CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 319
Martedì 25 Settembre 2018 - Antimeridiana

Rinviato in Quarta commissione il TESTO UNIFICATO N. 19-409-418-438/A. “Disciplina generale per il governo del territorio”

La seduta è stata aperta dal presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito e prima di affrontare la discussione generale sul Testo unico dell’urbanistica, il presidente ha dato la parola al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, per rivolgere al Consiglio comunicazioni urgenti sulla legge all’ordine del giorno.

Nel suo intervento il presidente Pigliaru ha sintetizzato i contenuti della lettera inviatagli dall’assessore dell’urbanistica, Cristiano Erriu, per chiedere il rinvio della legge in commissione. Condivido interamente la lettera, ha affermato il presidente, «perché in sostanza non c’è un sostegno ampio a quella che a mio giudizio è una buona proposta di legge, frutto di una grande consultazione della società sarda che ha ottenuto il voto positivo della maggioranza e della commissione all’unanimità».  Oggi preferiamo ammettere una difficoltà e segnare una battuta d’arresto necessaria, ha aggiunto Pigliaru, «anche se non sempre appaiono chiare le ragioni di chi ha espresso dissenso, noi pensiamo che le riforme debbano essere discusse ma poi fatte, secondo un profilo riformista che si caratterizza per la capacità di dialogo ma poi sa arrivare a proposte concrete». La Sardegna attende da troppi anni una legge urbanistica, ha proseguito il presidente della Regione, «ed il rinvio non renderà facili certe scelte che resteranno comunque difficili; prendiamo atto dei dubbi di alcune forze di maggioranza e, in parte, anche del Cal, anche se questi dubbi non sono stati ancora tradotti in proposte emendative». Da riformisti, ha concluso il presidente, «auspichiamo nuovi elementi per migliorare confronto di merito e restiamo come sempre disponibili a capire punti di vista diversi, privilegiando la ricerca di un sostegno ampio quanto mai necessario in riforme di questa natura e di questa portata; ringrazio comunque l’assessore Erriu, il presidente della commissione Solinas e quanti hanno lavorato sia al testo che al grande dibattito su questa legge che si è svolto nel territorio».

Al termine dell’intervento del presidente della Regione, il presidente Ganau ha informato il Consiglio della presentazione di una questione pregiudiziale.

Sull’ordine dei lavori il capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha sollecitato l’apertura di un dibattito sulle dichiarazioni del presidente Pigliaru le quali, ha osservato, stanno cambiando il corso di una legge fondamentale.

Il presidente Ganau ha replicato che sarà seguita la procedura stabilita dal regolamento.

Il consigliere del gruppo Misto, Mario Floris, soffermandosi sull’importanza dell’argomento, ha sostenuto la necessità di dare spazio al dibattito interpretando in modo estensivo il regolamento.

Il presidente Ganau ha replicato che la previsione regolamentare non può essere superata.

Successivamente il capogruppo del Pds, Gianfranco Congiu, ha espresso apprezzamento per le dichiarazioni del presidente Pigliaru che, a suo avviso, «ha dimostrato profonda intelligenza politica e capacità di sintesi su una problematica molto complessa». Il rinvio, ha dichiarato, «non deve essere letto come la morte della legge ma semmai il contrario, sarà un passaggio che favorirà l’unità di tutti i sardi su provvedimento fondamentale; da sempre questa è la nostra posizione, assunta anche in sede di conferenza dei capigruppo, perché abbiamo ritenuto grave lo scollamento emerso fra ampi settori della società sarda, enti locali, città metropolitana ed aree interne». Noi pensiamo, ha concluso, «che le comunità debbano essere messe nelle condizioni di fare i propri piani urbanistici senza pressioni e controlli da parte di una sorta di cassazione regionale e che comunque la legge richieda una ampia maggioranza per valorizzare quel grande patrimonio di valori che ha accompagnato il dibattito».

Il consigliere del Psd’Az-La Base, Gaetano Ledda, ha detto che «l’incertezza è sempre una pessima consigliera, non si comprende cosa sia successo dopo il lunghissimo lavoro condotto dall’assessore Erriu per quasi 2 anni, se non che è stato impallinato da fuoco amico, una situazione che certifica il fallimento di giunta e maggioranza per cui, considerato che siamo ad ottobre e sta per arrivare la legge di bilancio, meglio andare a casa».

Il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, ha definito il gesto di Erriu «importante a dimostrazione della sua serietà, per non restare ostaggio di settori della maggioranza». Ovviamente. Ha ricordato, «questa legge non ci soddisfa e non soddisfa la Sardegna e per questo non poteva arrivare in Consiglio così com’è, fra l’altro con cento Comuni senza Puc che non avrebbero beneficiato degli interventi». Erriu dunque ha avuto coraggio, ha continuato Rubiu, «ma la maggioranza avrebbe dovuto averlo anche quando si è parlato di sanità, mentre invece si è preferito andare avanti a costo di accentuare le fratture interne delle comunità; almeno nel caso dell’urbanistica, in definitiva, si è sollevata la bandiera bianca, e finalmente Pigliaru ed Erriu hanno dimostrato di essere persone serie».

Il capogruppo di Fdi, Paolo Truzzu, ha affermato di capire l’amarezza dell’assessore, aggiungendo però che «sarebbe stato meglio fare la discussione generale della legge affrontando tutti i temi in campo e solo dopo decidere cosa fare; così si sta certificando il fallimento della maggioranza ma, cosa ben più grave, si stanno tenendo i sardi ostaggi di qualcuno, come era già accaduto con Soru». Qui non si vuole affrontare la questione, ha concluso, «ma è un fatto che le grandi riforme annunciate, revisione del Ppr, enti locali e sanità o non si sono fatte o sono state il fallimento di una maggioranza che, alla fine, è diventata minoranza in Consiglio».

Per Art.1-Sdp il capogruppo Daniele Cocco ha dichiarato che il dibattito ha dimostrato che «le persone per bene stanno anche nella politica, nel palazzo e nella Giunta; sull’urbanistica ci vuole legge condivisa per cui la delicatezza dell’argomento giustifica rinvio in commissione che si spera possa ancora migliorarla in alcune parti». L’assessore Erriu da parte sua, ha aggiunto, «ha dimostrato con sacrificio e capacità di lavoro di essere sempre a disposizione degli enti locali, visitando tantissime località in tutta la Sardegna, ascoltando e recependo istanze; per questo sono perplesso sia sul silenzio del Cal, che non si è espresso, sia per quanto accaduto in commissione dove sembrava che la stragrande maggioranza valutasse positivamente la legge». Resta il fatto, ha detto infine, «che il sentimento comune dei sardi dice che la legge ci vuole e se non ce la facciamo non faremmo un buon servizio ai cittadini».

Per il gruppo Misto, Anna Maria Busia, si è espressa favorevolmente al rinvio, ricordando però che «si sarebbe potuto e dovuto fare anche in altre occasioni, tuttavia questo è un momento importante perché si tratta di una riforma che non può essere fatta contro nessuno». Piuttosto, ha concluso, «qualcuno si sta presentando come il vero artefice del rallentamento dimenticando che alla fine se lo intesteranno in tanti, mentre va dato atto al presidente di aver mostrato grande maturità politica».

Sempre per il Misto, il consigliere Emilio Usula ha espresso apprezzamento «per lo scatto d’orgoglio di Pigliaru ed Erriu nonostante le nostre valutazioni sulla legge restino profondamente diverse». Usula ha infine chiesto informazioni sulla fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale che sarebbero state sollevate dagli esperti del Cal.

A nome dei Riformatori il consigliere Michele Cossa ha parlato di «un film già scritto nonostante le dichiarazioni di Erriu e Pigliaru e le infinite mediazioni su posizioni radicalmente diverse, che hanno portato a una legge senza visione e senza anima». Dal nostro punto di vista, ha spiegato Cossa, «Pigliaru ha preso la decisione più saggia evitando alla Sardegna conseguenze devastanti assunte in un clima pre-elettorale che avrebbero ancora peggiorato la legge, che per noi non è mai stata buona: non risolve ma aumenta i problemi, determina ulteriori incertezze interpretative, è anacronistica sui Pul, non prende atto di quanto si muove nel mondo dell’economia e del turismo, e soprattutto non semplifica, che è ciò che serve davvero all’urbanistica. A questo punto bene il rinvio, ma per fare una legge migliore nella prossima legislatura».

Per il capogruppo del Pd Pietro Cocco «non c’è mai stata una legge più discussa di questa in ogni suo aspetto, dentro e fuori dall’Aula, in tutti i territori, fra tutti i portatori di interesse, una legge che serve concretamente per correggere la stortura di una Regione dove solo 21 Comuni su 377 hanno fatto i Piani, mentre gli altri non hanno fatto nulla e una ragione ci sarà». Certo, ha riconosciuto Cocco, «si tratta di una materia complessa che fa discutere molto e poi si possono fare le riforme o stare fermi; noi abbiamo scelto la prima strada, ora siamo all’ultimo miglio e ci dobbiamo fermare rinviando tutto in commissione per problemi nati con il Cal che avrebbe dovuto esprimersi per senso di responsabilità». Si prende atto piuttosto, ha detto ancora Cocco, «che mancano i numeri alla maggioranza a causa di rapporti e vicende politiche di questi mesi, ma qui nessuno è disposto a far massacrare una legge votata all’unanimità in commissione dopo due anni di lavoro. Se poi qualcuno ha cambiato idea sorprende non poco, ma se ne prende atto anche per evitare contraccolpi in campagna elettorale, con la consapevolezza che difficilmente in commissione si combinerà qualcosa, perché il rinvio della legge vuol dire niente legge».

Il consigliere di Cps, Antonio Gaia, premettendo che «non esistono legge perfette» ha detto di condividere e rispettare le argomentazioni di Erriu e Pigliaru, anche se a suo giudizio quella sull’urbanistica «è una buona legge frutto di una sintesi ampia sul territorio senza posizioni preconcette; invece contesto quanti strumentalmente e sotto elezioni non rispettano coloro che  a tutti i livelli hanno lavorato con grande impegno per una legge che serve alla Sardegna. E’ un epilogo spiacevole per una legge che invece meritava di essere approvata a larga maggioranza».

Il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha ricordato in apertura che «la minoranza ha detto da subito che la legge aveva lacune gravi e creava grande confusione fra elementi di carattere urbanistico e paesaggistico, assicurando comunque il suo contributo leale ed onesto perché c’era bisogno di una legge per la Sardegna che, peraltro, Pigliaru aveva promesso ai Sardi insieme al nuovo Ppr e riforme in materia di trasporti e sanità. Tutto questo non è avvenuto». Rispettiamo la decisione di Pigliaru ed Erriu, ha aggiunto, «quest’ultimo costretto a girare come una trottola per tutta la Sardegna senza trovare mai nessuno che avesse il coraggio di dichiarare il suo dissenso. Avete preso in giro i sardi con le vostre solite liti di maggioranza, dovreste vergognarvi per quanto fatto ad Erriu, magari prendendo ordini da chi fuori dal palazzo vuole continuare a dettare le scelte politiche nonostante gli errori commessi in passato». Presidente Pigluaru, ha concluso, «lei a questo punto dovrebbe andarsene perché sa benissimo che questa legge non tornerà più in Aula per colpa della sua maggioranza che non ha nemmeno il coraggio di dirlo».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente Ganau ha messo in votazione la richiesta di rinvio della legge in commissione, che il Consiglio ha approvato per alzata di mano.

Subito dopo ha tolto la seduta. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. (Af)