CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 337
Mercoledì 19 Dicembre 2018 - Pomeridiana

Approvato il Disegno di legge n. 564/A “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche ed integrazioni, e autorizzazione di spese non rientranti tra i debiti fuori bilancio di cui all'articolo 73 del decreto legislativo n. 118 del 2011”

Approvato il Disegno di legge 520/A “Lavoro straordinario dei dipendenti regionali in occasione di consultazioni elettorali. Interpretazione autentica dell'articolo 90 della legge regionale n. 7 del 1979”

Approvata la Proposta di legge n.570 (Pietro Cocco e più) sull’attuazione dell’articolo 2, comma40, della legge regionale 7 agosto 2009, n.3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale) e provvedimenti per garantire il servizio di assistenza in zootecnia alle imprese

Avviato l’esame del DL n. 542/A. GIUNTA REGIONALE. Legge di semplificazione 2018

I lavori proseguiranno domani alle 10

 

Cagliari, 19 dicembre 2018 – La 337^ seduta del Consiglio regionale si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau e dopo le formalità di rito l’Aula ha incominciato la discussione del Disegno di legge n. 564 (Giunta) per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio.

Il consigliere del Pd, Cesare Moriconi, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha auspicato la convocazione straordinaria dell’Aula per valutare la situazione di Eurallumina che, sulla base del decreto governativo dello scorso 22 novembre che stabilisce la chiusura entro il 2015 delle centrali elettriche alimentate a carbone,  rischia di vedere compromessa la possibilità di ripresa delle attività. Il presidente Ganau ha quindi invitato il consigliere Moriconi a presentare un’apposita mozione sull’argomento con la richiesta, ai sensi del regolamento interno, di convocazione straordinaria dell’Assemblea.

Sempre sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere del Pd, Gianmario Tendas, che ha ricordato l’incontro promosso da Anci e Cal a Esporlatu sul tema della criminalità e delle intimidazioni nei confronti di sindaci e rappresentanti delle istituzioni ed ha auspicato l’approdo in Aula delle norme per il riconoscimento dello status di amministratore.

Il presidente Ganau ha quindi ricordato al consigliere Tendas che serve completare il passaggio in commissione del provvedimento.

Il consigliere di Fi, Antonello Peru, intervenendo sempre sull’ordine dei lavori ha ricordato la vertenza degli ex Secur di Sassari, oggetto di ben quattro riunioni in Seconda commissione e di numerose audizioni. L’esponente della minoranza ha lamentato la mancata approvazione di un’apposita risoluzione in commissione utile per sostenere la causa di circa 50 addetti del portierato e della vigilanza rimasti senza lavoro dopo il cambio appalto.

Il presidente del Consiglio ha informato il consigliere Peru e l’intero Consiglio di un suo intervento con il presidente della Commissione lavoro al fine di una ripresa della valutazione della vertenza ex Secur anche alla luce delle nuove proteste intraprese dai lavoratori.

Anche Daniele Cocco (capogruppo Art.1- Sdp) è intervenuto sull’ordine dei lavori per sollecitare l’approvazione delle norme per il riconoscimento dello status di amministratore ed ha sottolineato la sua partecipazione alla riunione di Esporlatu.

Con l’intervento del relatore Franco Sabatini (Pd) si è aperta la discussione e la votazione del Dl. 542 (Giunta) per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio la cui approvazione è stata sollecitata sia dal presidente della commissione Bilancio (Sabatini) sia dall’assessore del Bilancio, Raffaele Paci, che nel corso del suo intervento ha spiegato in sintesi la proposta per riconoscere nove debiti fuori bilancio inerenti spettanze Enac, sentenze, piccole irregolarità procedurali.

Approvato il passaggio agli articoli (26 favorevoli e 4 contrari) l’Aula ha dato il via libera all’articolo 1 (Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1 lettera a, del decreto legislativo 118 del 2011 e successive modificazioni e integrazioni); poi all’articolo 2 (riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73 comma 1 lettera e del Dl.vo 118\2011) e l’articolo 3 (autorizzazione alla copertura di spese non rientranti tra i debiti fuori bilancio) con l’emendamento aggiuntivo n. 2 (Giunta) che attiene acquisti disposti nel 2016 e 2017 in assenza di preventivo impegno di spesa. Approvato anche l’articolo 4 (Copertura finanziaria) il cui testo è stato sostituito talmente dall’emendamento n. 1 (Giunta). Approvata con 26 sì e 4 no l’entrata in vigore della legge (articolo 5) l’Aula ha dato il via libera definitivo al provvedimento con 25 voti a favore e 5 contrari.

Aperta la discussione sul disegno di legge n. 520 (Giunta) il relatore Francesco Agus (Cp) ne ha auspicato l’approvazione così da consentire il pagamento del lavoro straordinario dei dipendenti regionali in occasione delle consultazioni elettorali. Via libera sollecitato anche dall’assessore del Personale, Filippo Spanu, e sostenuto dalla capogruppo di Fi, Alessandra Zedda. Approvato il passaggio agli articoli, l’Aula ha dato il disco verde all’articolo 1 (Interpretazione autentica dell’articolo 90 della legge regionale n. 7 del 1979 “lavoro straordinario connesso a consultazioni elettorali”) e all’emendamento aggiuntivo n. 1 (Pietro Cocco) che inserisce in legge anche il “personale iscritto nelle liste ad esaurimento che esercita il proprio mandato presso gli Enti Locali e l’amministrazione regionale”. Approvata la norma finanziaria (articolo 1 bis) l’Aula ha dato il via libera definito alla legge con 36 voti favorevoli su 36 consiglieri votanti. (A.M.)

L’Aula è passata poi all’esame della proposta di legge 570 Cocco e più (servizio di assistenza in zootecnia per le imprese), sostenuta con provvedimento d’urgenza da tutti i capigruppo. L’articolato definisce l’annosa vicenda del personale Aras e dà concreta attuazione alla legge regionale 3 del 2009 inserendo in Laore i lavoratori Aras, senza stipendio da sei mesi.

L’assessore Spanu ha parlato a nome della Giunta e ha detto che “il settore zootecnico va salvaguardato, come più volte sollecitato anche dal Consiglio regionale nei suoi ordini del giorno”. Soprattutto l’assessore Caria è intervenuto sul tema: “La Regione non è rimasta statica sul problema del blocco dell’associazione allevatori, che grazie anche ai dipendenti ha ripreso a svolgere le sue funzioni. Con questa proposta di legge salvaguardiamo i posti di lavoro degli assunti sino al 2006 ma anche le assunzioni successive. Ci vorranno però 60 giorni per dare attuazione al provvedimento”. L’assessore ha ringraziato “i lavoratori, i sindacati e i direttori generali dell’assessorato e di Laore oltre che al Consiglio”. Ha ringraziato anche “il Tribunale di Cagliari ci ha aiutato, a evitare che la situazione dei commissari mandati da Roma prendesse una ulteriore e lunga piega”.

Per dichiarazione di voto l’on. Crisponi (Riformatori) ha parlato di “obiettivo atteso non solo da noi ma soprattutto dai lavoratori Aras”. Soddisfatta anche la capogruppo di Forza Italia, on. Alessandra Zedda: “Da tempo gli allevatori aspettavano questo provvedimento e se noi crediamo davvero nelle produzioni dell’allevamento della Sardegna  non potevamo che procedere a questa riorganizzazione. Noi oggi davanti a queste famiglie stiamo facendo il nostro dovere”.

Anche l’on. Sabatini (Pd) e poi l’on. Eugenio Lai (Articolo 1) hanno parlato di “bella giornata per questo Consiglio regionale, grazie anche ai lavoratori che non si sono arresi manco un giorno e hanno creduto nella soluzione che già nei mesi scorsi era stata prospettata in quest’Aula”.

Per l’on. Oscar Cherchi (FI) “finalmente si trova una soluzione definitiva, alla quale siamo certo favorevoli perché stabilizza tutti i lavoratori. Ho però necessità di capire se il Governo eviterà di impugnare questa legge: ci auguriamo che le promesse del Governo non si trasformino in dubbi della burocrazia”.

Favorevole anche il gruppo di Fratelli d’Italia: “L’Aula ha dato mandato alla Giunta e la Giunta ha portato il risultato”, ha detto l’on. Gianni Lampis. 

“Un passaggio importante” lo ha definito l’on. Lotto (Pd), che ha ricordato: “Sono uno dei pochi di quest’aula che ha partecipato al voto della legge 3 del 2009, quella che non è stata applicata e ci ha portato fino a oggi. Ci è stato garantito che non ci saranno impugnazioni e ho fiducia che le oltre 12mila aziende pastorali riprenderanno ad avere la loro consulenza”.

Per l’on. Cocco (Articolo 1) “è questa la politica di cui c’è bisogno. Grazie agli assessori e al Consiglio regionale per il lavoro svolto. In fondo non abbiamo fatto altro che riconoscere un diritto acquisito”.

L’Upc ha parlato con l’on. Gaia e ha annunciato il voto favorevole al passaggio agli articoli: “Apprezzamento per chi ha portato a causa questo risultato, ero molto scettico e lo riconosco. Meglio così”.

Sui lavoratori a termine l’on. Caria ha aggiunto che potranno a partecipare al prossimo concorso pubblico.

In replica alle preoccupazioni sul rischio impugnativa l’assessore Spano ha ribadito il concetto di lealtà: “Abbiamo scommesso spesso sulla lealtà istituzionale del Governo statale e siamo convinti che non ci saranno sorprese”.

L’Aula ha approvato gli articoli con gli emendamenti e poi, con voto elettronico, il testo definitivo della legge. L’on. Peru (FI) ha espresso “grande soddisfazione: ci abbiamo creduto in tanti ieri e tutti oggi. Questi lavoratori hanno potenzialità  che potranno esprimere in Laore, ne sono convinto”.  Per l’on. Solinas (Pd) “è necessario dare subito gambe per inquadrare il personale in Laore e ricorda anche che ci sono sei mensilità di stipendi da pagare”.

Per l’on. Anedda (Comunisti) “la Regione esce da questa partita senza perdere un lavoratore e continuando a erogare servizi di qualità nella zootecnia”.

Duro l’intervento dell’’on. Dedoni (Riformatori): “Se la Regione avesse fatto la riforma degli enti dell’agricoltura non saremmo arrivati a questo punto” . Invece, per l’on. Tendas (Pd) “va detto con chiarezza che questo risultato che riguarda 252 dipendenti il merito è degli assessori al Personale e all’Agricoltura e delle commissioni di riferimento”.

Il presidente Ganau ha messo al voto la proposta di legge che è stata approvata all’unanimità. (C.C.)

Successivamente il Consiglio ha iniziato la discussione del Disegno di legge 542/A-Legge di semplificazione 2018.

Per illustrare il provvedimento il presidente ha dato la parola al relatore, il presidente della commissione Autonomia Francesco Agus (Misto-Campo progressista).

Prima dell’intervento di Agus, sull’ordine dei lavori, il consigliere del gruppo Misto Emilio Usula, ha criticato il clima del volemose bene con cui la legge arriva in Aula perché, a suo avviso, non sono state rispettate le procedure del Consiglio. Non ho visto il testo, ha affermato, «se non un’ora fa e si tratta di una modalità non rispettosa del ruolo dei consiglieri che devono avere piene conoscenza dei testi delle leggi sulle quali devono votare». Tanto più, ha aggiunto, «quando si parla di norme chiamate di semplificazione che in realtà contengono forzature e colpi di mano che possono stravolgere atre norme già approvate dall’Aula». Chiedo la sospensione dell’esame della legge, ha concluso, «e la riconvocazione dell’Aula per poter conoscere i 42 articoli del testo e, pare, gli altrettanti emendamenti, altrimenti abbandono la seduta».

Sullo stesso tema l’intervento del consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi, il quale ha sottolineato le tante criticità del testo a cominciare, ad esempio, dalla parte ambientale in cui si prevede l’assegnazione dell’incarico di direttore di un parco col solo requisito della laurea, prescindendo da ogni considerazione su esperienza e competenza. Questo è un esempio, ha osservato, «ma se ne possono fare tanti altri, perciò è necessario fare una serie di approfondimenti con attenzione e rigore».

Il presidente Ganau ha comunicato che, in presenza di una questione pregiudiziale, occorre un voto del Consiglio.

Motivando la sua posizione contraria alla sospensione dei lavori, il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha ritenuto corretta la procedura seguita, ricordando che «la legge è passata in commissione dove sono rappresentati tutti i gruppi ed il testo è stato anche emendato; poi, se uno non partecipa la responsabilità non è dell’Aula». Non c’è stata nessuna forzatura, ha concluso, «e quindi possiamo andare avanti perché abbiamo diritti ma anche doveri da rispettare».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione la pregiudiziale che il Consiglio ha respinto, per alzata di mano, con 21 voti contro 19.

Dopo lo scrutinio ha preso la parola il relatore Francesco Agus che, in apertura, ha ricordato che «il disegno di legge nasce dal 2016 come iniziativa di semplificazione per snellire e migliorare la normativa regionale, con provvedimenti annuali che intervengono nei procedimenti amministrativi per renderli più fruibili e trasparenti». La legge, ha proseguito, «assegna l’iniziativa alla Giunta perché più coinvolta direttamente negli stessi procedimenti, per cui si auspica che l’Aula mantenga l’integrità del testo in modo da privilegiare omogeneità e chiarezza normativa, evitando di trasformarlo in un omnibus di difficile lettura ed applicazione». Per queste ragioni, ha poi spiegato, «la commissione ha deciso di accantonare alcuni emendamenti che, pur non essendo formalmente inammissibili, apparivano distanti dal contenuto della legge, consentendo comunque di riproporli in Aula auspicabilmente dopo una verifica di coerenza». Tuttavia, ha detto infine Agus, «è irrituale che la prima commissione abbia approvato un testo con contenuti molto diversi dalle materie di propria competenza».

Il consigliere del gruppo Misto Emilio Usula, rivolgendosi al capogruppo del Pd Pietro Cocco, ha ribadito la posizione espressa in apertura di seduta, che cioè «non si poteva discutere il testo perché i consiglieri avevano avuto modo di vederlo solo all’inizio dei lavori ed ancor meno si conosce il contenuto degli emendamenti, per cui se se si va avanti confermo la mia decisione di abbandonare l’Aula».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione il passaggio agli articoli, che l’Assemblea ha approvato con 24 voti contro 17.

Subito dopo ha tolto la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno domattina alle 10. (Af)