CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 294
Martedì 8 Maggio 2018 - Pomeridiana

 

  • Approvato un ordine del giorno a conclusione della discussione delle mozioni n. 387 (Cocco Daniele e più) e 389 (Forma e più) sulla esclusione dei docenti titolari del diploma di maturità magistrale dalle graduatorie
  • Non approvata la mozione n.377 (Fuoco e più) sul riconoscimento della piena rappresentanza sindacale aziendale all'ORSA Trasporti Autoferro TPL nell'azienda Consorzio trasporti e mobilità (CTM) di Cagliari
  • Non approvate le mozioni n.259 (Tedde e più) e n.410 (Rubiu e più) che assorbe la mozione 365 (Rubiu e più) in materia venatoria
  •  Approvata la mozione n. 406 (Agus e più) sul mantenimento di un presidio sanitario presso i locali dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari.

La seduta è stata aperta dal presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con le mozioni 387 e 389 presentate dai consiglieri Daniele Cocco (Art.1-Mdp) e Daniela Forma (Pd) sulla situazione degli insegnanti con diploma magistrale che rischiano di essere esclusi dalle graduatorie e dall’insegnamento.
Illustrando la sua mozione il consigliere Daniele Cocco ha affermato che la situazione segna il paradossale passaggio dai diritti acquisiti ai diritti negati per gli insegnanti che hanno acquisito l’abilitazione con diploma magistrale, ai quali prima è stata assegnata una abilitazione permanente e poi è stata negata da una sentenza del Consiglio di Stato. Con la mozione firmata da tutti i capigruppo, ha aggiunto, vogliamo chiedere alla Regione di intervenire presso il Governo per evitare sia il licenziamento di massa degli insegnanti, fra i quali molti sardi, che una evidente disparità di trattamento.
Daniela Forma del Pd, prima firmataria dell’altra mozione sullo stesso argomento, ha ricordato che dal 28 aprile scorso è attivo un presidio degli insegnanti davanti al ministero della Pubblica istruzione ed uno sciopero della fame. Ma ora, ha sottolineato, serve un concreto sostegno istituzionale anche da parte della Regione a favore di lavoratori della scuola dell’infanzia ammessi a suo tempo nelle graduatorie, ed ora esclusi dalla stesse, a conclusione di una stagione decennale di ricorsi durante la quale non c’è stato alcun nuovo intervento legislativo ed anzi si è determinata una ennesima situazione di incertezza che spetta a Governo e Parlamento risolvere, anche distinguendo fra chi ha effettivamente lavorato e chi no. Certamente, ha osservato, la transizione politica non aiuta anche se in questi giorni sono state manifestate aperture bipartisan da alcuni componenti della commissione speciale; per questo chiediamo al presidente della Regione ed all’assessore di attivarsi con urgenza.
Sempre per il Pd il consigliere Raimondo Caciotto ha parlato di un argomento delicato che riguarda anche gli iscritti alle graduatorie ad esaurimento di tutta l’istruzione primaria e di un problema che va ricondotto all’interesse prevalente della scuola e delle giovani generazioni. Gli insegnanti, ha proseguito, hanno conseguito un titolo abilitante e questo va considerato a prescindere dalle anomalie che si sono succedute negli anni determinando una situazione complessa che richiede risposte efficaci e di buon senso alcune delle quali contenute in iniziative già all’esame del Parlamento. Senza dimenticare, ha poi precisato, che questo avviene in un quadro generale caratterizzato da immatricolati in calo, dispersione scolastica, scarsi collegamenti fra scuola e lavoro; un quadro che deve ispirare l’azione del legislatore ed anche quella del presidente della Regione nel farsi carico di questa vertenza.
A nome della Giunta l’assessore della Pubblica istruzione Giuseppe Dessena ha definito la situazione e di vera emergenza aggravata in questo momento dalla complessa transizione politica. Siamo in contatto costante col ministero, ha assicurato, e proprio domani ci sarà una riunione molto importante a Roma per individuare una soluzione compatibile con l’attuale quadro giuridico e con la necessità di scongiurare l’emergenza sociale collegata all’interruzione della continuità didattica per i ragazzi. Il ministro ancora in carica, ha detto poi Dessena, sta seguendo con la massima attenzione la vertenza sostenuta anche da molte Regioni che stanno intervenendo presso il Parlamento e voglio assicurare al Consiglio che la nostra azione ci sarà con l’auspicio che la questione arrivi in Aula quanto prima per evitare un licenziamento di massa che riguarderebbe oltre 6000 lavoratori.
Il consigliere Daniele Cocco, dopo aver ringraziato l’assessore, ha esortato nuovamente la Giunta ed il presidente della Regione a continuare a seguire la vertenza con il massimo impegno
La consigliera Daniela Forma, sottolineando positivamente l’impegno dell’assessore, ha sostenuto la necessità di un intervento urgente per disinnescare una sorta di guerra fra insegnanti precari diplomati e laureati. Non possiamo entrare nel merito delle soluzioni possibili, ha aggiunto, ma assicurare il nostro sostegno politico ed istituzionale al fianco del presidente della Giunta e dell’assessore.
Per dichiarazione di voto Alessandra Zedda, vice capogruppo di Forza Italia, ha affermato che si tratta di una partita molto complessa che non dipende dalla Regione, per cui sarebbe opportuno un ordine del giorno unitario più articolato e dettagliato. Per questi motivi ha chiesto una breve sospensione della seduta.
Il presidente ha chiesto al Consiglio di esprimersi sulla proposta.
Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu, dopo aver ricordato che si tratta di una posta in gioco molto alta, ha ritenuto auspicabile che che il Consiglio arrivo ad un documento unitario per cui si è detto favorevole ad una breve interruzione dei lavori.
Il presidente Ganau, riscontrato l’orientamento favorevole del Consiglio, ha sospeso la seduta.
Alla ripresa dei lavori il presidente ha annunciato la predisposizione di un ordine del giorno unitario che, a conclusione del dibattito sulle mozioni, impegna la Giunta sia a farsi carico della vertenza dei diplomati magistrali che ad “assumere  tutte le iniziative necessarie per individuare le soluzioni che possano garantire la continuità didattica per insegnanti ed alunni”.
Successivamente il presidente ha messo ai voti il documento, che il Consiglio ha approvato all’unanimità con 47 voti a favore. (Af)
L’on. Fuoco (FDI) ha illustrato la mozione 377 sulla rappresentanza sindacale del sindacato Orsa ai tavoli sindacali del Ctm. “Si tratta di un tema che ho già affrontato da consigliere comunale. Il Ctm sulla base dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nega tale diritto al sindacato Orsa ma la Corte costituzionale ha già detto che in ogni caso tale norma contrasta con gli articoli 2, 3 e 39 della Carta. In particolare, siccome la organizzazione sindacale è libera tutti devono poter fare sindacato, al di là del fatto che siano firmatari di contratti collettivi”. L’on. Fuoco ha chiesto dunque all’Aula di “includere il sindacato Orsa tra i sindacati ammessi a partecipare alle trattative sindacali del Ctm sanzionando anche la condotta del Comune di Cagliari, che non riconosce ancora tale rappresentanza”.
Per l’on. Eugenio Lai (Articolo 1) “la rappresentanza sindacale non deve essere mai negata e il Ctm è un’azienda florida ma questo non può farci dimenticare che il Ctm deve riconoscere anche questa organizzazione sindacale. Non è però accoglibile, anzi dannosa, la richiesta di sanzionare l’azienda togliendo l’un per cento del finanziamento regionale”.
L’on. Antonio Solinas (Pd) ha detto: “Mi sembra perlomeno strano che un argomento così sia oggetto di una mozione e non di un’interrogazione. Siamo ancora in uno Stato di diritto, vi vorrei ricordare: non mi sembra dalle cose che leggo che il sindacato Orsa sia firmatario di contratto a livello nazionale. Confermiamo invece tutta la nostra fiducia al Ctm”.
Per l’on. Agus (Cps) “il tema è malposto ed esula le competenze della Regione o è addirittura in netto contrasto, al punto che rende evanescente l’azione dello stesso Consiglio regionale. In questo caso il Consiglio regionale non può intervenire  perché non ha delega per farlo. Lo abbiamo già riscontrato nel caso del personale di Forestas e lo facciamo anche in questo caso, dove vige e prevale la normativa statale. Orsa non è firmataria di contratto e non può sedersi al tavolo di un’azienda di diritto privato a capitale pubblico. Eviterei di dare false aspettative ai lavoratori. Il mio voto sarà pertanto sfavorevole”.
Sempre per FDI ha preso la parola l’on. Truzzu, secondo cui “Ctm è una delle migliori aziende di trasporto pubblico d’Italia, grazie alla prima amministrazione di Mariano Delogu. Fu lui che cominciò a lavorare sulla trasformazione e riordino di Act, che portò a 100 giorni di sciopero delle maestranze. Il sindaco in quella occasione ebbe il coraggio di intraprendere l’allora direttore generale per risanare così dieci miliardi di lire di debito dell’azienda.  Non vorrei che qualcuno pensasse che il successo di Ctm sia dovuto alle ultime amministrazioni. Forse questa mozione esula dalle nostre competenze, è vero. Ma abbiamo trovato il tempo di discutere di cannabis, Palestina e Catalogna”.
Per il Pd è intervenuto l’on. Deriu, secondo cui “c’è una grande contrarietà verso questa proposta, per il fatto che in un regime costituzionale che prevede l’equiparazione dei livelli di governo noi non possiamo occuparci del tema. A meno che non vogliamo correre il rischio che i consigli comunali inizino a occuparsi dell’Arst. L’unica soluzione del problema credo risieda in una relazione del Ctm con l’azienda. Ma questo testo non è votabile”.
L’assessore Careddu ha detto che “questo tema è seguito da tempo dalla Regione, con lo scopo di favorire le relazioni sindacali e dunque in ultima sede migliorare la qualità del servizio. Sin da subito ho cercato di mettere in campo un’attività di persuasione morale”.
Per replica l’on. Fuoco ha detto: “La mia è una provocazione politica che spero mi sia concessa. Non ho mai pensato davvero che alla lettera il Ctm potesse essere sanzionato con una diminuzione di finanziamento. Siamo disponibili a un ordine del giorno condiviso ma in difetto chiedo il voto sulla mozione”.
L’on. Truzzu ha chiesto il voto elettronico sulla mozione, che è stata respinta.
La mozione 259 Tedde (e a seguire Rubiu con la mozione 365, 410 e interpellanza 346) è stata illustrata dal presentatore: “Risale al settembre 2016 e riguarda la costituzione degli Ambiti territoriali di caccia nell’ambito del Piano faunistico venatorio. Si tratta di capire, vista la sollevazione generale dei cacciatori sardi, quali sono state le azioni intraprese dall’assessorato che con questi ambiti territoriali sancisce l’inutilità per non dire la dannosità di questa ripartizione. E’ vero che il mondo venatorio ha bisogno di una riforma che lo valorizzi sotto il profilo ambientale, riconoscendo il ruolo sociale e ambientale dei cacciatori e della caccia, che è un contrasto verso i reati nell’agro e una sentinella permanente per gli incendi. Per questo chiediamo che siano ascoltati i cacciatori, che sono decine di migliaia in quest’Isola, senza mettere in campo pericolosi ambientalismi”.
E’ intervenuto anche l’on. Rubiu (Udc) secondo cui “l’attuale maggioranza non ha nessuna sensibilità verso la caccia visto che nelle commissioni giacciono dall’inizio della legislatura cinque proposte di legge mai discusse. Non è vero che la regione era obbligata a costituire gli Ambiti territoriali di caccia. La legge 157 individua zone faunistiche nelle Alpi che hanno tenuto conto delle consuetudini locali, delle quali noi non abbiamo minimamente tenuto conto. La caccia per i cacciatori è socializzare, è quasi una fede e un valore in più. Non si tratta di uno sport”.
Per l’on. Eugenio Lai (Articolo 1) “non è possibile non considerare che il problema viene da lontano e chiediamo che con un ordine del giorno di tutte le forze politiche si riconosca oggi dalla necessità di riformare la legge sulla caccia. La Regione Sardegna deve pretendere dal ministero un altro trattamento per i cacciatori sardi, che sono espressione autentica del mondo delle campagne. La caccia è una cosa seria, non solo un hobby, e deve essere vista per quello che rappresenta davvero”.
L’on. Lotto ha parlato a nome del Pd: “Le problematiche poste dai colleghi Tedde e Rubiu sono serie ma io che sono presidente della commissione competente dico che nello scorso mandato abbiamo parlato di questo tema un anno e mezzo senza mai aver portato in Aula l’esito di quelle riflessioni. Non è vero che tutti i cacciatori sono contro gli ambiti territoriali di caccia, perché a Nuoro come a Villagrande non muoiono dalla voglia di trovare nei boschi cacciatori in arrivo da tutta la Sardegna”.
Per l’on. Lampis (FDi), che ha dichiarato di associarsi alle mozioni, “ogni volta che c’è un incendio ho visto più cacciatori impegnati che quegli ambientalisti di cui ha paura l’on. Lotto. Noi siamo contrari agli ambiti perché abbiamo paura che siano l’ennesimo carrozzone della politica e ostinarci a voler applicare la legge 157 del 1992 è una ennesima dimostrazione di come la caccia è malintesa come uno sport per soli ricchi”.
La Giunta è intervenuta con l’assessore all’Ambiente, che ha detto: “E’ la prima volta che parliamo di caccia in Aula e non posso non evidenziare che il Piano faunistico deve essere coerente con la legge nazionale e regionale. Noi dobbiamo passare dalla caccia controllata a quella programmata, dove si monitorano i territori e il prelievo faunistico è commisurato alle capacità del territorio. Gli ambiti di caccia della Sardegna sono obiettivamente numerosi e noi ne abbiamo individuato otto e dal punto di vista giuridico qualsiasi tentativo che è stato fatto da altre regioni di limitare il numero degli ambiti ha ricevuto un secco no dalla Corte costituzionale. Si veda quanto è accaduto alla legge regionale della Toscana. Il nostro assessorato, lasciatemelo dire, ha svolto un lavoro eccellente nella raccolta delle osservazioni e ha incontrato le organizzazioni del mondo venatorio a Sassari e a Nuoro.  Circa due terzi delle osservazioni è giunto dalle organizzazioni della caccia e degli armieri ma sono tante anche quelle arrivate da semplici cittadini e organizzazioni ambientaliste”.
Per replica l’on. Tedde (FI) ha detto che “la Giunta, al di là di una visione burocratica, non ha risposto politicamente davanti al problema e mi fa piacere che l’assessore ammetta che l’incontro di Sassari è stato poco democratico e turbolento. Fermiamo queste bocce e riflettiamo, magari in commissione, su come deve essere cambiato il quadro legislativo e il Piano faunistico”.
L’on. Lai (Articolo 1) ha proposto di rinviare il tema in commissione, “anche perché le mozioni sono piuttosto datate  ma sia chiaro che la nostra specialità deve portarci a una battaglia forte per rivedere la legge 157 del 1992, che ormai è una legge anacronistica”.
Per dichiarazione di voto l’on. Lotto ha detto: “E’ più serio e ragionevole prendere l’impegno che la questione della legge regionale sulla caccia sia da noi rivista in commissione per poi investire del problema la Giunta”.
L’on. Alessandra Zedda, capogruppo di Forza Italia, ha ricordato che “per noi conta il rispetto dell’ambiente come quello dei cacciatori e delle loro associazioni. Non è pensabile che noi abbiamo solo due giornate di caccia quando nel resto dell’Italia sono tre? Eppure abbiamo esigenze sociali e territorio ben diverso dagli altri”.
Per l’on. Cherchi (Pds) “i nostri interessi sono diversi da quelli italiani, anche in abito caccia. E la sede corretta è la commissione consiliare”.   (C.C.)
Poste in votazione l’Aula non ha quindi approvato le mozioni n.259 (Tedde e più) e n.410 (Rubiu e più) che assorbe la mozione 365 (Rubiu e più) in materia venatoria.
Il consigliere Francesco Agus (Misto) ha quindi illustrato la mozione n. 406 (Agus e più) sul mantenimento di un presidio sanitario presso i locali dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari ed ha ribadito l’auspicio che la struttura ubicata, nel centro della città, possa mantenere l’attuale destinazione sanitaria. L’esponente della maggioranza ha ricordato la posizione in tal senso già espressa dall’amministrazione comunale e le richieste dei cittadini del centro storico. Agus ha ipotizzato la realizzazione di un ospedale diurno ed ha evidenziando la necessità di interventi di ristrutturazione dell’immobile proponendo inoltre la realizzazione di una vera e propria cittadella della solidarietà. Il consigliere ex Sel ha quindi invitato l’assessore della Sanità al confronto con il Comune, l’università, l’Ats, l’azienda mista, per approntare una soluzione che, confermando la destinazione sanitaria per il San Giovanni, scongiuri lo stallo burocratico amministrativo che si registra, invece, per la destinazione dell’ex ospedale Marino.
Nel dibattito è intervenuto per primo il consigliere della minoranza, Mariano Contu (Fi), che ha riconosciuto l’attualità dell’argomento proposto dal consigliere Agus ma ha rimarcato la necessità di una migliore organizzazione, nell’area del cagliaritano, dei servizi territoriali. Gianni Ruggeri (Pd) ha posto l’accento sulla esigenza di rapportare la destinazione e le funzioni del San Giovanni nell’ambito metropolitano e non già nel livello municipale («La funzione sanitaria è pressoché esaurita, bisogna pensare ad una nuova destinazione evitando gli egoismi universitari»). La capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha evidenziato come la situazione del San Giovanni di Dio sia una situazione comune ad altre strutture sanitarie della Sardegna ed ha affermato che la situazione di degrado dell’ospedale cagliaritano è un’altra dimostrazione dell’incapacità della giunta in materia di sanità e del fallimento della strada intrapresa sui servizi territoriali.
In sede di replica, l’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha ribadito l’esigenza di proseguire nella ridefinizione dei servizi sanitari dell’area metropolitana in coerenza con la programmazione generale ed ha confermato la volontà di “perseguire la circolarità delle cure territoriali, prevedendo al San Giovanni di Dio un punto per l’integrazione socio sanitaria”. L’assessore ha ipotizzato la realizzazione di una casa della salute, dell’ospedale di comunità ed ha confermato l’urgenza di interventi di manutenzione della struttura. Arru ha concluso dichiarando ampia disponibilità al dibattito pubblico sul futuro del San Giovanni di Dio.
In sede di controreplica, il consigliere Agus, ha detto di apprezzare impegno e dichiarazioni dell’assessore e dopo aver rimarcato “l’unicità del centro di Cagliari che si va ripopolando e che è un centro commerciale naturale ampiamente pedonalizzato e che ospita migliaia di turisti” ha auspicato l’approvazione della mozione “come viatico per la risoluzione dei problemi nel futuro”.
Mariano Contu (Fi) ha affermato che “l’interlocutore primo non può essere solo il sindaco di Cagliari ma l’intera area metropolitana” ed ha annunciato il non voto in “attesa di proposte concrete e non solo di dichiarati buoni propositi”.
Posta in votazione la mozione è stata approvata con 23 favorevoli su 23 votanti.
Il presidente del Consiglio ha quindi dichiarato conclusi i lavori ed ha convocato l’Aula per domani, mercoledì 9 maggio, alle 10. (A.M.)