CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 7
Giovedì 16 Maggio 2019 - Antimeridiana

Nota n.7

Discussione sulle Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione

 

Cagliari, 16 maggio 2019 - La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito nell’esame dell’ordine del giorno con la seconda parte del dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione Christian Solinas.

Prima di avviare il dibattito, il presidente ha sospeso la seduta per convocare la Conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa della seduta, intervenendo sull’ordine dei lavori, il consigliere del M5S Roberto Li Gioi, ha richiamato l’attenzione del Consiglio sulla complessa situazione della compagnia Air Italy, sollecitando il massimo impegno del presidente della Regione.

Il presidente ha comunicato che la Conferenza dei capigruppo ha stabilito che la seduta odierna terminerà alle 13.00 per poi proseguire martedì prossimo alle 9.30.

Aprendo il dibattito ha preso la parola il primo consigliere iscritto a parlare, Giuseppe Meloni, del Pd. Nel suo intervento, Meloni ha protestato per gli 80 giorni di ritardo con cui è stato avviato il lavoro delle istituzioni regionali sia per la farraginosità della legge elettorale che per i conflitti interni alla maggioranza, fatti che richiedono a suo avviso una riflessione perché la Sardegna non si può permettere di perdere tempo. Accetto la sfida ad uscire dal rito stanco del dibattito sul programma, ha affermato Meloni, «ma non vedo nelle dichiarazioni del presidente della Regione elementi di novità pur all’interno di un discorso apprezzabile sulla collaborazione nell’interesse comune della Sardegna». Entrando nel dettaglio, Meloni si è soffermato sul problema della continuità territoriale aerea, sollecitando certezze sulla compagnie Air Italy ed Alitalia, e criticando con forza la revoca del bando precedente perché nel frattempo «il personale di Air Italy resterà a terra fino a tutto maggio, determinando una situazione sulla quale ha avuto una chiara incidenza l’azione della Ryanair che, peraltro, ha già perso un ricorso amministrativo». In tema di sanità, il consigliere del Pd si è espresso contro «l’esigenza di cambiare purchessia senza la visione complessiva di come migliorare la qualità del servizio, contro il paventato superamento Ats che da solo non vuol dire nulla perché nel frattempo i reparti chiudono per mancanza di personale». Per quanto riguarda gli Enti locali, Meloni ha auspicato la concreta verifica degli impegni assunti, ribadendo il suo impegno per la calendarizzazione della proposta sulla Provincia Gallura ed il mantenimento delle Unione dei Comuni che hanno lavorato bene su molte materie».

Sara Canu, della Lega, ha apprezzato in modo particolare il discorso del presidente della Regione sulla sardità come «nuova chiave di lettura per rilanciare la Sardegna» un concetto chiave che, in sostanza, significa «difendere le identità locali contro la globalizzazione, portare le istituzioni più vicino ai cittadini, salvaguardare l’identità rurale della nostra Isola per valorizzare eccellenze dei diversi territori e veicolare una cultura alimentare sostenibile in grado di reagire all’appiattimento della grande distribuzione e favorire la presenza dei prodotti sardi nelle mense scolastiche ed ospedaliere, nell’ambito di un grande progetto di educazione alimentare che porterà anche alla riduzione della spesa sanitaria». La Canu ha infine rilanciato l’appello al Consiglio per una proficua collaborazione per il bene comune della Sardegna.

Maria Laura Orrù (Progressisti) ha messo l’accento sul ritorno al lavoro del Consiglio al lavoro dopo una lunga attesa, dovuta in buona parte alla legge elettorale che va cambiata perché debole, inadeguata e pensata per escludere alcune forze politiche. Sul punto, la Orrù ha suggerito il superamento della ripartizione circoscrizionale, perché nei fatti «favorisce chi dimentica di rappresentare tutta la Sardegna privilegiando le proprie provenienze». Parlando delle riforme istituzionali e condividendo la necessità di cambiare lo Statuto, ha poi espresso la sua preferenza una Assemblea costituente eletta col sistema proporzionale anziché dal Consiglio, «privilegiando un modello partecipativo ed aperto, capace di affermare la specificità Sardegna in tutti i settori della vita democratica, specificità messa peraltro in pericolo da una autonomia differenziata che danneggerà la Sardegna che invece, secondo alcune tendenze attuali, potrebbe perdere la sua sotto la pressione di 3 Regioni che rappresentano il 40% del Pil». Arrivando all’esame del programma, secondo la Orrù «è un libro dei sogni che non tiene conto dell’incidenza della programmazione europea e dei contenuti del ciclo in corso, ricco di misure sulla società sostenibile l’abbattimento delle emissioni co2, il contrasto allo spopolamento soprattutto nelle zone rurali e l’abbattimento del divario digitale, all’interno di una visione che vede certamente la Sardegna declassata ma contiene anche opportunità risalire la china centrando obiettivi strategici». Il programma, inoltre, secondo esponente dei Progressisti, confina l’istruzione in una posizione marginale «ed invece nodale perché ogni economia è fondata ed in Sardegna una larga maggioranza di persone ha appena la terza media e non è occupabile». In materia di urbanistica, in conclusione, «non servono nuove volumetrie ma una visione innovativa coerente con il Ppr e la sua cultura del paesaggio e dei centri storici, e non ha senso invocare qualità architettonica o certezze del diritto che sono contenute proprio nel Ppr».

Cesare Moriconi, del Pd, ha dichiarato che il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche costituisce il momento più alto in cui si concentrano le aspettative della società sarda, un momento nel quale il cambiamento annunciato in campagna elettorale arriva alla prova dei fatti ed è auspicabile che ciò accada in un quadro di reciproca legittimazione, «cosa che alcuni esponenti della maggioranza non hanno mostrato di voler fare privilegiando la critica a chi ha ricoperto incarichi di governo nella precedente legislatura». Serve al contrario, ha esortato, «fare un passo in avanti voltando pagina dopo la campagna elettorale, ed andando a vedere con onestà intellettuale i dati veri sull’occupazione, sull’istruzione, sull’agricoltura e sul turismo». Nel merito del programma, Moriconi ha sostenuto che «appare per il momento una idea molto vaga perché è vero che molti problemi della Sardegna sono da sempre all’attenzione della classe dirigete sarda, ma è anche vero che non bisogna esitare su alcune grandi scelte come quella del metano che pare non piaccia al governo regionale e nazionale, mentre si tratta di una materia prima di enorme importanza per la Sardegna anche perché, a fronte di un ambizioso programma di de-carbonizzazione, lascia la nostra Regione senza alternative». Per quanto concerne la annunciata riforma degli Enti locali, Moriconi ha preso atto positivamente della marcia indietro del centro destra, auspicando che la maggioranza non voglia «disfare tutto con la presunzione di verità ma aprirsi ad un confronto serio e a tutto campo, passando dalle intenzioni ai fatti concreti». (Af)

Per l’on. Ignazio Manca (Lega) “le critiche sinora sentite verso le dichiarazioni del presidente Solinas sono tutte strumentali. Certo, è al tempo stesso necessario che la politica sarda inventi al più presto soluzioni che generino posti di lavoro ma non ci sarà nessuna speranza per un popolo che rinunci alla sua identità etnica. Dobbiamo emulare l’alta efficienza del Trentino Alto Adige: meno burocrazia, meno tasse e più accesso al credito. Abbiamo bisogno di una Sardegna unita e coesa, che non lasci in secondo piano le sue regioni importanti come il Nord ovest, dove vivono 360mila abitanti sparsi in 66 Comuni”. L’oratore ha parlato anche dello spopolamento della Sardegna e ha aggiunto: “Mi riservo di chiedere a norma dell’articolo 53 del regolamento l’istituzione di un commissione speciale su questo, per sentire i sindaci interessati e studiare insieme a loro le soluzioni”. Contrarietà anche verso la grande industria: “E’ profondamente inquinante e ha generato a Ottana, e non solo, un vero e proprio disastro antropologico e un enorme inquinamento industriale che ricadrà sui sardi chissà per quanto tempo”.

Per l’opposizione ha parlato l’ex sindaco di Cagliari, Massimo Zedda (Progressisti), che ha rivolto a tutti un augurio di buon lavoro, anche al presidente Solinas e alla sua Giunta, “a cominciare dall’assessore Satta che è in dolce attesa”. Nel merito, l’on. Zedda ha poi aggiunto: “Mi pare che ancora non sia stata fatta l’indicazione del vicepresidente della Regione e questo attiene a un bisogno istituzionale chiaro e la legge non lascia spazio. Non vorremmo iniziare la legislatura con questioni poste in punta di diritto e mi auguro che alla fine di questa seduta lei arrivi a soddisfare quanto la legge prevede”. L’oratore progressista ha proseguito criticando l’avvio dell’esecutivo Solinas: “E’ una questione di credibilità ma gli aspetti negativi della politica poi finiscono per travolgere tutti e non solo il titolare delle responsabilità. La scarsa credibilità dell’istituzione travolge tutti coloro che ne fanno parte, in un periodo in cui nonostante Cinque stelle si è manifestato nel panorama politico per cambiare la politica il cinquanta per cento dell’elettorato sardo concepisce l’andare alle urne come un’attività inutile. Cosa ha fatto nei primi cento giorni la Giunta? Io ci devo pensare, non so rispondere. E non è un buon inizio. E non è bello che abbiate applicato il manuale Cencelli sia per gli assessorati che per gli enti strumentali e per le nomine nella Sanità. Noi siamo in un Consiglio e siamo obbligati a dare consigli, esprimendo profondo rispetto nei confronti dell’Aula: consigliamo dunque di riconsiderare l’idea di un’assemblea costituente visto che c’è già un’assemblea costituita, che è il Consiglio regionale. Non so se in sei mesi sarete in grado di elaborare quel testo che è diventato poi la Costituzione tra il 1946 e il 1947.

Mi sarei aspettato un approfondimento sulla nuova programmazione europea 2021 – 2027, visto che le occasioni di crescita della nostra isola passano per quella strada: innovazione, tecnologia, politiche ambientali, agenda digitale, fondo europeo dello sviluppo, cooperazione con il nord Africa. Avrei voluto ascoltare un programma in stretta connessione con questo”.

Per la Lega ha preso la parola l’on. Ennas, secondo cui “non possiamo deludere le attese che i sardi hanno risposto su di noi e siamo certi che la miopia politica, specie nella Sanità, ci ha portato ad essere una delle Regioni peggiori in assoluto con tempi medi di attesa lunghissimi e senza servizi, con ospedali aperti part time che si fanno la guerra per accaparrarsi lo specialista. Bisogna stravolgere il sistema precedente, cari colleghi, a dare servizi agli utenti sardi”. L’oratore leghista ha sollecitato la riforma degli enti locali (“bisogna ripristinare le province e dotarle di denaro”) e  riformare la legge elettorale “per garantire a tutti i territori della Sardegna adeguata rappresentanza”. L’on. Michele Ennas ha parlato anche dell’importanza dell’istruzione e della tecnologia e si è fermato poi “sulla crisi che attanaglia il Sulcis iglesiente. Dalle nostre parti la politica ha perso il senso della responsabilità: occorre con coraggio pianificare interventi per la bonifica e la messa in sicurezza delle industrie dismesse e delle ex aree minerarie. Il piano Sulcis va rivisto e dotato di risorse, mi sembra necessario per ridare dignità al territorio dal quale provengo”.

Dai banchi dell’opposizione ha preso la parola l’on. Comandini (Pd) che ha rivolto gli auguri “a tutti e li avrei fatti anche al presidente della Regione, se fosse stato presente. Ma non è un buono inizio di legislatura, per quel che è accaduto. Altro che 15 minuti per fare la giunta, ci sono voluti 73 giorni. Eppure ha avuto un risultato elettorale talmente importante che le avrebbe consentito, presidente Solinas, di agire meglio e prima. Noi abbiamo perso per tante ragioni ma una risiede nel fatto che la politica populista che semina paura e divisioni raccoglie in questo momento tanto consenso.  Ma lei, presidente Solinas, ha rimesso in mano ai partiti e ai consiglieri regionali, la sua autonomia in una logica di continua e costante trattativa. Questo porta una serie di conseguenze come il fatto che per la prima volta un sassarese e un nuorese non siedono nella sua Giunta. Non vi sarà sufficiente seguire le orme della famosa pantera di Bultei per trovare la strada giusta: spetta a voi cercarla, mantenendo le promesse che avete fatto in campagna elettorale”. Per l’esponente Pd “non si inizia però con lo slogan prima gli italiani e nemmeno prima i sardi perché dalle nostre parti non esistono i padroni ma le persone. Se i sardi ci hanno punito vedremo cosa faranno con voi, dopo questa partenza. Noi abbiamo raggiunto risultati nella passata legislatura e ve li consegniamo, chiedendovi di fare meglio. Per ora avete dimostrato di non essere in grado di concludere nemmeno quel che la legge impone. Per molti di voi la maschera calerà in fretta. Noi abbiamo creato le condizioni per consentire a tutti gli studenti universitari di studiare: vi chiediamo di fare altrettanto. E così per il lavoro: la Sardegna ha una disoccupazione oggi del 15 per cento mentre prima che arrivassimo era oltre il 18 per cento”.

Per il Psd’az ha preso la parola l’on. Giovanni Satta e ha detto: “Mi sembra di essere atterrato su un pianeta di marziani ma mi viene male ascoltare la parte politica che ha assegnato le direzioni delle Asl e tutto il sottogoverno, negli anni passati.  Ho sposato il progetto del presidente Solinas perché la chiave di volta è la sardità insieme a un rapporto diverso con lo Stato. La coperta è corta, non copre tutto e senza una nuova vertenza delle entrate non potremo avere una Sardegna diversa. Ci servono i soldi, ci serve applicare l’articolo otto dello Statuto e mi fa piacere ricordare che questo e sulle accise i nostri alleati Riformatori da tempo insistono”. L’oratore sardista ha proseguito affermando che “la Sardegna ha bisogno di programmazione: non possiamo far crescere il turismo senza una riforma urbanistica. L’ottanta per cento del Pil delle Baleari deriva dal turismo, da noi appena l’otto per cento: sono queste le cose sulle quali intervenire. Così è anche per la sanità: la vostra riforma non è piaciuta a nessuno. Così è anche per l’agricoltura: sulla vertenza del latte bisogna avere la forza dei contributi comunitari, incentivando altri investimenti agricoli rispetto a quello dell’allevamento ovino. Non possiamo andare avanti producendo tonnellate di pecorino romano in più rispetto al fabbisogno di mercato”. Sul tema urbanistico, l’on. Satta ha detto: “C’erano molti spunti positivi nella proposta del centrosinistra, che poi non è stata portata avanti. Vedremo di raccoglierli”. (C.G.)

Il presidente Pais ha dato quindi la parola all’on. Paolo Truzzu (FdI), il quale ha manifestato il dispiacere per non potersi esimere dal ricordare le note dolenti dell’azione politica portata avanti della precedente Giunta regionale. Secondo l’esponente della maggioranza, l’opposizione di oggi ha una memoria selettiva e una “rimozione selettiva”, ossia scorda gli aspetti negativi e ricorda soltanto i positivi.

Rivolgendosi, poi, al presidente della Regione, Christian Solinas, gli ha attribuito il grande merito di aver voluto compiere “un gesto rivoluzionario”, ossia “di aver riportato la politica in quest’aula”. “Cos’è la politica – ha detto - se non l’immaginazione di un sogno e il tentativo di realizzare quel sogno, l’idea che esista qualcosa per cui vale la pena vivere?”. L’on. Truzzu ha, poi, sottolineato che la questione identitaria è “il punto di incontro tra il mio e il suo partito”. Conoscere se stessi per interagire con gli altri, secondo il consigliere di maggioranza, è fondamentale e la diversità va vista come un valore in un mondo globalizzato. Per l’on. Truzzu “non si tratta di una chiusura ma di un’apertura”.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha auspicato che in questa legislatura si riesca a unire la questione sarda con quella del Mediterraneo e con quella Meridionale, per valorizzare gli aspetti positivi della posizione centrale della Sardegna nel Mediterraneo e della vicinanza alla Via della Seta.

L’on. Truzzu ha ringraziato il presidente Solinas per aver indicato la rotta e ad avere esortato l’Aula a non autolimitarsi nel percorso verso il raggiungimento dei più alti propositi. Gli ha, poi, confermato il suo pieno appoggio nella sua sfida identitaria, nel confronto con lo Stato e in tutte le azioni finalizzate a rendere la Sardegna forte e protagonista. Il consigliere ha proposto di portare però questa sfida anche fuori dal Palazzo, affinché diventi la sfida di tutti i sardi.

“Ci saranno anche momenti duri, presidente”, ha detto e si andrà avanti soltanto se c’è un percorso condiviso e se ci sarà la consapevolezza che “quella identità deve essere la stella polare” verso il miglioramento della qualità di vita dei sardi e delle opportunità per tutta la Sardegna. “Non so se riusciremo in questa sfida”, ha concluso, “ma abbiamo il dovere di farlo. E anche se non dovessimo riuscirci, potremo dire ai nostri figli che siamo la generazione che ci ha provato”.

Il presidente Pais ha, quindi, concluso i lavori e ha convocato l’Aula per martedì 21 maggio, alle 9,30. Il primo intervento sarà quello del capogruppo dell’Udc, Gian Filippo Sechi. (Eln)

 

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