Seduta n.438 del 29/10/2013 

CDXXXVIII SEDUTA

MARTEDI' 29 OTTOBRE 2013

(POMERIDIANA)

Presidenza della Presidente LOMBARDO

La seduta è aperta alle ore 16 e 55.

DESSI', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 31 luglio 2013 (429), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Michele Cossa, Rosanna Floris, Vincenzo Floris, Onorio Petrini, Efisio Planetta e Paolo Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 29 ottobre 2013.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

DESSI', Segretario:

"Interrogazione Arbau, con richiesta di risposta scritta, all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale affinché precisi se sia vero e se sia a conoscenza del fatto che il Presidio ospedaliero di Nuoro non utilizzi lo strumento PACS Ris per mettere in rete la diagnostica nonostante abbia la disponibilità, attraverso il project financing, delle apparecchiature da oltre tre anni e se sia vero che questa situazione comporti un costo annuo aggiuntivo di circa 700.000 euro per l'acquisto delle pellicole, con l'utilizzo di modalità diagnostiche superate dal tempo". (1235)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Faccio appello alla sensibilità dei colleghi perché se il disegno di legge di assestamento del bilancio, che dovrebbe essere all'ordine del giorno, non viene esitato entro oggi rischiamo veramente di non poter riassegnare in tempo utile le somme perente. Pertanto chiedo all'Aula, se è possibile, un'inversione dell'ordine del giorno in modo da avere almeno la certezza di concludere questo punto, anche perché i lavori potrebbero protrarsi con la discussione degli altri argomenti. Grazie.

PRESIDENTE. L'assessore Zedda chiede di sospendere la discussione della proposta di legge nazionale numero 22/A e di fare un'inversione degli argomenti dell'ordine del giorno per esaminare immediatamente il disegno di legge numero 564/A. Possono intervenire un oratore a favore e uno contro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampaolo Diana. Ne ha facoltà.

DIANA GIAMPAOLO (P.D.). Vorrei intervenire prima sull'ordine dei lavori. Assessore Zedda, auspico, anche se mi rendo conto che è irrituale, che lei intervenga nuovamente per indicare qualche ragione un po' più esaustiva che porta la Giunta a chiedere questa inversione dell'ordine del giorno. La pregherei, Assessore, di dirci esattamente perché chiede l'inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 59, viene ripresa alle ore 17 e 11.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, a integrazione di quanto ho detto, preciso che la manovra di assestamento va di fatto a rimpinguare il fondo per le perenzioni. Vorrei chiarire che rimpinguare questo fondo significa ottemperare a obbligazioni scadute nel corso degli anni e di fatto serve a dare nuova linfa finanziaria e disponibilità di cassa a chi è in grandissima difficoltà, e cioè gli enti locali e le imprese.

A fronte di questo, e quindi di debiti scaduti, c'è un'altra obbligazione che riguarda il debito commerciale, scaduto il 31 dicembre del 2012, per l'importo di 16 milioni e 685 mila euro. Si dovrebbe ottemperare entro il 31 ottobre, e poiché la procedura di riassegnazione dei residui richiede ancora qualche giorno, per poter reintegrare i fondi per gli enti locali e le imprese in poco tempo dobbiamo assolutamente anticipare la data e non procrastinare oltre oggi l'approvazione del disegno di legge di assestamento.

PRESIDENTE. Possono intervenire un oratore a favore e uno contro. Scusate colleghi, siccome sul monitor compaiono le iscrizioni a parlare nella discussione generale del testo di legge sulla zona franca, prego chi vuole intervenire sulla proposta dell'assessore Zedda di sollevare la mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU (Gruppo Misto). Credo che tutta questa urgenza da parte dell'Assessore possa essere presa in considerazione unitamente al fatto che da due mesi il Consiglio si riunisce solo un giorno alla settimana, e non credo che questo fatto sia addebitabile al del Consiglio. La Giunta avrebbe potuto adempiere ai suoi obblighi per tempo e ragionare con i Capigruppo per inserire prima all'ordine del giorno il disegno di legge di assestamento del bilancio.

Credo che rinviare la discussione sulla zona franca sia l'ennesimo smacco per un Consiglio che non vuole affrontare le questioni. I rinvii delle cose urgenti sono all'ordine del giorno, sono l'ordinarietà di questo Consiglio, per questo il mio voto sarà contrario e ricordo che, ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento, l'inversione dell'ordine del giorno necessita della maggioranza dei due terzi. Chiedo quindi che la proposta sia messa in votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Arbau, non c'era bisogno di ricordare alla Presidenza che per le inversioni degli argomenti all'ordine del giorno occorre la maggioranza dei due terzi dei votanti. Comunque il Consiglio regionale viene convocato quando ci sono provvedimenti da esaminare. Il problema non è legato a una giornata di Consiglio che viene convocato…

(Interruzione del consigliere Arbau)

PRESIDENTE. Onorevole Arbau, bisogna stare attenti… Onorevole Arbau, non le consento di interrompere!

Il disegno di legge di assestamento approda in Consiglio quest'oggi perché ha seguito l'iter previsto dal Regolamento. Non è un testo di legge in attesa da settimane o da mesi di essere portato in Aula, per cui gli viene attribuita una corsia preferenziale in quanto il Consiglio non è stato convocato nelle settimane precedenti.

La proposta di legge nazionale sulla zona franca è comunque all'ordine del giorno, la relativa discussione generale è già iniziata e, nel caso in cui l'Aula si dovesse pronunciare a favore della proposta dell'assessore Zedda, riprenderà martedì, senza nessuna dilazione e senza alcuna volontà di non affrontare l'argomento.

Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, metto in votazione la proposta dell'assessore Zedda.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Non si può fare!

(Interruzioni)

Colleghi! Lo so perfettamente bene, non ho bisogno di chiedere al Segretario generale. Colleghi, mi ascoltate un attimo? Onorevole Cuccureddu, la votazione con il procedimento elettronico può essere effettuata per conteggiare i votanti, ma certamente senza registrazione dei nomi.

(Interruzioni)

Conosco bene l'articolo 55. Onorevole Cuccureddu, le sto dicendo che il procedimento elettronico può essere utilizzato, ma non ci sarà la registrazione dei nomi.

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. Se mi avesse consentito di terminare, onorevole Cuccureddu, avremmo evitato questa discussione. Stavo precisando proprio quello.

(Interruzioni)

Dispongo, ai sensi dell'articolo 92, comma 3, del Regolamento la votazione mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi, della proposta di inversione dell'ordine del giorno.

(La proposta è approvata)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Bilancio di previsione per l'anno 2013: incremento del fondo per la riassegnazione di somme perente" (564/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 564/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Fois, relatore.

FOIS (Riformatori Sardi), relatore semplice. Do per illustrato il disegno di legge, Presidente.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI (P.D.). Presidente, era stato preso l'impegno di presentare un collegato alla finanziaria, che era atteso da tutti: dai sindacati, dalle forze politiche presenti in questo Consiglio, dalle imprese, dagli enti locali. Si era spergiurato su un collegato da presentare entro trenta giorni dall'approvazione della finanziaria, ma ancora una volta non sono stati mantenuti gli impegni e siamo di fronte a un semplice assestamento di bilancio. Praticamente stiamo rimpinguando il capitolo dei residui perenti per 75 milioni di euro. L'Assessore ha spiegato in Commissione, e anche stasera in Aula, che 16 di questi 75 milioni di euro sono destinati al pagamento del debito commerciale e che la restante parte sarà trasferita agli enti locali, alle ASL, agli enti strumentali della Regione come stanziamenti per opere già realizzate che sono, anche queste, da pagare.

Stiamo accelerando la spesa? Assolutamente no! Non si tratta di un'accelerazione della spesa, infatti stiamo iscrivendo queste risorse tra i residui perenti. Dopo che questi stanziamenti hanno fatto la trafila che dovevano fare, cioè sono stati prima iscritti in conto competenza, successivamente tra i residui, dove sono rimasti per diversi anni, adesso vengono iscritti nuovamente in conto competenza nel fondo dei residui perenti. Sono passati diversi anni, quindi stiamo pagando le imprese con diversi anni di ritardo. Le fatture sul debito commerciale erano pronte per il pagamento al 31 dicembre 2012; siamo a novembre del 2013 e stiamo tentando di dare seguito a quei pagamenti, di riconoscere alle imprese sarde il pagamento di ciò che loro hanno già realizzato anticipando proprie risorse. Questo è l'andamento di questa Regione. Allo stesso modo gli enti locali, gli enti strumentali della Regione, le ASL attendono queste risorse per poter pagare le imprese, ancora una volta con forte ritardo, per opere già realizzate.

Sia chiaro, dico questo perché qualcuno non fraintenda che ciò faccia parte di una strategia di questa Giunta regionale tesa ad accelerare la spesa. Stiamo inseguendo i debiti della Regione perché non c'è nessuna volontà da parte della maggioranza di affrontare e risolvere i problemi della Sardegna. E il problema di fondo è uno solo, Assessore: si tratta, ed è questo il punto centrale, del fatto che continuate a privilegiare la spesa corrente e a mettere da parte le spese per investimenti. E' quello che avete fatto in questi anni. Assessore, le faccio un esempio relativo ai lavori pubblici. Ogni anno, mediamente, l'Assessorato dei lavori pubblici impegna una cifra che si aggira attorno ai 240-260 milioni di euro. In tutti questi anni di vostro governo gli avete concesso di portare a pagamento circa 120 milioni di euro, quindi ogni anno l'Assessorato dei lavori pubblici produce 120-140 milioni di euro di residui, cioè prende impegni, le imprese realizzano le opere e voi non gli consentite di pagare. Però nel contempo avete dato il via a una spesa corrente spregiudicata!

Le voglio fare un esempio anche per quanto riguarda la spesa corrente: l'impennata delle convenzioni. Nel 2012 le convenzioni in questa Regione ammontavano a 980 milioni di euro. Sa, Assessore, a quanto ammontano alla data odierna? Quattro milioni e 300 mila euro, quindi c'è stato un aumento di oltre 3 milioni di euro in un solo anno, e l'anno non è ancora finito. Questo significa dare il via alla spesa corrente pur sapendo che il patto di stabilità è diventato un cappio al collo che metterà in forte difficoltà non tanto questa Regione, ma le imprese, gli enti locali, gli enti strumentali e le ASL, che non riusciranno a dare seguito agli impegni che hanno preso in quanto voi avete attivato una spesa corrente che non è alla nostra portata. Una manovra davvero da irresponsabili, che avete fatto pur essendo a conoscenza di quelli che sono e saranno i vincoli del patto di stabilità, perché mentre voi non ricontrattate il patto di stabilità, nel 2014 i relativi vincoli diventeranno ancora più pesanti per questa Regione. Quest'anno, lo voglio ricordare, il tetto è di 2 miliardi e 515 milioni di euro; nel 2014 il patto di stabilità sarà ancora più rigido e il vincolo verrà ristretto fino alla cifra di 2 miliardi e 410 milioni di euro. Praticamente aumentano le restrizioni, cioè i vincoli del patto di stabilità, e voi aumentate la spesa corrente, mettendo sempre più in difficoltà questa Regione.

Non avete ottenuto nulla sulla ricontrattazione del patto di stabilità, perché non avete avviato il percorso del federalismo fiscale, mentre tutte le altre Regioni autonome si sono viste riconoscere dallo Stato quanto era previsto da quel percorso, che noi non abbiamo utilizzato. Non solo: i parlamentari sardi l'8 aprile 2013, attraverso il decreto legislativo numero 35, hanno approvato una norma che dava la possibilità di allineare i vincoli del patto di stabilità al nuovo regime delle entrate. Ci davano centoventi giorni, che sono scaduti senza che voi abbiate attivato alcun confronto con lo Stato. Avete perso per l'ennesima volta una buona occasione che ci avrebbe consentito di mettere in discussione dei vincoli che per noi sono insopportabili.

Sia chiaro, quindi, che il provvedimento che oggi stiamo per approvare insegue i problemi ma non li risolve, e tra qualche mese saremo nelle stesse difficoltà odierne. Oggi tagliamo 70 milioni di euro, a fine anno dovremo rinunciare a spendere quasi 1 miliardo di euro, ciò vuol dire che questo è un bilancio farsa, in cui avete stanziato risorse che questa Regione non potrà spendere a causa, ripeto, dei vincoli del patto di stabilità.

Noi vi avevamo fatto una proposta chiara in sede di discussione del bilancio: istituiamo un capitolo e allochiamo lì le risorse che sappiamo già di non poter spendere durante l'anno di competenza e contrattiamole con lo Stato per un piano di interventi strutturali o programmi che possano servire a risollevare l'economia della Sardegna. Ma voi avete voluto fare vane promesse, spalmando queste risorse sulla spesa corrente, ben sapendo di imbrogliare i sardi e di non poter poi spendere le somme che stavate promettendo. Questo avete fatto in questi anni e questo è il risultato del vostro operato e delle vostre politiche di bilancio che non sono servite a nulla.

Se analizziamo le voci ci rendiamo conto che stiamo tagliando risorse che per voi erano intoccabili, che facevano parte di quel pacchetto strategico finalizzato a risollevare le sorti della Sardegna. Infatti tagliamo i fondi per la Flotta sarda, che erano intoccabili in sede di bilancio. Noi proponemmo di tagliare queste risorse perché sapevamo che non sareste riusciti a spenderle, oggi siete voi a proporre di tagliarle, dandoci quindi ragione. Poi tagliate i fondi per l'università, su cui si era molto discusso al fine di aumentare le risorse per l'università e l'istruzione, per le biblioteche, per la lingua sarda, persino per la tutela del suolo, dopo che vi siete riempiti la bocca di parole sull'assoluta priorità della difesa del suolo, affinché non si ripeta ciò che è successo in passato! Voi oggi tagliate risorse importanti per la tutela del suolo: più di 4 milioni di euro! Tagliate anche i fondi per l'edilizia popolare a favore delle famiglie: qui state facendo tagli che superano i 6 milioni di euro; tagliate i fondi per l'artigianato artistico; nel settore industriale tagliate più di 18 milioni di euro che erano destinati al rilancio dell'industria. Cosa dire poi dei fondi per gli ammortizzatori sociali e i voucher formativi? Otto milioni di euro in meno per i voucher formativi! Per quanto riguarda le politiche di sviluppo per il sistema idrico tagliate 1 milione di euro; sulla destagionalizzazione dei collegamenti tagliate 1 milione e mezzo di euro; 8 milioni e mezzo di euro ancora sugli ammortizzatori sociali. Questi sono i tagli e questo è il vostro provvedimento, che è l'autocertificazione del vostro fallimento, perché avete impostato una manovra promettendo ai sardi degli interventi precisi, e oggi andate tutti a tagliarli, perché in un anno non siete stati capaci di metterli in atto e di dare corso alla spesa. Quindi avevamo ragione noi: avete promesso cose false ai sardi! Questa è l'autocertificazione del fallimento della vostra Giunta regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU (Gruppo Misto). Intervengo solo per confermare quello che ho detto poc'anzi all'assessore Zedda, cioè che questa legge poteva arrivare prima, se era urgente, e per dire a tutti che ho fatto l'alunno per tanto tempo e a volte ho letto anche a lume di candela, però non permetto a nessuno di interpretare i miei poco nobili ragionamenti politici. Non lo permetto a nessuno, per cortesia!

PRESIDENTE. Onorevole Arbau, deve usare toni consoni a quest'Aula. Nessuno interpreta i ragionamenti politici, però lei fa affermazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti in quanto sia la il testo di legge sulla zona franca che l'assestamento di bilancio hanno seguito lo stesso iter e non appena sono stati esitati dalle Commissioni competenti sono arrivati in Aula, per cui non si può dire che la colpa è del Consiglio che si riunisce una volta alla settimana.

E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Presidente, mi limiterò a ribadire molto velocemente quello che ho già detto in Commissione. Noi stiamo approvando ­- o meglio discutendo, perché io voterò convintamente contro questa "manovrina" - al buio una manovra di cui conosciamo solamente l'entità dell'importo. Sappiamo dove vengono operati tagli, ma non sappiamo esattamente dove andranno allocate le risorse. Siccome io sono del segno del cancro, il segno del dubbio, temo che questi 75 milioni e 170 mila euro verranno allocati in capitoli destinati alle più disparate iniziative che possano essere gestite in fase preelettorale. Su questo non ho dubbi. Ben diverso, assessore Zedda, sarebbe stato un assestamento di bilancio che non avesse seguito l'iter semplicistico della velocità, dell'urgenza di recuperare risorse. Sono convinto che questa sia un'operazione assolutamente poco trasparente, che non dà al Consiglio la possibilità di capire dove verrà allocata, al di là dei 16 milioni di euro del debito che deve essere definito, la restante parte dei 75 milioni e 170 mila euro. Abbiamo visto, Assessore, in Commissione, che la cifra è stata ridimensionata tagliando una serie di voci che non abbiamo capito esattamente per quale ragione siano state stralciate visto che da 86 milioni e 581 mila euro l'importo della manovra è passato, su iniziativa della Giunta, a 75 milioni e 170 mila. Si sono salvati improvvisamente i tagli alle agenzie agricole: diversi tagli che erano stati definiti anche sulla base dei risparmi realizzati da quelle agenzie sono stati cancellati e abbiamo visto, successivamente, che l'Assessore dell'agricoltura ha presentato nella Commissione di merito un disegno di legge che tende a salvare quei fondi e che sarà oggetto di discussione attenta, perché anche su questo si pongono vari punti interrogativi. Altri tagli sono assolutamente incomprensibili e mentre si evita il taglio di 4 milioni di euro previsto per le scuole materne private si prevede invece il taglio drastico dei fondi relativi agli investimenti per la scuola e per l'università; c'è poi il taglio altrettanto drastico delle risorse per gli interventi a favore delle aree industriali e ancora - udite, udite! - il taglio più pesante di tutti, quello di 8 milioni e 126 mila euro dal fondo regionale per l'occupazione: 126 mila euro dai voucher formativi e 8 milioni di euro dagli ammortizzatori sociali.

Con il palazzo del Consiglio regionale assediato mattina, sera e notte (perché i ragazzi ci dormono anche di notte sotto i portici del Consiglio regionale), la Giunta ci presenta un assestamento di bilancio in cui prevede addirittura un taglio di oltre 8 milioni di euro del fondo per l'occupazione. Domando: ma qual è la ragione di questa fretta e soprattutto perché si tagliano solamente gli stanziamenti per gli interventi produttivi, come quelli per l'istruzione e il lavoro? Il collega Sabatini ha ricordato che si stanno tagliando gli interventi per le biblioteche e le attività culturali. Ecco, noi chiediamo per quale ragione dovremmo votare una manovra che è assolutamente impresentabile. Io infatti la considero, di questi tempi, assolutamente impresentabile perché non toglie un euro dagli sprechi che potrebbero essere eliminati e invece incide ancora profondamente in settori delicatissimi dell'economia della Sardegna.

Ecco perché voterò convintamente contro questa manovra, anzi le consiglierei, Assessore, così come le abbiamo suggerito per la zona franca, di fare un'ulteriore riflessione e di verificare quali tagli possono essere compatibili con lo stato di sofferenza dell'economia della Sardegna. La invito dunque a ritirare questa manovra assolutamente improponibile e che, non glielo nascondo, mi sembra tendente ad accantonare un tesoretto che potrà essere speso nei prossimi mesi con le modalità che tutti noi comprendiamo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (P.D.). Correttamente la Giunta non ci presenta un provvedimento di assestamento, perché non c'è niente da assestare. Normalmente si assesta una cosa fatta bene, invece a un atto confusionale si mette riparo con una riassegnazione. Il bilancio è stato infatti un atto confusionale e lo dimostra l'articolazione di questa manovra. Ai colleghi del P.d.L. vorrei far notare pacatamente, come si usa dire, che tutto questo agitarsi di Cappellacci non vi sta portando bene; non sta portando bene neanche a lui, che oggi viene ricollocato nella stessa posizione nel gradimento generale dei Presidenti di Regione che aveva un anno fa, in buona compagnia di altri due presidenti del P.d.L.: Chiodi e Scopelliti. Sono esattamente loro gli ultimi tre della graduatoria. Il presidente Cappellacci sta bene lì, nonostante tutte le smargiassate che sta facendo tra piano paesaggistico, questione delle entrate e zona franca! Non si schioda da quella posizione. Questo per dirvi come anche questo provvedimento lo dobbiamo leggere con il taglio che purtroppo questo Presidente sta dando a questa legislatura.

Scusate, qualcuno di voi si ricorda di che cosa abbiamo parlato durante la lunga discussione del bilancio? Vi ricordate che, per esempio, avevamo detto che i canoni di locazione ci sembravano eccessivi, che bisognava tagliarli, che bisognava valorizzare le dotazioni immobiliari della Regione e ridurre i canoni immobiliari? Toh, contestavamo 2 milioni di euro e oggi togliete 1 milione e 600 mila euro. C'è stato un ripensamento? Avete deciso di cambiare linea? Avevo sollevato una questione di principio sulle spese elettorali e su quelle per i referendum regionali dicendo che non dovevamo stanziare delle somme perché non avevamo di fronte a noi, nel 2013, spese per referendum o elezioni e adesso avete deciso di togliere 2 milioni e mezzo di euro! Allora non servivano, ma perché non ci avete dato ragione quando abbiamo sollevato la questione?

Avevamo fatto riferimento anche alla manutenzione del patrimonio del demanio regionale: sono stati tolti 5 milioni di euro. Ma prima non se ne poteva fare a meno, era una spesa obbligatoria. Avete visto quant'era obbligatoria!

Sono tutte spese che abbiamo a suo tempo contestato, va bene toglierle, ma togliete persino 3 milioni e mezzo di euro destinati all'istruzione, all'infanzia, alla scuola dell'obbligo e anche alla scuola superiore. Vi importa qualcosa di investire in cultura? Togliete soldi alla formazione universitaria e anche alla protezione civile! Assessore, il problema della protezione civile mi ha illuminato perché ho avuto modo di parlare con i responsabili, ai quali voi avete detto: "Badate che quelle somme sono fuori budget e a noi poco interessa se vi servono, non programmatele neanche". Cioè avete detto a chi organizza la spesa regionale che avevate già intenzione di rastrellare quei fondi! Un milione di euro è stato tolto anche al fondo per le biblioteche. Ma quale cultura, qui c'è la cultura della propaganda che prevale sulla cultura vera e propria!

Onorevole Maninchedda, una volta avevamo fatto una discussione sui 300 mila euro per le cooperative editrici, mi pare. Colpo di spugna e via i 300 mila euro, adesso si può fare, ma prima non si poteva!

In due o tre paesi sottoposti a vincolo idrogeologico non si possono cambiare neanche le serrande dei negozi, e noi tagliamo gli investimenti per la tutela e la difesa del suolo: meno 2 milioni e 700 mila euro. Interventi nel settore edilizio a favore della famiglia: meno 4 milioni e 188 mila euro sulla legge numero 32. Abbiamo necessità?

No, non va bene così, Assessore, è inutile che interloquisca con me su questo argomento. Quella legge merita di essere cambiata. L'Assessore regionale dorme sonni pacifici nonostante rispetto alla congiuntura economica quella legge vada aggiornata alle mutate esigenze e al fatto che il credito sta vivendo la crisi più grande di quest'ultimo cinquantennio. Voi non fate nulla per il credito e per cambiare le regole, altro che giustificarsi dicendo: "Non c'è domanda". Certo che non c'è domanda, perché le regole sono quelle del periodo in cui l'economia era florida. Ma pensate che ancora oggi possano funzionare? Oggi dobbiamo dare la possibilità di accedere al mutuo con la legge sulla prima casa anche a persone che non devono obbligatoriamente risiedere in quel dato comune, perché possono vivere benissimo nell'hinterland, come avviene in tutte le parti d'Italia. Abbiamo una legge medievale, è chiaro che poi togliete i fondi perché non ci sono domande, ma bisogna porsi i problemi prima, svegliare dal letargo gli Assessori, educarli al fatto che fare l'Assessore non significa solo tagliare nastri alle inaugurazioni, ma anche mettere il sedere sulla sedia e riflettere sui bisogni veri. Ma questo è come parlare di miracoli, e voi non ci siete su questo, meglio sfarfallare!

Attività artigianale: ma non dovevamo investire sullo sviluppo e la crescita? Incentivazione per le attività artigianali: meno 1 milione e 200 mila euro. Partecipazione azionaria nel settore industriale: in tutte le lingue vi abbiamo detto che le partecipate sono una cloaca, hanno bisogno di essere rivisitate, non possiamo continuare a mettere risorse in questo pozzo nero senza porci il problema di come vengono gestite. Abbiamo società partecipate cosiddette in liquidazione da quindici anni che non chiudiamo mai, eppure fanno assunzioni a tempo indeterminato, pagano consulenze. Colleghi, 5 milioni e 300 mila euro per convenzioni per fare propaganda in questa Regione (adesso qualcuno dovrà rispondere anche di alcune convenzioni un po' particolari, un po' suggestive, diciamo così, e mi fermo a questo termine) sono una vergogna! Dice oggi l'ISTAT che i poveri in questi ultimi cinque anni sono raddoppiati in Italia e voi buttate 5 milioni e 300 mila euro per darli a persone che non hanno niente a che vedere con la competenza, amici degli amici, persino vicini di casa! Attenzione, perché anche se siamo alla fine della legislatura non si può scherzare con la verità! E dite a Cappellacci che deve venire qua a guardarci in faccia quando dice le cose, perché se lui ama fare il farfallone in giro, non lo fa qua di fronte alle sue responsabilità, come per il Piano paesaggistico regionale. Ma chi volete imbrogliare?

Aree industriali: meno 8 milioni di euro! Ma non è lavoro anche questo? Togliete da una parte per dare dall'altra! Continuità territoriale per le merci: voi direte che non ci sono più merci da trasportare, le abbiamo azzerate, abbiamo portato la disperazione in questa Regione, non abbiamo neppure merci da scambiare: meno 5 milioni e 500 mila euro. Fondo regionale per l'occupazione: ma l'occupazione sta crescendo? Vi risulta da qualche parte, mi è sfuggito qualche dato? Se per caso e così ditemelo, perché possiamo fare a meno di 8 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali. Stavamo facendo un gran caos da poco perché erano insufficienti, adesso li restituiamo alla perenzione! Poi dirò qualcosa sulla perenzione.

Assessore, c'è poi quel suo collega molto solerte che, nonostante l'incontrovertibile verità, non fa che dire che il turismo in Sardegna va benissimo. Io non so quale sia la fonte delle sue informazioni, ma è abituato a dire così, probabilmente non sa declinare altre espressioni. Però la destagionalizzazione dei collegamenti aerei ha qualche cosa a che vedere con il turismo, difendete almeno 1 milione e 500 mila euro, non sono due lire! Forse il turismo, che è andato male nelle stagioni tradizionali, ha bisogno di essere rivisitato nei periodi intermedi. No, restituiamo alla perenzione! E così via.

Si ricorda, Assessore, quando da questi banchi le chiesi: noi dobbiamo dare soldi allo Stato perché spostino gli uffici del Ministero nelle caserme che ci deve trasferire? Ma siete matti? Ci devono dare patrimonio e noi diamo soldi nostri? No, non si poteva, il presidente Cappellacci aveva preso degli impegni - poveretto! - con il Ministero della difesa. Adesso quei fondi glieli rastrellate: 1 milione e 460 mila euro. Quando ve l'abbiamo detto noi non andava bene, adesso che il Presidente avverte l'esigenza di fare qualche altra cosetta va bene!

Ma veniamo alla perenzione. Perché questo marchingegno, questo rastrellamento della legittima programmazione fatta dal Consiglio regionale? Delle due l'una: o chi vi ha proposto quella programmazione ha sbagliato, perché stiamo parlando di più di 75 milioni di euro (prima erano 85, poi sono stati ridotti a 75), oppure siete in malafede. Quando si fa una buona programmazione si può sbagliare di 500 euro, se si va fuori bilancio di 5 milioni di euro vuol dire che si è scadenti, se poi l'errore è di 75 milioni di euro si è un po' sul piano della faziosità e dell'imbroglio. Il Consiglio regionale deve decidere solo se farsi riprendere in giro da qui a poco, quando presenteranno un'altra manovra con cui ci faremo dire tutto quello che vogliono loro. Ve la impongono, vi ricattano: "Guardate che se non votate così si va a elezioni anticipate", ma ormai a poco serve. Vi costringono a votare una cosa di cui neanche voi chiedete spiegazioni, salvo sulle piccole questioni che servono per dare la caramella o il chupa-chups a ciascun membro delle vostre componenti, per tenerle assieme, dopodiché il bilancio si chiude. Ricominciamo daccapo? Non si è capita una cosa: il Consiglio regionale, Assessore, è una cosa molto seria, direi che è una cosa quasi sacrale per chi capisce che la politica è davvero un servizio. L'Assemblea regionale è un luogo sacro rispetto alle verità che ci dobbiamo dire, rispetto alle verità delle cose che facciamo, perché dietro qualunque nostro atto c'è la carne della gente, che non è da prendere per il naso, come pensa Cappellacci. La cultura cattolico-democratica, di cui pensate di esservi impadroniti, che dovrebbe comportare una motivazione etica all'approccio del governo della cosa pubblica, voi la usate solo per farvi propaganda, per inginocchiarvi di fronte ai prelati, per pensare di prendere voti e non per onorare la moralità! Questo è il punto diverso. Gliela canteremo a Cappellacci su questo, abbiamo davanti una lunga campagna elettorale in cui tutto quello che è stato fatto deporrà contro di lui. Ma quello che mi fa specie, Assessore, è che lei non è come lui, molti di voi non sono come lui, ma vi siete resi come lui! Voi che invece potevate cambiarlo, migliorarlo, costringerlo attraverso la collegialità politica a raccogliere l'esperienza di chi aveva i fondamentali della politica stessa non l'avete fatto. Molti di voi hanno importanti fondamentali della politica, al contrario di Cappellacci, che si è ritrovato da adulto a giocare al pallone tirando calci sugli stinchi anziché al pallone e che non ha imparato neanche che cos'è la politica. Potevate migliorarlo, invece avete scelto di adeguarvi a lui. Questo è imperdonabile sotto il profilo dell'etica pubblica.

(Interruzione del consigliere Angelo Stochino)

SANNA GIAN VALERIO (P.D.). E infatti, Angelo, tanto noi abbiamo fatto fare che abbiamo accorciato una legislatura, a differenza di come ve la state strascicando voi!

Detto questo, quel che è preoccupante è proprio la cattiva considerazione della programmazione regionale. Credo che su questo il futuro dovrà dare dei chiarimenti e il centrosinistra, se governerà, non potrà mutuare questi comportamenti. L'altro giorno una nota attrice comica chiedeva: "Ma voi vi fidate dei politici? No, non ci fidiamo dei politici!". Badate, questo è il clima che si respira fuori di qui. Io per primo - parlo di me - vivo il disagio persino di camminare per strada, perché leggo negli occhi della gente questi pensieri e non sono disposto ad alimentare l'industria della falsità della politica. Queste cose alimentano la nostra indecenza e io non sono disposto a trasferire in blocco tutte queste risorse dei sardi, risorse per il lavoro, al fondo di perenzione. Cos'è il fondo di perenzione? E' un fondo libero, e la destinazione dei finanziamenti ridotti (di questi ci dicono che più 16 milioni di euro debbono andare a partite in scadenza) da chi verrà decisa? Non da voi. Questi 60 milioni di euro, l'oggetto vero di questa manovra, andranno nelle mani di chi deciderà fuori di qui. Non voi, voi non c'entrate niente, voi dovete solamente alzare la mano quando si vota, perché più di questo non siete in grado di fare. Non siete neanche in grado di rendere conto, milione per milione, della destinazione di queste risorse. Non lo sapete, non ve l'hanno comunicato e non ve lo vogliono far sapere, così come non l'hanno detto neanche a noi.

Si può essere in un Consiglio regionale, maggioranza od opposizione che sia, in un rapporto di falsità con ciò che si decide? Lo domando a voi. E' possibile che noi non sappiamo dove andranno questi soldi e quale criterio verrà applicato? Ci dite che 16 milioni di euro sono effetti scaduti, vorrei domandarvi se ci avete comunicato a chi dobbiamo la responsabilità di essere arrivati a scadenza con questi fondi, posto che all'inizio dell'anno avevamo 105 milioni di euro per mettere a posto lo scaduto? Se siamo andati allo scaduto è perché c'è un'eccedenza. Bene, vorremmo sapere se ci sono altre eccedenze in scadenza. Potete dichiarare quali sono i beneficiari o fa parte del circo della propaganda, del circo del diciassettesimo in graduatoria, di colui che vi porta in giro a destra e a manca come dei burattini? Noi non potremo mai approvare questo provvedimento perché al suo interno c'è l'incapacità programmatoria dell'Assessorato, c'è la clientela del Presidente, c'è l'incapacità della dirigenza di questa Regione di fare programmazioni serie, perché se oggi il direttore generale dà l'autorizzazione a defalcare somme vuol dire che a suo tempo non ha chiesto le somme che doveva chiedere. In questo provvedimento c'è il succo di quello che voi siete stati in questi cinque anni: una colossale finzione che ha concorso non poco a far dire ai cittadini che della classe politica non ci si può fidare. Ecco perché noi ormai abbiamo cambiato registro e non vi inseguiamo su questo terreno.

Pensate di spaventarci avendo adottato quell'emendamento demenziale sulla zona franca? Noi abbiamo un'idea di zona franca, ma un'idea vera, non un'idea basata sulle frottole. Non ci porterete al suicidio su queste cose, perché la campagna elettorale parlerà di questo. O verità o prese in giro, e lo spiegheremo nei territori della Sardegna, perché ogni territorio ha qualcosa da dire sulle sue aspettative. A Terralba stanno aspettando l'Assessore dei lavori pubblici perché non possono neanche cambiare una serratura o una saracinesca a causa del vincolo idrogeologico. A Uta succede la stessa cosa. Ovunque ci sono aspettative di lavoratori. Ne parleremo con dovizia di argomentazioni.

C'è poi l'articolo 1 bis e tra l'altro in Commissione avevamo sollevato perplessità in ordine alla genericità dei criteri di riassegnazione, che spero siano sufficientemente spiegati. Per dirla in una parola, dentro le funzioni ci deve stare la classe politica che merita di stare in quelle funzioni. In effetti la vostra classe politica è rappresentata da quell'uomo che dall'inizio della legislatura non si è schiodato dagli ultimi posti del gradimento dei sardi, e non a caso. Credo che anche voi siate debitamente collocati in quella posizione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (P.S.d'Az.). Signora Presidente, onorevoli colleghi, credo sia da diverso tempo che un Consiglio regionale non faceva una piccola manovra di assestamento qual è questa. E bisogna cominciare a dire se le manovre di assestamento sono salutari per le gestioni finanziarie della Regione oppure sono degli errori. Personalmente penso che siano salutari e penso che sbagliassero il Consiglio regionale e la Giunta regionale quando non approvavano assestamenti di bilancio in Aula, ma vi ricordo che, agli inizi di questa legislatura, correggemmo quelle che alcuni amici ed io chiamavamo le "variazioni K", cioè variazioni dai residui alla competenza fatte direttamente in Giunta che compensavano le partite e sostanzialmente aggiustavano il bilancio senza passare in Aula.

Primo punto: gli assestamenti si fanno? A mio avviso sì. E' serio fare un assestamento, meno serio è farlo a novembre. Molto meno serio! Da dove ha origine questo assestamento? Da un qualcosa che questo Consiglio deve imparare, cioè che non si devono usare i fondi dei residui perenti per coprire le politiche che intendiamo fare per altre cose. Però il nocciolo politico è il quadro finanziario in cui siamo. E il nocciolo politico, come hanno ben detto i colleghi Sabatini e Sanna, è dato dai tagli che si fanno a novembre, che hanno una conseguenza di cui parlerò nel mio intervento, perché spero che la Giunta li corregga per le ragioni che dirò. Il primo problema da focalizzare è in che situazione finanziaria siamo. Io credo, colleghi, che voi abbiate presente un dato strutturale: nel 2013 abbiamo iscritto in bilancio entrate per 6 miliardi e 651 milioni di euro, poi non so se ci siamo resi conto che il Governo ci ha detto di tagliare dagli stanziamenti 400 milioni di euro. E' chiaro a tutti questo? Cioè la nostra finanziaria - lo dico per chi ama l'Italia - è stata decurtata, dalle politiche di spesa e di equilibrio della Repubblica italiana, di 400 milioni di euro, quindi nel nostro bilancio la spesa per gli stanziamenti è diminuita di 400 milioni di euro. Poi, sempre per effetto delle politiche del Governo italiano, le somme lasciate a bilancio sono state congelate, per il patto di stabilità: altri 815 milioni di euro in meno per quanto riguarda gli impegni. Fate due conti: la sanità costa circa 3 miliardi e 200 milioni di euro, le spese di funzionamento, le spese fisse, ammontano a 2 miliardi e 500 milioni di euro circa, tagliate dallo stanziamento 400 milioni di euro e dagli impegni 800 milioni di euro e capirete in che situazione è la Regione sarda.

Non so voi, ma io non so ancora come farà l'Assessore del bilancio a presentare la finanziaria del 2014. Sapete cosa accade? Accade che è arrivata la crisi e la crisi si riverbera sulle entrate. L'anno prossimo avremo minori entrate per 400 milioni di euro, una flessione del 10 per cento circa (500 milioni, mi dice l'Assessore, io vado a spanne per quel che riesco a capire da ciò che viene pubblicato). Quindi l'anno prossimo anziché 6 miliardi e 600 milioni di euro avremo entrate per 6 miliardi e 100 milioni di euro. Questo significa che il bilancio come lo si è conosciuto negli ultimi dieci anni non si può più fare! Non solo, questo significa che a metà del 2013 saremmo dovuti entrare in Aula per cambiare il bilancio, perché il Governo ci aveva tagliato 400 milioni di euro e ci aveva impedito di impegnare, sulle somme stanziate, 815 milioni di euro.

Qual è l'effetto di tutto questo? L'effetto è grave e lo sottopongo all'attenzione della Giunta: le imprese che svolgono servizi per la Regione hanno lavorato sullo stanziamento previsto, per cui si aspettano che a fine anno arrivino loro le somme stanziate a suo tempo. Dov'è a mio avviso il grave errore di questa manovra? Quando voi tagliate più di 3 milioni di euro dallo stanziamento per le scuole per l'infanzia ciò significa che queste scuole avranno in diminuzione 3 milioni di euro, e siccome non abbiamo un plafond per gli impegni quest'anno quelle risorse non le riceveranno. Questo significa il crac! Assessore, a me risulta che ci siano almeno quaranta scuole che stanno per chiudere.

C'è poi un altro capitolo che riprendo senza la verve retorica del collega Sanna, che riguarda lo "splendido" Assessore del turismo. Lo splendido Assessore del turismo non eroga le risorse per i consorzi fidi, che sono quelli che grazie alle risorse che abbiamo stanziato noi stanno reggendo la crisi, perché le banche escutono le fideiussioni e loro pagano. Noi abbiamo approvato la norma che ha consentito loro di iscrivere le somme nel capitale di rischio non perché ce la siamo inventata noi, ma perché ce l'ha chiesto la Banca d'Italia. La Banca d'Italia aveva chiesto di non permettere che i fondi non entrassero nel capitale di rischio. E d'altra parte è esattamente quello che ha fatto la BCE con le banche d'Europa. Noi facciamo la norma, aumentiamo gli stanziamenti, questi coprono le spalle alle aziende, ma lo "splendidissimo" Assessore del turismo non eroga le risorse. Non eroga le risorse perché dice che c'è il dubbio che siano aiuti di Stato, però altri Assessorati erogano, o stanziano, nel frattempo le escussioni vanno avanti e il 31 dicembre saltano per aria i consorzi fidi. Dopo di che mi dovete spiegare chi erogherà le garanzie a prima richiesta. In questa legislatura, con voto unanime, abbiamo imposto ai consorzi fidi di erogare garanzie a prima richiesta anche a favore dei consorzi fidi di secondo livello, e poi accadono queste cose. Allora mettiamo insieme i due tronconi del ragionamento: da una parte ci sono imprese che svolgono il loro lavoro relativo a servizi pubblici alla luce delle somme stanziate, e a novembre, cioè ad anno ormai concluso, si vedono notificare che non ci sono soldi. Ma loro hanno già speso!

L'Assessore questa vicenda la conosce benissimo e io conosco la sua posizione, che è molto prossima a quel che penso io, però di fatto questa situazione non si sblocca e i consorzi fidi stanno aspettando ancora i contributi del 2012!

Non basta, siamo all'inizio di novembre e i colleghi sanno che per quanto riguarda i pagamenti la Regione deve ancora pagare circa 200 milioni di euro, cioè ha uno spazio sul plafond pagamenti di 200 milioni di euro. E' una cosa a cui stiamo prestando attenzione tutti, perché sappiamo, come diceva il collega Sanna, che i comuni stanno aspettando liquidità perché devono a loro volta far fronte ad appalti già erogati e quant'altro. Questa ripartizione di circa 200 milioni di euro - poi l'Assessore ci dirà se mi sbaglio, ma siamo lì, all'incirca sono 200 milioni di euro - quando la facciamo? Come tutti sappiamo, la Ragioneria chiude il 1° dicembre, c'è all'incirca un mese per pagare tutte queste spese e siccome sappiamo anche che in quote investimenti e per il debito commerciale si va fuori patto di stabilità e che molte cose sono state rendicontate al 31 dicembre, l'ultima finestra utile per far uscire un po' di denaro è dunque questo mese di novembre. Ma allora domando: perché non si coordina questa manovra in maniera tale da non far saltare per aria le piccole imprese? Le cooperative delle biblioteche saltano per aria se applichiamo questi tagli, perché loro hanno lavorato, e hanno già pagato il personale. Cosa è successo sul plafond pagamenti per la cultura? Qualcosa deve essere successo se si contattano le associazioni dicendo loro di non fare affidamento sullo stanziamento.

Attenzione anche ai tagli sull'ambiente. L'Assessore sicuramente li ha visti, ma attenzione, ripeto, perché molte delle voci relative all'ambiente sono per gli investimenti, non sono dentro il patto, e sono soldi che ci servono nell'economia della Sardegna. Io vi chiederei cortesemente di rivedere le voci in diminuzione, fermatevi per due minuti e rivedetele, perché state mettendo spalle al muro il sistema produttivo, ma anche il sistema istituzionale. I tagli sull'ambiente creano problemi, verificateli!

Si è ottenuta l'inversione dell'ordine del giorno e credo si debba avere un attimo di accortezza per valutare, insieme agli Uffici, se sia questa l'unica modalità per coprire le perenzioni. Provate a pensarne anche qualche altra, ma coordinate l'iniziativa con il plafond pagamenti che ancora dovete distribuire, con la riduzione delle possibilità di impegno, con la riduzione della massa finanziaria che arriverà nel 2013. Provateci, perché a me pare che altrimenti il quadro drammatico descritto dall'onorevole Sanna verrebbe inevitabilmente confermato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cuccureddu. Ne ha facoltà.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Pongo il mio ragionamento anche come domanda all'Assessore, se vorrà essere così cortese da darmi poi delle indicazioni, quindi non utilizzerò tutti e venti i minuti a disposizione. Vorrei riallacciarmi al richiamo etico fatto dall'onorevole Gian Valerio Sanna per sottolineare due aspetti, uno dei quali è stato accennato anche dall'onorevole Arbau. Lo dico per memoria e non vorrei che la Presidente si sentisse chiamata in causa (in questo caso non è mia intenzione, quando lo è lo dico tranquillamente): fino all'ultima riunione della Conferenza dei Capigruppo questo argomento non era stato ancora licenziato dalla Commissione, quindi non è stato inserito nella programmazione bimestrale. Stamattina qualcuno di voi sarà uscito di casa dieci minuti prima delle ore 10, cioè dell'ora di inizio della seduta, per arrivare in Consiglio, mentre qualcun altro avrà dovuto puntare la sveglia alle ore 5 e 30 o 6. Mentre guidavo è arrivato il seguente sms: "Consiglio regionale rinviato di mezzora, convocata Conferenza dei Capigruppo", senza naturalmente che fossero indicati l'oggetto e l'ordine del giorno di questa riunione della Conferenza dei Capigruppo. Non potendo mettere le ali per arrivare puntualmente e avendo programmato volontariamente di non essere presente nel primo quarto d'ora della seduta, si scopre che invece la Conferenza dei Capigruppo modifica la programmazione bimestrale decisa tre giorni prima inserendo all'ordine del giorno un argomento che non poteva essere inserito perché non era stato ancora esitato. E' stato infatti esitato giovedì sera, mentre la Conferenza dei Capigruppo si è riunita giovedì mattina. Questo per fare chiarezza su come funziona il meccanismo, che per chi vuole partecipare e vuole condividere le scelte non è sicuramente il più agevole, almeno per chi non risiede a Cagliari, perché i cagliaritani sicuramente hanno la possibilità di essere presenti in risposta a un sms inviato un'ora o mezzora prima. Questo lo dico come primo aspetto. Ripeto, non voglio urtare nessuno né mi interessa farlo, abbiamo votato si è invertito l'ordine del giorno, stiamo discutendo questo argomento e quindi va bene così. Nella sostanza, però, sempre facendo richiamo al valore etico del nostro ruolo, della nostra funzione e del nostro modo di agire, vorrei ricordare ciò che è avvenuto con la legge finanziaria quando abbiamo condiviso tutti una posizione originariamente espressa esclusivamente dal P.D., al quale va dato merito. Io l'ho condivisa in parte, ma comunque tutti l'abbiamo condivisa, mi riferisco al taglio dell'IRAP. Come è stato compensato quel taglio? Quasi violentando il direttore generale dell'Assessorato della programmazione e bilancio, il quale ci diceva: "State attenti perché non si può comprimere più di tanto il fondo per le perenzioni dato che una quota è prevista per legge". Siccome non si riusciva a tagliare da altre parti oltre un certo limite si è tagliato il fondo dei residui perenti per far quadrare il bilancio e dare copertura al taglio dell'IRAP. Questo non lo dobbiamo dimenticare, è stata una volontà condivisa da tutti, tutti volevamo raggiungere quell'obiettivo, anche se io meno di altri, nel senso che il taglio dell'IRAP a favore delle piccole e medie imprese mi andava bene, ma ero contrario al taglio dell'IRAP degli enti locali, che è una partita di giro, di E.ON, che licenzia centocinquanta persone e chiede le deroghe per continuare a inquinare, della SARAS, che fa altrettanto, del sistema delle banche, come la Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, o del sistema del credito e delle assicurazioni, che traggono profitti dalla Sardegna. Ero e rimango contrario perché abbiamo semplicemente fatto un regalo senza ottenere niente in cambio, né maggiori investimenti né il ritiro delle numerosissime lettere di licenziamento che per esempio E.ON ha notificato e in alcuni già reso esecutive.

Non ho notato il taglio di cui parlava il collega Maninchedda sulla scuola dell'infanzia, perché mi pare che sia stato soppresso per quanto riguarda il funzionamento, è rimasto in riferimento all'edilizia, ma sappiamo che per quanto riguarda l'edilizia si trattava di fondi non spendibili. A pagina 5 vedo che è soppresso il taglio di 4 milioni di euro, ma è rimasto quello sull'edilizia, che è grave anch'esso, però, ripeto, sono risorse non spendibili, quindi tanto vale utilizzarle diversamente.

Vorrei porle una domanda, Assessore, e lei sa quanto io la stimi, così come stimo molti dei colleghi qui presenti. Credo che sia anche un fatto generazionale, se mi consentite, cioè al di là della provenienza, della formazione di ciascuno di noi, che può essere liberale, cattolica, socialista o altro, ci accomuna, o almeno accomuna chi non è nato negli anni '30 o '40, la volontà di guardare al futuro, di dare un contributo per cambiare le cose in Sardegna. Altri hanno un obiettivo più ravvicinato, che forse è quello di cui parlava l'onorevole Sanna, cioè ottenere un risultato immediato non potendo contare su molti lustri a venire, sia in termini di vita politica che di vita nel suo concetto più ampio.

Detto questo e considerate le tante emergenze che ci sono, io mi opposi in Commissione bilancio quando furono previsti degli incrementi su determinati finanziamenti. Penso per esempio all'ENAS: furono aggiunti 3 milioni di euro per gli interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (cioè senza destinazione) e ulteriori 2 milioni di euro per le infrastrutture, stanziamenti che a mio avviso non erano necessari. Così deve aver pensato anche la Giunta, tant'è che ha proposto di destinare quelle somme al fondo per le perenzioni oppure per evitare tagli in altri capitoli riguardanti spese più urgenti. La stessa operazione era stata fatta in relazione al finanziamento per l'ARST, circa 7 milioni di euro.

Pongo una domanda, immaginando che i tagli non vengano praticati sulla base della volontà dell'Assessore della programmazione. Suppongo che l'Assessore prima senta i direttori generali, gli altri Assessori, i direttori dei servizi, per capire dove è necessario che vi siano risorse disponibili e impegnabili. E' inutile lasciare risorse che poi il patto di stabilità non ci consente di impegnare; è evidente che è preferibile inserirle dove possono essere spese. Penso, per esempio, se vogliamo parlare di ambiente, a tutto ciò che riguarda la protezione civile o, se vogliamo parlare di enti locali, a tutto ciò che riguarda il fondo unico. Sono risorse che possono essere spese per l'edilizia scolastica, l'ambiente, i servizi sociali, i progetti contro la povertà, che abbiamo recuperato compensandole con il taglio dell'IRAP, eccetera. Si è fatta la scelta di lasciare queste risorse in posti in cui probabilmente non potranno essere impegnate. La Giunta la settimana scorsa ha fatto delle scelte a mio avviso oculate. Io contestai il bilancio quando fu approvato, vorrei capire che cosa è cambiato in questa settimana. Ci sono stati input da parte di direttori generali, da parte di qualcuno che ha detto che è assolutamente necessario ripristinare quelle somme o ci sono state pressioni di altra natura, lecite o meno lecite, pressioni politiche, da parte di lobby o di non so chi? Vorrei capire, ripeto, se è successo qualcosa in questa settimana, perché avrei votato senza alcun dubbio a favore del provvedimento presentato dall'assessore Zedda e dalla Giunta. Se sugli emendamenti presentati, che già avevo avversato prima e che oggi sono stati ripresentati, non c'è una motivazione convincente evidentemente il dubbio che ci possano essere operazioni tipo quelle paventate dall'onorevole Salis o dall'onorevole Gian Valerio Sanna a mio avviso potrebbe non essere del tutto infondato.

Vorrei inoltre, e concludo, ricordare l'articolo 8 dello Statuto del quale stamattina ha parlato l'onorevole Soru e che adesso è stato richiamato indirettamente dall'onorevole Maninchedda, perché è evidente che è stato sbandierato come un grande successo, e lo è sicuramente quando l'economia è in fase espansiva, quando i fatturati aumentano e conseguentemente aumenta il gettito fiscale, i nove decimi dell'IVA e i sette decimi dell'IRPEF, ma quando rinunciamo a trasferimenti certi per la sanità e il trasporto pubblico locale che lo Stato deve garantire, e li garantisce sulla base della spesa storica e dei costi, per affrontare l'avventura di una compartecipazione, è chiaro che il rischio dei 500 milioni di euro in meno, o 400 che siano o quanto sarà, l'anno prossimo lo dobbiamo porre in termini di garanzia di questi servizi. Quindi si tratta di un accordo che può andare bene in determinati momenti storici, ma può andare malissimo in altri. Ogni volta che riflettiamo su modifiche statutarie, anche se non di rango costituzionale, nel senso che sono comunque di rango costituzionale, non hanno necessità della doppia lettura ma sono norme sovraordinate rispetto alle altre leggi ordinarie, stiamo attenti a evitare un'eccessiva contestualizzazione. Devono essere norme che hanno una valenza di lungo periodo e possono avere momenti nei quali funzionano bene e momenti nei quali funzionano male e momenti di crisi come questo nei quali funzionano malissimo.

Era solo una parentesi per dire che aspetto di capire dalla replica della Giunta, se l'Assessore darà risposte convincenti sulle ragioni per le quali una scelta giusta e oculata, a mio avviso, su tagli di risorse probabilmente destinate a interventi, diciamo così, non nobili - utilizziamo questo termine - siano stati, invece, ripristinati nel senso che sono stati evitati i tagli e quindi quelle risorse sono state rimesse nella disponibilità di soggetti che potrebbero farne un uso non proprio corretto.

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, visto che lei ha voluto ricostruire i fatti legati alle riunioni della Conferenza dei Capigruppo per fare chiarezza, devo dire che più che fare chiarezza è stata fatta confusione. Intanto giovedì scorso la Conferenza dei Capigruppo non è stata convocata per la programmazione bimestrale dei lavori, ma per la calendarizzazione dei lavori dell'Aula. Nel corso dell'ultima programmazione bimestrale si era deciso di lasciar lavorare le Commissioni soprattutto perché la prima Commissione potesse esitare la legge di riforma degli enti locali ed eravamo rimasti d'accordo, in Conferenza dei Capigruppo, che ci si sarebbe aggiornati per convocare il Consiglio nel caso in cui fosse emersa la necessità di portare all'attenzione dell'Aula dei provvedimenti urgenti, come quello sulla zona franca, sul quale era stato preso un impegno ben preciso. Così è stato fatto. Giovedì mattina è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo per inserire all'ordine del giorno del Consiglio la legge sulla zona franca, visto che la Commissione, a seguito del parere del CAL, aveva esitato il testo di legge. Se ricorda, onorevole Cuccureddu, in quell'occasione la Presidente le ha dato ragione, nel momento in cui la maggioranza, in particolare l'assessore Zedda, aveva chiesto l'inserimento all'ordine del giorno della seduta odierna dell'assestamento di bilancio con la dicitura "qualora perfezionato". E' stata la sottoscritta a opporsi visto e considerato che il provvedimento non era stato ancora esitato. La Commissione era convocata per la sera, non si sapeva di un'eventuale a rinuncia ai termini per la presentazione delle relazioni, pertanto ho detto, ed è stato condiviso da tutti i Capigruppo, che ci si sarebbe aggiornati a martedì e se la Commissione avesse esitato il provvedimento sull'assestamento di bilancio questo sarebbe stato inserito all'ordine del giorno della seduta odierna con l'accordo di tutti Capigruppo. Quindi non può dire che è stata convocata questa mattina la Conferenza dei Capigruppo…

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, io l'ho ascoltata in silenzio, adesso lei ascolti me!

Non può dire che è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo senza che venisse riportato neanche l'ordine del giorno, perché siamo rimasti d'accordo, giovedì scorso, che la Conferenza dei Capigruppo sarebbe stata aggiornata a questa mattina per decidere se inserire o meno l'assestamento di bilancio. E' stata convocata alle ore 10 perché è stata rappresentata l'esigenza da parte del Gruppo del P.D. di una sospensione di un'ora e mezza prima che si decidesse di discutere la legge sulla zona franca. Quindi nessuna confusione, siamo rispettosi del Regolamento e delle prerogative di tutti. La pregherei, per la prossima volta, di non riportare cose che non rispondono alla realtà dei fatti.

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. E allora non dica che è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo senza neanche sapere il perché, quel provvedimento non doveva essere inserito, non era previsto nella programmazione bimestrale…

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, mi ha dato ragione, per cui ogni ulteriore polemica è inutile.

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PITTALIS (P.d.L.). Tu non c'eri! Non c'eri ed è un problema tuo, non della Presidente!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. La questione è chiarita. Le polemiche pretestuose non hanno alcun senso.

E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL-Sardigna Libera). Noi, al contrario dell'onorevole Cuccureddu, non avevamo dubbi neanche prima su quale voto esprimere su questo dispositivo, chiamiamolo così, perché comunque gli emendamenti di cui lui parlava, rispetto alla riunione della prima Commissione a cui noi abbiamo partecipato, questo assestamento di bilancio l'hanno peggiorato ulteriormente. Ricordo che in quella occasione le frizioni più violente ci furono quando si parlò di tagli, se non erro, all'ENAS e Trenino verde, e credo che a questo si sia posto rimedio.

Noi avremmo votato comunque contro perché, se l'Assessore ricorda bene, subito dopo la finanziaria era stato promesso un collegato; un collegato che era atteso come ossigeno puro dalle troppe persone disperate che languono in situazioni davvero di estremo disagio. Troppi poveri, troppi disoccupati, troppi cassintegrati, troppi malati ­-e non è demagogia né qualunquismo, Assessore - sono in attesa da troppo tempo di poter effettuare esami e visite. Invece arriva un assestamento di bilancio che dovrà pagare debiti, magari rispetto a qualche imprresa che ha già chiuso per crediti non riscossi. Ancora una volta non si fanno investimenti e la spesa corrente è uguale a zero, al contrario delle convenzioni, che potevano e dovevano essere tagliate, così come era stato promesso. I vincoli del patto di stabilità, da voi mai ricontrattati, porteranno la Regione all'insostenibilità e all'insolvibilità in brevissimo tempo. Sta parlando di Carbonia o di Gonnesa, signor sindaco?

Questo provvedimento non offre soluzioni, ma accentua i problemi. Oggi la Sardegna di ben altro ha bisogno, invece si tagliano, come dicevano prima i colleghi, i fondi per l'università, la cultura, la lingua sarda, la salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico e i voucher formativi, che tanto bene avevano funzionato. Chiedete anche nelle zone interne che risposta avevano dato i voucher formativi. Le scuole che chiudono possono ancora interessare questa Giunta? Sembrerebbe di no. Forse si è più interessati ai trenini verdi e alle agenzie ed enti regionali, i cui vertici non attuano le norme approvate, in totale dispregio della funzione e delle decisioni assunte dal Consiglio regionale. Per queste pochissime ma importantissime ragioni noi voteremo contro questo assestamento di bilancio che niente di buono porterà al disagio estremo della nostra Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giampaolo Diana. Poiché non è presente in aula decade dal diritto alla parola.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Signora Presidente, devo dire che alcuni colleghi hanno detto tante verità che forse sono anche piuttosto crude, mi riferisco in particolare all'analisi dell'onorevole Maninchedda. Su una cosa, però, dobbiamo metterci d'accordo, perché da un lato si vogliono pagare i debiti e quindi muovere i residui passivi, dall'altro invece si vuole accelerare la spesa solo con lo sviluppo. Colleghi, c'è qualcosa che forse sta sfuggendo a molti, ma probabilmente non è neanche dimostrabile visto che oggi abbiamo noi la responsabilità di governare questa Regione, quindi non possiamo neanche dire cosa avreste fatto voi al nostro posto in un momento così drammatico, però io dico: primo, vi è mai passato per la mente che anche ottemperare ai debiti nei confronti degli enti locali e delle aziende è un modo per contrastare la crisi e forse anche per riaprire qualche speranza, qualche possibilità di reinvestimento futuro? Secondo, sui fondi delle somme perente giustamente, come qualcuno ha ricordato, in sede di finanziaria avevamo fatto presente che la capienza stanziata non era sufficiente, però tutti insieme abbiamo scelto di scommettere sull'IRAP. Quest'anno, durante la gestione del bilancio, siamo intervenuti più e più volte sia con il controllo continuo sul plafond del patto di stabilità, sia con dei ragionamenti sui residui passivi. A qualcuno forse è sfuggito che è intervenuta la legge di conversione del decreto legge n. 35, ovvero la legge n. 64 del 2013, che ha dato una forte accelerata verso l'assolvimento del debito commerciale. E voi sapete, perché ve l'ho detto in apertura, che 16 milioni di euro sono destinati ad assolvere il debito commerciale, e non possono andarvi indistintamente, non è una scelta dell'Assessore della programmazione e non è dipesa assolutamente da una cattiva programmazione. Quei fondi vanno a chi veramente è in grado di certificare quel debito commerciale, che, lo voglio ricordare, in tutto l'anno è stato di 274 milioni di euro, che non sono sciocchezze. Questi 274 milioni di euro sono serviti, seppure in parte, per coprire debiti precedentemente originati, quindi per chiudere la partita dell'indebitamento da un lato e quella dei residui passivi dall'altro.

Abbiano certamente dato una spinta di contrasto alla crisi, come ho detto, e in direzione dello sviluppo. Io non mi vergogno, colleghi, di dire che forse oggi pagare i debiti vuol dire anche fare in piccola parte sviluppo. Se si analizza il bilancio, ma lo faranno i posteri, perché con il prossimo rendiconto si potrà capire veramente cos'è stato fatto con il bilancio di quest'anno, si vede che siamo intervenuti su tutte le attività di spesa e, ove possibile, abbiamo accelerato la parte relativa alle spese correnti. Per che cosa? Per tutte quelle spese obbligatorie imprescindibili a cui ormai la Regione non si può sottrarre. Non abbiamo di certo, come qualcuno ha detto, scialacquato o previsto spese pazze, assolutamente no! Ci siamo limitati a ottemperare alle spese correnti, in altri casi abbiamo accelerato il recupero dei residui passivi. Ci ha aiutato in questo il debito commerciale ma, come dimostra questa manovra di assestamento, siamo intervenuti su somme perente originate non certo solo da questa maggioranza, bensì nel corso degli anni. Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato, che i residui passivi per investimenti vanno in perenzione dopo quattro anni e quelli per spese correnti dopo due anni.

Quindi noi ci assumiamo la nostra responsabilità, onorevole Sanna, indubbiamente. Qualche errore di programmazione - per carità - c'è stato e ne sto spiegando le ragioni: è stato un anno di transizione finanziaria e poiché la legge finanziaria è stata approvata a maggio ci sono stati quattro mesi di esercizio provvisorio, certamente imputabili a noi, ma comunque ciò è avvenuto per tante ragioni, non di certo riconducibili solo a questa maggioranza. In più vorrei ricordare quello che ha detto l'onorevole Maninchedda in ordine agli accantonamenti. Vogliamo aggiungerci la parte delle riserve e le riduzioni dovute ai vincoli del patto di stabilità? Arriviamo a 600 milioni di euro.

Abbiamo fatto un continuo lavoro di controllo sia della spesa corrente sia del debito, di tutto il debito, compreso quello commerciale, ovviamente, che siamo obbligati ad assolvere quest'anno. Tra l'altro vorrei dire che siamo obbligati per tante ragioni, anche di merito, perché il debito viene "nettizzato" e questo ci consente di aumentare il plafond del patto di stabilità.

Alcune ulteriori osservazioni. Onorevole Cuccureddu, così come per la prima proposta di assestamento, anche questa è stata concertata con gli Assessori e i direttori generali degli Assessorati. Abbiamo proposto degli emendamenti perché c'è stato un approfondimento con gli Assessori competenti (lei ha citato l'ENAS), i quali ci hanno confermato che la necessità di mantenere le somme per le manutenzioni straordinarie delle dighe così come erano state programmate all'inizio dell'anno. Quest'anno purtroppo la cifra è quella, quindi non potevamo intaccare quelle somme. Ma quelle su cui siamo tornati indietro sono ancora sotto osservazione, perché l'anno non è finito e abbiamo ancora due mesi determinanti per poter continuare sulla strada del contrasto alla crisi e soprattutto per svolgere eventualmente anche altre attività in direzione dello sviluppo.

Vorrei anche ricordare, perché pare che per qualcuno non ci sia stato alcun investimento, la cifra relativa allo stanziamento per le opere cantierabili: 58 milioni di euro, che non credo siano un investimento di poco conto. Inoltre vi è stato l'assolvimento di quanto previsto dall'articolo 5 della legge regionale numero 5 del 2009. Signori, questi sono investimenti, se poi vogliamo leggerli diversamente allora forse io ho sbagliato facoltà. Sulle imprese che hanno eseguito più lavori, onorevole Maninchedda, io dissento, nel senso che le imprese che hanno diritto per contratto, e mi riferisco al trasporto pubblico locale, e a tutte le attività di servizio che la Regione mette in campo, certamente non hanno fatto più di ciò che verrà loro pagato, perché esiste un contratto. Se ci riferiamo invece alle partite relative ai consorzi fidi, la informo che è stato rilasciato il parere legale che definitivamente sgombra il campo dal rischio degli aiuti di Stato, quindi probabilmente il Consiglio dovrà a breve affrontare la discussione di un disegno di legge proposto dall'Assessore dell'industria proprio per mettere la parola fine alla situazione dei consorzi fidi. In questo senso dico che gli Assessorati ovviamente provvederanno a erogare le somme dovute perché, ha ragione lei, oltre ai contributi del 2013 ci sono ancora residui di quelli del 2012. Di questo quindi non mi preoccuperei perché, come ho detto prima, le spese obbligatorie, sia quelle degli enti e agenzie di tutto il mondo che ci circonda, ma in particolare quelle attinenti alle imprese sotto contratto, verranno assolte.

Il mito del collegato lo vorrei sfatare, perché ricordo bene le parole che dissi durante i lavori della Commissione: certamente ci sarà da ritoccare questa manovra e sicuramente ci sarà un assestamento. I tempi che stiamo vivendo mi impongono, ma con assoluta onestà, di fare un assestamento per il recupero di somme perente e il pagamento dei debiti, però io non ho mai detto che il libro dei sogni, il collegato, sarebbe andato sicuramente in porto. Noi l'abbiamo presentato, se ben ricordate, in occasione della manovra finanziaria, per una serie di motivi non l'abbiamo potuto approvare in quell'occasione. Sapete qual è la verità? Il collegato comportava ulteriori spese e avendo valutato, dopo due mesi, la situazione di crisi in cui ci trovavamo ovviamente non abbiamo ritenuto di proporre un libro dei sogni. Questa è l'unica vera spiegazione.

In ordine alle necessità di dover intervenire con un'altra manovra intorno alla fine di novembre, tutto dipenderà dalla possibilità che lo Stato italiano rispetti per primo le proprie leggi, perché è vero, è stata approvata una legge parlamentare ed entro centoventi giorni avremmo dovuto ricontrattare il patto di stabilità. La Regione ha fatto tutto ciò che doveva per chiedere la riapertura di quel tavolo; non solo, ha anche adottato l'ultima azione possibile, che è quella della diffida. Quindi noi ci auguriamo, considerata la situazione drammatica che puntualmente ci riferiscono (non lo dice solo la Regione sarda, ma lo dicono tutte le Regioni d'Italia, che sono chiamate a fare uno sforzo straordinario), che se nel frattempo riusciremo a ricontrattare il nostro patto di stabilità probabilmente potremo dare risposte diverse e certamente faremo tutto ciò che è possibile. Le azioni che abbiamo messo in campo, lo ribadisco, compresa la misura sull'IRAP, sulla quale insisteremo con la prossima finanziaria, potranno essere valutate solo col prossimo rendiconto.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Comunico che il consigliere Paolo Terzo Sanna è rientrato dal congedo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Oppi ha votato a favore e che il consigliere Mulas ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Bardanzellu - Biancareddu - Cappai - Contu Felice - Dedoni - Diana Mario - Fois - Gallus - Locci - Lunesu - Mula - Murgioni - Oppi - Peru - Piras - Pisano - Pitea - Pittalis - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Matteo - Sanna Paolo - Steri - Stochino - Tocco - Tupponi - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Arbau - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Corda - Cozzolino - Cuccu - Cugusi - Dessì - Espa - Lotto - Manca - Maninchedda - Mariani - Meloni Valerio - Moriconi - Mulas - Sabatini - Salis - Sanna Giacomo - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Solinas Christian - Stocchino - Zuncheddu.

Si sono astenuti: la Presidente Lombardo - Campus - Cuccureddu - Greco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 55

astenuti 4

maggioranza 28

favorevoli 29

contrari 26

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Incremento fondo residui

1. Nel bilancio della Regione per l'anno 2013 il fondo per la riassegnazione dei residui perenti iscritto in conto dell'UPB S08.01.004 (Cap. SC08.0045) è incrementato dell'importo di euro 75.170.000.

2. All'incremento si provvede mediante pari riduzione delle seguenti voci di spesa iscritte in conto delle sottoelencate UPB, anche con contestuale rideterminazione, per il solo anno 2013, delle autorizzazioni di spesa di cui alle disposizioni di legge richiamate accanto al numero del capitolo come derivante dal decremento nello stesso indicato:

in diminuzione

UPB S01.01.001

Consiglio regionale

2013 euro 100.000

Cap. SC01.0002 - Garante per l'infanzia e l'adolescenza - L.R. 7 febbraio 2011, n. 8

UPB S01.01.002

Oneri di funzionamento della Giunta regionale e uffici di supporto

2013 euro 2.250.000

Cap. SC01.0018 - Personale comandato presso uffici di gabinetto

UPB S01.02.001

Oneri per il trattamento economico dei dipendenti, ivi compreso il salario accessorio

2013 euro 4.650.000

Cap. SC01.0128 - Stipendi personale RAS

Cap. SC01.0145 - Personale comandato presso RAS

UPB S01.02.005

Acquisizione di beni e servizi

2013 euro 1.600.000

Cap. SC01.0307 - Canoni di locazione

UPB S01.03.003

Funzionamento organismi d'interesse regionale

2013 euro 7.000

Cap. SC01.0482 - Funzionamento Unità Tecnica Regionale

UPB S01.03.005

Spese per elezioni e referendum regionali

Cap. SC01.0544 - SC01.0546

2013 euro 2.500.000

UPB S01.03.008

Spese per la pubblicazione e per l'acquisto di atti e di beni d'interesse regionale

Cap. SC01.0587

2013 euro 90.000

UPB S01.04.001 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili

2013 euro 10.000

Cap. SC01.0708 - Studi, progetti, ricerche

UPB S01.05.002

Incremento, valorizzazione e manutenzione del patrimonio e del demanio regionale

2013 euro 5.005.000

Cap. SC01.0945 - Strumenti informatici per catasto sbarramenti

2013 euro 5.000

(soppresso)

Cap. SC01.0973 - Flotta sarda - Art. 6, cc. 1 e 4, L.R. 12 ottobre 2012, n. 18 e s.m.i.

2013 euro 5.000.000

(soppresso)

UPB S02.01.010

Formazione universitaria - investimenti

2013 euro 1.500.000

Cap. SC02.0202 - Edilizia universitaria - Art. 5, c. 15, L.R. 19 gennaio 2011, n. 1 e s.m.i.

UPB S02.02.004 - Spese di investimento per il funzionamento delle sedi formative

2013 euro 200.000

Cap. SC02.0589 - Scuola di Formazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale - Art. 5, c. 17, L.R. 7 agosto 2009, n. 3 e s.m.i.

UPB S03.01.003

Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale - spese correnti

2013 euro 990.000

Cap. SC03.0015 - Patrimonio culturale - Art. 5, c. 50, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 900.000

Cap. SC03.0028 - Museo Biasi - art. 9, c. 10, lett. q), L.R. 7 agosto 2009. n. 3
e s.m.i.

2013 euro 90.000

UPB S03.01.006

Interventi a favore delle biblioteche - Spese correnti

2013 euro 1.035.000

Cap. SC03.0103 - Soprintendenza dei beni librari - gestione beni librari)

2013 euro 50.000

Cap. SC03.0106 - Funzionamento Centro tutela e restauro

2013 euro 25.000

Cap. SC03.0121 - Contributi a Istituti scolastici per l'esercizio dei compiti di Sopraintendenza di beni librari

2013 euro 20.000

Cap. SC03.0123 - Biblioteche e archivi - Art. 5, c. 50, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 900.000

Cap. SC03.0126 - Polo bibliotecario nazionale - Art. 5, c. 51, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 40.000

UPB S03.02.001

Interventi per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda

2013 euro 667.000

Cap. SC03.0203 - Conferenze annuali sulla cultura e lingua sarda

2013 euro 260.000

Cap. SC03.0208 - Interventi a tutela della cultura e della lingua sarda

2013 euro 157.000

Cap. SC03.0231 - Sportello linguistico regionale - art. 4, c. 40, lett. a) L.R. 15 marzo 2012, n. 6 e s.m.i.

2013 euro 250.000

UPB S03.02.003

Interventi per promuovere e sostenere l'editoria e l'informazione

2013 euro 431.000

Cap. SC03.0270 - Promozione opere edite in Sardegna

2013 euro 80.000

Cap. SC03.0273 - Opere editoriali

2013 euro 50.000

Cap. SC03.0276 - Spese commissione attività editoriali

2013 euro 1.000

Cap. SC03.0286 - Cooperative editrici - art. 22, c. 1, L.R. 30 giugno 2011, n. 12

2013 euro 300.000

UPB S04.02.001

Spese per la tutela delle acque - Parte corrente

2013 euro 150.000

Cap. SC04.0144 - Piano utilizzo acque reflue

UPB S04.02.002

Spese per la tutela delle acque - Investimenti

2013 euro 500.000

Cap. SC04.0179 - Opere utilizzo acque reflue - Art. 16, c. 4, L.R. 30 giugno 2011, n. 12 e s.m.i.

UPB S04.03.004

Tutela e difesa del suolo - Investimenti

2013 euro 2.700.000

Cap. SC04.0391 - Lavori opere idrauliche di seconda e terza categoria e per il servizio di piena

UPB S04.03.005

Protezione civile - Spese correnti

Cap. SC04.0404 - SC04.0423

2013 euro 300.000

UPB S04.03.006

Protezione civile - Investimenti

Cap. SC04.0440

2013 euro 450.000

UPB S04.06.006

Investimenti nell'ambito della gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati

2013 euro 2.400.000

Cap. SC04.1393 - Bonifica e recupero ambientale su siti minerari dismessi - Art. 15, c. 9, L.R. 30 giugno 2011 , n. 12 e s.m.i.

UPB S04.09.003

Pianificazione, vigilanza e controllo sull'attività urbanistica e paesaggistica

2013 euro 450.000

Cap. SC04.2450 - Demolizione di sbarramenti di ritenuta

UPB S04.10.003

Edilizia abitativa - Parte corrente

2013 euro 8.000

Cap. SC04.2673 - Commissioni assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica

UPB S04.10.004

Edilizia abitativa - Investimenti

2013 euro 85.000

Cap. SC04.2715 - Fondo sociale contributi a favore assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica

2013 euro 83.000

Cap. SC04.2729 - Contributi trentacinquennali a favore delle cooperative edilizie a proprietà indivisa

2013 euro 2.000

UPB S05.03.010

Interventi nel settore edilizio a favore delle famiglie

2013 euro 4.188.000

Cap. SC05.0836 - Mutui prima casa - L.R. 30 dicembre 1985, n. 32 e s.m.i.

UPB S05.04.006

Interventi a favore del cinema in Sardegna - Spese correnti

2013 euro 15.000

Cap. SC05.0973 - Funzionamento Commissione tecnico-artistica

UPB S06.02.002

Promozione e propaganda turistica

2013 euro 250.000

Cap. SC06.0192 - Promozione turismo in Sardegna

UPB S06.03.002

Incentivazioni di parte corrente per le attività artigiane

2013 euro 1.200.000

Cap. SC06.0406 - Artigianato artistico

UPB S06.03.004

Commissioni artigianato e liquidazione dell'ISOLA

2013 euro 495.000

Cap. SC06.0439 - Commissioni artigianato

UPB S06.03.024

Partecipazioni azionarie del settore industriale

Cap. SC06.0688

2013 euro 4.500.000

UPB S06.03.029

Interventi per le aree industriali

2013 euro 8.000.000

Cap. SC06.0763 - Riallocazione aree industriali

UPB S06.03.030

Interventi per il trasporto di merci e di persone

2013 euro 5.500.000

Cap. SC06.0790 - Incentivi mezzi trasporto - Art. 1 , c. 24, L.R. 19 gennaio 2011 , n. 1 e s.m.i.

(soppresso)

UPB S06.06.004

Fondo regionale per l'occupazione - Spese correnti

2013 euro 8.126.000

Cap. SC06.1582 - Voucher formativi

2013 euro 126.000

Cap. SC06.1607 - Ammortizzatori sociali - Art. 2, L.R. 26 luglio 2013, n. 17

2013 euro 8.000.000

UPB S07.04.001

Spese per la manutenzione ordinaria e la sicurezza dei porti

2013 euro 60.000

Cap. SC07.0342 - Segnalamenti marittimi

UPB S07.06.001

Trasporto pubblico locale

2013 euro 1.530.000

Cap. SC07.0592 - Compensi istituti credito

2013 euro 30.000

(soppresso)

Cap. SC07.0629 - Destagionalizzazione collegamenti aerei - art. 3, L.R. 13 aprile 2010, n. 10 e s.m.i.

2013 euro 1.500.000

UPB S07.07.001 - Oneri per la tutela e il controllo delle acque pubbliche

2013 euro 345.000

Cap. SC07.0760 - Concessioni, riconoscimenti, licenze, autorizzazioni e nulla osta in materia di utilizzazioni di acque e di impianti elettrici

2013 euro 38.000

Cap. SC07.0761 - Controllo derivazione e utilizzazioni di acque pubbliche

2013 euro 51.000

Cap. SC07.0762 - Interventi tutela risorse idriche e assetto idraulico e idrogeologico

2013 euro 256.000

UPB S07.07.004

Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico

2013 euro 1.000.000

(soppresso)

Cap. SC07.0851 - Messa in sicurezza opere di sbarramento - art. 5, c. 33, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 1.000.000

UPB S07.07.007

Adempimenti derivanti dalla cessata gestione liquidatoria dell'Ente sardo acquedotti e fognature ESAF - Parte corrente

2013 euro 3.763.000

Cap. SC07.1034 - Gestione liquidatoria ESAF

2013 euro 131.000

Cap. SC07.1035 - Gestione liquidatoria ESAF

2013 euro 3.632.000

UPB S07.07.008

Adempimenti derivanti dalla cessata gestione liquidatoria dell'Ente sardo acquedotti e fognature ESAF - Investimenti

2013 euro 800.000

Cap. SC07.1055 - Indennità espropriative

UPB S07.10.001

Oneri relativi agli appalti e contratti e spese generali

2013 euro 41.000

Cap. SC07.1172 - Osservatorio regionale dei lavori pubblici

2013 euro 20.000

Cap. SC07.1175 - Lavori di copiatura degli atti relativi a progetti di opere pubbliche

2013 euro 12.000

Cap. SC07.1176 - Contributo obbligatorio a carico delle stazioni appaltanti

2013 euro 9.000

UPB S07.10.004

Edilizia patrimoniale e opere di competenza regionale, anche delegata

2013 euro 1.510.000

Cap. SC07.1228 - Oneri espropriativi di opere pubbliche

2013 euro 50.000

Cap. SC07.1236 - Riallocazione uffici Ministero della difesa - art. 4, c. 8, L.R. 15 marzo 2012, n. 6, e s.m.i.

2013 euro 1.460.000

(soppresso)

UPB S08.01.005

Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Cap. SC08.0082

2013 euro 2.200.000

UPB S08.01.007

Spese generali per mutui, prestiti obbligazionari, anticipazioni di cassa, riscossioni e cessione dei crediti

Cap. SC08.0137

2013 euro 149.000.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis, al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 bis e del relativo emendamento:

Art. 1 bis
Riversamento di somme

1. Le somme rinvenienti dall'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 2, della legge regionale 10 agosto 2010, n. 14, (Misure di adeguamento del bilancio 2010 e modifiche e integrazioni alla legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 - Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23), nonché dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale del 23 maggio 2013, n. 12 (legge finanziaria 2013), assegnate a valere sui programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area) sono riversate nel fondo competitività e sviluppo per essere destinate alle medesime finalità.

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Articolo 1 bis

Dopo l'articolo 1 bis è aggiunto il seguente:

Art. 1 ter

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS). (1).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Fois, relatore.

FOIS (Riformatori Sardi), relatore semplice. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione sull'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Velocemente, Presidente, vorrei chiedere all'Assessore di verificare meglio la questione delle aziende garantite da contratto, perché le cooperative che lavorano nelle biblioteche si possono trovare in situazioni differenti, ne sono convinto. Ho visto che è stato soppresso il taglio relativo alle scuole per l'infanzia e ne prendo atto.

Sul patto di stabilità, Assessore, io mi sono informato a Roma: il primo contatto sullo specifico del patto di stabilità da parte della Regione Sardegna è successivo ai centoventi giorni previsti; i contatti precedenti riguardavano la zona franca. Io non sono a conoscenza di nessun verbale, però sarebbe interessante da parte vostra, se siete intervenuti nelle more dei centoventi giorni, trasmettere gli atti al Consiglio per sapere in che termini avete proposto la revisione del patto di stabilità. A quel che so io, non risulta l'attivazione di questo tavolo. Se è stato attivato gradirei, ripeto, che venissero inoltrati gli atti alla Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU (Gruppo Misto). Intervengo velocemente per annunciare il mio voto contrario, perché questo non è un fondo di perenzione ma è un fondo di perdizione - naturalmente la citazione non è mia, ma di un collega molto più esperto di me - ed è un modo per fare quello che tutti vediamo nel territorio, perché in quest'Aula ce la possiamo cantare come vogliamo, Assessore, anche alzando il tono, dicendo quello che vogliamo, però nel territorio noi vediamo distinguiamo le azioni da campagna elettorale per cercare di ottenere il tornaconto che serve. Questa legge sarà molto più efficace della questione zona franca, lo sappiamo tutti, perché siamo passati dalla questione della zona franca alla "legge per farla franca".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Intervengo per ribadire due cose, esclusivamente due. Sulle biblioteche e la lingua sarda ha già detto il collega Maninchedda e non mi ci soffermo, ma vorrei chiederle, Assessore, una riflessione sul taglio di 8 milioni e 126 mila euro del fondo regionale per l'occupazione e anche, se fosse così gentile, di togliermi un dubbio sul taglio di 5 milioni e 500 mila euro delle somme che abbiamo assegnato per le spese di trasporto di merci e di persone da e per la Sardegna. Abbiamo stanziato in bilancio 6 milioni di euro e stiamo togliendo 5 milioni e mezzo! Siccome si raccontano tante balle sulle imprese, sui trasporti, sulle accise, sulla riduzione della benzina, e via dicendo, in questa manovra vediamo che c'è un taglio di 5 milioni e 500 mila euro sugli interventi per il trasporto di merci e persone su uno stanziamento iniziale di 6 milioni di euro. Al di là della sua difesa d'ufficio, di cui abbiamo preso atto, di questa manovra, che per molti aspetti è per noi impresentabile, le chiedo di fare una riflessione e di darci una risposta su questi due tagli insopportabili in settori assolutamente fondamentali della nostra economia e che sentono attualmente i morsi della crisi. E' chiaro che il mio voto è assolutamente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccureddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Nell'annunciare il voto di astensione vorrei chiarire, Presidente, che lei ha ricostruito una parte delle cose…

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, siamo in fase di dichiarazioni di voto.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Io sto motivando!

PRESIDENTE. Argomenti il suo voto, la questione a cui intende riferirsi è chiusa. Se vuole intervenire per fatto personale è un altro discorso.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). No, sto intervenendo per motivare il voto. Il mio voto di astensione è determinato dal fatto che la ricostruzione che lei ha fatto per inserire questo provvedimento all'ordine del giorno è giusta. Lei aveva chiesto che ci fosse l'unanimità, ma essendo stato impossibilitato a partecipare alla Conferenza dei Capigruppo, e quindi a impedire che vi fosse l'unanimità sulla discussione in Aula di questo provvedimento, perché la convocazione mi è arrivata alle 9 e 30 per le 10, ma occorrono tre ore per arrivare a Cagliari, è evidente che non ho avuto la possibilità di visionare gli atti esitati dalla Commissione. Non sono stato dunque in grado di svolgere compiutamente il mio ruolo di consigliere regionale e di dare un parere compiuto su ciò che è emerso in Commissione. Questo è il motivo del mio voto di astensione. Se poi per gli ultimi trenta secondi mi vuole togliere la parola, rinuncio io.

PRESIDENTE. Le ricordo, onorevole Cuccureddu, che comunque il Consiglio era convocato per le ore 10, quindi lei avrebbe dovuto essere presente alle 10. Le ricordo solo questo!

Ha domandato di parlare il consigliere Steri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

STERI (U.D.C.-FLI). Presidente, noi siamo in Consiglio dal lunedì al venerdì, quando le Commissioni terminano di lavorare leggiamo gli atti, non aspettiamo l'ultimo minuto per farlo. Serve un po' di serietà!

Il mio voto è favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 564.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Bardanzellu - Biancareddu - Cappai - Contu Felice - Dedoni - Fois - Gallus - Greco - Locci - Lunesu - Mula - Murgioni - Obinu - Oppi - Peru - Piras - Pisano - Pitea - Pittalis - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Matteo - Sanna Paolo - Steri - Stochino - Tocco - Tupponi - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Arbau - Campus - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Corda - Cozzolino - Cuccu - Cugusi - Dessì - Espa - Lotto - Manca - Maninchedda - Mariani - Meloni Valerio - Moriconi - Sabatini - Salis - Sanna Giacomo - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Stocchino - Zuncheddu.

Si sono astenuti: la Presidente Lombardo - Cuccureddu - Diana Mario - Mulas.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 55

astenuti 4

maggioranza 28

favorevoli 30

contrari 25

(Il Consiglio approva).

I lavori si concludono qui. Il Consiglio è riconvocato per martedì prossimo, alle ore 16. Alle ore 15 e 30 è convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per l'incontro con i comitati pro zona franca.

La seduta è tolta alle ore 18 e 50.



Allegati seduta

CDXXXVIII SEDUTA

MARTEDI' 29 OTTOBRE 2013

(POMERIDIANA)

Presidenza della Presidente LOMBARDO

La seduta è aperta alle ore 16 e 55.

DESSI', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 31 luglio 2013 (429), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Michele Cossa, Rosanna Floris, Vincenzo Floris, Onorio Petrini, Efisio Planetta e Paolo Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 29 ottobre 2013.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

DESSI', Segretario:

"Interrogazione Arbau, con richiesta di risposta scritta, all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale affinché precisi se sia vero e se sia a conoscenza del fatto che il Presidio ospedaliero di Nuoro non utilizzi lo strumento PACS Ris per mettere in rete la diagnostica nonostante abbia la disponibilità, attraverso il project financing, delle apparecchiature da oltre tre anni e se sia vero che questa situazione comporti un costo annuo aggiuntivo di circa 700.000 euro per l'acquisto delle pellicole, con l'utilizzo di modalità diagnostiche superate dal tempo". (1235)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Faccio appello alla sensibilità dei colleghi perché se il disegno di legge di assestamento del bilancio, che dovrebbe essere all'ordine del giorno, non viene esitato entro oggi rischiamo veramente di non poter riassegnare in tempo utile le somme perente. Pertanto chiedo all'Aula, se è possibile, un'inversione dell'ordine del giorno in modo da avere almeno la certezza di concludere questo punto, anche perché i lavori potrebbero protrarsi con la discussione degli altri argomenti. Grazie.

PRESIDENTE. L'assessore Zedda chiede di sospendere la discussione della proposta di legge nazionale numero 22/A e di fare un'inversione degli argomenti dell'ordine del giorno per esaminare immediatamente il disegno di legge numero 564/A. Possono intervenire un oratore a favore e uno contro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampaolo Diana. Ne ha facoltà.

DIANA GIAMPAOLO (P.D.). Vorrei intervenire prima sull'ordine dei lavori. Assessore Zedda, auspico, anche se mi rendo conto che è irrituale, che lei intervenga nuovamente per indicare qualche ragione un po' più esaustiva che porta la Giunta a chiedere questa inversione dell'ordine del giorno. La pregherei, Assessore, di dirci esattamente perché chiede l'inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 59, viene ripresa alle ore 17 e 11.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, a integrazione di quanto ho detto, preciso che la manovra di assestamento va di fatto a rimpinguare il fondo per le perenzioni. Vorrei chiarire che rimpinguare questo fondo significa ottemperare a obbligazioni scadute nel corso degli anni e di fatto serve a dare nuova linfa finanziaria e disponibilità di cassa a chi è in grandissima difficoltà, e cioè gli enti locali e le imprese.

A fronte di questo, e quindi di debiti scaduti, c'è un'altra obbligazione che riguarda il debito commerciale, scaduto il 31 dicembre del 2012, per l'importo di 16 milioni e 685 mila euro. Si dovrebbe ottemperare entro il 31 ottobre, e poiché la procedura di riassegnazione dei residui richiede ancora qualche giorno, per poter reintegrare i fondi per gli enti locali e le imprese in poco tempo dobbiamo assolutamente anticipare la data e non procrastinare oltre oggi l'approvazione del disegno di legge di assestamento.

PRESIDENTE. Possono intervenire un oratore a favore e uno contro. Scusate colleghi, siccome sul monitor compaiono le iscrizioni a parlare nella discussione generale del testo di legge sulla zona franca, prego chi vuole intervenire sulla proposta dell'assessore Zedda di sollevare la mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU (Gruppo Misto). Credo che tutta questa urgenza da parte dell'Assessore possa essere presa in considerazione unitamente al fatto che da due mesi il Consiglio si riunisce solo un giorno alla settimana, e non credo che questo fatto sia addebitabile al del Consiglio. La Giunta avrebbe potuto adempiere ai suoi obblighi per tempo e ragionare con i Capigruppo per inserire prima all'ordine del giorno il disegno di legge di assestamento del bilancio.

Credo che rinviare la discussione sulla zona franca sia l'ennesimo smacco per un Consiglio che non vuole affrontare le questioni. I rinvii delle cose urgenti sono all'ordine del giorno, sono l'ordinarietà di questo Consiglio, per questo il mio voto sarà contrario e ricordo che, ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento, l'inversione dell'ordine del giorno necessita della maggioranza dei due terzi. Chiedo quindi che la proposta sia messa in votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Arbau, non c'era bisogno di ricordare alla Presidenza che per le inversioni degli argomenti all'ordine del giorno occorre la maggioranza dei due terzi dei votanti. Comunque il Consiglio regionale viene convocato quando ci sono provvedimenti da esaminare. Il problema non è legato a una giornata di Consiglio che viene convocato…

(Interruzione del consigliere Arbau)

PRESIDENTE. Onorevole Arbau, bisogna stare attenti… Onorevole Arbau, non le consento di interrompere!

Il disegno di legge di assestamento approda in Consiglio quest'oggi perché ha seguito l'iter previsto dal Regolamento. Non è un testo di legge in attesa da settimane o da mesi di essere portato in Aula, per cui gli viene attribuita una corsia preferenziale in quanto il Consiglio non è stato convocato nelle settimane precedenti.

La proposta di legge nazionale sulla zona franca è comunque all'ordine del giorno, la relativa discussione generale è già iniziata e, nel caso in cui l'Aula si dovesse pronunciare a favore della proposta dell'assessore Zedda, riprenderà martedì, senza nessuna dilazione e senza alcuna volontà di non affrontare l'argomento.

Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, metto in votazione la proposta dell'assessore Zedda.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Non si può fare!

(Interruzioni)

Colleghi! Lo so perfettamente bene, non ho bisogno di chiedere al Segretario generale. Colleghi, mi ascoltate un attimo? Onorevole Cuccureddu, la votazione con il procedimento elettronico può essere effettuata per conteggiare i votanti, ma certamente senza registrazione dei nomi.

(Interruzioni)

Conosco bene l'articolo 55. Onorevole Cuccureddu, le sto dicendo che il procedimento elettronico può essere utilizzato, ma non ci sarà la registrazione dei nomi.

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. Se mi avesse consentito di terminare, onorevole Cuccureddu, avremmo evitato questa discussione. Stavo precisando proprio quello.

(Interruzioni)

Dispongo, ai sensi dell'articolo 92, comma 3, del Regolamento la votazione mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi, della proposta di inversione dell'ordine del giorno.

(La proposta è approvata)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Bilancio di previsione per l'anno 2013: incremento del fondo per la riassegnazione di somme perente" (564/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 564/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Fois, relatore.

FOIS (Riformatori Sardi), relatore semplice. Do per illustrato il disegno di legge, Presidente.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI (P.D.). Presidente, era stato preso l'impegno di presentare un collegato alla finanziaria, che era atteso da tutti: dai sindacati, dalle forze politiche presenti in questo Consiglio, dalle imprese, dagli enti locali. Si era spergiurato su un collegato da presentare entro trenta giorni dall'approvazione della finanziaria, ma ancora una volta non sono stati mantenuti gli impegni e siamo di fronte a un semplice assestamento di bilancio. Praticamente stiamo rimpinguando il capitolo dei residui perenti per 75 milioni di euro. L'Assessore ha spiegato in Commissione, e anche stasera in Aula, che 16 di questi 75 milioni di euro sono destinati al pagamento del debito commerciale e che la restante parte sarà trasferita agli enti locali, alle ASL, agli enti strumentali della Regione come stanziamenti per opere già realizzate che sono, anche queste, da pagare.

Stiamo accelerando la spesa? Assolutamente no! Non si tratta di un'accelerazione della spesa, infatti stiamo iscrivendo queste risorse tra i residui perenti. Dopo che questi stanziamenti hanno fatto la trafila che dovevano fare, cioè sono stati prima iscritti in conto competenza, successivamente tra i residui, dove sono rimasti per diversi anni, adesso vengono iscritti nuovamente in conto competenza nel fondo dei residui perenti. Sono passati diversi anni, quindi stiamo pagando le imprese con diversi anni di ritardo. Le fatture sul debito commerciale erano pronte per il pagamento al 31 dicembre 2012; siamo a novembre del 2013 e stiamo tentando di dare seguito a quei pagamenti, di riconoscere alle imprese sarde il pagamento di ciò che loro hanno già realizzato anticipando proprie risorse. Questo è l'andamento di questa Regione. Allo stesso modo gli enti locali, gli enti strumentali della Regione, le ASL attendono queste risorse per poter pagare le imprese, ancora una volta con forte ritardo, per opere già realizzate.

Sia chiaro, dico questo perché qualcuno non fraintenda che ciò faccia parte di una strategia di questa Giunta regionale tesa ad accelerare la spesa. Stiamo inseguendo i debiti della Regione perché non c'è nessuna volontà da parte della maggioranza di affrontare e risolvere i problemi della Sardegna. E il problema di fondo è uno solo, Assessore: si tratta, ed è questo il punto centrale, del fatto che continuate a privilegiare la spesa corrente e a mettere da parte le spese per investimenti. E' quello che avete fatto in questi anni. Assessore, le faccio un esempio relativo ai lavori pubblici. Ogni anno, mediamente, l'Assessorato dei lavori pubblici impegna una cifra che si aggira attorno ai 240-260 milioni di euro. In tutti questi anni di vostro governo gli avete concesso di portare a pagamento circa 120 milioni di euro, quindi ogni anno l'Assessorato dei lavori pubblici produce 120-140 milioni di euro di residui, cioè prende impegni, le imprese realizzano le opere e voi non gli consentite di pagare. Però nel contempo avete dato il via a una spesa corrente spregiudicata!

Le voglio fare un esempio anche per quanto riguarda la spesa corrente: l'impennata delle convenzioni. Nel 2012 le convenzioni in questa Regione ammontavano a 980 milioni di euro. Sa, Assessore, a quanto ammontano alla data odierna? Quattro milioni e 300 mila euro, quindi c'è stato un aumento di oltre 3 milioni di euro in un solo anno, e l'anno non è ancora finito. Questo significa dare il via alla spesa corrente pur sapendo che il patto di stabilità è diventato un cappio al collo che metterà in forte difficoltà non tanto questa Regione, ma le imprese, gli enti locali, gli enti strumentali e le ASL, che non riusciranno a dare seguito agli impegni che hanno preso in quanto voi avete attivato una spesa corrente che non è alla nostra portata. Una manovra davvero da irresponsabili, che avete fatto pur essendo a conoscenza di quelli che sono e saranno i vincoli del patto di stabilità, perché mentre voi non ricontrattate il patto di stabilità, nel 2014 i relativi vincoli diventeranno ancora più pesanti per questa Regione. Quest'anno, lo voglio ricordare, il tetto è di 2 miliardi e 515 milioni di euro; nel 2014 il patto di stabilità sarà ancora più rigido e il vincolo verrà ristretto fino alla cifra di 2 miliardi e 410 milioni di euro. Praticamente aumentano le restrizioni, cioè i vincoli del patto di stabilità, e voi aumentate la spesa corrente, mettendo sempre più in difficoltà questa Regione.

Non avete ottenuto nulla sulla ricontrattazione del patto di stabilità, perché non avete avviato il percorso del federalismo fiscale, mentre tutte le altre Regioni autonome si sono viste riconoscere dallo Stato quanto era previsto da quel percorso, che noi non abbiamo utilizzato. Non solo: i parlamentari sardi l'8 aprile 2013, attraverso il decreto legislativo numero 35, hanno approvato una norma che dava la possibilità di allineare i vincoli del patto di stabilità al nuovo regime delle entrate. Ci davano centoventi giorni, che sono scaduti senza che voi abbiate attivato alcun confronto con lo Stato. Avete perso per l'ennesima volta una buona occasione che ci avrebbe consentito di mettere in discussione dei vincoli che per noi sono insopportabili.

Sia chiaro, quindi, che il provvedimento che oggi stiamo per approvare insegue i problemi ma non li risolve, e tra qualche mese saremo nelle stesse difficoltà odierne. Oggi tagliamo 70 milioni di euro, a fine anno dovremo rinunciare a spendere quasi 1 miliardo di euro, ciò vuol dire che questo è un bilancio farsa, in cui avete stanziato risorse che questa Regione non potrà spendere a causa, ripeto, dei vincoli del patto di stabilità.

Noi vi avevamo fatto una proposta chiara in sede di discussione del bilancio: istituiamo un capitolo e allochiamo lì le risorse che sappiamo già di non poter spendere durante l'anno di competenza e contrattiamole con lo Stato per un piano di interventi strutturali o programmi che possano servire a risollevare l'economia della Sardegna. Ma voi avete voluto fare vane promesse, spalmando queste risorse sulla spesa corrente, ben sapendo di imbrogliare i sardi e di non poter poi spendere le somme che stavate promettendo. Questo avete fatto in questi anni e questo è il risultato del vostro operato e delle vostre politiche di bilancio che non sono servite a nulla.

Se analizziamo le voci ci rendiamo conto che stiamo tagliando risorse che per voi erano intoccabili, che facevano parte di quel pacchetto strategico finalizzato a risollevare le sorti della Sardegna. Infatti tagliamo i fondi per la Flotta sarda, che erano intoccabili in sede di bilancio. Noi proponemmo di tagliare queste risorse perché sapevamo che non sareste riusciti a spenderle, oggi siete voi a proporre di tagliarle, dandoci quindi ragione. Poi tagliate i fondi per l'università, su cui si era molto discusso al fine di aumentare le risorse per l'università e l'istruzione, per le biblioteche, per la lingua sarda, persino per la tutela del suolo, dopo che vi siete riempiti la bocca di parole sull'assoluta priorità della difesa del suolo, affinché non si ripeta ciò che è successo in passato! Voi oggi tagliate risorse importanti per la tutela del suolo: più di 4 milioni di euro! Tagliate anche i fondi per l'edilizia popolare a favore delle famiglie: qui state facendo tagli che superano i 6 milioni di euro; tagliate i fondi per l'artigianato artistico; nel settore industriale tagliate più di 18 milioni di euro che erano destinati al rilancio dell'industria. Cosa dire poi dei fondi per gli ammortizzatori sociali e i voucher formativi? Otto milioni di euro in meno per i voucher formativi! Per quanto riguarda le politiche di sviluppo per il sistema idrico tagliate 1 milione di euro; sulla destagionalizzazione dei collegamenti tagliate 1 milione e mezzo di euro; 8 milioni e mezzo di euro ancora sugli ammortizzatori sociali. Questi sono i tagli e questo è il vostro provvedimento, che è l'autocertificazione del vostro fallimento, perché avete impostato una manovra promettendo ai sardi degli interventi precisi, e oggi andate tutti a tagliarli, perché in un anno non siete stati capaci di metterli in atto e di dare corso alla spesa. Quindi avevamo ragione noi: avete promesso cose false ai sardi! Questa è l'autocertificazione del fallimento della vostra Giunta regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU (Gruppo Misto). Intervengo solo per confermare quello che ho detto poc'anzi all'assessore Zedda, cioè che questa legge poteva arrivare prima, se era urgente, e per dire a tutti che ho fatto l'alunno per tanto tempo e a volte ho letto anche a lume di candela, però non permetto a nessuno di interpretare i miei poco nobili ragionamenti politici. Non lo permetto a nessuno, per cortesia!

PRESIDENTE. Onorevole Arbau, deve usare toni consoni a quest'Aula. Nessuno interpreta i ragionamenti politici, però lei fa affermazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti in quanto sia la il testo di legge sulla zona franca che l'assestamento di bilancio hanno seguito lo stesso iter e non appena sono stati esitati dalle Commissioni competenti sono arrivati in Aula, per cui non si può dire che la colpa è del Consiglio che si riunisce una volta alla settimana.

E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Presidente, mi limiterò a ribadire molto velocemente quello che ho già detto in Commissione. Noi stiamo approvando ­- o meglio discutendo, perché io voterò convintamente contro questa "manovrina" - al buio una manovra di cui conosciamo solamente l'entità dell'importo. Sappiamo dove vengono operati tagli, ma non sappiamo esattamente dove andranno allocate le risorse. Siccome io sono del segno del cancro, il segno del dubbio, temo che questi 75 milioni e 170 mila euro verranno allocati in capitoli destinati alle più disparate iniziative che possano essere gestite in fase preelettorale. Su questo non ho dubbi. Ben diverso, assessore Zedda, sarebbe stato un assestamento di bilancio che non avesse seguito l'iter semplicistico della velocità, dell'urgenza di recuperare risorse. Sono convinto che questa sia un'operazione assolutamente poco trasparente, che non dà al Consiglio la possibilità di capire dove verrà allocata, al di là dei 16 milioni di euro del debito che deve essere definito, la restante parte dei 75 milioni e 170 mila euro. Abbiamo visto, Assessore, in Commissione, che la cifra è stata ridimensionata tagliando una serie di voci che non abbiamo capito esattamente per quale ragione siano state stralciate visto che da 86 milioni e 581 mila euro l'importo della manovra è passato, su iniziativa della Giunta, a 75 milioni e 170 mila. Si sono salvati improvvisamente i tagli alle agenzie agricole: diversi tagli che erano stati definiti anche sulla base dei risparmi realizzati da quelle agenzie sono stati cancellati e abbiamo visto, successivamente, che l'Assessore dell'agricoltura ha presentato nella Commissione di merito un disegno di legge che tende a salvare quei fondi e che sarà oggetto di discussione attenta, perché anche su questo si pongono vari punti interrogativi. Altri tagli sono assolutamente incomprensibili e mentre si evita il taglio di 4 milioni di euro previsto per le scuole materne private si prevede invece il taglio drastico dei fondi relativi agli investimenti per la scuola e per l'università; c'è poi il taglio altrettanto drastico delle risorse per gli interventi a favore delle aree industriali e ancora - udite, udite! - il taglio più pesante di tutti, quello di 8 milioni e 126 mila euro dal fondo regionale per l'occupazione: 126 mila euro dai voucher formativi e 8 milioni di euro dagli ammortizzatori sociali.

Con il palazzo del Consiglio regionale assediato mattina, sera e notte (perché i ragazzi ci dormono anche di notte sotto i portici del Consiglio regionale), la Giunta ci presenta un assestamento di bilancio in cui prevede addirittura un taglio di oltre 8 milioni di euro del fondo per l'occupazione. Domando: ma qual è la ragione di questa fretta e soprattutto perché si tagliano solamente gli stanziamenti per gli interventi produttivi, come quelli per l'istruzione e il lavoro? Il collega Sabatini ha ricordato che si stanno tagliando gli interventi per le biblioteche e le attività culturali. Ecco, noi chiediamo per quale ragione dovremmo votare una manovra che è assolutamente impresentabile. Io infatti la considero, di questi tempi, assolutamente impresentabile perché non toglie un euro dagli sprechi che potrebbero essere eliminati e invece incide ancora profondamente in settori delicatissimi dell'economia della Sardegna.

Ecco perché voterò convintamente contro questa manovra, anzi le consiglierei, Assessore, così come le abbiamo suggerito per la zona franca, di fare un'ulteriore riflessione e di verificare quali tagli possono essere compatibili con lo stato di sofferenza dell'economia della Sardegna. La invito dunque a ritirare questa manovra assolutamente improponibile e che, non glielo nascondo, mi sembra tendente ad accantonare un tesoretto che potrà essere speso nei prossimi mesi con le modalità che tutti noi comprendiamo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (P.D.). Correttamente la Giunta non ci presenta un provvedimento di assestamento, perché non c'è niente da assestare. Normalmente si assesta una cosa fatta bene, invece a un atto confusionale si mette riparo con una riassegnazione. Il bilancio è stato infatti un atto confusionale e lo dimostra l'articolazione di questa manovra. Ai colleghi del P.d.L. vorrei far notare pacatamente, come si usa dire, che tutto questo agitarsi di Cappellacci non vi sta portando bene; non sta portando bene neanche a lui, che oggi viene ricollocato nella stessa posizione nel gradimento generale dei Presidenti di Regione che aveva un anno fa, in buona compagnia di altri due presidenti del P.d.L.: Chiodi e Scopelliti. Sono esattamente loro gli ultimi tre della graduatoria. Il presidente Cappellacci sta bene lì, nonostante tutte le smargiassate che sta facendo tra piano paesaggistico, questione delle entrate e zona franca! Non si schioda da quella posizione. Questo per dirvi come anche questo provvedimento lo dobbiamo leggere con il taglio che purtroppo questo Presidente sta dando a questa legislatura.

Scusate, qualcuno di voi si ricorda di che cosa abbiamo parlato durante la lunga discussione del bilancio? Vi ricordate che, per esempio, avevamo detto che i canoni di locazione ci sembravano eccessivi, che bisognava tagliarli, che bisognava valorizzare le dotazioni immobiliari della Regione e ridurre i canoni immobiliari? Toh, contestavamo 2 milioni di euro e oggi togliete 1 milione e 600 mila euro. C'è stato un ripensamento? Avete deciso di cambiare linea? Avevo sollevato una questione di principio sulle spese elettorali e su quelle per i referendum regionali dicendo che non dovevamo stanziare delle somme perché non avevamo di fronte a noi, nel 2013, spese per referendum o elezioni e adesso avete deciso di togliere 2 milioni e mezzo di euro! Allora non servivano, ma perché non ci avete dato ragione quando abbiamo sollevato la questione?

Avevamo fatto riferimento anche alla manutenzione del patrimonio del demanio regionale: sono stati tolti 5 milioni di euro. Ma prima non se ne poteva fare a meno, era una spesa obbligatoria. Avete visto quant'era obbligatoria!

Sono tutte spese che abbiamo a suo tempo contestato, va bene toglierle, ma togliete persino 3 milioni e mezzo di euro destinati all'istruzione, all'infanzia, alla scuola dell'obbligo e anche alla scuola superiore. Vi importa qualcosa di investire in cultura? Togliete soldi alla formazione universitaria e anche alla protezione civile! Assessore, il problema della protezione civile mi ha illuminato perché ho avuto modo di parlare con i responsabili, ai quali voi avete detto: "Badate che quelle somme sono fuori budget e a noi poco interessa se vi servono, non programmatele neanche". Cioè avete detto a chi organizza la spesa regionale che avevate già intenzione di rastrellare quei fondi! Un milione di euro è stato tolto anche al fondo per le biblioteche. Ma quale cultura, qui c'è la cultura della propaganda che prevale sulla cultura vera e propria!

Onorevole Maninchedda, una volta avevamo fatto una discussione sui 300 mila euro per le cooperative editrici, mi pare. Colpo di spugna e via i 300 mila euro, adesso si può fare, ma prima non si poteva!

In due o tre paesi sottoposti a vincolo idrogeologico non si possono cambiare neanche le serrande dei negozi, e noi tagliamo gli investimenti per la tutela e la difesa del suolo: meno 2 milioni e 700 mila euro. Interventi nel settore edilizio a favore della famiglia: meno 4 milioni e 188 mila euro sulla legge numero 32. Abbiamo necessità?

No, non va bene così, Assessore, è inutile che interloquisca con me su questo argomento. Quella legge merita di essere cambiata. L'Assessore regionale dorme sonni pacifici nonostante rispetto alla congiuntura economica quella legge vada aggiornata alle mutate esigenze e al fatto che il credito sta vivendo la crisi più grande di quest'ultimo cinquantennio. Voi non fate nulla per il credito e per cambiare le regole, altro che giustificarsi dicendo: "Non c'è domanda". Certo che non c'è domanda, perché le regole sono quelle del periodo in cui l'economia era florida. Ma pensate che ancora oggi possano funzionare? Oggi dobbiamo dare la possibilità di accedere al mutuo con la legge sulla prima casa anche a persone che non devono obbligatoriamente risiedere in quel dato comune, perché possono vivere benissimo nell'hinterland, come avviene in tutte le parti d'Italia. Abbiamo una legge medievale, è chiaro che poi togliete i fondi perché non ci sono domande, ma bisogna porsi i problemi prima, svegliare dal letargo gli Assessori, educarli al fatto che fare l'Assessore non significa solo tagliare nastri alle inaugurazioni, ma anche mettere il sedere sulla sedia e riflettere sui bisogni veri. Ma questo è come parlare di miracoli, e voi non ci siete su questo, meglio sfarfallare!

Attività artigianale: ma non dovevamo investire sullo sviluppo e la crescita? Incentivazione per le attività artigianali: meno 1 milione e 200 mila euro. Partecipazione azionaria nel settore industriale: in tutte le lingue vi abbiamo detto che le partecipate sono una cloaca, hanno bisogno di essere rivisitate, non possiamo continuare a mettere risorse in questo pozzo nero senza porci il problema di come vengono gestite. Abbiamo società partecipate cosiddette in liquidazione da quindici anni che non chiudiamo mai, eppure fanno assunzioni a tempo indeterminato, pagano consulenze. Colleghi, 5 milioni e 300 mila euro per convenzioni per fare propaganda in questa Regione (adesso qualcuno dovrà rispondere anche di alcune convenzioni un po' particolari, un po' suggestive, diciamo così, e mi fermo a questo termine) sono una vergogna! Dice oggi l'ISTAT che i poveri in questi ultimi cinque anni sono raddoppiati in Italia e voi buttate 5 milioni e 300 mila euro per darli a persone che non hanno niente a che vedere con la competenza, amici degli amici, persino vicini di casa! Attenzione, perché anche se siamo alla fine della legislatura non si può scherzare con la verità! E dite a Cappellacci che deve venire qua a guardarci in faccia quando dice le cose, perché se lui ama fare il farfallone in giro, non lo fa qua di fronte alle sue responsabilità, come per il Piano paesaggistico regionale. Ma chi volete imbrogliare?

Aree industriali: meno 8 milioni di euro! Ma non è lavoro anche questo? Togliete da una parte per dare dall'altra! Continuità territoriale per le merci: voi direte che non ci sono più merci da trasportare, le abbiamo azzerate, abbiamo portato la disperazione in questa Regione, non abbiamo neppure merci da scambiare: meno 5 milioni e 500 mila euro. Fondo regionale per l'occupazione: ma l'occupazione sta crescendo? Vi risulta da qualche parte, mi è sfuggito qualche dato? Se per caso e così ditemelo, perché possiamo fare a meno di 8 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali. Stavamo facendo un gran caos da poco perché erano insufficienti, adesso li restituiamo alla perenzione! Poi dirò qualcosa sulla perenzione.

Assessore, c'è poi quel suo collega molto solerte che, nonostante l'incontrovertibile verità, non fa che dire che il turismo in Sardegna va benissimo. Io non so quale sia la fonte delle sue informazioni, ma è abituato a dire così, probabilmente non sa declinare altre espressioni. Però la destagionalizzazione dei collegamenti aerei ha qualche cosa a che vedere con il turismo, difendete almeno 1 milione e 500 mila euro, non sono due lire! Forse il turismo, che è andato male nelle stagioni tradizionali, ha bisogno di essere rivisitato nei periodi intermedi. No, restituiamo alla perenzione! E così via.

Si ricorda, Assessore, quando da questi banchi le chiesi: noi dobbiamo dare soldi allo Stato perché spostino gli uffici del Ministero nelle caserme che ci deve trasferire? Ma siete matti? Ci devono dare patrimonio e noi diamo soldi nostri? No, non si poteva, il presidente Cappellacci aveva preso degli impegni - poveretto! - con il Ministero della difesa. Adesso quei fondi glieli rastrellate: 1 milione e 460 mila euro. Quando ve l'abbiamo detto noi non andava bene, adesso che il Presidente avverte l'esigenza di fare qualche altra cosetta va bene!

Ma veniamo alla perenzione. Perché questo marchingegno, questo rastrellamento della legittima programmazione fatta dal Consiglio regionale? Delle due l'una: o chi vi ha proposto quella programmazione ha sbagliato, perché stiamo parlando di più di 75 milioni di euro (prima erano 85, poi sono stati ridotti a 75), oppure siete in malafede. Quando si fa una buona programmazione si può sbagliare di 500 euro, se si va fuori bilancio di 5 milioni di euro vuol dire che si è scadenti, se poi l'errore è di 75 milioni di euro si è un po' sul piano della faziosità e dell'imbroglio. Il Consiglio regionale deve decidere solo se farsi riprendere in giro da qui a poco, quando presenteranno un'altra manovra con cui ci faremo dire tutto quello che vogliono loro. Ve la impongono, vi ricattano: "Guardate che se non votate così si va a elezioni anticipate", ma ormai a poco serve. Vi costringono a votare una cosa di cui neanche voi chiedete spiegazioni, salvo sulle piccole questioni che servono per dare la caramella o il chupa-chups a ciascun membro delle vostre componenti, per tenerle assieme, dopodiché il bilancio si chiude. Ricominciamo daccapo? Non si è capita una cosa: il Consiglio regionale, Assessore, è una cosa molto seria, direi che è una cosa quasi sacrale per chi capisce che la politica è davvero un servizio. L'Assemblea regionale è un luogo sacro rispetto alle verità che ci dobbiamo dire, rispetto alle verità delle cose che facciamo, perché dietro qualunque nostro atto c'è la carne della gente, che non è da prendere per il naso, come pensa Cappellacci. La cultura cattolico-democratica, di cui pensate di esservi impadroniti, che dovrebbe comportare una motivazione etica all'approccio del governo della cosa pubblica, voi la usate solo per farvi propaganda, per inginocchiarvi di fronte ai prelati, per pensare di prendere voti e non per onorare la moralità! Questo è il punto diverso. Gliela canteremo a Cappellacci su questo, abbiamo davanti una lunga campagna elettorale in cui tutto quello che è stato fatto deporrà contro di lui. Ma quello che mi fa specie, Assessore, è che lei non è come lui, molti di voi non sono come lui, ma vi siete resi come lui! Voi che invece potevate cambiarlo, migliorarlo, costringerlo attraverso la collegialità politica a raccogliere l'esperienza di chi aveva i fondamentali della politica stessa non l'avete fatto. Molti di voi hanno importanti fondamentali della politica, al contrario di Cappellacci, che si è ritrovato da adulto a giocare al pallone tirando calci sugli stinchi anziché al pallone e che non ha imparato neanche che cos'è la politica. Potevate migliorarlo, invece avete scelto di adeguarvi a lui. Questo è imperdonabile sotto il profilo dell'etica pubblica.

(Interruzione del consigliere Angelo Stochino)

SANNA GIAN VALERIO (P.D.). E infatti, Angelo, tanto noi abbiamo fatto fare che abbiamo accorciato una legislatura, a differenza di come ve la state strascicando voi!

Detto questo, quel che è preoccupante è proprio la cattiva considerazione della programmazione regionale. Credo che su questo il futuro dovrà dare dei chiarimenti e il centrosinistra, se governerà, non potrà mutuare questi comportamenti. L'altro giorno una nota attrice comica chiedeva: "Ma voi vi fidate dei politici? No, non ci fidiamo dei politici!". Badate, questo è il clima che si respira fuori di qui. Io per primo - parlo di me - vivo il disagio persino di camminare per strada, perché leggo negli occhi della gente questi pensieri e non sono disposto ad alimentare l'industria della falsità della politica. Queste cose alimentano la nostra indecenza e io non sono disposto a trasferire in blocco tutte queste risorse dei sardi, risorse per il lavoro, al fondo di perenzione. Cos'è il fondo di perenzione? E' un fondo libero, e la destinazione dei finanziamenti ridotti (di questi ci dicono che più 16 milioni di euro debbono andare a partite in scadenza) da chi verrà decisa? Non da voi. Questi 60 milioni di euro, l'oggetto vero di questa manovra, andranno nelle mani di chi deciderà fuori di qui. Non voi, voi non c'entrate niente, voi dovete solamente alzare la mano quando si vota, perché più di questo non siete in grado di fare. Non siete neanche in grado di rendere conto, milione per milione, della destinazione di queste risorse. Non lo sapete, non ve l'hanno comunicato e non ve lo vogliono far sapere, così come non l'hanno detto neanche a noi.

Si può essere in un Consiglio regionale, maggioranza od opposizione che sia, in un rapporto di falsità con ciò che si decide? Lo domando a voi. E' possibile che noi non sappiamo dove andranno questi soldi e quale criterio verrà applicato? Ci dite che 16 milioni di euro sono effetti scaduti, vorrei domandarvi se ci avete comunicato a chi dobbiamo la responsabilità di essere arrivati a scadenza con questi fondi, posto che all'inizio dell'anno avevamo 105 milioni di euro per mettere a posto lo scaduto? Se siamo andati allo scaduto è perché c'è un'eccedenza. Bene, vorremmo sapere se ci sono altre eccedenze in scadenza. Potete dichiarare quali sono i beneficiari o fa parte del circo della propaganda, del circo del diciassettesimo in graduatoria, di colui che vi porta in giro a destra e a manca come dei burattini? Noi non potremo mai approvare questo provvedimento perché al suo interno c'è l'incapacità programmatoria dell'Assessorato, c'è la clientela del Presidente, c'è l'incapacità della dirigenza di questa Regione di fare programmazioni serie, perché se oggi il direttore generale dà l'autorizzazione a defalcare somme vuol dire che a suo tempo non ha chiesto le somme che doveva chiedere. In questo provvedimento c'è il succo di quello che voi siete stati in questi cinque anni: una colossale finzione che ha concorso non poco a far dire ai cittadini che della classe politica non ci si può fidare. Ecco perché noi ormai abbiamo cambiato registro e non vi inseguiamo su questo terreno.

Pensate di spaventarci avendo adottato quell'emendamento demenziale sulla zona franca? Noi abbiamo un'idea di zona franca, ma un'idea vera, non un'idea basata sulle frottole. Non ci porterete al suicidio su queste cose, perché la campagna elettorale parlerà di questo. O verità o prese in giro, e lo spiegheremo nei territori della Sardegna, perché ogni territorio ha qualcosa da dire sulle sue aspettative. A Terralba stanno aspettando l'Assessore dei lavori pubblici perché non possono neanche cambiare una serratura o una saracinesca a causa del vincolo idrogeologico. A Uta succede la stessa cosa. Ovunque ci sono aspettative di lavoratori. Ne parleremo con dovizia di argomentazioni.

C'è poi l'articolo 1 bis e tra l'altro in Commissione avevamo sollevato perplessità in ordine alla genericità dei criteri di riassegnazione, che spero siano sufficientemente spiegati. Per dirla in una parola, dentro le funzioni ci deve stare la classe politica che merita di stare in quelle funzioni. In effetti la vostra classe politica è rappresentata da quell'uomo che dall'inizio della legislatura non si è schiodato dagli ultimi posti del gradimento dei sardi, e non a caso. Credo che anche voi siate debitamente collocati in quella posizione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (P.S.d'Az.). Signora Presidente, onorevoli colleghi, credo sia da diverso tempo che un Consiglio regionale non faceva una piccola manovra di assestamento qual è questa. E bisogna cominciare a dire se le manovre di assestamento sono salutari per le gestioni finanziarie della Regione oppure sono degli errori. Personalmente penso che siano salutari e penso che sbagliassero il Consiglio regionale e la Giunta regionale quando non approvavano assestamenti di bilancio in Aula, ma vi ricordo che, agli inizi di questa legislatura, correggemmo quelle che alcuni amici ed io chiamavamo le "variazioni K", cioè variazioni dai residui alla competenza fatte direttamente in Giunta che compensavano le partite e sostanzialmente aggiustavano il bilancio senza passare in Aula.

Primo punto: gli assestamenti si fanno? A mio avviso sì. E' serio fare un assestamento, meno serio è farlo a novembre. Molto meno serio! Da dove ha origine questo assestamento? Da un qualcosa che questo Consiglio deve imparare, cioè che non si devono usare i fondi dei residui perenti per coprire le politiche che intendiamo fare per altre cose. Però il nocciolo politico è il quadro finanziario in cui siamo. E il nocciolo politico, come hanno ben detto i colleghi Sabatini e Sanna, è dato dai tagli che si fanno a novembre, che hanno una conseguenza di cui parlerò nel mio intervento, perché spero che la Giunta li corregga per le ragioni che dirò. Il primo problema da focalizzare è in che situazione finanziaria siamo. Io credo, colleghi, che voi abbiate presente un dato strutturale: nel 2013 abbiamo iscritto in bilancio entrate per 6 miliardi e 651 milioni di euro, poi non so se ci siamo resi conto che il Governo ci ha detto di tagliare dagli stanziamenti 400 milioni di euro. E' chiaro a tutti questo? Cioè la nostra finanziaria - lo dico per chi ama l'Italia - è stata decurtata, dalle politiche di spesa e di equilibrio della Repubblica italiana, di 400 milioni di euro, quindi nel nostro bilancio la spesa per gli stanziamenti è diminuita di 400 milioni di euro. Poi, sempre per effetto delle politiche del Governo italiano, le somme lasciate a bilancio sono state congelate, per il patto di stabilità: altri 815 milioni di euro in meno per quanto riguarda gli impegni. Fate due conti: la sanità costa circa 3 miliardi e 200 milioni di euro, le spese di funzionamento, le spese fisse, ammontano a 2 miliardi e 500 milioni di euro circa, tagliate dallo stanziamento 400 milioni di euro e dagli impegni 800 milioni di euro e capirete in che situazione è la Regione sarda.

Non so voi, ma io non so ancora come farà l'Assessore del bilancio a presentare la finanziaria del 2014. Sapete cosa accade? Accade che è arrivata la crisi e la crisi si riverbera sulle entrate. L'anno prossimo avremo minori entrate per 400 milioni di euro, una flessione del 10 per cento circa (500 milioni, mi dice l'Assessore, io vado a spanne per quel che riesco a capire da ciò che viene pubblicato). Quindi l'anno prossimo anziché 6 miliardi e 600 milioni di euro avremo entrate per 6 miliardi e 100 milioni di euro. Questo significa che il bilancio come lo si è conosciuto negli ultimi dieci anni non si può più fare! Non solo, questo significa che a metà del 2013 saremmo dovuti entrare in Aula per cambiare il bilancio, perché il Governo ci aveva tagliato 400 milioni di euro e ci aveva impedito di impegnare, sulle somme stanziate, 815 milioni di euro.

Qual è l'effetto di tutto questo? L'effetto è grave e lo sottopongo all'attenzione della Giunta: le imprese che svolgono servizi per la Regione hanno lavorato sullo stanziamento previsto, per cui si aspettano che a fine anno arrivino loro le somme stanziate a suo tempo. Dov'è a mio avviso il grave errore di questa manovra? Quando voi tagliate più di 3 milioni di euro dallo stanziamento per le scuole per l'infanzia ciò significa che queste scuole avranno in diminuzione 3 milioni di euro, e siccome non abbiamo un plafond per gli impegni quest'anno quelle risorse non le riceveranno. Questo significa il crac! Assessore, a me risulta che ci siano almeno quaranta scuole che stanno per chiudere.

C'è poi un altro capitolo che riprendo senza la verve retorica del collega Sanna, che riguarda lo "splendido" Assessore del turismo. Lo splendido Assessore del turismo non eroga le risorse per i consorzi fidi, che sono quelli che grazie alle risorse che abbiamo stanziato noi stanno reggendo la crisi, perché le banche escutono le fideiussioni e loro pagano. Noi abbiamo approvato la norma che ha consentito loro di iscrivere le somme nel capitale di rischio non perché ce la siamo inventata noi, ma perché ce l'ha chiesto la Banca d'Italia. La Banca d'Italia aveva chiesto di non permettere che i fondi non entrassero nel capitale di rischio. E d'altra parte è esattamente quello che ha fatto la BCE con le banche d'Europa. Noi facciamo la norma, aumentiamo gli stanziamenti, questi coprono le spalle alle aziende, ma lo "splendidissimo" Assessore del turismo non eroga le risorse. Non eroga le risorse perché dice che c'è il dubbio che siano aiuti di Stato, però altri Assessorati erogano, o stanziano, nel frattempo le escussioni vanno avanti e il 31 dicembre saltano per aria i consorzi fidi. Dopo di che mi dovete spiegare chi erogherà le garanzie a prima richiesta. In questa legislatura, con voto unanime, abbiamo imposto ai consorzi fidi di erogare garanzie a prima richiesta anche a favore dei consorzi fidi di secondo livello, e poi accadono queste cose. Allora mettiamo insieme i due tronconi del ragionamento: da una parte ci sono imprese che svolgono il loro lavoro relativo a servizi pubblici alla luce delle somme stanziate, e a novembre, cioè ad anno ormai concluso, si vedono notificare che non ci sono soldi. Ma loro hanno già speso!

L'Assessore questa vicenda la conosce benissimo e io conosco la sua posizione, che è molto prossima a quel che penso io, però di fatto questa situazione non si sblocca e i consorzi fidi stanno aspettando ancora i contributi del 2012!

Non basta, siamo all'inizio di novembre e i colleghi sanno che per quanto riguarda i pagamenti la Regione deve ancora pagare circa 200 milioni di euro, cioè ha uno spazio sul plafond pagamenti di 200 milioni di euro. E' una cosa a cui stiamo prestando attenzione tutti, perché sappiamo, come diceva il collega Sanna, che i comuni stanno aspettando liquidità perché devono a loro volta far fronte ad appalti già erogati e quant'altro. Questa ripartizione di circa 200 milioni di euro - poi l'Assessore ci dirà se mi sbaglio, ma siamo lì, all'incirca sono 200 milioni di euro - quando la facciamo? Come tutti sappiamo, la Ragioneria chiude il 1° dicembre, c'è all'incirca un mese per pagare tutte queste spese e siccome sappiamo anche che in quote investimenti e per il debito commerciale si va fuori patto di stabilità e che molte cose sono state rendicontate al 31 dicembre, l'ultima finestra utile per far uscire un po' di denaro è dunque questo mese di novembre. Ma allora domando: perché non si coordina questa manovra in maniera tale da non far saltare per aria le piccole imprese? Le cooperative delle biblioteche saltano per aria se applichiamo questi tagli, perché loro hanno lavorato, e hanno già pagato il personale. Cosa è successo sul plafond pagamenti per la cultura? Qualcosa deve essere successo se si contattano le associazioni dicendo loro di non fare affidamento sullo stanziamento.

Attenzione anche ai tagli sull'ambiente. L'Assessore sicuramente li ha visti, ma attenzione, ripeto, perché molte delle voci relative all'ambiente sono per gli investimenti, non sono dentro il patto, e sono soldi che ci servono nell'economia della Sardegna. Io vi chiederei cortesemente di rivedere le voci in diminuzione, fermatevi per due minuti e rivedetele, perché state mettendo spalle al muro il sistema produttivo, ma anche il sistema istituzionale. I tagli sull'ambiente creano problemi, verificateli!

Si è ottenuta l'inversione dell'ordine del giorno e credo si debba avere un attimo di accortezza per valutare, insieme agli Uffici, se sia questa l'unica modalità per coprire le perenzioni. Provate a pensarne anche qualche altra, ma coordinate l'iniziativa con il plafond pagamenti che ancora dovete distribuire, con la riduzione delle possibilità di impegno, con la riduzione della massa finanziaria che arriverà nel 2013. Provateci, perché a me pare che altrimenti il quadro drammatico descritto dall'onorevole Sanna verrebbe inevitabilmente confermato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cuccureddu. Ne ha facoltà.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Pongo il mio ragionamento anche come domanda all'Assessore, se vorrà essere così cortese da darmi poi delle indicazioni, quindi non utilizzerò tutti e venti i minuti a disposizione. Vorrei riallacciarmi al richiamo etico fatto dall'onorevole Gian Valerio Sanna per sottolineare due aspetti, uno dei quali è stato accennato anche dall'onorevole Arbau. Lo dico per memoria e non vorrei che la Presidente si sentisse chiamata in causa (in questo caso non è mia intenzione, quando lo è lo dico tranquillamente): fino all'ultima riunione della Conferenza dei Capigruppo questo argomento non era stato ancora licenziato dalla Commissione, quindi non è stato inserito nella programmazione bimestrale. Stamattina qualcuno di voi sarà uscito di casa dieci minuti prima delle ore 10, cioè dell'ora di inizio della seduta, per arrivare in Consiglio, mentre qualcun altro avrà dovuto puntare la sveglia alle ore 5 e 30 o 6. Mentre guidavo è arrivato il seguente sms: "Consiglio regionale rinviato di mezzora, convocata Conferenza dei Capigruppo", senza naturalmente che fossero indicati l'oggetto e l'ordine del giorno di questa riunione della Conferenza dei Capigruppo. Non potendo mettere le ali per arrivare puntualmente e avendo programmato volontariamente di non essere presente nel primo quarto d'ora della seduta, si scopre che invece la Conferenza dei Capigruppo modifica la programmazione bimestrale decisa tre giorni prima inserendo all'ordine del giorno un argomento che non poteva essere inserito perché non era stato ancora esitato. E' stato infatti esitato giovedì sera, mentre la Conferenza dei Capigruppo si è riunita giovedì mattina. Questo per fare chiarezza su come funziona il meccanismo, che per chi vuole partecipare e vuole condividere le scelte non è sicuramente il più agevole, almeno per chi non risiede a Cagliari, perché i cagliaritani sicuramente hanno la possibilità di essere presenti in risposta a un sms inviato un'ora o mezzora prima. Questo lo dico come primo aspetto. Ripeto, non voglio urtare nessuno né mi interessa farlo, abbiamo votato si è invertito l'ordine del giorno, stiamo discutendo questo argomento e quindi va bene così. Nella sostanza, però, sempre facendo richiamo al valore etico del nostro ruolo, della nostra funzione e del nostro modo di agire, vorrei ricordare ciò che è avvenuto con la legge finanziaria quando abbiamo condiviso tutti una posizione originariamente espressa esclusivamente dal P.D., al quale va dato merito. Io l'ho condivisa in parte, ma comunque tutti l'abbiamo condivisa, mi riferisco al taglio dell'IRAP. Come è stato compensato quel taglio? Quasi violentando il direttore generale dell'Assessorato della programmazione e bilancio, il quale ci diceva: "State attenti perché non si può comprimere più di tanto il fondo per le perenzioni dato che una quota è prevista per legge". Siccome non si riusciva a tagliare da altre parti oltre un certo limite si è tagliato il fondo dei residui perenti per far quadrare il bilancio e dare copertura al taglio dell'IRAP. Questo non lo dobbiamo dimenticare, è stata una volontà condivisa da tutti, tutti volevamo raggiungere quell'obiettivo, anche se io meno di altri, nel senso che il taglio dell'IRAP a favore delle piccole e medie imprese mi andava bene, ma ero contrario al taglio dell'IRAP degli enti locali, che è una partita di giro, di E.ON, che licenzia centocinquanta persone e chiede le deroghe per continuare a inquinare, della SARAS, che fa altrettanto, del sistema delle banche, come la Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, o del sistema del credito e delle assicurazioni, che traggono profitti dalla Sardegna. Ero e rimango contrario perché abbiamo semplicemente fatto un regalo senza ottenere niente in cambio, né maggiori investimenti né il ritiro delle numerosissime lettere di licenziamento che per esempio E.ON ha notificato e in alcuni già reso esecutive.

Non ho notato il taglio di cui parlava il collega Maninchedda sulla scuola dell'infanzia, perché mi pare che sia stato soppresso per quanto riguarda il funzionamento, è rimasto in riferimento all'edilizia, ma sappiamo che per quanto riguarda l'edilizia si trattava di fondi non spendibili. A pagina 5 vedo che è soppresso il taglio di 4 milioni di euro, ma è rimasto quello sull'edilizia, che è grave anch'esso, però, ripeto, sono risorse non spendibili, quindi tanto vale utilizzarle diversamente.

Vorrei porle una domanda, Assessore, e lei sa quanto io la stimi, così come stimo molti dei colleghi qui presenti. Credo che sia anche un fatto generazionale, se mi consentite, cioè al di là della provenienza, della formazione di ciascuno di noi, che può essere liberale, cattolica, socialista o altro, ci accomuna, o almeno accomuna chi non è nato negli anni '30 o '40, la volontà di guardare al futuro, di dare un contributo per cambiare le cose in Sardegna. Altri hanno un obiettivo più ravvicinato, che forse è quello di cui parlava l'onorevole Sanna, cioè ottenere un risultato immediato non potendo contare su molti lustri a venire, sia in termini di vita politica che di vita nel suo concetto più ampio.

Detto questo e considerate le tante emergenze che ci sono, io mi opposi in Commissione bilancio quando furono previsti degli incrementi su determinati finanziamenti. Penso per esempio all'ENAS: furono aggiunti 3 milioni di euro per gli interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico (cioè senza destinazione) e ulteriori 2 milioni di euro per le infrastrutture, stanziamenti che a mio avviso non erano necessari. Così deve aver pensato anche la Giunta, tant'è che ha proposto di destinare quelle somme al fondo per le perenzioni oppure per evitare tagli in altri capitoli riguardanti spese più urgenti. La stessa operazione era stata fatta in relazione al finanziamento per l'ARST, circa 7 milioni di euro.

Pongo una domanda, immaginando che i tagli non vengano praticati sulla base della volontà dell'Assessore della programmazione. Suppongo che l'Assessore prima senta i direttori generali, gli altri Assessori, i direttori dei servizi, per capire dove è necessario che vi siano risorse disponibili e impegnabili. E' inutile lasciare risorse che poi il patto di stabilità non ci consente di impegnare; è evidente che è preferibile inserirle dove possono essere spese. Penso, per esempio, se vogliamo parlare di ambiente, a tutto ciò che riguarda la protezione civile o, se vogliamo parlare di enti locali, a tutto ciò che riguarda il fondo unico. Sono risorse che possono essere spese per l'edilizia scolastica, l'ambiente, i servizi sociali, i progetti contro la povertà, che abbiamo recuperato compensandole con il taglio dell'IRAP, eccetera. Si è fatta la scelta di lasciare queste risorse in posti in cui probabilmente non potranno essere impegnate. La Giunta la settimana scorsa ha fatto delle scelte a mio avviso oculate. Io contestai il bilancio quando fu approvato, vorrei capire che cosa è cambiato in questa settimana. Ci sono stati input da parte di direttori generali, da parte di qualcuno che ha detto che è assolutamente necessario ripristinare quelle somme o ci sono state pressioni di altra natura, lecite o meno lecite, pressioni politiche, da parte di lobby o di non so chi? Vorrei capire, ripeto, se è successo qualcosa in questa settimana, perché avrei votato senza alcun dubbio a favore del provvedimento presentato dall'assessore Zedda e dalla Giunta. Se sugli emendamenti presentati, che già avevo avversato prima e che oggi sono stati ripresentati, non c'è una motivazione convincente evidentemente il dubbio che ci possano essere operazioni tipo quelle paventate dall'onorevole Salis o dall'onorevole Gian Valerio Sanna a mio avviso potrebbe non essere del tutto infondato.

Vorrei inoltre, e concludo, ricordare l'articolo 8 dello Statuto del quale stamattina ha parlato l'onorevole Soru e che adesso è stato richiamato indirettamente dall'onorevole Maninchedda, perché è evidente che è stato sbandierato come un grande successo, e lo è sicuramente quando l'economia è in fase espansiva, quando i fatturati aumentano e conseguentemente aumenta il gettito fiscale, i nove decimi dell'IVA e i sette decimi dell'IRPEF, ma quando rinunciamo a trasferimenti certi per la sanità e il trasporto pubblico locale che lo Stato deve garantire, e li garantisce sulla base della spesa storica e dei costi, per affrontare l'avventura di una compartecipazione, è chiaro che il rischio dei 500 milioni di euro in meno, o 400 che siano o quanto sarà, l'anno prossimo lo dobbiamo porre in termini di garanzia di questi servizi. Quindi si tratta di un accordo che può andare bene in determinati momenti storici, ma può andare malissimo in altri. Ogni volta che riflettiamo su modifiche statutarie, anche se non di rango costituzionale, nel senso che sono comunque di rango costituzionale, non hanno necessità della doppia lettura ma sono norme sovraordinate rispetto alle altre leggi ordinarie, stiamo attenti a evitare un'eccessiva contestualizzazione. Devono essere norme che hanno una valenza di lungo periodo e possono avere momenti nei quali funzionano bene e momenti nei quali funzionano male e momenti di crisi come questo nei quali funzionano malissimo.

Era solo una parentesi per dire che aspetto di capire dalla replica della Giunta, se l'Assessore darà risposte convincenti sulle ragioni per le quali una scelta giusta e oculata, a mio avviso, su tagli di risorse probabilmente destinate a interventi, diciamo così, non nobili - utilizziamo questo termine - siano stati, invece, ripristinati nel senso che sono stati evitati i tagli e quindi quelle risorse sono state rimesse nella disponibilità di soggetti che potrebbero farne un uso non proprio corretto.

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, visto che lei ha voluto ricostruire i fatti legati alle riunioni della Conferenza dei Capigruppo per fare chiarezza, devo dire che più che fare chiarezza è stata fatta confusione. Intanto giovedì scorso la Conferenza dei Capigruppo non è stata convocata per la programmazione bimestrale dei lavori, ma per la calendarizzazione dei lavori dell'Aula. Nel corso dell'ultima programmazione bimestrale si era deciso di lasciar lavorare le Commissioni soprattutto perché la prima Commissione potesse esitare la legge di riforma degli enti locali ed eravamo rimasti d'accordo, in Conferenza dei Capigruppo, che ci si sarebbe aggiornati per convocare il Consiglio nel caso in cui fosse emersa la necessità di portare all'attenzione dell'Aula dei provvedimenti urgenti, come quello sulla zona franca, sul quale era stato preso un impegno ben preciso. Così è stato fatto. Giovedì mattina è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo per inserire all'ordine del giorno del Consiglio la legge sulla zona franca, visto che la Commissione, a seguito del parere del CAL, aveva esitato il testo di legge. Se ricorda, onorevole Cuccureddu, in quell'occasione la Presidente le ha dato ragione, nel momento in cui la maggioranza, in particolare l'assessore Zedda, aveva chiesto l'inserimento all'ordine del giorno della seduta odierna dell'assestamento di bilancio con la dicitura "qualora perfezionato". E' stata la sottoscritta a opporsi visto e considerato che il provvedimento non era stato ancora esitato. La Commissione era convocata per la sera, non si sapeva di un'eventuale a rinuncia ai termini per la presentazione delle relazioni, pertanto ho detto, ed è stato condiviso da tutti i Capigruppo, che ci si sarebbe aggiornati a martedì e se la Commissione avesse esitato il provvedimento sull'assestamento di bilancio questo sarebbe stato inserito all'ordine del giorno della seduta odierna con l'accordo di tutti Capigruppo. Quindi non può dire che è stata convocata questa mattina la Conferenza dei Capigruppo…

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, io l'ho ascoltata in silenzio, adesso lei ascolti me!

Non può dire che è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo senza che venisse riportato neanche l'ordine del giorno, perché siamo rimasti d'accordo, giovedì scorso, che la Conferenza dei Capigruppo sarebbe stata aggiornata a questa mattina per decidere se inserire o meno l'assestamento di bilancio. E' stata convocata alle ore 10 perché è stata rappresentata l'esigenza da parte del Gruppo del P.D. di una sospensione di un'ora e mezza prima che si decidesse di discutere la legge sulla zona franca. Quindi nessuna confusione, siamo rispettosi del Regolamento e delle prerogative di tutti. La pregherei, per la prossima volta, di non riportare cose che non rispondono alla realtà dei fatti.

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. E allora non dica che è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo senza neanche sapere il perché, quel provvedimento non doveva essere inserito, non era previsto nella programmazione bimestrale…

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, mi ha dato ragione, per cui ogni ulteriore polemica è inutile.

(Interruzione del consigliere Cuccureddu)

PITTALIS (P.d.L.). Tu non c'eri! Non c'eri ed è un problema tuo, non della Presidente!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. La questione è chiarita. Le polemiche pretestuose non hanno alcun senso.

E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL-Sardigna Libera). Noi, al contrario dell'onorevole Cuccureddu, non avevamo dubbi neanche prima su quale voto esprimere su questo dispositivo, chiamiamolo così, perché comunque gli emendamenti di cui lui parlava, rispetto alla riunione della prima Commissione a cui noi abbiamo partecipato, questo assestamento di bilancio l'hanno peggiorato ulteriormente. Ricordo che in quella occasione le frizioni più violente ci furono quando si parlò di tagli, se non erro, all'ENAS e Trenino verde, e credo che a questo si sia posto rimedio.

Noi avremmo votato comunque contro perché, se l'Assessore ricorda bene, subito dopo la finanziaria era stato promesso un collegato; un collegato che era atteso come ossigeno puro dalle troppe persone disperate che languono in situazioni davvero di estremo disagio. Troppi poveri, troppi disoccupati, troppi cassintegrati, troppi malati ­-e non è demagogia né qualunquismo, Assessore - sono in attesa da troppo tempo di poter effettuare esami e visite. Invece arriva un assestamento di bilancio che dovrà pagare debiti, magari rispetto a qualche imprresa che ha già chiuso per crediti non riscossi. Ancora una volta non si fanno investimenti e la spesa corrente è uguale a zero, al contrario delle convenzioni, che potevano e dovevano essere tagliate, così come era stato promesso. I vincoli del patto di stabilità, da voi mai ricontrattati, porteranno la Regione all'insostenibilità e all'insolvibilità in brevissimo tempo. Sta parlando di Carbonia o di Gonnesa, signor sindaco?

Questo provvedimento non offre soluzioni, ma accentua i problemi. Oggi la Sardegna di ben altro ha bisogno, invece si tagliano, come dicevano prima i colleghi, i fondi per l'università, la cultura, la lingua sarda, la salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico e i voucher formativi, che tanto bene avevano funzionato. Chiedete anche nelle zone interne che risposta avevano dato i voucher formativi. Le scuole che chiudono possono ancora interessare questa Giunta? Sembrerebbe di no. Forse si è più interessati ai trenini verdi e alle agenzie ed enti regionali, i cui vertici non attuano le norme approvate, in totale dispregio della funzione e delle decisioni assunte dal Consiglio regionale. Per queste pochissime ma importantissime ragioni noi voteremo contro questo assestamento di bilancio che niente di buono porterà al disagio estremo della nostra Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giampaolo Diana. Poiché non è presente in aula decade dal diritto alla parola.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Signora Presidente, devo dire che alcuni colleghi hanno detto tante verità che forse sono anche piuttosto crude, mi riferisco in particolare all'analisi dell'onorevole Maninchedda. Su una cosa, però, dobbiamo metterci d'accordo, perché da un lato si vogliono pagare i debiti e quindi muovere i residui passivi, dall'altro invece si vuole accelerare la spesa solo con lo sviluppo. Colleghi, c'è qualcosa che forse sta sfuggendo a molti, ma probabilmente non è neanche dimostrabile visto che oggi abbiamo noi la responsabilità di governare questa Regione, quindi non possiamo neanche dire cosa avreste fatto voi al nostro posto in un momento così drammatico, però io dico: primo, vi è mai passato per la mente che anche ottemperare ai debiti nei confronti degli enti locali e delle aziende è un modo per contrastare la crisi e forse anche per riaprire qualche speranza, qualche possibilità di reinvestimento futuro? Secondo, sui fondi delle somme perente giustamente, come qualcuno ha ricordato, in sede di finanziaria avevamo fatto presente che la capienza stanziata non era sufficiente, però tutti insieme abbiamo scelto di scommettere sull'IRAP. Quest'anno, durante la gestione del bilancio, siamo intervenuti più e più volte sia con il controllo continuo sul plafond del patto di stabilità, sia con dei ragionamenti sui residui passivi. A qualcuno forse è sfuggito che è intervenuta la legge di conversione del decreto legge n. 35, ovvero la legge n. 64 del 2013, che ha dato una forte accelerata verso l'assolvimento del debito commerciale. E voi sapete, perché ve l'ho detto in apertura, che 16 milioni di euro sono destinati ad assolvere il debito commerciale, e non possono andarvi indistintamente, non è una scelta dell'Assessore della programmazione e non è dipesa assolutamente da una cattiva programmazione. Quei fondi vanno a chi veramente è in grado di certificare quel debito commerciale, che, lo voglio ricordare, in tutto l'anno è stato di 274 milioni di euro, che non sono sciocchezze. Questi 274 milioni di euro sono serviti, seppure in parte, per coprire debiti precedentemente originati, quindi per chiudere la partita dell'indebitamento da un lato e quella dei residui passivi dall'altro.

Abbiano certamente dato una spinta di contrasto alla crisi, come ho detto, e in direzione dello sviluppo. Io non mi vergogno, colleghi, di dire che forse oggi pagare i debiti vuol dire anche fare in piccola parte sviluppo. Se si analizza il bilancio, ma lo faranno i posteri, perché con il prossimo rendiconto si potrà capire veramente cos'è stato fatto con il bilancio di quest'anno, si vede che siamo intervenuti su tutte le attività di spesa e, ove possibile, abbiamo accelerato la parte relativa alle spese correnti. Per che cosa? Per tutte quelle spese obbligatorie imprescindibili a cui ormai la Regione non si può sottrarre. Non abbiamo di certo, come qualcuno ha detto, scialacquato o previsto spese pazze, assolutamente no! Ci siamo limitati a ottemperare alle spese correnti, in altri casi abbiamo accelerato il recupero dei residui passivi. Ci ha aiutato in questo il debito commerciale ma, come dimostra questa manovra di assestamento, siamo intervenuti su somme perente originate non certo solo da questa maggioranza, bensì nel corso degli anni. Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato, che i residui passivi per investimenti vanno in perenzione dopo quattro anni e quelli per spese correnti dopo due anni.

Quindi noi ci assumiamo la nostra responsabilità, onorevole Sanna, indubbiamente. Qualche errore di programmazione - per carità - c'è stato e ne sto spiegando le ragioni: è stato un anno di transizione finanziaria e poiché la legge finanziaria è stata approvata a maggio ci sono stati quattro mesi di esercizio provvisorio, certamente imputabili a noi, ma comunque ciò è avvenuto per tante ragioni, non di certo riconducibili solo a questa maggioranza. In più vorrei ricordare quello che ha detto l'onorevole Maninchedda in ordine agli accantonamenti. Vogliamo aggiungerci la parte delle riserve e le riduzioni dovute ai vincoli del patto di stabilità? Arriviamo a 600 milioni di euro.

Abbiamo fatto un continuo lavoro di controllo sia della spesa corrente sia del debito, di tutto il debito, compreso quello commerciale, ovviamente, che siamo obbligati ad assolvere quest'anno. Tra l'altro vorrei dire che siamo obbligati per tante ragioni, anche di merito, perché il debito viene "nettizzato" e questo ci consente di aumentare il plafond del patto di stabilità.

Alcune ulteriori osservazioni. Onorevole Cuccureddu, così come per la prima proposta di assestamento, anche questa è stata concertata con gli Assessori e i direttori generali degli Assessorati. Abbiamo proposto degli emendamenti perché c'è stato un approfondimento con gli Assessori competenti (lei ha citato l'ENAS), i quali ci hanno confermato che la necessità di mantenere le somme per le manutenzioni straordinarie delle dighe così come erano state programmate all'inizio dell'anno. Quest'anno purtroppo la cifra è quella, quindi non potevamo intaccare quelle somme. Ma quelle su cui siamo tornati indietro sono ancora sotto osservazione, perché l'anno non è finito e abbiamo ancora due mesi determinanti per poter continuare sulla strada del contrasto alla crisi e soprattutto per svolgere eventualmente anche altre attività in direzione dello sviluppo.

Vorrei anche ricordare, perché pare che per qualcuno non ci sia stato alcun investimento, la cifra relativa allo stanziamento per le opere cantierabili: 58 milioni di euro, che non credo siano un investimento di poco conto. Inoltre vi è stato l'assolvimento di quanto previsto dall'articolo 5 della legge regionale numero 5 del 2009. Signori, questi sono investimenti, se poi vogliamo leggerli diversamente allora forse io ho sbagliato facoltà. Sulle imprese che hanno eseguito più lavori, onorevole Maninchedda, io dissento, nel senso che le imprese che hanno diritto per contratto, e mi riferisco al trasporto pubblico locale, e a tutte le attività di servizio che la Regione mette in campo, certamente non hanno fatto più di ciò che verrà loro pagato, perché esiste un contratto. Se ci riferiamo invece alle partite relative ai consorzi fidi, la informo che è stato rilasciato il parere legale che definitivamente sgombra il campo dal rischio degli aiuti di Stato, quindi probabilmente il Consiglio dovrà a breve affrontare la discussione di un disegno di legge proposto dall'Assessore dell'industria proprio per mettere la parola fine alla situazione dei consorzi fidi. In questo senso dico che gli Assessorati ovviamente provvederanno a erogare le somme dovute perché, ha ragione lei, oltre ai contributi del 2013 ci sono ancora residui di quelli del 2012. Di questo quindi non mi preoccuperei perché, come ho detto prima, le spese obbligatorie, sia quelle degli enti e agenzie di tutto il mondo che ci circonda, ma in particolare quelle attinenti alle imprese sotto contratto, verranno assolte.

Il mito del collegato lo vorrei sfatare, perché ricordo bene le parole che dissi durante i lavori della Commissione: certamente ci sarà da ritoccare questa manovra e sicuramente ci sarà un assestamento. I tempi che stiamo vivendo mi impongono, ma con assoluta onestà, di fare un assestamento per il recupero di somme perente e il pagamento dei debiti, però io non ho mai detto che il libro dei sogni, il collegato, sarebbe andato sicuramente in porto. Noi l'abbiamo presentato, se ben ricordate, in occasione della manovra finanziaria, per una serie di motivi non l'abbiamo potuto approvare in quell'occasione. Sapete qual è la verità? Il collegato comportava ulteriori spese e avendo valutato, dopo due mesi, la situazione di crisi in cui ci trovavamo ovviamente non abbiamo ritenuto di proporre un libro dei sogni. Questa è l'unica vera spiegazione.

In ordine alle necessità di dover intervenire con un'altra manovra intorno alla fine di novembre, tutto dipenderà dalla possibilità che lo Stato italiano rispetti per primo le proprie leggi, perché è vero, è stata approvata una legge parlamentare ed entro centoventi giorni avremmo dovuto ricontrattare il patto di stabilità. La Regione ha fatto tutto ciò che doveva per chiedere la riapertura di quel tavolo; non solo, ha anche adottato l'ultima azione possibile, che è quella della diffida. Quindi noi ci auguriamo, considerata la situazione drammatica che puntualmente ci riferiscono (non lo dice solo la Regione sarda, ma lo dicono tutte le Regioni d'Italia, che sono chiamate a fare uno sforzo straordinario), che se nel frattempo riusciremo a ricontrattare il nostro patto di stabilità probabilmente potremo dare risposte diverse e certamente faremo tutto ciò che è possibile. Le azioni che abbiamo messo in campo, lo ribadisco, compresa la misura sull'IRAP, sulla quale insisteremo con la prossima finanziaria, potranno essere valutate solo col prossimo rendiconto.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Comunico che il consigliere Paolo Terzo Sanna è rientrato dal congedo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Oppi ha votato a favore e che il consigliere Mulas ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Bardanzellu - Biancareddu - Cappai - Contu Felice - Dedoni - Diana Mario - Fois - Gallus - Locci - Lunesu - Mula - Murgioni - Oppi - Peru - Piras - Pisano - Pitea - Pittalis - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Matteo - Sanna Paolo - Steri - Stochino - Tocco - Tupponi - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Arbau - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Corda - Cozzolino - Cuccu - Cugusi - Dessì - Espa - Lotto - Manca - Maninchedda - Mariani - Meloni Valerio - Moriconi - Mulas - Sabatini - Salis - Sanna Giacomo - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Solinas Christian - Stocchino - Zuncheddu.

Si sono astenuti: la Presidente Lombardo - Campus - Cuccureddu - Greco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 55

astenuti 4

maggioranza 28

favorevoli 29

contrari 26

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Incremento fondo residui

1. Nel bilancio della Regione per l'anno 2013 il fondo per la riassegnazione dei residui perenti iscritto in conto dell'UPB S08.01.004 (Cap. SC08.0045) è incrementato dell'importo di euro 75.170.000.

2. All'incremento si provvede mediante pari riduzione delle seguenti voci di spesa iscritte in conto delle sottoelencate UPB, anche con contestuale rideterminazione, per il solo anno 2013, delle autorizzazioni di spesa di cui alle disposizioni di legge richiamate accanto al numero del capitolo come derivante dal decremento nello stesso indicato:

in diminuzione

UPB S01.01.001

Consiglio regionale

2013 euro 100.000

Cap. SC01.0002 - Garante per l'infanzia e l'adolescenza - L.R. 7 febbraio 2011, n. 8

UPB S01.01.002

Oneri di funzionamento della Giunta regionale e uffici di supporto

2013 euro 2.250.000

Cap. SC01.0018 - Personale comandato presso uffici di gabinetto

UPB S01.02.001

Oneri per il trattamento economico dei dipendenti, ivi compreso il salario accessorio

2013 euro 4.650.000

Cap. SC01.0128 - Stipendi personale RAS

Cap. SC01.0145 - Personale comandato presso RAS

UPB S01.02.005

Acquisizione di beni e servizi

2013 euro 1.600.000

Cap. SC01.0307 - Canoni di locazione

UPB S01.03.003

Funzionamento organismi d'interesse regionale

2013 euro 7.000

Cap. SC01.0482 - Funzionamento Unità Tecnica Regionale

UPB S01.03.005

Spese per elezioni e referendum regionali

Cap. SC01.0544 - SC01.0546

2013 euro 2.500.000

UPB S01.03.008

Spese per la pubblicazione e per l'acquisto di atti e di beni d'interesse regionale

Cap. SC01.0587

2013 euro 90.000

UPB S01.04.001 - Studi, ricerche, collaborazioni e simili

2013 euro 10.000

Cap. SC01.0708 - Studi, progetti, ricerche

UPB S01.05.002

Incremento, valorizzazione e manutenzione del patrimonio e del demanio regionale

2013 euro 5.005.000

Cap. SC01.0945 - Strumenti informatici per catasto sbarramenti

2013 euro 5.000

(soppresso)

Cap. SC01.0973 - Flotta sarda - Art. 6, cc. 1 e 4, L.R. 12 ottobre 2012, n. 18 e s.m.i.

2013 euro 5.000.000

(soppresso)

UPB S02.01.010

Formazione universitaria - investimenti

2013 euro 1.500.000

Cap. SC02.0202 - Edilizia universitaria - Art. 5, c. 15, L.R. 19 gennaio 2011, n. 1 e s.m.i.

UPB S02.02.004 - Spese di investimento per il funzionamento delle sedi formative

2013 euro 200.000

Cap. SC02.0589 - Scuola di Formazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale - Art. 5, c. 17, L.R. 7 agosto 2009, n. 3 e s.m.i.

UPB S03.01.003

Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale - spese correnti

2013 euro 990.000

Cap. SC03.0015 - Patrimonio culturale - Art. 5, c. 50, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 900.000

Cap. SC03.0028 - Museo Biasi - art. 9, c. 10, lett. q), L.R. 7 agosto 2009. n. 3
e s.m.i.

2013 euro 90.000

UPB S03.01.006

Interventi a favore delle biblioteche - Spese correnti

2013 euro 1.035.000

Cap. SC03.0103 - Soprintendenza dei beni librari - gestione beni librari)

2013 euro 50.000

Cap. SC03.0106 - Funzionamento Centro tutela e restauro

2013 euro 25.000

Cap. SC03.0121 - Contributi a Istituti scolastici per l'esercizio dei compiti di Sopraintendenza di beni librari

2013 euro 20.000

Cap. SC03.0123 - Biblioteche e archivi - Art. 5, c. 50, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 900.000

Cap. SC03.0126 - Polo bibliotecario nazionale - Art. 5, c. 51, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 40.000

UPB S03.02.001

Interventi per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda

2013 euro 667.000

Cap. SC03.0203 - Conferenze annuali sulla cultura e lingua sarda

2013 euro 260.000

Cap. SC03.0208 - Interventi a tutela della cultura e della lingua sarda

2013 euro 157.000

Cap. SC03.0231 - Sportello linguistico regionale - art. 4, c. 40, lett. a) L.R. 15 marzo 2012, n. 6 e s.m.i.

2013 euro 250.000

UPB S03.02.003

Interventi per promuovere e sostenere l'editoria e l'informazione

2013 euro 431.000

Cap. SC03.0270 - Promozione opere edite in Sardegna

2013 euro 80.000

Cap. SC03.0273 - Opere editoriali

2013 euro 50.000

Cap. SC03.0276 - Spese commissione attività editoriali

2013 euro 1.000

Cap. SC03.0286 - Cooperative editrici - art. 22, c. 1, L.R. 30 giugno 2011, n. 12

2013 euro 300.000

UPB S04.02.001

Spese per la tutela delle acque - Parte corrente

2013 euro 150.000

Cap. SC04.0144 - Piano utilizzo acque reflue

UPB S04.02.002

Spese per la tutela delle acque - Investimenti

2013 euro 500.000

Cap. SC04.0179 - Opere utilizzo acque reflue - Art. 16, c. 4, L.R. 30 giugno 2011, n. 12 e s.m.i.

UPB S04.03.004

Tutela e difesa del suolo - Investimenti

2013 euro 2.700.000

Cap. SC04.0391 - Lavori opere idrauliche di seconda e terza categoria e per il servizio di piena

UPB S04.03.005

Protezione civile - Spese correnti

Cap. SC04.0404 - SC04.0423

2013 euro 300.000

UPB S04.03.006

Protezione civile - Investimenti

Cap. SC04.0440

2013 euro 450.000

UPB S04.06.006

Investimenti nell'ambito della gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati

2013 euro 2.400.000

Cap. SC04.1393 - Bonifica e recupero ambientale su siti minerari dismessi - Art. 15, c. 9, L.R. 30 giugno 2011 , n. 12 e s.m.i.

UPB S04.09.003

Pianificazione, vigilanza e controllo sull'attività urbanistica e paesaggistica

2013 euro 450.000

Cap. SC04.2450 - Demolizione di sbarramenti di ritenuta

UPB S04.10.003

Edilizia abitativa - Parte corrente

2013 euro 8.000

Cap. SC04.2673 - Commissioni assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica

UPB S04.10.004

Edilizia abitativa - Investimenti

2013 euro 85.000

Cap. SC04.2715 - Fondo sociale contributi a favore assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica

2013 euro 83.000

Cap. SC04.2729 - Contributi trentacinquennali a favore delle cooperative edilizie a proprietà indivisa

2013 euro 2.000

UPB S05.03.010

Interventi nel settore edilizio a favore delle famiglie

2013 euro 4.188.000

Cap. SC05.0836 - Mutui prima casa - L.R. 30 dicembre 1985, n. 32 e s.m.i.

UPB S05.04.006

Interventi a favore del cinema in Sardegna - Spese correnti

2013 euro 15.000

Cap. SC05.0973 - Funzionamento Commissione tecnico-artistica

UPB S06.02.002

Promozione e propaganda turistica

2013 euro 250.000

Cap. SC06.0192 - Promozione turismo in Sardegna

UPB S06.03.002

Incentivazioni di parte corrente per le attività artigiane

2013 euro 1.200.000

Cap. SC06.0406 - Artigianato artistico

UPB S06.03.004

Commissioni artigianato e liquidazione dell'ISOLA

2013 euro 495.000

Cap. SC06.0439 - Commissioni artigianato

UPB S06.03.024

Partecipazioni azionarie del settore industriale

Cap. SC06.0688

2013 euro 4.500.000

UPB S06.03.029

Interventi per le aree industriali

2013 euro 8.000.000

Cap. SC06.0763 - Riallocazione aree industriali

UPB S06.03.030

Interventi per il trasporto di merci e di persone

2013 euro 5.500.000

Cap. SC06.0790 - Incentivi mezzi trasporto - Art. 1 , c. 24, L.R. 19 gennaio 2011 , n. 1 e s.m.i.

(soppresso)

UPB S06.06.004

Fondo regionale per l'occupazione - Spese correnti

2013 euro 8.126.000

Cap. SC06.1582 - Voucher formativi

2013 euro 126.000

Cap. SC06.1607 - Ammortizzatori sociali - Art. 2, L.R. 26 luglio 2013, n. 17

2013 euro 8.000.000

UPB S07.04.001

Spese per la manutenzione ordinaria e la sicurezza dei porti

2013 euro 60.000

Cap. SC07.0342 - Segnalamenti marittimi

UPB S07.06.001

Trasporto pubblico locale

2013 euro 1.530.000

Cap. SC07.0592 - Compensi istituti credito

2013 euro 30.000

(soppresso)

Cap. SC07.0629 - Destagionalizzazione collegamenti aerei - art. 3, L.R. 13 aprile 2010, n. 10 e s.m.i.

2013 euro 1.500.000

UPB S07.07.001 - Oneri per la tutela e il controllo delle acque pubbliche

2013 euro 345.000

Cap. SC07.0760 - Concessioni, riconoscimenti, licenze, autorizzazioni e nulla osta in materia di utilizzazioni di acque e di impianti elettrici

2013 euro 38.000

Cap. SC07.0761 - Controllo derivazione e utilizzazioni di acque pubbliche

2013 euro 51.000

Cap. SC07.0762 - Interventi tutela risorse idriche e assetto idraulico e idrogeologico

2013 euro 256.000

UPB S07.07.004

Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico

2013 euro 1.000.000

(soppresso)

Cap. SC07.0851 - Messa in sicurezza opere di sbarramento - art. 5, c. 33, L.R. 23 maggio 2013, n. 12

2013 euro 1.000.000

UPB S07.07.007

Adempimenti derivanti dalla cessata gestione liquidatoria dell'Ente sardo acquedotti e fognature ESAF - Parte corrente

2013 euro 3.763.000

Cap. SC07.1034 - Gestione liquidatoria ESAF

2013 euro 131.000

Cap. SC07.1035 - Gestione liquidatoria ESAF

2013 euro 3.632.000

UPB S07.07.008

Adempimenti derivanti dalla cessata gestione liquidatoria dell'Ente sardo acquedotti e fognature ESAF - Investimenti

2013 euro 800.000

Cap. SC07.1055 - Indennità espropriative

UPB S07.10.001

Oneri relativi agli appalti e contratti e spese generali

2013 euro 41.000

Cap. SC07.1172 - Osservatorio regionale dei lavori pubblici

2013 euro 20.000

Cap. SC07.1175 - Lavori di copiatura degli atti relativi a progetti di opere pubbliche

2013 euro 12.000

Cap. SC07.1176 - Contributo obbligatorio a carico delle stazioni appaltanti

2013 euro 9.000

UPB S07.10.004

Edilizia patrimoniale e opere di competenza regionale, anche delegata

2013 euro 1.510.000

Cap. SC07.1228 - Oneri espropriativi di opere pubbliche

2013 euro 50.000

Cap. SC07.1236 - Riallocazione uffici Ministero della difesa - art. 4, c. 8, L.R. 15 marzo 2012, n. 6, e s.m.i.

2013 euro 1.460.000

(soppresso)

UPB S08.01.005

Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari

Cap. SC08.0082

2013 euro 2.200.000

UPB S08.01.007

Spese generali per mutui, prestiti obbligazionari, anticipazioni di cassa, riscossioni e cessione dei crediti

Cap. SC08.0137

2013 euro 149.000.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis, al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 bis e del relativo emendamento:

Art. 1 bis
Riversamento di somme

1. Le somme rinvenienti dall'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 2, della legge regionale 10 agosto 2010, n. 14, (Misure di adeguamento del bilancio 2010 e modifiche e integrazioni alla legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 - Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23), nonché dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale del 23 maggio 2013, n. 12 (legge finanziaria 2013), assegnate a valere sui programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area) sono riversate nel fondo competitività e sviluppo per essere destinate alle medesime finalità.

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Articolo 1 bis

Dopo l'articolo 1 bis è aggiunto il seguente:

Art. 1 ter

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS). (1).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Fois, relatore.

FOIS (Riformatori Sardi), relatore semplice. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

ZEDDA (P.d.L.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione sull'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Velocemente, Presidente, vorrei chiedere all'Assessore di verificare meglio la questione delle aziende garantite da contratto, perché le cooperative che lavorano nelle biblioteche si possono trovare in situazioni differenti, ne sono convinto. Ho visto che è stato soppresso il taglio relativo alle scuole per l'infanzia e ne prendo atto.

Sul patto di stabilità, Assessore, io mi sono informato a Roma: il primo contatto sullo specifico del patto di stabilità da parte della Regione Sardegna è successivo ai centoventi giorni previsti; i contatti precedenti riguardavano la zona franca. Io non sono a conoscenza di nessun verbale, però sarebbe interessante da parte vostra, se siete intervenuti nelle more dei centoventi giorni, trasmettere gli atti al Consiglio per sapere in che termini avete proposto la revisione del patto di stabilità. A quel che so io, non risulta l'attivazione di questo tavolo. Se è stato attivato gradirei, ripeto, che venissero inoltrati gli atti alla Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU (Gruppo Misto). Intervengo velocemente per annunciare il mio voto contrario, perché questo non è un fondo di perenzione ma è un fondo di perdizione - naturalmente la citazione non è mia, ma di un collega molto più esperto di me - ed è un modo per fare quello che tutti vediamo nel territorio, perché in quest'Aula ce la possiamo cantare come vogliamo, Assessore, anche alzando il tono, dicendo quello che vogliamo, però nel territorio noi vediamo distinguiamo le azioni da campagna elettorale per cercare di ottenere il tornaconto che serve. Questa legge sarà molto più efficace della questione zona franca, lo sappiamo tutti, perché siamo passati dalla questione della zona franca alla "legge per farla franca".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Intervengo per ribadire due cose, esclusivamente due. Sulle biblioteche e la lingua sarda ha già detto il collega Maninchedda e non mi ci soffermo, ma vorrei chiederle, Assessore, una riflessione sul taglio di 8 milioni e 126 mila euro del fondo regionale per l'occupazione e anche, se fosse così gentile, di togliermi un dubbio sul taglio di 5 milioni e 500 mila euro delle somme che abbiamo assegnato per le spese di trasporto di merci e di persone da e per la Sardegna. Abbiamo stanziato in bilancio 6 milioni di euro e stiamo togliendo 5 milioni e mezzo! Siccome si raccontano tante balle sulle imprese, sui trasporti, sulle accise, sulla riduzione della benzina, e via dicendo, in questa manovra vediamo che c'è un taglio di 5 milioni e 500 mila euro sugli interventi per il trasporto di merci e persone su uno stanziamento iniziale di 6 milioni di euro. Al di là della sua difesa d'ufficio, di cui abbiamo preso atto, di questa manovra, che per molti aspetti è per noi impresentabile, le chiedo di fare una riflessione e di darci una risposta su questi due tagli insopportabili in settori assolutamente fondamentali della nostra economia e che sentono attualmente i morsi della crisi. E' chiaro che il mio voto è assolutamente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccureddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Nell'annunciare il voto di astensione vorrei chiarire, Presidente, che lei ha ricostruito una parte delle cose…

PRESIDENTE. Onorevole Cuccureddu, siamo in fase di dichiarazioni di voto.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Io sto motivando!

PRESIDENTE. Argomenti il suo voto, la questione a cui intende riferirsi è chiusa. Se vuole intervenire per fatto personale è un altro discorso.

CUCCUREDDU (Gruppo Misto). No, sto intervenendo per motivare il voto. Il mio voto di astensione è determinato dal fatto che la ricostruzione che lei ha fatto per inserire questo provvedimento all'ordine del giorno è giusta. Lei aveva chiesto che ci fosse l'unanimità, ma essendo stato impossibilitato a partecipare alla Conferenza dei Capigruppo, e quindi a impedire che vi fosse l'unanimità sulla discussione in Aula di questo provvedimento, perché la convocazione mi è arrivata alle 9 e 30 per le 10, ma occorrono tre ore per arrivare a Cagliari, è evidente che non ho avuto la possibilità di visionare gli atti esitati dalla Commissione. Non sono stato dunque in grado di svolgere compiutamente il mio ruolo di consigliere regionale e di dare un parere compiuto su ciò che è emerso in Commissione. Questo è il motivo del mio voto di astensione. Se poi per gli ultimi trenta secondi mi vuole togliere la parola, rinuncio io.

PRESIDENTE. Le ricordo, onorevole Cuccureddu, che comunque il Consiglio era convocato per le ore 10, quindi lei avrebbe dovuto essere presente alle 10. Le ricordo solo questo!

Ha domandato di parlare il consigliere Steri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

STERI (U.D.C.-FLI). Presidente, noi siamo in Consiglio dal lunedì al venerdì, quando le Commissioni terminano di lavorare leggiamo gli atti, non aspettiamo l'ultimo minuto per farlo. Serve un po' di serietà!

Il mio voto è favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 564.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Bardanzellu - Biancareddu - Cappai - Contu Felice - Dedoni - Fois - Gallus - Greco - Locci - Lunesu - Mula - Murgioni - Obinu - Oppi - Peru - Piras - Pisano - Pitea - Pittalis - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Matteo - Sanna Paolo - Steri - Stochino - Tocco - Tupponi - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Arbau - Campus - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Corda - Cozzolino - Cuccu - Cugusi - Dessì - Espa - Lotto - Manca - Maninchedda - Mariani - Meloni Valerio - Moriconi - Sabatini - Salis - Sanna Giacomo - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Stocchino - Zuncheddu.

Si sono astenuti: la Presidente Lombardo - Cuccureddu - Diana Mario - Mulas.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 55

astenuti 4

maggioranza 28

favorevoli 30

contrari 25

(Il Consiglio approva).

I lavori si concludono qui. Il Consiglio è riconvocato per martedì prossimo, alle ore 16. Alle ore 15 e 30 è convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per l'incontro con i comitati pro zona franca.

La seduta è tolta alle ore 18 e 50.