CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 341
Martedì 8 Gennaio 2019 - Pomeridiana

Approvato il Testo unificato N. 56-280-514/A. Disposizioni in materia di disturbo da gioco d'azzardo

Approvato il Regolamento di attuazione dell'articolo 73 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna) in materia di oneri connessi all'esercizio delle funzioni elettive

Approvato il Testo unificato N. 493-502/A. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 10 del 2011 e alla legge regionale n. 2 del 2016

Approvato un Ordine del giornoin merito ai gravi danni derivanti agli enti locali e ai cittadini della Sardegna dalle disposizioni contenute nella manovra finanziaria statale 2019”

 

 

Cagliari, 8 gennaio 2019 – In apertura di seduta, il presidente Ganau ha comunicato al Consiglio le dimissioni dal Gruppo del Pds del Consigliere Roberto Desini e la sua adesione al Gruppo Misto. Subito dopo l’Aula ha ripreso l’esame del Testo unico sulla ludopatia che in mattinata era stato rinviato in Commissione. 

Il presidente Ganau ha quindi invitato l’on. Daniela Forma (Pd), relatrice del provvedimento, a illustrare le modifiche al testo apportate dalla Sesta Commissione. «Le correzioni riguardano elusivamente l’articolo 10 “autorizzazioni all’esercizio” e in particolare il contenuto dell’emendamento n.9. Prevediamo il divieto di aprire nuove sale da gioco e di installare apparecchiature da gioco in locali che si trovino a una distanza determinata dalla giunta regionale entro i 500 metri da luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario, case protette, oratori o luoghi di aggregazione giovanile).

La giunta stabilirà le distanze tenendo conto della densità demografica del comune interessato. Si dà inoltre la possibilità ai Comuni di chiedere una deroga motivata sulla base di specifiche caratteristiche del tessuto urbano in modo da evitare ulteriori situazioni di degrado delle aree periferiche. Obiettivo è governare meglio le ripercussioni che il provvedimento avrà caso per caso. Gli esercizi con autorizzazioni esistenti alla data dell’entrata in vigore della legge avranno la possibilità di adeguarsi alle nuove disposizioni entro il termine massimo di 5 anni. Così – ha concluso Daniela Forma – si viene incontro alle richieste arrivate dalle associazioni di categoria preoccupate per gli effetti economici del provvedimento. La nuova norma consentirà di avere un congruo periodo di transizione». (Psp)

 

Dopo l’on. Forma ha preso la parola l’on. Ruggeri (Pd), che ha illustrato l’emendamento 19 all’articolo 10. La Giunta e la commissione hanno espresso un invito al ritiro ma l’on. Ruggeri ha ribadito che ci sono “aziende come sale bingo, non slot machine, che non potranno essere spostate retroattivamente di 500 metri come invece è previsto dalla norma. Ecco la ragione dell’emendamento, che serve a salvaguardare investimenti e posti di lavoro”.

L’on. Forma (Pd) ha ribadito che è facoltà dei Comuni prevedere le deroghe nell’ambito del loro territorio proprio nei casi segnalati dall’on. Ruggeri.

L’articolo 10 è stato approvato mentre l’emendamento 19 è stato respinto. 

Approvato anche l’articolo 11 con l’emendamento sostitutivo parziale 10 e l’aggiuntivo 11.

Approvato l’articolo 12 con l’emendamento aggiuntivo 12; l’articolo 13 con l’emendamento aggiuntivo 13. Via libera anche all’articolo 14 e all’emendamento sostitutivo totale 14.

A seguire per la dichiarazione finale di voto. Il primo a intervenire è stato l’on. Tedde (FI), secondo cui “i nobili obiettivi di questa legge non hanno trovato strumenti normativi adeguati, nemmeno con gli emendamenti bocciati dei quali è vostra la responsabilità. Non bastano i panni caldi per una malattia così”.

Per l’on. Deriu (Pd) “questa legge non convince per il suo proibizionismo e nessuno, anche se in buona fede, può seriamente sperare di contrastare il fenomeno con queste norme. In fondo anche l’assessore Arru ci ha detto che questo fenomeno non può essere così fatto regredire. La politica deve provvedere in modo concreto, non deve fare propaganda nemmeno quando la propaganda viene dalla mia parte”. L’on. Deriu ha annunciato il voto di astensione e così anche il gruppo do Forza Italia con la presidente Alessandra Zedda e l’on. Fasolino, che ha detto: “Se l’obiettivo della legge è risolvere il problema della ludopatia possiamo tranquillamente dire che non è stato raggiunto. Se l’obiettivo era sperare di avere un po’ di consenso in più in campagna elettorale fingendo di aver fatto una legge allora la maggioranza lo ha raggiunto”.

Anche l’on. Crisponi (Riformatori) ha annunciato l’astensione: “Legiferare su temi così delicati dovrebbe sempre imporre cautela e studio. Ma se nonostante la buona volontà non si riesce a far nascere un buon testo di legge allora i dubbi sono davvero tanti”.

Per Fratelli d’Italia l’on. Lampis ha detto: “Non si recuperano cinque anni di legislatura a cinquanta giorni dal voto”. Per l’on. Congiu (Pds) “il tema è di una nobiltà tale da meritare attenzione ma sono consapevole del fatto che lo strumento utilizzato è errato. Assistiamo anche oggi a una sovraproduzione di leggi: questo testo che stiamo approvando è un catalogo di buone pratiche  ma non risolve il problema né fa prevenzione. La reimpostazione dell’articolo 10 creerà problemi a chi gestisce le sale bingo, questo è sicuro. Alla fine l’unica norma efficace è quella che prevede la campagna di sensibilizzazione”. (C.C.)

Il consigliere del Pd Luigi Lotto ha messo in evidenza la caratteristica di piaga sociale delle ludopatie, «tema sul quale si può oggettivamente fare poco ed occorre muoversi con grande attenzione e tuttavia è necessario fare qualcosa e la legge va in questa direzione». Non bisogna dimenticare inoltre, ha aggiunto, «che gran parte del gioco si svolge on line e questo aspetto richiede un forte intervento nazionale in un contesto dove, fra l’altro, sono sostanzialmente scomparse le scommesse dell’ippica che non presentano tematiche di dipendenza e sono collegate ad un settore dell’economia reale, importante anche in Sardegna».

Il consigliere di Forza Italia Antonello Peru ha dichiarato che «sono condivisibili i principi culturali alla base del provvedimento ed è innegabile che l’abuso del gioco d’azzardo determini conseguenze gravi come quelli dell’alcool e del fumo, ma nel merito va detto che la legge reprime, non educa e non contrasta il gioco patologico». L’unica nota positiva, ha sostenuto, è stata introdotta da un nostro emendamento sull’adeguamento degli esercizi pubblici in un termine di 5 anni, per mettere al riparo investimenti e posti di lavoro che non possono essere cancellati: voterò contro».

Per il Pd Daniela Forma ha messo l’accento sull’importanza del provvedimento «che avrebbe meritato una alta attenzione dell’Aula in un contesto temporale distante dalle elezioni». Dopo aver ricordato che i ritardi dell’iter legislativo sono stati causati dalla concomitanza con riforme di grande portata come quella sanitaria, ha Forma ha affermato che «la legge contiene aspetti molto importanti come il Piano regionale contro il gioco che dà dimensione strutturale ad interventi su prevenzione, cura, riabilitazione e sostegno psicologico alle vittime della dipendenza ed alle famiglie, l’osservatorio per acquisire dati e migliorare le conoscenza, il potenziamento della prevenzione con campagne mirate di sensibilizzazione». L’Aula inoltre, ha concluso, «ha ulteriormente migliorato il testo inserendo il divieto della pubblicità del gioco sul territorio regionale».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione la legge, che il Consiglio ha approvato con 25 voti favorevoli, 3 contrari e 18 astenuti.

Successivamente l’Assemblea ha iniziato l’esame del Regolamento di attuazione della legge di riforma delle autonomie locali, con particolare riferimento alla modifica degli oneri connessi all’esercizio delle funzioni elettive.

Il relatore Roberto Deriu, del Pd, ha ricordato che «con questa misura si completa la riforma degli Enti locali con un provvedimento urgente che interviene soprattutto in realtà locali con una forte crisi demografica e sociale che determina la mancanza di candidature ed un vulnus della democrazia».

Il Consiglio ha quindi approvato i 5 articoli del regolamento più una tabella allegata con 49 voti. (Af)

Il presidente Ganau ha quindi messo in discussione Il Testo unificato n.493-502/ per l’istituzione della Municipalità della Nurra rappresentativa delle frazioni di Tottubella, La Pedraia, La Corte, Campanedda, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz, Argentiera.

Il relatore di maggioranza Luigi Lotto (Pd) ha illustrato il provvedimento sottolineando la singolarità del territorio interessato: «L’agro di Sassari è una delle realtà più estese in Italia, disseminata di diverse borgate, agricole e costiere. L’unico modo per garantire lo sviluppo del territorio è la salvaguardia di queste borgate –ha detto Lotto – la distanza delle frazioni dalla città di Sassari ne ha determinato nel tempo il declino, specie con la soppressione delle circoscrizioni che avevano rappresentato un esempio di partecipazione democratica. Oggi si propone per le borgate l’istituzione di una municipalità simile a quella di Pirri. Non ci sono oneri maggiori a carico della Regione ma è un segnale a questi territori da parte delle istituzioni regionali, uno stimolo alle famiglie perché restino in quelle borgate evitando così lo spopolamento di queste realtà. Se la legge passerà si farà un servizio alle popolazioni e allo sviluppo del territorio».

Ha quindi preso la parola il relatore di minoranza Antonello Peru (Forza Italia). «In questo ultimo scorcio di legislatura questo Consiglio regionale, quando non si divide, riesce a dare risposte molto significative a tutto il popolo sardo – ha rimarcato Peru –lo ha dimostrato approvando il provvedimento su Forestas, Aras e ora con questa legge che vedrà e disciplinerà la municipalità della Nurra. Spero che tra qualche ora si faccia lo stesso con l’istituzione della Provincia Gallura». Peru ha poi ricordato la battaglia portata avanti dalle frazioni della Nurra: «Le borgate  sentono in modo forte il peso dell’accentramento di funzioni tutte in capo alla città di Sassari – ha detto il consigliere azzurro - lo spostamento di funzioni fa crescere un popolo e il suo territorio. Il decentramento politico e amministrativo mira a dare ai cittadini maggiore rappresentatività e capacità di azione democratica. Decentramento fa il paio con il principio di sussidiarietà, è una tutela per l’ente inferiore che svolge bene i suoi compiti dall’ente superiore. A quest’ultimo va assegnato il ruolo di coordinamento.

Occorre creare le condizioni che permettono alle persone e alle organizzazioni politiche ed economiche di agire in libertà».

Peru ha infine ricordato il percorso che ha portato alla presentazione delle proposte di legge: «L’idea nasce un anno fa dopo una manifestazione organizzata dalle borgate – ha detto – le difficoltà maggiori sono rappresentate dai trasporti e dalla mancanza di servizi essenziali come la scuola. Siamo convinti che occorra un progetto di una visione più alta per scongiurare lo spopolamento e la perdita della identità storica e culturale del territorio. Questa piccola ma grande rivoluzione che stiamo presentando in Aula comporterà il riconoscimento di nuove competenze alle borgate. Così finalmente la municipalità unica della Nurra potrà decidere su materie importanti per la vita dei suoi cittadini evitando che le frazioni diventino una succursale di Sassari».

Giudizio positivo anche da Roberto Desini (Misto): «E’ il giusto riconoscimento alle frazioni della Nurra. Nell’agro di Sassari, fortemente antropizzato, ci sono molte attività imprenditoriali, da anni si parlava di questa esigenza. Con questo provvedimento si viene incontro ai territori e si attua un vero e proprio decentramento amministrativo».

D’accordo anche il capogruppo di Art1-Mdp Daniele Cocco che ha chiesto di aggiungere la sua firma alla proposta di legge.

Parere favorevole al provvedimento anche dalla Giunta. L’assessore al Bilancio Raffaele Paci dopo aver ringraziato la prima commissione ha parlato di “provvedimento importante, una piccola risposta che però affronta un problema serio. Il decentramento non è contrapposizione ma significa affrontare insieme i problemi sapendo che ci sono specificità territoriali che vanno valorizzate. E’ un’idea che si può estendere a tutta la Sardegna».

Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato per alzata di mano.

Si è quindi passati all’esame dell’articolo 1 e dell’emendamento aggiuntivo presentato dal consigliere Valerio Meloni (Pd).

Il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno sulla manovra fiscale del Governo e chiesto di sospendere la seduta prima dell’approvazione finale della legge per consentire la raccolta delle firme mancanti.

Valerio Meloni (Pd) ha illustrato l’emendamento: «Proponiamo un giusto riconoscimento per chi decide di impegnarsi. E’ importante politicamente. Credo che la politica tutta debba risollevare la schiena. Oggi ci sono difficoltà a trovare candidati per gli enti periferici. Emendamento vuole dare a chi ci mette la faccia un riconoscimento economico di tipo forfettario per ristorare almeno le spese sostenute».

L’aula ha quindi approvato in rapida successione i tre articoli della legge.

Si è poi passati alla votazione finale. Alessandra Zedda (Forza Italia) ha annunciato il suo voto a favore: «Quando è stata istituita la municipalità di Pirri ero assessore e e ricordo la mia grande soddisfazione. La stessa che provo oggi per la Nurra – ha detto Zedda – è un provvedimento che va nella giusta direzione. In un’era di divisioni si trova la giusta unità per ridare a un territorio speranza di sviluppo avvicinandolo alla città di Sassari».

Anche Luigi Lotto (Pd) ha espresso soddisfazione per l’approvazione della legge: «Ho avuto l’onore e il piacere di amministrare nella città di Sassari in strettissimo rapporto con le circoscrizioni presenti nel territorio. In quella occasione si è potuto capire come la partecipazione abbia creato grande interesse amministrativo. Il vero risultato potrà avvenire solo con l’impegno corale delle borgate e dell’amministrazione di Sassari. Il percorso andava avviato, sarà una buona iniezione di fiducia per lo sviluppo di quei territori».

Marco Tedde (Forza Italia) ha rivolto un grazie al collega Peru per l’impegno: «Avvicinare i cittadini alle istituzioni è uno dei sogni della politica. Significa accorciare distanze tra esigenze obiettive di chi vive nei territori e chi risiede nei centri direzionali. Ciò consente crescita sociale e maggiore consapevolezza dei problemi da parte di chi amministra con la possibilità di intervenire rapidamente dove necessario. Le borgate sono popolate da cittadini di serie A».

Il presidente Ganau ha quindi annunciato la presentazione di un ordine del giorno. (Psp)

E’ stato quindi illustrato l’Ordine del giorno, firmato da tutti i capigruppo, “in merito ai gravi danni derivanti agli enti locali e ai cittadini della Sardegna dalle disposizioni contenute nella manovra finanziaria statale 2019”. Il capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, ha spiegato la gravità della situazione che vede gli enti locali sardi fortemente penalizzati dalla Finanziaria nazionale, approvata il 30 dicembre scorso. In particolare, l’on. Congiu, ha rilevato che la norma “sottrae alle finanze comunali quasi 1,3 milioni di euro”. Di particolare gravità per l’esponente del Partito dei sardi il taglio di 110 milioni di euro del fondo Imu-Tasi, vincolato tra l’altro al finanziamento di piani di sicurezza e valenza pluriennale per la manutenzione di strade, scuole e altre strutture di proprietà comunale, e non più utilizzabile per le spese correnti. L’on. Congiu ha, inoltre, illustrato che la Finanziaria nazionale (commi 889 e 890 dell’articolo 1), esclude le province delle regioni a Statuto speciale dalla possibilità di utilizzare il contributo di 250 milioni di euro destinato alle province per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e scuole. L’Ordine del giorno, quindi, “impegna la Giunta regionale a intervenire presso il Governo e il Parlamento nazioni al fine di salvaguardare le finanze degli enti locali della Sardegna, gravemente sacrificate dalle suddette disposizioni della legge n. 145/2018”:  

Il presidente Ganau ha dato poi la parola all’assessore del Bilancio Raffaele Paci, che ha espresso parere a nome della Giunta regionale, ricordando che la Finanziaria nazionale ha anche reintrodotto i 285 milioni di accantonamenti per la Regione Sardegna. Paci ha annunciato che la Regione sta facendo tutti i passi necessari per l’impugnazione della Finanziaria nazionale, visto che “i diritti dei sardi vengono del tutto calpestati”.

Il capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, ha sottolineato la ferma convinzione che sottoscrivere questo ordine del giorno fosse importante visto che i diversi governi nazionali non sono mai stati attenti alle esigenze e ai diritti della Sardegna. Dedoni ha, infine, sottolineato che il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, non è stato in grado di perorare la causa del popolo sardo.

Il presidente Ganau ha messo in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato. Il presidente ha poi aperto la votazione finale della legge che è stata approvata con 38 voti favorevoli.

L’Aula ha, poi, avviato l’esame del Testo Unificato n. 1-70/A “Controllo dell’attuazione delle leggi e valutazione delle politiche regionali.

Il presidente della Prima commissione, Francesco Agus (Misto), ha affermato che la proposta è stata esitata nella mattinata dalla Commissione, unificando due proposte di legge presentate a inizio legislatura. “L’articolo approvato oggi ­– ha spiegato l’on. Agus -  rimanda alla possibilità di introdurre aspetti legati alla valutazione delle politiche nel luogo più consono a ospitarle, e quindi al Regolamento di questo Consiglio regionale. In tal modo vengono garantite l’autonomia e le prerogative riconosciute all’organo legislativo regionale, che può stabilire diverse modalità di valutazione e di verifica delle politiche pubbliche”.

Per il consigliere dei Riformatori sardi, Michele Cossa, componente del gruppo che ha presentato una delle due proposte di legge si tratta “di un provvedimento importante, in quanto vi è inserito un principio fondamentale: la valutazione delle politiche regionali da parte del Consiglio”. L’on. Cossa ha spiegato che, con questo testo, il Consiglio riuscirà a capire meglio le ricadute delle diverse politiche sulla popolazione. La proposta n. 70  definiva, in particolare, i rapporti tra il Consiglio e la Regione e prevedeva l’istituzione di una Commissione paritetica per capire meglio la ricaduta delle leggi ex ante ed ex post.

La Giunta regionale ha espresso parere favorevole sul testo.

Messo in votazione, il Testo unificato è stato approvato con 41 voti favorevoli.

Il presidente Ganau ha chiuso la seduta. Il Consiglio si riunirà domani mattina alle 10. (eln)