Stato, quindi prima di indebitarci sarebbe opportuno riaprire il percorso che ha riguardato la partita delle entrate. Se, avuti i nostri soldi, avessimo scelto di inserire nel sistema nuove risorse avrei potuto condividere la scelta, ma così mi sembra un percorso viziato dall'incapacità di avere tutto ciò che è dei sardi, che è nostro. In questo senso non mi sento di poter condividere questa vostra scelta. Per di più le ho fatto notare anche durante la discussione generale che il metodo keynesiano dà i maggiori risultati o inizia a dare risultati nel momento in cui parliamo di una certa disponibilità finanziaria, di un bilancio con risorse consistenti e soprattutto non siamo vincolati, ahinoi, alla mancanza di procedimenti chiari e snelli che consentano di rispettare i tempi di investimento. Qui stiamo parlando di un investimento il cui quantum annuale è di 150 milioni di euro, quindi un investimento corposo; l'indebitamento è intorno ai 700 milioni di euro e di fatto la cifra che state pensando di utilizzare annualmente è pari a 150 milioni di euro.

Dicevo che se dobbiamo andare a fondo sul metodo keynesiano io non credo che in questo momento tale metodo possa dare risultati, proprio per le ragioni che ho appena evidenziato. Anche qui sarebbe stato opportuno, sarebbe stato coerente insistere su quei procedimenti di riforma che veramente vanno verso la sburocratizzazione e l'efficienza della macchina regionale e del nostro sistema in generale, avremmo avuto, allora sì, dei benefici. Ma così sinceramente mi sembra che stiamo un po' mischiando le varie parti e soprattutto non potremo avere, questo è l'altro aspetto, da subito dei risultati consistenti perché, com'è stato per il discorso sull'IRAP, il contrasto alla crisi lo si deve fare adesso e non fra qualche anno. Lo sviluppo lo valuteremo fra qualche anno, ma il contrasto alla crisi è ora, e certamente non contrasteremo la crisi con questo mutuo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questa è la seconda colonna portante di questa manovra finanziaria, è la colonna che certifica la resa della Regione nei confronti dello Stato in relazione ai crediti vantati dalla Regione. E credo che ogni volta che viene menzionato il nome di Keynes in questa colonna portante Keynes si rivolti nella tomba perché sicuramente queste risorse pubbliche, che poi sono residuali, sono importanti in un arco di tempo pluriennale, ma nel corso dell'anno non sono in grado di smuovere l'economia e di provocare le ricadute moltiplicatrici che qualcuno si aspetta. È una resa verso lo Stato che tra le altre cose ci costringe a ricordare il bando a sportello da 70 milioni di euro aspramente criticato dal segretario del PD Renato Soru; un bando a sportello che, come correttamente ha fatto rilevare il segretario del PD, va a premiare le lepri, ovvero i più veloci nel presentare le domande, oppure le volpi, che sono in qualche modo affini alle lepri, quantomeno per l'habitat in cui vivono. È un bando a sportello che non ha consentito di presentare progetti di qualità e che, come ha detto Soru, manca totalmente di equità e solidarietà. Questo bando a sportello aleggia su questi fondi dei mutui o del mutuo per opere pubbliche, e questo ci preoccupa non poco.

Probabilmente sarebbe stato meglio dare queste risorse ai comuni, individuare la strada per inserirle nel fondo unico, consentire ai comuni di decidere la loro sorte, di decidere i loro obiettivi strategici. Questo secondo me è il modo migliore per evitare di relegare i comuni in ambiti residuali e marginali, così come stiamo facendo in vari settori dell'amministrazione, e questo sicuramente non va a favore del decentramento, di una fortificazione e di una corroborazione del sistema delle autonomie locali che tra le altre cose subiranno avranno altri contraccolpi pesanti dalla riforma del sistema delle autonomie locali, che così come è congegnata non funziona e non funzionerà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Penso che questo articolo sia l'articolo peggiore che questa Giunta regionale potesse concepire. E non mi riferisco ai 700 milioni di euro di mutuo, ma all'incarnazione di quello che è l'atteggiamento della Giunta regionale verso un territorio della Sardegna che non è riconosciuto. Al comma 15 sono previsti 22 milioni di euro per le aree di crisi dell'Ogliastra, del Nuorese e del Sassarese; poi c'è il patto per il Sulcis, Cagliari città metropolitana, faremo la provincia del Sud e abbiamo completato la Sardegna, dimenticandoci totalmente della Gallura, come se non esistesse. Questa è una provocazione, una provocazione rispetto alla dignità delle persone. Non si può avere questo atteggiamento soltanto perché in quest'Aula ci sono solo due consiglieri regionali che difendono quel territorio o soltanto perché quella parte di Sardegna rappresenta un bacino elettorale piccolo. Questo atteggiamento è una grande provocazione nei confronti delle persone che risiedono in quella zona di Sardegna che per di più, per chi vi ha vissuto per anni e ha dato un contributo importante a questa Regione, vive di un settore in particolare, che è l'edilizia. E noi cosa facciamo? Cerchiamo di levare anche quello che di buono ha questa Regione non prorogando il piano casa!

Allora cos'è questa, una sfida? Questo articolo è una provocazione anche ai due consiglieri che sono presenti in quest'Aula, questo articolo rappresenta da parte della Giunta regionale un atteggiamento che quel territorio non merita. Allora chiedo non soltanto alla Giunta regionale ma all'intero Consiglio: abbiamo l'opportunità di riequilibrare in quest'Aula una legge finanziaria che è dannosa nei confronti di un territorio della Sardegna? Mettiamoci la mano sulla coscienza e cerchiamo di migliorare questo articolo perché è veramente dannoso nei confronti di un territorio della nostra isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questo articolo è sicuramente emblematico, non so se sia l'articolo più importante della finanziaria, come ha detto qualche collega, ma è sicuramente un articolo emblematico perché un intervento strano viene presentato come intervento anticiclico, addirittura keynesiano, in realtà si tratta dello stanziamento di 150 milioni di euro all'anno per un certo numero di anni, che avrà un impatto oggettivamente modesto, quindi di sicuro non anticiclico rispetto all'economia. Altri interventi che avrebbero potuto realmente incidere sull'economia e avere un impatto ben diverso non vengono attuati.

Viene contratto un mutuo che di per sé non è una cosa scandalosa, un mutuo si può benissimo contrarre se è chiara l'intenzione di agire ed è chiaro l'impatto che avrà, invece c'è una tabella F che viene finanziata con mutuo e che mi pare invece si contraddistingua per la frammentarietà degli interventi. Cioè non si intravede in questo quella strategia keynesiana che forse ci sarebbe dovuta essere e che se correttamente attuata e dal punto di vista quantitativo correttamente impostata avrebbe potuto avere veramente un impatto in termini di ripresa economica, in termini di ripresa dell'occupazione, che è esattamente quello che ci vorrebbe in Sardegna. Qui sono elencati diversi interventi di cui non si intravede la logica, se non quella che diceva il collega Fasolino poco fa, e cioè che probabilmente c'è l'intenzione di dedicare un certo interesse a questa o a quell'altra area della Sardegna non in funzione di particolari bisogni, ma in funzione della particolare protezione che gode all'interno di questo Consiglio regionale, in un quadro di meccanismi per la spendita delle risorse dei lavori pubblici che è quello che conosciamo, sul quale la Regione può intervenire in maniera limitata, perché i meccanismi sono in gran parte quelli delle leggi nazionali, ma comunque rispetto al pezzo sul quale può intervenire la Regione non si interviene. Risultato di tutto questo: 150 milioni di euro all'anno, una capacità di attivare le opere pubbliche oggettivamente complessa, non per colpa di questa Giunta naturalmente, ma per colpa dei meccanismi che vi presiedono, un debito di 700 milioni di euro a carico dei sardi il cui impatto sull'economia generale sarà, temo, molto inferiore a quello auspicato. Quindi anche questo concorre a rafforzare il nostro giudizio negativo su questa legge finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, come hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto, forse l'articolo 4 è davvero il punto dolente di tutta questa finanziaria. Chi oggi siede nella sedia più alta della gestione dell'Assessorato dei lavori pubblici negli anni precedenti ha utilizzato una differente linea politica, che era quella del rigore, del raggiungimento del pareggio di bilancio, comunque di un risparmio nei confronti della Regione, e ha dichiarato che mai si sarebbe dovuto ricorrere alla contrazione di un mutuo. Oggi, in un ruolo completamente diverso rispetto a quello di consigliere regionale, dichiara invece palesemente, con la proposta della Giunta, che per attivare tutte le opere pubbliche, o perlomeno parte delle opere pubbliche necessarie per il rilancio della nostra Sardegna, bisogna ricorrere a un mutuo. Credo che questa sia già la parte più importante del ragionamento su tutta la finanziaria, cioè una palese contraddizione tra gli anni passati e quello che invece stiamo programmando per gli anni futuri. Io non vorrei che questa norma diventasse una trappola economica per tutta la Regione, perché questa contrazione di mutuo sarà chiaramente un impegno che nei prossimi trent'anni porterà la Regione a dover comunque in qualche modo ripianare, quindi restituire il debito che viene contratto con questo mutuo.

L'altro aspetto che mi lascia piuttosto perplesso riguarda, come è stato appena detto, l'elenco individuato all'interno della tabella F, in cui palesemente si individua tutta una serie di interventi che francamente non potranno rilanciare l'economia regionale né dare lustro ai quattro anni di legislatura che rimangono. Tra l'altro una cosa che mi lascia francamente molto perplesso è il fatto che alcune opere che precedentemente erano gestite da altri Assessorati, e quindi erano di loro competenza, vengono invece in questo caso inserite all'interno della gestione dei lavori pubblici. Un esempio lo abbiamo con la realizzazione di opere e impianti del settore agricolo. Stiamo parlando di impianti dei consorzi di bonifica, e stranamente gli impianti e la gestione in questo caso dei consorzi di bonifica passano dall'Assessorato dell'agricoltura all'Assessorato dei lavori pubblici. Non ne capisco la motivazione, mi piacerebbe entrare magari nel merito e sapere da chi della Giunta dovrà rispondere per quale motivo si spostano le risorse, che vengono poi gestite direttamente da altri Assessorati.

Inoltre è evidente che l'elenco della tabella F riflette probabilmente qualche interesse diretto territoriale, nel senso che la tabella proposta dalla Giunta contiene un elenco di opere decisamente inferiore rispetto al totale delle opere che individua la Commissione. Quindi è molto probabile, anzi direi che è una certezza, che per trovare un accordo sulla finanziaria si siano inserite alcune opere la cui realizzazione probabilmente soddisfa alcune parti politiche e dovrebbe risolvere il problema dell'approvazione definitiva della finanziaria. In effetti, l'ultima voce inserita non era praticamente presente nella proposta della Giunta: "Investimenti nelle aree di crisi delle province di Sassari, Nuoro e Ogliastra". Quindi noi oggi abbiamo capito che la Regione Sardegna è composta solo ed esclusivamente dalle province, o ex province, come diventeranno, di Sassari, Nuoro e Ogliastra; le altre province o non esistono o probabilmente non hanno necessità di nessun tipo di intervento. Quella di Oristano, per esempio, probabilmente non ha nessun tipo di necessità, e questo è dovuto al fatto che chi dovrebbe vigilare su questo genere di destinazioni, e quindi di proposte, è impegnato sicuramente in altre faccende e non si rende conto che probabilmente la Provincia di Oristano, ad oggi, non ha nessun riferimento diretto di difesa politica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ovviamente le giustificazioni addotte per la contrazione del mutuo soddisfano tutti gli esperti di economia, perché il costo del denaro in questo momento è assolutamente il più basso della storia degli ultimi anni. Tra l'altro questo, a futura memoria, è l'ultimo anno in cui le Regioni, in particolare la Sardegna, potranno contrarre un mutuo, per cui da qui ripartiamo con questo tesoro per poi iniziare a scrivere un grande futuro delle opere pubbliche, delle infrastrutture della nostra regione. Questo mutuo di 700 milioni di euro, distribuito in quattro o cinque anni, vedremo, 40 milioni dei quali per la prima annualità, ovvero per quest'anno, per le opere degli enti locali, ci richiama direttamente alla tabella F, che già i miei colleghi hanno richiamato, ma la cosa ancor più strana di questa tabella non sono tanto la polverizzazione degli interventi previsti nella prima pagina, ma i 454 milioni di euro che si sono voluti sottrarre alle indicazioni della Commissione bilancio, in sede di redazione di questo documento finanziario. Si è voluto evitare che il Consiglio regionale potesse da subito opzionare le risorse, programmarle, dire come avrebbe speso queste risorse dei sardi. Ecco, noi pensiamo che lasciare 454 milioni di euro appesi in questo fondo… Ovviamente qualcuno potrà obiettare che ieri abbiamo approvato il PSR, è lì il programma della Sardegna e quindi lì dentro allocheremo queste risorse. Noi pensiamo però che questo Consiglio debba avere un ruolo più forte nella programmazione delle risorse; non è sufficiente l'impegno di ciascuno di noi per canalizzare le risorse in progetti importanti per tutti i territori della Sardegna, ma sarebbe importante che ci fosse maggiore sinergia tra il potere esecutivo e quello legislativo di questa Regione al fine di programmare al meglio quelle stesse risorse. Non sta solamente sui banchi del Governo ovviamente la potestà e la responsabilità della spesa di queste risorse, per questo, secondo me, necessita una maggiore sinergia.

L'esempio dei 22 milioni di euro per le aree di crisi delle province di Ogliastra, Sassari e Nuoro è un buon esempio, come pure il modello del Piano Sulcis, per quello avremmo potuto dire qualcosa già da ora, per esempio per la Gallura e la provincia di Oristano, invece il Governo regionale ci ha già detto no, dobbiamo tenere ferme per adesso le proposte, non possiamo programmare interventi su questi 454 milioni di euro, lo vedremo dopo.

L'articolo 5 che vedremo fra poco ancora non si capisce bene cosa sia, perché veramente è diventato di impossibile lettura. Questa è una sfida lanciata a tutti i colleghi del Consiglio sulla capacità di capire esattamente cosa c'è scritto in quella norma perché lì ci sono le modalità con cui dovrebbero essere poi investiti questi 700 milioni di euro. Credo che ci sia da rimettere ordine in questo settore, in particolare c'è da dare ruolo al Consiglio, c'è da dare il ruolo che merita, soprattutto negli indirizzi della spesa di queste ingenti risorse finanziarie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Questo articolo della finanziaria effettivamente è molto importante perché, senza scomodare Keynes, io direi, anche per evitare che il collega Tunis mi riprenda per le mie difese - magari può ragionare sulla qualità ma non certo sulle difese d'ufficio, perché per scelta professionale non le ho mai accettate - che più che metodo keynesiano questo è il metodo de unu bonu pastore, di un buon pastore, che nel momento in cui ci sono le condizioni per recuperare risorse importanti cerca di programmare le iniziative. E qui si tratta di iniziative importanti e utilissime per il nostro territorio e tutta la nostra comunità. Le critiche che ho sentito poc'anzi dai banchi dell'opposizione, relative al fatto che le iniziative sarebbero limitate ad alcune aree geografiche - poi risponderò nel dettaglio sulle aree di crisi di Nuoro - sono un autogol. Qui sono previste delle iniziative di carattere generale, come le opere per il piano di assetto idrogeologico, costruzione e recupero dell'edilizia abitativa, cioè quel Piano casa che voi avete fatto da un altro punto di vista noi lo stiamo costruendo sulla realtà delle cose per dare respiro a un settore importante.

Durante il precedente mandato amministrativo, prima che arrivasse l'onorevole Cappellacci e risolvesse tutti problemi della Sardegna, è stato programmato un Piano casa vero e proprio che era quello del canone moderato, canone sociale, che ha dato risposte sul territorio con un'edilizia abitativa reale, già assegnata ai beneficiari. Questo è lo spirito del mutuo, fare iniziative concrete.

Si dice poi che "non diamo niente alla Gallura", "la Gallura è abbandonata", "un'offesa alla Gallura e ai suoi due consiglieri regionali". Questi due consiglieri regionali sono gli eroi di questo mandato amministrativo: qualsiasi cosa succeda, per ogni migliaio di euro che riusciremo a spostare sulle montagne della Barbagia i due consiglieri della Gallura potranno dire che sono riusciti a programmare il più grande investimento dei prossimi cinque anni, perché il San Raffaele questo è e nessuno di noi ha fatto ragionamenti ipocriti e campanilistici del tipo "non vogliamo il San Raffaele perché rischiamo di perdere posti letto a Nuoro". Nessuno ha fatto questo ragionamento, perché ragioniamo, appunto, con l'idea che dobbiamo essere un comparto unico e dobbiamo costruire il sistema Regione. Peraltro sul rischio del dissesto idrogeologico dove dobbiamo lavorare? In paesi che non hanno problemi di assetto idrogeologico oppure laddove questi problemi si sono manifestati? Quella programmazione non è in mano all'assessore Maninchedda, come voi avete detto; ve lo dico io, non è in mano a una singola persona. L'Assessore farà la sua proposta, arriverà in Aula e in Aula e nelle Commissioni discuteremo della programmazione di questi interventi, ognuno di noi ragionerà su questo. Queste sono paure che non stanno né in cielo né in terra!

Parliamo della piccola cosa di Nuoro e dell'Ogliastra: sì, l'abbiamo costruita territorialmente ed è stata costruita territorialmente su pressione di tutte le parti sociali e degli enti locali, che sono in netta difficoltà e testimoniano che quel territorio è abbandonato. Il centro Sardegna è abbandonato, non c'è più un'idea di sviluppo per il centro Sardegna e noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto la marchetta di Efisio Arbau, di Roberto Deriu, di Daniela Forma e di Emilio Usula? No, ci siamo seduti, abbiamo lavorato con tutti i colleghi, di destra e di sinistra, e abbiamo costruito un primo strumento non perché ad Arbau faccia comodo avere l'area di crisi a Ottana, ma secondo le indicazioni del MISE. Sono state individuate queste tre aree, si farà l'istruttoria per ottenere l'area di crisi e abbiamo giustamente, come vi dicevo, da buon padre di famiglia, detto allo Stato: ti stiamo chiedendo le aree di crisi ma stiamo mettendo le risorse, perché noi crediamo che quelle aree di crisi possano riuscire ad ottenere dei risultati importanti. L'abbiamo fatto in modo chiaro e lineare, gli altri territori si mettano a correre perché innoi su problema est sa mandronia sticchìa chi b'este, Bisogna lavorare! Lavoriamo tutti seriamente e poi portiamo i risultati, confrontiamoci in campo aperto. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io una volta tanto mi dichiaro d'accordo con il Segretario regionale del Partito Democratico, l'onorevole Renato Soru, nel dettare la linea politica a questa maggioranza e a questa Giunta, per la verità, mi correggo, la linea politica l'ha dettata un Assessore intelligente, che siede nei banchi di questa Giunta, che è l'onorevole Paolo Maninchedda, è risaputo, perché quello che riporta la tabella F certifica che il vero detentore, l'azionista, chi detta la linea politica e ha l'intelligenza di guidare questa fase del governo della Regione è appunto l'Assessore dei lavori pubblici e, nello specifico, l'onorevole Paolo Maninchedda.

Onorevole Maninchedda, complimenti! Non è vero che c'è un uomo solo al comando, chi l'ha detto? Io dissento. Non è l'onorevole Paci, che fa il suo lavoro da esperto economista, tenta di mettere su un bilancio e una legge finanziaria con fatica, ma altri, e lo sapete bene colleghi del centrosinistra, che vi detta la linea! Però, dicevo, con l'onorevole Soru concordo su un aspetto. L'onorevole Soru, a dir la verità, vi bacchetta; l'onorevole Soru bacchetta questa Giunta regionale e anche la sua maggioranza ogni tanto, se è vero com'è vero che proprio sul mutuo da 700 milioni di euro nel corso dei lavori di una vostra direzione ha detto testualmente: "È facile indebitarsi, è più difficile restituire quei soldi". Lo ha detto con l'intelligenza che contraddistingue quest'uomo dell'alta finanza, della comunicazione, che sa cosa significa l'esposizione, l'indebitamento. Chi si intende di bilanci sa che è facile indebitarsi. Voi avete utilizzato uno strumento con molta faciloneria, assessore Paci, ha ragione l'onorevole eurodeputato Renato Soru, perché poi i debiti bisogna restituirli.

In una situazione di nuova visione del bilancio, del pareggio di bilancio che bisogna conseguire, io le pongo intanto una domanda: posto che non si tratta di opere straordinarie una tantum, come restituirete e come pensate di attingere altri 700 milioni di euro nella prossima e nelle prossime finanziarie? Perché o sono opere una tantum, e allora ce le dovete spiegare, o sono opere che devono avere uno sviluppo pluriennale, e allora occorreranno ulteriori risorse perché queste opere possano essere adeguatamente finanziate. Ma la cosa davvero contraddice quello che avete sempre predicato, ovvero "no all'indebitamento" perché significa gravare soprattutto sulle future generazioni, perché bisogna intervenire con la leva della fiscalità, dell'aggravio della fiscalità, per restituire i debiti, visto che tagli non ce ne sono, tagli non ne avete fatti, tagli non se ne intravedono all'orizzonte. Allora ecco perché ci può stare anche l'indebitamento, ma se è finalizzato. Se fosse stato finalizzato a coprire l'IRAP avrebbe avuto un senso; avrebbe avuto un senso se per avviare un'iniziativa straordinaria come quella del San Raffaele, che avete strombazzato ai quattro venti e per la quale invece, come ci ha detto l'Assessore della sanità, per il 2015 non è stanziata una lira perché non ce n'è bisogno, perché significa che non parte, perché significa che quello che doveva essere fatto entro il 1° marzo del 2015 si vedrà in altre calende, ma quelle greche di storica memoria.

Allora, vedete, riguardo a questo indebitamento nella tabella F non vediamo rispettato né il criterio dell'equità né il criterio del metodo. Perché non avete fatto l'azione coraggiosa di rimettere nel fondo unico quelle le risorse, ma avete instaurato un centralismo davvero pernicioso, un centralismo per cui tutto è demandato a una regia e sono esautorati i comuni e tutti gli enti locali?

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Spero di non deludere nessuno se intervengo io, ma poi ci sarà l'opportunità di un intervento dell'onorevole Maninchedda. Quindi, onorevole Pittalis, si deve accontentare della mia replica sull'articolo 4.

Ho sentito vari pezzi di intervento sul bando multilinea, sui territori, sulla Gallura; stiamo parlando del mutuo, quindi lasciamo perdere le altre questioni, ci sarà modo di intervenire e di rispondere. Parliamo del mutuo, parliamo di una politica importante, giustamente si diceva che è uno dei fatti caratterizzanti di questa manovra. Probabilmente non siamo stati in grado di spiegarlo nel modo dovuto, proverò, da tecnico, a spiegarlo un'altra volta. In una situazione di crisi economica si cerca di far ripartire l'economia. L'economia, ovviamente, sono le imprese. In una situazione di crisi le imprese non hanno gli strumenti, non hanno la liquidità per partire. Che cosa fa l'operatore pubblico? Cerca di intervenire direttamente. Come lo può fare? Lo può fare con la spesa corrente, ma qualcuno ci insegna che la cosa migliore è farlo attraverso investimenti, perché con gli investimenti riusciamo anche a costruire quel capitale territoriale, a ridurre il gap infrastrutturale che, tutti sappiamo, caratterizza la nostra Regione. Quindi fin qui ci siamo e spero che siamo tutti d'accordo: ben vengano gli investimenti.

Secondo punto: come li finanziamo? Certo se avessimo avuto 700 milioni di euro disponibili per investimenti li avremmo potuti utilizzare, ma non li abbiamo, sappiamo di non averli, ma c'è la vertenza entrate. Beh, se c'è qualcuno che ha fatto qualcosa sulla vertenza entrate, nel senso di essere riusciti finalmente ad avere una prima parte di quello che ci dovevano, siamo stati noi. Voi ci avete provato in tanti anni, avete, per carità, mandato avanti la vertenza e nessuno lo nega, però, certo non per vostra incapacità, ma sempre per la malevolenza del Governo italiano, sinora non c'eravate riusciti. E con quella partita noi siamo riusciti ad avere 300 milioni di euro. Li possiamo usare per pagare gli investimenti? No, sono a copertura dei residui passivi, perché sono già tutti iscritti a bilancio, come ovviamente ben sapete, quindi li possiamo utilizzare unicamente per coprire i residui passivi. Allora, come finanziamo gli investimenti? Bene, si dà il caso che in questo momento i tassi d'interesse siano bassissimi, tutti sappiamo che sono quasi vicini allo zero, che c'è un'enorme liquidità disponibile, e allora ci conviene o non ci conviene? Io direi che ci conviene, perché contemporaneamente, altro pezzo della storia per chi la vuole capire, stiamo riducendo il nostro debito pubblico, perché abbiamo risolto anche un altro pezzo della vertenza sulle riserve erariali, tassa di scopo che verrà utilizzata per abbattere il debito pubblico della Regione Sardegna e degli enti locali. Quindi noi ogni anno, per i prossimi cinque anni, mettiamo 200 milioni di euro per abbattere il debito pubblico della Regione. Debito pubblico che storicamente ha degli alti tassi di interesse, perché è stato contratto in periodi di alto tasso di interesse. Allora qual è il risultato di queste cose combinate? Riduciamo il debito pubblico e riduciamo la rata che annualmente la Regione Sardegna deve pagare. Perché il mutuo funziona e questi 700 milioni di euro non è che li prendiamo tutti e 700 immediatamente. Non funzionano così le cose, abbiamo un tiraggio, per i prossimi otto anni avremo un tiraggio che non può superare i 150 milioni l'anno, perché tecnicamente non serve, perché non si spendono per infrastrutture più di 150 milioni all'anno, in quanto sono opere che chiaramente vanno realizzate man mano, quindi avremo una rata di indebitamento che nel primo anno ci costerà al massimo 5 milioni di euro, contemporaneamente - sono dati di bilancio disponibili a tutti e chi l'ha letto lo può comprendere - complessivamente quest'anno abbattiamo la nostra rata del mutuo di 40 milioni di euro. Allora non ci stiamo indebitando, stiamo riducendo il nostro indebitamento, stiamo riducendo la rata, stiamo facendo ripartire l'economia, stiamo dotando la Sardegna di infrastrutture.

Quali sono queste infrastrutture? Nella tabella F quelle che vedete elencate sono infrastrutture già iniziate che anziché far gravare sui fondi regionali abbiamo spostato sul mutuo, in modo tale da liberare maggiori risorse sul bilancio. Dopodiché ci sono le due grandi partite che valgono complessivamente 500 milioni di euro, 454 più 40, che sono tutte da programmare, alcune delle quali con i comuni. Saranno programmate attraverso una delibera di Giunta che sarà fatta nelle prossime settimane, che poi arriverà Consiglio, quindi sarà il Consiglio a esaminarla esprimendo il proprio parere.

A me sembra un esempio di buona amministrazione, poi ho capito che è difficile convincere chi ha preclusioni, chi parte da opinioni diverse, però questa è la realtà dei fatti: abbattiamo il debito pubblico, abbattiamo la rata del debito e diamo finalmente l'opportunità ai nostri territori di avere nuove infrastrutture.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 90, 321, 491 e 620, di identico contenuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 90, 321, 491 e 620, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cappellacci, Dedoni, Fenu, Peru e Tocco hanno votato a favore e che i consiglieri Cherchi Augusto e Sale hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 24

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 91, 96 e 178, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 24

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 179 e 658, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 24

Contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 478.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere OPPI ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 477.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Crisponi ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 476.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Tatti ha votato a favore e la consigliera Rossella Pinna ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 506.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Ci sono dei problemi tecnici nel sistema di votazione, vediamo di risolverli velocemente, ma se c'è una rinuncia alla richiesta di votazione nominale, possiamo procedere tranquillamente.

Chiedo quindi ai richiedenti se possiamo procedere votando per alzata di mano, intanto che il problema viene risolto.

PITTALIS PIETRO (FI). Su un emendamento in particolare è necessaria la votazione nominale.

PRESIDENTE. Bene, allora andiamo avanti per alzata di mano e se c'è poi l'esigenza di votazione nominale su un emendamento in particolare lo sospenderemo, sperando che il problema tecnico venga nel frattempo risolto prima.

Metto in votazione l'emendamento numero 480. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 307. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Però stiamo attenti, perché io avevo chiesto di intervenire su questo emendamento.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ha ragione, era iscritta e non me ne sono accorto.

Metto in votazione l'emendamento…

(Interruzione del consigliere Oppi).

Riprendiamo con la votazione nominale, speriamo si sia risolto il problema. Sull'emendamento numero 497 c'è un invito al ritiro da parte della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico Sardegna). Anche in questo caso c'è la disponibilità al ritiro, assessore Paci. Lei sa, perché nel corso delle nostre interlocuzioni ne abbiamo parlato lungamente, che questa questione per noi è di fondamentale importanza, perché è la naturale conclusione o il naturale passaggio che porta a una conclusione della vertenza entrate.

Nei sei articoli che compongono quello che è oggi un emendamento, ma che è già una proposta di legge, abbiamo spiegato la necessità che si attivi un'agenzia regionale delle entrate, che serve non soltanto nell'attività di riscossione delle imposte, inizialmente soltanto le imposte locali e poi tutte le imposte raccolte e percette in Sardegna, ma in generale l'attività di accertamento delle stesse. La questione principale in relazione alla vertenza entrate, è ben noto, è proprio il conflitto che è sorto con lo Stato e che nella precedente legislatura non soltanto non è stato risolto, ma non è stato neanche affrontato con la serietà dovuta per quanto riguarda le compartecipazioni e la quantificazione di ciò che alla Sardegna spetta. Fino a che lasceremo fare i calcoli a Roma, alla Ragioneria generale dello Stato, senza che ci sia da parte nostra una partecipazione e una presenza nei luoghi dove questi calcoli vengono fatti, secondo me la vertenza entrate non si potrà concludere. Ecco perché riteniamo che questo sia fondamentale.

È una proposta che prevede una gradualità nell'attivazione di questa agenzia, gradualità che consentirebbe un'organizzazione più pregnante da svolgersi nel tempo. Pertanto io ritiro l'emendamento, c'è disponibilità da parte nostra, prego però l'Assessore e la Giunta di farsi carico di questo, ricordando che c'è la nostra proposta di legge e chiedendo che anche da parte della Giunta la nostra proposta possa essere rafforzata magari con un disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, l'argomento è di tale importanza che l'emendamento lo facciamo nostro e chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 497 è fatto proprio dall'onorevole Pittalis. C'è una richiesta di ritiro, non c'è nessun parere contrario, è corretta la possibilità di fare proprio l'emendamento, sul quale l'on Pittalis ha chiesto il voto segreto. Procediamo quindi con il voto segreto su questo emendamento, dopo una breve sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 34 è ripresa alle ore 11 e 35.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 497.

(Segue la votazione)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Fasolino - Fenu - Floris - Forma - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Oppi - Orrù - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 57

maggioranza 29

favorevoli 8

contrari 48

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5, al quale sono stati presentati numerosi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:

Art. 5

Disposizioni in materia di opere pubbliche

1. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge approva un disegno di legge di riforma dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA) che preveda oltre al riordino delle funzioni regionali in materia di edilizia residenziale pubblica, anche funzioni di attuazione ed, eventualmente, gestione di opere pubbliche attribuite alla competenza regionale.

2. Per il finanziamento della progettazione e per la realizzazione delle opere di competenza dotate del requisito di immediata appaltabilità degli enti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere a) e b) della legge regionale 7 agosto 2007, n. 5 (Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo dell'appalto), è autorizzata, per l'anno 2015, l'istituzione di un fondo con una dotazione di euro 40.000.000. Con deliberazione della Giunta regionale, sentite la competente Commissione consiliare e la Conferenza permanente Regione - enti locali, sono stabiliti i criteri da adottare per la ripartizione del fondo, le modalità del suo funzionamento, l'accesso ai finanziamenti, nonché le modalità di erogazione e i tempi di rimborso dei medesimi, senza applicazione di interessi a carico degli enti beneficiari (UPB S07.10.005).

3. In considerazione del richiesto requisito di appaltabilità delle opere finanziate, gli enti assumono le relative obbligazioni giuridiche vincolanti (OGV) entro un anno dall'attribuzione del finanziamento. La mancata assunzione dell'OGV nei tempi previsti determina il definanziamento e il recupero al fondo delle risorse attribuite per la realizzazione dell'opera, nonché l'esclusione dall'accesso ai finanziamenti del fondo per il successivo biennio.

4. Gli interventi finanziati annualmente dal fondo costituiscono il programma annuale di spesa delle opere pubbliche di competenza degli enti di cui all'articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 5 del 2007, fatti salvi gli eventuali programmi stralcio di settore di cui al medesimo articolo.

5. Per gli interventi che accedono ai finanziamenti del fondo e per quelli inseriti in programmi stralcio di settore di cui all'articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 5 del 2007, gli enti attuatori documentano il fabbisogno di cassa mediante apposito cronoprogramma procedurale e finanziario, secondo modalità stabilite con deliberazione della Giunta regionale. Con la medesima deliberazione sono definite le modalità e le scadenze per le comunicazioni annuali da parte degli enti, anche secondo procedure informatizzate, delle spese sino al momento sostenute e della conferma o aggiornamento del cronoprogramma di spesa per gli anni successivi. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, è conseguentemente sospesa l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 16 e 17 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5 del 2007.

6. All'erogazione dei finanziamenti si provvede nei limiti del fabbisogno di cassa annuale documentato dal cronoprogramma finanziario di spesa di cui al comma 5.

7. Per gli interventi di competenza degli enti e della Regione, in corso di esecuzione da parte dei soggetti attuatori diversi dalla Regione, la cui procedura di attuazione ha avuto avvio sulla base di atti di programmazione già assunti, gli enti attuatori trasmettono, secondo tempi e modalità stabilite dalla Giunta regionale, il cronoprogramma di cui al comma 5. Per tali interventi i trasferimenti finanziari hanno luogo, con le modalità indicate ai commi 5 e 6, a decorrere dall'anno 2016. Sono conseguentemente abrogate, dal 1° gennaio del medesimo anno, le disposizioni di cui ai commi 16 e 17 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5 del 2007.

8. È disposto il disimpegno dei residui presenti in bilancio e la cancellazione di quelli in perenzione amministrativa e la relativa obbligazione è estinta quando sussistono tutte le seguenti condizioni:

a) sono relativi a impegni assunti negli esercizi 2008 e precedenti e sono stati assunti a favore degli enti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere a) e b) della legge regionale n. 5 del 2007, per la realizzazione di opere di loro competenza;

b) è già stata assunta l'obbligazione giuridicamente vincolante da parte degli enti ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 10 agosto 2010, n. 14 (Misure di adeguamento del bilancio 2010 e modifiche e integrazioni alla legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23)), e successive modifiche ed integrazioni;

c) nel periodo compreso tra i trecentosessanta giorni precedenti e i novanta giorni successivi all'entrata in vigore della presente legge, non sono pervenute da parte degli enti beneficiari richieste di pagamento secondo le modalità stabilite negli atti di finanziamento.

9. I relativi finanziamenti sono revocati ope legis e gli enti beneficiari decadono dal diritto agli ulteriori pagamenti, senza obbligo di restituzione di quanto già ricevuto. Il disimpegno e la cancellazione dei residui relativi a impegni pluriennali è esteso alle ulteriori quote del medesimo impegno ancorché imputato su esercizi successivi al 2008.

10. Sono fatti salvi dal definanziamento gli impegni:

a) per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico;

b) la cui mancata richiesta di pagamento sia imputabile a controversie determinanti una sospensione dei lavori, insorte in relazione alla realizzazione dell'opera o alle espropriazioni, se certificato e comunicato dall'ente beneficiario entro novanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge.

11. Un terzo delle risorse finanziarie rivenienti dal definanziamento è riversato alle entrate del bilancio regionale per essere destinato al rifinanziamento degli interventi per i quali sia confermato, con deliberazione della Giunta regionale, l'interesse pubblico alla loro realizzazione.

12. A valere sull'UPB S07.10.005, una quota pari a euro 454.761.000 così come individuata nella tabella F allegata alla presente legge, è finalizzata a finanziare il piano regionale delle infrastrutture, così come individuato nel programma regionale di sviluppo, nell'ambito dei settori della viabilità e delle infrastrutture portuali, idrico multisettoriale, irriguo, idrico integrato e per la viabilità, edilizia scolastica, difesa del suolo e assetto idrogeologico. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici, acquisito il parere della competente Commissione consiliare da rendere entro il termine di venti giorni, oltre il quale si intende tacitamente acquisito, individua le priorità degli interventi da realizzare, i responsabili dell'attuazione e i soggetti attuatori. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede alle conseguenti variazioni di bilancio.

13. Alla fine del comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016), è inserita la seguente frase: ", fatte salve le somme relative alle obbligazioni assunte per gli oneri progettuali".

14. Le disposizioni dell'articolo 33, comma 3 bis, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), e successive modifiche ed integrazioni, si applicano alle gare indette successivamente alla data del 1° luglio 2015.

15. È autorizzata per l'anno 2015 la spesa complessiva di euro 22.000.000 destinata al finanziamento di opere infrastrutturali nelle aree di crisi delle Province di Sassari, Nuoro e Ogliastra. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria (UPB S07.10.005).

16. Per la realizzazione di interventi di edilizia universitaria è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 14.680.000. Il relativo programma di interventi è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente per materia (UPB S02.01.010).

17. Il termine di cui all'articolo 3, comma 33, della legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 (legge finanziaria 2012), così come modificato dall'articolo 2, comma 5, della legge regionale 2 agosto 2013, n. 19 (Norme urgenti in materia di usi civici, di pianificazione urbanistica, di beni paesaggistici e di impianti eolici), è definitivamente rettificato al 31 dicembre 2014.

Emendamento soppressivo totale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

L'articolo 5 è soppresso. (322)

Emendamento soppressivo totale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 5

L'articolo 5 "Disposizioni in materia di opere pubbliche", è soppresso. (494)

Emendamento soppressivo totale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

L'articolo 5 è soppresso. (621)

Emendamento sostitutivo totale Carta - Christian Solinas - Orrù.

Articolo 5

All'Articolo 5 - Disposizioni in materia di opere pubbliche

La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un apposito disegno di legge di coordinamento, al fine di armonizzare il nuovo sistema di contabilità introdotto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e recepito nell'accordo del 21 luglio 2014, firmato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze e dal Presidente della Regione, con la disciplina in materia di lavori pubblici. (40)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 1 dell'articolo 5 è soppresso. (92)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 1 dell'articolo 5 è soppresso. (180)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 1 dell'articolo 5 è soppresso. (660)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (181)

Emendamento soppressivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 5

Il comma 2 dell'articolo 5 "Disposizioni in materia di opere pubbliche" è soppresso. (493)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (661)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 3 dell'articolo 5 è soppresso. (182)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 3 dell'articolo 5 è soppresso. (842)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Le parole da "nonché l'esclusione" a "fondo per il successivo biennio" sono soppresse. (591)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 4 dell'articolo 5 è soppresso. (184)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale.

Articolo 5

Il comma 4 è soppresso. (592)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 4 dell'articolo 5 è soppresso. (843)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 5 dell'articolo 5 è soppresso. (185)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Il comma 5 è soppresso. (593)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 5 dell'articolo 5 è soppresso. (713)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 6 dell'articolo 5 è soppresso. (186)

Emendamento soppressivo totale Giunta regionale.

Articolo 5

Il comma 6 è soppresso. (594)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 6 dell'articolo 5 è soppresso. (715)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 7 dell'articolo 5 è soppresso. (187)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 7 dell'articolo 5 è soppresso. (717)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 8 dell'articolo 5 è soppresso. (188)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 8 dell'articolo 5 è soppresso. (722)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

La lettera a) del comma 8 dell'articolo 5 è soppressa. (190)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

La lettera a) comma 8 dell'articolo 5 è soppressa. (667)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

La lettera b) del comma 8 dell'articolo 5 è soppressa. (191)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

La lettera b) comma 8 dell'articolo 5 è soppressa. (668)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

La lettera c) del comma 8 dell'articolo 5 è soppressa. (192)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

La lettera c) comma 8 dell'articolo 5 è soppressa. (635)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 9 dell'articolo 5 è soppresso. (189)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 9 dell'articolo 5 è soppresso. (724)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

...

Il comma 10 dell'articolo 5 è soppresso. (194)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 10 dell'articolo 5 è soppresso. (727)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

La lettera a) del comma 10 dell'articolo 5 è soppressa. (196)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

La lettera a) comma 10 dell'articolo 5 è soppressa. (611)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

La lettera b) dell'articolo 5 comma 10 è soppressa. (197)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

La lettera b) comma 10 dell'articolo 5 è soppressa. (610)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 11 dell'articolo 5 è soppresso. (195)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 11 dell'articolo 5 è soppresso. (201)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 11 dell'articolo 5 è soppresso. (729)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 12 dell'articolo 5 è soppresso. (198)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 12 dell'articolo 5 è soppresso. (730)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 13 dell'articolo 5 è soppresso. (199)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 13 dell'articolo 5 è soppresso. (731)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 14 dell'articolo 5 è soppresso. (200)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 14 dell'articolo 5 è soppresso. (732)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 15 dell'articolo 5 è soppresso. (202)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 15 dell'articolo 5 è soppresso. (692)

Emendamento Soppressivo Parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 16 dell'articolo 5 è soppresso. (203)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 16 dell'articolo 5 è soppresso. (693)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 17 dell'articolo 5 è soppresso. (205)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis.

Articolo 5

Il comma 17 dell'articolo 5 è soppresso. (694)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il periodo del comma 1 dell'articolo 5 successivo alle parole "per l'edilizia abitativa (AREA)" è cosi sostituito:

"che preveda oltre al riordino delle funzioni regionali in materia di edilizia residenziale pubblica anche funzioni di studio, progettazione ed attuazione di opere pubbliche di competenza regionale, in relazione alla loro complessità, alle competenze tecniche e alla strumentazione necessaria." (249)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 2 dell'articolo 5 la cifra "40.000.000" è sostituita con la cifra "50.000.000". (247)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 2 dell'articolo 5 la cifra "40.000.000" è sostituita con la cifra "30.000.000". (248)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 2 dell'articolo 5 le parole "sentite la competente Commissione consiliare" sono sostituite con le parole "sentite le competenti Commissioni consiliari". (250)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale.

Articolo 5

Il primo periodo è così sostituito:

"Per il finanziamento della progettazione e/o della realizzazione delle opere di competenza degli enti locali è autorizzata, per l'anno 2015, l'istituzione di un fondo con una dotazione di euro 40.000.000. (358)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Articolo 5, comma 2

Le parole:

"degli enti di cui all'articolo 3, comma 2, lettere a) e b) della legge regionale 7 agosto 2007, n. 5 (Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria m 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo dell'appalto)" sono sostituite dalle parole "degli enti locali". (590)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Il comma 3 dell'articolo 5 è cosi sostituito:

"In considerazione del richiesto requisito di appaltabilità delle opere finanziate, gli enti assumono le relative obbligazioni giuridiche vincolanti (OGV) entro un anno dall'attribuzione del finanziamento. La mancata assunzione dell'OGV nei tempi previsti determina il definanziamento e il recupero al fondo delle risorse attribuite per la realizzazione dell'opera". (86)

Emendamento sostitutivo parziale Dedoni - Cossa - Crisponi.

Articolo 5

All'articolo 5 comma 3, le parole "dall'attribuzione" sono sostituite dalle parole "dalla prima erogazione del finanziamento disposta ai sensi del comma 6". (508)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale.

Articolo 5

Articolo 5, comma 7

Le parole "secondo tempi e modalità stabilite dalla Giunta Regionale" sono sostituite con le parole "secondo tempi e modalità stabilite con deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 2". (383)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale.

Articolo 5

Articolo 5, comma 7

Le parole da "trasmettono" a "legge regionale n. 5 del 2007" sono sostituite dalle seguenti:

"documentano il fabbisogno di cassa mediante un apposito cronoprogramma procedurale e finanziario, secondo modalità stabilite con deliberazione della Giunta regionale. Con la medesima deliberazione sono definite le modalità e le scadenze per le comunicazioni annuali da parte degli enti, anche secondo procedure informatizzate, delle spese sino al momento sostenute e della conferma o aggiornamento del cronoprogramma per gli anni successivi. A decorrere dal 1 gennaio 2016 sono abrogate le disposizioni di cui ai commi 16 e 17 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5 del 2007". (595)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 12 la cifra "454.761.000" è sostituita con la cifra "494.761.000". (449)

Emendamento sostitutivo parziale Meloni - Tendas - Collu - Comandini - Deriu.

Articolo 5

Al comma 12 l'importo di euro "454.761.000" è sostituito dall'importo di euro "404.761.000". (20)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 12 il periodo "acquisito il parere della competente Commissione consiliare da rendere entro il termine di venti giorni" è sostituito con il periodo "acquisito il parere della competenti Commissioni consiliari da rendere entro il termine di venti giorni". (448)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 15 la cifra "22.000.000" è sostituita con la cifra "30.000.000". (447)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 16 la cifra "14.680.000" è sostituita con la cifra "20.000.000". (446)

Emendamento aggiuntivo Carta - Christian Solinas - Orrù.

Articolo 5

All' Articolo 5 - Disposizioni in materia di opere pubbliche

Al comma 1 sono aggiunte., infine le seguenti parole:

"Nei limiti della dotazione prevista in pianta organica e delle professionalità esistenti alla data del 31.12.2014 e, senza che ciò comporti maggiori oneri di spesa di personale o incarichi a professionisti e mediatori esterni, anche in convenzione, a carico del Bilancio dell'Ente." (36)

Emendamento aggiuntivo Rubiu - Oppi - Tatti - Giuseppino Pinna.

Articolo 5

Al comma 2 dell'articolo 5 "Disposizioni in materia di opere pubbliche", al periodo "degli enti beneficiari (UPB S07.10.005), sia aggiunto "UPB S07.10.005 Opere di interesse regionale e locale). (492)

Emendamento aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi.

Articolo 5

All'articolo 5 comma 2, dopo le parole "a carico degli enti beneficiari" sono aggiunte le parole "; una quota non inferiore ad un terzo è destinata a programmi di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici pubblici". (507)

Emendamento aggiuntivo Daniele Cocco - Pittalis - Alessandra Zedda.

Articolo 5

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis. A valere sulle risorse di cui all'articolo 5, comma 2, della presente legge sono finanziati i Programmi Integrati d'Area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 - PIA NU07 e PIA SS 13-14 di cui alla Delibera della Giunta regionale n. 6/15 del 14 febbraio 2014. (779)

Emendamento all'emendamento numero 779 sostitutivo totale Daniele Cocco - Pittalis - Alessandra Zedda.

Articolo 5

L'emendamento 779 è sostituito dal seguente:

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

"2 bis. A valere sulle risorse comunitarie, nazionali e regionali, sono definiti in via prioritaria, attraverso il confronto con gli enti locali, gli interventi relativi ai PIA (Piani Integrati d'Area, legge regionale n. 14 del 1996) gli accordi di programma deliberati, sottoscritti ci non sono seguiti i provvedimenti di delega o convenzione, nonché i progetti di sviluppo locale di cui sono stati avviati solo gli interventi a sostegno delle imprese". (862)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Nel secondo periodo, dopo le parole "Con la medesima deliberazione'' sono aggiunte le seguenti parole "di cui al comma 2". (296)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Dopo il comma 7 è inserito il seguente:

7 bis. Il finanziamento previsto nell'ambito del Programma Integrato d'Area NU 13/14 per la realizzazione dell'impianto di risalita "Progetto neve" permane in capo al soggetto attuatore purché l'esecuzione dei lavori venga affidata entro il 31 Dicembre 2015; il mancato rispetto del termine comporta la revoca ope legis del finanziamento. (210)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Dopo il comma 7 è inserito il seguente:

"7 bis. Per i finanziamenti di importo inferiore a euro 300.000 l'erogazione di spesa avviene per l'intero importo contestualmente all'emissione del provvedimento che autorizza l'erogazione del finanziamento. (597)

Emendamento aggiuntivo Carta - Christian Solinas - Orrù.

Articolo 5

All'articolo 5 - Disposizioni in materia di opere pubbliche

Al comma 10. Aggiungere la lettera c)

c) per interventi, per i quali, sia in corso una controversia legale, promossa da terzi, non dipendente dalla volontà dall'ente beneficiario. (38)

Emendamento aggiuntivo Carta - Christian Solinas - Orrù.

Articolo 5

All'Articolo 5 - Disposizioni in materia di opere pubbliche

Al comma 12

Alla fine del primo periodo, dopo il punto, è inserito il presente periodo:

"Una quota di euro 20.000.000 è destinata alle Province per garantire la manutenzione delle strade ed adeguati livelli di sicurezza (39)

Emendamento aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi.

Articolo 5

All'articolo 5 comma 12, dopo le parole "assetto idrogeologico" sono aggiunte le seguenti ";una quota non inferiore ad un quarto è destinata a programmi di riqualificazione ed efficientamento degli edifici scolastici". (509)

Emendamento aggiuntivo Meloni - Collu - Tendas - Comandini - Deriu.

Articolo 5

Dopo il comma 12 è inserito il seguente comma:

12 bis. A valere sull'U.P.B. S07.10.005, una quota pari a euro 50.000.000 così come individuata nella tabella F allegata alla presente legge, è finalizzata a finanziare la realizzazione degli interventi necessari per la mitigazione dei rischio idrogeologico delle aree colpite dall'alluvione del novembre 2013. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore competente in materia di Lavori Pubblici, acquisito il parere della competente commissione consigliare da rendere entro il termine di 20 giorni, oltre il quale si intende tacitamente acquisito, individua le priorità degli interventi da realizzare, i responsabili dell'attuazione e i soggetti attuatori. L'assessore della Programmazione provvede alle conseguenti variazioni di bilancio. (22)

Emendamento aggiuntivo Truzzu - Fenu.

Articolo 5

All'articolo 5 è aggiunto il comma 12 bis:

12 bis. A valere sull'UPB S07.10.005 una quota pari a 50.000.000, cosi come individuata nella Tabella F alla presente legge, è finalizzata a finanziare un programma recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato mediante piani di efficientamento energetico. (450)

Emendamento aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi.

Articolo 5

All'articolo 5 dopo il comma 12 è aggiunto il seguente

"12bis. Nel comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016) le parole "al momento dell'entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle parole "entro i termini previsti dalla legge regionale 7 agosto 2007, n.5 e s.m.i.". (510)

Emendamento aggiuntivo Lai - Daniele Cocco - Pizzuto - Agus - Desini - Busia - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca.

Articolo 5

Testo dell'emendamento (SS 128 e SS 198):

All'articolo 5 del DDL regionale n. 170/S/A (DDL Finanziaria 2015), dopo il comma 13 sono inseriti i seguenti commi:

13 bis. A valere sulla U.P.B. S07.10.005, è autorizzata per l'anno 2015 la spesa di euro 20.000.000 per la realizzazione di uno stralcio funzionale del lotto "3" della SS 128 "Centrale Sarda"-circonvallazione di Mandas sino all'intersezione con la SS 198.

13 ter. A valere sulla UPB- S07.10.005 è autorizzata per l'anno 2015 la spesa di euro 10.000.000 per realizzazione di interventi di messa in sicurezza ed adeguamento degli standard costruttivi della SS 198 a partire dal bivio di Villanovatulo fino al bivio di Esterzili.

Copertura finanziaria:

IN AUMENTO

U.P.B. S07.10.005 Opere di interesse regionale e locale

2015 € 30.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S08.01.006 Capitale su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

2015 € 30.000.000 (51)

Emendamento aggiuntivo Lai - Daniele Cocco - Pizzuto - Agus - Desini - Busia - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca.

Articolo 5

Testo dell'emendamento (Irrigazione Sarcidano):

Dopo il comma 13 dell'articolo 5 della DL n. 170/S/A del 2014 (ddl finanziaria 2015) è inserito il seguente:

13bis. A valere sulla U.P.B. S07.07.004, è autorizzata per l'anno 2015 la spesa di € 40.000.000 finalizzata alla realizzazione di un ulteriore lotto funzionale del progetto di irrigazione del Sarcidano (U.P.B. S07.07.004).

Copertura finanziaria:

In aumento

U.P.B. S07.07.004 INTERVENTI PER LO SVILUPPO E LA RAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA IDRICO

2015 €40.000.000

In diminuzione

UPB S08.01.006 Capitale su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

2015 € 40.000.000b (52)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente comma 13 bis:

"All'articolo 2 della legge regionale del 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2015) è aggiunto il comma 4 bis:

Le disposizioni di cui al precedente comma 4 possono essere derogate nel caso in cui la ritardata o mancata assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolata sia dipesa da ritardati o mancati pareri, autorizzazioni, nulla osta obbligatori di competenza di altre amministrazioni per causa non imputabile all'ente locale richiedente ovvero per ragioni di criticità finanziaria che possono determinare lo sforamento del patto di stabilità. I presupposti per la deroga sono definiti in Conferenza permanente Regione-Enti locali di cui alla Legge Regionale 17 gennaio 2005, n. 1. Con successiva delibera di Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, per ciascuna opera si dispone la deroga al definanziamento con indicazione dei nuovi termini per l'assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolata". (481)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente comma 13 bis:

"All'articolo 2 della legge regionale del 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziario per gli anni 2014-2015) è aggiunto il comma 4 bis:

Le disposizioni dì cui al precedente comma 4 possono essere derogate nel caso in cui la ritardata o mancata assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolata sia dipesa da ritardati o mancati pareri, autorizzazioni, nulla osta obbligatori di competenza di altre amministrazioni per causa non imputabile all'ente locale richiedente ovvero per ragioni di criticità finanziaria che possono determinare lo sforamento del Patto di stabilità. I presupposti per la deroga sono accertati in Conferenza permanente Regione-Enti locali di cui alla Legge Regionale 17 gennaio 2005, n.1, previo accertamento documentale che deve essere fornito dall'ente locale. Con successiva delibera di Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, per ciascuna opera si dispone la deroga al definanziamento con indicazione dei nuovi termini per l'assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolata". (596)

Emendamento sostitutivo parziale Truzzu - Fenu.

Articolo 5

Al comma 16 sono aggiunte le parole: "acquisito il parere delle competenti Commissioni consiliari (UPB S02.01.010". (445)

Emendamento aggiuntivo Peru - Alessandra Zedda - Locci - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Fasolino - Randazzo - Tunis - Tocco.

Articolo 5

All'articolo 53 dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:

16 bis: E' autorizzata per l'anno 2015 la spesa di euro 1.000.000, a favore della Provincia di Sassari per i lavori di ripristino emessa in sicurezza del ponte della strada provinciale 81 litoranea di Platamona, a seguito dell'evento alluvionale del 2014 (UPB S07.01.001).

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S07.01.001- Rete stradale

SC07.0002 Strada provinciale 81 Platamona

2015 euro 1.000,000 (826)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Alla fine del comma 17 dopo le parole "31 dicembre 2014" sono inserite le seguenti: "fermo restando la validità della rispettiva graduatoria" (583)

Emendamento aggiuntivo Carta - Christian Solinas - Orrù.

Articolo 5

Alla fine dell' Articolo 5 - Disposizioni in materia di opere pubbliche dopo il comma 17 è inserito il presente:

17 bis: L'articolo 2 della legge regionale 24 ottobre 2014, n. 19, è abrogato. I termini per provvedere alle obbligazioni giuridicamente vincolanti, da parte degli enti destinatari di finanziamenti per le opere delegate o affidate mediante atto convenzionale, già sussistenti nel conto dei residui di provenienza dell1 esercizio 2011, nei confronti dell'esecutore dei lavori o alla pubblicazione del relativo bando di gara, sono differiti al 30 Aprile 2015. (35)

Emendamento aggiuntivo Carta - Christian Solinas - Orrù.

Articolo 5

Alla fine dell'articolo 5 - Disposizioni in materia di opere pubbliche, dopo il comma 17 è inserito il seguente:

17 bis. Alla fine del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 24 ottobre 20145 n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016), è inserito il seguente periodo :

"Tale definanziamento non si applica alle opere inserite e finanziate con programmi che prevedono una o più annualità successive all'esercizio 2011, che costituiscono un intervento unico non frazionabile in lotti funzionali" (37)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 5

Dopo il comma 17 è inserito il seguente

1. A sostegno del sistema idrico multisettoriale della Sardegna e per assicurare la continuità del servizio pubblico di interesse generale ed il riequilibrio del ciclo economico finanziario della gestione, l'autorizzazione di spesa recata dal capitolo SC 07.0789 (UPB S07.07.002) può essere utilizzata anche quale contributo di funzionamento a favore dell'Ente Acque della Sardegna.

2. Per le medesime finalità e per risolvere le problematiche relative alla gestione dei sistemi di drenaggio urbano l'autorizzazione di spesa recata dal capitolo SC04.0951 (UPB S04.02.005) è utilizzata anche:

a) per anticipazione di cassa a favore dello stesso Ente Acque della Sardegna, senza oneri a suo carico, ovvero, per far fronte agli oneri a carico delle amministrazioni comunali per la regolazione omnicomprensiva dei costi per la gestione delle acque meteoriche e di drenaggio urbano, ai sensi del comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4.

b Con apposita delibera della Giunta regionale sono definite le modalità di utilizzo delle somme di cui al primo periodo del presente comma.

3. Al comma 3 dell'articolo 10 della L.R. 23/05/2008 n. 6, "Legge-quadro in materia di consorzi di bonifica", dopo l'ultimo periodo sono aggiunti i seguenti periodi:

''Qualora, per le finalità di cui al comma che precede si renda necessario il ristoro dei relativi costi energetici sostenuti dai Consorzi di Bonifica, la loro determinazione avviene sulla base di costi standard, definiti annualmente con delibera della Giunta Regionale, che tengano conto di un uso efficiente delle risorse idriche ed energetiche. A tal fine l'Amministrazione Regionale assicura la definizione di programmi di efficientamento e recupero energetico la cui realizzazione è da considerare di interesse regionale nel ciclo di programmazione dei fondi comunitari e nazionali 2014/2020." (585).)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 247, 489, 447, 446, 492, 51, 52 e 585, comma 3, sono inammissibili. Gli emendamenti numero 591, 592, 593, 594, 590, 595 e 596 sono stati ritirati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti soppressivi totali numero 322, 494 e 621, che sono identici, il parere è negativo. Sugli emendamenti sostitutivi totali numero 40, 92, che è uguale al 180, e 660 il parere è negativo. Sul numero 181, identico al 493 e al 661, il parere è negativo. Sul numero 182, identico al 842, il parere è negativo. Gli emendamenti numero 591 e 592 sono stati ritirati; sugli emendamenti numero 184 e 843 il parere era positivo, ma essendo stato ritirato il 592 diventa negativo. Il numero 593 è stato ritirato; c'era il parere positivo sugli emendamenti numero 185 e 713, però, essendo stato ritirato il numero 593, si trasforma in negativo. L'emendamento numero 594 è stato ritirato, era identico al numero 186 e al numero 715. Sugli emendamenti numero 187, identico al 717, 188, 722, 190, identico al 667, 191, identico al 668, 192, identico al 635, 189, identico al 724, 194, identico al 727, 196, uguale al 611, 197, identico al 610, 195, uguale al numero 201 e al 729, 198, uguale al 730, 199, identico al 731, 200, identico al 732, 202, identico al 692, 203, identico al 693, 205, identico al 694, il parere è contrario. Gli emendamenti numero 202 e 692 sono stati ritirati.

Per quanto riguarda i sostitutivi parziali, gli emendamenti numero 249, 247, 248 e 250 il parere è contrario. Sull'emendamento numero 358 il parere è favorevole; il numero 590 è stato ritirato. Sugli emendamenti numero 86 e 508 il parere è contrario; sul numero 383 il parere è favorevole. L'emendamento numero 595 è stato ritirato, il numero 449 è inammissibile, sul numero 20 c'è un invito al ritiro. Sull'emendamento numero 448 il parere è contrario; gli emendamenti numero 447 e 446 sono inammissibili, sul numero 36 il parere è contrario.

Siamo agli aggiuntivi: gli emendamenti numero 492 è inammissibile, sul numero 507 il parere è contrario, sul numero 779 c'è un invito al ritiro per presentare un emendamento di sintesi. Sugli emendamenti numero 296, 210 e 597 il parere è favorevole; sugli emendamenti numero 38, 39 e 509 il parere è contrario; sul numero 22 c'è un invito al ritiro. Sugli emendamenti numero 450 e 510 il parere è contrario, sul numero 51 c'era un invito al ritiro, ma è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza; sul numero 52 c'era un invito al ritiro ma è inammissibile; il numero 596 è stato ritirato. Sugli emendamenti numero 481, 445 e 826 il parere è contrario, sul numero 583 è favorevole; sugli emendamenti numero 35 e 37 il parere è contrario, per quanto riguarda il numero 585 è stato dichiarato inammissibile il terzo comma, quindi il parere è favorevole sui 2 commi precedenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione, però devo fare delle comunicazioni. Innanzitutto mi scuso con i componenti della Commissione, perché stiamo ritirando degli emendamenti che ieri avevamo presentato e sui quali avevamo espresso parere favorevole. È successo un disguido tra me e l'assessore Maninchedda, per cui c'erano degli emendamenti doppi, perché nella mattina di lunedì, come ho spiegato in Commissione, stavano ancora lavorando con gli enti locali per mettere a punto le norme, quindi è successo questo disguido e abbiamo ritirato gli emendamenti doppi, per questo è chiaro che quando erano uguali agli altri dell'opposizione il parere diventava contrario.

Detto questo voglio anche aggiungere che sull'emendamento all'emendamento numero 779, quindi l'emendamento numero 862, inizialmente si era pensata una possibilità di sintesi con un altro, però hanno natura diversa e quindi esprimo parere favorevole della Giunta all'emendamento numero 862, emendamento all'emendamento numero 779.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). In tema di opere pubbliche i miei colleghi e io abbiamo già avuto modo di intervenire in relazione alla discussione sul precedente articolo. Abbiamo sicuramente inquadrato il fatto che in qualche modo caratterizza questa manovra, assieme all'altro elemento portante e fondante che è costituito dall'Irap.

La norma di cui all'articolo 5 è particolarmente articolata, eccessivamente articolata, probabilmente anche di difficile interpretazione, anzi sicuramente di difficile interpretazione e creerà non pochi problemi. Ma è anche una norma che, comunque, richiama alla memoria il famoso, in senso negativo, mutuo "multilinea" da 70 milioni di euro, e lo richiama nel comma 2, laddove individua 40 milioni di euro che dovranno essere utilizzati per realizzare opere dotate del requisito di immediata appaltabilità. Ecco, il nostro timore, Assessore, è che questi 40 milioni di euro non vengano messi a bando, ma vengano utilizzati invece per scorrere la graduatoria di quel bando che era fatto per "lepri", ma anche e soprattutto per "volpi".

C'è poi una serie di questioni che avrebbero meritato un approfondimento diverso, perché al comma 3 viene posta una questione di responsabilità oggettiva, cioè la mancata assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolante e i tempi previsti determina il definanziamento e l'esclusione dall'accesso ai finanziamenti. Ecco, io avrei sicuramente gradito che si fosse anche stabilita la responsabilità, cioè ritengo che questo definanziamento debba essere collegato a una responsabilità dell'amministrazione che viene definanziata, perché la mancata assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti (OGV) non sempre è da addebitare agli enti locali, tante volte è da addebitare a lungaggini burocratiche che sono lontane dalla responsabilità degli amministratori.

Altro punto che credo avrebbe meritato un approfondimento ulteriore, sul quale ha richiamato l'attenzione l'onorevole Arbau, è quello di cui al comma 12 relativo al parere della competente Commissione consiliare sul Piano regionale delle infrastrutture, di cui all'allegato F. Io credo che il parere della Commissione consiliare debba essere vincolante, perché su un importo di questa entità, su un piano di questa importanza, che in qualche modo deve indirizzare lo sviluppo della Sardegna, il parere della Commissione deve essere sicuramente vincolante. Ma voglio anche sottolineare che non mi sembra questo il modo, assessore Paci, di tentare di rilanciare l'economia, cioè attraverso il sostegno alle imprese, per un motivo molto semplice: le opere del Piano e le opere di cui alla tabella F sono opere importanti, di rilievo, alle quali difficilmente potranno partecipare le piccole imprese, i piccoli artigiani, quelli che costituiscono l'ossatura del tessuto produttivo, mentre per converso la riduzione dell'IRAP, che voi avete aumentato, si applicava a tutti gli artigiani, piccoli e grandi. Qui interverranno legittimamente imprese di certe dimensioni, a volte anche medio-piccole, però quel tessuto diffuso di economia che veramente costituisce il nerbo della nostra società, non soltanto della nostra economia, viene completamente dimenticato, mentre con la riduzione dell'IRAP c'era un'attenzione verso tutto il sistema produttivo.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, c'è una delegazione dei consorzi di bonifica che ha chiesto un incontro con i Capigruppo. Sappiamo che, probabilmente non volendo intervenire nella discussione, il centrosinistra sta incontrando questa delegazione. Questo ci pare scorretto, sul piano anche del metodo, almeno così ci informano di questo e ci hanno richiamato perché stanno aspettando che anche esponenti del centrodestra possano essere presenti. Quindi se sono necessari dieci minuti, un quarto d'ora, venti minuti, quello che è…

(Interruzione dell'assessore Paci)

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore Paci, sono d'accordo con lei, però non mi pare corretto che si faccia questo. Altrimenti votiamo, non c'è il numero legale e che cosa si fa? Lo richiamo perché mi pare corretto, siccome ci stanno sollecitando, che si debba sospendere anche solo per dieci minuti, o quel che serve, però non è corretto che una parte dell'Aula sia in delegazione a incontrare queste rappresentanze e noi, che stiamo partecipando alla discussione, dobbiamo rimanere in Aula. Questo sottopongo a lei, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io non ero a conoscenza di nessuna delegazione, nel senso che a me è stato chiesto un incontro e io ho detto che eravamo in Aula e che avrei potuto incontrare i lavoratori dopo le ore 14, che è verosimilmente l'orario di chiusura della seduta del Consiglio. Quindi se c'è un incontro in corso io non ho problemi, evidentemente, a sospendere il Consiglio e a consentire agli altri Capigruppo di essere presenti all'incontro con i lavoratori. Non mi risultava, non mi risulta, ma se è così sospendiamo la seduta e la riprendiamo tra qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 54, viene ripresa alle ore 12 e 22.)

PRESIDENTE. Prima di riprendere i lavori convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 33.)

PRESIDENTE. Comunico le decisioni della Conferenza dei Capigruppo sulla programmazione dei lavori. I lavori proseguiranno stamane fino alle ore 14, alle ore 15 si riunirà la Commissione. Il Consiglio è riconvocato questo pomeriggio alle ore 16 e 30 e i lavori si protrarranno sino alle ore 22. Domani il Consiglio si riunirà alle ore 9 e 30, proseguirà i lavori sino alle ore 14, sarà riconvocato alle ore 15 e andrà avanti a oltranza, così pure il giorno successivo, venerdì.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2015)" (170/S/A)

PRESIDENTE. Procediamo adesso con la discussione dell'articolo 5.

È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto devo dire da subito che i lavori che in Commissione hanno riguardato l'articolo 5 sono stati a dir poco farraginosi, nel senso che ad oggi, anche per ammissione dello stesso assessore Paci, di fatto ci viene difficile comprendere che cosa è rimasto sostanzialmente del testo originario in alcuni commi. Tra l'altro è stato oggetto, sin dall'origine, di una rivisitazione da parte della Giunta anche in ordine alle funzioni e alla riforma che riguarda l'azienda AREA. Allora, nessuno ovviamente è contrario alle riforme, vi diciamo però che l'AREA fino a oggi ha dimostrato di non brillare come ente in termini di gestione e programmazione delle proprie risorse e delle proprie competenze. Crediamo, bene o male, che un po' abbiate aggiustato il tiro, perché inserire da subito le opere pubbliche tra le competenze dell'AREA senza dei riferimenti normativi precisi sarebbe stato davvero difficile da condividere o accettare.

Crediamo quindi, lo dico in particolare all'assessore Maninchedda, che nel momento in cui si andrà a scrivere la norma che prevede tutte queste competenze, forse sarebbe anche il caso di rivedere attentamente le funzioni proprio dell'azienda che si occupa di edilizia abitativa. Anche perché è da anni ormai, non è di certo un problema né di questa Giunta né della passata legislatura, possiamo dire, senza tema di essere smentiti, che da quando era IACP e poi è stata trasformata in AREA, di fatto da parte di questa azienda non è mai stata messa in evidenza una politica veramente a sostegno di chi ha più necessità, in particolare per quanto riguarda l'edilizia abitativa che, come sappiamo, avrebbe potuto favorire le giovani coppie, evitare lo spopolamento della nostra città, sostenere le fasce più deboli che si rivolgono alle amministrazioni locali proprio in relazione alle case popolari. In tutto questo AREA, soprattutto negli ultimi anni, ha davvero fallito.

Per quanto riguarda poi il discorso del fondo relativo alle opere di interesse locale io spero, mi auguro (visto che non è stato neanche possibile avere la proposta di nuovi interventi anche a sanatoria di opere già in corso o di progetti già approvati) che veramente ci sia la massima attenzione e ci siano principi e criteri rispettosi delle amministrazioni locali, delle fasi di progettazione, e che questi 40 milioni di euro non vengano utilizzati per altri tipi di scelte, ma siano destinati a nuove opere di interesse locale. Solo in quel caso, ovviamente, si sarà raggiunta la ratio che speriamo possa essere quella espressa nel comma 2.

Sulla parte relativa al recupero di residui di alcune opere, io non mi scandalizzo, credo anche che si debba fare di necessità virtù. In questo momento un bilancio armonizzato ci impone certamente una rigidità di percorso in ordine ai residui, ma sono convinta che facciamo bene a recuperare queste opere, perché comunque non ci sono state difficoltà da parte degli enti locali per volontà propria, alcune volte, ma è stato proprio il sistema del patto di stabilità a creare difficoltà - come ho sottolineato precedentemente - principalmente in ordine agli appalti, alla progettazione, fino all'affidamento dei lavori.

Ancora, la tabella F: avremmo gradito, visto che si tratta di opere di interesse regionale, di opere strategiche, che la tabella F potesse essere concertata, avremmo potuto dare il nostro contributo, invece su questo ci siamo decisamente trovati di fronte a un compito pronto, sul quale noi non potevamo intervenire. Certamente sono potute intervenire la Giunta e la maggioranza, ma sinceramente non ne condividiamo né il metodo né ovviamente, in alcuni interventi, la sostanza. Ci auguriamo per i sardi e per la Sardegna che questo sistema di infrastrutture che state mettendo in campo, che purtroppo sarà valutabile solo fra un bel po' di tempo, possa dare quei risultati che voi oggi...

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, se riguardo all'articolo precedente facevo un processo alle intenzioni in riferimento ai mutui e anche ai 70 milioni di euro appena erogati per le opere immediatamente cantierabili, di cui, ahimè, alla Gallura, per sfortuna e probabilmente perché non siamo stati lepri, non voglio utilizzare il termine volpi, è andato soltanto 1 milione e 200 mila euro, collega Arbau, in questo articolo abbiamo proprio la prova del reato. Noi non siamo contrari, ci mancherebbe, ai piani per le province di Nuoro, Ogliastra e Sassari, ai piani per il Sulcis, ai piani per le altre aree geografiche della Sardegna, però vorremmo avere pari dignità. Non è questione di essere veloci, di correre, perché veniamo da un territorio che, grazie a Dio, è abituato a correre, veniamo da un territorio che grazie a Dio è abituato a camminare, a programmare e a progettare, e quando si fa un raffronto con quello che attualmente la Giunta strategicamente sta programmando per il futuro, e ci si richiama al San Raffaele, il confronto non regge, perché il San Raffaele non è una infrastruttura che questa Giunta ha deciso di fare in quell'area della Sardegna, ma è un progetto ereditato dagli anni '80, che la Giunta poteva soltanto decidere di levare. Quindi non si può fare questo paragone ogni volta che si parla di un'esigenza.

Sono d'accordo ancora con lei quando dice che i soldi vanno messi dove è necessario. Quando si parla di rischio idrogeologico i soldi vanno messi dove è necessario e la storia recente ci ha detto, con l'alluvione del 18 novembre 2013, dove sono necessari questi fondi. Quindi mi auguro che questa logica venga utilizzata da questa Giunta anche per il futuro, non toccando niente di ciò che spetta a territori come le province di Nuoro, Ogliastra e Sassari e il Sulcis, che meritano l'attenzione di questa Giunta, assolutamente no, noi siamo contenti di questo.

Per quanto riguarda il discorso sull'AREA, secondo me, invece questa azienda può essere una grande opportunità. Quando noi diciamo che andiamo a cercare le risorse accendendo mutui, guardi, possono essere tante, poche, giuste, spenderemo bene quelle risorse, comunque è già una risposta quella dei mutui, ma noi abbiamo un grande patrimonio, che è quello dell'AREA. Io costantemente ricevo persone che mi dicono che vorrebbero acquistare la casa popolare che è stata loro assegnata per farla diventare propria, e questa è una grande opportunità che potrebbe avere la Regione. Quante case ha nel proprio patrimonio immobiliare AREA? Quante risorse potremmo reperire vendendo quelle case? Questo sarebbe un grande segnale di programmazione per il futuro.

Quando poi parliamo delle opere strategiche per il futuro non sarebbe male e non sarebbe reato che queste opere strategiche venissero condivise con i territori e che quindi la Giunta andasse nei territori per capire strategicamente chi ha amministrato in tutti questi anni quei territori e che cosa ha pensato per il loro futuro. Questa sarebbe una grande opportunità per poter spendere bene le risorse nei territori. Poi, come diceva prima il mio collega Tedde, c'è un'altra cosa importante: diamo forza ai comuni, perché sono loro che capiscono e sanno esattamente quali sono le esigenze dei propri territori. Quindi una parte di queste risorse devono essere gestite assolutamente dai comuni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, colleghi, Assessori, devo dire che probabilmente se questo articolo fosse stato messo prima in ordine cronologico e avesse potuto avere l'approfondimento che merita nella sequenza logica dei provvedimenti contenuti in questa norma finanziaria, certe considerazioni avrebbero avuto contenuti e toni differenti. E' assolutamente vero che sotto certi aspetti, soprattutto quello metodologico, che poi spiegherò meglio, l'articolo 5 rappresentata il vero cuore di questa legge finanziaria. Sono anche abbastanza persuaso di quello che l'assessore Paci ci ha riferito rispetto alla dimensione keynesiana che avevamo in parte erroneamente attribuito al mutuo. In realtà il mutuo ci è stato da lui presentato in maniera più chiara come una ristrutturazione di debito, come l'accesso a un sistema di finanziamento meno oneroso rispetto a quello che siamo costretti a pagare allo Stato attraverso il nostro strumento finanziario, e va bene, però questo non riduce la portata complessiva che si vuole attribuire a questa amministrazione sul tema degli investimenti, i quali hanno, se andiamo ad analizzare la tabella F, sia per importo che per importanza, una rilevanza strategica. Ora però se questa voleva essere la proposta politica che porta sulla strada degli investimenti, credo che impegnando così pesantemente il bilancio della Regione per gli anni a venire il tema di cosa fare con questi soldi avrebbe dovuto precedere la modalità con cui reperirli. Il tema "quali sono gli investimenti strategici" avrebbe dovuto coinvolgere questo Consiglio, sarebbe dovuto essere la sintesi di una discussione nell'Assemblea legislativa sarda e poi, individuato lo strumento, ci sarebbe dovuta essere un'impostazione al riguardo da parte della Giunta regionale. Credo che l'inversione di questa sequenza logica degli eventi trovi tutto il suo significato politico nell'articolo 5, perché a mio avviso sbaglia il mio Capogruppo quando dice che è nella visione finanziaria che si concretizza quasi un cambio di vertice, una differenziazione di leadership all'interno della Giunta. Non è questo, ma è nell'approccio metodologico alla spesa della Regione, nella costruzione del processo che si concretizza questo e mi dispiace doverlo dire ma ha voglia di abbaiare chi sta fuori da questa Assemblea legislativa, ha voglia di non stare al passo chi invece continua a fare questioni di punto su ogni singola questione! Qui chi ha filo da tessere tesse e noi rispetto a questo possiamo solamente prendere nota. Se del caso, se lo riterremo, sottolineeremo le cose che non ci vanno bene o eventualmente quelle che riteniamo utili alla Sardegna. E' innegabile che il futuro, non soltanto per quanto riguarda la questione casa, ma anche la stessa vicenda del sistema produttivo delle costruzioni in Sardegna, passa per il social housing. Questo è un fatto che probabilmente sotto certi aspetti stiamo anche anticipando rispetto ad altre realtà amministrative, ma che diventerà il fulcro. Il tema è: è sufficientemente approfondito il fatto che questo investimento deve coinvolgere le aziende sarde? Io sono sicuro, perché ne ho discusso personalmente con l'Assessore, che il tema è presente, ma il tema di come rendere questo piatto disponibile per le aziende sarde va approfondito attraverso un'analisi del sistema degli appalti, attraverso dei meccanismi che consentano alle imprese, ai lavoratori, a chi partecipa al grande sistema dell'edilizia di poter bere a questa fonte, diversamente le ricadute di tipo economico che noi ci aspettiamo da queste iniziative rischiano di essere monche, di non andare a spalmarsi in maniera equa su tutta la popolazione sarda. Ecco, non ne faccio questioni di cambio di leadership, non ne faccio questioni di equilibri della maggioranza. Il collega Arbau è stato chiarissimo nel dire che non esiste una maggioranza, esiste invece una comune visione del fatto che il presidente Pigliaru rappresenta tutti noi. E questo, onorevole Arbau, è un fatto di chiarezza che io ho apprezzato. Probabilmente mentre io parlo lei cerca di trovare una sintesi con il Capogruppo del principale partito di maggioranza, e questo risultato, mi creda, sarebbe dovuto scaturire dalla composizione della coalizione, ma ogni momento è utile, ogni momento è utile. Quindi se noi partecipiamo a questo dibattito è proprio perché vogliamo offrire il nostro contributo al suo miglioramento, per questo credo che il cuore della nostra discussione debba tornare a essere ciò che è contenuto nella tabella F, cioè le priorità in tema di investimenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). In realtà questo articolo 5 è sicuramente l'articolo più importante della legge finanziaria sia per le novità che annuncia, sia per tutta una serie di meccanismi su cui credo sia utile comunque qualche chiarimento. Secondo me l'assessore Maninchedda fa bene a introdurre il tema della riforma di AREA, che rappresenta oggi un grosso problema. Vorrei avere l'attenzione della Giunta, Presidente, perché intendevo anche chiedere alcuni chiarimenti sul testo.

Dicevo che l'assessore Maninchedda fa bene a porre il problema di AREA perché oggi questa azienda rappresenta un problema enorme per questa amministrazione, sia per le mancate dismissioni di cui hanno parlato alcuni colleghi, sia per il problema della gestione di un patrimonio edilizio diventato ormai così grande, così problematico che credo non si possa più pensare di gestire così come è stato gestito fino adesso. Credo che questo comporti un coinvolgimento diretto da parte delle amministrazioni locali presso cui sono allocati questi beni; qualche perplessità avrei sulle nuove funzioni che il comma 1 dell'articolo 5 annuncia di voler conferire ad AREA, ma queste sono cose che vedremo nel momento in cui discuteremo il relativo disegno di legge.

Assessore, vorrei chiederle, e la prego di prestarmi un po' di attenzione su questo, qualche chiarimento sul testo perché credo che in una materia di questo genere anche la tecnica con cui vengono scritte le norme abbia la sua importanza. Sul comma 2, che istituisce un fondo di rotazione per il finanziamento della progettazione per la realizzazione delle opere di competenza dotate del requisito di immediata appaltabilità, vorrei chiederle se la norma, per come è formulata, non comporti secondo lei il rischio di incentivare un fenomeno oggi dichiarato totalmente illegittimo da tutta la normativa in materia di lavori pubblici che si è susseguita negli ultimi vent'anni, e cioè il fenomeno delle progettazioni a vuoto. Mi spiego meglio: era invalsa, in un certo momento, quando sembrava che i soldi non dovessero mai finire, soprattutto nelle amministrazioni locali, l'idea di dotarsi di un parco progetti, cioè di mettere nel cassetto un certo numero di progetti da tirar fuori nel momento in cui si affacciava l'opportunità di un finanziamento. E' su questo che le volevo chiedere una spiegazione, perché se ha un senso l'idea di istituire un fondo di rotazione che si alimenta in realtà con le risorse dei progetti che vengono finanziati, perché le spese di progettazione vengono assorbite dal finanziamento, ha meno senso, anzi prefigurerebbe fenomeni degenerativi del sistema tornare alla prassi a cui accennavo prima. Quindi le sarei grato se volesse soffermarsi su questo punto in sede di replica.

Sul comma 3, Assessore, si dice che le obbligazioni giuridiche devono essere assunte entro un anno dall'attribuzione del finanziamento. Beh, lei sa bene che qui c'è un inghippo, perché gli enti che ricevono il finanziamento difficilmente si possono attivare prima che venga erogata materialmente l'anticipazione da parte della Regione. Siccome questa è la tagliola nella quale sono incappati molti comuni, con l'approvazione della legge dell'anno scorso, che ha definanziato tutta una serie di opere, anche su questo vorrei chiederle se il testo approvato dalla Commissione ha un senso così come è scritto, oppure se le intenzioni erano altre.

Brevemente vorrei soffermarmi sul comma 10, anche qui per capire se è scritto male, mi riferisco alla separazione tra la lettera a) e la lettera b), oppure se nasconde qualche altra intenzione, perché sotto il profilo della correttezza della lingua italiana e anche dal punto di vista della correttezza della stesura dei testi normativi credo che la lettera b) non abbia un senso, poiché farebbe parte, mi pare di capire, di uno stesso periodo del medesimo comma. Quindi anche su questo le chiederei una spiegazione, perché a seconda di quello che intendeva fare la Giunta questa norma assume un senso oppure ne assume un altro piuttosto diverso. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io sono stato citato indirettamente qualche minuto fa, durante la discussione dell'articolo 4, rispetto a quella che è la condizione in cui versa il territorio gallurese e al ruolo che svolgono purtroppo solo due consiglieri regionali che rappresentano quel territorio in questo Consiglio regionale; un ruolo difficile, peraltro reso più difficoltoso da una legge elettorale ingenerosa - abbiamo detto spesso che va cambiata - che ha prodotto un grave deficit di rappresentanza che purtroppo spesso si fa sentire. Sono stato però citato anche in questi termini: "gli eroi della Gallura", "solo due che tentano di battersi per quel territorio", come se stessimo affrontando una battaglia magari contro un'amministrazione regionale che nell'ultimo anno avrebbe agito contro quel territorio. Beh, questo forse è da smentire, lo smentiscono i fatti, non è proprio così. C'è stata storicamente una rivendicazione di quel territorio rispetto alle varie amministrazioni regionali che si sono succedute, la rivendicazione appunto di un'attenzione che in certi momenti è mancata. E, debbo dirlo, si fa riferimento, lo hanno fatto anche i miei colleghi, un collega in particolare della maggioranza, per esempio alla struttura del San Raffaele, come se rappresentasse un momento di ristoro arrivato per quel territorio all'inizio di questa legislatura e che debba magari valere per l'intera legislatura. Io su questo non sono d'accordo, si tratta di un intervento atteso in tutta la Sardegna da trent'anni, un intervento dovuto in attesa del quale quel territorio ha sofferto tutta una serie di difficoltà e di mancanza delle istituzioni regionali. Solo con riferimento alla sanità, il fatto che in Gallura dovesse nascere il San Raffaele ha determinato, mi preme ricordarlo, una condizione davvero a tratti anche da terzo mondo. Questo occorre ricordarlo e non è un caso, secondo me, che con il Governo Soru prima e il Governo Pigliaru poi ci sia stato un impulso importante rispetto alla rinascita della sanità pubblica in quel territorio e finalmente, come ci auguriamo tutti, si arriverà al traguardo dell'apertura del San Raffaele. Questo l'ho voluto dire per ristabilire la verità dei fatti.

Rispetto all'articolo 5 ho presentato un emendamento che in effetti è importante, soprattutto dal punto di vista dei programmi e dei progetti della nostra amministrazione regionale in generale. Mi riferisco agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, in particolare riferito alle aree che sono state colpite dall'alluvione del novembre 2013. Dopo aver interloquito anche negli ultimi giorni con la Giunta, in particolare con l'assessore Maninchedda e il Presidente Pigliaru, sono rimasto soddisfatto, ma lo ero anche prima per la verità, da quelli che sono gli intendimenti e i fatti che questa Giunta ha messo in atto durante questo periodo. Ho avuto anche rassicurazioni da parte delle amministrazioni colpite, compresa la mia, ma mi riferisco a quelle più gravemente colpite dalla triste vicenda del novembre 2013, per il fatto che le interlocuzioni con l'amministrazione regionale e con l'assessore Maninchedda in particolare sono continue e costanti riguardo alla necessità di affrontare una situazione davvero grave. Mi riferisco in particolare alla situazione della città di Olbia, che peraltro conosco bene: per mettere in sicurezza la città di Olbia sono necessari 120 milioni di euro, quindi i 50 milioni di euro, che non sarebbero stati destinati tutti a Olbia, sarebbero davvero insufficienti. Abbiamo visto che nell'allegato F è già previsto uno stralcio importante relativo agli interventi di mitigazione del rischio e mi rincuorano le rassicurazioni della Giunta circa un'attenzione prioritaria ai territori che sono stati gravemente colpiti dall'alluvione del 2013. Guardate che questo problema non riguarda solo Olbia, ma anche vari territori dell'Oristanese e altre zone.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, l'articolo 5 introduce il capo II che è definito nella manovra finanziaria "Opere pubbliche ed infrastrutture". Proprio perché parliamo di infrastrutture io rivolgo oggi per la terza volta alla Giunta una domanda che le ho rivolto per due volte anche ieri, senza ottenere risposta, immagino per distrazione o confusione nei lavori dell'Aula, spero non perché non si voglia dare una risposta. La rivolgo nuovamente nella speranza che la notte abbia portato consiglio e chiederei al presidente Ganau di farsi garante del fatto che una risposta venga data, perché non interessa solo il sottoscritto, ma credo che interessi tutta l'Aula e l'intera Sardegna. La domanda che ho rivolto ieri è questa: la Giunta regionale è stata coinvolta dal Governo nazionale nell'individuazione degli investimenti del Piano Juncker e soprattutto considera essa strategico, e quindi di interesse dell'Isola e dei sardi, il raddoppio del cavo SACOI oppure lo considera semplicemente un interesse di qualche impresa oggi privata, ma un tempo statale?

Venendo invece all'articolo 5, nello specifico hanno già detto tante cose i colleghi. La prima cosa che solleva qualche dubbio è l'idea di affidare la progettazione e tutta questa mole di lavoro all'AREA. È chiaro che nessuno di noi ha paura delle riforme, anzi siamo tra coloro che hanno sempre sostenuto che la macchina regionale ha la necessità di una profonda revisione, così come ha la necessità di una profonda revisione tutto il meccanismo delle partecipate, delle società controllate delle varie agenzie, però ipotizzare che si possano mettere in carica ad AREA 700 milioni di euro, che dovrebbero garantire il futuro sviluppo della Sardegna, laddove sino ad oggi questa azienda non è stata in grado di garantire quelli che sono i suoi compiti istituzionali, mi sembra una cosa rischiosa e al riguardo voglio mettere sull'avviso la Giunta e la maggioranza.

Qualche altro aspetto ancora sull'articolato: l'assessore Paci prima si è giustificato dicendo che in questi giorni c'è stata una produzione copiosa di emendamenti, però noi su questo articolo ci siamo trovati a vivere una situazione particolare, perché in Commissione si è intervenuti sul testo e si è cambiato qualcosa, ieri l'articolo è tornato in Aula dopo tutta una serie di interventi che sembravano averlo stravolto, oggi numerosi emendamenti soppressivi della Giunta sono venuti a mancare. Questa è una brutta abitudine che purtroppo avete inaugurato con la riforma della sanità e continuate a portare avanti, alla fine abbiamo articolati sempre meno chiari e meno precisi. Una delle cose particolari riguardava il comma 3 e mi fa piacere che la Giunta sia intervenuta per cassarne l'ultimo periodo, in quanto c'era una volontà costruttiva nei confronti degli enti locali, perché non è possibile immaginare che nel momento in cui un ente locale non riesce a portare avanti il finanziamento non solo debba stornare i soldi che ha avuto, ma addirittura non possa accedere ai finanziamenti del fondo per il successivo biennio. Mi fa piacere che questo aspetto sia stato cancellato, perché ovviamente ci saremmo trovati di fronte a delle discrezionalità, a situazioni poco chiare che si sono già verificate per quanto riguarda i bandi che avete adottato in quest'ultimo periodo, per cui alcuni comuni sono stati particolarmente beneficiati e altri sono stati invece puniti.

Un'ultima cosa invece sul richiamo che hanno fatto alcuni colleghi alla strategia e alla disponibilità di risorse: 700 milioni di euro sono tanti, è vero che sono spalmati in cinque anni e che solo 150 milioni sono stanziati per quest'anno e quindi non creeranno un grande beneficio, però se li vogliamo sfruttare appieno dobbiamo fare in modo che ci sia una strategia chiara, che si individuino degli interventi strategici che veramente possano colmare il gap infrastrutturale della Sardegna, perché se è vero, come ha detto il presidente Pigliaru, che in fondo siamo tutti keynesiani (su questo sono d'accordo, nel senso che nel momento in cui viviamo solo l'intervento del pubblico e dello Stato può rilanciare l'economia e favorire i grandi investimenti; ovviamente se venisse meno la logica dell'austerità che caratterizza l'Europa sarebbe ancora meglio), dobbiamo stare anche attenti a far sì che ci sia un ritorno effettivo sulle aziende che operano in Sardegna, di modo che i grandi appalti che si faranno non siano appannaggio dei grandi gruppi imprenditoriali e alle nostre aziende rimangano solo le briciole.

L'altro aspetto di cui parlavo è la necessità di individuare due o tre opere principali su cui concentrare tutte le risorse, senza disperderle in mille rivoli. Questo lo deve fare il Consiglio, perché alla fine stiamo sottraendo alla massima assemblea legislativa, quindi al parlamento dei sardi, la possibilità di incidere su questo ruolo. Un'altra cosa importante è che non solo li si spenda tutti, come dicevo ieri, questi soldi, ma li si spenda bene, perché quando si attuano le politiche keynesiane il rischio è sempre quello di voler arrivare a tutti i costi alla spendita delle risorse, generando quel famoso meccanismo per cui la mattina si fa una buca e la sera la si ricopre.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei dire che l'articolo 5 da molti è stato definito l'articolo più importante della finanziaria. Io non so se lo sia o non lo sia, probabilmente lo diventa perché, essendo la finanziaria una scelta politica, chi è a capo del relativo dicastero ha una potestà politica che gli consente di avere maggiore spazio di altri. Sono contento che possa essere così, ma quello che a me più interessa è come vanno spesi i soldi ed evitare che questo articolato, come ha sottolineato il collega Cossa, possa consentire in qualche modo vie di fuga e accelerazioni anche in termini personali. Ora io mi pongo il problema e dico: le zone di crisi identificate al comma 15 sono quelle delle province di Sassari, Nuoro e Ogliastra, ma se vado a leggere gli indicatori economici sino a prova contraria mi pare che il Medio Campidano sia messo peggio di questi tempi, supera persino il Sulcis Iglesiente. Non parlo delle zone interne del Nuorese e dell'Oristanese, basta pensare alla Marmilla, al Guilcer, all'Alto Oristanese. Sono scelte opportune e mirate? Sono scelte volute da qualcuno che ha deciso che le aree di crisi sono solo in quelle tre province? Io mi pongo il problema, peccato che non se lo pongano anche la maggioranza e quei consiglieri che provengono da quelle zone così neglette e tagliate fuori dalla scelta inopportuna, a parer mio, perché le aree di crisi sono diffuse in tutta la Sardegna.

Ma si parlava di come vengono gestiti i fondi: io mi auguro che le scelte non siano lasciate solo alla Giunta, mi rivolgo alla maggioranza, al Capogruppo di maggioranza che forse colloquia bene, ma che ci sia necessariamente un passaggio all'interno del Consiglio regionale. Le scelte dei programmi devono tornare in capo al Consiglio regionale, se no rischiamo veramente di avere dei punti d'arrivo che magari non sono quelli predeterminati, ma che certamente possono in maniera rischiosa creare delle condizioni di ulteriore aggravio nelle zone di crisi, e ribadisco che la Sardegna è quasi tutta area di crisi. Io capisco bene che debba essere un'opera come quella per la Strada Statale 131, che viene chiusa in un tratto che non si chiudeva da anni, e che io ci metta il cappello va benissimo, perché chiunque sia passato in quella zona, chiunque si sia trovato in quelle condizioni ha posto il cappello, ma a me interessa di più quello che l'assessore Maninchedda ha fatto in questi anni, cioè ha creato delle possibilità di interlocuzione, se non di provocazione, nei confronti di entità esterne come l'ANAS, che certamente non hanno ben operato e ancor meno hanno creato delle opzioni che potevano essere importanti per il futuro della nostra isola. Sull'azienda AREA è stato già detto abbondantemente, è stato già fatto molto e di più, ma ribadisco, ancora una volta, che vi è la necessità, che anche se si avessero tutti i danari possibili e immaginabili, che le risorse finanziarie vengano programmate in modo chiaro, corretto e coerente con quelle che sono le esigenze reali della Sardegna e non siano utilizzate solo per alcune aree o per finalità particolari che possono essere suggerite da singoli personaggi politici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Nel breve tempo a disposizione non credo di poter dare le risposte tecniche che alcuni onorevoli consiglieri hanno sollecitato, cercherò di rispondere per titoli, ricordando che all'ordine del giorno di questa fase della seduta è l'articolo 5 e credo di dover dar conto della filosofia che lo ispira.

L'articolo 5 è ispirato da una volontà della Giunta regionale di non occuparsi più di marciapiedi, campanili e piccole opere di interesse locale, non per fastidio ma per responsabilità, perché dobbiamo applicare la sussidiarietà realmente, e quelle sono opere che devono stare dentro la capacità programmatoria dei comuni. Se si legge l'istituzione del fondo di 40 milioni di euro con gli emendamenti approvati al primo comma dell'articolo 4 si comprende che si sta creando una leva finanziaria per un intervento che coinvolge i fondi europei sugli interventi nei comuni che prima non era stata ipotizzata, in maniera tale da affidare poi la programmazione di questi interventi esclusivamente, permettetemi, alla sovranità delle comunità locali, alla Conferenza Regione-enti locali, che questa legge comincia a valorizzare in maniera strutturale, con ruoli simili a quelli che a livello italiano ha la conferenza Stato-Regioni. Questa è la filosofia. La disciplina del riparto di 40 milioni sarà discussa dalla Regione con gli enti locali, ma coordinata con i fondi europei. Giusto o sbagliato che sia, si comincia a delineare la filosofia per cui questo Consiglio si occupa di grandi infrastrutture, di grandi problemi regionali, cioè - perché non dirlo? - di tutto ciò che la famosa rinascita non ha fatto. Non ha fatto perché lasciare la Regione sarda col più alto indice di vulnerabilità d'Italia, vuol dire aver usato i soldi della Cassa per il Mezzogiorno diversamente rispetto all'obbligo di mettere in sicurezza le comunità. Significa questo: la Regione si occupa di grandi cose, i comuni si occupano delle grandi cose interne ai comuni e stiamo dando loro copertura finanziaria.

L'anno in corso è caratterizzato inoltre da una grande immissione di liquidità, che stiamo realizzando. L'Assessorato dei lavori pubblici pagherà, credo entro dieci giorni, 47 milioni di euro di debiti accumulati per il patto di stabilità quando le finanziarie erano promesse di pagamento. Noi stiamo pagando tutto, in maniera tale da ricreare, a proposito di economie locali e di economie delle piccole imprese, quell'assicurazione virtuosa con cui il pubblico finanza lo sviluppo, non chiama denari dal privato Stiamo pagando tutto. Questo è l'articolo 5.

I definanziamenti di cui parlava l'onorevole Cossa sono orientati agli anni precedenti il 2009. Noi abbiamo ancora scritture contabili del 2001 relative ad appalti aperti di cui non sappiamo nulla, per cui nell'anno, in 360 giorni, chiediamo alle amministrazioni comunali di farsi sentire, di battere un colpo.

Altro tema è invece quello che si è riverberato sulla discussione dell'articolo 5 e cioè il mutuo. Il gap infrastrutturale della Regione Sardegna è acclarato, ma voi volete continuare a pompare l'acqua a Tempio da Buddusò? O vogliamo ancora far scaricare le fogne nel Cedrino? Dobbiamo continuare a fare queste cose? Un piano infrastrutturale non è, come dicono fonti maliziose, un piano delegato alla discrezionalità di uno. È un piano che accompagna un fabbisogno che è stato censito da tutti i rami dell'amministrazione e purtroppo non solo dell'Amministrazione regionale, ma anche delle autorità giudiziarie quando hanno perseguito chi non ha badato a difendere il territorio della Sardegna.

Il tema del rischio idrogeologico è il tema centrale del piano infrastrutture, ma lo stiamo affrontando anche con l'idea di poter attingere a risorse nazionali, a quelle del Piano Juncker. Poi non so se avremo bisogno di un question time, perché voi concentrate la domanda nelle sessioni bilancio e lo capisco, però lo dico così: per me è stato simpatico vedere una delle più alte autorità del Governo dirmi che avevo ragione nel dire che il Piano Juncker ha delle caratteristiche nei rapporti con le Regioni nebulose, che il Piano Juncker quando parla di bancabilità cerca tariffa, mentre noi abbiamo bisogno di infrastrutture senza tariffa. Quindi è una partita molto aperta, ma sul rischio idrogeologico ha ragione l'onorevole Meloni, e noi ci stiamo lavorando da molto tempo, anche insieme all'onorevole Meloni. Abbiamo censito un fabbisogno, ci stiamo lavorando, stiamo dicendo alle amministrazioni locali che in Italia vige un sistema darwinista che più ha progetti esecutivi più tira finanziamenti pubblici, li abbiamo stimolati a fare progetti esecutivi. Noi competiamo su quelle risorse, ma con certezza copriremo le spalle ai comuni più bisognosi di sicurezza, non a pioggia. Non a pioggia! E tra questi c'è Olbia, c'è il Cedrino, c'è l'area di Solarussa, ci sono le aree esposte di Marrubiu, di Terralba, quelle su cui abbiamo fatto gli interventi di cui voi siete a conoscenza, perché i sindaci sicuramente vi avranno informato.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 322, 494 e 621, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Presidente, chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 92, 180 e 160, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Fasolino ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 23

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 181, 493 e 661, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 23

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 182 e 842, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Siccome io credo di saper parlare l'italiano, Assessore, e di saperlo anche leggere, devo dire che il comma 3 non chiede ai comuni di dare segni di vita, chiede ai comuni di assumere obbligazioni giuridiche vincolanti. Più avanti esamineremo un emendamento che abbiamo presentato noi, in cui invece facciamo riferimento all'erogazione del primo finanziamento e comunque dell'anticipazione per calcolare questo tempo.

Io sono d'accordo con il concetto che nessuno può tenere ad libitum finanziamenti fermi. Su questo siamo d'accordo, non ce lo possiamo più permettere, però una cosa è dire questo altro è dire che al trecentosessantunesimo giorno scatta una tagliola in maniera ingiustificata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, ha ragione l'onorevole Cossa nel chiedere una precisazione. Il comma 3 va letto insieme al comma 2, che emenda e di fatto fa decadere la disciplina della legge numero5. E quindi stiamo parlando della sostituzione con crono programma coordinati di Regione e comuni che vengono disciplinati con delibera di Giunta e l'avallo della Conferenza Regione-enti locali. Si ritiene che questa disciplina, che scoordina i crono programmi, consenta l'assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolante a un anno dall'erogazione della somma, ma, si badi, non si andrà più col tema del 10 per cento della delega, ma si andrà diversamente, in maniera tale da accompagnare l'appalto così come concordato nella Conferenza Regione-enti locali, cioè con procedure semplificate. L'interferenza delle autorizzazioni, che intervengono soprattutto sull'idrogeologico, è fatta salva dalle procedure successive. Non so se sia di sua soddisfazione la risposta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 182 e 842, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Manca Gavino ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 184 e 843, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Usula ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 185 e 713, uguali.

Onorevole Pittalis, chiarisco che sono tre emendamenti, il numero 185, 593 e il 713, uguali. L'emendamento numero 593 è stato ritirato. Permangono gli emendamenti numero 185 e 713, sui quali la Commissione ha dato parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io vorrei tornare sull'emendamento numero 591 della Giunta regionale, che mi pare un emendamento di buon senso tra l'altro, per capire qual è la sorte di questo emendamento, visto che non è stato chiamato. Se è stato ritirato direi che invece sia il caso di farlo proprio e di tornare a un ragionamento… Non siamo già avanti, non è stato chiamato. Allora, l'emendamento doveva essere chiamato e la Giunta avrebbe dovuto dire che è ritirato, perché noi intendiamo farlo nostro, essendo un emendamento di buon senso. Lo dico senza alcuna riserva, perché le cose fatte bene dalla Giunta siamo disposti a sostenerle. Leggete bene cosa è scritto nell'articolo e cosa è scritto in quell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici

MANINCHEDDA, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Onorevole Pittalis, le chiedo, sulla fiducia, di vedere gli emendamenti sostitutivi parziali che seguono e che correggono il testo, perché quell'emendamento verrà sostituito da un testo che non comprende queste parole.

PITTALIS PIETRO (FI). Sulla fiducia, perché ci pareva di buon senso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 185 e 713, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Busia e Solinas Antonio hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 24

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 594 è stato ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 186 e 715, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Usula ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 24

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 187 e 717, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 188 e 722, uguali.

(Segue la votazione)

Prende atto che i consiglieri Pigliaru e Ruggeri hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 24

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 190 e 667, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 191 e 668, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Dedoni, Floris e Peru hanno votato a favore e che il consigliere Ledda ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 192 e 635, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Oppi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 23

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 189 e 724, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 23

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 194 e 727, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Pinna Rossella ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 23

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 196 e 611, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Locci ha votato a favore e che la consigliera Pinna Rossella ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 54

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 23

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 197 e 610, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Rubiu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 23

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 195, 201 e 729, uguali.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 23

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 198 e 730, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cappellacci e Tedde hanno votato a favore e che i consiglieri Comandini e Moriconi hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 22

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Sui restanti emendamenti chiediamo la votazione per alzata di mano, solo per chiudere con l'articolo 5.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 199 e 731, uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 200 e 732, uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Gli emendamenti numero 202 e 692 sono stati ritirati.

Metto in votazione gli emendamenti numero 203 e 693, uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 205 e 694, uguali.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 249. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 248. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 250.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). L'emendamento è molto semplice, vorrei solo proporre una correzione. Nel testo si parla di "competente Commissione consiliare", invece dovremmo scrivere "le competenti Commissioni consiliari". Solo questo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 250. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 358.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Presidente, intervengo per chiedere scusa all'onorevole Pittalis e per dire che noi non avevamo coordinato il ritiro dell'emendamento da lui segnalato opportunamente, e lo ringraziamo, con quelli presentati ex novo. Abbiamo una sola possibilità di emendare il comma 3, chiedendo la soppressione delle parole da "nonché" a " per il successivo biennio", che è il testo dell'emendamento segnalato dall'onorevole Pittalis. Lo possiamo fare solo con un emendamento orale, chiedendo al Consiglio l'unanimità per procedere in questo senso. Sostanzialmente si sta togliendo la sanzione agli enti locali che non impegnano le risorse nell'anno di cui parlava l'onorevole Cossa. Per cui, siccome l'anno è disciplinato in rapporto pattizio in sede di Conferenza delle Regioni, ma può intervenire una disciplina ulteriore o quant'altro, si toglie la sanzione. Quindi, qualora loro accettassero l'emendamento, toglieremo dal comma 3 le parole conclusive che vanno da "nonché l'esclusione" a "per il successivo biennio". Grazie, onorevole Pittalis, per quel rilievo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, credo che stiamo parlando dell'emendamento numero 358, poi l'Assessore è intervenuto…

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Per chiedere un emendamento aggiuntivo su questo.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì, ho capito benissimo, però comunque stiamo parlando anche dell'emendamento numero 358, che cambia radicalmente il senso del primo periodo del comma 2, perché scompare il requisito dell'immediata appaltabilità, introducendo, dal mio punto di vista, elementi di discrezionalità, sia pure temperati, per le procedure di cui ha parlato l'Assessore nel suo intervento. In particolare, come accennavo prima, Assessore, a me preoccupa un aspetto delle progettazioni, cioè io temo che, se non si introducono dei criteri o comunque dei meccanismi che indirizzino l'attività di progettazione da parte degli enti locali, noi induciamo un meccanismo che rischia di diventare perverso e incontrollabile. Quindi le chiederei, Assessore, di soffermarsi un attimo su questo aspetto che io trovo preoccupante per gli effetti patologici che può generare.

PRESIDENTE. Credo che sia utile un ulteriore chiarimento.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Allora l'emendamento che loro stanno per approvare o comunque per votare ha questa finalità: il fondo deve poter servire a progettare in funzione della cantierabilità o a finanziare la sola cantierabilità. Quando si finanzia la sola cantierabilità scatta il meccanismo successivo dell'anno, perché evidentemente l'amministrazione è già arrivata ad avere un progetto definitivo o esecutivo appaltabile. Ecco perché l'indicazione dell'anno è sufficiente, vuol dire che ci sono le autorizzazioni.

Nel finanziamento della progettazione è opportuno mettere paletti? Ci si è pensato, però si entra in una sfera di un ente equiordinato. Ovviamente queste opere devono stare dentro il piano triennale, dentro la programmazione dell'ente locale, certamente, ma noi non possiamo dire quest'opera sì, quest'altra no. Possiamo, con la delibera di Giunta che nasce dalla concertazione in Conferenza Regione-enti locali, stabilire delle priorità, cioè in quella delibera, che è annuale, si dovrebbe dire, per esempio: "prioritari gli interventi sul rischio idrogeologico", "prioritari gli interventi di…". Noi immaginiamo di inserire lì lo stretto vincolo di progettazione ed esecuzione dell'opera. Dall'altra parte ci troviamo di fronte all'Unione europea e alla Repubblica italiana che sempre più escludono dalla competizione per le risorse le amministrazioni prive di progettazione appaltabile. Questo sta accadendo purtroppo anche sulle risorse relative al rischio idrogeologico. Per cui, come lei sa bene, non vi è una legge capace di contenere la malizia degli uomini, perché la malizia è creativa, ha la stessa radice dell'amore, ma al contrario, però possiamo tentare di imbrigliare questo rischio nella delibera di regolamentazione di accesso che viene fatta in sede di Conferenza Regioni-enti locali. Noi abbiamo pensato che possa essere una griglia sufficientemente selettiva.

PRESIDENTE. Se posso, avanzo una proposta dal punto di vista procedurale, perché in realtà l'emendamento orale proposto qui non si riferisce a questo comma, ma al comma 2. La proposta è che si voti tutto l'articolo per parti, meno il comma 3, e al comma 3 venga inserito l'emendamento soppressivo proposto dall'Assessore. Sempre se siamo d'accordo, però votando per parti l'articolo, perché l'emendamento proposto non è pertinente al comma in questione.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, solo per dire che, proprio per eliminare quelle parole che ha appena citato l'Assessore, ho presentato un emendamento che riscriveva sostanzialmente il comma 3 senza quella dicitura, quindi da "nonché" in poi sostanzialmente.

(Interruzioni)

È stato bocciato dall'Aula. Era la stessa cosa che ha detto l'Assessore, sostanzialmente.

PRESIDENTE. Si tratta dell'emendamento numero 86, a pagina 187, che ancora non è stato votato dall'Aula. È proprio quello che dobbiamo votare adesso.

Sì, confermo che l'emendamento che dobbiamo votare adesso, il numero 86, a pagina 187, è un emendamento sostitutivo parziale che comprende proprio l'emendamento orale proposto dall'Assessore. Chiedo scusa, l'emendamento numero 86 viene subito dopo, ora è in discussione l'emendamento numero 358, quindi se siamo d'accordo chiedo il parere alla Commissione sull'emendamento. L'emendamento numero 86, a pagina 187, su cui era stato espresso parere negativo, contiene esattamente la proposta di emendamento orale fatta dall'assessore Maninchedda. Quindi se siamo d'accordo possiamo procedere così.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Certo, va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 358, che ha avuto il parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 86, di cui parlavamo prima, su cui è stato espresso parere favorevole da parte della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 508. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 383. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, l'emendamento numero 86?

PRESIDENTE. È stato già votato e approvato.

L'emendamento numero 595 è ritirato. L'emendamento numero 449 è inammissibile. C'è un invito al ritiro dell'emendamento numero 20.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). È ritirato alla luce degli impegni della Giunta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 448. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 447 e 446 sono stati dichiarati inammissibili.

Possiamo procedere alla votazione dell'articolo 5, senza il frazionamento, perché abbiamo risolto con l'emendamento numero 86.

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 492 è inammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 507. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 862, che è un emendamento all'emendamento numero 779.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, solo un secondo per precisare che con questo emendamento che, di fatto, sostituisce l'emendamento numero 779, anche in accordo con la Giunta si vuole sostanzialmente mettere mano, una volta per tutte, alla partita degli accordi di programma, dei PIA o di altre opere che non sono state delegate, ma per le quali esistono degli accordi sottoscritti, in modo tale che si possa, con l'utilizzo anche delle risorse comunitarie, risolvere definitivamente questi interventi.

L'Assessore ha preso un impegno per andare in questa direzione, mi farebbe piacere che lo confermasse.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 862. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 296. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 210. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 597. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 38. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 509. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 22 decade per assenza di copertura finanziaria.

Metto in votazione l'emendamento numero 450. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 510. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 51 e 52 sono stati dichiarati inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 481.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, se mi consente, senza tornare indietro, però per capirci. L'emendamento numero 22 in realtà, quello a pagina 216, che è stato dichiarato inammissibile per difetto di copertura, in realtà prevede che una quota pari a euro 50 milioni a valere sulla UPB, quindi si tratta di un emendamento che ha già copertura sui fondi di cui alla tabella F, come è anche ben articolato. Quindi, qui non si tratta di individuare risorse aggiuntive, lo pongo solo come problema per capire se anche altri emendamenti così formulati rischino di trovarsi nella medesima condizioni di inammissibilità, perché qui è a valere sulle somme che sono già previste a valere sulla UPB 07. C'è la capienza!

PRESIDENTE. Se posso precisare, in realtà il finanziamento a questo articolo derivava dall'emendamento numero 20, che è stato ritirato dall'onorevole Meloni, che prevedeva l'utilizzo di 50 milioni di euro dal fondo che era di 454 milioni di euro, quindi è uno spostamento di 50 milioni.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma non sono in correlazione, Presidente, i due emendamenti, sono autonomi. Io capisco la finalità di quell'emendamento, si trattava di creare ulteriore provvista per non intaccare altre voci, però tecnicamente ritengo che questo emendamento sia ammissibile. Lo sottolineo solo perché non capiti anche per qualche altro emendamento, per esempio, a pagina 209 mi pare che sia...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, l'emendamento comunque non ha la copertura, andrebbe a modificare la tabella F senza una copertura finanziaria.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma è a valere su risorse che sono previste... è una riserva...

PRESIDENTE. Manca l'indicazione, doveva essere indicato come prelievo sulla tabella F, quindi procediamo con le votazioni degli emendamenti residui.

Metto in votazione l'emendamento numero 481. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 596 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 445. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 826.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). "Non si fanno più campanili né marciapiedi, oggi piacciono le infrastrutture e le grandi strutture". Queste sono le parole dell'Assessore, ma la Sardegna necessita anche di piccole strutture per far vivere i sardi. Quindi, cara Giunta, caro Assessore, 1 milione di euro su un bilancio di 8 miliardi di euro penso che sia doveroso, penso che rappresenti un buon modo di amministrare, penso che sia veramente un obbligo verso un territorio messo in ginocchio dalla crisi, ma anche dal crollo di un ponte avvenuto il 18 giugno, un ponte importante per la viabilità su un'arteria principale che collega la provincia di Sassari con Santa Teresa di Gallura, un ponte di cui usufruiscono sia i cittadini sia chi produce, che è funzionale per tutte le attività di quel territorio.

Quindi io dico che è veramente doveroso e allora altro che moltiplicatore keynesiano, qui c'è un moltiplicatore keynesiano al contrario, perché crea costi, perché appesantisce le casse dell'amministrazione regionale, perché crea veramente povertà estrema. Allora io penso che ci debba essere sensibilità da parte della Giunta e dell'intero Consiglio perché si possa veramente, dopo tantissimi mesi, porre rimedio all'interruzione di una strada. Questa è una grande priorità e la mano sulla coscienza ce la dobbiamo mettere tutti. Quindi se quest'emendamento viene respinto, chiedo alla Giunta che anche attraverso un ordine del giorno possa essere preso l'impegno per quest'opera nell'ambito della pianificazione delle infrastrutture che la Giunta dovrà fare attraverso il mutuo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Onorevole Peru, la Giunta non è ammalata di gigantismo. Abbiamo detto che facciamo infrastrutture regionali grandi o piccole che servano, ma che stiano dentro una filosofia regionale. Certamente l'interruzione di una strada provinciale come la SP 91 ha rango regionale e se nelle more della riorganizzazione della provincia di Sassari che sta complicando questa procedura dovessero ulteriormente manifestarsi impedimenti alla realizzazione di quest'opera e qualora manchi la copertura finanziaria, le assicuro che nella ripartizione delle risorse del mutuo per le infrastrutture il ripristino di quella strada provinciale sarà presente, come avevamo già avuto modo di assicurarle per le vie brevi, ovviamente nel tempo che sarà possibile dopo che il Consiglio approverà il mutuo e la Regione autonoma della Sardegna potrà contrarlo, prima certamente no.

Ne approfitto per precisare ciò che chiedeva l'onorevole Cossa prima, il ruolo di AREA. Bene, il ruolo di AREA rispetto alle strade provinciali è un paracadute, perché nelle altre regioni d'Italia le strade provinciali stanno passando alle Regioni, ma finché noi non avremo chiarezza delle risorse per la manutenzione, questo è un tema che rimarrà aperto. Nelle more di tutto questo stiamo preparando l'ente che potrebbe ricevere questo incarico e quindi fare manutenzioni in maniera più efficiente rispetto a quanto non ha fatto la provincia di Sassari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 826.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Locci - Oppi - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 20

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 583 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 35. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 37. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 585, che ha avuto il parere favorevole della Commissione. Il comma 3 è stato dichiarato inammissibile.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Vorrei esplicitare al Consiglio la portata dell'emendamento, perché è opportuno che su questi temi si sia consapevoli di ciò che si sta facendo. Mentre il primo comma è eminentemente contabile, il secondo e le lettere a) e b) hanno una portata rilevante. Le precedenti amministrazioni avevano accantonato a tutela del solo debito bancario del gestore idrico integrato Abbanoa 42 milioni di euro in due tranche: 6 milioni e 36 milioni. La società di certificazione, la KPMG S.p.A., ha detto che il bilancio Abbanoa si regge rispetto ai suoi debiti con le sue forze; noi stiamo svincolando il fondo di garanzia e lo stiamo destinando ad asciugare un sistema di debiti che incombe sul sistema pubblico e che parte dai comuni, che hanno un contenzioso con Abbanoa sulle acque meteoriche, al riequilibrio del rapporto ENAS-consorzi di bonifica che vantano verso ENAS crediti considerevoli. Il tema era connesso al comma successivo, che è stato dichiarato inammissibile e che riguarda i consumi elettrici dei consorzi di bonifica che, perché loro lo sappiano, in tre anni sono cresciuti del 58 per cento, per cui si pensava di calmierarli. Lo dico al Consiglio perché è un'operazione che ha un forte impatto di protezione dei cittadini da incrementi tariffari.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 585. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La Commissione è convocata alle 15 e 30 e il Consiglio è convocato alle ore 16 e 30.

Sull'ordine dei lavori

OPPI GIORGIO (UDC). No, Presidente in un'ora non ce la facciamo!

PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione mi dice che è congruo il tempo dalle 15 e 30 alle 16 e 30. Se servirà un po' di più, attenderemo in aula che finisca la Commissione, come si è sempre fatto.

OPPI GIORGIO (UDC). Abbiamo terminato l'articolo 5, di fatto. E' chiaro che alle ore 15 dobbiamo andare a pranzo, si faranno le 15 e 30, in un'ora non facciamo in tempo.

PRESIDENTE. Allora spostiamo la convocazione del Consiglio alle ore 17, e terminiamo i lavori alle 23, anziché alle 22. Grazie.

La seduta è tolta alle ore 14 e 17.