CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 345
Mercoledì 16 Gennaio 2019 - Pomeridiana

Approvata la proposta di legge n. 537 “Disposizioni per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia”

Sospeso l’esame Proposta Di Legge N. 405/A. (Meloni Giuseppe e più) Integrazioni all'articolo 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)

Chiusa la seduta per mancanza del numero legale

 

Cagliari, 16 gennaio 2019 - In apertura di seduta il presidente Gianfranco Ganau, dopo le formalità di rito, ha messo in discussione il Testo Unico sulla fibromialgia, licenziato in mattinata dalla Commissione Sanità ed entrato in Aula con la procedura d’urgenza prevista dall’art.102 del Regolamento consiliare.

Il consigliere Giorgio Oppi (Udc) ha chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori esprimendo forti perplessità sul modo di procedere: «Questo provvedimento viene portato in aula perché non si è raggiunto l’accordo sull’istituzione della provincia Gallura. E’ una leggina che è giusto votare, ma viene utilizzata per fare melina. Questo è grave. Si fa la legge per dire poi che non ci sarà numero legale». Oppi ha poi contestato la decisione di convocare il Consiglio: «Una volta che si indicono le elezioni non si può convocare l’Assemblea».

Il presidente Ganau ha ricordato che la decisione di portare in discussione la legge è stata votata all’unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo.

Ha quindi preso la parola Augusto Cherchi (Pds),  relatore di maggioranza che, in apertura del suo intervento, ha rivolto un grazie a tutta l’aula per aver permesso di discuterlo: «La fibromialgia è una malattia reumatologica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso e un insieme di sintomi somatici che includono principalmente disturbi del sonno, disfunzioni cognitive, rigidità, affaticamento e alterazioni del tono dell'umore che possano compromettere la qualità di vita di chi ne è affetto – ha detto Cherchi – secondo lo studio "Prevalence of fibromyalgia  a survey in five european countries", colpisce approssimativamente 2-3 milioni di italiani. In Sardegna ne sarebbero affette oltre 2.000 persone».

Cherchi ha poi ricordato che la malattia è stata riconosciuta come invalidante dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 1992 e che nel 2009 il Parlamento europeo ha invitato gli stati membri a: 1) a mettere a punto una strategia comunitaria per la fibromialgia in modo da riconoscere questa sindrome come una malattia; 2) a favorire la consapevolezza della malattia e l'accesso degli operatori sanitari e dei pazienti alle informazioni, sostenendo campagne di sensibilizzazione a livello nazionale; 3) ad incoraggiare e migliorare l'accesso alla diagnosi ed ai trattamenti;
4) a promuovere lo sviluppo di programmi per la raccolta di dati sulla fibromialgia.

«Sebbene siano passati ventisei anni dal riconoscimento da parte dell'OMS della fibromialgia come malattia cronica – ha rimarcato Cherchi – ancora oggi non tutti i paesi condividono tale posizione, tra essi, purtroppo, c'è anche L'Italia. Il Servizio sanitario nazionale, ad oggi, non la riconosce tra le malattie croniche invalidanti per le quali è prevista l'esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria. Essendo la sua caratteristica principale il dolore, i malati di fibromialgia dovrebbero rientrare pienamente nella categoria delle persone che necessitano di terapia del dolore e dei livelli essenziali di assistenza (LEA). Invece, a questi malati è negato il diritto di godere dell'assistenza sanitaria disciplinato dall'articolo 32 della Costituzione italiana».

Il consigliere del Pds ha poi evidenziato che nella cura della malattia sono coinvolti medici di medicina generale, specialisti e personale sanitario tecnico (reumatologi, neurologi, dermatologi, psichiatri, fisiatri, terapisti della riabilitazione, ecc...). «Vi è però la mancanza di centri di riferimento per la diagnosi ed il monitoraggio dello stato fisico dei malati e la totale esclusione della possibilità di vedersi rimborsate le spese sostenute per curarsi. Questo determina un costoso calvario pieno di sofferenza e contraddistinto da crescente disabilità. Considerata la rilevanza sociale di questa patologia in Sardegna, è necessario, in linea con provvedimenti analoghi già adottati in altre Regioni, un intervento normativo che consenta di realizzare i presupposti giuridici per creare una rete di assistenza alle persone affette, diffondere la conoscenza fra i medici e la popolazione della patologia, valutare provvedimenti finalizzati all'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni».

Cherchi ha quindi concluso il suo intervento invitando il Consiglio a votare compatto a favore della legge. «Diamo seguito alle raccomandazioni dell'OMS e del Parlamento europeo assicurando omogenei trattamenti a tutti i cittadini sardi affetti da fibromi algia – ha detto - il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica progressiva e invalidante e la creazione di percorsi diagnostico-assistenziali e di supporto. L'obiettivo finale è permettere ai pazienti di essere adeguatamente curati, ottenendo assistenza e terapie di cui hanno bisogno, restituendo loro diritti e dignità».

Favorevole alla proposta anche il capogruppo dei riformatori Attilio Dedoni: «Grazie ai capigruppo per aver accettato di discutere questa proposta di legge per dare una risposta ai malati che soffrono – ha detto Dedoni – è una cosa buona. Purtroppo non c’è stata la stessa attenzione, a causa della cattiva gestione da parte della Seconda Commissione, per l’istituzione della Fondazione dei beni culturali. Purtroppo ci si è fatti condizionare da forze esterne al Consiglio».

Il capogruppo di Art 1-Mdp Daniele Cocco ha chiesto di poter apporre la propria firma al provvedimento: «Questa è la politica che mi piace: dare risposte a chi chiede aiuto. La fibromialgia è una patologia che colpisce circa 2000 sardi. Bene l’approvazione della legge anche se in zona Cesarini».

D’accordo anche Eugenio Lai (Art1-Mdp): «Ho ricevuto diversi messaggi in questi giorni che mi invitavano ad approvare la legge – ha detto – è un elemento di giustizia, equità e solidarietà. E’ un modo di fare che dovrebbe coinvolgere tutta la politica. Grazie per averla portata in aula. E’ una bella risposta che stiamo dando a chi è in difficoltà. Il gruppo voterà a favore».

Il presidente della Commissione Cultura  Piero Comandini (Pd) ha annunciato il suo voto a favore prima di replicare al consigliere Dedoni: «E’ il modo migliore di concludere i lavori di questa legislatura – ha detto – mi dispiace salutare un caro amico che si è sempre distinto in Aula, nella quale è stato presente per 15 anni, per la qualità dei suoi interventi. In queste ultime sedute, però, si è occupato di un povero presidente di commissione che sta in Consiglio solo da 5 anni. Ho solo rispettato i regolamenti che lui dovrebbe conoscere. Le regole democratiche vanno rispettate. la formazione di una legge passa attraverso procedure precise. Per approvare un provvedimento occorre sentire tutte le parti in causa. Coraggio e correttezza sono altre cose importanti. Non ero latitante questa mattina, non ero in aula per motivi personali, chi è stato latitante per 15 anni è qualcun altro».

Pierfranco Zanchetta (Cps) ha chiesto di apporre la firma a proposta di legge e ne ha auspicato un’approvazione rapida per passare poi al provvedimento per l’istituzione della nuova provincia Gallura.

Pietro Cocco (Pd) ha annunciato il voto favorevole del gruppo: «La fibromialgia deve essere riconosciuta come malattia invalidante – ha detto – alcuni paesi non si sono adeguati alle raccomandazioni dell’OMS, oggi noi sardi possiamo dare una grande risposta. Oggi la legge arriva in Aula con il concorso di tutti, merita di essere firmata da tutti i gruppi. noi voteremo a favore».

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda: «Si arriva in Aula velocemente perché tutti ne hanno colto l’importanza, voteremo a favore e firmeremo la legge».

Ganau ha quindi chiesto il parere della Giunta. Il presidente della Regione Pigliaru si è rimesso all’Aula. Il Consiglio ha quindi approvato il passaggio agli articoli e dato il via libera agli articoli 1 “Riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica, progressiva e invalidante”, 2 “Disposizioni per la cura e la tutela dei soggetti colpiti da fibromialgia, o sindrome fibromialgica”, 3 “Istituzione del Tavolo tecnico-scientifico regionale sulla fibromialgia, o sindrome fibromialgica”, 4 “Associazioni e attività di volontariato”, 5 “Registro regionale della fibromi algia”, 6 “Rete regionale per la diagnosi e cura della fibromialgia”,  7 “Individuazione di un livello aggiuntivo di assistenza sanitaria per la cura della fibromi algia”, 8 “Clausola valutativa”. Sull’art. 9 “Norma finanziaria” il presidente Ganau ha annunciato la presentazione di un emendamento sostitutivo totale per la modifica del riferimento dei capitoli di spesa. Messo in votazione l’emendamento è stato approvato all’unanimità.

L’Aula ha quindi approvato l’ultimo articolo, il 10 “Entrata in vigore” e dato il via libera al testo finale della legge  con voto unanime (40 voti favorevoli su 40 votanti)

Il presidente Ganau ha quindi riaperto la discussione sulla proposta di legge per l’istituzione della provincia della Gallura.

Il presidente della Commissione bilancio Franco Sabatini ha chiesto 10 minuti di sospensione. Richiesta accolta dal presidente Ganau che ha sospeso la seduta. (Psp)

Alla ripresa dei lavori l’emendamento 66 a pagina 9 è stato respinto e il presidente Ganau ha sospeso per trenta minuti la seduta per mancanza del numero legale. (C.C.)

Alla ripresa dei lavori, il presidente Ganau ha annunciato la presentazione di un emendamento di sintesi sostitutivo totale dell’art.1, il n.72. Il testo prevede  fra l’altro «l’istituzione e la soppressione di nuove Province con una legge regionale, sentite le popolazioni interessate con un referendum consultivo».

Il consigliere Michele Cossa dei Riformatori ha sostenuto che la proposta rappresenta la negazione della volontà popolare perché calpesta quanto hanno deciso a suo tempo i sardi con un referendum; si sta riaprendo una voragine e, se questa è la strada, noi votiamo fermamente contro.

Il capogruppo del partito Attilio Dedoni ha affermato che l’emendamento fa emergere una volontà contraria all’istituzione della Provincia della Gallura; per questo non solo votiamo contro ma valutiamo se restare in Aula.

Il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha detto che si tratta di un risultato a dir poco riduttivo rispetto alla legge originaria di una sintesi, solo piccolo lumicino di speranza per la Provincia Gallura in una vicenda nella quale il Consiglio ha dato uno spettacolo senza precedenti.

Il consigliere di Art.1-Sdp Luca Pizzuto si è detto in invece entusiasta della sintesi perché finalmente si dà ai sardi l’opportunità di esprimersi, venuta meno dopo un referendum truffa senza nessuna alternativa che aveva massacrato periferie e territori; ora potremo confrontarci in concreto sui temi dell’auto governo.

Il presidente della commissione Autonomia Francesco Agus (Campo Progressista) ha dichiarato di non poter apprezzare l’emendamento, un testo senza criterio e condivisione né approfondimento. Come spesso è accaduto in questa legislatura, ha ricordato, molte leggi sono state modificate a poca distanza dalla loro approvazione perchè scritte con troppa fretta; al massimo questa proposta può essere la base di partenza per un lungo lavoro in commissione ma come tutti sappiano il tempo non c’è e così come è scritta, sarà sicuramente impugnata.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi ha evidenziato che, dopo tanta melina è aumentata la confusione ma voterà comunque a favore, pur non essendo soddisfatto di un testo che dopo mille tentativi e molte brutte figure è un mix di contenuti con un salto nel buio, una scelta del meno peggio senza nessuna certezza.

Per Forza Italia il consigliere Giuseppe Fasolino ha manifestato tutta la sua delusione perché, ha spiegato, siamo arrivati qui con l’idea di concludere un percorso ben fatto che il nostro territorio merita ed invece abbiamo assistito a qualcosa di molto grave; mi sento preso in giro anche come consigliere perché arriviamo ad un compromesso che non ci soddisfa ma siamo responsabili ed abbiamo preferito qualcosa piuttosto che tornare a casa senza niente, fermo restando che non stiamo facendo una bella figura per colpa di una maggioranza che si è dissolta.

Il consigliere Giovanni Satta (Psd’Az) ha condiviso la tesi del collega Agus che, a suo avviso, bene ha fatto a prendere le distanze da un emendamento né carne né pesce al limite della legittimità e forse non per caso; la tentazione sarebbe quella di andar  via ma voterò a favore per senso responsabilità anche se la legge è stata stravolta.

Non essendoci altri scritti a parlare il presidente ha messo in votazione l’emendamento n.72 ma lo scrutinio è stato interrotto dalle intemperanze di alcuni settori del pubblico costringendo lo stesso presidente a sospendere la seduta e far sgomberare le tribune.

Alla ripresa dei lavori è stato rimesso in votazione l’emendamento ma, constatata la mancanza del numero legale, il presidente ha tolto la seduta.(Af)