Seduta n.54 del 19/11/2014 

LIV Seduta

(POMERIDIANA)

Mercoledì 19 novembre 2014

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

Indi del Vicepresidente Eugenio LAI

Indi del Presiedente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 35.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 12 novembre 2014 (51), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Angelo Carta e Marcello Orrù hanno chiesto congedo per la seduta pomeridina del 19 novenbre 2014.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

D.L. n.140

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Chiedo scusa, Presidente, ma prima che si riprenda l'ordinario lavoro, avendo appreso che l'ARPAS ha presentato le carte bioclimatiche della Sardegna e chiaramente ci dà una fotografia di quella che potrebbe essere la Sardegna nel futuro, quindi si vedono quelli che sono i fenomeni eco-ambientali che modificano, dietro il clima, tutte le situazioni di aridità, e interessano animali e vegetali, io chiederei al Presidente, così come per altri aspetti che adesso non cito ma che lascio all'intelligenza del Presidente, di farsi portavoce presso la Giunta affinché tutti i consiglieri regionali vengano ad avere quel carteggio, perché se si deve legiferare, se si deve conoscere quello per cui operiamo in quest'Aula, credo che sia opportuno che tutti gli indicatori tematici vengano ad essere presenti. Siccome era buon uso, in temporibus illis, fare questo, ma da qualche legislatura in qua non avviene più, quasi che si serbi nel sancta sanctorum della Giunta, che poi non se ne fa niente e lo dà all'amico dell'amico e così via, è bene che il Consiglio regionale abbia tutti gli atti affinché con coscienza possa operare. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Bene, chiederemo alla Giunta di mettere a disposizione del Consiglio tutti gli atti, compreso questo che lei ha citato.

Prima di riprendere i lavori sul D.L. n. 72, volevo dire che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di ammettere alla discussione oggi un ordine del giorno sulla Croce rossa italiana e un disegno di legge che è stato presentato su "Interventi straordinari per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche", quindi, al termine dei lavori sul D.L. n.72 si procederà alla discussione dell'ordine del giorno e del disegno di legge che ho citato.

Continuazione della discussione e approvazione del disegno di legge: "Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione". (72/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge n. 72.

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressi totali numero 18, uguale al numero 80 e al numero 150, il soppressivo parziale numero 79 e l'aggiuntivo numero 36.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Articolo 6

Sostituzione dell'articolo 16 della legge regionale n. 31 del 1998 (Strutture organizzative e dotazioni organiche degli enti)

1. L'articolo 16 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"Art. 16 (Strutture organizzative e dotazioni organiche degli enti, delle agenzie, delle aziende e degli istituti)
1. Gli enti, le agenzie, le aziende e gli istituti del sistema Regione definiscono l'organizzazione degli uffici e le dotazioni organiche attenendosi alle disposizioni del presente Titolo, a eccezione di quelle concernenti gli organi d'indirizzo politico. Qualora, con riguardo alla loro dimensione e alla complessità organizzativa risulti adeguata l'istituzione di una sola posizione dirigenziale questa svolge le funzioni di cui agli articoli 23 e 24.
2. Gli atti adottati ai sensi del presente articolo rientrano, ai fini dell'esercizio del controllo preventivo, tra quelli indicati dall'articolo 3, comma 1, lettera e) della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti e aziende regionali).
3. Nelle agenzie AGRIS, ARGEA, LAORE e nell'azienda AREA è prevista una sola direzione generale e, fermo restando quanto previsto dal secondo periodo del comma 1, i servizi costituiscono le uniche articolazioni organizzative di livello dirigenziale.
4. Fino all'approvazione della legge regionale di riordino degli enti locali, in tutti i territori delle otto circoscrizioni elettorali di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano e Sassari, corrispondenti a quelle risultanti alla data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale dell'anno 2009, è comunque mantenuta la presenza delle attuali articolazioni organizzative anche di livello dirigenziale del sistema Regione.".

INSERIRE EMENDAMENTI ).

Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sull'emendamento numero 18, che poi è uguale al numero 80 e al numero 150, ed è contrario anche sull'emendamento numero 79. Per l'emendamento numero 36 si invita al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma la Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale riforma della Regione. La Giunta condivide il parere del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 18, 80 e 150, di identico contenuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 18, 80 e 150.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 79.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 36.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Io non ritiro l'emendamento, nonostante l'invito della maggioranza, però siccome sono una persona cortese annuncio che ritiro l'emendamento successivo, il numero 19. Non lo ritiro anche perché la ratio di questo emendamento era quella di dare un contributo alla legge, e, visto che si sta creando un Sistema Regione, l'emendamento è stato presentato per arrivare ad una dotazione organica della Regione, non ad una dotazione suddivisa sulla base dei vari enti e agenzie della struttura regionale stessa, ma creare un unico calderone in modo tale che poi anche quei processi di mobilità, di spostamento del personale fossero più fluidi e quindi risponde in pieno alle logiche e alla ratio dello stesso testo che stiamo oggi esaminando. L'emendamento è stato presentato per questo ovviamente il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Prima però della votazione dell'emendamento numero 36 dobbiamo votare il testo dell'articolo 6.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Torniamo all'emendamento numero 36. Andiamo avanti con le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 36.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Grazie Presidente, velocemente l'invito al ritiro era proprio perché come dire non solo è coerente ma è addirittura contenuto nel testo; è il concetto del Sistema regione. Quindi per questo si diceva essendo già contenuto è inutile aggiungere un altro articolo che dice le stesse cose. Quindi certamente condividevamo e condividiamo l'articolo, ma è già in legge, se legge diventerà questo disegno di legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 36.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6 bis. All'articolo 6 bis è stato presentato l'emendamento numero 19.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 6 bis

Modifiche dell'articolo 21 della legge regionale n. 31 del 1998 (Qualifica dirigenziale e relative funzioni, soppressione delle funzioni di studio, ricerca e consulenza)

1. La lettera d) del comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale n. 31 del 1998 è abrogata.

Inserire emendamento

.)

TRUZZU PAOLO (Sardegna). L'emendamento numero 19 è ritirato.

PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 20 uguale agli emendamenti numero 81 e numero 149, emendamenti sostitutivi totali numero 169, sostitutivi parziali numero 131, emendamenti aggiuntivi numero 37 e numero 129.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:

Art. 7

Sostituzione dell'articolo 26 della legge regionale n. 31 del 1998 (Compiti del dirigente assegnato a studi e ricerche, Unità di progetto)

1. L'articolo 26 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"Art. 26 (Unità di progetto)
1. Senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, possono essere costituite Unità di progetto per il conseguimento di obiettivi specifici, anche intersettoriali, coordinate da personale dirigente del sistema Regione ovvero da dipendenti in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale, individuati con le modalità di cui all'articolo 28, commi 4 ter e 4 quater.
2. La Giunta regionale stabilisce i criteri di funzionamento, la composizione, le modalità di formazione e di conferimento delle funzioni, la durata delle Unità di progetto e ne individua gli obiettivi.".

Inserire testi degli emendamenti.)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta discussione. Non ho iscritti a parlare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Il parere è contrario agli emendamenti numero 20 che è uguale agli emendamenti numero 81 e numero 149, contrario all'emendamento numero 169 è favorevole sull'emendamento numero 131, contrario sull'emendamento numero 37, è favorevole sull'emendamento 129.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme al parere del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 20, numero 81 e numero 149 che sono uguali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 20, numero 81 e numero 149 che sono uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 169.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 169.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 131 con parere favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 131.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo dell'articolo 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 37.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 37.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 129 con parere favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Il Capogruppo conferma la richiesta di voto segreto?

PITTALIS PIETRO (FI). Confermo.

PRESIDENTE. È stato chiesto il voto a scrutinio segreto per l'emendamento numero 129 con parere favorevole della Commissione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 129.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 21 che è uguale all'emendamento numero 148, numero 61 che è stato ritirato, abbiamo i sostitutivi parziali numero 134, numero 164 e numero 39. Poi abbiamo gli aggiuntivi numero 105, 38 e 137.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:

Art. 8

Modifiche all'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998 (Attribuzioni delle
funzioni dirigenziali)

1. All'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 3 dopo le parole "del corpo medesimo" sono aggiunte le seguenti: "ovvero ad altri dirigenti del sistema Regione, in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisite nelle materie di competenza del Corpo forestale, ferma restando l'applicazione dell'articolo 29.";

b) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: "3 bis. Le funzioni di direttore generale o le funzioni ad esse equiparate nelle amministrazioni del sistema Regione sono attribuite per un periodo massimo di cinque anni. 3 ter. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 29, il trattamento economico delle posizioni amministrative apicali nelle amministrazioni del sistema Regione non può superare quello previsto per i direttori generali dell'Amministrazione regionale.
3 quater. Le disposizioni dell'ordinamento regionale in contrasto con quanto previsto nei commi 3 bis e 3 ter sono abrogate.";

c) nel comma 4 sono apportate le seguenti modifiche:

1) le parole "nonché quelle di studio, ricerca e consulenza" sono abrogate;

2) le parole "dell'Amministrazione" sono sostituite dalle seguenti: "del sistema Regione".

d) il comma 4 bis è sostituito dai seguenti: "4 bis. La Giunta regionale, fino all'espletamento dei concorsi pubblici per l'accesso alla dirigenza e nei limiti del 10 per cento delle posizioni dirigenziali del sistema Regione, può autorizzare, per inderogabili esigenze di salvaguardia della salute e della incolumità delle persone, nonché di sicurezza dei luoghi, l'attribuzione temporanea delle funzioni di cui al comma 4 a dipendenti in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale.
4 ter. La Giunta regionale stabilisce i criteri e le modalità per l'attribuzione degli incarichi di cui al comma 4 bis e, valutata la necessità organizzativa, autorizza l'avvio delle relative procedure selettive per titoli e colloquio.
4 quater. Gli incarichi di cui al comma 4 bis hanno durata massima di ventiquattro mesi e non sono immediatamente rinnovabili. Al dipendente spetta per la durata dell'incarico il trattamento accessorio del personale con qualifica dirigenziale.
4 quinquies. L'esercizio delle funzioni attribuite ai sensi del comma 4 bis non costituisce titolo valutabile ai fini dell'accesso alla carriera dirigenziale.";

e) nel comma 7 l'ultimo periodo è abrogato;

f) nel comma 8 il periodo "La revoca non può essere disposta nei dodici mesi successivi all'insediamento della Giunta regionale" è abrogato.

EMENDAMENTI

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). Sulla base di alcune disquisizioni di stamattina, a me ha meravigliato molto che in questo articolo 8, il comma primo lettera a) sia l'unica norma sul Corpo forestale presente in questo disegno di legge. È opportuno che eventuali modifiche alla normativa riguardante il Corpo vengano apportate in sede di discussione della specifica legge di riforma; non si comprende questo, è veramente difficile capirlo. Anche perché si è detto stamattina che di fatto bisognava evitare che qui ci fossero norme relative al personale, e questa è una norma al personale, è inutile che si voglia dire, era addirittura da estrapolare da questa legge. E voglio dire a riguardo che forse avete una scarsa conoscenza del Corpo forestale, perché voi dite che in effetti ci sono le condizioni, andando al di fuori dell'attribuzione delle funzioni dirigenziali con la direzione generale dell'area legale "è preposto un avvocato abilitato", e questa è un'altra cosa, ma all'articolo 72 a) eccetera, modifiche… "al comma 3 dopo le parole "medesimo" sono aggiunte le seguenti: "ovvero ad altri dirigenti del sistema Regione" che possono svolgere quel ruolo; è pura follia questa! Perché non c'è mai stata una possibilità che il direttore generale del Corpo forestale fosse un dirigente della Regione, ovvero, in un modo molto anomalo si è scritto che poteva essere anche una persona che avesse una conoscenza specifica, professionalità ed esperienza acquisita nelle materie di competenza del Corpo forestale. Se uno non ci ha lavorato, se uno non è all'interno, forse non sa neanche che cosa fa il Corpo forestale. Il Corpo forestale è riconosciuto per il fatto che nel settore dell'investigativo è certamente all'avanguardia; ci sono 21 operatori del settore che sono presso le Procure della Repubblica e ci sono oltre 100 deleghe che vengono date direttamente ai nuclei del Corpo forestale dai Magistrati. Allora è chiaro che questo è riconosciuto da tutti, siccome non si è mai avuto il coraggio di dire con molta fermezza che il Corpo forestale costa circa 30 milioni all'anno alla Regione, potrebbe invece essere accorpato come le altre regioni allo Stato, così risparmiamo 30 milioni, perché dite che voi siete dei professoroni che sapete creare le condizioni per risparmiare, ecco, l'unico risparmio che ci può essere è quello di accorpare il Corpo forestale sardo al Corpo dello Stato, come è dappertutto. Questo perché lo dico? Perché vedete, il Corpo forestale è talmente fuori dal circuito, e chiaramente questa è una marchetta, c'è una fotografia, la vedremo, non c'è bisogno di aspettare molto, è una marchetta chiara, ma mi fanno morire di infarto perché è un Corpo particolarmente affiatato fra di loro che, di fatto, svolge un ruolo fondamentale, perché in questa loro … la Regione gli dà anche le strutture operative perché possano fare questo tipo di lavoro, e allora voi ritenete che uno che non conosce, che non lavora presso il Corpo forestale, che è un Corpo a sé stante, diverso, possa di fatto essere un esterno? Uno comune? Potrebbe essere un laureato in scienze forestali, ma non è sufficiente, non ha un minimo di esperienza, non ha un minimo di competenza, quindi, voglio dire questo a Demontis e agli altri, questo inserimento della possibilità che un dirigente della Regione, e inizialmente c'era scritto anche fuori dalla Regione, possa ricoprire questo ruolo, non è in grado di farlo. Io sono stato Assessore dell'ambiente e so perfettamente come loro operano, conosco le loro capacità e il tipo di lavoro che fanno, vorrei capire, se l'Assessore è così cortese, che mi spieghi cosa vuol dire questo, e in qualsiasi caso, lo dico a Demontis e agli altri, anche questo è parlare di personale. Non è che il personale non va bene per il provvedimento precedente e va bene per questo; io credo che sarebbe stato corretto che per questioni di personale non venissero inserite all'interno del contesto di questa legge né per una cosa, né per l'altra. Comunque chiaramente io voterò contro e dico che questa è un'aberrazione, del resto il sindacato vi ha fatto delle osservazioni, ve le farà ancora, e credo che difficilmente si troverà una persona competente, senza avere le caratteristiche, salvo che, come ho detto prima, lo ribadisco, si voglia effettuare una classica marchetta, così come è stata sempre definita in quest'Aula, che ha soltanto il significato… marchetta è una cosa abituale, Assessore, qui dentro si usa con molta facilità, anche se qualcuno l'ha coniata, ma gli altri l'hanno sempre utilizzata qui dentro, e vuol dire che uno propone una cosa, oppure propone un emendamento sapendo che non sarà approvato, ma per poter dire poi all'esterno che lui lo ha proposto e invece gli altri gliel'hanno bocciato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il collega Oppi ha centrato utilizzando la parola migliore: è una norma aberrante, perché è impensabile che un dirigente, un alto dirigente della Regione possa assumere un ruolo dirigenziale in seno a un Corpo dove è prevista, per quella posizione, la funzione di ufficiale di polizia giudiziaria, praticamente si deve ricostruire un percorso che è ben chiaro a chi in questo momento svolge la delicatissima funzione e il delicatissimo ruolo di agente e ufficiale di polizia giudiziaria, e sono persone che sono chiamate a un ruolo di assoluta sensibilità, delicatezza, sono persone che lavorano fianco a fianco con le Procure, fanno un lavoro di intelligence vero e proprio, quindi si tratta di persone altamente professionalizzate ma, al tempo stesso, hanno un ruolo e una funzione che gli è stata data nel momento stesso in cui hanno fatto un giuramento per assolvere a quella funzione. E' impensabile che il migliore dei dirigenti superiori, dei dirigenti generali dell'amministrazione regionale possa, semplicemente con un articolo di legge, arrivare in quella funzione e in quel delicatissimo ruolo. Io credo che vada decisamente boicottata, votata contro su questo articolo, che prescrive esclusivamente un percorso, evidentemente fatto a modello e a fotografia, come ha già detto il collega che mi ha preceduto. Dobbiamo decisamente immaginare che invece vada preservata soprattutto la funzionalità e la professionalità degli operatori del Corpo forestale, che devono essere comandati da persone che parlano ovviamente lo stesso linguaggio, che è un linguaggio che sfocia naturalmente su terminologia su attività giuridica, ma che deve essere anche una funzione che deve trovare invece un suo percorso che non penso possa trasferirsi tout court grazie a questo semplicissimo e sbagliatissimo articolo. È un percorso altamente professionalizzante ed è un percorso che deve essere accompagnato… naturalmente è una funzione che viene esercitata, ed è impensabile che chi si è occupato oggi di cavilli burocratici, domani mattina possa essere al comando di un esercito di 1400 uomini, dimenticandosi che la sua funzione principale è proprio quella di essere un uomo delle istituzioni, o a fianco alle istituzioni più severe. Pensate un po', sono quelle che fanno anche in alcuni casi, spiacevoli e sgradevoli, tintinnare le manette, fanno scattare procedimenti di arresto, fanno scattare osservazioni e controlli anche attraverso intercettazioni telefoniche. Come si fa a delegare un pur bravo dirigente dell'amministrazione regionale? Quindi, sicuramente voto contrario da parte nostra.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per esporre alcune considerazioni su due aspetti dell'articolo 8. Il primo per rafforzare quanto detto dai colleghi Oppi e Crisponi, ma anche con dei fatti documentali, nel senso che è in trattazione, è stato presentato dal Ministro Madia il disegno di legge 15/77 che va verso una riunificazione dei Corpi in materia di polizia in particolare, e in questo senso noi crediamo, abbiamo presentato anche una mozione a tal proposito, che l'accorpamento del Corpo forestale, come diceva l'onorevole Oppi, della Regione a quello nazionale potrebbe essere davvero una soluzione efficace. Quindi crediamo che giustamente a dirigere questo Corpo così speciale non possa andare una persona, seppur possa avere delle grandi capacità e professionalità anche elevate, ma la conoscenza del sistema, la conoscenza di una materia così particolare e speciale, crediamo che debba rientrare nelle professionalità e nell'esperienza lavorativa di chi vi opera da anni. Un altro aspetto invece che riguarda quello delle sostituzioni delle figure dirigenziali, ma devo dire, anche perché durante il mio periodo assessoriale ho avuto modo di constatare che spesso le sostituzioni dei dirigenti sono avvenute nonostante ci siano ancora a disposizione un numero di dirigenti, e come dicevamo stamattina, invece, la nostra Regione potrebbe avere bisogno di meno direttori generali e forse anche di qualche dirigente in meno, tuttavia spesso e volentieri i facenti funzioni, così chiamati, hanno veramente sopperito nella guida di alcune direzioni e di alcuni servizi che sono diventati molto importanti per l'amministrazione e hanno consentito di portare avanti, appunto, l'attività della nostra Regione stessa. Quindi noi crediamo sia giusto che vengano inseriti principi e regole, però sinceramente vi dico che quanto scritto per quanto riguarda alcuni criteri, e cioè la salvaguardia… adesso non riesco a ritrovare proprio le parole esatte, però ci sembra che veramente siano state messe delle cose aberranti. Cerchiamo dei criteri. Abbiamo proposto anche degli emendamenti soppressivi per alcune cose estremiste che proprio ci sembrano assurde. La Regione non deve essere portata a una necessità assoluta di bene ambientale, di salvaguardia o così di chissà cos'altro. Molte volte basta che non si faccia un impegno o una determinazione di carattere finanziario e vengono meno veramente tante ragioni della nostra attività legislativa e amministrativa. Quindi io credo che forse sulla parte che riguarda i criteri dei facenti funzioni alcune cose vadano riviste. Abbiamo approvato ed è stata migliorata in Commissione la parte, aggiungendo anche quella che riguarda l'acquisizione di beni e servizi importanti, però, ecco, crediamo che non si debba proprio arrivare al limite, cioè sono dei criteri assolutamente improponibili.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Presidente, in realtà l'articolo 8, come gli altri, va nel segno della semplificazione. Intanto introduciamo delle misure volte a garantire la continuità amministrativa in caso di, diciamo in generale, assenza dei direttori generali e dei direttori di servizi, non più per automatismo, cioè per il più anziano, ma invece per designazione perché anche qua riteniamo che l'organo politico debba dare gli obiettivi e debba anche poter scegliere i dirigenti.

Sulla questione del Corpo forestale il ragionamento che facciamo è semplice. Noi riteniamo che il direttore generale, non solo in questo caso ma in generale, in tutti i casi, non debba essere necessariamente un esperto della materia. Il direttore generale oggi è un manager, questo deve fare, deve riuscire a gestire nel migliore dei modi la struttura che gli è affidata, non necessariamente essere un esperto. È il ragionamento che abbiamo portato e che quindi ha originato l'articolo del quale stiamo parlando.

Sulle questioni dei facenti funzioni, anche qua con la mobilità nell'intero sistema Regione, quindi con la disponibilità di tanti dirigenti di altre agenzie e della stessa Regione nei diversi settori, riteniamo che l'esercizio del facenti funzioni possa essere ridotto ai casi previsti dal disegno di legge, e cioè a inderogabili esigenze per la salvaguardia della salute, dell'incolumità delle persone, nonché della sicurezza dei luoghi. È anche vero che molti hanno svolto certamente funzioni importanti per la Regione, è pur vero che in alcuni casi può anche essere stata una posizione di privilegio; noi riteniamo che, invece, si debba il più possibile utilizzare la procedura concorsuale. Ci sono anche delle altre cose però. C'è la possibilità di revoca degli apicali non appena la Giunta si insedia. Noi rivendichiamo poteri, tra virgolette, all'organo politico, questa è una delle altre cose dell'articolo 8, non si devono aspettare 12 mesi, sempre per la stessa motivazione, perché la programmazione strategica è della politica e della politica è anche la scelta dei direttori generali. Da ultimo misure di contenimento della spesa pubblica perché si stabilisce che negli enti e nelle agenzie facenti parte del sistema Regione il corrispettivo del direttore generale non possa superare quelli iniziali della Regione, quindi gli attuali emolumenti dei direttori generali, e ancora che negli enti e nelle agenzie facenti parte del sistema Regione la figura del direttore generale coincida con quella del direttore di servizio, quindi ci sia un unico dirigente. Questo è l'articolo 8, che è molto più complesso, non perché non sia importante evidentemente, ma del semplice Corpo forestale e dei facenti funzioni…

(Interruzione del consigliere Oppi)

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Consigliere, io l'ho ascoltata con grande attenzione…

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, grazie.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Peraltro, dicevo, non è una norma sul personale evidentemente, è una norma sulla organizzazione della Regione, stiamo parlando di scelta dei direttori generali e quindi è assolutamente in linea con quello che finora abbiamo detto del disegno di legge numero 72 e con quello che diremo successivamente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non è propriamente così. L'articolo 8 rappresenta il banco di prova sulla credibilità rispetto a quanto questa mattina dichiarato dai banchi della maggioranza, dall'onorevole Pietro Cocco, dall'onorevole Arbau e da altri esponenti, e cioè la riserva di rimandare a un altro testo tutte le problematiche relative al personale. L'articolo 8 contiene due aspetti. Uno è stato messo bene in evidenza dai colleghi Crisponi e Oppi, che mi hanno preceduto, e sul quale voglio tornare, ma c'è un aspetto che riguarda propriamente non l'organizzazione della Regione, ma il personale. La lettera d) di quest'articolo recita testualmente: "La Giunta regionale, fino all'espletamento dei concorsi pubblici per l'accesso alla dirigenza e nei limiti del 10 per cento delle posizioni dirigenziali… può autorizzare… l'attribuzione temporanea delle funzioni di cui al comma 4 a dipendenti in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale". Cioè che cosa si sta facendo? Si sta facendo esattamente quello che stamattina avete cercato di gridare ai quattro venti che non si doveva fare e non si deve fare. Noi abbiamo proposto degli emendamenti, alcuni emendamenti proposti dalla stessa maggioranza che abbiamo fatto nostri e che avete bocciato e ritirato perché tutto doveva andare ad essere normato in altro contesto. E allora ce lo spiegate dov'è la coerenza? Vuol dire che avete l'idea che il personale della Regione possa essere disciplinato a seconda dei casi ritenendolo o di serie A, o di serie B o perfino di serie Z. State introducendo un meccanismo sperequativo discriminatorio che così non va, già sotto il profilo del metodo. Badate, noi vi aspettiamo all'emendamento sull'Ente foreste, perché se passa questo non ci sono ragioni giustificative perché non passi quello sull'Ente foreste. Questo lo diciamo a gran voce perché non avete più alibi, perché questo veramente è una vergogna, contraddice tutto quello che avete detto stamattina, e c'è un altro aspetto, che è quello della figura apicale del Corpo forestale. Beh, qui intendiamoci. A me sembra che sia un'operazione un po' spericolata. Io capisco che il Corpo forestale si occupa di indagini delicatissime, si occupa di un'attività investigativa in rapporto anche con gli uffici giudiziari, forse a qualcuno non va bene questo e allora lo dica e lo denunci pubblicamente. Se vogliamo un Corpo che sia assoggettato al controllo politico tout court e non alla magistratura diciamolo, e anche questa è una scelta, ma non si creino escamotage di questa natura per sottrarre il comando del Corpo forestale dai requisiti propri che in ogni parte di questo nostro Paese ricorre, perché non esiste sistema regionale dove il comandante non abbia specifici requisiti. Qui state attingendo dalla dirigenza tout court. Allora, noi questo ve lo sottoponiamo con attenzione e anche con preoccupazione perché state disinvoltamente intervenendo su meccanismi di selezione all'interno del corpo del comando forestale che abbisognerebbe di molta più prudenza e molta più attenzione. Stamattina avete fatto riferimento al pericolo di intervenire con modifiche che non tengano conto del sistema complessivo e qui state andando ad interventi per mettere toppe o per creare i presupposti per qualche dirigente che già avete individuato perché volete mettere lì e per avere il controllo dell'attività investigativa che stanno svolgendo in Sardegna. Questo, guardate, è pericoloso! È davvero pericoloso perché non siamo noi nel sistema americano del controllo del corpo di polizia sotto l'autorità politica.

Voi state introducendo un sistema e un meccanismo che davvero penso porrà non pochi problemi. Allora, l'invito che noi formuliamo è l'articolo 8, così com'è, venga interamente cassato. Allora sì, comprenderemo anche le ragioni perché avete invitato al ritiro degli altri emendamenti, si capisce perché vogliate proporre un ordine del giorno per gli operai, i dipendenti, i funzionari dell'ente foreste che hanno svolto mansioni superiori, tutto rientrerebbe in una logica, non condivisa da noi, ma almeno sarebbe serio il ragionamento che avete prospettato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, noi siamo nella discussione generale e regola vuole (non per togliere la parola al collega Arbau, ma per capire i meccanismi) che normalmente il Capogruppo del maggiore partito di opposizione chiude la discussione.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Rinuncio.

PITTALIS PIETRO (FI). No, no, vorrei che tu intervenissi, lo richiamo solo per il Presidente e gli Uffici.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). È un problema di prenotazione.

PITTALIS PIETRO (FI). Efisio, ti sto dicendo assolutamente non ne faccio questione, sto solo richiamando per una questione di regole e di correttezza.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, ho ben chiare le regole, però l'altra regola è che se un Capogruppo si iscrive mentre sta ancora parlando il Capogruppo di minoranza ha titolo, in base al Regolamento, a parlare. Io sono d'accordo con lei, è successo altre volte anche in questa legislatura. Il problema è che gli altri Capigruppo dovrebbero iscriversi anche loro entro i termini ed evitare di iscriversi soprattutto quando sta intervenendo il Capogruppo di minoranza. Io conosco bene le regole, le ho sempre rispettate, però mi trovo una prenotazione di un Capogruppo e gli devo dare la parola. Se si fosse iscritto prima del suo intervento sicuramente gliel'avrei data prima e non dopo. Mi pare che l'onorevole Arbau abbia rinunciato, quindi prendo atto di questo e la ringrazio.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, io non posso?

PRESIDENTE. No, lei si è iscritto dopo, non è Capogruppo, quindi non può intervenire.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti numero 21 e 148 che peraltro sono uguali; è contrario sugli emendamenti numero 61, 164 e 39, mentre è favorevole sull'emendamento numero 134. È ancora contrario sugli emendamenti numero 105 e 38 ed è favorevole sul 137.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 21 e 148, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 61 è stato ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 134.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Decadono quindi gli emendamenti numero 164, 39 e 38.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 137.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti numero 27, soppressivo totale, 95 e 96, soppressivi parziale, e il numero 104, sostitutivo parziale.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:

Art. 9

Modifiche all'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 1998 (Sostituzione dei direttori generali e dei direttori di servizio)

1. L'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"Art. 30 (Sostituzione dei direttori generali e di servizio)
1. In caso di vacanza le funzioni di direttore generale sono esercitate per un massimo di novanta giorni da altro dirigente della medesima direzione generale, individuato dall'organo politico con proprio provvedimento. In mancanza di designazione, le funzioni sono esercitate per un massimo di novanta giorni dal dirigente con la maggiore anzianità nelle funzioni di direttore di servizio della medesima direzione generale.
2. Il direttore generale, all'atto del proprio insediamento, designa con apposito provvedimento il dirigente della direzione generale che lo sostituisce in caso di assenza. In mancanza di designazione o di contemporanea assenza del direttore generale e del suo sostituto, le funzioni sono esercitate dal dirigente con la maggiore anzianità nelle funzioni di direttore di servizio della medesima direzione generale.
3. Nel caso di esercizio delle funzioni di direttore generale per oltre quarantacinque giorni da parte del sostituto, a questi compete, a decorrere dal quarantaseiesimo giorno, la differenza tra il trattamento economico in godimento e il trattamento economico più favorevole spettante in relazione alle funzioni esercitate.
4. In caso di vacanza le funzioni di direttore di servizio, fatta salva l'applicazione dell'articolo 28, comma 4 bis, sono esercitate dal dirigente con maggiore anzianità nella qualifica fra quelli assegnati alla direzione generale di cui il servizio fa parte, escluso il direttore della medesima, o, in mancanza di dirigenti, dal funzionario con maggiore anzianità nella qualifica fra quelli assegnati al servizio.
5. Il direttore generale entro trenta giorni dal suo insediamento, sentito il direttore di servizio, individua con proprio provvedimento, per ciascun servizio, il funzionario in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale che può svolgere le funzioni sostitutive in caso di assenza del direttore di servizio.
6. Nel caso di esercizio delle funzioni di direttore di servizio per oltre trenta giorni da parte del sostituto, a questi compete la quota parte dell'indennità di risultato attribuita per l'anno di competenza alla struttura dirigenziale in relazione alle funzioni esercitate.
7. In caso di pari anzianità nella qualifica, le funzioni sono esercitate dal più anziano di età.".

Emendamenti.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 27, 95, 96 e 104, cioè su tutti e quattro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Condivido il parere del relatore.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 27.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 95.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 104.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'articolo 10 è soppresso.

Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un unico emendamento soppressivo totale, il numero 29.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:

Art. 11

Modifiche all'articolo 33 bis della legge regionale n. 31 del 1998 (Conferimento di funzioni dirigenziali presso altre amministrazioni)

1. All'articolo 33 bis della legge regionale n. 31 del 1998 sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 1, le parole "dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti regionali del comparto" sono sostituite dalle seguenti: "del sistema Regione";

b) nel comma 2, le parole "dell'Amministrazione, delle agenzie e degli enti" sono sostituite dalle parole "del sistema Regione".

Emendamento

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Abbiamo soltanto un emendamento soppressivo totale e quindi metto in votazione il testo originale dell'articolo 11.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 30 uguale all'83 al 97 al 106 e al 147, l'emendamento numero 160 sostitutivo totale, i numeri 136, 98 uguale al 107, all'87 uguale al 109 e l'82 soppressivi parziali. Gli emendamenti sostitutivi parziali numero 166, 84 e il 5. Gli emendamenti aggiuntivi numero 86 uguale al numero 108, il numero 4, il numero 85, il numero 40, il numero 80 uguale al numero 110 e il numero 51, il 38 uguale al 110 e il 51.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:

Art. 12

Sostituzione dell'articolo 39 della legge regionale n. 31 del 1998 (Variazione provvisoria delle dotazioni organiche, mobilità nel
sistema Regione)

1. L'articolo 39 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"Art. 39 (Mobilità dei dirigenti e del personale del sistema Regione)
1. Nel sistema Regione il personale, ivi compreso quello con qualifica dirigenziale, può essere trasferito, a domanda o d'ufficio, tra le direzioni generali dell'Amministrazione, secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale nei limiti dei contingenti definiti ai sensi dell'articolo 15 e dell'articolo 15 bis.
2. Nel sistema Regione possono essere attivate procedure di trasferimento del personale in servizio a tempo indeterminato, ivi compreso quello con qualifica dirigenziale, in relazione alle esigenze di copertura delle rispettive dotazioni organiche e senza incremento della spesa complessiva per il personale, anche mediante compensazione del contributo di funzionamento. La Giunta regionale definisce i criteri e le modalità per la gestione delle procedure di trasferimento su proposta dell'Assessore competente in materia di personale.
3. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni compensative fra le relative unità previsionali di base.
4. Nel sistema dell'amministrazione pubblica della Sardegna possono essere stipulate apposite intese per la temporanea assegnazione di personale finalizzata al perseguimento degli obiettivi di governo. Le intese, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale, prevedono oneri, compiti e modalità di esecuzione.
5. Il presente articolo si applica anche al personale del soppresso ESAF, attualmente in servizio presso la società Abbanoa ai sensi dell'articolo 2, comma 3 della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10 (Norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato), e al personale dei soppressi EPT e AASSTT di cui alla legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005) attualmente in servizio presso gli enti locali.".emendamenti)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 30 che è uguale al numero 83, al numero 97, al numero 106 e al numero 47 è contrario.

Sull'emendamento numero 160 è contrario, sul numero 136 è favorevole, sul numero 98 uguale al numero 107 è contrario, sul numero 87 uguale al numero 109 è contrario, sul numero 82 è contrario, sul numero 166 è contrario, sul numero 84 è contrario, sul numero 5 è favorevole, sul numero 86 uguale al numero 108 è contrario, sul numero 4 è favorevole, sul numero 85, sul numero 40, sul numero 88 e sul numero 51 è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per ritirare la richiesta di voto elettronico palese sugli emendamenti all'articolo 12.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 30 uguale all'83, 97, 106 e 147. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 160. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 136. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 98 uguale al 107. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 87 uguale al 109. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'approvazione dell'emendamento numero 136 fa decadere gli emendamenti numero 166, 84, 86 che è uguale al 108. Quindi procediamo con la votazione dell'emendamento numero 82.

Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 88, uguale all'emendamento numero 110. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati degli Emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:

Art. 13

Sostituzione dell'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998 (Trasferimenti, assegnazioni e comandi, mobilità tra il sistema Regione e altre pubbliche amministrazioni)

1. L'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998, è sostituito dal seguente:
"Art. 40 (Mobilità dei dirigenti e del personale tra il sistema Regione e le altre pubbliche amministrazioni)
1. Ferma restando l'applicazione dell'articolo 38 bis, le amministrazioni del sistema Regione possono disporre il comando di proprio personale, anche di qualifica dirigenziale, verso le altre pubbliche amministrazioni.
2. Le amministrazioni del sistema Regione possono richiedere il comando di personale, anche di qualifica dirigenziale, in servizio presso le altre pubbliche amministrazioni nei limiti delle risorse stanziate in bilancio.
3. I comandi di cui ai commi 1 e 2 sono attivati secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, sentiti i dipendenti interessati, con provvedimento del direttore generale della direzione interessata.". Inserire emendamenti.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ma siccome stiamo accelerando, io non ho avuto modo neanche di segnalare l'emendamento numero 52, che peraltro aveva una valenza operando all'interno del Corpo Forestale da che se n'è occupati per altro aspetto. E in questo articolo che trattiamo adesso credo che voglio passare sott'occhio il fatto che si intenda commissariare i commissari. È un'azione che non capisco, non ho inteso quale sia la ratio di questa proposta, e non ho inteso bene se ancora una volta ci si vuole per forza appropriare perché passa un nuovo padrone e bisogna togliere tutto. Io non sono in anticipo, sto giocando d'anticipo per non essere nella posizione in cui passano gli emendamenti e io non faccio in tempo ad intervenire.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dedoni, ma l'emendamento a cui sta facendo riferimento non riguarda questo argomento.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, ho capito, ma sto giocando d'anticipo, perché non vorrei che succedesse come è successo prima, per cui passa un emendamento e non te ne accorgi che si è discusso delle cose che magari sarebbe stato bene arricchire con un dibattito. Sì, si parla di commissariamento, lo so bene, ma puntualmente io mi riferivo ad altro in modo che non scappi ancora una volta. Io vorrei farvi un invito, se dovete commissariare ditelo apertamente, ma non cercate di fare come dice l'onorevole Oppi, perché cito la fonte giusta, "marchette nascoste" perché non vanno bene. Gli emendamenti hanno una propria ragione perché vogliono mettere in condizione l'assemblea di ragionare su alcune cose che forse in commissione non si sono tenute nella doverosa attenzione che doveva essere prestata in quella circostanza. Io credo di avere sollecitato perlomeno l'attenzione per le prossime circostanze. Cercherò di essere ancora più puntuale nel pigiare il tastino, ma restano in piedi tutte le argomentazioni e tutte le difficoltà a capire quale ratio muova la maggioranza in questa direzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, l'articolo in discussione prevede la sostituzione all'articolo 40 della legge 31 del 98. Noi abbiamo voluto con un emendamento, che è il numero 58, proporre un argomento di riflessione che riguarda di fatto una tematica ben nota alla Giunta e all'intero Consiglio. Con la legge numero 1 del 2014 questo Consiglio regionale ha provveduto a trasferire competenze dalle Province nuovamente alla Regione. Questo argomento fa parte del più ampio tema della riorganizzazione degli enti locali, me ne rendo conto, ma nello specifico riguarda una parte del problema che è il personale assegnato a funzioni che verranno trasferite riassorbendole alla Regione o transiteranno verso gli enti locali. Io credo che in questa sede si possa cominciare ad affrontare una parte problema che è quello di riaffermare un principio tutto sommato consolidato, che è quello che il personale segue le funzioni. Nel 2014 con la legge 1 questo non è stato disciplinato, con l'emendamento in questione a quest'articolo noi proponiamo di disciplinare in via di prima applicazione di questa norma il principio secondo il quale il personale assegnato alle funzioni riassorbite dalla Regione può su propria istanza seguire la funzione e quindi essere inquadrato legittimamente nella dotazione organica che si occupa di quelle funzioni.

PRESIDENTE. Grazie. Non ho altri iscritti a parlare sull'articolo 13.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione è contrario:

all'emendamento numero 31, uguale agli emendamenti numero 89 e 99; all'emendamento numero 90, uguale all'emendamento numero 100; all'emendamento numero 91, uguale all'emendamento numero 101; all'emendamento numero 92, uguale all'emendamento numero 102; all'emendamento numero 93, uguale all'emendamento numero 103; e agli emendamenti numero 57, 41 e 58.

Il parere è favorevole all'emendamento numero 138.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme a quello del Relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale 31, uguale all'emendamento numero 89 e 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 90, uguale all'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 91, uguale all'emendamento numero 101. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 92, uguale all'emendamento numero 102. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 93 e 103 sono inammissibili.

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 138, con parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 57.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, ce n'è uno successivo che è uguale, quindi si può intervenire sull'uno e sull'altro, non c'è problema. Io credo che a nessuno sfugga la necessità che perlomeno ci si adegui a quelli che sono gli intendimenti della parte governativa, una volta tanto possiamo dire che a livello di Governo si sta procedendo nella direzione auspicata e cioè che ci sia una mobilità complessiva del personale statale, regionale e degli enti locali. Ora io mi chiedo perché noi ci dobbiamo arroccare su posizioni che non sono quelle di aprire e allargare quanto più è possibile e dare quindi la possibilità ai dipendenti di potersi spostare e alle amministrazioni di poter utilizzare professionalità che sono magari fuori dalla propria portata. Io vorrei chiederlo, ancora una volta ci arrocchiamo, cambia anche questa maggioranza, perché quand'era opposizione nell'altra legislatura, un emendamento simile fu predisposto dall'onorevole Gian Valerio Sanna che può essere inviso quanto si vuole ma non credo che qui si faccia la politica all'interno del centrosinistra cercando i buoni e i cattivi all'interno di quello schieramento, io credo che quando uno va a fare amministrazione, farla seriamente e, a maggior ragione, a fare una legge perché poi è una legge che serve alla gente e non funziona un bel niente come amministrazioni, poi ci tornerò anche nel prossimo, credo che la gente incomincerà ad arrabbiarsi perché non vede servizi dati, perché a volte c'è gente incompetente che vuol essere spostato da una parte all'altra e i privilegiati, coloro i quali hanno la capacità la possibilità di dare un servizio migliore. Mobilità serve per tante cose, quindi non è competenza di uno dire mi fermo a questo o all'altro, c'è un comparto regioni ed enti locali neanche su quello, non si può trasferire uno dalle ASL all'interno del comparto delle regioni, né uno delle regioni verso le ASL, cioè siamo a compartimenti stagni, siamo a difficoltà di colloquiare all'interno della stessa Regione, ma siamo capaci di avere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Giusto per chiarire che non siamo affatto contrari, siamo favorevolissimi ma non si può fare! Ad oggi non si può fare! Quando la legislazione nazionale ce lo consentirà e se la Regione Sardegna nella sua potestà esclusiva recepirà quella nazionale allora si potrà fare, al momento non si può fare, quindi siamo molto d'accordo con lei nel merito ma non possiamo approvare l'emendamento perché non è possibile, non è realizzabile.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 41.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Questo emendamento è in linea sostanzialmente con quello precedente e parte da una considerazione, uno degli elementi positivi del provvedimento che stiamo esaminando è la creazione sicuramente del sistema regione, quindi l'idea di ricondurre ad unità quel complesso di situazioni, contratti, agenzie ed enti che ci sono all'interno della macchina regionale nel senso più ampio del termine, siamo riusciti anche ad andare oltre perché poi non solo abbiamo creato il sistema regione ma l'articolo 1 del seconda comma nelle ultime righe abbiamo creato addirittura il sistema d'amministrazione pubblica della Sardegna, una sorta di (…) giuridica. Quindi abbiamo creato questo bellissimo sistema però lo vogliamo tenere chiuso per compartimenti stagni e non consentire quindi quella mobilità totale dalle varie amministrazioni, come diceva poco fa il collega Dedoni, quindi la ratio dell'emendamento numero 41 è sostanzialmente la stessa del resto molto differente che era quella che citava nella discussione generale il collega Solinas, o noi ci mettiamo in testa che ci deve essere la possibilità di far transitare con semplicità il personale che lavora per le varie amministrazioni in maniera semplice e snella, perché ci possono essere competenze che si formano in un ente e possono poi essere messe al servizio di un altro ente in maniera molto rapida, oppure continueremo a parlare di tutto quello che possiamo fare, il tutto quello che la Regione può fare, delle risposte che vogliamo dare ai cittadini, delle risposte che vogliamo dare alle imprese però queste risposte non arriveranno mai, ovviamente esprimo parere favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Per continuare il ragionamento che avevamo perché è in perfetta linea e coerentemente all'emendamento bocciato poc'anzi vorrei dire che non ho capito quale "non si può fare", dichiarato da relatore, mi dispiace, Potrà rispondermi fra poco dicendo certe cose ma le assicuro che è fattibilissimo! Tra l'altro, ripeto, è in linea con quanto previsto dalla legislazione nazionale, ancor di più, se qualcuno non si fosse ancora ben informato, c'è una Gazzetta ufficiale dello Stato in cui mette in contatto regioni enti locali, quindi sono aberrazioni che solo menti non aperte all'innovazione, al fatto che veramente la burocrazia deve essere sburocratizzata e quindi anche tolte quelle che sono le persone che si abbrancano ad una determinata poltrona che da lì non si vogliono muovere, credo che questo sia il lato positivo e negativo magari per il personale, ma vi è tutta una positività per la gente, per chi va, per l'utenza, ma anche per la stessa amministrazione. Non c'è, se voi notate, una risposta in positivo, se andate a fare delle indagini presso il popolo, che vi parli bene della Regione, delle ASL, degli enti aggregati, non parliamo di quelli dell'agricoltura che vi eravate messi anche in testa di fare una semplificazione che ancora non vedo fatta in nessuna proposta, c'è la mia ma quella è fatta dalla minoranza è meglio che resti così! Voglio ricordarvi che la gente fuori, quella che magari è al mercato, quella che va a combinare pranzo con cena perché non ce la fa più, non è adatta al avere un servizio come quello che dovremmo fornire. Noi stiamo ancora una volta negando quei servizi, quelle capacità, quella possibilità di innovazione della burocrazia regionale, quella più allargata come autonomia regionale, su questo ci torneremo anche perché sappiate bene, ci sono dei casi peculiari che può darsi che la magistratura sia interessata, anche dal sottoscritto, e non ci saranno passaggi diversi. Perché cercherò veramente i responsabili di azioni indegne, di incapacità manifesta di alcuni personaggi che hanno dirigenza all'interno di questa Amministrazione. Lo avviso qui, perché qui è coram populo, e che si sappia bene.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 13 bis. All'articolo 13 bis è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 bis e del relativo emendamento:

Art. 13 bis

Inserimento dell'articolo 40 bis della legge regionale n. 31 del 1998

Dopo l'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998 è inserito il seguente:

"Art. 40 bis (Sistema dell'amministrazione territoriale locale)
1. In attesa della legge regionale di riordino degli enti locali e del riassetto complessivo delle funzioni regionali e locali, la Regione utilizza gli istituti di cui agli articoli 38 bis, 39, 40, ai fini di una maggiore integrazione del sistema dell'amministrazione territoriale regionale e locale, favorendo l'esercizio integrato delle funzioni fra i diversi livelli di governo, con particolare riguardo alle gestioni commissariali delle province."

Emendamento 22.)

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ritirato.

PRESIDENTE. È ritirato l'emendamento soppressivo totale. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti numero: 23, 171, 135, 42, 173, 139, 162, 172.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:

Capo II

Alti interventi in materia di organizzazione

Art. 14

Modifiche all'articolo 27 della legge regionale n. 32 del 1988 sulla composizione degli uffici di gabinetto

1. I commi 1, 2 e 3 dell'articolo 27 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 (Disciplina delle attribuzioni dei coordinatori generali, di servizio e di settore dell'Amministrazione regionale), sono sostituiti dai seguenti:
"1. Gli uffici di gabinetto sono costituiti da:


a) un capo di gabinetto;
b) un segretario particolare;
c) un consulente;
d) sei unità di personale individuato tra i dipendenti del sistema Regione, o proveniente dalle amministrazioni statali, locali, enti e aziende pubbliche, secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla Giunta regionale.
2. L'Ufficio di gabinetto del Presidente della Regione, è costituito da:
a) un capo di gabinetto;
b) un segretario particolare;
c) due consulenti;
d) quattordici unità di personale individuato tra i dipendenti del sistema Regione, o proveniente dalle amministrazioni statali, locali, enti e aziende pubbliche, secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla Giunta regionale;
e) un ufficio del cerimoniale costituito da tre unità di personale appartenenti all'Amministrazione regionale.
3. Il personale degli uffici di gabinetto è scelto tra i dipendenti del sistema Regione di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 31 del 1998 ovvero tra i dipendenti di ruolo presso altre amministrazioni pubbliche posti a disposizione dell'Amministrazione regionale presso l'Ufficio di gabinetto, limitatamente alla durata dell'incarico, in posizione di comando o di aspettativa senza assegni secondo i rispettivi ordinamenti.".

Emendamenti.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Qui si porrà un tema: la composizione dei gabinetti degli Assessorati della presidenza è una questione che ha attraversato diverse amministrazioni. Siamo in un ambito all'interno del quale la differenza tra acquisire competenze realmente necessarie alla guida di una struttura, come un assessorato alla presidenza, oppure il fare felice un amico quando non è un parente è sottilissima. Siamo in un ambito all'interno del quale è necessario darci prima di tutto delle norme di valore, cioè che cosa vogliamo da queste strutture. Devo dire la verità, mi è dispiaciuto in sede di analisi del testo in Commissione verificare che senza un confezionamento politico adeguato, la maggioranza, la Giunta proponeva un ampliamento seppur ridotto di questi numeri. Portare da due a tre i consulenti della Presidenza senza sostanziare questa esigenza, con argomenti di carattere tecnico, è stato un qualcosa che ha costretto la Commissione ad unanimità a dire non si può fare. Seppure ci trovassimo nell'ambito in cui correttamente il vertice dell'amministrazione denuncia al fatto di avere l'esigenza di una figura che completi, soprattutto l'elemento relazionale, così come era indicato all'interno di quel testo, sarebbe stato forse più produttivo essere aperti con l'opposizione ed eventualmente anche offrire all'opinione pubblica un tema di dibattito. Perché non ci si può far sentire solamente quando si casca dal pero perché si apprende che il Consiglio regionale, che la classe politica ha esigenza di figure di supporto. Non si può essere di lotta e di governo, non si può essere per la purezza per definizione e poi quando, invece, occorre essere puri davvero, essere pratici davvero, allora si dice no però le mie esigenze sono diverse da quelle degli altri. Colleghi, io non vorrei che nel corso del dibattito, con una nei un'analisi approfondita degli emendamenti di questo articolo, ci trovassimo di nuovo, per ragioni che riguardano il semplice equilibrio di maggioranza a dover riaprire le porte, senza che nessuno, neppure il destinatario di questo beneficio, si sia preso la briga di venire a chiedere al Consiglio di seguirlo su questa questione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. L'articolo razionalizza gli Uffici di gabinetto, perché se andiamo a vedere la 31 gli Uffici di gabinetto erano normati in maniera assolutamente rigida, secondo me è ancora rigida. Cioè dovrebbero essere normati in maniera ancora più flessibile. Però, se si va a leggere com'erano costituiti: "sei addetti di Gabinetto, di cui almeno due in qualifica non inferiore alla settima; tre addetti al servizio del cerimoniale; quattro addetti di segreteria; quattro commessi; un dipendente da adibire a mansioni di autista e di supporto nelle attività amministrative". Noi siamo dicendo: rimangono le unità, ma non necessariamente devono essere suddivise in questo modo, perché è anche superfluo dire che un'organizzazione del gabinetto così fatta non è flessibile e non svolge probabilmente le funzioni alle quali invece è delegata. Sulla questione che invece sollevava il consigliere Tunis, cioè sull'incremento delle unità presso il gabinetto del Presidente, in Commissione non sapevamo e lì c'è stata una carenza di comunicazione evidentemente, non sapevamo a quale mansione dovesse essere adibito, quindi in maniera molto libera, come lei stesso ha detto, abbiamo ritenuto di non ammettere un ulteriore consulente. C'è stato spiegato invece che quel consulente andrà in servizio presso l'ufficio di Roma, tale servizio quello di Roma sarà eliminato, come servizio, quindi non ci sarà più l'attuale dirigente e i quattro funzionari, probabilmente noi riteniamo che sia molto più importante una figura "politica", cioè che parli a nome del Presidente, quindi in questo caso un consulente del Presidente, piuttosto che invece un servizio del quale, come dire, dubitiamo della necessità. Quindi, se lei va a vedere c'è un risparmio non un costo superiore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Concordo con le osservazioni fatte ora dal relatore, questo articolo può essere anche uno dei maggiori fallimenti della Commissione rispetto al tema, perché è frutto di un compromesso di visioni diverse e quindi probabilmente non soddisfa nessuno. Abbiamo sentito l'intervento dell'onorevole Tunis che è insoddisfatto, abbiamo sentito il relatore, che al di là della sua funzione di patrono della legge, evidentemente non ha espresso una completa soddisfazione. Per quanto mi riguarda io vorrei ribadire pubblicamente le mie convinzioni sul tema. Allora, uffici di collaborazione diretta, come quello che stiamo trattando, soprattutto riferito al massimo vertice della nostra amministrazione e della nostra autonomia, perché il presidente della regione non è il capo del condominio regione, è prima di tutto il rappresentante politico dei sardi. Allora, l'ufficio che direttamente collabora con questa altissima autorità deve rispondere anzitutto a quattro importanti requisiti. Il primo è quello della fiducia, è ineliminabile il requisito della fiducia, quindi lasciando perdere il fatto che i sardi hanno molta fiducia, soprattutto nei propri consanguinei e quindi questo pone dei problemi eventualmente di conflitto di interessi, e di incompatibilità che però sono regolati dalla legge, la fiducia è un elemento ineliminabile e consiste nella consonanza degli obiettivi politici per cui non c'è nessuna vergogna a che il presidente abbia persone nel suo Gabinetto che la pensano come lui, semmai è assurdo che si pretenda che ne abbia che la pensino in modo diverso da lui. Poi c'è la necessità che siano figure duttili, debbano adeguarsi ad una attività che, per la sua stessa natura, è aperta all'imprevisto. Devono essere a conoscenza della realtà dell'Amministrazione, quindi è chiaro che si andrà a cercare persone che abbiano una competenza specifica sull'Amministrazione per poter aiutare il vertice dell'Esecutivo a manovrare l'Amministrazione; e poi dovranno avere una conoscenza della società: è impossibile chiedere che il Presidente abbia per collaboratori soltanto dei topi di biblioteca, poco utile sarebbe immaginare una cosa del genere per il governo alla Sardegna. Se questo identikit non riesce poi a trasfondersi nell'elenco di gran ciambellano, cameriere segreto, baciatore della pantofola di sua maestà, allora tutto questo diventa inutile, diventa una enunciazione burocratica, diventa un elenco protocollare assolutamente dannoso per le istituzioni, e comunque costoso, nel senso che se noi elenchiamo che del gabinetto del Presidente devono far parte e quattro dipendenti di categoria A, staremmo buttando via i soldi, perché non risponderebbero ai requisiti necessari, soltanto per essere magari i dipendenti pubblici più a buon mercato, magari per seguire una moda demagogica, sempre in voga tra l'altro, una moda sempre attuale. Però il punto non è fare la gara a chi fa risparmiare di più, a chi se la prende di più contro i simboli del potere come potrebbero essere queste "corti" attorno all'imperatore, noi dovremmo riuscire finalmente in leggi come questa, o saremmo dovuti riuscire (io non considero un successo questo articolo) a disegnare attorno al vertice politico- amministrativo dell'autonomia un ufficio di persone che lo aiutino a governare, che lo aiutino a conoscere, che lo aiutino in un certo senso a comandare; eppure, siccome siamo tutti quanti condizionati nel dibattito pubblico dalla necessità di dire sempre che il potere è sporco, che la politica fa schifo e che tutti i soldi che si spendono nell'amministrazione pubblica sono soldi buttati via, allora abbiamo la necessità di dire che questi uffici devono essere il più possibile ridotti, il più possibile legati ai criteri oggettivi, che non servono a niente e che li rendono complessivamente inadeguati alla funzione. Allora, io da questo punto di vista esercito un'obiezione di coscienza, per cui su questo articolo naturalmente obbedendo alla frusta del mio Gruppo (libera traduzione dall'inglese, Assessore) e del mio Presidente di Gruppo ovviamente risponderò favorevolmente al voto, però esercitò il mio diritto di essere in dissonanza con un'impostazione del genere che è assolutamente vecchia, che è assolutamente contraria alle ragioni per le quali si immagina l'esistenza di un gabinetto, se lo chiamiamo alla francese, insomma di uno staff del Presidente della Regione. Comunque, visto che questo è un compromesso, a questo compromesso io mi adeguo; potremmo fare molto di più, cari colleghi e cari colleghe, potremmo essere molto meno ipocriti e molto più vicini alle esigenze dell'Amministrazione immaginando che il Presidente si scelga le persone che più sono utili a governare, essendo lui responsabile davanti agli elettori di questo governo. Il giudizio viene dato non ex ante su queste regolette ma ex post con il voto dei cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io sono perfettamente in sintonia con quello che testé ci ha detto l'onorevole Deriu. Niente è più importante di avere una struttura all'interno di un assessorato che sia qualificata e possa dare all'Assessore il supporto necessario, anzi l'attività e la fattibilità che gli consenta di operare nella più larga disponibilità di tutte quelle che sono le operatività consentite dalla legge. Mi sono ripetuto perché è bene che all'interno di questa concezione cammini anche il nostro vedere la struttura di un assessorato, perché, vedete, si è sempre parlato di clientelismo e guarda caso c'è qualcosa che non funziona anche adesso proprio sul clientelismo. Anziché aver consentito la mobilità, quindi avere l'opportunità di scegliere il meglio, si è mantenuto il comando, che è la cosa più deleteria e più infamante che ci sia nell'andare a cercare il Tizio e il Caio perché me lo voglio portare appresso, perché quello non è solo del mio partito o della mia banda all'interno del partito, è un mio amico personale che mi può gestire le cose: è deleterio! Ecco perché, quando parlavo di avere l'apertura a 360 gradi nella innovazione anche del rapporto del sistema burocratico con la politica e del sistema burocratico con la gente, e avere efficienza, efficacia e quindi dare risposta; oggi siete voi maggioranza ma domani non lo sapete se sarete voi maggioranza, a voi interessa la garanzia dell'istituzione che dia il meglio, il meglio per la gente, e il meglio lo deve scegliere colui che amministra perché deve dare risposte a quelle che sono le attese le aspettative. Ma se io mi metto il "codazzo", giustamente come diceva Deriu, o colui il quale bacia la pantofola del sultano del momento, va male. Ho usato il termine sultano perché lo usava la buon'anima di un Presidente sardista, anzi lui chiamava califfati gli assessorati. Se non sbaglio era originario di Oliena.

Perché non fate veramente una riflessione? Io capisco, so che c'è qualcuno che ha visto in un ordine del giorno, oddio oddio, questioni tremebonde: ma siate aperti, non abbiate paura di queste cose, a voi stessi dovete essere aperti, quando l'Assemblea vuole diversificare e aprire, si apre, c'è una firma di tutti, di che avete paura? Perché vi volete nascondere dietro un dito? Esca fuori chi non lo vuole, lo dica con chiarezza e capacità di rappresentare se stesso e chi vuole rappresentare dietro se stesso, ma non è giusto e non è degno che si tenti di manipolare all'interno e nascondersi! Perché non ho capito quali sono gli argomenti seri e veri che ci si attribuisce per poter dilazionare nel tempo e non fare quelle giuste innovazioni che la gente vi chiede! Allora vi arrabbiate se vi dico che la reazione vera, la conservazione, sta da quella parte? Perché è una rappresentanza di quella parte che chiede questo, adesso.

Mi alzerò in piedi e dirò queste cose, con più apertura, perché non ci si può, ripeto, nascondere dietro un dito, è l'ora di essere franchi, onesti responsabili!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS Pietro (FI). Io non so se la maggioranza si sia resa conto di cosa sta approvando con l'articolo 14. Tra l'altro si sta verificando una situazione a dir poco strana: un testo presentato dalla Giunta regionale che prevede tre consulenti, un testo esitato dalla Commissione, e quindi a maggioranza sicuramente se non all'unanimità come invece mi risulta, che riporta a due consulenti la dotazione organica del Presidente della Giunta regionale. Tra gli emendamenti notiamo che notiamo che ve ne è uno che ripristina le tre unità. Guardate, è un modo schizofrenico di procedere, datevi una regola, datevi un criterio, non penso che nell'arco di 10 giorni, onorevole Demontis, si possa cambiare così opinione nel ritenere che prima servivano, poi non servivano, poi invece oggi c'è la valutazione che siccome si chiude l'ufficio di Roma e serve, non è questo, a cosa c'entra con l'organizzazione dello staff del Presidente della Giunta regionale, ha ragione l'onorevole Deriu, su molte cose dissento e non sono d'accordo ma forse oggi l'intervento che ha fatto avrebbe dovuto quantomeno nei vostri banchi suscitare se non altro il dubbio che qualcosa di non perfettamente giusto e coerente con il sistema state, appunto, portando avanti.

Vedete, c'è forse una svalutazione da parte vostra che tutto si possa disciplinare a seconda delle contingenze. Noi stiamo cercando di dare il nostro contributo perché logicamente pensiamo che alla fine di questo mandato possiamo andare a governare anche noi, tornare a governare noi. Ed è chiaro che a noi ci preoccupa che voi creiate una situazione di questa natura tanto più, e questo lo chiedo all'Assessore regionale, Assessore, colleghi della maggioranza, forse vi siete resi conto di cosa stiamo provando. Il punto tre recita testualmente: "il personale degli uffici gabinetto e scelto tra i dipendenti del sistema Regione di cui all'articolo 1". Quando si parla di personale degli Uffici di gabinetto si intende tutto il personale perché qui non si fa distinzione tra figure apicali, tra consulente, segretario particolare. Le chiedo, Assessore, domani mattina se approviamo stasera l'articolo così com'è penso che molti Uffici di gabinetto dovranno essere sostanzialmente rinnovati e molto del personale che non è dipendente dell'Amministrazione regionale debba lasciare immediatamente perché scritto così come si presta a questa lettura.

È una norma a mio avviso che forse poteva essere maggiormente meditata, creare anche forse un sistema nuovo perché, vivaddio, l'Assessore anche il Presidente della Regione hanno la necessità di dotarsi di uno staff adeguato, di competenze adeguate rispetto al rapporto fiduciario cui si faceva prima riferimento siamo assolutamente d'accordo, ed è nella responsabilità e anche nel rischio dell'Assessore e del Presidente scegliersi i suoi collaboratori e non fare operazioni di questa natura che davvero hanno tutto il sapore di una sorta di ingessatura che non porterà molto lontano e non aiuta a nostro avviso a qualificare in positivo l'azione anche dei collaboratori del Presidente.

Noi su questo chiediamo l'attenzione dell'Aula anche perché in un momento di spending rewiew, in un momento in cui ci avete detto in tutte le salse che c'è necessità di contenere la spesa, beh un consulente costerà quanto? 150- 200.000 euro. Bene, forse questi 150 mila euro potrebbero essere destinati per sostenere qualche spesa produttiva e non per soddisfare le anche giuste esigenze di consulenti che possono però attendere rispetto, ripeto, ad altre categorie di lavoratori che a nostro avviso in questa fase vanno sostenuti e non quindi…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Intervengo soltanto per rassicurare l'onorevole Pittalis che rimane in vigore il comma 4 dell'articolo 27 della legge numero 32 del 1988 e quindi la distinzione tra figure interne all'amministrazione e figure esterne all'amministrazione non cambia.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Articolo 14. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 23, numero 171; mentre è favorevole sul numero 135 ed è ancora contrario all'emendamento numero 42, numero 173, numero 139, numero 161 e numero 172.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 161 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 23 soppressivo totale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 171.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 171.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 6 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 135 con parere favorevole della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per chiedere il voto segreto su questo emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 135.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri:

Metto in votazione il testo dell'articolo 14.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, una dichiarazione di voto ovviamente per esprimere e dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e per spiegarne brevemente la ratio. Questo emendamento prevede l'istituzione nel sistema Regione della Vicedirigenza, andando incontro anche a quella che è una legge nazionale, cioè la numero 145 del 2002, che prevede all'interno delle amministrazioni pubbliche la creazione dell'area della Vicedirigenza, un po' come avviene all'interno delle aziende private con l'istituto dei Quadri. Perché è importante? Perché noi siamo abituati a pensare molto spesso che il dirigente debba essere la persona più preparata tecnicamente in materia, ma realtà, se vogliamo creare un'amministrazione capace di rispondere a quelle che sono le esigenze del mondo che sta fuori da queste Stanze, dalle stanze del Consiglio, dalle stanze dei Palazzi regionali abbiamo bisogno di veri e propri manager, quindi di quelle persone che abbiano nel ruolo dei dirigenti la cosiddetta "helicopter view", cioè una vista globale, e che poi si affidano invece a soggetti che riescono a mettere in pratica gli indirizzi nel quotidiano. Questi soggetti sono appunto i Vicedirigente, che poi devono avere la capacità di coinvolgere il personale e in parte di sgravare dei compiti e delle funzioni proprie i dirigenti. Quindi l'obiettivo è quello di andare incontro a quello che è un dispositivo, diciamo una norma nazionale, ed è anche una norma che andrebbe ad inquadrare in maniera diversa una serie di persone dell'amministrazione regionale che non sono nemmeno tantissime, perché parliamo di circa 300 persone che, probabilmente, potrebbero aiutare questa amministrazione a fare quel salto di qualità che necessita. Capisco che non è un argomento particolarmente interessante per i più, però probabilmente è una di quelle cose che ci permetterebbe veramente di cambiare la macchina regionale e non solo a parole e con slogan.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Due parole, se non altro per l'affetto che ho nei confronti di questa proposta che ha rinnovato l'onorevole Truzzu, ma che abbiamo proposto anche noi, perché è una convinzione mia personale, sulla quale ho provato a convincere anche la nostra precedente maggioranza. L'istituto della Vicedirigenza consentirebbe veramente di riequilibrare i compiti con funzioni apicali e chiarirebbe, soprattutto servirebbe a riorganizzare la Regione e ad evitare soprattutto che ci siano magari dei capisettore di se stessi, Assessore. Cioè, la Regione oggi è composta da tantissimi responsabili di settore per i quali non esiste neanche la necessità di un incarico, e allora, invece, un dirigente sostituito da un vicedirigente, ovviamente sopprimendo quei settori che non hanno senso di esistere, ma magari utilizzando l'istituto dell'alta professionalità, qualora non si dovesse parlare più di settori, ma certamente sarebbe importante, anche ai fini della responsabilizzazione dei dipendenti, probabilmente istituire proprio questo istituto, quello della Vicedirigenza, che poi, tra l'altro è anche un istituto utilizzatissimo a livello nazionale, quindi non stiamo inventando nulla, servirebbe davvero a far sì che ci sia una migliore organizzazione all'interno dei servizi della Regione, cercando di diminuire quei settori che oggi, soprattutto ce ne sono alcuni che sono ormai storici ma che non sono di certo più al passo né con l'organizzazione di una Regione efficiente, né tanto meno soprattutto con le richieste che vengono appunto dalle esigenze del nostro territorio. Quindi io credo che probabilmente è un istituto che va approfondito, che va verificato con un'organizzazione che anche qui, ripetiamo, forse dovrebbe partire dalla riorganizzazione della revisione della numero 1 del 77 e dalla revisione di tutta la macchina, però certamente io mi auguro che quando a breve parleremo della legge sul personale, probabilmente potremo anche riapprofondire questo argomento e magari trovarne i lati positivi al fine di poter dotare…

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, metto quindi in votazione l'emendamento numero 42, che è uguale al numero 173.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42, che è uguale al numero 173.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 139.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 161 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 172.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 172.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 24, gli aggiuntivi numero 47, 165, 52, 53, il numero 59 è stato ritirato, il numero 140, il 141, il 142, il 143, 144, il 145, il 146, il 156, il 43 e il 170.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e dei relativi emendamenti:

Art. 15

Modifiche all'articolo 4
della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12
(Organizzazione dell'ufficio)

1. Il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12 (Istituzione di un ufficio speciale di informazione e di collegamento, con sede a Bruxelles) come da ultimo modificato dal comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 30 giugno 2010, n. 13 (Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione autonoma della Sardegna e modifiche alla legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12) è sostituito dal seguente:

"1. Il contingente organico dell'ufficio di cui al comma 1 è determinato con deliberazione della Giunta regionale.".

EMENDAMENTI

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico). Adesso rinuncio, parlerò dopo per l'emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Il parere della Commissione è contrario sugli emendamenti numero 24, 47, 165, 52, 53, 140, 141, 142, 143, 144, 145, 146 ed è favorevole sull'emendamento numero 156, ma ci sono delle novità e credo che la presentatrice voglia intervenire, e sui numeri 43 e 170 il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 24.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 15.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 53.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo che si faccia torto a chi ha avuto un inquadramento, ancorché oggi non fosse presente all'interno del ruolo dell'amministrazione, ed essendo stato vincitore di concorso al quale è stata attribuita peraltro la qualifica di dirigente ai soli fini giuridici, non riconoscendogli quanto è doveroso come retribuzione. Io credo che - parlo dell'emendamento numero 52 - si possa riconoscere giustamente quello che è il corrispettivo e mi pare che come stiamo procedendo, con la furia di veder solo quello che pare giusto agli occhi della maggioranza, non si tengano in considerazione anche rivendicazioni più che giuste che provengono da lungo tempo e sono state trascurate, anche per quelle persone che hanno dato nel tempo trascorso le loro professionalità al servizio della Regione. Credo che un ripensamento da parte della maggioranza in questa direzione non sarebbe male e che vadano riconosciuti i diritti comunque sia maturati e guardando quello che a volte si sperpera, anche stasera ne abbiamo avuto modo, sia il caso che questo emendamento abbia anche il sostegno della maggioranza che vorrei si convertisse a un ragionamento più equo e più giusto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 53.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 59 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 140. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 141. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 142. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 143. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 144. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 145. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 146. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 156, con il parere favorevole della Commissione.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico). C'è stato il parere favorevole, adesso comunque ritirerò l'emendamento per una semplice ragione, perché ci sono state garanzie dalle interlocuzioni avute con l'Assessore, o meglio più che garanzie rassicurazioni sul fatto che si interverrà sul punto attraverso un atto di Giunta, un atto amministrativo, e quindi mi pare importante sottolineare che grazie a questo emendamento si è parlato di questa questione assolutamente importante che io ricordo semplicemente per sommi capi.

Gli uffici di Roma, che sono la sede di rappresentanza, sono allocati in una struttura di proprietà del Banco di Sardegna. La sede occupa 800 metri quadri ed è dotata di 10 posti auto, adesso mi hanno detto che sono diventati 7 e che il costo della locazione annua era prima di 250 mila euro, adesso forse si è rivisto il canone di locazione, e anche su questo comunque non c'è certezza. In passato l'ufficio di Roma era un semplice settore incardinato nel Servizio affari regionali e nazionali della Direzione generale della Presidenza della Giunta; con un decreto della Giunta, il numero 139 del 28 novembre 2011, di riorganizzazione della Direzione generale della Presidenza, l'ex settore ufficio di Roma assurgeva alla dignità di servizio, ovviamente questo solo sulla carta e non, invece, per quanto riguarda le sue competenze. Il servizio di Roma cura l'assistenza - dice il dispositivo - degli organi della Regione e le attività di rappresentanza a Roma, svolge la segreteria dell'attività di conferenze in raccordo con la sede di Cagliari, si occupa di organizzazione, su richiesta degli organi regionali, di conferenze stampa, incontri, iniziative che si intendano svolgere a Roma, dell'attività di raccordo per agevolare i rapporti con il Governo centrale e le istituzioni. La risposta ovviamente alle questioni che abbiamo posto con l'emendamento è in re ipsa perché è il cuore delle attività facenti capo al sistema delle conferenze Regioni, Stato-Regioni e unificata, rimangono invece in capo al servizio affari regionali e nazionali con sede in Cagliari, il quale, appunto, servizio non si occupa soltanto delle conferenze, ma ha anche altre variegate competenze come da disposizioni. Quindi è importante che ci sia un provvedimento che disponga subito se non la soppressione della sede di Roma, quanto meno il suo ridimensionamento, proprio in vista di questo contenimento delle spese. Noi abbiamo proposto nel nostro emendamento una possibile soluzione che la Giunta verificherà.

PRESIDENTE. Sì, quindi chiedo conferma: ritira l'emendamento?

BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico). Sì, lo ritiro.

PRESIDENTE. Allora l'emendamento è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sì, faccio mio questo emendamento solo per il tempo necessario, poi valuto se ritirarlo anch'io. Beh, abbiamo sentito una dotta esposizione della collega Busia, però mi consentirà la collega anche di rilevare che c'è questa contraddizione incredibile: prima avete votato l'aumento dei consulenti al Presidente, creando quindi un aumento notevole di spesa, poi giustamente, nelle sue nobili intenzioni, che sono quelle di contenere le spese, tagliamo l'ufficio di Roma. Ma, insomma, io penso che l'ufficio di Roma vada sicuramente rinforzato, potenziato e soprattutto teniamo conto delle grandi esperienze che sono già formate di bravi e valenti funzionari e dirigenti regionali che vi stanno operando. Non è mica un fatto così occasionale che quell'ufficio sia strutturato purtroppo secondo quelle che sono le direttive che dà l'Assessore o il Presidente o la Giunta di turno, ma non possiamo imputare al personale che sta nell'ufficio di Roma lo scarso funzionamento o il mancato funzionamento. Forse da questo punto, semmai, un emendamento per rafforzare e potenziare quell'ufficio, perché abbiamo visto come in questi mesi il ruolo della Regione conti e debba contare soprattutto a Roma, perché conta qui a Cagliari per quello che sappiamo fare in quest'Aula, ma sicuramente conta e dovrà contare ancora di più nel rapporto con i Ministeri e nel rapporto con il Governo nazionale. Quindi, da questo punto di vista, raccogliendo la sfida sportiva da parte dell'onorevole Busia, perché del problema si parli, troviamo il modo per poter affrontare la questione sotto ogni aspetto ed è la ragione per la quale quindi, avendolo fatto mio, lo ritiro, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 43.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Cercherò di essere brevissimo. Anche su questo semplicemente una dichiarazione di voto per esprimere il voto favorevole all'emendamento che ho presentato, che prevede anche in questo caso il recupero sulla norma regionale di una norma nazionale, ovvero la riserva di posti nei concorsi pubblici al personale dipendente. È una norma nazionale stabilita già dalla 165 del 2001 e ribadita anche da quelle che sono poi le disposizioni della legge Brunetta, cioè dalla 150 del 2009, per cui la Regione e gli enti locali hanno la facoltà di riservare il 50 per cento dei posti al proprio personale nei concorsi. Questo non significa ovviamente che il personale vince immediatamente i concorsi, ma che laddove ha superato il concorso ha una sorta di precedenza sino al 50 per cento. Penso che sia una norma che renda giustizia anche a quelle che sono le legittime aspirazioni delle tante persone che lavorano proficuamente all'interno dell'amministrazione e che magari sono entrate tanti anni fa con un livello inferiore anche rispetto alle competenze possedute, penso alle tante persone che pur avendo una laurea hanno fatto un concorso per diplomato e che oggi vorrebbero, giustamente, avere la possibilità di partecipare al concorso superandolo col 50 per cento. Sostanzialmente è rendere giustizia a un insieme di persone che ci sono all'interno dell'amministrazione. Penso che faremo una cosa giusta se avessimo la volontà di approvare questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 43, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 170. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15 bis. All'articolo 15 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 44, soppressivo totale, il 54 e il 133, sostitutivi totali, e gli aggiuntivi numero 67, 163 e 66.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 bis e dei relativi emendamenti:

Art. 15 bis

Commissari per le gestioni provvisorie
delle province

1. I commissari straordinari di cui alla legge regionale 28 giugno 2013, n. 15 (Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province) sono tenuti a presentare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge una relazione puntuale riguardo:

a) allo stato di consistenza dei beni immobili e mobili;

b) alla ricognizione di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi;

c) alla situazione di bilancio;

d) all'elenco dei procedimenti in corso;

e) alle tabelle organiche, alla composizione degli organici, all'elenco comprensivo anche dei rapporti di lavoro precari del personale per qualifiche e ogni altra indicazione utile a definirne la posizione giuridica;

f) alla situazione di bilancio delle società partecipate o rilevanti ai fini del bilancio consolidato.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente della Regione, con decreto adottato previa delibera della Giunta regionale, stabilisce la conferma dei commissari straordinari nominati ai sensi della legge regionale n. 15 del 2013 o la loro sostituzione.

Emendamenti.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, grazie della parola, lo avevamo annunciato in discussione generale, qualcuno nel corso della discussione sugli articoli ha già cominciato ad anticipare la vera questione. Questa, purtroppo, come riforma della Regione è finita per essere immeritatamente il cavallo di Troia del commissariamento delle province. Non lo meritava, non lo meritava il lavoro che abbiamo fatto in Commissione, non lo meritava l'onestà con cui l'Assessore aveva posto la questione dell'esigenza di creare uno strumento organizzativo innovativo della Regione, tant'è, ci siamo arrivati. Il desiderio irrefrenabile di commissariare qualunque cosa ha coinvolto anche questa importante norma e domani, dopo aver chiesto ai commissari in carica delle province di verificare qualunque cosa, che si tratti del costo delle risorse, che si tratti del livello dell'acqua nelle fioriere, che si tratta di qualunque tipo di accertamento, gli si comunica che nel giro di poche settimane saranno sostituiti da nuovi commissari.

Posto che c'è poca letteratura sul commissariamento di un commissario e non è facilissimo individuare il significato giuridico di questa norma, però è anche vero che visto che ci si mette abbiamo provato anche in Commissione a fare l'ipotesi, dovremmo cercare di chiedere un ulteriore sforzo, a mio avviso, a questi commissari, rendendo completo davanti all'opinione pubblica il nostro tentativo di verificare se effettivamente le cose vanno bene, se effettivamente tutti gli adempimenti sono portati avanti correttamente e qui io credo che ognuno, non soltanto di fronte alla propria coscienza, ma anche di fronte all'opinione pubblica, in quanto maggioranza che ha dato parere negativo ad alcuni emendamenti, dovrà, a mio avviso, rispondere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, ci troveremo presumo davanti a un titolo diverso della legge, come la legge sugli enti locali e sulla dispersione delle ceneri funerarie, perché queste disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione, grazie a questa norma diventano qualcos'altro. Dopo aver sentito in questi mesi inveire contro la precedente amministrazione per la storia dei commissariamenti, mi pare che adesso si chiuda il cerchio. Adesso mi pare che forse c'è qualche commissariato di polizia da commissariare, perché mi pare che non ci sia proprio altro.

Facciamo un piccolo passo indietro, dopo i referendum che hanno sciolto le province, hanno sciolto le nuove province, ma hanno di fatto dematerializzato anche le vecchie province, si pose il problema di cosa fare e il Consiglio regionale, con una norma abbastanza piratesca, decise di mantenere in carica i vecchi organi denominandoli "gestioni provvisorie". Una cosa credo inedita nel mondo giuridico mondiale, però così è. L'anno successivo le nuove province vennero commissariate nominando dei commissari veri e propri, ai quali commissari venne affidato il compito di predisporre tutta una serie di atti propedeutici alla liquidazione delle province. Alle gestioni provvisorie delle vecchie province vennero affidati gli stessi compiti dei commissari. Vedo che siete distratti, però siccome secondo me questa norma che state approvando non rimarrà senza conseguenze, io vi suggerisco di prestare poco poco attenzione perché se no non si comprende poi il ragionamento. Adesso cosa succede? I commissari non mi risulta che abbiano mai trasmesso nulla alla Regione (è qui presente l'assessore Erriu e magari ci potrà dare notizie più fresche su questo, a me non risulta che abbiano mai trasmesso niente), le cosiddette gestioni provvisorie, questa sorta di commissariamento collettivo che è stato fatto delle vecchie province, non mi risulta che altresì da parte loro abbiano mai trasmesso nulla e non mi risulta nemmeno che abbiano mai iniziato nulla del lavoro che gli era stato commissionato, cioè quello di predisporre tutta una serie di atti funzionali alla loro liquidazione, poi voi direte che è difficile celebrare il Natale con gli auspici del tacchino, però questa è una legge che non aveva bisogno né di direttive né di ulteriori indirizzi da dare ai commissari e alle gestioni provvisorie tant'è vero, lo ricordo al presidente Agus, Presidente della prima Commissione, che ci sono state in questi mesi molte contestazioni circa l'operato dei commissari e i Riformatori hanno anche fatto una segnalazione alla Corte dei conti circa l'inadempimento da parte dei commissari, bene questo è l'antefatto, adesso noi ci troviamo davanti ad una norma che è una norma brutale che assegna 15 giorni ai commissari per produrre tutti questi documenti, dopodiché si prevede senza nemmeno le formalità di rito che sono una diffida, quel minimo che si fa sempre in questi casi, si prevede la sostituzione o, udite udite, la conferma dei commissari. Allora questa norma non sta in piedi, d'accordo? Quindi io invito i colleghi della maggioranza a ragionare su questo aspetto qua, a noi pare, abbiamo presentato un emendamento in questo senso, che sia molto più ragionevole assegnare un termine non soltanto ai commissari ma anche alle gestioni provvisorie per fare quello che non hanno fatto sino adesso, decorso il quale termine senz'altro vengono sostituiti sia i commissari sia le gestioni provvisorie che non sono organi in carica ma sono commissari. D'accordo? Allora perché è importante questo ragionamento? E' importante: a) ai fini della legittimità della norma, requisito che secondo me in questo momento la norma non ha: b) ai fini della riforma degli enti locali assessore Erriu e Presidente della Regione, perché io credo che questa ricognizione, questi atti ricognitivi che la legge ha demandato ai commissari siano necessari, poi qualche collega ha detto, probabilmente lo dirà anche in Aula, che questi sono atti di cui la Regione già dispone, io credo che la Regione possa disporre attraverso una ricerca accurata di una parte di questi atti, credo che non disponga di altri, credo che per esempio la Regione non disponga del contenzioso che oggi è in capo alla alle province e tutta una serie di altri elementi, per cui io prego la Giunta e i consiglieri della maggioranza prima di approvare questa norma di ragionarci un attimo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Eravamo partiti con la competenza al potere, ci avevate spiegato che con questa maggioranza avremmo evitato le cose pasticciate, c'erano soggetti altamente qualificati che potevano contribuire a elevare la qualità dell'amministrazione, del procedimento amministrativo e anche della produzione delle norme e delle leggi e anche oggi devo dire, colleghi, ci avete ricordato che è importante fare delle leggi organiche per cui non era utile, necessario e conveniente inserire alcuni articoli in materia di personale che avrebbero generato confusione. Io sono anche convinto, come ho detto più volte nel corso della discussione su questa legge, che chi vince le elezioni abbia il diritto di governare e di improntare in qualche modo l'amministrazione per far sì che quelli che sono gli indirizzi programmatici e le scelte politiche che prende poi possano trovare un'applicazione concreta nella quotidianità e nell'amministrazione. Però questo è troppo, devo dire è troppo, perché arrivate anche laddove non si arriva con le elezioni cioè prevedete il commissariamento dei commissari come hanno detto bene i colleghi precedentemente, che è una follia, è una pura follia. Ci stiamo mettendo nelle condizioni di far ridere tutti e ancora una volta mi dispiace non credo, Assessore, che sia farina del suo sacco, però questa legge che era partita con alcuni intendimenti assai nobili, come ha detto il collega Tunis, assumerà una connotazione differente perché sarà la legge non di riorganizzazione della Regione, perché di questo parliamo, "Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione", ma passerà come la legge che ha consentito di commissariare quei commissari che non vi piacciono. Ma fatela, fatela, abbiate il coraggio di dirlo, presentate una legge in Aula e la fate differente, magari chiedete anche un "102" e trovate anche il consenso dei Capigruppo dell'opposizione magari. Però questo lo dico, l'ho detto anche altre volte, l'ho detto per l'altra legge, mi sembra l'ennesima porcata che questo Consiglio riesce a fare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, a quest'ora non posso che rivolgermi a lei che sarà l'unico vigile e consapevole. Abbiamo appreso che questa legge sarebbe un cavallo di Troia, mi pare che alla legge che origina questo provvedimento manchi il cavallo. Abbiamo appreso dall'onorevole Cossa che il legislatore, la figura di riferimento che ha guidato la precedente produzione in materia era Ponzio Pilato. Certo non Triboniano, non Paolo, non Ulpiano hanno ispirato l'intervento dell'onorevole Tunis, forse più Baldo degli Ubaldi lo trovo più vicino al suo spirito e alla sua verve. Nel momento in cui ci si chiede di accedere all'idea che costruito l'ircocervo delle gestioni provvisorie, sempre nella venerazione di Ponzio Pilato, da parte del centrodestra nella precedente legislatura laddove i Riformatori erano minima parte di quella maggioranza e quindi in niente hanno influito, addirittura ponendosi in una posizione di opposizione interna dopo aver però innestato il dibattito e innescato la bomba e il corto circuito istituzionale e costituzionale che oggi ci affligge, bene, allora arrivati a questo punto ci si rimprovera di dover porre mano a questa configurazione giuridica mostruosa che compone la Sardegna oggi non più di quelle poetiche e meravigliose costruzioni di sovranità che erano i giudicati ma di, più modestamente, più prosaicamente, meno cavallerescamente, appunto siamo privi di quel cavallo di Troia, gestioni provvisorie. Allora pensate veramente voi che noi siamo ossessionati da questo discorso di sostituzione dei commissari, voi che li avete inventati e messi ovunque? Siamo un po' stanchi di sentirci rimproverare da voi che abbiamo una mania di commissariare. Avete disseminato le istituzioni sarde di queste figure di controllo esterno, di questi podestà, possono piacere magari nel suono, nel ricordo, qualcuno può sentirsi esaltato e romanticamente nostalgico, noi stiamo provvedendo a ricostruire attraverso questi cocci un antico vaso di istituzioni oggi seriamente lesionato da quell'opera di Ponzio Pilato, onorevole Cossa, che è una figura evangelica di grande pregio tant'è che è stato messo anche nel Credo forse proprio per ricordarci che a quella figura e a quell'esempio non bisogna tornarci.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Il parere della Commissione è contrario sugli emendamenti numero 44 e 54, favorevole sull'emendamento numero 133, contrario sul numero 67, 163 e 66.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 54.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Naturalmente per annunciare il voto favorevole a questo emendamento e anche per manifestare il rammarico perché oltre tutto questo articolo che state approvando probabilmente non sortirà nemmeno tutti gli effetti che voi sperate e per ricordare all'onorevole Deriu che mentre il suo partito ha votato a favore dell'ippocervo, a suo tempo i Riformatori avevano votato contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Ma rapidissimamente per esprimere il parere favorevole a questo emendamento, e anche per dire all'onorevole Deriu che è vero che posso avere qualche piacere nel momento in cui sento riecheggiare la parola podestà, ma ho questo piacere perché ne ricordo uno in particolare, Enrico Endrich, che è stato il podestà di Cagliari, e dico anche: "Ad averne magari persone così!", perché probabilmente ci aiuterebbero ad evitare certe cose che stiamo facendo. Perché sarà anche vero che il centrodestra come dire ha in qualche modo riempito le amministrazioni di commissari, però l'idea di andare a commissariare i commissari è tutta vostra e ve la lasciamo volentieri.

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 133.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Sì, quest'emendamento riprende l'uso che abbiamo segnalato più volte di sostituire totalmente gli articoli con emendamenti, quindi di vanificare il lavoro istruttorio della Commissione. A questo punto noi vorremmo proporre invece un supplemento istruttorio rispetto al comma terzo, laddove si prevede che comunque i commissari possano essere ex dirigenti, ex segretari comunali, ex dirigenti di enti locali, e particolarmente se questa norma è coerente rispetto alle norme di carattere generale da poco approvate a livello nazionale che impediscono il conferimento di incarichi ai dipendenti della pubblica amministrazione in quiescenza.

PRESIDENTE. Ma non c'è citata la quiescenza in nessuno degli emendamenti. L'emendamento non parla di quiescenza, parla di dipendenti delle amministrazioni. Ah, c'è ex…? La disposizione prevede che sia possibile assumere l'incarico, ma per un periodo non superiore ad un anno e a titolo gratuito, quindi non sono esclusi se non con questo tipo di vincolo.

Non ho altri interventi per dichiarazione di voto, quindi metto in votazione l'emendamento numero 133, con parere favorevole della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 133.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo dell'articolo 15 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 163.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TINIS STEFANO (FI). Per chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 163.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 66. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15 ter. All'articolo 15 ter sono stati presentati: l'emendamento soppressivo totale numero 45 e l'emendamento aggiuntivo numero 70.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 ter e dei relativi emendamenti:

Art. 15 ter

Progetto SCUS - uso del suolo

1. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 38 della legge regionale 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016), è autorizzato il rinnovo dei contratti in essere alla data del 30 settembre 2014 riconducibili alle fattispecie di cui all'articolo 6 bis della legge regionale n. 31 del 1998, fino al raggiungimento della durata massima complessiva prevista nel comma 2 del medesimo articolo. A tal fine è autorizzata una spesa valutata in euro 840.000,00 per ciascuno degli anni 2015 e 2016 (UPB S04.10.006). Inserire emendamenti.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, non vorrei uscire fuori dal coro che sta allietando questa giornata. Si parla di stabilizzare con questo articolo 15 ter personale precario rimasto fuori della graduatoria delle stabilizzazioni recentemente effettuate dall'amministrazione regionale. C'è da dire anche che alcuni di questi lavoratori del progetto SCUS si sono rivolte alla magistratura per altre questioni. Adesso io ho ben presente tutta la discussione che c'è stata stamattina e mi assumo tutte le responsabilità come consigliere di maggioranza. Personalmente ho grosse difficoltà a votare quest'articolo, perché se stamattina abbiamo parlato di personale, non si capisce perché questi sono più personale di quelli di stamattina, non riesco proprio a capirlo. Se parliamo di personale per me il personale è tutto, lo era stamattina e lo è stasera. E se noi come maggioranza, me ne assumo la responsabilità, non sto uscendo dalla maggioranza, ma intellettualmente non mi trovo d'accordo. E credo che sia un'offesa fare questa azione dopo che abbiamo detto stamattina, e tutti i Capigruppo, che comunque ci sarebbe stato un ordine del giorno, ed è stato presentato, per risolvere tutte queste problematiche. Ma se quindi ho delle remore dal punto di vista intellettuale, dico che anche da un punto di vista formale ho veramente dei grossi dubbi. Uno perché a mio parere è in contrasto con le norme nazionali, c'è un aumento di spesa e non è ben definito questo aumento di spesa. Ma la cosa ancora più grave è che lo stesso articolo fa riferimento al comma 2 dell'articolo 6 bis della legge regionale 31 del 98, così come modificato dalla legge regionale del 2009 articolo 1 comma 44, che stabilisce: "gli incarichi disciplinati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa non possono avere durata superiore ad un anno, e possono essere rinnovati una sola volta nel quinquennio". Ma allora se tutto questo è vero, ed esistono quindi delle remore di tipo, come dico io, intellettuale… perché non è che possiamo avere un atteggiamento così disinvolto, fare ordini del giorno e fare dei figli più figli di altri e la sera dimenticarci di tutto. Ma allo stesso tempo anche nel merito io ho dei grossi dubbi, perché c'è un aumento di spesa di 840.000 euro. Io personalmente non parteciperò al voto. Rimango in questa maggioranza ma intellettualmente non mi riconosco in questo articolo 15 ter.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, ma io ringrazio il collega Manca perché nella maggioranza qualcuno probabilmente si rende conto di quello che sta succedendo e di quello che si sta facendo. L'abbiamo detto stamattina in maniera molto chiara, c'era la volontà di presentare una legge organica, non dovevamo parlare di personale… cioè l'avete detto voi, non è che l'abbiamo detto, l'avete detto voi! Questi problemi li rinviamo tutti ad un provvedimento successivo, e però insieme all'articolo precedente, cioè l'articolo 15 ter e l'articolo 15 quater, arriviamo a dei veri e propri capolavori di fantasia e di innovazione normativa, per cui prevediamo delle stabilizzazioni in norma e ancora facciamo sì, come ha detto giustamente il collega Manca, che ci siano delle persone che hanno lavorato per l'amministrazione regionale indubbiamente, che hanno fatto probabilmente anche un ottimo lavoro, ma che siano considerate più personale del personale di ruolo che ogni giorno, dopo aver vinto un concorso, lavora per l'amministrazione, questa sinceramente sembra una contraddizione evidente che balza agli occhi di tutti. Capisco che si voglia anche in qualche modo ovviare ad un problema, ma come ha detto giustamente qualche collega stamattina ce ne sono a decine, forse a centinaia, allora perché questi si e altri no? Questo vorrei capire, perché questi sì e altri no? Perché se questi sì e altri no ancora ce ne sono altri che non hanno nemmeno una possibilità, perché se noi continuiamo a fare entrare e a creare dei sistemi per far entrare le persone all'interno dell'amministrazione assessore Erriu, anche se scuote la testa comprendo perfettamente la difficoltà, però se noi continuiamo a creare questi sistemi ci sarà una generazione che diventa più vecchia, di persone che non avranno mai la possibilità e non avranno mai un'opportunità, non di entrare in amministrazione ma di provarci, di provare a fare un concorso, la situazione è drammatica perché abbiamo bruciato già due generazioni. In questa Regione non si fanno concorsi da anni, e noi continuiamo con leggi, leggine, articoli, commi, codicilli, a stabilizzare le persone.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). L'intervento dell'onorevole Piermario Manca per l'ennesima volta dimostra che questa è una maggioranza di persone in buona fede, oneste intellettualmente, che quando hanno qualcosa da dire, che non è in linea con quella che è la posizione della maggioranza, lo dicono apertamente. L'obiezione che faceva sul principio, cioè che si trattasse di una norma sul personale che stamattina a più riprese e anche stasera abbiamo respinto, è un'obiezione vera, l'ho già detto anche precedentemente che riconosco che c'è questa situazione, volevo intervenire prima quando poi c'è stata effettivamente la registrazione in ritardo e quindi ho ritirato la mia registrazione per dire che quella era l'unica eccezione insieme a quella del (…). Relativamente alla questione specifica non si tratta di ricondurre anche alla realtà, non si tratta di nessuna stabilizzazione, non si tratta di nessuna eccezione alle deroghe, si tratta di un gruppo di ragazzi determinanti per reggere quell'assessorato, che non potrebbero più lavorare in quell'assessorato e ci metterebbero nella condizione di raggiungere nessuno degli obiettivi importanti che abbiamo messo in essere sino a questo momento, è un'eccezione che ha senso fare in questo momento, naturalmente con l'impegno, l'ho detto stamattina e lo ripeto, noi su quell'ordine del giorno è come se l'avessimo scritto con il sangue, perché abbiamo preso degli impegni, onorevole Pittalis, con tantissime persone che lei conosce benissimo e alle quali noi non possiamo dire delle bugie perché viviamo nel mondo reale e quindi con i dipendenti di LAORE, le tante persone che sono nella categoria devono avere le risposte e le avranno perché quella è una questione importantissima.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, di questo articolo, di questo personale ne abbiamo parlato anche in fase di assestamento, abbiamo fatto il ragionamento che l'assessorato all'urbanistica, in modo particolare, è quell'assessorato più interessato da questo gruppo di giovani laureati che fanno innanzitutto assistenza ai comuni nella predisposizione dei piani urbanistici comunali, sono quelli che stanno lavorando e che hanno lavorato alla predisposizione della legge sull'edilizia, che stanno lavorando alla predisposizione della legge urbanistica e che saranno impegnati nelle prossime settimane anche nella rivisitazione del Piano paesaggistico regionale, non si tratta di stabilizzare nessuno, si tratta solo di riuscire a concludere un percorso che è quello di dare anche risposte alla Sardegna in un settore particolare e io invito i consiglieri regionali, tutti, nessuno escluso, a farsi una passeggiata nell'assessorato all'urbanistica, in questa settimana l'assessorato è completamente vuoto, non confermare il rinnovo per il periodo stabilito in questo articolo di questo personale significa non essere in condizioni né di approvare i piani urbanistici comunali per i comuni, né tanto meno per disporre la legge urbanistica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io so che si sta parlando di professionalità di alto livello, sono convinto che come poco fa ha annunciato l'onorevole Solinas che sia una cosa necessaria per il proseguo delle attività. Ho la contrarietà esclusivamente per il metodo, io non voglio introdurmi nelle diatribe della maggioranza, né profittare delle circostanze che sono emerse, ma è indubbio, per quello che abbiamo vissuto oggi, che ci sono trattamenti di serie A e di serie B, non va bene, se esistono dei problemi per l'amministrazione regionale vanno sanati tutti, nessuno escluso, per cui bisogna riprendere quel ragionamento che ho fatto all'inizio, cioè avere capacità di esprimere una valutazione dopo attenta riflessione prima che poi si arrivi a dire, questa è la volontà della maggioranza. Probabilmente avremmo fatto meno errori, avremmo creato meno aspettative per il complesso della norma che verrà esitata, certamente non è un'operazione innovativa e quindi di riforma, soltanto ha messo il cappello su alcune posizioni questo è quello che è avvenuto e me ne dispiace perché era una di quelle occasioni in cui la maggioranza avrebbe dovuto dimostrare che a quella voglia di innovare e rinnovare il sistema burocratico della Regione in termini veri, sostanziali non rispondenti i risultati a quelle che sono le dichiarazioni e anche il testo della norma.

Molto brevemente perché non può passare inosservato questo atteggiamento a corrente alterna della maggioranza, ha fatto bene il collega Manca a mettere in evidenza quello che stiamo cercando anche noi di portare all'attenzione dell'Aula, e cioè che quella del personale regionale, sia esso personale dipendente con contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato o che sia personale esterno, personale precario, non è che debba essere trattato a seconda delle circostanze utilizzando due metri e due misure, ancora una volta in questo caso, non perché non si debba intervenire, perché noi siamo favorevoli, sappiamo chi sono, sappiamo le esigenze che ci sono nell'assessorato all'urbanistica, non è in discussione il ruolo, la funzione e l'utilità di questo personale, assolutamente, è in discussione il metodo che avete di portare all'attenzione i problemi perché ancora non si capisce perché a questi signori che meritano tutta l'attenzione dell'aula, dove si prevede addirittura 840 mila euro,una dotazione di 840 mila euro e si dia subito una risposta e non la si dia a quegli altri dipendenti precari o non precari di cui ci siamo occupati oggi nel corso del dibattito e di quegli altri, insisto, di cui dovremo occuparci fra qualche minuto che sono i dipendenti dell'Ente foreste. Allora se la coerenza ha un senso io penso che sulla questione del personale dell'Ente foreste dovremo comportarci allo stesso modo, altrimenti davvero state creando un precedente gravissimo, state creando le condizioni perché tra il personale ci siano quelli con una maggiore attenzione e quelli con una scarsa attenzione e quelli senza attenzione alcuna. Questo è quello che noi vogliamo denunciare, portare all'attenzione anche dell'opinione pubblica e degli interessati, perché non è questo il modo di procedere e di legiferare. Quindi se quello che avete detto stamattina aveva un senso, vediamo che è completamente smentito da queste due disposizioni che la dicono in maniera chiara su quello che è il modo di legiferare e procedere dando ad alcuni e togliendo ad altri.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza. L'emendamento numero 70 non definisce la copertura finanziaria quindi se è così non è ammissibile.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Il parere della Commissione è contrario sull'emendamento numero 45 ed invito al ritiro o contrario sull'emendamento 70, quindi in ogni caso…

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme al parere del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 45. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo trust su per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Per dichiarare il voto favorevole all'emendamento e anche fare un piccolo chiarimento. Approfitto dell'occasione per dire che nessuno mette in discussione che le persone che lavorano presso l'Assessorato all'urbanistica siano persone iperqualificate, nessuno mette in discussione che siano importanti per poter fare determinate forme cose, come ha ricordato l'onorevole Solinas, come la legge urbanistica, aiutare i comuni per l'approvazione di Puc, nessuno questo lo mette in discussione. Perché non stiamo discutendo dei singoli, non stiamo discutendo delle persone, stiamo discutendo del metodo. Allora, se discutiamo del metodo il ragionamento dev'essere un altro, perché se il metodo sarà sempre questo, noi non risolveremo mai, saremo sempre nell'emergenza, saremo sempre chiamati a mettere delle toppe e se il metodo sarà sempre questo la cosa grave sarà che avremo sempre una regione che non è capace di rispondere a determinate esigenze e pertanto si deve ricorrere a certi stratagemmi, a certe soluzioni che poi non permettono di far quadrare il cerchio. Poi, ultimo ragionamento: abbiamo fatto questa legge e stiamo promuovendo la mobilità nel sistema regione a 360 gradi per cercare di fare, riorganizzare e abbiamo proprio la necessità di fare un intervento ad hoc che poi col prossimo articolo, allungando fino al 2016, porta all'effettiva stabilizzazione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 70 è stato ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 15 quater. All'articolo 15 quater sono stati presentati gli emendamenti numero: 46, 55, 10, 159.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 quater e dei relativi emendamenti:

Art. 15 quater

Modifiche alla legge regionale n. 12 del 2012 (Piano per il superamento del precariato)

Al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 13 giugno 2012, n. 12 (Disposizioni urgenti e integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 - Norme in materia di organizzazione e personale - relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative e ulteriori misure di contenimento della spesa pubblica) le parole "non oltre due anni" sono sostituite dalle parole "fino al 31 dicembre 2016".

Emendamenti.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 46 il parere contrario, sull'emendamento numero 55, che è uguale al 64, contrario. Mi pare che siano stati ritirati gli emendamenti numero: 10, 63 e 159.

PRESIDENTE. Sono stati ritirati gli emendamenti numero 64 e 63.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Chiedo scusa. Sugli emendamenti numero 10 e 159 parere contrario con invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 46, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sul testo dell'articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 55, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 10, lo metto in votazione.

COCCO PIETRO (PD). L'emendamento numero 10 è stato ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 159.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Questo emendamento il gruppo della minoranza l'ha presentato perché va a risolvere, in modo temporaneo, il problema dei dipendenti dell'Ente foreste, mi riferisco a operai e impiegati che hanno svolto funzioni di mansioni superiori. Noi sosteniamo che fino all'espletamento delle procedure concorsuali e selettive i dipendenti debbano svolgere le mansioni superiori per almeno due ordini di motivi. Il primo, possono svolgere le mansioni superiori solo per chi ha i requisiti, le capacità professionali in base a tutte le precedenti esperienze che il lavoratore dipendente dell'Ente foreste ha svolto, e le mansioni superiori, questo lo evidenziamo, non prevedono assolutamente né progressioni verticali di carriera, scaduti i termini devono riassumere le proprie mansioni di appartenenza. Ma la cosa più importante è che il commissario straordinario dell'Ente foreste, con delibera del 2014, ha approvato un provvedimento che recita questo: sussiste una rilevanza di carenza di figure impiegatizie e dirigenziali rispetto alla dotazione organica approvata dalla succitata delibera. E continua a sottolineare che l'attività amministrativa e tecnica di competenza della attualità può essere garantita solo attraverso il ricorso all'assegnazione del personale impiegato e operaio allo svolgimento delle mansioni superiori. Sono questi i motivi che sono sicuramente di straordinarietà e di urgenza, perché non si possono assolutamente bloccare gli Uffici, noi siamo seriamente preoccupati e per questo motivo chiediamo alla maggioranza di essere sensibili sia al problema dell'Ente sia a quello dei lavoratori. Per questo chiediamo di approvare questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Grazie Presidente, sul problema dell'Ente foreste ne abbiamo parlato varie volte in aula, ne abbiamo parlato in Commissione, credo che il lavoro che ha iniziato il commissario, che è stato nominato dalla Giunta 20 giorni fa, stia iniziando a dare i primi frutti. Non sta facendo altro che mettere in campo quelle azioni che la Commissione ambiente nella sua totalità senza differenze tra maggioranza e minoranza ha chiesto all'Assessore competente che era quello di cercare di dare testa ad un ente come quello dell'Ente foreste che su 6500 dipendenti ha solo sei dirigenti e quindi bene ha fatto il commissario prima di andare a bandire i concorsi a verificare se nella mobilità tra gli enti regionali ci possono essere figure che possono andare a ricoprire quei quadri, quei posti vacanti.

Per quanto riguarda le mansioni superiori, il tutto è partito dalla sentenza della Corte dei conti dove ribadisce che le mansioni superiori non possono essere assegnate per più di sei mesi e quindi giustamente i dirigenti dell'ente foreste si sono preoccupati di non avere responsabilità di carattere personale.

Il commissario oltre a quella delibera citata dal collega Peru ha già approvato e pubblicato una delibera che prevede la ricognizione della pianta organica che porterà successivamente a fare delle selezioni interne per il riconoscimento delle mansioni superiori. Io, presidente Ganau, non so quanto un emendamento come questo possa essere ammissibile, perché certamente la competenza per la rivisitazione della pianta organica o per l'allargamento della pianta organica non è competenza di questo Consiglio ma semmai è una competenza esclusiva del consiglio dell'ente e quindi del consiglio di amministrazione quando c'era e oggi del commissario. Pertanto io credo che questo emendamento se non dovesse essere ritirato per quanto ci riguarda noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, molto brevemente siamo d'accordo nel merito e posso dirle, consigliere Peru che se non avessimo scelto di rinviare ad una legge sul personale probabilmente qui in quest'Aula noi 60 consiglieri avremmo presentato tutti quanti emendamenti uguali, perché siamo stati tutti informati, siamo tutti come dire edotti dei diversi problemi. Abbiamo scelto un'altra strada che quella della legge sul personale, questa strada intendiamo seguire e quindi o l'emendamento viene ritirato oppure saremo costretti a votare contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io ribadisco che sono d'accordo con quanto ha già detto il collega Demontis. Vorrei segnalare però che in questa tematica delle funzioni superiori e nell'ambito dell'Ente foreste è possibile che la struttura anche incoraggiata dall'Assessore del personale, quindi anche con la copertura politica necessaria e quindi lo stesso commissario, è in condizioni oggi senza alcun pronunciamento del Consiglio regionale di produrre alcuni atti che rendano giustizia senza che nessuno possa contestarlo rispetto delle situazioni pregresse che sono maturate in tutti questi anni. Non possiamo pensare che a tutte le problematiche singole debba rispondere questo Consiglio. Io ribadisco come ho fatto in altre occasioni che è inutile che si faccia una ricognizione della situazione e dove è possibile agire senza aspettare un provvedimento di legge lo si faccia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Come diceva un grande allenatore del campionato italiano e non solo Giovanni Trapattoni: sono completamente d'accordo a metà con quello che hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto. Perché qui bisognerebbe fare un po' la cronistoria di queste mansioni superiori dei quarti livelli dell'Ente Foreste della Sardegna. Perché queste mansioni superiori venivano attribuite nel 2005 dopo una selezione interna per 25 unità amministrative e 25 unità tecniche. Dopodiché questo numero di quarti livelli che furono dichiarati idonei nella selezione non furono sufficienti e i singoli capi cantiere, allora capi cantiere o responsabili di servizi, attribuirono ulteriori mansioni superiori. Però utilizzarono un metodo non proprio legittimo in quanto non è che si seguì cronologicamente rispetto al 25 esimo e al 55 esimo a seguire e 56, 57, 58 e 26, 27 e 28 in base a simpatie probabilmente personali si attribuirono mansioni superiori. Quindi successe che alcuni che nelle selezioni erano 120 si videro attribuire la mansione superiore di quarto livello e chi era 56 esimo non si vede attribuire a questa mansione. Quindi il problema non è di semplice risoluzione. È vero come dice l'onorevole Lotto che probabilmente il commissario con un atto amministrativo potrebbe risolvere momentaneamente il problema attribuendo delle mansioni superiori, però bisognerebbe, com'è stato scritto anche gli altri emendamenti presentati, che si seguisse rigidamente una criterizzazione rispetto ai meriti, ai titoli conseguiti dalle persone a cui dovranno essere attribuite le stesse mansioni superiori. Io credo che occorrerà con molta attenzione risolvere questo problema che comunque non è di facilissima risoluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). L'emendamento proposto dai Gruppi di minoranza è identico ad uno che era stato presentato dal nostro Gruppo. E infatti questi emendamenti nascono da un'esigenza che è sentita da parte di persone che svolgevano delle mansioni importanti e che nello specifico nel Nord Sardegna sono stati da un giorno all'altro private di questo ruolo. Che peraltro è determinante per continuare ad eseguire le attività che sono necessarie. Quindi il problema è reale, il problema va affrontato.

Come diceva molto bene l'onorevole Lotto le questioni possono essere affrontate anche de iure condito con il diritto che abbiamo attualmente e con anche l'intervento da parte della Giunta regionale a rafforzare ulteriormente l'azione del commissario al fine di far sì che queste ingiustizie siano rimosse. Ma non perché dobbiamo aiutare l'amico dell'amico, perché questo è il problema, ma per far sì che questo Ente foreste funzioni, diventi quell'industria dell'ambiente a cui noi tutti auspichiamo che diventi e che quelle 168 a 1 e sto parlando di milioni di euro si accorci sempre di più e diventi una partita un po' più accettabile. Dico anche che, e lo dico anche dai banchi da maggioranza, il commissario faccia meno interviste sulla stampa e si dedichi a fare le cose importanti che ci sono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Molto semplicemente volevo ricordare i problemi che attanagliano l'ente foreste. Per cui commissario o meno se se ne deve parlare è opportuno che ci si vada dentro con mani e piedi, perché non è più tollerabile che ci siano comportamenti di arroganza, che ci siano comportamenti poco corretti in tutti i sensi, per ricordare che ci sono forse anche degli illeciti e delle illegittimità, se non illegalità, anche in chi gestisce, e lo dico con tranquillità e serenità, ma è ora di metterci mano. Io non credo che con un emendamento si riesca a risolvere i problemi, però su quell'ente, al di là del precariato o meno, va trovata una soluzione adeguata, non si può permettere che continuino in modo ambiguo ad esserci situazioni che ho già denunciato in altra circostanza e che ancora per altri aspetti si manifestano.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue DEDONI ATTILIO.) Le sollecitazioni che spesso abbiamo hanno anche un significato, però l'oggettività quando si realizza una norma va assolutamente osservata, perché l'oggettività consente, oggi e domani, chiunque governi, di avere un piano dritto su cui poter camminare con serietà e coerenza, e in quell'Ente questo non è; abusi di varia natura, e mi fermo qui perché per adesso è meglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io comprendo le ragioni di chi, anche presentatori di emendamento analogo a quello che abbiamo presentato noi dai banchi della maggioranza, ha preso a cuore il problema e con però motivazioni che non ci convincono si sono determinati a spostarlo ad altro provvedimento, perché, vedete, ordini del giorno non se ne negano a nessuno, impegni di fare in modo che entro 6 mesi si possa legiferare sul punto hanno il sapore del rinvio, del rinvio rispetto a dei lavoratori, quelli dell'Ente foreste, che già solo per questo fatto, dal nostro punto di vista, significa che la Giunta regionale e la maggioranza di centro-sinistra, o alcuni settori della maggioranza li sta considerando lavoratori dipendenti serie B, perché non è stato assolutamente riservato lo stesso trattamento che è stato riservato ad altre categorie di lavoratori. Questo è il primo aspetto. Il secondo aspetto, caro collega Luigi Lotto, tu fai affidamento troppo alle capacità di un commissario che secondo forse le tue aspettative dovrebbe avere un potere salvifico: "Non è necessaria la legge, si può fare in via amministrativa"; ma sapete cosa stanno già facendo in via amministrativa? Nelle direzioni provinciali stanno imponendo ai lavoratori l'esercizio delle mansioni superiori, cioè si sta ancora perseverando in un esercizio abusivo,

imponendo ai lavoratori di occuparsi, previa sottoscrizione di un modulo, e su questo noi vogliamo andare avanti. Allora, o il commissario non ne sa niente, o sarebbe grave se questa disposizione è frutto invece di una decisione commissariale. Su questo noi presenteremo un'interrogazione urgente, perché vorremmo dall'Assessore competente capire cosa sta succedendo.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue PITTALIS PIETRO.) E allora, siccome qui carta canta, abbiamo la modulistica che stanno sottoponendo nelle diverse direzioni e dove si invitano, qualora l'Ente abbia la necessità, a prestare mansioni, a prescindere dalla qualifica di che rivestono. E allora che cosa stiamo facendo? Che cosa si sta facendo? Questo grida allo scandalo!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 159

PITTALIS Pietro (FI). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 159.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 25 e 162, che sono uguali.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e dei relativi emendamenti:

Art. 16

Trasferimento competenze
in materia di società dell'informazione

1. Il comma 29 dell'articolo 1 della legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 (legge finanziaria 2012) è abrogato.

EMENDAMENTI

PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Gli emendamenti sono uguali, e il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Siccome sono soppressivi totali, metto in votazione direttamente il testo dell'articolo 16.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 bis:

Art. 16 bis

Modifiche urgenti alla legge regionale
n. 1 del 1977 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali)

1. Alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le lettere m), n) e n bis) del comma 1 dell'articolo 10 sono abrogate;

b) dopo la lettera c) del comma 1 dell'articolo 12 è aggiunta la seguente:
"c bis) servizi di ragioneria.";

c) dopo la lettera h bis) del comma 1 dell'articolo 13 è aggiunta la seguente:
"h bis 1) espropriazioni";

d) dopo la lettera e) del comma 1 dell'articolo 19 è aggiunta la seguente:
"e bis) servizio civile sardo".

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16 ter.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 ter:


Art. 16 ter

Modifiche alla legge regionale n. 11 del 1999 (Iniziative e coordinamento delle attività a favore dei giovani)

1. All'articolo 4, comma 1, della legge regionale 15 aprile 1999, n. 11 (Iniziative e coordinamento delle attività a favore dei giovani) le parole: "presso la Presidenza della Giunta regionale" sono sostituite dalle seguenti: "presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport".

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16 quater.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 quater:

Art. 16 quater

Modifiche alla legge regionale n. 7 del 2008 (Istituzione della consulta regionale
della disabilità)

1. Alla legge regionale 30 maggio 2008, n. 7 (Istituzione della consulta regionale
della disabilità), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2, comma 1, le parole "presso la Presidenza della Regione" sono sostituite dalle parole "presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale";

b) all'articolo 4, commi 1 e 2, le parole "presso la Presidenza della Regione" sono sostituite dalle parole "presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale".".

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16 quinquies.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 quinquies:

Art. 16 quinquies

Modifiche alla legge regionale n. 23 del 2005 (Sistema integrato dei servizi alla persona)

1. Alla legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) ai commi 2 e 4 dell'articolo 12, le parole "presso la Presidenza della Regione" sono sostituite dalle seguenti: "presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale";

b) all'articolo 34, comma 1, le parole "presso la Presidenza della Regione" sono sostituite dalle seguenti: "presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale".

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16 sexies. All'articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti: un emendamento soppressivo totale, il numero 49, il numero 9 è stato ritirato, rimangono i numeri 48 e 157.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 sexies e dei relativi emendamenti:

Art. 16 sexies

Modifiche all'articolo 19 della legge regionale n. 21 del 1994

1. Il comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 18 maggio 1994, n. 21 (Norme per la protezione degli animali e istituzione dell'anagrafe canina), è sostituito dal seguente:
"1. Per la vigilanza sull'applicazione della presente legge, il direttore del competente servizio dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, su proposta delle associazioni iscritte al Registro regionale del volontariato, procede alla nomina di guardie giurate addette alla protezione degli animali, denominate guardie zoofile, in possesso dei requisiti prescritti dal regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e dal regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 (Regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).".

EMENDAMENTI

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). E' con questo articolo, a corollario di tutto la discussione, per stigmatizzare la perfetta coerenza rispetto al perimetro della norma, e cioè delle disposizioni in materia di organizzazione della Regione, nel trattare la protezione degli animali e l'istituzione all'anagrafe canina attribuendo la nomina di guardie giurate addette alla protezione degli animali denominate guardie zoofile. Chiaramente è argomento degnissimo di nota e del quale la Regione si dovrà pure occupare, ci permettiamo molto sommessamente di domandare a noi stessi e all'Aula come possa essere ritenuta non intrusa una norma di questo tipo, prima in Commissione e poi all'interno dell'architettura concettuale di questa norma, da parte della maggioranza e della Giunta che ha ritenuto di espungere dall'intero testo tutta una serie di norme che riguardavano il personale e che andava trattato in materia organica per lasciare solo norme di organizzazione, e invece questa norma, di fatto, va' a disciplinare altro. Ora, a me pare che questo sia paradigmatico in realtà di un atteggiamento che sarebbe meglio affrontare a viso aperto, e cioè, opportunamente la maggioranza e la Giunta scelgono gli argomenti portare all'attenzione del Consiglio, scelgono gli argomenti da approvare, però ci si risparmi la retorica piuttosto spinta della capacità coerente di prevedere solo cose buone e giuste, e lo saranno pure, ma mi pare che questa tecnica legislativa non si differenzi di gran lunga rispetto a quelle che ci hanno preceduto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, per sottoscrivere e fare in mie le dichiarazioni che ha appena fatto il collega Solinas che condivido in pieno e non a caso ho presentato un emendamento soppressivo su questo articolo, che è un altro dei capolavori di questa legge. Mi verrebbe da dire una battuta, colleghi, perdonatemi. Ci siamo occupati in questa legge di cani e porci; i cani ci sono, mancano, in questo caso, da un certo punto di vista, i porci, nel senso che non li abbiamo individuati, però veramente facciamo attenzione su quello che stiamo facendo. È l'ennesimo articolo che inseriamo in una legge che non c'entra niente. Ha ricordato prima il collega Cossa la disposizione sulle norme per gli enti locali e la dispersione delle ceneri, e qua continuiamo, infiliamo sempre degli articoli nelle leggi e non è una buona tecnica. Alla fine si fanno delle cose non opportune, che hanno difficoltà a tutti e soprattutto non rendono giustizia, lo abbiamo detto più volte. Avete evitato volutamente, per dare organicità alla legge, di inserire tutta una serie di articoli che riguardavano il personale. Beh, questo grida vendetta, colleghi, veramente grida vendetta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, è per una curiosità. Io ricordo che esiste il gruppo guardie zoofile volontarie ed è lo Stato che prevede che esista questa istituzione. Non so se questo poi verrà cassato a livello governativo perché è contrastante. Sino a che si parla di anagrafe canina lo posso capire, anzi abbiamo svolto anche un ruolo importante, come Riformatori, quello di ricercare delle firme per poter sollecitare alcuni interventi, anche legislativi, in questa direzione, ma mi permetto di ricordare che mi pare che non ci ha nessuna necessità che vengano istituite, come le chiamate voi, guardie zoofile. Vi ricordo che ci sono già, sono previste da un regolamento dello Stato e ne tengono la struttura le prefetture e per esse le questure, per cui io non so che valore abbia questa cosa.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La finalità della norma è soltanto quella di liberare il Presidente della Regione dalla nomina delle guardie zoofile e attribuirla a un organo competente. Tutto qua.

PRESIDENTE. Sino ad oggi le guardie zoofile venivano nominate direttamente con decreto del Presidente della Regione. Questa norma sposta la competenza dal Presidente della Regione al direttore.

Poiché nessun altro iscritto a parlare su questo articolo, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario per gli emendamenti numero 49 e 48.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Confermo il parere del relatore di maggioranza.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 16 sexies. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, l'emendamento numero 157?

PRESIDENTE. È stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Questo emendamento lo facciamo proprio, lo facciamo nostro. L'emendamento numero 157 tratta un aspetto che, per la verità, noi abbiamo proposto come opposizioni nel contesto dell'esame del provvedimento, mi pare, sull'assestamento di bilancio e lo abbiamo ritirato per due ragioni. La prima è perché abbiamo riconosciuto che l'iniziativa legislativa, peraltro già formalizzata presso la competente comunità, era stata di altri colleghi, in particolare dell'onorevole Busia, e quindi ci pareva, anche per una questione di fair play istituzionale, non togliere ai proponenti dal nostro punto di vista il merito di aver presentato questa proposta di legge. La seconda questione è perché si è detto: al primo provvedimento utile noi troveremo il modo di inserire sotto forma di emendamento o di portare direttamente in aula il testo. Oggi giustamente e diligentemente la collega Busia ripropone il tema e io questa volta, collega Busia, non voglio farle il torto che quest'Aula ancora una volta mandi negli archivi della Commissione questo problema. Ecco perché in questo caso facciamo nostro l'emendamento e chiediamo che venga messo in votazione. È un problema rispetto al quale, Presidente del Consiglio, noi abbiamo votato anche un ordine del giorno, anche per esonerare da ogni responsabilità il presidente del Consiglio che aveva il dovere di nominare d'ufficio, esercitando i poteri sostitutivi, i componenti di competenza del Consiglio regionale. E allora continuare in questa situazione di stallo, di un permanere ingiustificato dell'inutilità di un Consiglio regionale dell'economia e del lavoro che non ha più ragion d'essere, perché su questo tutti abbiamo convenuto, oggi c'è l'occasione e su questo noi condividendo questo emendamento e, ripeto, non arrogandoci il merito della proposta che è di altri, però non possiamo consentire che la questione venga relegata nella Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Intervengo per dire questo. Siccome l'onorevole Pittalis ha fatto suo un emendamento che la collega Busia ha presentato adesso, ha presentato la volta scorsa e ha presentato anche attraverso una proposta di legge…

PITTALIS PIETRO (FI). L'ho ricordato io stesso.

COCCO PIETRO (PD). Ci tengo a dirlo anch'io per rivendicare un diritto, che è quello sancito nei documenti presentati. Noi abbiamo tenuto in piedi una linea durante la discussione in questo disegno di legge, compreso quello dell'emendamento del CREL, e quindi non tanto sul tema, che riteniamo importante, di ritirare gli emendamenti. Ci sono anche delle questioni che non sono scritte e che sono codificate però nel fair play, che in genere esiste, che è quello di evitare di fare cose tipo quelle che ha fatto il collega Pittalis adesso, che è quello di fare proprio un emendamento sul quale ovviamente…

PITTALIS PIETRO (FI). Su fair play non ho bisogno di lezioni da parte di nessuno, collega!

COCCO PIETRO (PD). No, io non voglio fare lezioni a nessuno, però rivendico il diritto di poter dire quello che voglio perché…

PITTALIS PIETRO (FI). Tutto, ma non su queste questioni. Sul piano della correttezza poi…

PRESIDENTE. Prego onorevole Cocco.

COCCO PIETRO (PD). No, non ci sono problemi. Non è il problema che mi fa perdere il filo del discorso, e che conto fino a tre per evitare di dire cose che magari possono compromettere altre cose e allora è bene evitare. No, ma senza niente di straordinario. Io, caro collega Pittalis, non ti ho interrotto, non ho detto nulla, ti ho ascoltato tutta la sera, durante la quale hai detto un sacco di cose, e fa parte ovviamente del lavoro che l'opposizione deve fare, guai intervenire per dire che si mette la museruola a coloro che intervengono. Non è questo il tema, non ci tengo e non lo voglio, però rivendico il diritto di poter dire quello che credo. Adesso il tempo sta scadendo, lo farò dopo ancora se la cosa... Noi abbiamo chiesto di ritirare tutti gli emendamenti compreso questo con l'impegno - e abbiamo votato un ordine del giorno anche l'altra volta all'unanimità su questo tema - dicendo che non avevamo provveduto a fare la nomina, con il consiglio di amministrazione scaduto all'interno di quello, per approvare la proposta di legge rapidamente. Se l'opposizione è d'accordo lo facciamo anche attraverso un "102", per cui mettiamo la firma sul "102" e lo portiamo in Aula nei prossimi giorni, rapidamente, senza passare per la Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 157.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 157.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 17. All'articolo 17 sono stati presentati gli emendamenti numero 26 e 94, soppressivi totali, sono identici; il soppressivo parziale numero 71 e l'aggiuntivo numero 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:

Art. 17

Norma finanziaria

1. L'Amministrazione regionale provvede all'attuazione della presente legge senza far derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale nell'ambito delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 31 del 1998 e iscritte in conto delle UPB S01.02.001 e S01.02.002 e di cui alla legge regionale n. 32 del 1988 iscritte in conto della UPB S.01.01.002, del bilancio della Regione per gli anni 2014-2016 e in quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.

2. Alle maggiori spese derivanti dall'articolo 15 ter si fa fronte mediante corrispondente riduzione delle risorse già destinate agli interventi del fondo regionale per l'occupazione di cui all'articolo 6, comma 1, della legge regionale 3 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), iscritte in conto dell'UPB S06.06.004 del bilancio di previsione della Regione per gli anni 2015 e 2016.

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 2015 e 2016 sono introdotte le seguenti variazzioni:

in aumento

UPB S04.10.006
Contributi ai comuni per strumenti urbanistici
2015 euro 840.000
2016 euro 840.000

in diminuzione

UPB S06.06.004
Fondo Regionale per l'Occupazione - Spese correnti

2015 euro 840.000
2016 euro 840.000

Emendamenti.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, per chiudere questa fase di lavoro. Ho ascoltato con dispiacere l'intervento del collega Cocco alla fine di una giornata in cui non soltanto il fair play, ma anche l'eleganza è stata presente e assolutamente ha accompagnato tutti quanti i nostri lavori. Forse capisco la stanchezza, il nervosismo, ma accusare il Capogruppo Pittalis di scarsa eleganza! Ha voluto semplicemente sottolineare il fatto che tutti noi, ma non solamente noi, attenzione, tanti cittadini hanno potuto, attraverso una conferenza stampa, una grande attenzione avuta dai giornali, la collega Busia dire che era assolutamente pronta a sostenere due cose fondamentali: la chiusura dell'ufficio di Roma e l'abolizione dell'organo di un ente ormai assolutamente inutile.

Debbo dire, il fatto di rimarcarlo, il fatto di portarlo all'attenzione di quest'Assemblea non mi sembra un atto di mancanza di fair play istituzionale o di scarsa eleganza. Tende piuttosto a evidenziare che quella che il collega Cocco vede come una linea dritta, forse alla fine tanto dritta non è. In questa legge hanno trovato posto molte deroghe rispetto a questa linea, parlo delle scelte delle cose che si è scelto di mettere in questa norma a proposito di questioni relative al personale, parlo di tutto ciò che si è scelto di lasciare fuori, parlo di una norma di igiene pubblica come quella di chiedere che in una serie di enti regionali, controllati e partecipate dalle province, venisse applicata la "Severino", questa maggioranza si è assunta la responsabilità di non sostenere neanche un atto di igiene come questo. Temo che di questo dovrete rendere conto e spiegherete voi perché questa è una questione che ha a che fare con una linea dritta, a me pare invece che voglia mettere il sigillo su un sistema di potere che si sta tramandato di generazione in generazione, di un sistema di potere che si sta incardinando e abbarbicando anche in questa amministrazione regionale e che non accenna a voler lasciare le posizioni.

Dispiace che persone che hanno fatto di trasparenza, di questione morale, di avvicendamento di classe dirigente piuttosto che di rottamazione. una bandiera politica, oggi questa bandiera l'abbiano temo ammainata. Troverete sempre però da parte nostra dei colleghi disponibili a darvi una mano, casomai tornasse il cavallo che, a sentire l'onorevole Deriu, si sarebbe smarrito e si possa riprendere un cammino che purtroppo troppo presto ha lasciato questo testo nei lavori della Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Non voglio sfidare a duello l'onorevole Tunis per difendere il mio Capogruppo, però guardi, la collega Busia è vero che ha ritirato gli emendamenti, ma è anche vero che ha ottenuto entrambi i risultati, perché dalla Giunta ha avuto rassicurazioni sulla rivisitazione del servizio a Roma e la stessa collega ha presentato una proposta di legge che è in Commissione e che presto sarà approvata in Aula sulla soppressione del consiglio regionale. Quindi, come dire, se ogni emendamento o ogni proposta di emendamento avesse questo risultato, beh, come dire, maggiore efficienza non se ne potrebbe avere.

Poi lei cerca di far apparire questa legge in maniera diversa da come lei sa è, perché questa è una prima legge di riordino della pubblica amministrazione e di cambiamento della pubblica amministrazione da impostazione burocratica, glielo voglio ridire, tipica degli anni '90 - che voi non avete modificato in nessun modo - a un'impostazione manageriale, tipica invece di questi anni, secondo gli studi più recenti e le tendenze europee. Le adesso dirà di no, però sa bene...

TUNIS STEFANO (FI). Non posso più parlare.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Dice di no con la testa. Vedremo i risultati dell'applicazione di questa legge. Ho sentito dire: state applicando semplicemente la 150 del 2009, la Brunetta, allora perché non l'avete applicata poi se era così facile? L'ho sentito durante il dibattito, perché non l'avete applicata voi? Era facilissimo, bastava applicarla. In realtà non è così, perché sapete perfettamente che questa, come le altre modifiche introdotte, sono di grande impatto nella pubblica amministrazione. Non avete avuto il coraggio di farlo, lo stiamo facendo nei primi sei mesi di mandato.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sull'emendamento numero 26 che è uguale al 94, è contrario sull'emendamento numero 71 ed è favorevole sull'emendamento numero 7.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Concordo con il relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 26 e 94, di identico contenuto. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sono stati presentati tre ordini del giorno.

(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno:

inserire Odg 1, 2 , 3.)

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Vorrei aggiungere un emendamento orale concordato anch'esso con tutti i Capigruppo. Dove dice: "Su proposta dell'Assessore degli affari generali" inserire: "nei limiti delle disponibilità finanziarie e di bilancio."

PRESIDENTE. Da inserire su quell'ordine del giorno?

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Dopo "dell'Assessore degli affari generali" "nei limiti delle disponibilità finanziarie e di bilancio."

PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni, questo emendamento orale può essere accolto dall'assemblea.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'ordine del giorno numero 2.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'ordine del giorno numero 3.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sintesi e illustrazione veloce. Spesso sentiamo dire: "Non sparare sulla Croce Rossa". Purtroppo qui la si vuole definitivamente uccidere, far fuori. Oggi anche i giornali nazionali parlano di una Croce Rossa che chiude con 900 soldati a casa, credo e ringrazio veramente tutto il Consiglio perché già noi avevamo firmato tutti assieme una mozione, ma oggi abbiamo ritenuto quest'ordine del giorno più importante e più significativo anche perché vorrei ricordare semplicemente che le strutture della Croce Rossa coinvolgono circa 150 mila soci sull'intero territorio nazionale e 2284 nel territorio sardo. Ma la parte più importante che questo Consiglio vuole evidenziare è che con l'applicazione del decreto legislativo numero 178 del 2012 prevede che il corpo militare sia costituito solo da personale militare in congedo privandolo del supporto amministrativo, logistico e in servizio indispensabili per il relativo funzionamento, questo farà sì che appunto ci sarà la smilitarizzazione dal corpo della Croce Rossa e vorrei anche dire che tanti di questi militari si troveranno in posizioni chi di mobilità ma chi addirittura si vedrà privato del proprio lavoro. Allora noi crediamo che ci possano essere intanto delle soluzioni che saranno di carattere governativo, ci auguriamo, cioè il decreto Monti deve essere superato da un nuovo decreto che può essere e che tra l'altro è all'attenzione del Senato proprio in questi giorni, noi proponiamo e chiediamo al Presidente della Regione che possa impegnarsi affinché tutte le azioni poste in essere possano portare in qualche modo intanto a coinvolgere i parlamentari sardi affinché questo disegno di legge 1503 del maggio 2014 possa essere approvato con la massima urgenza in Parlamento e poi ancora trovare un'intesa con lo Stato quindi nelle trattative Stato-Regione affinché i militari della Sardegna possano essere inseriti in una lista ad esaurimento per essere destinati alla protezione civile o ad un coinvolgimento per il servizio del 118 o comunque ad una soluzione che il Presidente riterrà più opportuno trattare.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Solo una domanda: il disegno di legge chi l'ha presentato?

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Il Senato, i senatori della maggioranza.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del disegno di legge numero 72/A così come modificato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Colleghi brevemente, capisco che abbiamo lavorato tutto il giorno, a nostro avviso la giornata poteva essere molto più produttiva sul piano qualitativo. Noi su questo provvedimento esprimeremo un voto contrario proprio perché si ritiene che sia stato fatto un lavoro che tiene conto di alcune problematiche, ma ne esclude altre e soprattutto con riferimento anche e non solo dunque all'organizzazione dell'amministrazione ma a categorie di lavoratori, non sia stata fatta la cosa più giusta cioè quella di uniformare i criteri e applicare soluzioni uguali per tutti. Questo non lo possiamo consentire ed è la ragione per la quale noi voteremo contro, ma su quell'ordine del giorno che avete fatto e vi siete votato, noi vi aspettiamo sportivamente al varco perché conteremo i giorni per valutare se entro sei mesi voi darete davvero la soluzione che avete oggi prospettato per tutte quelle categorie di lavoratori compresi i lavoratori dell'ente foreste. Noi su questo davvero faremo le sentinelle e su questo eserciteremo ogni forma di controllo perché non è possibile che come spesso accade sulla pelle dei lavoratori si possa consentire che tutto finisca a tarallucci e vino.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io devo dire che ho apprezzato molto lo sforzo fatto dall'assessore Demuro di dotare la Regione di una moderna legge di organizzazione e pur con i rilievi critici fatti su questo pezzo della legge, io credo che ci fosse effettivamente bisogno di uno sforzo in questa direzione. Purtroppo questa legge è stata inquinata, è stata inquinata da alcune norme palesemente intruse ed è stato anche distorto il principio che è stato più volte proclamato in quest'Aula di voler evitare di affrontare questioni particolari. Questo rappresenta una macchia in questa legge e questo è il motivo per cui noi voteremo contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Solo per dichiarare il mio voto favorevole e quello del mio Gruppo alla legge in oggetto e per dire che oggi abbiamo portato in Aula una legge importante, che non chiude un processo ma lo apre. Avremmo potuto discutere ancora in Commissione, in Consiglio e nei vari spazi della legge migliore possibile, abbiamo preferito un buono alla ricerca di un ottimo che non arriva mai. È il primo tassello di un mosaico complicato, i prossimi passi saranno una legge organica sul personale della Regione che porteremo nei prossimi mesi in Aula e che non per forza deve essere onere della Giunta presentare, perché alcuni problemi possono essere risolti sì con un disegno di legge, ma anche con una proposta di legge, e anche con una proposta magari redatta dalla Commissione in sede redigente in ultima istanza. Poi da una revisione della legge 1 della Regione, perché oggi abbiamo parlato anche dei problemi legati ad un'organizzazione vecchia. Per esempio la collega Busia, che ha portato il tema di un ufficio di Roma che non risponde più a quello che oggi dovrebbe essere quel rapporto con le istituzioni, ebbene ha portato un tema che può essere risolto nel quadro di una revisione della legge 1 del 77 che regola anche le funzioni degli Assessorati. Io oggi vedo un impegno della nostra Regione in prima persona sul fronte politico nei rapporti verso le istituzioni romane, non soltanto con un servizio come abbiamo sino ad ora. E riguardo alle norme cosiddette intruse, le rivendico, rivendico quelle norme intruse, cosiddette, di cui abbiamo a lungo discusso in Commissione e che molte delle quali hanno ottenuto anche un voto unanime in Commissione. Per cui l'intrusione di quei temi è dovuta soltanto a gravi urgenze che tutti noi, tutte le forze politiche hanno ritenuto tali, e che si è deciso di affrontare prima di arrivare a scadenze che avrebbero messo a repentaglio importanti servizi e la prosecuzione appunto di servizi importanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, ma io intervengo per esprimere sulla legge il parere favorevole del gruppo del Partito Democratico, e colgo anche l'occasione per esprimere alcuni concetti in merito sia al disegno di legge che stiamo per approvare, sia alle cose che sono state tirate in ballo in questa discussione. Questo sulla riorganizzazione della Regione è un tema del quale si discute da sempre, un sacco di assessori si sono come dire dedicati a fare la riforma, un sacco di presidenti della Regione si sono dedicati ovvero hanno tentato di fare le riforme, e coloro che hanno amministrato la Regione fino a qualche giorno fa avevano la possibilità di fare un sacco di riforme naturalmente per evitare che la pelle dei lavoratori venisse colpita in particolare, e non mi pare che abbiano fatto nulla di tutto questo in questi cinque anni appena trascorsi. Questo non è avvenuto e oggi ci raccontano dell'idea di mettere in piedi processi che riguardano tutti gli enti della Regione, compreso l'Ente Foreste, compreso tutti quanti coloro che sono stati citati. Noi abbiamo fatto un primo passo, consapevoli che questa non è la conclusione di un percorso ma è l'inizio di un percorso, e noi stiamo approvando provvedimenti di legge, e di questo naturalmente ringrazio tutto il Consiglio, che stanno andando avanti nelle settimane e nei mesi trascorsi, in poco tempo ne abbiamo approvati diversi di provvedimenti, e questo è uno di quelli, quindi un primo tassello messo sulla riorganizzazione complessiva della Regione, con un ordine del giorno che ci impegna, e impegna noi tutti, a portare avanti anche la riorganizzazione del personale e tutte le cose delle quali abbiamo parlato stasera e cose per le quali abbiamo anche presentato e ritirato emendamenti, o addirittura non li abbiamo presentati perché abbiamo ritenuto opportuno concludere questo disegno di legge. Ci ritorneremo, ci ritorneremo rapidamente, nell'ordine del giorno abbiamo scritto sei mesi, spero che si possa fare anche prima, certo è che qua noi abbiamo fatto un passo avanti che altri in cinque anni non hanno saputo fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Brevemente per dire questo, che sicuramente abbiamo fatto alla fine una buona legge, in particolare le questioni che a mi interessano di più sono relative alla sperimentazione di queste unità di progetto per verificare se effettivamente funzioneranno. Ma volevo approfittare dell'intervento per dire due cose fondamentali. Questa legge è stata l'ennesima prova per questa maggioranza, una prova abbastanza complicata perché ha avuto delle spinte esterne molto forti, l'abbiamo superata con intelligenza e credo che questo schema vada utilizzato anche successivamente. Infine dico questo, a quest'Assemblea che è un po' distratta ma che deve affrontare questo problema. Secondo me questa tecnica legislativa non funziona più, perché far sì che in Commissione anche in questo caso ci sia stata un'attività dei consiglieri molto precisa, affrontando tutti i problemi, e poi quest'attività in commissione sia stata smontata in parte con l'attività consiliare. O prendiamo mano e coraggio e decidiamo di affidare alla Commissione in sede redigente, oppure aboliamo queste commissioni che non servono a niente, perché continuamente noi facciamo un lavoro che viene distrutto il giorno dopo. Prendiamo coraggio e cerchiamo di cambiarle le cose perché altrimenti continuiamo a girare a vuoto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 72.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stata presentata in accordo con la Conferenza dei Capigruppo una proposta di legge, la numero 141, sottoscritta da tutti i Capigruppo con l'articolo 102, che riguarda gli interventi straordinari per la promozione e la diffusione della pratica sportiva a sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche per la partecipazione ai campionati nazionali ed europei. Dichiaro aperta la discussione generale.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, io chiedo che questa legge sia sospesa e venga rimandata in Commissione. Sta arrivando una legge che evidentemente definisce dei criteri di maggior credito ad alcune società sportive, non si capisce bene in base a quali diritti difformi rispetto a tutto il resto delle società sportive che animano tutto lo sport dilettantistico sardo, con criteri del tutto opinabili, non si capisce perché questi si e altri no, credo che sia il caso che venga mandata eventualmente in Commissione per fare un'analisi e per allargare altre eventuali opportunità per tutti, perché stante così questa legge è invotabile.

PRESIDENTE. Sì, c'è una richiesta pregiudiziale.

Ha domandato di parlare il consigliere Cocco Pietro. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per chiedere un minuto di sospensione in Aula.

PRESIDENTE. La sospensione è accordata.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 34, viene ripresa alle ore 20 e 37.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito tutti a riprendere posto,è stata posta una questione pregiudiziale, è possibile intervenire sulla pregiudiziale per ciascun gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Siccome sono io il primo firmatario insieme agli altri Capigruppo, tutti i Capigruppo, siccome però è una materia sulla quale bisogna fare degli approfondimenti, ritengo giusto raccogliere l'invito a mandare in Commissione la proposta di legge.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io sono davvero basito, collega, abbiamo assunto nella Conferenza dei Capigruppo una decisione proprio perché è stata ravvisata da parte di tutti, nessuno escluso, e io capisco perché poi all'interno dei gruppi ci possono essere, ma questa sconfessione in maniera plateale del suo operato, collega Cocco, da parte di un consigliere del suo gruppo… ma non è poi questo l'aspetto rilevante, l'aspetto rilevante è che devono portare i libri in tribunale perché ormai devono chiudere, stiamo parlando dello sport dilettantistico, ve ne assumerete la responsabilità, guardate che noi stiamo facendo qualcosa che non consentirà a tutte le associazioni sportive dilettantistiche di poter domani proseguire, è un fatto gravissimo, noi su questo ci sentiamo anche davvero presi in giro perché dopo una Conferenza dei Capigruppo, dopo che la maggioranza si esprime, dopo che la Giunta esprime parere favorevole perché qualcuno si alzi in quest'aula e non può assolutamente funzionale così! A noi dispiace questo modo di procedere, colleghi, perché ci sono ragazzi e ragazze, ci sono giovanissimi che, vivaddio, preferiscono lo sport ad altre forme, meno nobili, e noi stiamo in questo modo creando davvero le condizioni perché la gente davvero poi non capisca cosa facciamo in quest'aula e la gente se si allontana dalla politica forse qualche ragione a ragion veduta proprio ce l'ha. Quindi io chiedo che il collega Cocco che è persona perbene e che persona responsabile, convinca il suo gruppo e la sua maggioranza perché in cinque minuti possiamo esitare questo provvedimento, badate, non è la vittoria di una parte ma la vittoria di tutto il Consiglio, quando sono fatte cose nell'interesse soprattutto di giovani, su queste cose veramente pensa che non debba esserci mai una distinzione della politica. È stata esclusa qualche società? Si dica quale! È stata esclusa qualche categoria? Si dica quale! La includiamo! Collega Ruggeri, c'è qualcosa che non va? Sospendiamo, rimaniamo se è necessario ancora una mezz'ora e includiamo tutto ma non facciamo perdere un'occasione nella quale abbiamo responsabilmente tutti convenuto che fosse il caso di mettere con un senso di buona volontà anche dopo la giornata faticosa di lavoro su un aspetto sul quale davvero io, scusate il tono e scusate veramente ma il senso della mia proposta Presidente vuol essere questa. Se sta danno fastidio quello che sto dicendo, collega Cocco, se questo è l'atteggiamento, io sto cercando di ipotizzare una soluzione all'insegna della collaborazione, capire se ci sono da parte dei consiglieri o dei gruppi delle istanze che possono essere accolte ed inserita nel contesto di questo provvedimento e lo esitiamo, se le ragioni sono altre allora lo dovevate dire prima, perché non si può davvero fare un qualcosa in Conferenza dei Capigruppo perché se questo è il senso, Presidente, davvero da questo momento in poi noi non firmeremo nulla, qualunque sia l'urgenza e l'emergenza perché davvero questo è un sistema che non può certamente favorire anche il gravoso lavoro che lei fa di coordinare i gruppi e il lavoro nella Conferenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, come tutti i colleghi possono vedere è andato in scena con siparietto davvero poche edificante per tantissimi buoni motivi, certamente quelli ricordati dal collega Pittalis al centro dell'attenzione, però sarebbe anche troppo comodo per questa maggioranza, con un colpo di spugna, dimenticare tutte quelle attività che sono state portate fra le prime da parte della Giunta e mettendo adesso in difficoltà ancora ulteriormente la Giunta all'assenza dei due assessori coinvolti direttamente, l'Assessore alla pubblica istruzione e quello al quale tolgono le risorse, quello al turismo, artigianato e commercio, e ricordo anche che questo è un sistema per uscire velocemente da una porta che è stata spalancata, una uscita di sicurezza, perché tutti quanti sembrava che avessero preso la rogna contaminati dalle faccende riguardanti l'Agenzia Sardegna Promozione, perché pare fosse dimenticata da tutti, quell'agenzia provvedeva ad intervenire per dare supporto a quelle attività professionistiche e dilettantistiche e se c'è qualche squadra di A1 ce n'è una anche in questo momento gioca nel massimo campionato della serie A di calcio nazionale alla quale è stato negato un contributo che era stato promesso, vivaddio, dall'Agenzia Sardegna Promozione. Adesso, facendo un caos totale che è ridicolo sotto il profilo della cultura istituzionale, ridicolo sotto il profilo amministrativo, crea le condizioni per portare una legge barzelletta, qui negli ultimi minuti di una giornata intensa nelle quali si è parlato di questioni riguardanti l'organizzazione complessiva dell'amministrazione regionale, si vuole infilare un giocattolo come questo, con la firma e con il consenso di tutti al quale, non se ne abbia a male nessuno della mia parte dell'opposizione, nessuno dei miei amici e colleghi del gruppo ma è un voto dal quale io mi sfilo se si dovesse andare a votare perché è una presa per i fondelli, per quelli che sono inclusi, per quelli che sono esclusi e per quelli che sono stati infangati da due mesi a questa parte perché hanno avuto il coraggio di mettere delle firme per andare a portare in Italia e probabilmente del mondo l'orgoglioso logo della Regione Sardegna accompagnato da un simboletto colorato decisamente simpatico e che avrebbe meritato ben altro tipo di discussione in questa prestigiosissima Aula consiliare della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico). Credo che in una questione come questa la prudenza non sia mai abbastanza, e quindi la richiesta di riportare questo testo in Commissione credo che sia assolutamente opportuno. Capisco che il collega Crisponi voglia difendere l'operato di qualcosa che lo ha riguardato direttamente e fa bene a farlo, però capisco anche che problemi che sono storti e che non sono stati certo frutto di una leggerezza, devono essere approfonditi e verificati ed una affrettata decisione non può certamente rimediare ad una questione che presenta elementi di gravità e che può mettere in grave difficoltà. Quindi, mi pare che fosse doveroso, davanti al sollevarsi di una questione pregiudiziale che mi trova peraltro assolutamente concorde, tornare e riportare la disposizione in Commissione e ridiscutere alcuni aspetti che evidentemente non vedono tutti convinti. Certamente lo sport è importante, certamente sono stati presi degli impegni, certamente teniamo conto del brocardo pacta sunt servanda però sappiamo anche che le urgenze, quelle vere nella Sardegna, sono altre e se questo vigore fosse stato utilizzato per altre questioni forse la Sardegna non sarebbe a questo punto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sulla proposta dell'onorevole Ruggeri per il rinvio in Commissione, come pregiudiziale, la metto in votazione. Il Regolamento prevede la votazione per alzata di mano non prevede altre forme di votazione. Procediamo quindi per alzata di mano. Sull'articolo 86 non sono previste dichiarazioni di voto. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 49.