Seduta n.289 del 26/01/2012
CCLXXXIX Seduta
Giovedì 26 gennaio 2012
Presidenza della Presidente LOMBARDO
La seduta è aperta alle ore 17.
COCCO DANIELE SECONDO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 novembre 2011 (281), che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gianfranco Bardanzellu, Marco Espa, Massimo Mulas, Sergio Obinu, Paolo Terzo Sanna, Edoardo Tocco e Pierpaolo Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta del 26 gennaio 2011.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che il Vicepresidente Michele Cossa è assente nella seduta del 26 gennaio 2012 per motivi istituzionali.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico di aver nominato, in data 23 gennaio 2012, l'onorevole Pitea componente della Giunta delle elezioni in sostituzione dell'onorevole Alessandra Zedda.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
COCCO DANIELE SECONDO, Segretario.:
mozioni numero 159, 160 e 161
PRESIDENTE. Poiché è in corso un incontro dei Capigruppo con una delegazione di sindaci e sindacati del Sulcis, sospendo i lavori, riprenderanno alle 17 e 40. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 01, viene ripresa alle ore 17 e 59.)
Dimissioni di consigliere regionale
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: dimissioni di consigliere, giuramento di consigliere.
Comunico che il consigliere Silvestro Ladu ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionàle dichiarando di aver optato per il mandato di Senatore della Repubblica, a seguito della sua proclamazione avvenuta in data 21 dicembre 2011, con la seguente nota, pervenuta il 19 gennaio 2012:
"Le comunico che, a seguito della mia proclamazione a Senatore della Repubblica, avvenuta in data 21/12/2011, è scaturita l'incompatibilità fra la carica di Consigliere regionale e quella nuova di Parlamentare.
Per queste motivazioni, dopo approfondita riflessione, ho optato per proseguire il mio impegno politico in qualità di Senatore.
Pertanto, con questa mia lettera comunico le dimissioni, con effetto immediato, da Consigliere regionale.
Confesso che la decisione non è stata semplice, ma sofferta e combattuta.
Tanti anni passati in Consiglio regionale non potranno mai essere dimenticati anche perché hanno rappresentato un momento importante dal punto di vista personale e politico.
Per me è stata una grande soddisfazione e soprattutto una lezione di vita. Spero che l'esperienza che ho maturato in questi anni in cui ho avuto l'onore di ricoprire l'incarico di Consigliere regionale, Assessore, Presidente di quattro diverse Commissioni e Capogruppo, possa essere utile in questa nuova esperienza parlamentare, nel supremo interesse della Sardegna che continuerò a servire e difendere con l'abnegazione e l'impegno di sempre.
In questi anni ho dato e ricevuto tanto, forse più di quanto mi aspettassi avendo avuto ruoli di grande responsabilità e prestigio.
Ho tentato di fare il possibile, anche se mi rendo conto che si poteva fare di più, ma la situazione ed i tempi non sono stati facili.
Per il percorso che abbiamo fatto assieme e che ci ha visto protagonisti, ringrazio tutte le colleghe e i colleghi del Consiglio regionale, il personale della Regione e dei gruppi che mi hanno sostenuto in questi anni di difficile e impegnativo lavoro.
Faccio, di cuore, i migliori auguri di buon lavoro al Presidente del Consiglio Regionale e a tutta l'Assemblea, i quali potranno contare sempre sul mio contributo in questa nuova responsabilità che mi vede impegnato nel Parlamento italiano.
Silvestro Ladu".
L'Assemblea, pertanto, prende atto dell'opzione effettuata dal consigliere Ladu, al quale auguriamo buon lavoro nella sua nuova veste di Senatore della Repubblica.
Prego, quindi, il Presidente della Giunta delle elezioni di convocare immediatamente la Giunta stessa affinché esaminati gli atti degli Uffici circoscrizionali si pronunci circa il candidato che subentra al consigliere Ladu.
Sospendo a questo fine la seduta per 10 minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 03, viene ripresa alle ore 18 e 13.)
Proclamazione e giuramento di consigliere
PRESIDENTE. Dò lettura della lettera comunicatami dal Presidente della Giunta delle elezioni: "Comunico alla S.V. onorevole, che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 26 gennaio 2012 per esaminare la situazione determinatasi a seguito della presa d'atto del Consiglio delle dimissioni del consigliere regionale Silvestro Ladu eletto Senatore della Repubblica.
La Giunta stessa fa presente che dall'esame degli atti redatti dall'ufficio centrale circoscrizionale di Nuoro, relativo alle elezioni del 15 e 16 febbraio 2009, risulta che l'onorevole Silvestro Ladu era stato eletto nella lista del collegio di Nuoro avente il contrassegno "Il Popolo della Libertà", i candidati della stessa lista e del medesimo collegio che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Lunesu Galizia Michelina con cifra elettorale 1604; Sulis Giovanni Salvatore, con cifra elettorale 1441; Selloni Nicola con cifra elettorale 1427; Rocca Francesco con cifra elettorale 1403; Corrias Pietro con cifra elettorale 1165.
La Giunta delle elezioni, a seguito delle verifiche effettuate, prende atto che al consigliere regionale dimissionario, l'onorevole Silvestro Ladu, subentrerà Michelina Lunesu Galizia".
Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni, proclamo eletto consigliere regionale Michelina Lunesu; constatatane la presenza, la invito ad entrare in aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.
Invito l'onorevole collega a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.
Dò lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 3 del citato DPR; al termine risponderà: "Lo giuro":
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
LUNESU. Lo giuro.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lunesu può accomodarsi.
(Applausi ed auguri da tutti i consiglieri.)
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Bollettino ufficiale digitale della Regione autonoma della Sardegna". (312)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 321, entrato in aula ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento.
E' aperta la discussione generale.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 1 da parte della Giunta regionale.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:
Art. 1
Oggetto e finalità
1. Il Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna, di seguito denominato BURAS, é lo strumento legale di conoscenza delle leggi e dei regolamenti regionali, degli atti amministrativi della Regione e di tutti gli atti in esso pubblicati. Restano salve le altre forme di conoscenza e di pubblicità riconosciute dall'ordinamento vigente.
2. Con la pubblicazione di cui al comma 1, la Regione favorisce il diritto di informazione e di accesso agli atti amministrativi di cui alla legge regionale 22 agosto 1990, n. 40 (Norme sui rapporti fra i cittadini e l'Amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell'attività amministrativa), nel rispetto delle norme vigenti a tutela della riservatezza dei terzi.
3. Il BURAS è redatto in forma digitale e pubblicato on-line su apposita sezione del sito internet ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.
4. A far data dal 1° gennaio 2012, il BURAS è pubblicato esclusivamente in forma digitale e diffuso in forma telematica con modalità volte a garantire l'autenticità, l'integrità e la conservazione dei documenti digitali ivi contenuti.
Emendamento da inserire)
E' aperta la discussione sull'articolo 1 e sull'emendamento.
Il parere della Giunta presumo sia favorevole.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1.
E' stato chiesto il voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
Validità degli atti pubblicati
1. La pubblicazione degli atti sul BURAS ha valore legale. ).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
Articolazione del BURAS
1. Il BURAS si articola in tre parti i cui contenuti sono specificati nei commi 3, 4 e 5. Per atti complessi o per omogeneità di materia, a discrezione della redazione, è prevista la pubblicazione di supplementi alla parte prima e seconda.
2. Sono pubblicati nella parte prima del BURAS:
a) le modificazioni alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) e le norme di attuazione dello Statuto;
b) le leggi e i regolamenti regionali;
c) le sentenze e le ordinanze della Corte costituzionale relative a leggi della Regione e a leggi statali incidenti sulla normativa regionale; le decisioni relative a conflitti di attribuzione tra lo Stato e la Regione, nonché i ricorsi della Giunta regionale e i ricorsi del Governo o di altre regioni su questioni di legittimità costituzionale; le ordinanze di organi giurisdizionali che sollevino questioni di legittimità delle leggi regionali;
d) gli atti relativi ai referendum da pubblicarsi in base alle previsioni della normativa vigente in materia;
e) le deliberazioni e i decreti emanati dagli organi del Consiglio regionale;
f) i decreti del Presidente della Regione;
g) i decreti assessorili;
h) le deliberazioni della Giunta regionale;
i) le determinazioni degli organi di direzione amministrativa della Regione;
j) comunicati o avvisi del Presidente della Regione, del Consiglio regionale e degli assessori di interesse generale;
k) comunicati o avvisi dei dirigenti e ogni altro atto della Regione la cui pubblicazione è prevista in leggi o regolamenti statali o regionali;
l) ogni altro atto o provvedimento che gli organi della Giunta e del Consiglio regionali ritengano opportuno pubblicare.
3. Sono pubblicati nella parte II del BURAS gli annunci e gli altri avvisi prescritti da leggi e regolamenti vigenti nella Regione.
4. Sono pubblicati nella parte III del BURAS:
a) i bandi di concorso della Regione, degli enti locali e di altri soggetti pubblici;
b) i bandi e gli avvisi di gara della Regione, delle agenzie regionali, degli enti locali e di altri enti pubblici per l'attribuzione di contributi, sovvenzioni, borse e in genere di benefici economici o finanziari, nonché gli esiti delle gare e le graduatorie dei concorsi;
c) gli annunci e gli avvisi per i quali era prevista la pubblicazione nel Foglio annunzi legali delle province. ).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4
Periodicità della pubblicazione
1. La pubblicazione del BURAS avviene, di norma, con cadenza settimanale, ogni giovedì. Nel caso di festività la pubblicazione avviene il primo giorno feriale successivo.
2. In caso d'urgenza o di necessità la pubblicazione avviene in edizione straordinaria.).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5
Modalità e termini di pubblicazione
1. Le strutture regionali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati alla pubblicazione di propri atti sul BURAS hanno accesso all'area riservata del sito internet per il caricamento degli atti da pubblicare.
2. Le richieste di pubblicazione e gli atti da pubblicare devono pervenire alla redazione del Bollettino in formato digitale, mediante accesso all'area riservata di cui al comma 1.
3. L'atto o l'estratto da pubblicare è redatto dal soggetto pubblico o privato che ne fa richiesta, con indicazione della normativa che prescrive la pubblicazione. Del contenuto dell'atto pubblicato è responsabile il soggetto che ha disposto la richiesta di pubblicazione.
4. La pubblicazione è effettuata nel testo integrale. La pubblicazione per estratto, con omissione del preambolo e degli allegati, è eseguita solo su richiesta e previa predisposizione del testo in tale forma da parte del soggetto richiedente. Gli avvisi e i comunicati sono redatti e pubblicati in forma concisa.
5. Gli atti pubblicati nel BURAS devono essere conformi ai testi trasmessi per la pubblicazione.
6. Qualora si rilevino difformità tra testo inviato per la pubblicazione e testo pubblicato, si provvede a immediata errata-corrige inserita nel primo bollettino utile successivo al momento dell'avvenuta conoscenza dell'errore.
7. Qualora si rilevino difformità tra testo originario e testo inviato per la pubblicazione, si provvede alla correzione mediante avvisi di rettifica. L'avviso di rettifica è richiesto, con nota scritta alla redazione del Bollettino, dal soggetto che ha chiesto la pubblicazione del testo errato. L'avviso di rettifica indica la parte errata del testo pubblicato e il testo corretto; se necessario, è disposta la ripubblicazione dell'intero atto.
8. Le leggi regionali e i regolamenti sono pubblicati entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta di pubblicazione.
9. La pubblicazione di atti, avvisi e comunicati avviene, di norma, entro quindici giorni dalla ricezione della richiesta di pubblicazione. Per pubblicazioni complesse o particolarmente voluminose i tempi di pubblicazione sono concordati tra la redazione e il soggetto che ne fa richiesta.
10. Gli ulteriori criteri, condizioni, modalità e termini di pubblicazione sono stabiliti con provvedimento del dirigente della struttura competente.).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
Consultazione e diffusione del BURAS
1. La consultazione del BURAS sul sito internet della Regione autonoma della Sardegna è libera e gratuita.
2. La consultazione gratuita del BURAS sul sito della Regione è garantita presso gli uffici per le relazioni con il pubblico (URP) della Regione, le biblioteche della Regione e degli enti locali. A richiesta degli utenti le amministrazioni rilasciano copia stampata del Bollettino, previo pagamento di un contributo stabilito con le modalità di cui all'articolo 7, comma 2.
3. Gli utenti che risiedono in una zona del territorio regionale ove non sono disponibili servizi di connessione alla rete in banda larga, possono chiedere alla redazione del BURAS l'invio a mezzo posta di una copia del Bollettino o di parti di esso, previo pagamento di un contributo per l'invio, fissato con provvedimento della struttura competente.).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 7
Oneri di pubblicazione
1. I costi di pubblicazione per gli atti regionali sono a carico della Regione. Gli atti di altri enti o amministrazioni per i quali la pubblicazione sul BURAS è prevista obbligatoriamente per disposizione normativa o regolamentare é effettuata senza oneri per i richiedenti. Ove la pubblicazione non sia obbligatoria, il costo è a carico del richiedente.
2. Le tariffe di pubblicazione delle inserzioni e i diritti per ottenere copie cartacee del Bollettino ufficiale sono fissati con provvedimento del dirigente preposto alla competente struttura organizzativa.
3. È autorizzata la spesa relativa all'eventuale completamento della formazione del personale, agli oneri di adeguamento e aggiornamento delle procedure telematiche, nonché ogni altra spesa imprevista necessaria per avviare e tenere a regime il Bollettino ufficiale digitale.).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 8
Ordinamento del BURAS
1. La pubblicazione del BURAS telematico è a cura della struttura organizzativa della Presidenza della Regione cui competono la direzione, la redazione e l'amministrazione del Bollettino ufficiale, secondo quanto disposto dall'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna).
2. Con provvedimento del direttore della struttura amministrativa competente sono determinati la composizione, la veste grafica e i criteri di pubblicazione.
3. Le regole tecniche sono fissate in un apposito manuale di gestione del procedimento di pubblicazione, approvato con deliberazione della Giunta regionale. In particolare, sono disciplinate le modalità per la trasmissione elettronica degli atti da pubblicare, le modalità che garantiscono l'integrità e l'autenticità dei testi pubblicati, le garanzie da adottare a tutela della sicurezza delle procedure di formazione e trasmissione degli atti da pubblicare, le garanzie di manutenzione e aggiornamento del sistema informativo e della sua operatività continua.).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 è stato presentato l'emendamento numero 2, sostitutivo totale della Giunta regionale.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e del relativo emendamento:
Art. 9
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in euro 100.000 annui, si fa fronte per gli anni 2012-2013 con le risorse già stanziate in conto dell'UPB S01.03.008 (capitolo SC01.0587) del bilancio regionale per gli stessi anni e, su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
INSERIRE EMENDAMENTO ).
Metto in votazione direttamente l'emendamento sostitutivo totale.
E' stato chiesto il voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Porcu, Milia e Rodin hanno votato a favore.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento numero 3, sostitutivo parziale.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e del relativo emendamento:
Art. 10
Abrogazioni
1. Con decorrenza 1° gennaio 2012, i regolamenti regionali di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 31 ottobre 1986, n. 139 (Norme per la pubblicazione del Bollettino Ufficiale della Regione) e al decreto del Presidente della Giunta regionale 31 ottobre 1986, n. 140 (Capitolato d'oneri per la stampa del Bollettino Ufficiale della Regione) sono abrogati.
INSERIRE EMENDAMENTO ).
Metto in votazione l'emendamento numero 3
E' stato chiesto il voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Zuncheddu ha votato a favore.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 10, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento numero 4, sostitutivo parziale.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:
Art. 11
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2012.
INSERIRE EMENDAMENTO ).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora alla votazione finale della legge.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 312.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Uras, Ben Amara, Sechi, Dedoni e Corda hanno votato a favore.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2012". (355/A)
L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 355/A.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Fois, relatore.
FOIS (Riformatori Sardi), relatore. Si dà per illustrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1
Esercizio provvisorio
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2012 per un periodo non superiore a un mese, dal 1° gennaio al 31 gennaio 2012.
2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare un dodicesimo dello stanziamento previsto per ciascuna unità previsionale di base dello stato di previsione della spesa.
3. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.
4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale.
5. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini dei commi 2, 3 e 4. ).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS) con effetti giuridici dal 1° gennaio 2012. ).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora alla votazione finale della legge.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 355/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Cappai ha votato a favore.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Discussione della mozione Zuncheddu - Uras - Sechi - Cugusi - Salis - Cocco Daniele Secondo - Mariani sulle urgenti misure e azioni che il Presidente della Regione deve intraprendere rispetto alla diplomazia e agli organi internazionali (Farnesina, Nazioni unite, Cooperazione internazionale, ONG presenti nei territori interessati) attivandosi in prima persona e in tempi celeri presso i governi degli Stati africani interessati e presso le capitali del Magreb e del Sahel, per perorare la causa della liberazione di Rossella Urru, cooperante sarda del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (CISP) e degli altri colleghi spagnoli rapiti (160) e approvazione di ordine del
giorno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione della mozione numero 160.
Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Grazie, presidente Lombardo. Il presidente Cappellacci purtroppo, con l'ennesima assenza dai lavori dell'Aula, continua di fatto a declinare responsabilità…
PRESIDENTE. No, scusate, colleghi non si può andare avanti con questo brusio!
Prego, onorevole Zuncheddu
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Grazie. Dicevo che il presidente Cappellacci continua ad assentarsi, e con l'ennesima assenza dai lavori dell'Aula di fatto sta declinando responsabilità su temi che dovrebbero riguardarlo molto da vicino, come in questo caso, per cui io credo che farebbe bene una volta per tutte ad assumersi almeno la responsabilità di rinunciare al suo ruolo…Presidente, se l'Aula non è d'accordo, possiamo rinviare la discussione sulla mozione.
Ad oltre tre mesi dal rapimento della cooperante sarda Rossella Urru e di due suoi colleghi spagnoli, avvenuto nel campo profughi saharawi a Tindouf in Algeria, dove operavano per conto del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, una ONG che coopera da tempo con il governo del fronte del Polisario, a tutt'oggi non si hanno notizie certe. Nonostante la mobilitazione dell'opinione pubblica sarda internazionale… Presidente. Sospendiamo, io sono dell'avviso che meglio sospendere, perché è umiliante trattare un tema di questo rilievo in questo clima, rinunciamo.
PRESIDENTE. Colleghi, chi deve conversare o parlare al telefono per cortesia lo faccia fuori dall'aula. Prego, onorevole Zuncheddu.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). E' impensabile questo senso di irresponsabilità di fronte a temi di questa portata, mi auguro che veramente i sardi non sappiano. Nonostante la mobilitazione dell'opinione pubblica sarda internazionale per manifestare la solidarietà alle famiglie e alla collettività di Samugheo, si comincia a nutrire preoccupazione e apprensione sulla reale sorte dei rapiti.
Nonostante l'iniziativa diplomatica della Farnesina con la missione dell'onorevole Boniver in Mali e Burkina Faso ad oggi sulla sorte dei cooperanti incombe un silenzio a dir poco inquietante, un silenzio cui le istituzioni sarde purtroppo non hanno ancora dato le giuste e dovute risposte assicurazioni. Le uniche notizie sino ad oggi trapelate riportate da "France press" e da fonti maliane sono antecedenti alla visita della Boniver e davano Rossella e due cooperanti spagnoli nelle mani di aderenti o presunti tali di un gruppo scissionista di al Qaeda per il Maghreb islamico. Secondo le dichiarazioni del fronte Polisario, che è un movimento politico e militare del popolo Sawari, che lotta da oltre trent'anni per la propria indipendenza dal Marocco, i tre sequestrati dopo le notizie secondo cui sarebbero tenuti in quel lembo di frontiera del Sahara tra l'Algeria e la Mauritania e il Mali si troverebbero in una zona desertica tra il Male e il Niger.
La prima notizia era già trapelata con discrezione da fonti maliane subito dopo il rapimento ed era riconducibile ai Tuareg che da sempre risiedono nel deserto sahariano e che hanno manifestato la loro solidarietà e vicinanza ai rapiti e ai sardi.
Presidente, io mi assumo la responsabilità di interrompere, dopodiché mi affido all'Aula per decidere la prossima scadenza quando parlarne. Credo che prima o poi con questi argomenti dovremmo farci i conti. E' incredibile. Questo è un circo.
PRESIDENTE. Colleghi, prendete posto per cortesia. Onorevole Steri, onorevole Fois, grazie.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Mi dica quando posso riprendere, Presidente.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Zuncheddu.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Grazie. Perché, io credo che forse il presidente Cappellacci fa bene ad assentarsi tanto non serve a nulla.
PRESIDENTE. Onorevole Zuncheddu, prego.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Bene, la crisi libica, a tutt'oggi irrisolta, con i contraccolpi geopolitici che sta creando negli Stati limitrofi del Sahel non contribuisce a rasserenare la situazione. Allora la mozione presentata da diversi consiglieri e sicuramente condivisa dall'Assemblea, credo, spero, fa propria la richiesta della collettività sarda per avere certezze e rassicurazioni sulla sorte di Rossella Urru e dei suoi amici spagnoli. Con ciò si intende coinvolgere tutta l'Assemblea dei sardi su questo caso umanitario che vede partecipi in prima persona una cittadina sarda che con il suo impegno di volontariato contribuisce a portare all'estero il buon nome di noi sardi, compreso quello delle nostre istituzioni, manifestando con ciò concretamente le doti di solidarietà e fratellanza che fanno parte della storia e della tradizione del nostro popolo.
La mozione intende sollecitare il presidente Cappellacci, l'eterno assente, e l'istituzione della RAS affinché si attivino e intraprendano urgentemente anche in modo autonomo misure e azioni per accelerare la liberazione degli ostaggi nei confronti delle diplomazie e degli organismi internazionali a partire dalla Farnesina alle Nazioni Unite, agli stati coinvolti da questo problema, alla cooperazione internazionale, alle ONG presenti in tutta la regione sahariana dal Maghreb alla fascia del Sahel. Il presidente Cappellacci deve o dovrebbe non lo so predisporre azioni e attivarsi urgentemente anche in prima persona presso i governi degli Stati africani interessati quindi da Algeri a Bamako con ciò tutelando l'interesse della collettività sarda per la liberazione di Rossella Urru e dei suoi colleghi. Alla famiglia della rapita tutti i sardi ma anche l'opinione pubblica internazionale è dovuta a questa forte presa di posizione da parte della Regione autonoma sarda, quindi rompendo con ciò la situazione di stallo sulla vicenda e l'imbarazzante silenzio che rischia di essere un alibi pericoloso per la stessa incolumità degli ostaggi. E' noto in questi casi che maggiore è la mobilitazione e la solidarietà internazionale prima si concludono positivamente queste vicende.
Per le istituzioni sarde la rinuncia all'assunzione di responsabilità e la delega incondizionata allo Stato italiano per la soluzione dei nostri problemi purtroppo è diventata la norma con conseguenti risultati tragici per la società e l'economia sarda ormai al tracollo. Purtroppo la mobilitazione in corso in tutta l'Isola per la difesa dell'economia e dei territori sono anche il risultato di deleghe incondizionate e di non assunzioni di responsabilità in prima persona da parte delle istituzioni sarde con conseguenti costi economici e sociali elevatissimi sul benessere delle nostre collettività. I fatti ci dicono che sul caso di Rossella Urru la Regione autonoma della Sardegna ad oggi ufficialmente non ha manifestato nessun tipo di iniziativa autonoma e ancor meno il presidente Cappellacci si è distinto per atti che lo mettessero al centro della stampa locale internazionale per il suo interessamento alla liberazione della cittadina sarda e dei suoi colleghi spagnoli. Certo che l'Assemblea della RAS o perlomeno certi, cioè speriamo che faccia proprio il tema della liberazione della cooperante e dei suoi colleghi. Per cui chiediamo l'impegno al presidente Cappellacci, sperando che glielo riferiscano fedelmente, che in qualità di rappresentante del popolo sardo e dei suoi interessi dei suoi bisogni e delle sue emergenze si faccia parte attiva in tutte le fasi della vicenda sollecitando costantemente e con forti pressioni la diplomazia e gli organi internazionali dalle relazioni con la Farnesina alle Nazioni Unite alla cooperazione internazionale e alle ONG presenti nei territori interessati. Quindi che si attivi in prima persona e in tempi celeri presso i governi degli Stati africani in qualche modo interessati quindi da Algeri a Rabat a Bamakò e così via e presso le altre capitali del Maghreb e del Sahel. Tutto questo per perorare la causa della nostra concittadina contribuendo sicuramente in questo modo alla buona riuscita della liberazione di tutti gli ostaggi. Vorrei anche aggiungere che la situazione richiede un intervento molto celere perché c'è anche il rischio che a livello internazionale dei governi un po' leggeri scelgano per fare dei blitz, perché di questo si sta parlando e questo potrebbe anche esitare con costi elevati per gli stessi ostaggi. Grazie per l'attenzione ai colleghi che hanno seguito con grande interesse. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
Ricordo che ai consiglieri che intendono prendere la parola che devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione dell' intervento dell'onorevole Maninchedda che ha a disposizione 10 minuti.
MANINCHEDDA (P.S. d'Az.). No io ne userò di meno, Presidente, però vorrei ricordare ai colleghi di che cosa stiamo parlando e per capirlo bisogna capire che cosa significa in Africa quando si viene rapiti che il proprio Governo taccia. Ci sono due silenzi quando qualcuno viene rapito in Africa qualche occidentale, il silenzio della trattativa e il silenzio del disimpegno. Il silenzio del disimpegno, e lo dico con parole dedotte da ciò che ha detto la collega Zuncheddu ma che sono vere, il silenzio del disimpegno ha un prezzo che è la vita dell'ostaggio. Sono argomenti che non interessano evidentemente le persone che con i sequestri hanno fatto il callo culturalmente ma sono evidentemente invece argomenti che toccano chi si muove pensando che la legalità internazionale debba essere garantita. Nella fattispecie del caso Urru, bisogna che diciamo con chiarezza una cosa: lo Stato italiano non è impegnato. Cosa determina il disimpegno dello Stato italiano? Che la fazione che ha rapito la nostra concittadina può essere tentata di aumentare, di creare un'escalation sulla pelle della nostra concittadina per porre il problema politico che hanno tentato di sollevare con questo gesto. In altre circostanze, lo Stato italiano fa due cose, paga, paga riscatti, attiva diplomazie, si confronta con gli altri Stati della Regione, in particolare la Francia, in particolare la Francia, in particolare la Francia, e cerca di negoziare con queste potenze le mediazioni politiche necessarie per salvare una vita umana. Sarà una sbagliata sensazione, ma si ha la sensazione che l'interesse della Farnesina sui propri cittadini dipenda dalla provenienza, dal peso, dalle relazioni che hanno attivato, dai circuiti a cui appartengono. Noi non abbiamo la percezione del pericolo di vita di questa donna, non l'abbiamo, non l'abbiamo perché il suo caso non è all'ordine del giorno del Governo italiano, non è all'ordine del giorno, non è all'ordine del giorno di iniziative della Farnesina, ed è sintomatico che questo accada quando l'Italia vanta sullo scacchiere internazionale relazioni privilegiate nell'area libica e nell'area algerina. Noi trattiamo col Governo algerino del gasdotto, non trattiamo di un ostaggio rapito nel loro territorio. Noi decidiamo sulla Libia, addirittura riceviamo i complimenti del Governo libico perché l'ENI ha ripreso a esportare petrolio, ma l'Eni, è che il nostro vero ambasciatore in quell'area, non ha all'ordine del giorno la nostra concittadina, e non ce l'ha perché i sardi non la difendono, non la difendono. Se un Consiglio regionale accoglie una mozione di questo genere che è di tipo umanitario, ma è di tipo nazionale, colleghi, con il disinteresse vergognoso che si registra stasera, secondo me le bombe intelligenti troveranno un altro obiettivo dove colpire, troveranno un altro obiettivo, perché noi le attireremo con certezza, perché in genere colpiscono dove l'intelligenza non c'è. Noi stasera non stiamo discutendo di una gazzarra politica. O il Consiglio regionale iscrive all'agenda di questo Ministro degli esteri inesistente questo caso, o questa donna rischia la pelle. Se non lo facciamo noi, non lo può fare il comune di residenza o la famiglia, chi lo fa? Chi lo dice a un Ministro della Repubblica che viaggia sulle vette siderali dell'Europa che ci teniamo alla vita di una nostra concittadina, chi lo dice? Questa sta rischiando la pelle sul silenzio dell'Italia, e l'Italia può muovere l'ENI, perché non la muove? Perché non la muove? Può parlare con la Francia, o con la Francia si parla solo dell'euro? Perché chi è che non sa che sono i servizi segreti francesi ad avere il controllo di quel territorio, chi non lo sa? Basta leggere un po' di riviste internazionali. E lo deve dire un consigliere regionale questo? Riusciamo a iscrivere nella nobilissima agenda del premier Monti un problema che ha il nome della nostra concittadina? Ci riusciamo, o siamo a distanze superiori da quelle del Papa? Ecco, forse la mozione serviva a questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ben Amara. Ne ha facoltà.
BEN AMARA (Gruppo Misto). Io sono un po' imbarazzato anche per questa interpretazione, soprattutto anche per l'ultima interpretazione, che ha praticato un approccio che chiamerei "orientalista", cioè l'occidentale che si prende per il grande detentore di verità sull'Oriente, confondendo governi con bande terroristiche. Non c'entra, io lo dico francamente per onestà intellettuale. Io so che ci sono tantissime organizzazioni che stanno lavorando, perché io ho il merito anche di capire cinque lingue e sei dialetti, dunque sento tantissime cose alla televisione per la nostra concittadina Orrù. Ma vedo che c'è una confusione anche nella valutazione di questo rapimento, e non confondiamo le regole con la mancanza delle regole. Io non penso che il governatore Cappellacci sia la persona adatta per prendere un aereo e andare a liberare Orrù, non fa parte purtroppo dei servizi segreti italiani, ma neanche i servizi segreti francesi hanno fatto qualcosa quando sono stati rapiti i giornalisti e hanno fatto quel famoso blitz, dove al-Qaeda ha ammazzato due persone. E' bello essere solidali, ma è bello anche attenersi a una certa realtà, verità, e soprattutto bisogna anche conoscere il territorio, non dell'Africa ma del Nord Africa, c'è una differenza nell'uso della terminologia. Io penso che il compito non sia compito del Consiglio regionale, noi non possiamo liberare niente, noi non possiamo neanche chiedere il nostro dovuto al Governo centrale, figuriamoci se andiamo a chiedere, però lo chiediamo comunque, dà anche un po' di visibilità al nostro Consiglio regionale, che apparentemente è bloccato in un cul-de-sac per ciò che concerne altri problemi anche molto interessanti. Io non vorrei dilungarmi, mi fermo qui per non provocare ancora. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cuccureddu. Ne ha facoltà.
CUCCUREDDU (Gruppo Misto). Io voterò a favore della mozione, perché ritengo invece che le regioni, la nostra Regione in maniera particolare possa far qualcosa, certo non istituire un servizio segreto regionale, così come non sono completamente convinto di ciò che diceva l'onorevole Maninchedda, che non ci si stia muovendo, per i segnali pochi che possiamo avere diverse trattative sono avviate, alcune sono false piste, come sempre capita, ma come capita anche nei sequestri sardi, non è che ci sia necessità di andare nel Nord Africa per capire che prima di trovare l'emissario giusto a volte passano mesi. Però noi abbiamo un ruolo, abbiamo una responsabilità nel Mediterraneo, e che spesso questo Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione forse non hanno ben compreso, ma che invece hanno ben compreso nel Maghreb, nel Medio Oriente, nei Paesi europei che non sono inseriti nell'Unione europea. Cioè, noi siamo l'autorità di gestione dell'Enpi, di quella struttura europea che deve creare le condizioni, i rapporti e le relazioni tra l'Unione Europea e il Maghreb, tra l'Unione europea e il Medio Oriente, tra l'Unione europea e gli altri Paesi, Montenegro, Croazia e così via, bagnati dal Mar Mediterraneo che non sono inseriti nell'Unione europea. Di recente abbiamo ottenuto ulteriori 26 milioni e 400 mila euro di premialità per sostenere la governance nelle regioni, anche quelle della zona sahariana, per consentire la strutturazione di un sistema efficiente di autonomie locali in quell'area e abbiamo avuto questo riconoscimento, certo anche grazie al fatto che abbiamo opportunamente approvato una leggina che ha costituito una direzione generale che ha reso autonomo l'ENPI rispetto a com'era sino a poco tempo fa, e cioè un servizio della presidenza che poca autonomia garantiva alla luce dell'Unione europea. Però un ruolo lo possiamo giocare, un ruolo forte, perché i contatti in Europa, io l'ho detto in più occasioni, forse il più grande merito che ho riconosciuto alla precedente gestione della Giunta regionale è stato questo, riuscire a ottenere quell'autorità di gestione battagliando con la Puglia, oggi con la Regione Paca, Provence-Alpes-Côte d'Azur stanno facendo una battaglia fenomenale per riportare verso la Francia la gestione di quelle risorse, la gestione di quelle relazioni, la gestione di quei rapporti, anche per le ragioni che diceva l'onorevole Maninchedda di una presunta supremazia francese su quegli Stati, perché loro vorrebbero averla, ma così non è, e oggi nell'ENPI ce l'hanno detto chiaramente: non abbiamo bisogno di tutori per portare avanti i nostri processi di democrazia, siamo in grado di governarcela noi, quello che ci serve, semmai, è un aiuto per strutturare i nostri enti, le nostre autonomie locali, dove di autonomie si può parlare, non certo se ne può parlare in Algeria. Allora, noi abbiamo ottime relazioni con alcune Regioni dell'Algeria, abbiamo ottime relazioni col Marocco, io vorrei ricordare, ma tutti probabilmente lo sappiamo, che il personaggio, la personalità politica più autorevole in questo momento in Marocco, molto vicina al giovane Re, parla l'italiano benissimo, è sposato con un avvocato di Sassari, viene in Sardegna, i figli frequentano qui le scuole, è una delle personalità più influenti del Maghreb in questo momento, si è attivato anche lui, lo sappiamo, l'abbiamo attivato, quindi io credo che le relazioni ci siano, però credo che anche da un punto di vista di pressione politica forte, al di là dei rapporti che necessariamente devono viaggiare sotto traccia, perché altrimenti non si arriverà a nessuna liberazione, se i servizi non fossero segreti, probabilmente non servirebbero a niente, ma parallelamente a questo tipo di trattative che sono in corso serve una pressione mediatica, serve a mantenere attenzione, come serve nei sequestri che abbiamo vissuto in Sardegna, o che si sono vissuti in Calabria con il caso Casella e così via, serve mantenere alta l'attenzione. Per cui concordo con la mozione presentata dalla collega Zuncheddu e voterò a favore perché credo che la Regione Sardegna, nel suo insieme, certo, il presidente Cappellacci che la rappresenta, ma il Consiglio regionale e la Giunta abbiano un ruolo, lo hanno chiesto, lo hanno ottenuto, un ruolo importante nelle relazioni del Mediterraneo, e dobbiamo utilizzare anche questo, anche l'autorità di gestione dell'ENPI, anche le risorse che diamo, anche i progetti che abbiamo in corso per fare tutte le pressioni politiche del caso, e sul Governo italiano, e sull'Europa, e sui Governi di quell'area. Poi concordo naturalmente con quanto diceva Ben Amara, non si può che condividere il fatto che stiamo parlando di bande di terroristi, quindi i governi, per quanto si possano impegnare, è evidente che non si riuscirà a risolvere, perché la trattativa non la si può fare con la banda armata, però dobbiamo mantenere alta la pressione, dobbiamo mantenere un livello di attenzione anche mediatica forte non sulla stampa locale, che serve a poco, ma sui Mass Media nazionali e internazionali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Soru. Ne ha facoltà.
SORU (P.D.). Brevissimamente, signor Presidente, per dire che concordo con la mozione. Basta andare in giro per la Sardegna e nelle piazze, in molte finestre e in molti balconi ci sono delle scritte che ci riportano e ci responsabilizzano su questo argomento, e quindi suonava effettivamente strano e certamente colpevole che il Consiglio regionale non se né fosse ancora occupato, e forse dobbiamo anche alla sensibilità tutta al femminile l'aver posto, con molta fatica, purtroppo, data la nostra distrazione, questo argomento all'attenzione dell'Aula. Credo che la collega Zuncheddu lo faccia anche in virtù di una sua particolare conoscenza di quei territori, gli va dato atto; per dei motivi suoi, di interesse personale ha svolto un'attività, lei stessa, di volontariato, qualificata, in quei territori e zone di confine tra Mali, Algeria, Marocco. Io non sono un esperto di questioni mediorientali, certamente si tratta di bande di terroristi, che quanto meno usano gli strumenti del terrorismo nella loro vicenda politica. Concordo con quanto è stato detto: il silenzio può equivalere a una mezza condanna, nel senso che è un elemento di incitazione all'esasperazione ulteriore della conflittualità e quindi del pericolo dell'ostaggio. Non c'è molto che possiamo fare, se non quello di tenere altissimo il livello di attenzione, non qui in Sardegna, ma cercare di spostare questo livello di attenzione fuori dalla Sardegna, e io credo che il Presidente della Regione opportunamente lo debba fare. Non è velleitario, ma quando si tratta di vite umane, e di vite umane sottoposte a questo tipo di tortura, meritano il rispetto e meritano ogni sforzo, anche quando questo dovesse sembrare velleitario. Il Presidente della Regione ha titolo per recarsi in Marocco, per recarsi in Algeria, ha titolo per parlare direttamente col Presidente Bouteflika e a titolo per parlare col Re di Algeria. Ha titolo per i rapporti economici che intercorrono, e anche per la responsabilità che l'Unione europea ha dato a questa Regione nei rapporti di vicinato euromediterranei. E ha titolo, quindi, per far sapere che c'è una comunità intera, in questa Regione, che ha a cuore le vicende, le sorti di Emanuela. Va dato atto che ci sono state altre occasioni in cui lo stesso tipo di vicenda ha sollevato ben più ampia attenzione e solidarietà da parte internazionale. Evidentemente Manuela appartiene a una ONLUS non particolarmente importante, visibilio o potente, evidentemente non appartiene al grande mondo del giornalismo, delle importanti testate internazionali, fatto sta che questa vicenda non è trattata adeguatamente. Io mi chiedo anche, signor Presidente, se, parallelamente alle azioni che il Presidente della Regione dovrebbe opportunamente portare avanti, il Consiglio regionale non possa anche delegare un qualche ruolo, una qualche responsabilità a Claudia Zuncheddu, che credo già personalmente svolga delle attività in quella Regione, ha delle relazioni importanti, ha delle attività che sono tuttora vive, e credo titolo per poter parlare e far sentire il nostro interesse e la nostra vicinanza. Questa Regione è stata vicina in tante vicende a tante famiglie e a tante situazioni, credo, anzi, sono certo che questa vicenda meriti grandemente tutta la nostra attenzione e tutte le nostre possibilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Per testimoniare, anche in Consiglio regionale, peraltro tutti i consiglieri della Provincia di Oristano l'hanno fatto per questa concittadina di Samugheo, e credo che neanche il Consiglio regionale, per quanto distratto spesso possa apparire, sia lontano dai sentimenti di espressione di solidarietà nei confronti di una persona che è stata rapita in Terra straniera. Credo sia male, e facciano male le istituzioni, ancora una volta, a colpevolizzarsi ancorché non sia richiesto. Sono state dette tante cose, è vero che ci sono profondi conoscitori di quelli che sono i termini di rapporto con il Maghreb e con il Nord Africa, ma non tutti conoscono tutti i dettagli e tutti i rapporti interni e tutte le difficoltà e le differenze che vi sono in quei territori. Se un Targi dovesse rapire una cittadina sarda, probabilmente la Dottoressa Zuncheddu sarebbe più appropriata, giacché ha lavorato tra i Tuareg, se invece, come nessuno sa, essa è stata rapita in una zona in cui vi è un conflitto, e mi pare che ci sia un conflitto che il Polisario ben conosce, e con cui abbiamo rapporti, e che è il Marocco, con cui dovremo avere rapporti, e se è vero che è nei confini dell'Algeria, con cui abbiamo altresì rapporti, certo, io sono convinto che qualche iniziativa possa essere posta in campo. Abbiamo forse dimenticato che molte ONG lavorano lì, finanziate dalla Regione sarda, ed in primis dalla Presidenza della Giunta regionale? Ricordo qualcosa che mi pare abbia fatto anche già il presidente Soru. Io vorrei dire che non colpevolizzo il presidente Cappellacci per questo, perché magari è stato poco appariscente, lo colpevolizzo per tante altre cose, per tante altre inefficienze ma non certo per questo, anzi debbo dire che probabilmente il presidente Cappellacci sarebbe stato soddisfatto di portare a casa una concittadina e prendersi la prima pagina di tutti i giornali; vivaddio, credo che sia un'ambizione più che umana. Ritengo, invece, che le attività di dibattito interne a quest'Aula consiliare, ma chiedo, Presidente, a questo riguardo che ci sia una breve sospensione e che si abbia la possibilità di redigere un ordine del giorno unitario così che si possa votare tutte le forze politiche insieme e che tutto il Consiglio sia chiamato a rispondere positivamente per questa iniziativa che possa certamente dare un maggiore sostegno a quelle che sono le iniziative sotterranee. Perché è vero, è stato già ricordato qui, non sono i Governi che dibattono con le bande armate di qualunque parte, siano Al Quaeda o non Al Quaeda; credo che siano rapporti molto più sottili, molto più fini, molto più intelligenti di quelle che sono le cose appariscenti. Credo che invece debba essere dato sostegno a un'iniziativa propria verso il Governo e in particolare verso la Farnesina, ricordando come hanno ricordato le forze sociali, sindacali, la Chiesa in prima istanza, ma tutti gli uomini di buona volontà, le amministrazioni comunali dell'Oristanese, in primis quella di Samugheo così come tutti i consiglieri provinciali e regionali della provincia di Oristano, e che anche unitariamente questo consiglio regionale possa dare la sua determinante iniziativa verso il Governo. Ma è ben altro. In questo auspicio va visto il dibattito, in questa direzione va profuso ogni sforzo. Allora vi è la necessità, Presidente, e rinnovo, che ci sia un ordine del giorno unitario e che tutto il Consiglio possa approvarlo affinché ci si rivolga al Governo perché ponga in atto tutte le iniziative più utili e opportune perché venga liberata al più presto Rossella Urru da quella posizione scomoda, difficile in cui si trova, in mezzo a queste bande armate che probabilmente altro non vogliono se non danaro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Presidente, la mozione è stata presentata con una motivazione che certamente non è sfuggita ai colleghi del Consiglio, noi sappiamo non sfuggirà assolutamente ai tanti sardi e anche agli organi di informazione che sono solidali nei confronti della giovane donna impegnata in attività operative di sostegno e di solidarietà in realtà che di questo tipo di intervento, come è noto, hanno particolare bisogno, e i cooperanti svolgono una funzione sicuramente importante, soprattutto in ragione delle difficoltà di vita delle popolazioni di Paesi certamente meno fortunati del nostro, di Paesi certamente meno fortunati dell'Occidente industrializzato. La motivazione è semplice: è richiamare l'attenzione delle autorità, impegnare la Regione e chi svolge la funzione di rappresentanza più elevata dell'amministrazione regionale e della Regione nel suo insieme, così come viene ricordato dalla mozione, cioè si impegna il Presidente della Regione in ragione del ruolo di rappresentante del popolo sardo, dei suoi interessi, dei suoi bisogni e delle sue emergenze, tra cui anche questa, perché ci sia, come dire, una costante, significativa pressione nei confronti del Governo e di chi altri ha la possibilità e la competenza a svolgere iniziative atte a liberare la cooperante sarda dalla condizione di prigionia e di rischio nella quale si trova. Io non so come queste vicende le autorità che sono preposte gestiscano; so solo una cosa, che siccome questo non è il primo caso in tutti gli altri casi ha funzionato positivamente un'attenzione generale, una sollecitazione sistematica, una costante pressione, un'informazione di dettaglio continua, interventi nelle televisioni, nei telegiornali, nei giornali, nelle manifestazioni di maggior rilievo e alla fine il risultato è stato positivo, non ultimo quello che è stato ottenuto in Afghanistan per quanto riguarda un aderente a Emergency, un cooperante di quell'organizzazione. Allora noi questo dobbiamo fare e questo dobbiamo chiedere al Presidente della Regione che faccia, questo noi dobbiamo chiedere che faccia il Governo italiano e chi ha la responsabilità degli esteri e non solo degli esteri, ma a chi ha la responsabilità prima del Governo, cioè al Presidente del Consiglio dei ministri. Possiamo chiedere un intervento? Certo, io credo, Presidente, potrebbe lei stessa, a nome di questo Consiglio, indirizzare una lettera al Presidente della Repubblica perché si sappia che non è solo questa Istituzione, ma è quello che rappresenta questa Istituzione, cioè un intero popolo, che chiedono che non si possa mai dire, anche per queste vicende, che i cooperanti che nascono, vivono e sono originari di questa terra sono cooperanti di serie B, che anche nelle situazioni di criticità sono più dimenticati di altri, sono più trascurati di altri, sono meno sostenuti di altri e questo dipende anche da noi, dipende dalla nostra capacità di far sentire la nostra voce da quelle parti, per questa vicenda e per altre vicende che poi tratteremo anche stasera. Non si può dimenticare questa questione, non solo perché riguarda la vita di una persona, non solo perché riguarda l'apprensione di una famiglia, l'ansia di quella famiglia, di quella comunità di Samugheo, ma perché riguarda il popolo sardo che deve stare nella considerazione del Governo nazionale, del Presidente della Repubblica, dei media e delle organizzazioni tutte che sono competenti in questa materia e in altre esattamente come ci stanno le altre comunità regionali.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Espa è rientrato dal congedo.
E' iscritto a parlare il consigliere Mario Diana. Ne ha facoltà.
DIANA MARIO (P.d.L.). Presidente, lo faccio lo stesso perché mi pare normale - sono qua, onorevole Zuncheddu, mi sono permesso di cambiare posto -, l'avrei fatto comunque al di là del tenore di questa mozione. La collega Zuncheddu, in una delle poche occasioni che abbiamo avuto dalla data del sequestro e del rapimento di Rossella Urru, ha ritenuto di presentare una mozione un fatto assolutamente positivo. Non si capisce come poi si diano responsabilità ad altri soggetti quando se sono state portate all'attenzione le mozioni che discute il Consiglio regionale, gli ordini del giorno li discute il Consiglio regionale, non si capisce perché nel presentare una mozione poi si cominci col dire: "che i fatti ci dicono che la Regione non ha manifestato..." la Regione è anche lei collega, siamo tutti. Quindi lei per prima non ha manifestato se non fino a oggi la volontà di sollevare il problema e per cui questa parte probabilmente meglio che ce la dimentichiamo tutti, e ci ricordiamo tutti invece dell'impegno che dovremmo mettere alla salvaguardia dell'incolumità di una nostra concittadina e conterranea, beh, io comincio col dire anche al collega Paolo Maninchedda, ferme le motivazioni che lo inducono a fare considerazioni anche quelle di tipo politico, voglio dire che questo governo che probabilmente è talmente preso dagli impegni a cui è sottoposto da parte dei governi europei, Germania e Francia tra i primi, non si preoccupa molto neanche di nominare i responsabili di settori strategici come quello, ha avuto però una grande capacità, ha chiamato Margherita Boniver e le ha chiesto immediatamente di recarsi sul posto per cercare di... Come tutti sanno Margherita Boniver era Sottosegretario agli affari esteri del governo Berlusconi quindi non è più in carica ma vero è che il governo Monti le ha riconosciuto, anzi il primo ministro Monti le ha riconosciuto questa grande capacità di... Perché non è la prima volta che la Boniver agisce in totale silenzio, ma con grande capacità. Voglio ricordare che mai nessuno dei sequestrati italiani dei quali si è interessata la Boniver, che si trattasse di soggetti che prestavano opera umanitaria, che si trattasse di navi mercantili sequestrate, di qualsiasi questione riguardasse italiani in circostanze piuttosto spiacevoli come queste, mai nessuno è stato liberato prima dei quattro mesi, cinque mesi. Allora, io prendo per buono il silenzio di cui ha parlato Paolo Maninchedda, io sono sicuro che la Farnesina sta lavorando, sono sicuro che Margherita Boniver sta lavorando. Ho avuto modo di leggere altri ordini del giorno che sono stati votati e mozioni che sono state votate in altre parti d'Italia, nessuno ha impegnato il proprio Presidente della Regione, nessuno ha impegnato il proprio Consiglio regionale, tutti quanti hanno impegnato il Governo nazionale perché le questioni estere sono di competenza nazionale al di là del manifestare noi la preoccupazione certamente, il sentimento nei confronti dei familiari, degli amici, ma non si può in una mozione nella quale si riconosce il proprio ritardo, colpevole ritardo, poi andare ad accusare altri, questo non è assolutamente comprensibile. Noi non siamo contrari alla mozione, siamo contrari ad alcune parti della mozione, spero che ci sia il tempo di presentare un ordine del giorno, se siamo d'accordo su questo il P.d.L. avrà certamente la possibilità di esprimere il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CHERCHI (P.d.L.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
Credo che dall'ultimo intervento del Capogruppo del P.d.L. dell'onorevole Diana, sia molto chiara e condivisa anche la posizione della Giunta. A me sembra che accusare il Presidente della Giunta di non essere presente oggi per discutere un argomento, credo che sia il momento di dire anche un po' basta a questo genere di demagogia. Non credo che sia né utile, non aiuta né i lavori del Consiglio né tantomeno francamente a tentare di dare soluzioni o risolvere un determinato tipo di problema. Come voi ben sapete, perché credo che di questo argomento quotidianamente sia la carta stampata che comunque tutto il mondo dei mass-media ha costantemente informato anche le azioni della Giunta ma soprattutto del presidente Cappellacci, credo che sia comunque da sottolineare il fatto che oltre ad una presenza continua e costante addirittura nel territorio ma addirittura con la famiglia stessa a tutte le azioni e delle interlocuzioni che sono avvenute dalla Presidenza della Giunta nei confronti del governo italiano e quindi nel caso specifico della Farnesina, non si possa che denotare un interesse importante e fondamentale da parte della Giunta regionale e quindi da questo punto di vista di tutta la Giunta regionale, ma come ha ben sottolineato il collega Diana, di tutto il Consiglio regionale e quindi di tutta la Regione. Perché non è possibile, ecco e così condivido anche questo aspetto, iniziare o perlomeno avere come incipit di una mozione quella di una Regione che non si interessa ad un problema come questo. Onorevole, io credo che da questo punto di vista la nostra posizione sia sicuramente quella di condividere tutti insieme un ordine del giorno che poi è sicuramente l'obiettivo di questo Consiglio regionale, ma non di condividere una mozione che chiaramente parte e termina con un'accusa nei confronti di una Giunta regionale che da questo punto di vista veramente credo che non abbia niente da essere né giudicata, né tantomeno da poter essere accusata. Come voi ben sapete ma alcuni interventi dei colleghi l'hanno sottolineato, queste non sono azioni che può svolgere una parte politica. La parte politica può solo ed esclusivamente interloquire con il resto chiaramente di chi è preposto invece a gestire questo genere di attività e come voi ben sapete ci vuole solo ed esclusivamente ma questo è stato detto più volte da chi interloquisce quotidianamente con i propri familiari e voi sapete di chi e con chi loro interloquiscono quotidianamente e quindi a chi mi sto rivolgendo, è necessario solo ed esclusivamente della pazienza, attendere momenti, diciamo così, di informazioni importanti ma non certamente pretendere azioni che possono in qualche modo aiutare o risolvere il problema. Stiamo parlando dei servizi segreti, stiamo parlando di un'azione di lavoro che viene fatta in totale copertura o perlomeno viene fatta direttamente da chi vive quotidianamente quelle Regioni in quei momenti quel confronto. Quindi io credo che da parte della Giunta regionale perché non credo che ci sia altro da aggiungere ci sia sicuramente la disponibilità con il Consiglio regionale a condividere ordine del giorno che sia chiaramente improntato alla solidarietà, nella speranza che questo problema e questo rientro sia imminente e che possa aiutare comunque a risolvere un dramma che è solo ed esclusivamente personale e della propria famiglia e che credo che solo loro in questo momento realmente capiscano qual è il vero dramma che stanno vivendo quotidianamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di replicare la consigliera Zuncheddu. Ne ha facoltà.
ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Sono d'accordo per preparare in modo congiunto un ordine del giorno e comunque io non devo attaccare nessuno, io non attacco il presidente Cappellacci, lamento il fatto che il popolo sardo ha necessità di una rappresentanza che purtroppo non ha. Ha avuto qualche sprazzo di rappresentanza forse in Afghanistan per fine anno perché vediamo ancora la proiezione di un filmato che documenta questa presenza appassionata del nostro Presidente in Afghanistan, però per contro direi che è molto triste che non abbia speso un messaggio pubblico sul rapimento di una nostra concittadina che da quello che ha detto qualcuno è il meglio che la nostra società possa esprimere, per cui varrebbe la candela. Voglio anche dire che sin dai primi del novecento qui a Cagliari si stampavano quattro testate giornalistiche in lingua araba e questo era all'insegna delle relazioni commerciali e di scambi culturali molto forti con questi Paesi per cui reputo necessario ritagliarci la nostra fetta di autonomia anche nelle relazioni internazionali. Non si può pensare che i governi possano organizzare o che siano responsabili di rapimenti, quando mai, però è anche vero che ad esempio il governo algerino ha un controllo del territorio molto importante per cui anche sulla base di questo io penso che il nostro Presidente debba impegnarsi a parte il fatto che debba fare delle pressioni sul Governo italiano. Comunque concordo sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.
PRESIDENTE. Posso fare una proposta all'aula? Nel mentre che si lavora ad un ordine del giorno unitario possiamo proseguire con l'ordine del giorno, con l'esame degli altri punti? Grazie. Proseguire con l'esame degli altri punti all'ordine del giorno e nel frattempo si lavora alla predisposizione dell'ordine del giorno unitario.
Discussione e approvazione della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2012
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 355/A.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Se nessuno chiede di intervenire, siccome è formato da un solo articolo si procede direttamente alla votazione finale del testo.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 355/A.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione della risoluzione sulle iniziative urgenti ed immediate finalizzate a fronteggiare la situazione di assoluta emergenza in cui versa il trasporto marittimo locale tra l'Isola de La Maddalena e il porto di Palau. (10)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione della risoluzione numero 10 sulle iniziative urgenti ed immediate finalizzate a fronteggiare la situazione di assoluta emergenza in cui versa il trasporto marittimo locale tra l'Isola de La Maddalena e il porto di Palau.
(Si riporta di seguito il testo della risoluzione numero 10:
QUARTA COMMISSIONE ASSETTO GENERALE DEL TERRITORIO - PIANIFICAZIONE TERRITORIALE REGIONALE - URBANISTICA - VIABILITÀ E TRASPORTI - NAVIGAZIONE E PORTI - EDILIZIA - LAVORI PUBBLICI
composta dai Consiglieri
SANNA Matteo, Presidente - LOTTO, Vice presidente - PERU, Segretario - CUGUSI, Segretario - BARDANZELLU - MELONI Francesco - MELONI Valerio - MORICONI - MURGIONI - SANNA Giacomo - STOCHINO
approvata il 12 gennaio 2012
RISOLUZIONE
sulle iniziative urgenti ed immediate finalizzate a fronteggiare la situazione di assoluta emergenza in cui versa il trasporto marittimo locale tra l'Isola de La Maddalena e il porto di Palau
La Quarta Commissione permanente,
SENTITInella seduta del 19 gennaio 2012 il sindaco, l'Assessore dei trasporti e un consigliere dei gruppi di minoranza del Comune de La Maddalena;
PRESO ATTOdelle comunicazioni fornite circa l'attuale situazione di assoluta insostenibilità in cui versa l'intera comunità locale, a causa del drastico abbandono della tratta La Maddalena-Palau da parte di una società armatrice, che determina un inaccettabile ed ingiustificato aumento delle difficoltà nello svolgimento delle normali e quotidiane relazioni economiche, sanitarie, lavorative, scolastiche della comunità locale e di parte rilevante della Provincia della Gallura;
RIBADITO il contenuto della deliberazione della Giunta regionale n. 48/63 del 1° dicembre 2011 e condivise totalmente le sue finalità ed obiettivi;
CONCORDATOsull'assoluta necessità di risolvere in tempi rapidissimi l'attuale insostenibile situazione della comunità de La Maddalena e dell'intera Gallura, nelle more dell'adozione di provvedimenti normativi più idonei a garantire la continuità territoriale marittima delle isole minori,
invita la Giunta regionale
a procedere all'immediata attuazione della deliberazione n. 48/63 del 10 dicembre 2011 e, in particolare, a dare disposizioni affinché si proceda, mediante l'istituto del nolo anche tramite il supporto di broker specializzati, all'immediato reperimento di idonei traghetti aventi caratteristiche tecniche tali da soddisfare le attuali esigenze della comunità maddalenina,
dispone
l'invio, ai sensi dell'articolo 51, comma 1, del Regolamento consiliare, all'Assemblea consiliare, affinché questa proceda alla sua discussione ed approvazione.)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori della risoluzione ha facoltà di illustrarla.
SANNA MATTEO (U.D.C.-FLI). Presidente, colleghe e colleghi del Consiglio, signori e signore Assessori, in data 12 gennaio 2012 la Quarta Commissione, da me presieduta, all'unanimità ha approvato questa risoluzione che adesso esporrò, e ai sensi dell'articolo 51 comma primo del Regolamento consiliare ha inviato la stessa risoluzione all'assemblea odierna affinché questa proceda nella sua discussione ed approvazione. Colgo anche l'occasione della presenza dell'Assessore che ben conosce l'argomento ovviamente, e che è subito stato interessato di questa grave problematica che attanaglia l'isola de La Maddalena, e poco fa noi abbiamo discusso di un ostaggio sardo, noi abbiamo un'isola in Sardegna, che è quella de La Maddalena che è ostaggio delle compagnie di navigazione, o meglio di alcune compagnie di navigazione che come ben sapete attualmente, una addirittura ha così abbandonato in modo del tutto autonomo e ingiustificato i collegamenti tra La Maddalena e Palau e viceversa. La compagnia di bandiera, quindi la Saremar, invece ha inviato e ha mandato il suo traghetto, l'unico traghetto decente a manutenzione, e attualmente il traghetto che è stato inviato e mandato a manutenzione viene sostituito da un traghetto denominato "Arbatax" che trasporta a malapena venti auto. Vi è poi un altro traghetto che è quello della compagnia Delcomar che garantisce ancora per poco un servizio decente, e dopodiché non ci sono altri traghetti. Con tutti i disagi che questo comporta sia per quanto riguarda aspetti non solo economici e sociali, ma anche di emergenze sanitarie. Volevo ricordare che a La Maddalena vi è una struttura ospedaliera importante, vi è anche una camera iperbarica, e quindi non solo da La Maddalena ma anche per La Maddalena sono tanti coloro i quali quotidianamente, sia per motivi professionali, sia per motivi spesso legati anche alla salute, si recano in quest'isola per le cure, e ovviamente per motivi anche legati alla presenza di un tribunale come sapete, di una sezione di tribunale. Con questa risoluzione noi chiediamo innanzitutto che il contenuto della deliberazione della Giunta regionale numero 48/63 del 1 dicembre 2011, che noi condividiamo totalmente sia nelle finalità che negli obiettivi, e abbiamo concordato in Commissione sull'assoluta necessità di risolvere in tempi rapidissimi l'attuale insostenibile situazione della comunità de La Maddalena e dell'intera Gallura che soffre di questo disagio, nelle more dell'adozione di provvedimenti normativi più idonei a garantire la continuità territoriale da e per le isole minori. Pertanto invitiamo la Giunta regionale a procedere all'immediata attuazione della deliberazione che ho appena menzionato, e in particolare a dare disposizioni affinché si proceda mediante l'istituto del nolo, anche tramite supporto di un broker specializzato, all'immediato reperimento di idonei traghetti, aventi caratteristiche tecniche tali da soddisfare le attuali esigenze della comunità maddalenina. Questo è quanto approvato dalla Commissione. Io ho già parlato con l'Assessore, l'Assessore è stato audito anche in commissione e devo dire che siamo stati anche soddisfatti da quanto l'Assessore ha illustrato in commissione, e le rassicurazioni che lo stesso ha dato alla stessa Commissione. Noi, Assessore, la invitiamo a sollecitare la struttura affinché questo problema venga risolto nel più breve tempo possibile, e soprattutto che il broker che da quello che ci risulta, da quello che abbiamo potuto ascoltare durante l'audizione della comunità de La Maddalena, nella persona del suo sindaco, aveva già individuato dei traghetti. Quindi la struttura, l'Assessorato deve solo scegliere quel traghetto idoneo per fronteggiare questa emergenza. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lotto. Ne ha facoltà.
Ricordo ai colleghi che intendono intervenire che si devono iscrivere entro la fine dell'intervento dell'onorevole Lotto che ha a disposizione dieci minuti.
LOTTO (P.D.). Grazie Presidente, utilizzerò molto meno del tempo che mi è concesso, semplicemente per ribadire che questa risoluzione è stata predisposta e approvata dalla Commissione a seguito dell'accorato appello che gli amministratori della cittadina di La Maddalena ci hanno rivolto durante un'audizione in Commissione. Hanno dipinto un quadro drammatico, una impossibilità per i cittadini di questa comunità, che già da tempo si ritrovano ad affrontare in condizioni di estrema difficoltà una situazione determinata anche da scelte fatte in passato, e che non hanno ancora portato a risolvere i grandi problemi che affliggono questa comunità. Aver lasciato che la situazione dei trasporti da e per La Maddalena precipitasse in questa situazione è senz'altro una responsabilità a cui la Regione deve assolutamente porre rimedio. Gli amministratori de La Maddalena venuti in forze e in rappresentanza di tutte le forze politiche ci hanno sollecitato affinché chiedessimo l'applicazione della delibera della Giunta. Noi non siamo contrari a che questo venga fatto, anzi ci associamo alla richiesta che gli amministratori de La Maddalena ci hanno fatto, e non vogliamo neanche entrare in merito ai problemi che possono essere sorti tra le scelte della Giunta, l'organo esecutivo, e coloro che invece devono dare gambe ai provvedimenti che si richiedono. Noi non ci vogliamo entrare e non ci entriamo, sollecitiamo la Giunta però, se è convinta della giustezza delle proprie scelte, a fare in modo che trovino gambe per essere messe in piedi, perché diversamente dalla indecisione dell'organo politico derivano soltanto disagi per i cittadini incolpevoli rispetto a quelle che possono essere visioni diverse tra l'Assessore ed eventualmente la struttura. Quello che a noi interessa è che alla richiesta fatta dai cittadini de La Maddalena venga data prima possibile risposta, ed è assolutamente inaccettabile che non è per mancanza di fondi o per altre questioni che non si risolve questo problema, che pure in tanti casi è la realtà drammatica dei fatti a cui ci troviamo ad assistere, è un problema di non realizzazione di misure previste, noi non lo possiamo accettare e consentire, si faccia assolutamente chiarezza, e si dia risposta quanto prima a quanto giustamente i cittadini e gli amministratori de La Maddalena ci chiedono. Ecco perché noi abbiamo approvato questa risoluzione, e chiediamo all'assessore però che si faccia carico del problema, e in proprio, nei rapporti con la sua struttura, lo risolva.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione la risoluzione numero 10.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della risoluzione numero 10.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Poiché non è ancora presente l'Assessore all'industria per l'esame della mozione, sospenderei cinque minuti perché mi risulta essere nel palazzo.
Sospendo i lavori che riprenderanno alle ore 19 e 35. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 31, viene ripresa alle ore 19 e 35.)
PRESIDENTE. Convoco una Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 35, viene ripresa alle ore 20 e 32.)
Continuazione della discussione della mozione Zuncheddu - Uras - Sechi - Cugusi - Salis - Cocco Daniele Secondo - Mariani sulle urgenti misure e azioni che il Presidente della Regione deve intraprendere rispetto alla diplomazia e agli organi internazionali (Farnesina, Nazioni unite, Cooperazione internazionale, ONG presenti nei territori interessati) attivandosi in prima persona e in tempi celeri presso i governi degli Stati africani interessati e presso le capitali del Magreb e del Sahel, per perorare la causa della liberazione di Rossella Urru, cooperante sarda del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (CISP) e degli altri colleghi spagnoli rapiti (160) e approvazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame della mozione Zuncheddu e più, che si intende ritirata in quanto è stato presentato un ordine del giorno, se ne dia lettura.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1 :
INSERIRE TESTO DELL'ORDINE DEL GIORNO.)
PRESIDENTE. Faccio presente all'Aula che nell'ordine del giorno che è stato distribuito devono essere eliminate, nel secondo punto di impegno del Presidente della Regione, le ultime parole: "per ogni popolo, etnica e di espressione dell'identità locale", questa parte è stata eliminata dai presentatori. Quindi si conclude: "come strumento di progresso e di democrazia".
Metto in votazione l'ordine del giorno.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Autorizzazione alla partecipazione del rilancio della Keller Elettromeccanica Spa - Intervento finanziario della SFIRS Spa". (356)
PESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 356.
E' aperta la discussione generale.
E' iscritto a parlare il consigliere Cuccu. Ne ha facoltà.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento e comunico che abbiamo ridotto i tempi del 50 per cento per tutti.
CUCCU (P.D.). Sì, penso che saranno sufficienti 10 minuti anche perché cos'è la Keller elettromeccanica penso sia noto ai più. Sicuramente per il Medio Campidano è la più importante delle industrie che abbiamo, ma penso che anche per la Sardegna non sia da sottovalutare l'importanza di un'azienda elettromeccanica come questa.
Gli occupati di un'azienda di questo tipo sono circa 400, tra diretti ed indiretti, ci sono famiglie … Presidente, non si preoccupi, non mi disturbano, l'importante è che poi i colleghi sappiano cosa fare alla fine della discussione!
Cosa significano 400 posti di lavoro per la nostra famiglia e per il nostro territorio non sfugge a nessuno!
Non è da oggi che questo argomento è all'attenzione del Consiglio regionale e della Giunta, addirittura è di gennaio 2008 la prima mozione che riguardava in qualche misura, seppur indirettamente Keller, parlavamo del trasporto marittimo dal Golfo Aranci a Civitavecchia. Sono passati quattro anni però in un crescendo di difficoltà che hanno riguardato i traghetti, come ho appena detto, la soppressione progressiva del collegamento ferroviario poi con il "continente", Golfo Aranci-Civitavecchia, poi difficoltà che sono di natura aziendale, inizialmente apparivano solo difficoltà finanziarie ma probabilmente non solo di quello si trattava.
Però devo dire che con queste difficoltà siamo andati avanti ma siamo andati avanti negli anni anche nel disinteresse e nelle ostilità molte volte del Governo nazionale. Perché dico nel disinteresse e ostilità? Perché un'azienda - la voglio chiamare ancora con questo termine, brutto e desueto - l'Azienda di Stato com'è il gruppo ferrovie dello Stato piano piano ha soppresso il traghetto, ha piano piano, nel momento in cui stavamo risolvendo i problemi, cancellato le commesse, ha addirittura escluso la Keller dagli appalti con una dicitura nelle gare d'appalto che è perfino offensiva per la nostra Isola, il gruppo ferrovie dello Stato dichiarava, per inderogabile esigenze operative di Trenitalia che le prestazioni dovranno essere eseguite presso impianti industriali ubicati nel territorio italiano eccetto le isole. Quindi, Keller elettromeccanica è esclusa dalla partecipazione agli appalti, addirittura cancellata dal sistema di qualificazione dei fornitori dei beni e servizi.
Questo disinteresse e questa sottovalutazione c'è stata anche da parte della Giunta, lo devo dire, perché c'è stata una sottovalutazione del problema del trasporto ferroviario attraverso il traghetto. Un certo ritardo ce l'abbiamo perché poi c'è stata questa decisione di spostare il collegamento da Golfo Aranci a Porto Torres ma ancora a Porto Torres non siamo pronti quindi, comunque, il collegamento dal Golfo Aranci è l'unico che oggi ci consente di trasportare i treni oltre Tirreno.
Ci sono ovviamente responsabilità che sono da addebitare anche all'azienda, perché l'azienda in alcuni frangenti ci dice che il problema è importante ma non è vitale per il futuro dell'azienda. Successivamente invece ci dice, in alcuni momenti, che la sua crisi e la cassa integrazione dipende dalla saturazione delle linee produttive e dalla discontinuità dei collegamenti marittimo ferroviari nella tratta Golfo Aranci e Civitavecchia.
C'è comunque anche responsabilità ci sono anche notizie frammentarie che ci vengono date, perché solo il 30 luglio dell'anno scorso l'azienda ci dice che ha problemi di liquidità. Emergono quindi solo il 30 luglio del 2011 i veri problemi, e solo a due anni di distanza dalla cassa integrazione, che è datata settembre 2009, si propone o si prova a lavorare su una ipotesi alternativa: la Keller il 6 settembre 2011 ci dice "cerco un socio", quindi, insomma, 2 anni e mezzo di tempo li abbiamo persi e qualche responsabilità è da addebitare a qualcuno. Nel frattempo però l'azienda va in liquidazione, una liquidazione che è propedeutica al concordato preventivo, e però manca anche la liquidità per l'avvio di questo concordato e oltretutto non ci sono certezze: se il liquidatore presenta un'ipotesi di concordato al giudice, questo giudice vorrà pur vedere se all'interno di quest'azienda ci sono le risorse per pagare i creditori, seppur parzialmente, quindi servono delle certezze di risorse all'interno dell'azienda. E arriviamo al punto in cui siamo oggi, perché serve una certezza nel subentro di un'azienda importante nella gestione della Keller. Oggi finalmente abbiamo un impegno di Skoda, una multinazionale che pensa addirittura ad investimenti che vanno al di là di quelle che potrebbero essere le più rosee aspettative, si parla addirittura di vent'anni. Ecco finalmente siamo al punto in cui possiamo dare certezze a questa azienda, possiamo dare certezze a questi lavoratori, però ci sono anche altre cose da fare: la liquidità deve essere garantita dalla cessione anche dello stabilimento di Carini, noi interveniamo ma interveniamo solo in Sardegna e solo per Keller elettromeccanica, stabilimento di Villacidro. Cioè noi con Carini non vogliamo averci nulla a che fare, e quindi l'altra liquidità che deve entrare in Keller deve provenire dalla dismissione del ramo aziendale della Sicilia.
Oggi siamo ad un passo, colleghi; siamo ad un passo e non è neanche giusto che nessuno di noi ci metta il cappello, non è neanche utile al prosieguo che nessuno di noi ci metta la bandierina, perché se questa operazione va in porto ognuno di noi avrà fatto solo ed esclusivamente il proprio dovere. Io penso che se ci dovranno essere vincitori alla fine saranno sicuramente i lavoratori, quelli che da due anni e mezzo sono in cassa integrazione, molti stavano ancora lavorando fino a qualche settimana fa senza percepire stipendi. E perché sono i veri vincitori? Perché se Skoda subentra in Keller è perché c'è anche un patrimonio che è rappresentato da quella forza lavoro, e quindi ecco anche la correzione che ho chiesto - non so se è stata apportata, immagino di sì - alla lettera d) dell'articolo 2, affinché ci fosse la specificazione che l'assorbimento della forza lavoro fosse solo ed esclusivamente quella dello stabilimento e del ramo d'azienda di Villacidro.
Ecco, questo è il preludio all'immediato riavvio della fabbrica e al rilancio produttivo, perché non possiamo pensare che si aprono i cancelli ed è tutto a posto, non può essere tutto a posto, ci sono delle fasi successive e non possiamo abbassare la guardia, non possiamo pensare di aver risolto tutti i problemi, perché problemi ce ne sono ancora in campo: un'azienda per funzionare deve avere i contratti; ecco che l'altro passo successivo, colleghi, Assessore, e quello di garantire a quest'azienda che i contratti che aveva, specie quelli con le aziende pubbliche, vengano ripristinati, e mi riferisco ai diversi contratti con Trenitalia, mi riferisco ai contratti in Sardegna con ARST e anche ad appalti che eventualmente possono esserci per nuovi rotabili, perché qualche investimento la Regione in questa direzione penso che debba farlo. Quindi è importante non abbassare la guardia sul fronte dei contratti, ripristinare le certificazioni, e non abbassare la guardia sul fronte del collegamento ferroviario, perché se puntiamo al collegamento con Porto Torres, per il collegamento con Porto Torres abbiamo bisogno di tempo e in questo lasso di tempo non possiamo pensare che non ci sia il collegamento con Golfo Aranci: quando sarà pronto Porto Torres potremo pensare di dismettere Golfo Aranci, ma nel frattempo noi non possiamo avviare un'azienda di questo tipo senza che ci sia la garanzia che i treni arrivino dal Continente e poi possano essere riconsegnati. Quindi, ecco che un passo importante è questo qui, e la disponibilità che hanno dato i Gruppi di opposizione - chiamiamoli di minoranza perché forse è il termine migliore - di accedere all'immediato arrivo in Aula di una legge come questa, appena approvata dalla Giunta, penso che sia un segnale importante, ma altrettanto importante deve essere quello della Giunta che non abbassi la guardia su tematiche che sono importanti,perché questo è solo il primo passo ma ci sono passi successivi che sono fondamentali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Agus. Ne ha facoltà.
AGUS (P.D.). Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non prenderò tutto il tempo necessario ma vorrei anch'io sottolineare l'importanza anche politica di quest'atto, della volontà della Giunta e quindi anche della copartecipazione da parte della minoranza. Non faccio la ricognizione degli atti e della storia, già un po' sintetizzata dal collega Cuccu, ma voglio semplicemente enunciare il fatto che questo importante atto che oggi affrontiamo in Aula è un atto che ridà fiducia anche al territorio, un territorio che ha una storia centenaria di industria. L'industria è nata nel nostro territorio, con le miniere, ricordo la miniera di Montevecchio, quindi c'è una tradizione e c'è una cultura industriale che con questo atto possiamo continuare a sperare possa rilanciarsi, anche perché sono aree cosiddette compromesse dell'isola e l'industria nell'isola non può sacrificare ulteriori aree territoriali ma è giusto che continui perché comunque ci sono persone, i cosiddetti figli degli operai, che hanno la cultura operaia e la cultura industriale, e quindi è sicuramente un bene per l'economia della regione Sardegna che le attività industriali persistano nelle aree che hanno questa vocazione. Quindi un atto politico e sociale fortemente importante. Io mi ricollego brevemente anche alla discussione che abbiamo fatto per Rossella Urru: questo atto probabilmente aiuta la regione Sardegna, visto e considerato che la che la Keller ha le commesse con l'Egitto, può aiutare anche una ripresa del dialogo internazionale, in modo particolare nell'area del Nord Africa che, come abbiamo già detto altre volte, è in una fase difficile ma una fase speriamo di possibile immediata ripresa economica e infrastrutturale alla quale noi possiamo dare un grande apporto, e quindi alimenta e sicuramente consente l'attività diplomatica, chiamiamola così, della Regione Sardegna verso queste regioni che guardano alla Sardegna con attenzione proprio in virtù del fatto che abbiamo radici comuni e quindi hanno anche fiducia nel proiettarsi verso il Nord Europa, quindi verso le aree industrializzate, transitando tramite la collaborazione con un paese amico, un paese che ha identità culturale comune. Quindi io saluto con estremo favore quest'atto della Giunta e spero venga ratificato dal Consiglio, perché la partecipazione della Regione dà speranze per un rilancio concreto del territorio, un territorio che in questo periodo non si lamenta tanto però abbiamo subìto tracolli economici: dopo le miniere abbiamo subito anche il ventennio delle partecipazioni industriali con l'industria tessile e l'industria chimica, e l'ultimo baluardo è appunto la Keller. Quindi voteremo sicuramente con entusiasmo a favore, chiedendo alla Giunta di non perdere ulteriore tempo e di dare davvero avvio concreto e quindi una risposta alle 400 famiglie che attendono dalla nostra risoluzione la speranza di un futuro migliore e più sereno di quanto quest'oggi stanno vivendo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (I.d.V.). Sì signora Presidente, solamente per esprimere, come dire, la speranza che questa iniziativa possa dare finalmente stabilità alla ripresa produttiva di una delle fabbriche più importanti, attività produttive più importanti della Sardegna sicuramente del medio Campidano. Una fabbrica peraltro in un settore, impegnata in un settore che avrebbe dovuto avere un maggior interesse alle attività lavorative cioè il settore del trasporto ferroviario che vive in Italia, e in Sardegna in particolare, problemi assolutamente non compatibili con una struttura moderna dei trasporti di una nazione e che vede e ha visto questa fabbrica in crisi in un momento in cui è necessario invece accentuare la presenza del trasporto pubblico, e del trasporto pubblico su rotaia in particolare, l'accentuazione di queste modalità di trasporto. Abbiamo visto che a livello nazionale i problemi di Trenitalia, la soppressione dei treni a lunga percorrenza nello stivale nazionale, la lotta portata avanti dai lavoratori di Trenitalia espulsi dalle corse notturne e in questo quadro la crisi di questi ultimi anni della Keller ha dato proprio il senso dell'abbandono, della sottovalutazione e della scarsa importanza che la politica del trasporto pubblico locale ha dato relativamente al trasporto su rotaia e dei treni in particolare.
Quindi noi esprimiamo la nostra soddisfazione perché si è riusciti a definire questa ipotesi di transazione, di acquisizione di una importante fabbrica del medio Campidano è un'importante impresa industriale in un settore innovativo. Auspichiamo che l'iniziativa della Regione tramite la SFIRS possa avere sviluppi ulteriori in un settore che anche dal punto di vista della tecnologia innovativa è assolutamente da sostenere e crediamo che questo impegno, che è stato portato avanti del lavoratori prima di tutto ma anche dalle istituzioni sia locali che regionali, possa e debba essere premiato da una ripresa produttiva che interessi non solo i lavoratori che attualmente operano nella Keller elettromeccanica ma che possa poi essere sviluppata per dare possibilità di occupazione anche nel futuro in quell'area travagliata dal punto di vista occupazionale. Quindi esprimiamo la nostra soddisfazione e ci predisponiamo a votare favorevolmente a questa proposta di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Diana. Ne ha facoltà.
DIANA MARIO (P.d.L.). Grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole e per esprimere tutto l'apprezzamento per questo risultato, che mi pare si stia profilando, e per rimarcare l'assoluta necessità di ripristinare ogni e qualsiasi collegamento utile per il trasporto ferroviario da e per la Sardegna. Credo che questo sia un elemento assolutamente determinante, indispensabile vorrei dire, perché se come si preannuncia la NEWCO andrà a costruire non solo valori vagoni ferroviari ma costruirà anche elettrotreni e tutta una serie di prodotti che comunque debbono viaggiare su rotaia, beh credo che la Sardegna non potrà e non deve assolutamente rinunciare all'opportunità di un collegamento così importante. Per il resto ovviamente siamo estremamente soddisfatti e annunciamo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
ZEDDA (P.d.L.), Assessore dell'industria. Grazie Presidente, intanto permettetemi di ringraziare, è vero che non si devono mettere delle bandierine, in questo sono d'accordo con lei, consigliere Cuccu, però io credo oggi come Assessore di dover ringraziare anche come collega, i colleghi del Consiglio, la Presidente perché comunque si è capito il momento particolare e quindi abbiano acconsentito tutti a trattare questo disegno di legge in tempi rapidissimi.
Proprio perché il momento è particolare credo che dobbiamo quanto meno parlare di lavoro. Il lavoro che è stato fatto con questa operazione, io lo voglio riconoscere, intanto vorrei anche dire che dal 6 settembre ad oggi con tutte le difficoltà sono passati appena 4 mesi, e in questo senso voglio ricordare che l'azione della SFIRS non ha perso veramente un giorno assieme all'attivazione di scouting è stato predisposto tutto il percorso che sappiamo non è solo un percorso di diritto pubblico ma comprende diritto commerciale e tutte le operazioni internazionali ad esso collegate.
E' vero, questa legge nasce anche da una spinta forte, da un coinvolgimento che viene dal territorio, viene da quei lavoratori, da quelle famiglie che con grandissima dignità hanno continuato a manifestare le loro ragioni sempre con cura e attenzione e in questo senso devo dire con un'azione congiunta degli enti locali, dei sindacati, della Regione e di tutti quanti. Sostanzialmente devo anche dire che spesso mi è capitato di trovare l'articolo 18, in particolare i commi 42 e 43 della legge numero 16 un po' vincolanti. Oggi invece mi fa piacere che dobbiamo osservarli perché è giusto che il Consiglio regionale partecipi attivamente con una posizione chiara ad un percorso che riteniamo possa essere veramente quello vincente per il rilancio del territorio, dello sviluppo nel territorio e soprattutto per garantire l'occupazione a questi quattrocento lavoratori e le loro famiglie.
Veniamo ai contenuti invece adesso della norma, però prima volevo osservare che per quanto riguarda il prosieguo, le procedure sono lunghe, sono complesse la prima a cui dovremo prestare molta attenzione è proprio quella del concordato preventivo. In questo senso devo dire che la SFIRS ha già predisposto una serie di operazioni e di programmi di sostegno alla società Keller in liquidazione e pertanto lo stesso concordato sarà fatto con tutti i crismi che noi ci auguriamo lo portino ad essere accettato dal giudice. A questo proposito, consigliere Cuccu, voglio precisare così è un contributo, anche per quante riguarda la situazione di Carini, è ormai definito, il patrimonio di Carini rientrerà nelle attività del concordato e tra l'altro l'attività di Carini è completamente conclusa quindi oggi è presente solo lo stabilimento Keller di Villacidro e i suoi lavoratori.
Volevo anche dare delle rassicurazioni in ordine al discorso dei trasporti perché l'assessore Solinas e in particolare il presidente Cappellacci ha già trattato questo tema con il Governo e si sta valutando la possibilità ovviamente di confermare il porto di Golfo Aranci, ma nel contempo c'è un approfondimento da parte della nuova società per un trasporto diverso da quello su rotaie. Volevo anche confermare che si sono riaperte le trattative a livello nazionale con la società Trenitalia, l'ARST con appunto il vicepresidente di Skoda presente in questi giorni e quindi crediamo di poter sperare nel futuro.
Andiamo al contenuto dell'articolo 1 della norma: è espressa l'autorizzazione, appunto, la partecipazione al capitale sociale della costituenda società per azioni a seguito ovviamente della trasformazione societaria dell'attuale srl SK ferroviaria.
All'articolo 2 possiamo verificare, e abbiamo contezza dell'investimento che è pari appunto a 10 milioni di euro, ed è prevista la partecipazione della SFIRS per il 40 per cento a seguito vi è una precisazione ovviamente delle operazioni successive, credo debba essere preso in considerazione il periodo dei ventiquattro mesi per quanto riguarda le operazioni per ora di affitto, ma voglio precisare che è intenzione, ad oggi, della società Skoda di voler restare in Sardegna, con investimenti duraturi, e infatti, non a caso, la richiesta manifestata anche dal vicepresidente, in occasione dell'incontro col Presidente dall'altro giorno, l'impegno è ventennale. In seguito, poi, ovviamente le operazioni saranno seguite direttamente dalla SFIRS, però le operazioni successive le definiremo con successive delibere di Giunta. Credo che sia importante sottolineare che, da luglio, da quando sono iniziati i problemi, sinceramente abbiamo seguito ogni giorno le operazioni in corso, ma soprattutto c'è stato un confronto continuo, e direi anche un supporto all'attività dei lavoratori, e in questo senso devo dire che, è vero, quando passa tanto tempo alla fine il tempo non è una variabile indipendente, però sicuramente in questi mesi non abbiamo rallentato alcunché. Ciò che abbiamo detto puntualmente, e concordato con i sindacati e con i lavoratori, siamo riusciti a rispettarlo. Io non mi presto a facili ottimismi, ma sicuramente voglio essere realista, e pensare che questo è un giorno di lavoro importante per tutti noi. Stiamo contribuendo in maniera importante a salvare un'azienda che è un'azienda specializzata, non a caso è stato scelto il polo di Villacidro per le sue maestranze, per le sue tecnologie, per i suoi know-out, e soprattutto anche per la potenzialità dello stabilimento.
Io, tra l'altro, vorrei anche invitare i colleghi a fare una riflessione di carattere proprio di crisi a livello internazionale, credo che sia sotto gli occhi di tutti la crisi del settore metalmeccanico in Italia. Il fatto che Skoda, una grande società multinazionale, abbia scelto noi, in parole semplici, credo che debba essere un segnale che ci debba veramente portare a lavorare ancora seriamente, a mettere in atto tutte le operazioni che io mi auguro possano davvero rilanciare non solo la Keller, ma tutto lo sviluppo del polo metalmeccanico, e arrivare magari ad una importante filiera nella nostra regione che possa così essere un volano trainante per lo sviluppo futuro di tutto il territorio.
Volevo dare come ultimo contributo un'osservazione importante che riprendo dal collega Mario Diana. Le nuove produzioni della società SK Ferroviaria riguarderanno nuove produzioni sia in termini qualitativi che quantitativi, e mi riferisco all'apporto di nuove tecnologie e delle produzioni di metropolitane di superficie, nelle migliori manutenzioni di carattere proprio tecnologico più avanzato, e soprattutto da subito ci saranno le commesse che attualmente ovviamente ha già nel suo pacchetto Skoda, che saranno da subito trasferite nel territorio di Villacidro. Credo che anche questi siano dei segnali importanti. Proprio a seguito delle dichiarazioni di Skoda sappiamo che non aspettano altro che riaprire la fabbrica velocemente. Noi, in questo senso, ci auguriamo invece che ci siano dei tempi ridotti per poter poi accettare quell'altro preventivo.
Sarà compito della Giunta, ritenendolo ovviamente un argomento di fondamentale importanza, aggiornare sugli eventi ovviamente importanti, anche se di diritto commerciale o di rapporti privati prossimi futuri, in questo senso comunque credo che per noi sia una garanzia importante, non solo per noi, credo forse ancora più per Skoda che la regione possa essere presente come istituzione da un lato, ma soprattutto con la sua società in house…
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
INSERIRE TESTO
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
INSERIRE TESTO
E' iscritto a parlare il consigliere Soru. Ne ha facoltà.
SORU (P.D.). Intervengo per dire che l'Assessore regionale ha ragione, stiamo facendo una cosa importante, credo che l'Aula se ne renda conto, stiamo facendo una cosa che in altri tempi, anche non troppo lontani, quest'Aula ha paventato con molta forza, il rischio di rifare le partecipazioni statali in Sardegna, perché qui stiamo facendo le partecipazioni statali della Sardegna. La Sardegna sta decidendo di intervenire nel capitale sociale delle aziende in crisi. Sappiamo, è questo che stiamo facendo, è un tipo di intervento che vorremmo fare sempre nel futuro? In altri tempi, abbiamo discusso di come uscire dalle aziende in cui siamo presenti. Carbosulcis, che aspetta il progetto di privatizzazione, e altre aziende dove ancora vantiamo una qualche partecipazione, dopo uno sforzo che è stato fatto importante di uscire da una pletora di piccole aziende su cui era stata attiva la partecipazione della Regione, che è costato tanti soldi e molto è costato metterlo in liquidazione, premesso che in questi tempi di crisi io sono totalmente d'accordo che la Regione possa ben investire 4 milioni di euro per cercare di rilanciare un'azienda, l'importante è sapere cosa stiamo facendo. Tra le cose che l'Assessore ha ricordato ne manca una in particolare, e cioè non è stata necessaria una grande attività di scounting, la Skoda è già presente in Sardegna da diversi anni, perché ha realizzato la metropolitana di superficie del Comune di Cagliari, su un progetto inizialmente avviato dalle ferrovie della Sardegna, e ora un progetto dell'ARST. E interviene portando le tecnologie della metropolitana di superficie esattamente perché ha già fatto questo in Sardegna, e perché questo vorrà continuare a fare. Allora, al di là di alcuni piccoli emendamenti orali che proporrei per chiarire il testo, suggerisco alla Giunta, qui rappresentata dall'Assessore dell'industria, di stare attenti. Nel momento in cui verranno destinati 380 milioni di euro di fondi POR che abbiamo perso, e che in questo momento sono alla discussione del Governo, fare in modo che una parte rilevante di quei fondi possa essere spesa non per assegnarla alle Ferrovie dello Stato, che, come ho detto, ci cancella dall'albo dei fornitori, ma perché possa essere spesa non per rimodernare la segnalazione delle Ferrovie dello Stato, se la faccia a spese sue, ma eventualmente per investire nella metropolitana di superficie del Comune di Cagliari e del Comune di Sassari, che queste tecnologie possono utilizzare. Allo stesso modo, ci sono dei progetti, vorrei capire a che punto sono, sulle ferrovie ex complementari, che ancora una volta oggi sono dell'ARST, che collegano Cagliari con Isili, fino a Mandas, per il quale sono stati già terminati i lavori di sostituzione o rafforzamento dei binari, e quindi stiamo aspettando il nuovo materiale rotabile, le nuove carrozze, al quale Keller dovrebbe partecipare, sempre che ci siano i fondi, se non li perdiamo e li facciamo dirottare da un'altra parte, e sempre che questi bandi siano portati a compimento. Quindi, Keller resiste in Sardegna, ci sono importanti dirigenti che hanno già da qualche anno una casa a Cagliari o hanno una casa al mare qui vicino, hanno effettivamente un rapporto di affezione verso quest'isola, e in quest'isola vogliono collaborare, purché in quest'isola si possa effettivamente collaborare. Credo che, se non ci saranno gli investimenti di cui ho appena accennato, nel futuro torneremo a parlare di questo stabilimento. Quindi, consiglio di guardare gli investimenti.
Propongo, signor Presidente, se possibile, due emendamenti orali all'articolo 2, ne abbiamo parlato anche con qualche altro collega. Dopo la parola "riscatto", l'ultima parola del capoverso a), vorrei chiarire per chi è lo obbligo di riscatto, per l'imprenditore privato, evidentemente. Se è così, signor Assessore, lo chiarisca, ed eventualmente lo possiamo aggiungere. Così come, un momento prima, dopo le parole: "Entro una quota del 40 per cento del capitale sociale", io direi: "Contestualmente alla sottoscrizione della rimanente parte del capitale sociale", per fare in modo che la SFIRS non si ritrovi a essere l'unico socio di questa società con il 40 per cento del capitale. Quindi proporrei questi due emendamenti orali.
PRESIDENTE. L'Aula è d'accordo?... Allora introduciamo le proposte di emendamento orale dell'onorevole Soru.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'industria.
ZEDDA (P.d.L.), Assessore dell'industria. Sì, Presidente, io volevo precisare che proprio la parola "con obbligo di riscatto" si riferisce alla posizione di SFIRS, e quindi è oggetto di successive delibere di Giunta. Tra l'altro, "con obbligo di riscatto" è stato proprio suggerito con parere dell'avvocatura della Regione, quindi, abbiamo osservato che questa è una formula corretta.
SORU (P.D.). Da parte di chi?
ZEDDA (P.d.L.), Assessore dell'industria. Da parte della SFIRS, è la possibilità della SFIRS di riscattare le proprie… no, scusatemi, il socio privato ha la possibilità di riscattare il 40 per cento, perché l'idea è quella…
SORU (P.D.). Esattamente l'emendamento orale che ho proposto e che le ho chiesto di specificare.
ZEDDA (P.d.L.), Assessore dell'industria. Va bene! L'altro emendamento orale lo vorrei vedere però scritto, perché potrebbe essere oggetto di successive deliberazioni, mi sembra più un atto gestionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Soru. Ne ha facoltà.
SORU (P.D.). Provo a leggere l'intero capoverso: "Aumento del capitale sociale dagli attuali euro 10 mila fino a 10 milioni, trasformazione della società a responsabilità illimitata in S.p.A., con potenziale sottoscrizione delle azioni da parte di SFIRS entro una quota del 40 per cento del capitale sociale, contestuale alla sottoscrizione del rimanente 60 per cento"… oppure può scrivere: "Quota del capitale sociale effettivamente sottoscritto".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2 secondo la nuova formulazione proposta dall'onorevole Soru.
Ha domandato di parlare la consigliera Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ZEDDA (P.d.L.). Mi scuso da subito, ma utilizzo la dichiarazione di voto perché non ho avuto modo di rispondere all'onorevole Soru che, però, mi permette col suo intervento di fare delle osservazioni importanti, anche a garanzia dell'intero Consiglio. La partecipazione al capitale sociale di SFIRS non è una partecipazione statale, onorevole Soru, io vorrei invece fosse prevalente lo spirito che è quello dell'investimento in una nuova società che, tra l'altro, è anche quell'obbligo che ci impone l'Unione europea di evitare l'aiuto di Stato, in quanto la SFIRS sta intervenendo come avrebbe fatto qualsiasi investitore in regime di concorrenza, valutando la bontà dell'operazione in sensi di redditività. Il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese, dichiaro aperta la votazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
INSERIRE TESTO
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione finale della legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Il mio voto è favorevole a questo provvedimento. Oggi, Presidente, questo Consiglio ha approvato l'esercizio provvisorio, una mozione a sostegno della cooperante sarda ostaggio di movimenti terroristici, questo progetto di legge che salva una situazione compromessa per il comportamento inqualificabile adottato da un Ente di Stato, cioè Trenitalia, perché la crisi di Keller, noi lo dobbiamo dire, è frutto delle disastrose politiche industriali del Governo nazionale…
(Interruzioni)
… non so se sia solo dell'ex, la maggioranza che ha questo Governo non è una maggioranza non partecipata anche dagli artefici di quella politica industriale, perché noi siamo qua, soli, a combattere i problemi, anzi, partendo con l'handicap che ci viene sistematicamente assicurato dal livello nazionale della politica. Oggi, in questa giornata, si poteva approvare, in quell'indecente provvedimento mille proroghe, anche un intervento normativo a sostegno della soluzione di crisi del Sulcis e delle sue industrie, ed è finito con un ordine del giorno, perché ogni volta che si tratta di questioni che attengono questa Regione, la grande coalizione produce danni. Questo lo dico perché chi si attarda su disegni di legge per la riduzione del numero dei consiglieri regionali, dovrebbe invece impegnarsi magari qualcosa di più in quel Parlamento per difendere gli interessi dei nostri territori e della nostra economia.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 356.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).
Discussione della mozione Porcu - Diana Giampaolo - Uras - Salis - Capelli - Agus - Barracciu - Ben Amara - Bruno - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Corda - Cucca - Cuccu - Cugusi - Espa - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Sabatini - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Zuncheddu sulle problematiche occupazionali, sociali ed ambientali conseguenti all'annuncio, da parte di ALCOA, di voler di procedere alla chiusura dello Smelter di Portovesme e sulle prospettive e ricadute per l'intera filiera dell'alluminio e per lo sviluppo del territorio del Sulcis-Iglesiente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (161) e approvazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 161.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione Porcu - Diana Giampaolo - Uras - Salis - Capelli - Agus - Barracciu - Ben Amara - Bruno - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Corda - Cucca - Cuccu - Cugusi - Espa - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Sabatini - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Zuncheddu sulle problematiche occupazionali, sociali ed ambientali conseguenti all'annuncio, da parte di ALCOA, di voler di procedere alla chiusura dello smelter di Portovesme e sulle prospettive e ricadute per l'intera filiera dell'alluminio e per lo sviluppo del territorio del Sulcis-Iglesiente, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- la multinazionale dell'alluminio ALCOA (Aluminum company of America) è il leader mondiale nella produzione di alluminio primario (3,6 milioni di tonnellate all'anno) e secondario, nonché il maggiore raffinatore di allumina ed estrattore di bauxite (la materia prima dalla quale si ricava l'alluminio); ALCOA è presente nel mondo con circa 59.000 dipendenti in oltre 200 sedi, distribuite in 31 paesi, di cui 2 in Italia;
- ALCOA ha annunciato, il 5 gennaio 2012, l'intenzione di ridurre o fermare le capacità produttive di tre suoi impianti di produzione di alluminio primario in Europa tra cui gli impianti di La Coruña e Avilés in Spagna e lo stabilimento di Portovesme nel Comune di Portoscuso, Provincia di Carbonia-Iglesias; l'azienda ha dichiarato che il progetto rientra all'interno di un piano di ristrutturazione del proprio business nel mercato globale volto a ridurre del 12 per cento, circa 531.000 tonnellate, la propria capacità di produzione di alluminio primario; secondo ALCOA il piano è indispensabile per migliorare la propria posizione competitiva nell'attuale condizione di recessione economica internazionale e di volatilità dei prezzi del mercato dell'alluminio, diminuiti di oltre il 27 per cento dal picco del 2011;
- le riduzioni delle capacità produttive o le fermate degli stabilimenti (inclusi i due stabilimenti spagnoli che fanno capo ad ALCOA) corrispondono a 240.000 tonnellate, ovvero circa il 5 per cento della capacità totale di produzione di ALCOA; la capacità di Portovesme è di 150.000 tonnellate, mentre quelle di La Coruña e Avilés sono rispettivamente pari a 87.000 e 93.000 tonnellate all'anno; a queste fermate si aggiungono, nell'ambito del sistema ALCOA, le chiusure permanenti di uno smelter in Tennessee e di due linee produttive dello smelter di Rockdale in Texas;
- nello specifico di Portovesme, ALCOA ha dichiarato, il 9 gennaio 2012, di voler avviare il processo di consultazione per chiudere permanentemente lo stabilimento di Portovesme - che conta oggi circa 500 dipendenti diretti più oltre 200 addetti indiretti che operano negli appalti di manutenzione ed altri servizi - motivando tale decisione con l'affermazione che Portovesme sia uno degli stabilimenti ALCOA per la produzione di alluminio primario con i più alti costi di produzione, in particolare per le alte tariffe energetiche, con le perdite operative sopportate dal 2009 e con l'impossibilità di prevedere inversioni di tendenza delle attuali condizioni di mercato;
RICHIAMATO che:
- lo stabilimento ALCOA fa parte di una più ampia filiera dell'alluminio frutto della riconversione all'alluminio, negli anni '70 e '80, del polo industriale minerario del Sulcis-Iglesiente; la privatizzazione del sistema delle partecipazioni statali (Alsar ed Eurallumina a Portoscuso, la Sardal di Iglesias, facenti parte della Efim, insieme alla Comsal - gruppo Eni) ha lasciato, di fatto, in Sardegna un'industria basata sull'importazione della materia prima (la bauxite) e sull'utilizzo di elevatissime quantità di energia;
- con la chiusura di ALCOA verrebbe meno l'ultimo tassello per il rilancio della filiera dell'alluminio, l'ultima ancora operante in Italia, con oltre 1.000 addetti diretti, che comprende: la raffinazione della bauxite per la produzione di allumina nello stabilimento Eurallumina oggi controllata dalla Rusal, fermo dal 1° aprile 2009 ed in attesa di un via libera per la riqualificazione degli impianti termici, l'elettrolisi dell'allumina per la produzione dell'alluminio primario nello stabilimento ALCOA, infine, la trasformazione in semilavorati nella ex ILA oggi del Gruppo Otefal, impianto a sua volta fermo dal 2008;
- nell'ultimo anno di piena attività, il 2008, la filiera dell'alluminio di Portovesme ha assorbito oltre 2.500 GWh di energia elettrica pari al 22 per cento del totale dei consumi elettrici della Sardegna (usi civili inclusi) ed il 40 per cento del totale dei consumi elettrici dell'intero settore industriale regionale; per la sola produzione di 1 tonnellata di alluminio primario sono necessari, durante il processo elettrolitico, circa 15 MWh di energia il cui costo incide per oltre il 25 per cento su quello finale di prodotto;
- proprio per rendere compatibile questa produzione con l'alto costo dell'energia in Sardegna, ALCOA ha a lungo beneficiato di un regime tariffario speciale per l'energia elettrica prorogato fino al 31 dicembre 2012 con il decreto legge 25 gennaio 2010, n. 3 (Misure urgenti per garantire la sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori);
- dal 2005 tale regime tariffario preferenziale ha trovato dei limiti, anche per la mancata preventiva comunicazione alla Commissione europea da parte del Governo italiano, nell'attività di controllo dell'Unione europea che, in data 21 luglio 2011, con sentenza n. 2011/C 269/03 della Corte di giustizia ha dichiarato le tariffe preferenziali riconosciute alla multinazionale americana per i due stabilimenti di Portovesme (in Sardegna) e Fusina (in Veneto), quali aiuti di Stato illegittimi, imponendo ad ALCOA una sanzione di oltre 300 milioni di euro più le spese;
RILEVATO che:
- nonostante la decisa reazione da parte delle istituzioni locali e di tutte le rappresentanze sindacali regionali, territoriali e aziendali, il 13 gennaio 2012 ALCOA, nel tavolo di crisi convocato a Roma presso il Ministero per lo sviluppo economico, ha confermato la sua indisponibilità a congelare la procedura di mobilità e ribadito la volontà di procedere, in tempi brevi, alla chiusura dello stabilimento;
- la decisione di ALCOA di chiudere lo stabilimento determinerà di fatto la disoccupazione di un migliaio di persone, andando ad incidere negativamente sulla situazione di un territorio, il Sulcis, già provato da altre situazioni di crisi e che, complessivamente, dal 2009 e nel giro di soli due anni, ha visto passare dall'11,8 per cento al 19 per cento il tasso di disoccupazione, un calo degli occupati del 10 per cento ed un crollo del reddito industriale del 27 per cento;
- ALCOA ha potuto beneficiare per quasi 15 anni di condizioni di agevolazione sulle tariffe energetiche che le hanno consentito di raggiungere, per molti anni, performance finanziarie di ottimo livello come risulta da un'analisi dei bilanci fino al 2008, che riportano utili per oltre 50 milioni di euro con ritorni sul capitale (ROE) del 25 per cento e sugli investimenti (ROI) del 15 per cento;
- ALCOA nel momento del subentro nel 1996 alle attività di Alumix Spa (ex Efim), ha ottenuto nell'acquisto condizioni di particolare favore ricevendo attività, al netto di qualsiasi pendenza debitoria - come beni immobiliari, scorte e crediti verso clienti - di un valore superiore, per almeno 300 milioni di euro, al prezzo di acquisizione;
- il decreto del Ministero dell'ambiente del 18 settembre 2001, n. 468 (Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati) include l'area del Sulcis iglesiente tra i SIN (siti di interesse nazionale);
- dalle osservazioni alla Direzione del territorio del Ministero dell'ambiente sulla nota della società ALCOA, prot. 19425/TRI/DI del 15 ottobre 2011 risulta che la società non abbia ottemperato alle misure necessarie per la messa in sicurezza di suoli e sottosuoli e dai sondaggi eseguiti dall'ARPAS si evince contaminazione da cadmio, zinco e fluoro dei quali non c'è traccia nei risultati della caratterizzazione presentati dalla società;
VALUTATO che:
- pur in presenza di un processo di riorganizzazione globale del mercato dell'alluminio, con la progressiva enfasi sulle attività di riciclo a basso impatto energetico e con la crescente migrazione delle attività di produzione dell'alluminio primario in prossimità di paesi esportatori netti di energia, come Islanda, Russia o gli Emirati Arabi, sia di natura idroelettrica che da combustibili fossili convenzionali, non possa venir meno, alle prime difficoltà di mercato o di singoli contenziosi con l'Unione europea, la responsabilità sociale di una azienda come ALCOA che ha potuto, per quasi 15 anni, contare su una notevolissima mole di agevolazioni e sussidi;
- il Sulcis-Iglesiente è oggetto di proposte di bonifica e ripristino ambientale dei siti minerari e industriali dismessi finalizzati alla riconversione turistica del territorio che richiederanno necessariamente tempo per rappresentare un'alternativa strategica credibile, in termini di occupazione e sviluppo, a quella rappresentata per decenni dall'industria mineraria prima e da quella metallurgica negli anni più recenti,
impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale
1) a richiedere al Governo nazionale la conferma della valenza strategica nazionale della filiera dell'alluminio e, conseguentemente, dello smelter di Portovesme;
2) a richiedere ad ALCOA l'immediata sospensione delle procedure di mobilità e il mantenimento in attività degli impianti almeno per tutto il 2012 in modo da consentire alla Regione ed al Governo un periodo di tempo adeguato a valutare soluzioni alternative in grado di garantire la prosecuzione dell'attività e il riavvio di tutta la filiera dell'alluminio;
3) a richiedere, in ogni caso, alla società ALCOA l'osservazione scrupolosa delle prescrizioni previste dal piano di bonifica del sito di Portovesme con interventi adeguati a consentire il totale ed integrale ripristino dello stato dei terreni, dei sottosuoli e delle falde;
4) a promuovere il potenziamento delle infrastrutture del sito industriale, in particolare del porto e della viabilità, quale condizione minima per assicurare competitività internazionale agli impianti industriali di Portovesme;
5) a studiare le soluzioni strutturali, commerciali, tecniche e normative che possano consentire, per le imprese energivore del polo metallurgico di Portovesme, condizioni di acquisto più competitive dell'energia elettrica, sia nel medio lungo termine, come per il progetto integrato miniera-centrale a carbone a cattura di CO2 al vaglio dell'Unione europea, sia nel breve termine come il sistema dell'interconnector per l'accesso virtuale al mercato europeo dell'energia;
6) a mettere in campo immediatamente un "Piano Sulcis" che, in linea con le scelte del Piano strategico territoriale della Provincia di Carbonia-Iglesias, possa costruire per il futuro un'alternativa all'attuale sistema produttivo, eccessivamente incentrato sulle industrie energivore e su materie prime d'importazione, con lo sviluppo di filiere in industrie diverse da quella metallurgica oltre che nei servizi, nel turismo e nell'agro-alimentare. (161).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
PORCU (P.D.). Presidente, credo che l'abbia detto anche il Capogruppo, certamente l'obiettivo di questa mozione era rendere il Consiglio partecipe del dibattito della discussione sul futuro di ALCOA, un pezzo importantissimo dell'industria in Sardegna, avremmo voluto, vogliamo parlare sia dell'emergenza, ma vorremmo parlare anche del futuro dell'industria sarda e di politiche industriali. Dobbiamo farlo oggi alle 9 e 20, certo dopo una lunga giornata, anche fruttuosa, ma anche in una condizione di stanchezza, io proverò comunque a farlo nei tempi che ci siamo dati, ma l'auspicio che formulo, e spero che sia accolto, e sono convinto che sarà accolto, è quello che quest'Aula rimandi a un successivo appuntamento, a un'occasione di discussione più ampia. Credo che ce ne sia bisogno e ce ne sia bisogno per uscire da una logica dell'emergenza, tamponare realtà evidentemente nate anche in anni molto lontani, come Alcoa, che oggi mostrano dei limiti e che noi dobbiamo affrontare pensando all'oggi ma anche al domani. Sul caso specifico di Alcoa si è acceso un dibattito importante sui giornali, e credo che questo Consiglio debba dare una risposta, tra quelli che ritengono inutile buttare altri "soldi buoni" (in finanza si dice "buttare i soldi buoni dietro a soldi cattivi", ormai andati) e quelli che ritengono che difendere un pezzo del patrimonio industriale di questa regione sia importante. Io credo che noi dobbiamo andare al merito di questa questione e dobbiamo dare una risposta; io proverò a farlo e non faccio la storia delle partecipazioni statali, non faccio la storia dell'Efim, non faccio la storia degli anni 60 dove nasceva l'industria di Stato, dove è nata in Sardegna un'industria dai caratteri esogeni, Alcoa (la filiera dell'alluminio vive sull'importazione delle materie prime, vive su un altissimo consumo di energia di cui la Sardegna evidentemente è deficitaria), e quindi oggi è certo che noi non faremmo le stesse scelte degli anni 70, però credo anche che sia importante non guardare indietro, ma sia importante ottimizzare quello che abbiamo. Io sono anche presidente di un forum sulla green economy del mio partito. Certamente questa non è una industria green, è un'industria pesante, è un'industria che è migliorata nell'impatto ambientale ma è un'industria che ancora in termini di emissioni di polveri, solfati, nitrati, di impatto sui suoli e sui sottosuoli con il cadmio, con lo zinco e con il fluoro ha delle ripercussioni, lo dice anche la ASL numero 7, ha dato delle raccomandazioni. Certamente si è fatto molto, ma molto si deve ancora fare, però oggi che questa industria c'è, credo che dobbiamo dire, lo vogliamo dire, lo dico anch'io che certamente ho una sensibilità ambientalista, che questa realtà va difesa. Ci sono gli stabilimenti, c'è una cultura produttiva, c'è manodopera specializzata, c'è una cultura industriale che va difesa, rilanciata, forse riconvertita ma certamente può dare e deve dare ancora molto. Il concetto di recupero, di riconversione, di riciclo va esteso forse anche a questo settore. E' una filiera che ha un impatto importante, le cifre le conosciamo ma complessivamente è una filiera di cui Alcoa è l'ultimo pezzo, che dà ancora lavoro a 500 addetti Alcoa più quelli indiretti, ma che complessivamente fino al 2008 valeva oltre 1000 addetti diretti con un impatto importante anche sul PIL della Sardegna. Sono realtà che sono arrivate a fatturare in anni recentissimi oltre 1 miliardo di euro di fatturato e che hanno la prerogativa di essere l'ultimo pezzo di una filiera, quella dell'alluminio, in Italia e per molti aspetti anche nel resto dell'Europa, e credo che sia anche importante ricordare che questo è vero che è un pezzo importante dell'industria sarda, ma certamente stiamo parlando di un territorio, il Sulcis, che è già stato provato da altre crisi importanti e che oggi vede un tasso di disoccupazione che è raddoppiato nel corso degli ultimi due anni. L'ho detto però all'Assessore anche in Commissione e glielo ridico in Aula, io credo che per affrontare il tema di Alcoa oggi bisogna anche capire comunque dove va il mercato globale; non possiamo illuderci che la soluzione sarà facile. Oggi le produzioni di alluminio per via elettrolitica, gli smelter si stanno trasferendo sempre più in quelle parti del mondo che sono esportatori (…) di energia; lo smelter di Portovesme ha consumato nel 2010 - sono dati che ci dà l'Enel, che ci dà il gestore del servizio elettrico - una quantità di energia che è pari al 22 per cento del totale dei consumi elettrici isolani. Ora gli smelter si stanno trasferendo dove l'energia è a basso costo, si stanno trasferendo dove c'è molto idroelettrico, in Paesi che esportano. L'alluminio sta diventando un immagazzinatore di energia, un modo per accumulare energia, per mettere via alluminio e non disperdere produzioni energetiche che non possono essere messe sul mercato. Sta partendo una fortissima filiera del riciclo; in Europa la produzione è rimasta costante, Assessore e colleghi, a 3 milioni di euro nell'arco degli ultimi trent'anni, è rimasta ferma anche se i consumi sono più che raddoppiati perché è partita una filiera del riciclo (l'alluminio è riciclabile all'infinito) che ha costi energetici che sono solo il 5 per cento della produzione dell'alluminio primari e Alcoa è una multinazionale che ragiona con queste ottiche globali. Qualcuno dice che forse questa discussione è inutile perché basta un fax di Pittsburgh per decidere la chiusura di uno stabilimento, si minaccia la chiusura di Alcoa a Portovesme ma si bloccano gli impianti in Spagna, si bloccano e si chiudono anche impianti negli Stati Uniti, ma va anche detto però che questo ragionamento di Alcoa totalmente di breve termine è inaccettabile e va stigmatizzato da parte di un'azienda e di una realtà che ha avuto un sostegno negli ultimi 15 anni pari a oltre 2 miliardi di euro, un sostegno notevolissimo in termini di aiuti, e nonostante questo aiuto alle prime difficoltà di mercato, un costo dell'energia che è quasi un terzo, 30-35 euro rispetto a quello che pagano molte altre aziende, questa azienda decide di lasciare la Sardegna. Io credo che sia assolutamente inaccettabile e voglio dedicare l'ultima parte del mio intervento per decidere cosa fare a questo punto.
Io credo che Alcoa debba mantenere gli impegni presi, tenere aperti gli impianti almeno fino alla sussistenza del decreto salva Alcoa, cioè fino alla fine dell'anno, entro il quale può usufruire di tariffe incentivate, per dare il tempo alla Regione e al Governo di trovare soluzioni alternative. Se si spengono quegli impianti il riavvio diventa impossibile o difficilissimo come sappiamo nel caso dell'Eurallumina. Dobbiamo utilizzare questi mesi in cui Alcoa rimane aperto e dobbiamo far capire che il Governo è determinato ed è determinata la Regione anche a chiedere i danni ambientali, essere durissimi nel metterli di fronte alle loro responsabilità, dobbiamo creare una grande (…), Assessore, per capire il business, per capire dove si possono risparmiare dei costi, per fare quel lavoro che una grande multinazionale che ha già deciso di chiudere non vuole e non può più fare, e poi dobbiamo capire, Assessore, che non basterà una proroga di una tariffa incentivata o dell'interrompibilità che regala ad Alcoa ogni anno tra i 50 e i 70 milioni di euro, e guardate che 50 e 70 milioni di euro sono gli utili che Alcoa ha fatto nel 2008 perché non ha perso soldi fino al 2008 e al 2009, ha perso soldi nell'ultimo anno. Non basterà, ci vuole una filiera energetica, Assessore, che si affianchi alle tariffe incentivate di cui bisogna avere certezze e bisogna dirlo con chiarezza al Governo che devono battersi non per una proroga, ma per un orizzonte temporale lungo entro il quale quelle industrie possono rimanere in campo e ci vuole una filiera energetica, forse bisogna avere una centrale termoelettrica, forse bisogna ripensare anche al progetto della miniera integrato come un fattore, una filiera energetica e dell'alluminio che possa stare insieme per un periodo più lungo. Bisogna guardare a partner internazionali ma bisogna se è possibile tenere la mente e il cuore in Sardegna, anche con imprenditori locali che entrino, anche magari con quote di minoranza ma abbiano una determinazione di tenere questa attività in Sardegna. Dobbiamo smettere di regalare i soldi a qualcuno che ha la testa e il cuore altrove e magari va via alle prime difficoltà. Dobbiamo essere decisi, far seguire alle parole i fatti, dobbiamo infrastrutturare il porto, fare quelle cose che dipendono da noi, dobbiamo sposare anche le filiere alternative, non dobbiamo aspettare che debba si vivere solo di industria energivora, dobbiamo creare le alternative, la speranza in altri settori importanti come possono essere la filiera turistica, agroalimentare, i servizi - io sto cercando di stare sui dieci minuti, Assessore, per rispettare i limiti dei tempi -, insomma bisogna capire il mondo, capire quello che succede nel mondo, capire il sistema locale, prepararsi non solo a fare scouting, ma a fare…
PRESIDENTE. Prego, onorevole Porcu.
PORCU (P.D.). Bisogna farlo conoscendo i dati, conoscendo i numeri e ritenere l'attenuazione dell'impatto sociale, la cassa integrazione, come l'ultima risorsa, come l'ultima possibilità. Ecco, se si farà questo, se saremo determinati a chiedere al Governo quello che riteniamo giusto, anche inserendolo nella vertenza entrate, stiamo andando a Roma a chiedere una serie di cose importantissime per la Sardegna, anche l'opposizione, anche la minoranza farà la sua parte come l'ha fatta anche in queste ore e io credo che Alcoa possa essere non la fine di un pezzo dell'industria sarda, ma un occasione di rilancio. Io so che c'è un ordine del giorno che stiamo preparando unitariamente, che molte di queste cose sono accolte, speriamo che questa giornata si chiuda con un'altra pagina positiva dove il Consiglio si esprime unitariamente per il bene della Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.
Ricordo ai colleghi che intendono intervenire che si devono iscrivere entro la fine dell'intervento dell'onorevole Cocco che ha a disposizione 10 minuti.
COCCO PIETRO (P.D.). Presidente, Assessore e colleghi, oggi ci ritroviamo a discutere di una mozione sulle problematiche occupazionali e sociali, l'ennesima mozione sui problemi del lavoro e sulla deindustrializzazione della Sardegna da tre anni a questa parte. Oggi discutiamo la mozione sulla annunciata chiusura di un altro stabilimento della nostra Isola, l'ennesimo nel Sulcis-Iglesiente. Non si tratta di una fabbrichetta ma di un colosso multinazionale che ha deciso di lasciare la nostra Isola.
Nel 2009 è stata discussa quella sull'Eurallumina Assessore... E' tardi e forse ci sono delle cose importanti che io ritengo debbano essere dette, degli impegni che dobbiamo prendere in quest'Aula e se ci prestiamo un po' di attenzione forse riusciamo a dirci delle cose e vedere se le condividiamo se invece dobbiamo fare anche documenti separati rispetto alle cose che dobbiamo portare avanti. Stavo dicendo, nel 2009 è stata discussa quella sull'Eurallumina, 400 dipendenti diretti per la quale erano stati assunti impegni direttamente dal presidente Berlusconi, si ricorda, peccato che fossimo in campagna elettorale, la fabbrica è ancora chiusa.
Poi è stato il turno della ex ILA 166 dipendenti diretti, anche di quella abbiamo discusso una mozione e la fabbrica è chiusa. Poi della Rockwool su cui abbiamo discusso due mozioni; 70 dipendenti, anche quella fabbrica è stata chiusa, smantellata completamente. Oggi discutiamo Alcoa. Alcoa, come abbiamo scritto nella mozione è leader mondiale nella produzione di alluminio primario, un colosso di questo settore conta 59 mila dipendenti distribuiti in 200 sedi, 31 Paesi. A Portovesme sono 504 diretti, fino a qualche tempo fa erano circa 1200, personale qualificato, preparato a cui va aggiunto l'indotto legato alle imprese d'appalto che ruotano intorno a quella fabbrica, ovvero come ampiamente detto in numerosi incontri svolti avari livelli in quest'ultimo periodo il moltiplicatore secondo gli esperti va quantificato per 2,5 per ottenere l'incidenza della perdita di posti di lavoro nel Sulcis a causa della chiusura di Alcoa, 1500 persone circa. Per il Sulcis un colpo mortale che affosserebbe le residue speranze di rilanciare una ristrutturazione assolutamente percorribile della filiera dell'alluminio che lega l'Alcoa all'Euroallumina che trasformava la bauxite in allumina e l'Alcoa trasforma in alluminio che la vende a diversi, diciamo così, acquirenti nel mondo fra questi anche la piccola fabbrichetta chiusa che era la ILA che trasformava in laminati super sottili per il commercio. Oggi, Assessore, io credo che non vada fatto il compitino solito della discussione di una mozione, oggi vanno concordate azioni e vanno presi impegni seri e concreti. Io credo che il presidente Cappellacci avrebbe dovuto essere in Aula per discutere questa mozione, va bene che ci sia lei non le voglio mancare assolutamente di rispetto dicendo questo, ma credo che sia una di quelle vertenze che meritino la presenza del Presidente della Regione nonostante molti impegni credo egli debba affrontare ma questo credo che sia uno di quelli importanti che avrebbe dovuto tenere nella dovuta considerazione. Certamente non è la discussione di una mozione che risolve i problemi ma è l'attenzione che un Presidente deve dimostrare in Consiglio su temi come questo. L'Italia, badate bene, è in subbuglio, la Sardegna è attraversata da una rivolta ingente, per certi aspetti inedita, movimenti delle cosiddette partite IVA, pastori, pescatori, artigiani, eccetera eccetera hanno bloccato l'isola. Il Sulcis è l'epicentro anche di queste manifestazioni, a testimonianza se ce ne fosse bisogno, che la situazione è esplosiva. I sindaci sono in trincea, costretti a gestire il disastro economico e sociale di un territorio lacerato, profondamente ferito dalla mancanza di lavoro. Nel Sulcis la percentuale di disoccupati è maggiore di molti punti percentuali rispetto al resto dell'isola, non parlo dell'Italia. A tale proposito Assessore vorrei dire questo anche perché è bene dire le cose per quelle che sono. Secondo L'ISTAT, ho un documento qua in mano, per gli anni 2008 e 2009 il tasso di disoccupazione per la provincia di Carbonia e Iglesias si attestava ad un livello inferiore alla media sia regionale che del mezzogiorno. Nel 2008 il tasso provinciale era al 10 per cento contro il 12,2 per cento della Sardegna e il 12 per cento del mezzogiorno. Nel 2009 il dato provinciale inizia a crescere attestandosi all'11,8 per cento ma cresce anche in Sardegna portandosi al 13,3 per cento e nel mezzogiorno al 12,5 per cento. Il dato nazionale invece è nettamente inferiore, 6,7 per cento nel 2008 e 7,8 per cento nel 2009. La situazione è diventata critica nel 2010. La provincia di Carbonia-Iglesias infatti è passata ad un tasso di disoccupazione del 19,1 per cento, 19,1 per cento, nettamente al di sopra di tutte le province sarde quella che più si avvicina è quella del Ogliastra con il 17,1 per cento del dato regionale a 14,1 e quello del mezzogiorno rimasto pressoché invariato al 13,40 e dell'Italia complessivo all'8,40. Questo è un segno incontestabile della profonda crisi che attraversa quel territorio. Esiste quindi una vertenza Sulcis non più rinviabile, non più esclusivo oggetto delle raffinate discussioni intellettuali che hanno dilatato i tempi e hanno fatto scappare le imprese, è tempo di agire ed è tempo di decidere, decidere quale futuro disegnare per la nostra Sardegna. In questi ultimi anni la crisi si è talmente ingigantita che non è pensabile continuare così. L'impressione, Assessore, è che questo governo regionale sia in balia degli eventi come un pugile suonato incapace di reagire che barcolla un po' qua e un po' là ma non riesce a schiarirsi le idee. Un governo regionale che per quanto si agiti non riesce a mettere a fuoco le drammatiche situazioni in cui si trova la Sardegna, non padrone delle scelte che bisogna fare, questa l'impressione che si è avuta anche nei colloqui che ci sono stati a Roma e nei tavoli di trattativa aperti ai vari livelli; debole con il governo nazionale, supino rispetto a quanto accade. Oggi si dirà e si dice: è il momento di unire le forze. E va bene, concordo, scusa Luciano. Concordo ma non possono essere taciute responsabilità oggettive perché è bene dire le cose per come stanno. I dati che ho letto prima rappresentano bene una situazione per com'era, per come l'avete ereditata e per come la state portando avanti. Quindi concordo che bisogna fare delle cose unitarie ma non possono essere taciute responsabilità oggettive e scarso peso politico in gran parte delle questioni irrisolte della nostra Isola. Anche per Alcoa le cose stanno così con l'aggravante che quando è stato siglato a Roma due anni fa l'accordo si è perso tempo rispetto alle cose da fare perché qualcuno si era convinto che le cose fossero state risolte. E invece in questi due anni non è stato fatto nulla per cercare di risolvere le questioni che oggi stanno alla base della decisione di Alcoa di lasciare la Sardegna. In primo luogo il costo energetico. Alcoa è un grande produttore di alluminio ed è un grandissimo consumatore di energia elettrica, da sola consuma quasi un terzo dell'energia elettrica consumata in Sardegna, sommando i carichi sia industriali che quelli domestici. Serve a poco dire che in tutti gli anni passati hanno avuto sconti e agevolazioni notevoli che gli hanno consentito di fare utili giganteschi. A poco serve dire che dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza e avere riguardo e riconoscenza per quanto hanno avuto. Quella è un'impresa (...) non gli appartiene, valgono solo le leggi del mercato. La finanza regola la nostra vita e decide il destino di uomini e di donne e noi siamo stati per troppo tempo narcotizzati da un sistema che ha divorato un territorio bellissimo. Ora pretendono di mollare gli ormeggi senza pagare pegno, senza riqualificare incuranti finanche di rispettare gli accordi sottoscritti di un impegno per almeno tre anni, cosa che era stata fatta due anni fa. Con un anno in anticipo comunicano la ritirata secondo me già stabilita da tempo con la volontaria riduzione, perché di questo si tratta, della produzione con formati di alluminio prodotti, le billette con formati completamente fuori mercato, fuori dagli standard soliti che vengono prodotti per giustificare l'uscita con le motivazioni delle sofferenze di bilancio. Però non ci sono giustificazioni per questo governo troppo debole e poco incisivo. Oggi è tempo di prendere decisioni, di essere conseguenti rispetto agli impegni che si prenderanno. La filiera dell'alluminio deve continuare ad esistere in Italia, la produzione deve continuare a marciare a Portovesme. In questi giorni pare esserci un interessamento di un possibile acquirente la Glencor svizzera già proprietaria della Portovesme S.r.l. Staremo a vedere, io personalmente ho avuto modo di parlare con l'amministratore delegato della Portovesme S.r.L. e devo dire che l'ho trovato entusiasta della possibilità di acquisire l'Alcoa e dell'interesse mostrato. Devo dire anche questo ad onor di verità, che se le condizioni che loro chiedono, ed è giusto che le chiedano, e sono quelle che metteremo negli accordi che voteremo probabilmente alla fine di questa riunione di quest'assemblea, probabilmente mi lasciano pensare che se queste cose le mettiamo in piedi anche l'ALCOA può essere interessata a rimanere in Sardegna. Io non escluderei questa possibilità, così senza sondare il terreno. Le soluzioni potrebbero essere diverse, come ho già detto in altre occasioni si tratta di copiare scelte già fatte. In tutti questi incontri che abbiamo fatto, Assessore lei è stata presente, non dobbiamo inventarci nulla, ci sono riferimenti a livello internazionale che possono essere presi ad esempio…
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Planetta. Ne ha facoltà.
PLANETTA (P.S.d'Az.). Ma per quanto riguarda il discorso della vertenza ALCOA ho maturato la convinzione che ciascuno degli attori in scena cerchi di attribuire ad altri la responsabilità ultima del fallimento. La strada della mozione, che ho letto, a mio giudizio è dunque una strada sbagliata, pericolosa, dannosa per tutti, una mozione ricca di dati, di cifre sulla multinazionale, sullo stabilimento di Portovesme che abbiamo già letto, e imparato anche dalle recenti cronache dei giornali. Però in questa mole di dati riferita all'energia, ai suoi costi, ho trovato purtroppo una grave omissione, e cioè che la nostra produzione energetica annua si aggira sui 12-13 mila gigawatt ora, che è circa l'8 percento in più del nostro fabbisogno. Per essere più chiari, la Sardegna esporta energia, o meglio qualcuno esporta energia prodotta in Sardegna, e dunque qualcuno ricava degli utili sfruttando la nostra terra, le nostre risorse, e ci lascia effetti economici devastanti, ripercussioni gravissime sulla salute delle persone, distruggendo l'ambiente per inquinamento da composti chimici e da metalli pericolosi.
Io voglio recuperare però, abbiate pazienza, mi è capitato un calo di voce!
PRESIDENTE. Onorevole Planetta, non l'hanno interrotta i colleghi, è lei che ha dovuto per ragioni fisiche interrompere, quindi prosegua!
PLANETTA (P.S.d'Az.). Allora, mentre in questo Consiglio si vorrebbe ancora celebrare l'ennesimo de profundis per l'ennesima chiusura di uno stabilimento, per l'ennesima perdita di posti di lavoro, creando a mio giudizio ad arte le premesse per un conflitto tutto interno alla Sardegna, magari solo in vista delle prossime elezioni. Nel frattempo il Governo italiano dorme e pensa ad altro, ci riceve attraverso i propri sottosegretari, forse perché troppo impegnato a pensare alla Sardegna in funzione delle lobby dei petrolieri, fra cui la Saras, e si apprestano indisturbati a trivellare indiscriminatamente le nostre coste, proprio grazie al decreto di Monti sulle liberalizzazioni. E questo solo il nostro partito lo ha denunciato!
A Roma ci troviamo di fronte ai soliti finti tentativi di soluzioni parziali di questo Governo di tecnici, che la mozione richiama quasi incidentalmente e con sospetta e complice pacatezza. Come se il solo impegno richiesto al Presidente della Regione dalla Giunta regionale fosse da solo sufficiente, e persino già abbastanza per trovare tutte le soluzioni della vertenza. Invece noi Sardisti, come ha dichiarato a chiare lettere anche il nostro segretario nazionale, crediamo che il vero interlocutore sia proprio lo Stato italiano, primo responsabile del fallimento dei passati modelli di governo delle nostre risorse, fondati sullo sviluppo para coloniale e distruttivo nato con le partecipazioni statali. A questo Stato italiano colpevole dobbiamo invece chiedere i conti, non solo quelli della vertenza delle entrate, ma di tutto quello che ci ha rapinato in anni di sfruttamento coloniale. Insomma a mio giudizio il Piano Sulcis che chiedete nella mozione non risolve il problema, perché questo è un problema di tutta la Sardegna, e alla Sardegna occorre solo più sovranità, occorre già da tempo lo diciamo l'indipendenza, occorre impegno sui fatti concreti lontano dagli steccati ideologici, ma soprattutto lontano da ipocrisie e da reticenze. E a proposito di cose concrete, di tariffe energetiche, di fabbriche para coloniali che non fanno il bene della Sardegna, chiedo al Presidente della Regione, alla sua Giunta, di rispondere del perché per esempio non si elimina ancora quella vera e propria turbativa di mercato relativa all'acquisto di energia a tariffa incentivata da parte del gestore del servizio elettrico, dall'operatore dominante che in Sardegna è la Saras, e qui voglio ricordare è circa il doppio del prezzo corrente attraverso il CIP6 ed i certificati verdi. Lo chiedo anche a voi, colleghi, soprattutto a quelli che supportano questo governo Monti-Napolitano al grido: "Non disturbiamo il manovratore", come anche ho visto fare in maniera vergognosa in televisione da alcuni deputati e senatori sardi che sembravano tanti zio Tom, distanti anni luce, forse per effetto della vicinanza dei loro padroni, dalla realtà drammatica che vive la Sardegna. Ma la Sardegna presto dimostrerà, ne sono certo, che non ha bisogno di loro. E allora vi invito a trovare tutti insieme un modello di sviluppo che ormai è tramontato, un modello di sviluppo nuovo, che ha disperso un'enorme quantità di risorse pubbliche, perché ci troviamo di fronte ad una crisi così drammatica, e noi classe politica dobbiamo trovare nuove soluzioni, e non dobbiamo certo proseguire nei percorsi vecchi che sono essi stessi alla base del fallimento di questa e di altre imprese industriali in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Rinuncia? Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (P.d.L.). Presidente, quando ci sono discussioni di queste mozioni c'è sempre il rischio di ripetersi e di dire cose già dette. Io vorrei fare solo tre brevi osservazioni. Una di ordine politico, perché quando ci troviamo di fronte ad una situazione di questo tipo, dove c'è una sostanziale unità rispetto all'obiettivo che dobbiamo raggiungere, e dove c'è già un ordine del giorno già sottoscritto da tutti i gruppi, credo che dobbiamo lasciare da parte le polemiche. Perché se ci mettiamo a fare delle polemiche, io che provengo da quel territorio, posso farle anch'io dal mio punto di vista ovviamente. Perché vorrei ricordare una cosa che tutti sanno, che il il Sulcis queste industrie purtroppo le ha subite alla fine degli anni sessanta, e su questo c'è una responsabilità di tutta la politica sarda, e dovrei dire che la maggior parte delle responsabilità ricadono purtroppo, e lo dico credetemi senza spirito polemico alla classe politica che ha governato la Sardegna in quegli anni, che ci ha imposto un modello industriale violentando una delle zone più belle della Sardegna, sapendo che erano in deficit anche prima di entrare in produzione, perché con le partecipazioni statali tanto c'era sempre Pantalone che doveva pagare. Poi si è passati alla fase successiva delle privatizzazioni all'inizio degli anni novanta, con delle privatizzazioni fittizie, perché sostanzialmente gli imprenditori privati venivano, facevano finta di comprare industrie che di fatto noi gli abbiamo regalato, e non solo gli abbiamo regalato le industrie, gli abbiamo regalato anche il territorio, gli abbiamo regalato fior di incentivi. E poi siamo arrivati alla terza fase dei privati che hanno venduto ai privati, che è la fase dei nostri giorni.
Eh, non si può sentire in quest'Aula che è il presidente Cappellacci il responsabile del tracollo dell'industria del Sulcis! Ma vogliamo scherzare? Ma questa è fantapolitica! Cerchiamo di essere seri e parliamo di cose concrete. Se poi vogliamo essere anche costruttivi, magari indichiamo due o tre suggerimenti che possono essere dati al Presidente e al Consiglio regionale perché con forza porti avanti le nostre ragioni. In parte sono state anche menzionate queste cose, io la mozione presentata dal centrosinistra come primo firmatario Chicco Porcu l'ho letta, onestamente non ho trovato niente di particolare e niente di strano, nella sostanza devo dire molto onestamente la condivido, al punto che potrei anche votarla, però ben venga il fatto che sia stato stilato un ordine del giorno, però dobbiamo dire anche al Governo regionale che oggi vada a Roma, con l'unità del Consiglio regionale, per dire al Governo che il primo approccio che abbiamo fatto nel 2009 quando c'erano gli operai per strada che non ci facevano nemmeno entrare in Consiglio e c'era la gente disperata, comunque la soluzione che è stata approvata ha riportato questi operai in fabbrica, e questo è stato il primo risultato, e la soluzione adottata dal Governo purtroppo non ha avuto l'avallo della Comunità europea perché ha portato più di 300 milioni di multa perché l'industria ha fatto un'infrazione nei confronti della concorrenza. Allora io dico una cosa che si è detta, che si sente anche in giro, che però non ho sentito negli interventi che sono stati fatti e che mi hanno preceduto, noi dobbiamo dire al Governo che faccia quello che ha fatto la Spagna, quello che ha fatto la Francia, quello che ha fatto la Germania, cioè che ha invogliato un accordo tra privati, che sono i produttori di energia dei singoli paesi, e se parliamo dell'Italia dobbiamo parlare dell'Enel, un contratto tra privati che venda l'energia ad Alcoa e anche alle altre industrie energivore dell'Isola e di Portovesme ad un costo politico attraverso un accordo tra privati perché questa è l'unica strada per non incorrere negli (…) della Comunità europea che ci potrebbero riaccusare di aiuto di Stato. Questa strada è stata già seguita dagli altri paesi europei ed è quello che dobbiamo chiedere al Governo!
Poi qui io dico anche questo, qui oggi c'è un nuovo Governo, c'è il Governo Berlusconi, c'è il sottosegretario, credo che si chiami professor De vincenti se non sbaglio, ma io voglio ricordare ai presenti, perché io sono andato a verificare questa situazione che il professor De Vincenti non è che sia un trovatello, è l'ex consulente economico del ministro Visco (Governo D'Alema e Governo Prodi) quindi mi risulta che sta avendo anche atteggiamenti di apertura, l'aspetteremo alla prova dei fatti. Però credo che noi dobbiamo portare avanti questa posizione perché se ci mettiamo a fare proposte diverse non ne usciremo, questo è il primo punto.
Il secondo punto che è stato invece già citato, lo vorrei sottolineare, è il deficit infrastrutturale che oggi vive il polo industriale di Portovesme in particolare nel suo porto dove ci sono dei progetti che sono da anni fermi, ma non solo nel suo porto, io aggiungo che il deficit infrastrutturale del Sulcis è anche legato ad una viabilità paurosa, da terzo mondo. Quindi su questo secondo punto credo che qui debba intervenire la politica regionale e le vie brevi esistono perché le abbiamo già lette, non c'è da inventare niente, c'è da fare un accordo di programma che ci evita di fare bandi e quindi di avere lungaggini. Vi devo dire che i fondi ci sono, basta andarli a cercare, andiamo a vedere per esempio l'articolo 5 della legge numero 5 del 2009 che ha 100 milioni di euro fino al 2014, reiterato dalla legge numero 1 del 2011 e lì potremo avere già qualche cosina, se a questo aggiungiamo un qualcosa da parte dei fondi POR con un accordo di programma, che poi vanno in linea con quelle che sono le richieste delle province del Sulcis, noi riusciremo anche a colmare un deficit infrastrutturale che non sarà solo al servizio dell'industria del Sulcis, ma deve essere, e sono d'accordo con l'onorevole Porcu, al servizio delle nuove possibilità di sviluppo del Sulcis che non deve essere di certo l'industria metallurgica primaria, ma deve essere il turismo fatto in maniera seria, parlando di industria del turismo, con tutta la filiera agroalimentare.
Se noi da una parte facciamo le dovute pressioni a Roma, al sottosegretario De Vincenti, ex consulente del ministro Visco, tanto per precisare e a livello regionale ci impegniamo tutti per colmare il deficit infrastrutturale del Sulcis, credo che potremo scrivere una pagina nuova della politica sarda, perché quella che è stata scritta nel Sulcis è una brutta pagina perché noi oggi chiunque può andare a vedere va nel Sulcis e vede delle pale che girano in una zona di territorio enorme dell'Enel. Quindi l'Enel oggi non solo produce energia giustamente la esporta e fa profitto, ma si becca anche i certificati verdi sulle pale eoliche, quindi la risoluzione del problema esiste già! E' lì a100 metri dall' Alcoa e si chiama Enel, ci vuole la volontà del Governo per fare l'accordo e con questo ho finito. Mi auguro che su questo argomento veramente si raggiunga un'unità, ma un'unità sostanziale, costruttiva, lasciando da parte le polemiche perché se no di sassolini dalle scarpe ce ne sono tanti che si possono togliere!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO (P.d.L.). Sì grazie Presidente, io ho letto con attenzione e ringrazio l'opposizione per aver presentato una mozione riguardante una tematica importante tipo la chiusura dell'Alcoa.
Guardando il sito dell'Alcoa, il giorno 13 gennaio, l'Alcoa ringraziava lo Stato, la Regione Sardegna, per un meeting organizzato dal Ministero dello sviluppo economico per discutere sulle tematiche della situazione di Portovesme. Mi stupiscono i toni dei colleghi, parlo in particolare con l'amico Cocco, perché quando si usano termini su una Giunta che sembra un pugile suonato e siamo qua per discutere di un futuro ordine del giorno, speriamo che si faccia un ordine del giorno unitario, non solito inappropriati di quest'aula parlamentare, perché quando facciamo manifestazione e ci accodiamo alle problematiche della gente, non vi è colore politico perché io firmo un ordine del giorno perché sono solidale quanto e se non più dei colleghi che sono presenti in quest'aula. Non metto una firma su un documento tanto permetterla se non la condivido, però quando parliamo di 500 persone dirette, 200 nell'indotto, più tutto ciò che è connesso perché ci siamo dimenticati di dire che quando quelle persone non percepiscono e gli viene a mancare una certezza che è il reddito che ad oggi avevano, vengono a mancare quei contratti che hanno firmato, il mutuo per la casa, se abbiamo sentito le interviste e le dichiarazioni di quegli operai che sono venuti qua sotto e che non sanno come pagarsi la rata della macchina che magari hanno comprato per poter accedere al posto di lavoro questi sono i problemi che si deve mettere il sistema parlamentare, la solidarietà è piena anche se qualcuno ha meno spazio in stampa rispetto ad altri! Andiamo a discutere oggi di chi sono le colpe? Dell'industria? Dobbiamo unirci per trovare quelle che sono le soluzioni alternative al problema che oggi esiste! Quando l'Alcoa dice se non mi abbattete il costo dell'energia dopo un'infrazione non fatta dalla Regione Sardegna, ma fatta dalla Comunità europea che ti dice che con quelle tariffe applicate per agevolarti rispetto al contesto e al costo dell'energia in una regione disagiata, in un'isola dell'Italia, sono accordi, onorevole Cocco, non sono portati avanti da una parte e dall'altra no, lei ha citato che sino al 2012 hanno garanzie, l'onorevole Porcu l'ha scritto nella mozione, hanno una garanzia della copertura. Il problema è che se non garantiamo a mi viene una preoccupazione, una perplessità: se noi oggi con l'(…) che stiamo facendo con industrie alternative io certe garanzie le proporrei anche all'esistente, perché non vorrei che diventino soluzioni diverse per coloro che vengono a comprare perché si dice:"sono sempre portatori di investimenti grossi", "hanno voglia di investire nel territorio", se non hanno le garanzie, come quelle che ha chiesto Alcoa, sulla portualità, cioè sul trasporto del prodotto finito, se non hanno garanzie sul costo dell'energia, se non ottengono le garanzie per quelle che sono le produzioni che a livello nazionale devono ridurre del 12 per cento… hanno chiuso il Tennessee, hanno chiuso l'impianto della Spagna, hanno ridimensionato altri impianti, e le 150 mila tonnellate che vengono prodotte a Portovesme dovrebbero, con l'abbattimento o con la messa in condizione di poter produrre anche a pieno regime, ridurre quelle che sono le spese per la famosa concorrenza del prodotto, perché già investire e produrre in Sardegna non è così facile, ma coloro che hanno fatto degli investimenti qua e non stanno chiedendo di arricchirli con soldi per chiudere i bilanci, stanno chiedendo di avere certezze e che non entrino organismi esterni dalla Regione e dallo Stato italiano che a oggi mi sembra la disponibilità sia massima, e soprattutto spostare quelli che sono i tempi per la mobilità, avere il tempo per finire quelle discussioni che stanno intercorrendo, come su tutte le tematiche, e che l'Assessore dell'industria oggi ci ha dimostrato che sta portando avanti. Perché oggi la discussione bellissima sulla Keller mi va bene, però le perplessità c'erano fino a ieri. In Commissione, quando abbiamo discusso del famoso collegamento delle Ferrovie a chiamata, abbiamo discusso due sedute su queste tematiche, sulla metropolitana di superficie abbiamo ridiscusso anche sulle discussioni che aveva fatto l'allora presidente Soru, sposando in pieno, sperando e auspicandoci che poi tutte queste ripercussioni, citando il caso precedente, vengano a cadere anche nel territorio sardo, perché non vorrei che qualche prodotto realizzato qua venisse finalmente messo anche a disposizione.
Sull'Alcoa il disagio che si crea tra le famiglie per il disagio che oggi si vive, oggi dobbiamo dare soluzioni certe. A me piace perché è citato il famoso CO2, il gassificatore del Sulcis, il carbone del Sulcis: oggi servono risposte concrete in tempi accelerati; il piano per il Sulcis è una cosa perfetta, e nell'ordine del giorno spero venga ribadito, concordato e depositato con il Governo nazionale, però gradirei anche estendere tutte quelle che sono le agevolazioni a tutti i casi che si stanno venendo a creare. Vi cito solo una problematica, che probabilmente si trasformerà anche in mozione: il disagio che hanno creato oggi gli autotrasportatori. Quale anche Presidente della Commissione commercio, ci sono arrivate segnalazioni per delle zone bloccate nella SS 131, ex 131, Podda legnami e altre attività commerciali che hanno avuto un disagio per una manifestazione e una rivendicazione giusta di quelle che sono tematiche oggi all'ordine del giorno nazionale, dove la Sicilia ha ottenuto un tavolo nazionale per una risoluzione con una stanziamento per 400 milioni di euro per attutire una parte di quei problemi sollevati con le tematiche delle manifestazioni.
Sull'Alcoa naturalmente io voto l'ordine del giorno, se verrà depositato adesso prima della discussione finale della mozione, perché sono convinto che non vi è differenza su quelle che sono le problematiche che oggi vive quel territorio particolarmente danneggiato: come dice "L'Espresso", l'ultima provincia d'Italia per reddito. Oggi abbiamo delle possibilità per aiutarli; andiamo tutti a sostenere quelle che sono… dando piena fiducia alla Giunta, ovviamente, che con il nostro sostegno ha sicuramente un peso maggiore e che oggi ha dimostrato con la risoluzione di problemi che abbiamo votato in provvedimenti anche precedenti a questa discussione, per andare a rafforzare quelle che sono le posizioni nella discussione al tavolo nazionale affinché, o si trovi una soluzione con l'esistente, oppure con la Glencord, visto che c'è una trattativa aperta, l'importante è che la tutela di quei 500 posti di lavoro, importanti come erano importanti prima i 320 dalla Keller, trovino finalmente una continuità lavorativa e quelle garanzie tutelate per poter domani affrontare la vita quotidiana, il sopperire a quelle che sono le carenze dal punto di vista economico, visto che i tassi di disoccupazione che abbiamo in quest'Isola sono analoghi e anzi più accentuati di quelli della regione Sicilia. E gradiremo davvero nella sua interezza avere risposte a quelle che sono a oggi quelle tematiche importanti che ci possono distinguere con battaglie unanimi, senza lasciare feriti o caduti, o senza usare termini impropri per quest'Aula parlamentare dove si devono discutere tematiche importanti che riguardano l'interezza della regione e soprattutto la problematica di un territorio che ha ripercussioni dal punto di vista occupativo importanti per tutta la Sardegna, non è una sola provincia ma l'intera Sardegna. E soprattutto abbiamo la certezza che i primi punti la Giunta li stia già portando avanti, e anzi abbiamo la certezza, viste le interlocuzioni che ci sono state anche col Governo in queste ore, per poter finalmente avere la conferma di tenere qua lo smelter, e avere soprattutto qualcuno che porti dei capitali o reinvesta la parte che serve per tenere aperto con efficienza quel poco di industria rimasta nella nostra Isola, perché se togliamo coloro che a oggi hanno fatto investimenti… Alcoa può essere bella, brutta, possiamo criticarla, ma ha investito dei capitali che hanno permesso dal 1972 quando ha aperto la fabbrica di avere quelle unità produttive senza creare le problematiche che abbiamo discusso per altre industrie della stessa zona del Sulcis che a oggi non hanno avuto la fortuna di poter riavviare l'attività.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (I.d.V.). Non interverrò sulla mozione, mi rifaccio totalmente alla relazione introduttiva del collega Porcu per quel che riguarda la mozione, intervengo solamente sulla bozza unitaria di ordine del giorno che è stata definita e sottoscritta, anche perché questo ordine del giorno richiama la discussione che è intervenuta tra i Capigruppo e la delegazione dei sindaci, rappresentanti sindacali e pescatori del Sulcis che abbiamo incontrato questo pomeriggio prima dell'avvio dei lavori del Consiglio. Dentro quest'ordine del giorno sono inserite tutta una serie di problematiche che sia i lavoratori dell'Alcoa che i sindaci, i sindacati e le forze produttive del Sulcis hanno posto alla nostra attenzione: oltre alla difesa del tessuto produttivo sulcitano ampiamente sotto attacco dalla crisi e dagli errori nella gestione di questi stabilimenti, in primis anche la richiesta forte che è venuta dai sindaci di pervenire, con una discussione che interessi i territori del Sulcis, ad una legge speciale, un "piano Sulcis" che tenga conto del Piano strategico territoriale della provincia di Carbonia-Iglesias. Parlo con molto interesse di questo Piano strategico territoriale perché fortunatamente in esso è prevista non solo la difesa del tessuto produttivo e delle industrie energivore presenti nel Sulcis, ma c'è un indirizzo di proposta di nuovo progetto di sviluppo del Sulcis-Iglesiente che punti alle risorse locali, non solo al tessuto industriale che purtroppo, tra virgolette, è stato definito sulla base di scelte di lavorazione di prodotti non direttamente legati alle produzioni sarde. Ecco perché uno degli elementi che m'interessa sottolineare in questa discussione è la preoccupazione espressa dal sindaco di Santadi per il fatto che nel Sulcis stanno crollando non solo le produzioni industriali e l'occupazione legata alle attività industriali, ma anche e soprattutto - lo sottolineo con grande preoccupazione - stanno crollando anche le attività imprenditoriali agricole, e hanno per esempio manifestato anche stasera una grande preoccupazione per il proprio futuro i rappresentanti dei pescatori del Sulcis. Per cui agricoltura, pesca, turismo, sviluppo dei prodotti locali e delle produzioni che possono essere legate ai beni legati alle nostre tradizioni e alla nostra storia sono, a mio avviso e a mio modesto parere, gli elementi su cui battere, oltre alla difesa strenua del tessuto industriale e dell'occupazione che essa riesce ancora a garantire e che non possiamo in questo momento assolutamente abbandonare. Ecco perché io annuncio, approfitto di questo intervento per annunciare il voto convintamente favorevole all'ordine del giorno, che accompagna questa mozione, che concluderà questo dibattito, e manifesto la totale disponibilità del Gruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale a sostenere tutte le battaglie che possano essere necessarie per far uscire il Sulcis dalla crisi che lo attanaglia e per lavorare per un nuovo modello di sviluppo che possa interessare tutta la nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, la mozione che abbiamo in discussione ci pone all'attenzione problemi enormi e non credo siano da chiudere in questa serata così, in questo clima, né con qualche effluvio di parole in più in questa circostanza. Abbiamo parlato con i sindaci, abbiamo parlato con le organizzazioni sindacali, abbiamo parlato con i pescatori, abbiamo sentito quali sono le difficoltà che vive la Provincia del Sulcis. Sappiamo qual è, e abbiamo toccato con mano le difficoltà che vive che incarna quella società civile. E' quindi inutile perdersi in tante parole. Però, bisogna riconoscere che il presidente Soru a mo' di battuta ha detto: ricordatevi che stiamo riparlando di partecipazioni statali o partecipazioni regionale; e il tema che ci vedrà impegnati più avanti quando dovremmo con serietà affrontare i problemi dello sviluppo in Sardegna quale tipo di sviluppo si vuol dare alla Sardegna e all'interno di quella progetto di sviluppo vedere quale sarà lo spazio riservato al settore dell'industria. Settore dell'industria che spesso viene posto da una parte come ormai temi vecchi che invece uno Stato serio, una Regione altrettanto seria deve porsi davanti se vuole e mira a quello che è la possibilità di innovazione e di sviluppo serio legato ad altre attrattive e ad altre possibilità.
Ebbene su queste priorità credo che ci si dovrà battere, ma il problema è tutto politico e il rapporto della Sardegna con lo Stato; è il rapporto di questo Governo regionale con il Governo dello Stato; è un rapporto che sino ad oggi ci ha visto soccombere non avere quell'autorevolezza che si dovrebbe avere nella essere accolti con quella giusta presenza di Regione che rivendica un proprio ruolo. Non possiamo ancora una volta guardare quello che avviene con la Regione Sicilia, non possiamo pensare che abbiamo perso tempo a chiacchierare tra di noi senza avere un punto preciso d'approdo. Dobbiamo rivendicare un ruolo nuovo, veramente di sovranità per la nostra Isola, al di là dei discorsi indipendentisti o questo. Di sovranità nel governare i propri destini. E allora è strano parlare di accise quando abbiamo pensato una proposta di legge nazionale che avrebbe dovuto dare alla Sardegna altro respiro e abbattere i costi della stessa benzina se fosse stato possibile per chi la utilizza in Sardegna essendo essa prodotta qui. E' strano non ricordarci dell'insieme della vertenza Sardegna all'interno della vertenza sulle entrate, è una serie di proposizioni che dovranno vedere questo Consiglio seriamente impegnato. Ma chiudo qui, dico semplicemente che per i problemi che abbiamo oggi davanti basta all'ordine del giorno unitario che verrà proposto al voto in Aula e che darà certamente la tranquillità alle istituzioni locali del Sulcis che ce la chiedevano che c'è l'impegno dell'intero Consiglio regionale a fianco della Giunta regionale nel cercare di risolvere quei temi e quelle problematiche che attanagliano quella provincia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dessì. Ne ha facoltà.
DESSI' (P.S. d'Az.). Grazie Presidente, io intervengo, non sono consono a intervenire, di solito ascolto molto ma non posso esimermi oggi. Intervengo perché non vorrei che quest'ordine del giorno conseguente dalla mozione sia l'ennesimo ordine del giorno. Io credo che, almeno per quanto mi riguarda oggi sto vivendo qua in questa aula un clima quasi surreale, io credo che forse sarebbe stato meglio che al posto del televisore dove adesso ci sono io che parlo avessimo acceso le due trasmissioni che stanno andando in onda su La 7 e sul servizio pubblico, che stanno rappresentando, credo, perché io non le sto vedendo, ma me le stanno registrando, che stanno rappresentando le lamentanze di un territorio che di tutto ha bisogno ma non dell'esercizio delle capacità di quanto in questo Consiglio si sappiano sciorinare numeri. Perché io credo che è da decenni il problema dell'energia, non da giorni, il problema del polo industriale di Portovesme per non dire di tutta l'industria in Sardegna per non dire l'industria che viene portata avanti dal Governo nazionale, sia oggetto di discussione ma non mai di risoluzione.
Ed è chiaro che in assenza di strumenti veri, quindi di politiche industriali quindi in questo caso qualsiasi provvedimento che venga preso ben venga perché viene in un momento molto particolare, perché la drammaticità che l'Alcoa chiude in un momento forse storicamente uno dei più critici che questa Regione, che il territorio del Sulcis sta affrontando, lo danno i numeri che cito, neanche li cito anzi, i numeri che hanno già letto tutti quanti sulla disoccupazione, sulla provincia più povera d'Italia, penso solo la Provincia di Agrigento sia quella che per pochi decimi di punteggio sia sotto la Provincia di Carbonia Iglesias. E in questo contesto noi adesso dobbiamo andare a dimostrare che l'autonomia di questa Sardegna, a rivendicare con autorevolezza, ahimè un'autorevolezza che oggi manca in un contesto anche dove la politica oggi ha perso di credibilità, e io credo e richiamo me stesso, ma sto richiamando l'intera Aula davvero a pensare di assumere un ruolo incisivo e importante rispetto a queste situazioni, che la vertenza Alcoa ci mette al centro oggi della drammaticità ma che non può essere sicuramente un risultato come quello che abbiamo portato via nel 2010, a maggio dove tutti sapevamo che probabilmente non era risolutivo anzi pericolosamente ci portava dove ci ha portato.
Quello che mi preoccupa è l'assenza della politica, l'assenza di iniziative in questi 2 anni, assenza che ha prodotto un disastro e chi viaggia nel Sulcis in questi giorni è epicentro di una grave situazione di disagio sociale che vede davvero la mobilitazione partita dalle partite Iva ma che sta raccogliendo attraverso la popolazione dei consensi pazzeschi, addirittura dei presìdi spontanei fatti da giovani studenti, fatte da casalinghe, fatti insomma da tutta la popolazione. Presìdi che non sono controllabili, presìdi che sicuramente, ripeto, se oggi fossimo collegati con le trasmissioni forse qualcuno in questa aula invece di sciorinare numeri avrebbe già incominciato a rimboccarsi le maniche, oltre che mettere su quei piani industriali che in Sardegna non solo sono una mancanza di piani industriali, ma sono una mancanza di piani per l'agricoltura, qualsiasi tipo di piano di sviluppo di questo territorio serio e concreto. E' chiaro che quindi mi viene difficile stare concentrato e mettere in piedi un discorso che possa dire quanta produzione può tirare fuori l'Eurallumina. A me interessa che noi veramente andiamo a rivendicare i nostri diritti da chi ha le vere responsabilità di questa situazione, assumendoci ognuno i propri ruoli, e sicuramente non lasciando nessun tipo di iniziativa politica forte che faccia in modo soprattutto nei confronti di quella popolazione che oggi è lì in piazza, che è nelle tende nei vari incroci, non bisogna farli sentire soli, oggi si sentono soli, si sentono soli. Hanno bisogno di far sì che la politica cambi, far sì che la politica riacquisti la vicinanza con i territori, non quello che si percepisce in assenza della politica, non sicuramente quel corto circuito umano e politico che ha prodotto il risultato che abbiamo tutti sotto gli occhi, una politica sbagliata industriale, senza dare colpe, qui non c'è da dare colpe a nessuno, qui si tratta di mettersi in condizioni di dare delle risposte e cercare di portare delle soluzioni, soluzioni che sicuramente abbiamo in mano, soluzioni che possono venire, sì, dalla messa in marcia del polo industriale di Portovesme, e inchiodando il Governo sulle dichiarazioni facili che fa di polo strategico. Se è strategico, faccia gli atti conseguenti, se è strategico per l'Italia, faccia gli atti conseguenti, non può rimanere lì a fare enunciazioni e poi lasciare il cerino in mano a chi non ha le soluzioni a portata di mano, perché sennò bisogna fare altre scelte, e sicuramente altre scelte ci sono in campo. Io credo che tutta la Sardegna, tutte le province abbiano messo in piedi dei piani strategici per poter uscire fuori dalla crisi, sicuramente ce li hanno tutte, il Sulcis ce li ha, ha delle linee guida che sicuramente mettono in piedi alcune situazioni che possono dare prospettiva. Ma non sto qui oggi ad elencare e fare una sorta di censimento di tutte le questioni che sono in piedi e che possono mettere in condizioni la Sardegna di ripartire, e soprattutto il territorio che conosco molto bene, lo conosco molto bene, lo ricordo a quest'Aula, sono dodici anni che faccio il sindaco, quindi lo conosco profondamente bene, conosco quali sono le capacità dei nostri lavoratori e conosco qual è la forza del territorio, dimostrata in altri tempi per resistere e andare avanti. L'unica cosa che manca, lo sottolineo per l'ennesima volta, è la vicinanza della politica. Si sentono abbandonati, probabilmente non è una politica adeguata a dare delle risposte, ma allora, se non siamo adeguati a dare delle risposte, non so cosa sia la funzione di questo Consiglio, mi viene difficile pensarlo. Chiaramente, le risposte non possono essere immediate se si parla di polo industriale che deve ripartire, sicuramente una risposta immediata sarebbe quella di mantenere al lavoro sicuramente l'Alcoa per l'effetto domino, perché l'Alcoa è stata l'elemento scatenante di questa protesta che stava montando da parecchio tempo, è stata l'elemento che ha mandato nel panico il territorio, ha creato quella polveriera che ci mette nelle condizioni di non governare più. Da amministratori, per i vari ruoli, soprattutto da sindaci, ci vediamo costretti a non riuscire più a gestire il quotidiano e l'ordine pubblico, diventa davvero un qualcosa di drammatico. Tutto questo, chiaramente, contribuisce molto al ruolo che ha la Regione, la Regione Sardegna deve snellire le procedure che vengono messe in campo per dare le risorse ai comuni, per far sì che siano immediatamente spendibili, e bisogna sicuramente portare a casa quella … del patto di stabilità. E' chiaro che tutto questo non può concretizzarsi se non c'è un'unità di intenti, se ancora stiamo a discutere di chi è la colpa o di chi sono i meriti, qua si tratta davvero di far capire al Governo nazionale, come è successo vergognosamente, io mi aspettavo che si fosse aggiunta all'ordine del giorno la questione Sicilia, che ottiene l'incontro col Governo e ottiene anche dei risultati. Noi questi risultati dobbiamo andarceli a prendere, e dobbiamo andarli a prendere insieme a tutte le categorie. La gente si aspetta una forte presa di posizione nei confronti del Governo in questo caso, lasciando da parte i campanilismi, lasciando da parte anche, per quanto mi riguarda, la poca passione che ho per il polo industriale. Ricordiamoci che non abbiamo mai messo nel conto di queste persone la qualità della vita di quel territorio, e basta leggere oggi, e concludo, visto che il tempo è finito, cosa dicono i titoli dei giornali: "Preoccupazione dopo l'analisi dell'Istituto superiore di sanità sui terreni del centro industriale del Sulcis. La frutta di Portoscuso fa paura. La ASL: meglio non darla tutti i giorni ai bambini".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Presidente, molto brevemente, a conclusione dell'ordine del giorno, è indicato un punto, il punto 7, che impegna il Presidente della regione e la Giunta a presentare al Governo con urgenza un piano redatto dalla Regione in linea con le scelte del piano strategico territoriale della Provincia Carbonia-Iglesias. Questo lo dico perché questa discussione non sia una discussione tradizionale nel suo svilupparsi, cioè una sorta di autocritica che poi neppure ci apparterrebbe, perché non abbiamo l'età, come si suol dire, per fare quel tipo di autocritica sulle scelte che hanno determinato il processo di industrializzazione prima e di deindustrializzazione dopo dell'area del Sulcis-Iglesiente. Io non sono uno di quelli che dà un giudizio negativo in assoluto delle partecipazioni statali, penso che ogni stagione abbia meriti e abbia anche limiti. Penso che la Sardegna non avrebbe avuto uno sviluppo importante se non avesse avuto il Piano di rinascita, penso che non avrebbe avuto uno sviluppo significativo quel territorio se non ci fosse stato progressivamente un intervento pubblico, anche massiccio, per la costruzione di un apparato industriale, di un polo energetico industriale significativo a livello nazionale. Per decenni hanno lavorato tanti lavoratori, sono cresciute tante famiglie. I figli di quella stagione sono arrivati a posizioni anche di prestigio personale, hanno fatto carriere, si sono costruiti una casa, hanno messo su una famiglia. Direi che, se dovessi giudicare tra quel tempo e questo tempo, mi verrebbe da promuovere quello e da bocciare questo, perché questo è un periodo di declino, che non è solo un declino economico, è un declino anche culturale, è un declino anche morale, ed è un declino accompagnato da un grande problema, cioè la rinuncia progressiva a ragionare, a elaborare, a progettare, a costruire sulla base di idee. C'è più la sceneggiata: "E' colpa tua, non è colpa mia, ma c'eri tu, ma c'ero prima io, dopo sei venuto tu, quello che hai fatto tu perché lo rimproveri a me che lo sto facendo adesso", e così noi passiamo il tempo della discussione. Questo è il piano strategico provinciale della Provincia Carbonia-Iglesias. Ovviamente, come tutti i piani strategici che fanno le province, che elaborano le pubbliche amministrazioni sono mallopponi da 1200 pagine, che è anche difficile sfogliare, perché hanno una parte di analisi, che serve anche poco poco ad ingrassare consulenti, che dura per 1000 pagine, e poi ce ne sono 200 che hanno un contenuto, una proposta, un'ipotesi di lavoro, e in queste ipotesi di lavoro non c'è la conservazione dell'esistente come elemento caratteristico, come peculiarità principale, al contrario c'è una sorta di sistema a stella, dove si colgono, Presidente, più questioni: dallo sviluppo turistico, ad interventi specifici in materia di sviluppo locale, alla riqualificazione urbana, all'infrastrutturazione del territorio e tante altre cose, cioè io penso che ci siano elementi sui quali vale la pena lavorare per costruire una proposta da presentare al Governo. Detto questo noi abbiamo un dovere, che anche sull'immediato l'abbiamo fatto per Keller, che magari vorremmo crescesse anche come industria, nel futuro, e fosse uno dei punti nevralgici del settore industriale della Sardegna, perché io penso che la Sardegna non debba rinunciare ad avere un'industria, sono perché sia un'industria sostenibile, ecosostenibile, che sia un'industria il più possibile avanzata, sono perché sia un'industria assolutamente produttiva, sicuramente capace di competere, sono per un'industria di questo tipo. Però abbiamo una questione immediata di fronte, abbbiamo, cioè, il dovere di intervenire anche sulla condizione sociale e, soprattutto, abbiamo il dovere di non smantellare, ma, casomai, di riconvertire, casomai di modificare e capire quali sono anche i tempi, le modalità, attraverso le quali operare le necessarie evoluzioni. Per questa ragione io voto a favore dell'ordine del giorno, e invito l'assessore Zedda, perché ci sarebbe piaciuto ci fosse il Presidente, ma questo non lo dico per polemica, lo dico ai colleghi del centrodestra, lo dico perché uno degli elementi caratteristici del declino è questo. Negli anni 80 un Presidente come Mario Melis non avrebbe mai disertato dibattiti di questa natura, sarebbe stato un protagonista di ogni seduta del Consiglio regionale, avrebbe accettato, sviluppato, migliorato il confronto tra le forze politiche, si sarebbe rappresentato lui come condottiero di una battaglia per l'affermazione dello sviluppo della Sardegna, e non avrebbe ceduto il suo ruolo da protagonista a nessun altro, a nessuno di noi! Questo è un limite, disastroso, che io credo sia derivato dell'elezione diretta del Presidente, dal fatto, cioè, che si sente organo parallelo, che si deve dimenticare dell'Assemblea parlamentare dei sardi. Detto questo, noi siamo disponibili a collaborare, a costruire insieme, lo dico all'assessore Zedda perché martedì noi ci dovremo vedere con il Presidente anche su questi argomenti. Cioè, se l'atteggiamento è: "Vi facciamo la lezione", andate pure! Se l'atteggiamento è, invece: "Ci sediamo e vi ascoltiamo e prendiamo atto anche delle cose che ci dite", può darsi che si crei un clima positivo, come si è creato tra i consiglieri regionali in Commissione bilancio per cercare di operare per mettere in piedi alcuni strumenti anticrisi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.-FLI). Io voglio precisare, l'avevo dichiarato durante l'incontro con le maestranze, che sarei intervenuto nell'arco della mozione, quando parlavano i sindaci eccetera, ho fatto qualche battuta sul pessimismo, ho sentito tanti interventi autorevoli eccetera, io non faccio certamente ricerche attraverso il computer, cerco di fare uno sforzo di memoria stasera. Bene, purtroppo dovrò dire anche delle cose che possono anche dar fastidio, ma io parto da lontano. Non ci sono grandi differenze, esisteva una Provincia, Sulcis-Iglesiente-guspinese, non è che se il Sulcis sta male il guspinese sta molto meglio. Ebbene, ci siamo mossi in tutti questi anni, abbiamo grosse tradizioni, abbiamo avuto delle crisi cicliche, sempre, costanti, e le abbiamo superate tutti, e errori ne hanno fatto un po' tutti. Si parlava di piano di rinascita; certo, la legge numero 67, diceva un amico, soprattutto Vicepresidente, l'onorevole Contu... l'onorevole Congiu, articolo 14 dice: "Una base … metallurgica manufatturiera". Siamo nati, cresciuti in un'area geografica che ha grandi tradizioni, i moti operai del 1904 a Buggerru lo dimostrano, una sensibilità diversa, ma abbiamo sempre cercato di trovare l'unità, unità che ci portava le maestranze, i minatori venivano a Cagliari e non hanno mai perso un posto di lavoro, si battevano per il mantenimento dei posti di lavoro. E allora, carissimi, ruoli ne hanno sbagliato tutti, io arriverò alla fine a dire il ruolo dell'Enel eccetera. Faccio un esempio fra tutti. Io ho vissuto l'esperienza, non come gli altri, forse nessuno più di me, quando sono sorte queste aziende, ma sono sorte perché era scomparso il settore carbonifero, e uomini illuminati hanno praticamente costruito con intelligenza, come pochi, quel grosso colosso che, se avessi voluto, io che ero presidente del consorzio, avrei fatto chiudere l'industria in 3 giorni, oggi si parla di malattie invalidanti, e allora c'erano. Quando … per esempio scaricava 32 metri cubi al secondo di acqua di riscaldamento, acqua calda per raffreddamento, quando praticamente le celle non erano coperte e quindi il fluoro creava quei problemi e quindi le battaglie con gli agricoltori eccetera, e, amici cari, abbiamo cercato di fare, però le responsabilità son di tutti. Un giorno si inventarono in questa sede che era opportuno indirizzare la bauxite di Olmedo, la più grossa stupidità della storia. Si sapeva che la bauxite di Olmedo, perché si andava in miniera, costava 3 volte che se veniva dall'Australia, per cui abbiamo fatto un po' di lavoro, abbiamo sperperato denaro pubblico, ha ragione lei, onorevole Soru, quando dice: "tutte queste aziende…", dalla Carbosulcis, a Silius, alla Keller, alla Sardamag, eccetera, erano tempi diversi, però la gente si batteva unitariamente. Le industrie di Portovesme non avevano ragion d'essere perché mancava l'acqua, l'acqua veniva portata via agli agricoltori da Monte Pranu, è quanto c'era la siccità una società come la SAMIM, Portovesme eccetera cosa faceva? Portava le navi cisterna dalla Tunisia e dalla Spagna; diciamole queste cose! Perché sono delle verità. Il porto; non tocchiamo le responsabilità del porto! Il porto non doveva essere fatto. Con 160 metri andavano avanti, il porto, perché sia chiaro a tutti, i 50 miliardi servivano per fare una ferrovia di collegamento fra il polo di Portovesme e Carbonia, si scelse invece che forse si poteva utilizzare il gommato e recuperammo 50 miliardi. Perdemmo 2 anni per responsabilità della Regione, dell'allora Assessore, Pecoraro Scanio poi ha fatto la sua parte e, purtroppo, ci siamo trovati che il porto è ancora lì, ci vorranno degli incentivi, però stiamo attenti, che se c'è una società, questo voglio dire, che ha avuto tutto, da parte di tutti, perché aveva amici e aveva molte conoscenze, l'unica cosa che è rimasta … è un mio vecchio amico d'infanzia, l'ingegner Toia, privo di ogni tipo di responsabilità, anche se è manager a livello europeo, non conta, l'unico, tutto il resto l'Alcoa l'ha avuto, ha avuto quindi terreni, ha avuto tutto, non si è interessato delle bonifiche, perché delle bonifiche se n'è interessata la Alumix, ha avuto tutto! Ha avuto le agevolazioni costantemente perché ai tempi in cui c'erano le partecipazioni statali si producevano 20 mila tonnellate, non 150 mila, c'erano passivi ma tutti contribuivano. Ebbene, io devo dire soltanto questo, che al di là dei privilegi che hanno avuto gli hanno dato tutto. Pensate che oggi l'Alumix è l'unica che si è interessata di bonifiche, l'Alumix, la società che poi ha potuto cedere il tutto. Ebbene, cosa fatto l'Alcoa? L'Alcoa pagava anche recentemente 35 euro a megawatt; la Portovesme ne paga 70! La Portovesme ha fatto investimenti! Abbiamo fatto un accordo con tutti i sindacati, hanno investito 20 milioni di euro per fare nuovamente la fonderia San Gavino e per utilizzare il polo dello zinco, però è penalizzata, e ci arrivo.
Quindi le crisi le abbiamo sempre e costantemente superate. Certo, la crisi del comparto ha creato una serie di disfunzioni nel territorio, è tutto determinato da questo, ma è una scelta che abbiamo fatto noi, non è una scelta che hanno fatto altri, così come va detto, ho sentito che ci sono illuminati, medici, professionisti, eccetera. Non è vero! L'unico medico che ha fatto gli studi appropriati al riguardo è il dottor Sanna Randaccio, il direttore della scuola specifica di medicina del lavoro, e certamente le condizioni di oggi sono dieci volte superiori al passato e va detto anche questo. Certo, dovevamo scegliere se utilizzare una cosa anziché un'altra, certo abbiamo scelto di mantenere in vita 7000 lavoratori, certo abbiamo dato uno stagno, che è Su Stangioni, che è stato ricoperto dai fanghi rossi, certo abbiamo dato 100 ettari per creare industrie e li abbiamo dati invece a chi per fare una grande cattedrale, e io sono il responsabile, per poter consentire che i fanghi rossi venissero, perché se no lo stabilimento doveva chiudere perché i fanghi rossi venivano portati con le bettoline fra la Vacca e il Toro di Sant'Antioco, e quindi si sono fatte queste cose. Ci sono stati momenti particolari. Certo, c'è stato un momento nel quale un ingegnere, direttore dell'Eurallumina, siccome sul mercato (…) l'allumina costava 2 lire ha ritenuto di comprarne 10 miliardi; è salito il valore dell'allumina e immediatamente ha avuto un doppio vantaggio, cioè ha rivenduto quello e non ha spento i motori dell'Eurallumina. Allora io faccio alcuni esempi. Un esempio. Sapete voi che l'Alcoa porta navi da 7-8 mila tonnellate e che l'Enel, perché a questo voglio arrivare, fa pagare un fitto? Sapete voi che per esempio la società - è su questo che (…), è l'Enel il responsabile - ha avuto persino due impianti, uno eolico a Portovesme recentemente e ha avuto un impianto nel nord Sardegna di fotovoltaico? L'Enel ha una responsabilità grossa, è quella che avrebbe dovuto creare condizioni diverse in quel territorio, ma oggi abbiamo una situazione diversa. Oggi abbiamo una società che dice: "Benissimo, io sono disponibile", la Glencore. Tanto non torna! Io non è che sia pessimista, lo so! Me lo hanno detto due anni fa, me lo hanno detto un anno fa i miei amici all'interno di quelle strutture. Mi hanno detto sempre i direttori generali che l'Alcoa sarebbe andata via e va via. Utilizziamo un altro filone perché non intende…, non è che se rimane sei mesi, eccetera. La Glencore sapete voi che ha stabilimenti che producono 120 milioni di tonnellate di carbone? Sapete che l'Enel compra il carbone dalla Glencore? Sapete che la Glencore ha impianti di alluminio? Certo, bisogna dare le garanzie strutturali per quanto riguarda il carbone. Sapete voi che delle due centrali da 160 megawatt dell'Alumix una è ferma, e quindi bloccata dall'Enel, e che l'altra di 160 mila tonnellate, invece, sapete cosa fa? E' ferma ma è praticamente di riserva e che lo Stato gli dà i soldi senza produrre? Ci sono anche queste cose che ovviamente vanno valutate con molta attenzione. Allora, se c'è un interesse muoviamoci in questo filone. Certo, vincoliamo una società come ovviamente l'Alcoa, che ci metta nelle condizioni che non possa regalare tutto quanto e possa continuare questa società come l'Alcoa vada via così, dopo che ha avuto gli immobili, ha avuto mille vantaggi, mille procedure che ha seguito, eccetera. In questa situazione io credo che però noi abbiamo ancora la forza per poter reagire come abbiamo sempre reagito in passato per creare quelle condizioni che ci possono mettere ovviamente…
PRESIDENTE. Assessore Oppi, il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Giampaolo Diana. Ne ha facoltà.
DIANA GIAMPAOLO (P.D.). Lo diceva il collega Porcu, noi abbiamo presentato la mozione e l'obiettivo della mozione era anche quello di discutere di politica industriale in quest'Aula. Ora l'attenzione non mi pare permetta di farlo. Dovremmo comunque farlo, assessore Zedda, prima o poi dovremmo in quest'Aula tentare di cimentarci in una riflessione seria sulla politica industriale perché o facciamo questo oppure stiamo scegliendo noi di accompagnare il feretro dell'industria in questa Sardegna, perché di questo si tratta. Poi, l'assessore Oppi interviene con competenza, conoscendo e anche con passione, però attenzione, assessore Zedda, io glielo dico anche riconoscendole un impegno in questi mesi in cui lei è Assessore. La chiusura di Alcoa rischia di essere davvero un pezzo che cancella una politica economica durata circa 35-40 anni in questa regione. Io non sono tra quelli che condannano le scelte di industrializzazione che si sono fatte in questa regione perché se non si fossero fatte quelle scelte oggi noi saremmo una regione molto più povera e non soltanto economicamente. Oggi sento parlare anche in quest'Aula - assessore Zedda, mi dispiace che lei sia sola a rappresentare la Giunta - di nuovo modello di sviluppo, di un modello di sviluppo alternativo. Io vorrei chiedere anche ai colleghi che ne parlano con tanta enfasi per cortesia diteci qual è lo straccio di idea che avete relativamente al modello di sviluppo alternativo a quello esistente. Ne sento parlare da anni, non ho ancora sentito un cane - scusate per l'offesa, parlo per me stesso - che ci dica in che cosa si estrinseca questa magica parola, questo magico proponimento di nuovo modello di sviluppo economico. Dov'è? Chi lo propone? In che cosa consiste? Consiste nel turismo? Consiste nell'industria turistica? Bene, per cortesia qualcuno ci presenti un piano, una proposta di industria turistica capace di valorizzare forse la parte più nobile che abbiamo ancora in questa regione, senza deturparla quella parte, e magari che riesca anche a produrre un minimo di ricchezza in questa regione. Non c'è tempo, io non voglio dirvi qual è il contributo che dà il turismo, che dà l'industria turistica come contributo di valore aggiunto in questa regione, ma conosciamo tutti questi indicatori. E ancora, ma chi è che impedisce in questa regione la realizzazione di questo modello di sviluppo basato sull'industria turistica? Qualcuno mi vuol dire che questa grande idea, questo grande progetto, questo nuovo modello di sviluppo è impedito dall'attuale presenza dell'industria? Io ricordo a tutti molto umilmente che il peso, il contributo di valore aggiunto dell'industria in senso stretto in questa regione oggi è meno del 10 per cento, l'agricoltura è al 4 per cento, il resto è tutto terziario, servizi. Certo nei servizi c'è tutto, anche gli istituti di credito, i trasporti, c'è tutto, però attenzione, il peso che in Sardegna ha questo settore merceologico rappresenta dieci punti in più della Regione Lombardia. Però vivaddio, in Lombardia i servizi sono al servizio di un apparato produttivo appena appena più robusto e consolidato di quello che abbiamo in Sardegna. Io vorrei capire di cosa parlate, di cosa parliamo quando evochiamo questo nuovo modello di sviluppo!
Impedisce a questi statisti, a questi grandi economisti di presentare questo nuovo modello di sviluppo? Lo impedisce il petrolchimico ex di Porto Torres? Lo impedisce l'industria metallifera dei non ferrosi del Sulcis? Lo impedisce il cloro soda di Assemini? Lo impedisce la Keller? Lo impara. Allora per cortesia smettiamola, non nascondiamoci, dietro queste parole non nascondiamo un'incapacità, una debolezza nostra di saperla offrire a questa Regione un futuro economico migliore di quello che abbiamo finora. Io vorrei dir questo, lo dico così quasi provocatoriamente. Io vorrei che questa Regione riuscisse e in questi ultimi anni purtroppo non ci sta riuscendo, a tenersi quello che ha, altro che nuovo modello di sviluppo, io sarò tra i primi che staranno dietro a questi professori, a questi economisti, a questi Presidenti di Regione, Assessori, Giunte e quant'altro quando ci proporranno questo modello di sviluppo, io sarò dietro. Però chiederei a questi assessore Zedda, anche a lei per la responsabilità che ha, di fare l'impossibile per non perdere quello che abbiamo. Non prendetevela, lo dico alla Giunta, in questi tre anni assessore Zedda, lei me ne rendo conto non ha tutta la responsabilità però anche lei appartiene a questa maggioranza anche se da poco è Assessore regionale dell'industria. In questi tre anni non si parla e non si è parlato, non ci avete fatto vedere uno straccio di politica industriale. La politica industriale non è soltanto affrontare le emergenze che pure vanno affrontate e avrete il nostro plauso ogni qual volta riuscite a risolverne una come questa di Keller. Io faccio un esempio, assessore Zedda, tra le politiche industriali ci sono anche le politiche fattoriali, tra i fattori alla produzione in Sardegna ahinoi c'è quello dell'energia sia elettrica che termica, è un fattore di grande diseconomia per le nostre produzioni. Oggi ho sentito parlare di accordi bilaterali, mi pare dal collega Locci, si è parlato di altre regioni in cui si sono fatti accordi bilaterali, neanch'io guardo il computer assessore Oppi e ricordo a noi tutti però non affondando la memoria nel tempo che può l'assessore Oppi, lo dico ovviamente con affetto, senza nessuna vena polemica, mi riferisco agli ultimi anni, agli ultimi 6-7 anni. Assessore Zedda, la Sardegna è stata la prima a realizzare accordi bilaterali. Io vi voglio ricordare quelli realizzati con l'ENEL a vantaggio dell'industria energetica del Sulcis e quello realizzato con Endesa che doveva andare a vantaggio del territorio, delle attività produttive nel sassarese, si è fatto l'accordo bilaterale ma non siamo riusciti ad attuarlo. Ma sapete perché si sono fatti gli accordi bilaterali? Lo sa bene l'assessore Oppi, perché per fare gli accordi bilaterali, perché un contraente è la Regione l'altro può essere l'ENEL, può essere Endesa, ci vuole credibilità, cosa che in tre anni si è persa totalmente e nessuno ci dà credito. La ragione vera è questa! Se questa Regione col suo Presidente così come fa col Governo si presenta all'ENEL o a Endesa o ad E.ON oggi se è fortunato lo fanno ricevere dall'ultimo commesso con tutto il rispetto per i commessi, nessuno me ne voglia, di questo stiamo parlando. Ecco perché anche sul terreno dei fattori noi siamo in tre anni tornati indietro di venti, questa è la ragione vera, non ci sono esempi da guardare oltre confine, sono esempi che noi abbiamo messo in essere...
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'industria.
ZEDDA (P.d.L.), Assessore dell'industria. Mi rendo conto che l'ora è tarda però è necessario avere ancora un po' di lucidità per chiarire alcuni passaggi che ritengo siano importanti, soprattutto per evidenziare dei fatti. Intanto rassicuro l'onorevole Diana, il discorso sulla politica industriale è un discorso che ci appassiona e io non mi sottrarrò nel caso in cui vogliamo affrontare un dibattito e come lei sa anche quando vengo in Commissione cogliamo sempre l'occasione per approfondire alcuni temi. Comunque io voglio chiarire da subito che quanto affermato dall'assessore Oppi come ha appunto detto in maniera appassionata sulla posizione di Alcoa è assolutamente vero ossia dopo aver annunciato la chiusura permanente di un proprio smelter in (...) e di due linee produttive del Texas e poi sappiamo benissimo anche la posizione della Spagna, ovviamente Alcoa a gennaio ha comunicato la chiusura dello smelter di Portovesme. Ciò hanno detto rientra all'interno di un piano di ristrutturazione di business che risponde a una strategia squisitamente di Alcoa, una strategia fatta a livello ovviamente internazionale e soprattutto hanno la necessità di dover ridurre il 12 per cento delle produzioni ovvero 531 mila tonnellate. Le attività negli stabilimenti spagnoli verranno sospese invece come sappiamo bene da noi verrà assolutamente chiuso per un percorso che si prevede di definire entro i primi sei mesi del 2012. L'azienda ha anche sostenuto di dover pianificare le riduzioni delle capacità produttive o le fermate degli stabilimenti a causa della posizione energetica non competitiva combinata con costi delle materie prime crescenti e con il crollo dei prezzi dell'alluminio. Le determinazioni assunte da Alcoa come i colleghi sanno non sono state né concertate con la Regione, tantomeno ovviamente condivise, e sono state anche apprese in un incontro abbastanza mattutino col Governo proprio il giorno 9 gennaio. In quell'occasione c'è stato un incontro con i sindacati e le rappresentanze degli enti locali, abbiamo manifestato tutto il nostro disappunto, non solo, si è provato anche a costruire da subito con ovviamente la disponibilità e l'impegno del governo, un percorso che prevedeva la conferma della valenza strategica dell'industria dei minerali non ferrosi con particolare riferimento alla produzione e trasformazione dell'alluminio ovviamente per il polo di Portovesme. Riconoscimento dell'urgenza di interventi strutturali sulle questioni energetiche e infrastrutturali, presa d'atto che la decisione di Alcoa comporta un acuirsi della crisi sociale del Sulcis e un contestuale indebolimento di un settore industriale tutt'altro che obsoleto. Il governo ha garantito un'azione nei confronti dell'azienda finalizzata ad una possibile rivisitazione delle decisioni assunte. Ancora, è stato chiesto in quell'occasione il ritiro e la sospensione delle procedure di mobilità già attivate ai sensi della "223" del '91, l'attivazione di un tavolo di confronto presso la Presidenza della Regione al fine di definire ancora l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per i lavoratori diretti e dell'indotto, le modalità di mantenimento in esercizio e in efficienza dell'impianto, il percorso necessario a garantire il futuro industriale del sito di Portovesme. Come potete capire da subito si è capita la difficoltà della crisi e io sinceramente anche se non è oggi la giornata in cui dovremmo parlare a 360 gradi di sviluppo industriale, però devo dire che la Regione ha messo in campo una serie di azioni e strumenti e io sono d'accordo con lei in questo, onorevole Diana, non dobbiamo scoprire nuovi piani di sviluppo, non dobbiamo inventarci niente, abbiamo solamente da abbinare tutto ciò che abbiamo creato in questi anni, che stiamo portando avanti, alle risorse finanziarie che purtroppo in questo momento scarseggiano, in questo momento chiediamo con forza che ci sia ad ottemperare questo la presenza ovviamente concreta del Governo. E in questo senso insieme anche alle amministrazioni locali, e chi dice che non è stato preso in considerazione il piano strategico della provincia Carbonia-Iglesias? E' stato uno dei primi documenti, se non il primo che abbiamo preso in considerazione nel tavolo dell'area di crisi, attivato in un mese, e che ha lavorato speditamente ed era pronto per affrontare tutte le vertenze che qualcuno dei colleghi ha citato. Ma ovviamente devo anche dire che è vero qualcuno può dire che era prevedibile la posizione di ALCOA, che ALCOA sarebbe andato via? Ovviamente quando noi abbiamo attivato gli strumenti dell'area di crisi ALCOA era pienamente in funzione, e quindi io non provo assolutamente nessun imbarazzo a dire che nel momento in cui succede un evento straordinario la Regione da subito ha provato a ragionare in maniera diversa, e ad inserire e a pensare ad un Piano Sulcis. Perché non si può non tenere conto che la posizione di ALCOA ovviamente scatena non meno di altri di 1500 nuovi disoccupati. Ecco perché io voglio dire che da questo punto di vista è vero la Sardegna probabilmente per alcuni aspetti, e io mi riferisco solo alla parte infrastrutturale, perché le garanzie compresa quella dell'interrompibilità fino al 2012 date ad ALCOA, come ad altri è vero, abbiamo il riferimento delle isole, sono delle garanzie che da sole non bastano, ma sicuramente hanno abbattuto il costo dell'energia, che è pari a 35 euro. E non è un costo così improponibile. Altri imprenditori, e in questo senso devo dire da subito che non sta a me giustificare il presidente Cappellacci, però mi va di riferire i fatti. Il presidente Cappellacci, a margine della riunione di stasera, è impegnato a livello internazionale per la ricerca direttamente di nuovi imprenditori, perché questi sono gli accordi che abbiamo deciso di intraprendere da subito con il Governo e anche a seguito della disponibilità manifesta, con una lettera ufficiale, di ALCOA a voler cedere gli asset. Questo vorrei che fosse un passaggio su cui bisogna prestare attenzione. Cioè ALCOA ha manifestato formalmente di voler abbandonare, anzi chiudere la produzione per quanto la riguarda nello Smelter di Portovesme, ma ha anche detto nel contempo, e ha dato la disponibilità a ragionare per la vendita degli asset dell'intero Smelter. Quindi in questo senso ci siamo attivati da subito, insieme ovviamente al governo e anche alla Provincia, perché sapete che viene in rappresentanza ovviamente l'onorevole Cherchi, da subito si è scelto di dover intervenire sul mercato internazionale, e devo dirvi che la Glencore di cui noi portiamo veramente grande rispetto e crediamo che sia una delle più importanti aziende in Sardegna, e quindi la loro manifestazione di interesse non può che farci piacere, devo anche dire però che oltre alla Glencore ci sono altri imprenditori interessati. Imprenditori che non ritengono lo smelter di Portovesme così devastato. È in questo senso quindi che deve andare ancora il nostro impegno. E volevo anche dire che dal giorno in cui ALCOA ha rifiutato di firmare quelle condizioni di cui ho parlato in apertura del mio intervento, il Governo italiano ha definito un tavolo tecnico che si riunisce abbastanza velocemente, a volte questioni di ore, ecco perché anche oggi il mio ritardo qui per la trattazione della mozione stessa, però ecco dicevo è un tavolo che sta lavorando continuamente, e oggi gli approfondimenti sono stati con forza su alcuni punti. E cioè, no alla chiusura degli impianti in alcun caso, stop ai licenziamenti e prevedere da subito le forme alternative, chiarezza e disponibilità vera alla cessione degli asset da parte di ALCOA, che credo che nei prossimi incontri dovrà essere ancora formalmente più manifestata. Credo anche che l'impegno, è vero, qualcuno oggi ha osservato che si poteva da subito emanare un provvedimento importante per noi che era quello della conferma della interrompibilità fino al 2015, questa è una forte richiesta che abbiamo fatto e alla quale non intendiamo sottrarci. Ma non intende sottrarsi, e di questo siamo convinti, neanche il coordinatore di questa vertenza che è il sottosegretario professor De Vincenti, in questo senso credo, ma insomma anche l'impegno di altri su questa materia…
PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Ma, dal dibattito che c'è stato in questa lunga serata devo dire che l'opposizione può dire di essere soddisfatta di aver portato la discussione in Consiglio, c'era il rischio che questa mozione scivolasse via un po' nell'indifferenza, forse saturi di discussioni che stanno avvenendo anche in tanti altri tavoli. Io credo che almeno da questo punto di vista di ridare centralità al Consiglio e ridargli ruolo, e di suscitare una discussione che per forza di cose è incompleta la mozione ha colto nel segno. Io credo che abbiamo da fare una cosa se vogliamo trovare degli spazi comuni tra maggioranza e minoranza ed è quella di concentrarci su cose singole molto specifiche. Diventa molto difficile se allarghiamo il discorso, le differenze si ampliano, siamo diversi, abbiamo visioni diverse, non soltanto sulla politica industriale, ce le abbiamo sul paesaggio, ce le abbiamo sull'urbanistica, ce le abbiamo nei rapporti con lo Stato. Quello che abbiamo voluto fare con questa mozione, spero che sia apprezzato, è di stare sul pezzo singolo, cercando di dare un contributo e di portare una riflessione. Certo se ci mettiamo a parlare di energia, Assessore, potremmo dire che l'occasione delle rinnovabili è stata un'occasione persa, non sempre abbiamo associato gli incentivi delle rinnovabili per dare forza a chi voleva fare impresa in Sardegna, sono d'accordo con l'onorevole Oppi che ha richiamato il problema a proposito dell'Enel, e lo ringrazio anche per aver contribuito al dibattito anche con una carrellata storica, che aiuta anche persone come me a capire ancora meglio. Ed è una grande occasione persa che forse avremmo dovuto veramente mettere al servizio delle imprese, ma non soltanto dell'impresa energivora. Non sarà facile fare accordi con privati, lo dico all'onorevole Locci, perché oggi se andiamo a guardare sul sito del gestore del servizio elettrico il costo dell'energia è di 70 euro circa, scende a 70 la notte, sale a 90 euro a megawatt ore di giorno, è difficile dire a un privato rinuncia. Probabilmente quello che dobbiamo fare, è stato detto, è mettere una filiera energetica al servizio dell'industria, con impianti propri, con forme di autoconsumo, e su questo l'assessore non si è pronunciato, e noi vorremmo che su questo, magari in un altro dibattito, dicesse qualcosa in più. Perché se non ci rendiamo conto di questo, se cominciamo ad illuderci che magari la soluzione sia troppo a portata di mano, se quella soluzione non si realizza, io mi auguro che si realizzi, che ci sia Glencore che prende in mano ALCOA, che magari con l'interrompibilità che va al 2015 accetti un rischio che come dire dia continuità a questo processo produttivo, ma se non pensiamo in un'ottica più lunga di cinque anni, di dieci, di quindici, noi rischiamo anno dopo anno di riaffrontare gli stessi problemi. Io da questo punto di vista credo che il dibattito non sia conclusivo, certamente l'industria può e deve avere un ruolo importante, ma all'industria dovremmo affiancare certamente tutte le filiere produttive che non sono solo strettamente industriali che saremo capaci di affrontare. Cioè molto si può fare. E credo in conclusione che arrivare ad approvare un ordine del giorno unitario forse non sarà, forse può essere un pannicello caldo, forse può essere inutile, forse non può cambiare il destino del mondo o gli effetti della globalizzazione, però può dare un senso di forza unitaria, di sostegno ad un'azione che noi vi chiediamo di essere incisiva. Noi vogliamo una Giunta autorevole, non è che siamo contenti quando il presidente Cappellacci non è autorevole, quando rimanda, rinvia, aspetta, quando perde credibilità. Allora, noi vogliamo dirvi che ci siamo quando affrontiamo i problemi concreti della Sardegna. L'abbiamo dimostrato stasera, lo dimostreremo in futuro. Accontentiamoci di stare sul pezzo, per le cose più ampie vedremo strada facendo, ma intanto facciamo l'interesse dei sardi tutti insieme!
PRESIDENTE. E' stato presentato un ordine del giorno ed è stata ritirata la mozione.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
INSERIRE TESTO.)
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
I lavori si concludono qui, riprenderanno mercoledì 1° febbraio alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 23 e 10.
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