CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 340
Martedì 8 Gennaio 2019 - Antimeridiana
  • Rinviato in commissione il testo unificato sulle disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo

Il presidente Ganau ha aperto i lavori della seduta 340 del  Consiglio regionale sul testo unificato 6 (Agus), 280 (Demontis) e 514 (Forma e più) dedicato alla lotta al disturbo del gioco d’azzardo. 
Prima però l’on. Peru (FI) ha segnalato “l’occupazione in atto dei lavoratori ex Secur, in tenda a Sassari da un mese. Un bivacco in centro con le tende, sotto gli occhi di tutti. Sollecito la commissione Seconda per arrivare a una risoluzione della commissione. Sono gli unici lavoratori licenziati e sostituiti, chiedo che non rimangano altri due mesi lì”.
Il presidente Ganau ha preso a sua volta la parola per promettere il suo interesse: “Sono già andato a trovare i lavoratori in occupazione, chiederò al presidente della seconda commissione Comandini l’intervento per una risoluzione”.
L’on. Forma (Pd) ha poi illustrato il testo unificato sul disturbo del gioco d’azzardo: “Effetti rilevanti di questo disturbo compulsivo anche sulla vita di relazione e sul lavoro, si tratta di patologie in aumento anche nella nostra isola e di un giro d’affari che in Italia vale 100 miliardi e in Sardegna 2 miliardi solo nel 2016. Nel 2012 la circolare Balduzzi ha iniziato a disciplinare il fenomeno, anche per allontanare dai luoghi di culto, dai centri sportivi e dalle scuole i locali dove si può giocare d’azzardo legalmente. E’ tempo però che anche la Regione Sardegna si doti di norme proprie su questo”. L’onorevole Forma ha ricordato le norme successive adottate dal Governo e dal Parlamento per la cura e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Anche in commissione Sanità abbiamo affrontato il problema e ricevuto i dati del 2016, perché non ce ne hanno dato di più aggiornati. Certo è che il sistema sanitario segnala l’aumento costante dei soggetti affetti da gioco d’azzardo, spesso con una doppia diagnosi di alcoldipendenza. Qualche segnale però si coglie: aumentano però i giocatori d’azzardo tra gli adulti e diminuiscono tra gli studenti. Così come gli uomini giocano quasi il doppio rispetto alle donne e soprattutto e il Gratta e vinci il gioco più ricercato mentre lotto e scommesse sportive vengono dopo”.
L’on. Cacciotto (Pd) ha aggiunto che è “importante approvare questa legge prima della fine della legislatura perché l’azzardo è un business legale che rovina le famiglie e gli affetti generando crescente povertà. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare lo Stato, anche nel rispetto dell’articolo 41 della Costituzione. Non basta la regolamentazione a favore di chi rinuncia a installare sale giochi e slot: serve una legislazione regionale come quella che stiamo proponendo ed è necessario istituire un osservatorio regionale sul disturbo da gioco d’azzardo e il piano regionale per la prevenzione del disturbo”.
Per l’on. Tedde (Fi) “non si può non condividere una legge così ma è compito nostro intervenire per mettere un freno e prevenire il gioco d’azzardo. Oggi non c’è nulla di tutto questo e le famiglie non sanno dove sbattere la testa per una terapia seria a favore del malato e anche dei suoi familiari. Ma le norme di principio che state proponendo non sono sufficienti perché la legge è praticamente priva di risorse. Non solo: non c’è solo il gioco d’azzardo tradizionale ma anche quello on line e noi dovremmo occuparci delle cause di tutte le nuove dipendenze”.
Anche l’on. Usula (Rossomori) ha sollecitato “misure di contrasto a questa piaga e la Sardegna è ai primi posti in questo triste campo. Non si contrasta però questa malattia se non con il lavoro, che ridà dignità all’individuo: questa è l’unica strada. E’ necessario agire anche per smascherare il ruolo ipocrita dello Stato, il primo vampiro dei cittadini più deboli”.
“Non posso nascondere la mia soddisfazione”, ha detto l’on. Agus (Campo progressista) “perché una proposta di legge sta diventando legge. Ma non posso non ricordare che la mia proposta è di cinque anni fa perché il problema era urgente già cinque anni fa. L’ottimo è nemico del buono però il nostro Consiglio avrebbe potuto provvedere tra le prime regioni italiane a dotarsi di misure contentive del gioco d’azzardo. Credo che molto sia dipeso dal fatto che la commissione Sesta è costretta a occuparsi quasi totalmente della sanità sarda e per le prossime legislature sarà bene tenerne conto”.
I Riformatori sono intervenuti con l’on. Dedoni: “Certo che si poteva approvare prima ma è molto che si arrivi almeno oggi a questa legge. Spesso diciamo che il mondo non ci va bene ma spetta a noi fare leggi buone e tempestive. Non ho capito chi ha voglia di correre e di chiudere il Consiglio: è necessario approvare questa norma, anche se poteva essere migliore”.
L’assessore Arru ha parlato a nome della Giunta e ha premesso: “C’è di sicuro una correlazione tra il gioco d’azzardo le la mancanza o insufficienza di lavoro. Ma questo non spiega tutto perché anche gli adolescenti e i giovanissimi sono pienamente investiti dal problema. In realtà è necessario classificare con dei codici precisi questo tipo di patologia in modo da approntare una misura sociosanitaria precisa e di carattere generale e non soltanto una risposta farmacologica o in altro modo terapeutica per chi è colpito. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che questi disturbi non possono trovare risposta negli ospedali ma nella sanità territoriale, oggetto della più ampia riforma generale della sanità sarda”.
Per dichiarazione di voto l’on. Oscar Cherchi (FI) ha detto che “questa è l’ennesima legge che il centrosinistra propone con il solo scopo della campagna elettorale, visto che in concreto non prendete nemmeno in considerazione il gioco on line. Ed è anche per questo che voto contro il passaggio agli articoli”.
Di parere opposto l’on. Forma (Pd), che ha ringraziato la commissione sanità per il lavoro svolto e ha aggiunto: “Siamo tutti d’accordo sull’ipocrisia fondo dello Stato e sulla necessità di potenziare i Serd”. (C.C.)
Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu ha espresso molti dubbi sulla legge, «pur rispettando il lavoro intenso dei proponenti, della commissione e della stessa relatrice che ha proposto alcuni emendamenti importanti proprio per fugare certe perplessità». Inoltre, ha aggiunto Deriu, «non mi convince lì impianto della norma che è proibizionista; il proibizionismo appare rassicurante ma non è mai efficace, per cui mi asterrò almeno finchè, con gli emendamenti, non arriveranno correzioni sostanziali».
Il consigliere di Cps Antonio Gaia, nel condividere le considerazioni del collega Deriu, ha sottolineato che «si tratta di una problematica molto seria e complessa che non viene affrontata a 360° da proposta che appare molto riduttiva ed andrebbe riportata in commissione per un approfondimento». Il gioco d’azzardo, ha poi ricordato, «è fondamentalmente disciplinato da leggi nazionali ed il governo centrale interverrà ancora a brevissima scadenza, per cui sarebbe opportuno attendere». Per quanto riguarda lo specifico della situazione sarda, secondo Gaia, «non si è affrontato problema di chi gioca nei nostri paesi, dai quali molti si spostano per evitare una certa vergogna sociale, vanificando quindi il passaggio sulle distanze dai luoghi sensibili». Non va dimenticato infine, ha concluso, «che dietro il mondo del gioco ci sono attività economiche sulle quali molti sardi hanno investito nel rispetto della legge dando vita ad un sistema che oggi conta 3500 addetti».
Per i Riformatori il consigliere Luigi Crisponi ha osservato che «rispetto alle buone intenzioni in questa legge prevalgono le perplessità che impediscono il via libera». Peraltro, ha proseguito con un riferimento generale, «è inutile approvare leggi che poi non vengono applicate sul territorio, come è accaduto per la legge contro l’endometriosi, votata a dicembre del 2014 ma rimasta nei cassetti per colpa dell’assessorato che non ha istituito la commissione di specialisti prevista dal testo».
Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione il passaggio agli articoli che il Consiglio ha approvato con 32 voti favorevoli e 6 contrari.
Successivamente, prima dell’esame dell’art.1 la capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha chiesto una breve sospensione della seduta, che il presidente ha accordato.
Alla ripresa dei lavori il Consiglio ha ripreso l’esame dell’art.1 che è stato approvato. L’art.2 è stato modificato dopo l’approvazione degli emendamenti 5 (Cocco Pietro e più) e 1 (Gaia) che contengono definizioni più puntuali del concetto di gioco lecito. Gli articoli 3, 5, 6 e 9 sono stati approvati senza emendamenti.
L’art.4 è stato modificato dall’emendamento n.15 (Cocco Pietro e più) che istituisce l’Osservatorio regionale del gioco d’azzardo presso l’assessorato della Sanità.
L’art.7 è stato modificato dall’emendamento n.6 (Forma e più) che istituisce uno specifico fondo destinato ai Comuni il cui ammontare sarà definito all’interno della Legge di stabilità.
L’art. 8 è stato modificato dagli emendamenti n.7 (Forma e più) che prevede il logo “No slot” nei pubblici esercizi che decideranno di rimuovere i dispositivi di gioco, e n.8 (Forma e più) che promuove intese fra Regione ed Enti locali per vietare la concessione di spazi pubblicitari a favore del gioco.
Prima dell’esame dell’art.10 il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha chiesto una sospensione della seduta, che è stata accordata.
Alla ripresa dei lavori, il veste di capogruppo, il consigliere del Cps Antonio Gaia ha chiesto il rinvio del testo in commissione, per la parte ancora non esaminata dall’Aula: il Consiglio ha approvato la richiesta per alzata di mano.
Subito dopo il presidente ha tolto la seduta. La commissione Sanità si riunirà alle 15.30 per riprendere l’esame degli emendamenti al testo mentre il Consiglio riprenderà i lavori alle 17.00,- (Af)