CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 9
Martedì 28 Maggio 2019 - Pomeridiana

Elezione dei Segretari dell’Ufficio di Presidenza

Approvazione dell’ordine del giorno sulla situazione di Radio radicale

Approvazione dell’ordine del giorno sul futuro del Porto canale di Cagliari

Il Consiglio si riunirà domani alle 9,30

Cagliari, 28 maggio 2019 - La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, il presidente del Consiglio ha pronunciato un intervento di commemorazione dell’ex consigliere Alberto Sanna, recentemente scomparso.

Successivamente l’Assemblea ha proceduto all’elezione di 3 segretari. Il presidente ha comunicato che i gruppi M5S, Leu e Lega, non rappresentati all’interno dell’ufficio di presidenza, hanno chiesto l’assegnazione di un segretario per gruppo e che la richiesta è stata accolta in quanto conforme al regolamento. Al termine dello scrutinio sono risultati eletti per il M5S Carla Cuccu (9 voti), per Leu Roberto Deriu (17 voti) e per la Lega Annalisa Mele (25 voti).

Prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha chiesto una breve sospensione della seduta. La richiesta è stata accolta. (af)

Alla ripresa dei lavori ha preso la parola per la mozione 6 l’on. Deriu (Pd), che ha chiesto “se c’è la volontà della maggioranza di unire i due documenti presentati in un unico ordine del giorno”.

Sulla richiesta dell’on. Deriu, per i Riformatori l’on. Michele Cossa è intervenuto e ha ringraziato “l’onorevole Deriu per la sua protesta pacifica quanto impattante, che ha testimoniato la sofferenza verso il tema trattato. La vicenda di Radio Radicale è nota, l’emittente si trova per la prima volta nelle condizioni di chiudere nonostante si occupi di temi di cui nessuno si occupa come la vita in carcere e il mondo estero.

Radio Radicale in 43 anni di lavoro ha registrato migliaia di sedute parlamentari e migliaia di processi, ha in archivio migliaia di oratori ed è dunque la memoria politica e sociale del nostro Paese. Dunque, noi chiediamo che sia garantito il rinnovo della convenzione per garantire che siano trasmesse tutte le sedute parlamentari, in vista di un bando di gara alla quale parteciperà chi riterrà. Ma è certo che questo servizio non può essere sospeso né può cessare, per quel che rappresenta per la nostra democrazia”.

Il presidente del Consiglio, on. Michele Pais, ha sospeso per qualche minuto i lavori per consentire a tutti i consiglieri regionali di valutare la bozza di ordine del giorno unitario su Radio Radicale.

Alla ripresa, il presidente del Consiglio ha dato la parola all’on. Stefano Schirru (Psd’Az), che ha detto: “Aggiungo il mio sostegno personale alla battaglia di libertà di Radio Radicale e del mondo dell’informazione. Questa radio ha raccontato anche i dibattiti e i congressi dei partiti ed è l’unico mezzo di informazione gratuito che ci fa vivere la politica, l’economia e in una parola la società del mondo. Mai faziosa, se non quando dichiara apertamente la propria faziosità. Rai parlamento costa molto di più, venti milioni di euro, e non è mai stata in grado di garantire un decimo della copertura informativa di Radio Radicale. Oggi non è in discussione una pur pregevole mozione ma il tema stesso della libertà di stampa e del diritto della conoscenza: è una scelta di cui ci pentiremo tutti, non solo noi ma anche i primi alfieri dello streaming”.

Per l’on. Francesco Mura (Fdi) “nel 2013 da sindaco di un comune di periferia feci una protesta perché nel mio comune non prendevano i telefonini. Fui intervistato da Radio Radicale e l’allora premier Enrico Letta rispose a me, piccolo sindaco di un piccolo paese. Pertanto anche io sposo questo ordine del giorno”.

Della stessa opinione  l’on. Massimo Zedda (Progressisti): “Mi unisco alla mozione e non comprendo le argomentazioni che sono state fornite per giustificare l’intervento che determinerà la chiusura della radio. Se è necessario affidare questo servizio con bando pubblico, e io sono d’accordo, perché intanto non si proroga in attesa della gara?  Ho invece la netta sensazione che questo sia un messaggio lanciato con chiarezza ad altri”.

Per la Giunta ha preso la parola l’assessore Biancareddu, che ha riepilogato la vicenda di Radio Radicale ed elogiato il servizio svolto per la collettività in questi lunghi anni. “Sarebbe interessante quanta Sardegna e quanti politici sardi ci sono negli archivi di questa emittente, ma ci sono difficoltà giuridiche per avviare una convenzione ad hoc con la Regione perché ci manca una norma sostanziale a sostegno di questa nobile causa. Quindi, o eliminiamo il punto 2) del dispositivo o abbiamo una difficoltà oggettiva di carattere normativo”.

Per replica l’on. Deriu ha detto di accogliere la richiesta della Giunta di “trasformare in raccomandazione il punto 2). Per noi è importante che sia riconosciuto da tutti il servizio pubblico svolto da Radio Radicale e che sia garantito a tutti il diritto alla conoscenza, anche in tempi di crisi”. Della stessa opinione anche l’on. Cossa, che ha proposto la soppressione del punto 2) dell’ordine del giorno.

Il presidente Pais ha dunque messo in votazione l’ordine del giorno, così come emendato. Per la Lega l’on. Giagoni ha chiesto di sottoscrivere il documento.

L’Aula ha approvato l’ordine del giorno con 55 presenti, 49 votanti, 49 favorevoli, 6 astenuti e zero contrari.

L’Aula è passata poi all’esame della mozione 3, a firma Comandini (Pd) e dell’intero centrosinistra, che tocca il tema della “drammatica situazione del porto canale di Cagliari e dei suoi 700 lavoratori, preoccupati per il futuro del Cict.  Tutti gli enti locali e le associazioni di categoria sono allarmati perché milioni e milioni di euro sono stati spesi per quella che doveva essere la più importante opera pubblica del Sud Sardegna. Purtroppo, dal 2016 in poi, il traffico dei container è invece calato dell’82 per cento”. Per l’esponente Pd “la cosa più preoccupante è che uno dei punti cardine della concessione tra Regione e Cict è il risultato operativo che deve essere mantenuto nel triennio. Dunque, la concessione del transhipment è a rischio e anche quel pezzo di economia sarda  legato alla movimentazione dei container  è a rischio. Siamo fortemente preoccupati perché quando un porto si ferma vuol dire che è a rischio la sua stessa attività e non ci rallegra che il porto di Tangeri sia in forte crescita e sia gestito proprio dalla Cict. Certo, è positivo che la multinazionale in crisi paghi comunque i lavoratori ma questo non ci mette in sicurezza rispetto al futuro. A pensare male si fa peccato ma dallo scorso novembre il direttore del porto canale di Cagliari svolge la stessa funzione al porto canale di Tangeri. Mi pare che non ci sia altro da aggiungere”.

Rivolto al presidente della Regione e all’assessore all’Industria, l’on. Comandini ha denunciato poi il fatto che “da sei mesi manca la firma sui decreti attuativi della Zone economiche speciali. Sono atti necessari per dare gli sgravi fiscali alle imprese all’interno del recinto del porto canale. Sta a noi creare le condizioni attrattive per le imprese sarde e non solo. Vado io, se serve, a prendere la mano al funzionario, perché firmi quei decreti”. (C.C.)

Il consigliere Stefano Tunis (Sardegna 20/20) ha sostenuto che l’intervento di Comandini contiene una ricostruzione parziale della vicenda del porto canale di Cagliari, «perché trascura il fatto che è stata privilegiata la vocazione commerciale di quella struttura rispetto a quella industriale, un vizio di origine che si trascina da tempo ed ostacola le soluzioni positive della complessa vicenda». Oggi, ha aggiunto, «è prematuro ipotizzare la revoca della concessione ad una società che negli anni ha ben operato, piuttosto occorre creare le migliori condizioni di vantaggio perché le aziende industriali tornino ad investire in Sardegna; quindi vanno valutate positivamente le aree di esenzione fiscale e zone economiche speciali, senza dimenticare che nel frattempo sono state avviate le procedure per la protezione dei lavoratori». Mettiamo da parte la polemica politica, ha concluso Tunis, e guardiamo al futuro.

Il consigliere Paolo Truzzu (Fdi) ha ricordato che «il porto non è solo uno scalo ma il cuore della storia della città di Cagliari e del suo sviluppo, così come lo aveva immaginato da un grande sindaco come Ottone Bacaredda. Oggi riparliamo di quella intuizione, ha proseguito, «che va accompagnata con una visione diversa della città, perché il mare rappresenta una grande opportunità di sviluppo sia per la città di Cagliari che per l’intersa Sardegna». Il ritardo c’è e purtroppo non è di oggi, ha riconosciuto Truzzu, «perché è mancata una strategia forte su tanti problemi a cominciare dalla zona franca, a differenza di quanto accaduto in altre aree come Tangeri (che è stata richiamata) ma anche come Trieste; domani ci sarà un incontro al ministero che speriamo sia essere positivo come altri che lo hanno preceduto, ma ora è il momento di pensare ad una strategia di investimenti in tutta la zona del porto, dalla cantieristica alla parte commerciale e di servizio alle navi, dalla parte turistica ancora inesplorata alla formazione professionale per i nuovi professionisti del mare». Ma per fare tutto questo, ha detto infine, «serve una grande collaborazione fra Comune, Regione, Autorità portuale e privati».

Il consigliere Massimo Zedda (Progressisti) ha messo l’accento sul fatto che «a fronte di provvedimenti immediati per dare risposte ai lavoratori colpiti dalla crisi, è necessario dotarsi di strumenti concreti di vantaggio per gli investitori, cosa non accaduta negli ultimi anni quando si è preferito puntare sulla zona franca integrale invece che concentrarsi su strumenti di minori dimensioni ma molto più efficaci e a portata di mano». Lo scenario mondiale della portualità sta cambiando, ha affermato Zedda, «soprattutto perché le nuovi navi necessitano di infrastrutture che richiedono investimenti per attrezzare gli scali con nuovi servizi, come ad esempio quelli per l’uso di carburanti ecologici, come del resto dice anche la programmazione europea del prossimo ciclo, ed ogni porto, inoltre, va considerato come parte di un sistema regionale». Per quanto riguarda lo specifico del porto canale cagliaritano, l’esponente dei Progressisti ha fatto cenno alla complessa problematiche di alcune aree, che non è stato possibile recintare perché è stata annullata l’autorizzazione paesaggistica dell’intervento.

Intervenendo sull’ordine dei lavori ed auspicando la predisposizione di un ordine del giorno unitario, il consigliere Stefano Tunis (Sardegna 20/20) ha chiesto una breve sospensione della seduta, che è stata accordata. (Af)

 

Alla ripresa dei lavori, il presidente Pais ha comunicato la  presentazione di un ordine del giorno unitario. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Michele Ciusa, ha dichiarato di voler presentare un emendamento orale.

Francesco Agus (Progressisti) e Gianfranco Ganau (Pd) hanno esortato il presidente al rispetto del Regolamento e a concludere la discussione sulla mozione e, soltanto dopo, passare all’esame dell’ordine del giorno.

Il presidente Pais ha accolto la richiesta, anche se ha evidenziato che continuare la discussione su un testo già superato dall’ordine del giorno unitario non fosse utile ai lavori dell’aula. Sull’ordine dei lavori sono intervenuti anche Eugenio Lai (Leu), Stefano Tunis (Misto) e Franco Mula (Psd’Az).

Il presidente ha dato la parola, per l’ultimo intervento della discussione, al consigliere Michele Ciusa.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle ha affermato: “La situazione della crisi del Porto Canale è una tipica storia sarda”, legata alla “mancanza di programmazione che è stata causa di questa situazione”. Ciusa ha aggiunto che i dati del Porto Canale parlano di “una situazione catastrofica”, con una diminuzione del traffico dell’83 per cento. Ha ricordato le scelte del passato, come quella non chiamare il concessionario a investire sulle gru utilizzate in banchina, e ha  evidenziato che oggi le gru non sono adeguate alle sfide del mercato corrente. Ciusa ha sottolineato che il concessionario ha delocalizzato la sua attività in Marocco. Il consigliere ha auspicato un rilancio del Porto Canale attraverso una più attenta programmazione, la realizzazione di infrastrutture adeguate e un’attenzione verso la Via della Seta.

L’esponente ha presentato un emendamento orale all’ordine del giorno: “Per poter essere ancora competitivo e consentire al Porto Canale di Cagliari di non essere tagliato fuori dai principali mercati internazionali, bisogna puntare a rendere effettivi i possibili vantaggi fiscali, investire su moderne infrastrutture e sfruttare il collegamento con l’aeroporto di Elmas per merci che necessitano di tempi brevi, puntando a creare un polo produttivo e logistico di sicuro interesse, specializzato in determinate merci”.

Stefano Tunis ha dichiarato condivisibile l’emendamento orale, che è stato poi depositato scritto su richiesta del consigliere Agus.

Il presidente Pais ha dato, quindi, la parola all’assessora regionale dell’Industria, Anita Pili: “La Giunta prende atto dell’ordine del giorno congiunto e auspica che sempre più ordini del giorno di interesse strategico regionale come quello di stasera siano approvati congiuntamente al di là dei colori politici”. L’esponente della Giunta ha ricordato che l’obiettivo del testo è di tutelare il posto di lavoro di 700 lavoratori, ma anche di garantire la possibilità che nel territorio del Porto Canale di Cagliari si sviluppi nuovamente l’insediamento industriale.

L’assessora Pili ha comunicato all’Aula di aver incontrato stamattina i presidenti di Consorzi industriali, tra i quali il presidente del Casic. “Con lui abbiamo condiviso la possibilità di verificare insieme strategie e sistemi tra Regione, città di Cagliari, Consorzio e Autorità portuale per il rilancio del Porto Canale”. Il problema dell’area non riguarda soltanto Cagliari, ha spiegato, ma tutta la Sardegna e il suo rilancio porterà benefici a tutta l’Isola. “Il presidente del Consorzio – ha continuato Pili – mi ha rassicurato sull’operatività sulla zona franca interclusa doganale, che, a seguito di una Conferenza di servizi di qualche giorno fa, è operativa e può utilizzare i finanziamenti regionali per l’infrastrutturazione urbanistica del territorio del Porto Canale”. Una visione di prospettiva, ha detto, che può agevolare lo sviluppo e attrarre investimenti. Pili ha confermato che sulla situazione dell’area e la tutela dei lavoratori la Giunta era già al lavoro e ha condiviso la necessità di intervenire affinché il Governo presti l’attenzione alla richiesta di sviluppo di queste aree.

E’ poi intervento Piero Comandini (Pd) per la replica, sottolineando l’assenza del consigliere Paolo Truzzu. Il tema di oggi è il Porto Canale che ha una vocazione di traffico di navi container “che auspichiamo continui ad avere”. L’esponente della minoranza, evidenziando le perplessità di alcuni colleghi della maggioranza, ha ricordato che le sei Zes (Zone economiche speciali) erano anche nel programma del presidente Solinas e che devono essere firmati i sei decreti, non soltanto quello di Cagliari. E ha aggiunto che nel programma del presidente Solinas è scritto che la Zes non si contrappone alla zona franca integrale. Il consigliere del Pd ha poi affermato che questo ordine del giorno rafforza l’azione della Giunta regionale, evidenziando il ruolo attivo e costruttivo della minoranza.

E’ poi intervenuto Stefano Tunis (Misto), che ha ringraziato tutti i colleghi per il lavoro svolto con l’obiettivo di rendere ancora più efficace l’ordine del giorno e ha detto di condividere anche l’emendamento presentato dal consigliere Ciusa. Lo stesso consigliere del Movimento 5 Stelle ha annunciato la firma dell’ordine del giorno da parte del suo gruppo. 

Il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, e Franco Mula (capogruppo del Psd’Az)  hanno dichiarato di essere favorevoli all’ordine del giorno a patto che l’istituzione delle Zes non pregiudichi l’istituzione della zona franca integrale, evidenziando la necessità di attivare in  altri territori zone di fiscalità di vantaggio.

Per la minoranza sono poi intervenuti per dichiarazioni di voto Francesco Agus, Massimo Zedda, Antonio Piu e Gianfranco Satta (Progressisti), Eugenio Lai e Daniele Cocco (Leu), Comandini e Gianfranco Ganau (Pd). I consiglieri si sono detti favorevoli e hanno evidenziato il senso di responsabilità dimostrato dall’opposizione e hanno criticato la maggioranza sia per le assenze in aula e in commissione sia per le affermazioni di Mula e Giagoni (“O si vota a favore o si è contrari”). Desirè Manca (capogruppo M5S) ha sottolineato che il suo gruppo ha lavorato, in questa occasione, per tutelare i lavoratori e la Sardegna e lo farà sempre. Il consigliere Deriu  (Pd) ha detto, poi, di aver apprezzato l’intervento dell’assessora Pili e il lavoro del presidente del Consiglio, Michele Pais, criticato invece da altri colleghi della minoranza.

Voto favorevole è stato annunciato anche dal capogruppo del Misto, Valerio De Giorgi, il quale ha ricordato che un paio di giorni fa la Conferenza di servizi ha risolto il problema storico del Porto Canale di Cagliari, su cui vigeva un parere negativo della soprintendenza. Pierluigi Saiu (Lega Salvini Sardgna) ha annunciato il suo voto favorevole, esortando la minoranza a non fare campagna elettorale in aula per le comunali di Cagliari e ha espresso apprezzamento per il lavoro fatto dal presidente Pais e dalla maggioranza nell’ottica di trovare una soluzione condivisa a tutela dei lavoratori. Favorevole anche il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, Michele Cossa (capogruppo dei Riformatori sardi) e Francesco Mura (capogruppo FdI), il quale ha sottolineato che il consigliere Zedda aveva scelto il Consiglio regionale rinunciando al governo della città di Cagliari.

E’ stato poi approvato all’unanimità (49 sì, 1 astenuto) l’ordine del giorno che impegna la Giunta a individuare le più efficaci forme di riduzione dei tempi derivanti dalla burocrazia; a ispirare la pronta realizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali che garantiscano la massima estensione delle zone di sospensione fiscale; a recuperare la tradizionale vocazione industriale favorendo l’insediamento di aziende italiane o estere nei 1900 ettari di Zes (zone economiche speciali), ad attivarsi presso il governo nazionale perché si arrivi in tempi brevi all’emanazione dei decreti di attuazione della Zes; a richiedere al governo nazionale per i lavoratori portuali la stessa normativa già prevista per i lavoratori di Gioia Tauro e Taranto; a richiedere la costituzione di un tavolo nazionale per monitorare l’attuale crisi del Porto canale e sostenere le iniziative della Regione”.

Prima di chiudere la seduta è intervenuto il consigliere Massimo Zedda per fatto personale, riferendosi alle affermazioni del consigliere Mura, che avrebbe giudicato le sue scelte personali. Zedda ha esortato tutti a correggere la rotta e di intervenire con educazione e stile e, anche nello scontro, non scadere nell’offesa personale. Mura ha affermato che non era sua intenzione offendere il consigliere Zedda e ha accolto il suo invito.

 Il presidente Pais ha chiuso la seduta e ha convocato l’Ufficio di Presidenza. Il Consiglio si riunirà domani mattina alle 9,30. (eln)