CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 200
Martedì 25 Ottobre 2016 - Pomeridiana

Cagliari, 25 ottobre 2016

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con l’art.9 (Rapporti con l’assessorato della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio) del Testo unico istitutivo dell’Agenzia sarda delle entrate.

Il Consiglio ha approvato in apertura gli articoli 9 e 10 (Organizzazione e statuto dell’Ase), integrato dall’emendamento sostitutivo parziale n.57 (Sabatini) che, fermo restando l’aggancio con la disciplina generale della legge 31/98 in materia di personale demanda allo statuto la definizione delle modalità organizzative dell’Ase ed i profili professionali richiesti. Successivamente è stato approvato anche l’art.11 (Direttore generale). Il testo dell’articolo, a seguito dell’approvazione dell’emendamento aggiuntivo n.59 (Pizzuto e più) che prevede l’istituzione del Cire (Comitato indirizzo regionale sulle entrate) con il compito di  formulare proposte osservazioni e pareri in materia di fiscalità regionale: ne fanno parte il direttore dell’Ase con funzioni di presidente, 4 componenti eletti dal Consiglio regionale di cui uno espressione della minoranza, e 2 designati dall’Anci Sardegna.

Sull’emendamento si è sviluppato un dibattito nel corso del quale sono intervenuti diversi consiglieri.

Alessandra Zedda, vice capogruppo di Forza Italia, ha sostenuto di voler capire «qualcosa in più perché da una parte si rinviano le competenze reali dell’Ase ad una fase successiva, e dall’altra si dà vita ad un nuovo organismo; resta positivo il coinvolgimento degli Enti locali».

Il sardista Angelo Carta ha osservato che «si sta parlando di qualcosa che forse accadrà ma non accadrà ma intanto ne stiamo parlando, creando un organismo zoppo con funzione secondaria e non deliberativa».

Per l’altro capogruppo di Forza Italia Marco Tedde «si sta cercando in modo surrettizio di creare l’ennesimo carrozzone mettendo sotto tutela il direttore generale; un errore ed una contraddizione con quanto deciso in precedenza, respingendo l’emendamento che proponeva l’alta vigilanza del Consiglio».

Secondo il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis «è davvero singolare un comitato di cui non si capisce la ratio dopo che si riconduce l’organizzazione del personale alla 31, inoltre nello specifico va ricordato che nessun direttore generale della Regione ha un comitato del genere a supporto; è il solito prezzo politico pagato ad un partito della maggioranza, una proposta di ritirare».

L’assessore della Programmazione Raffaele Paci ha ribadito che «nella legge ci sono tante cose che si fanno subito ed altre che hanno una proiezione a medio e lungo termine; in particolare, nel momento in cui l’Ase acquisirà nuove competenze, è sembrato giusto a tutta la maggioranza prevedere uno sviluppo più politico, niente di cui vergognarsi anche perchè è a costo zero, viene rappresentato il Consiglio e ed anche la minoranza».

Il consigliere di Sel Luca Pizzuto, primo firmatario dell’emendamento, ha sostenuto che «non c’è niente di cui vergognarsi per una scelta di tutta la maggioranza, si prende a modello la migliore evoluzione della legislazione nazionale e regionale, (soprattutto quella del Trentino-Alto Adige dove esiste una assemblea dei soci-enti locali) che prevede organismi di questo tipo; anche per noi su questa materia ci deve essere la politica nel suo insieme e, di conseguenza, anche l’opposizione».

Subito dopo il Consiglio ha approvato anche l’art.12 (Revisore dei conti).

(Af)

Sull’articolo 13 ha preso la parola l’on. Tedde (Forza Italia), che ha detto: “Questa norma ci ricorda i carrozzoni degli anni ’70, che soddisfacevano le esigenze dei partiti della vecchia Repubblica. Questa norma  rappresenta il caso tipico: le persone che saranno reclutate dalle altre amministrazioni non avranno i titoli che servono all’Ase e si faranno dunque concorsi ulteriori e gare per terziarizzare le funzioni di studio e di ricerca. Non era assolutamente necessario spendere 2 milioni e mezzo per un centro studi”.

Per l’on. Alessandra Zedda (Forza Italia) “i commi 3 e 4 sono del tutto pleonastici e ci sembra che fino a oggi non siano stati fatti i concorsi né per la Regione né per le altre agenzie”.

Secondo l’esponente dell’Udc, on. Rubiu, “siamo davanti alla politica creativa, con una selezione di lavoratori su base volontaria. L’Ase è un nuovo contenitore per soddisfare le esigenze di persone vicine a questa maggioranza”.

Contrario anche l’on. Crisponi (Riformatori), secondo cui “questo carrozzone che si aggiunge ha anche i suoi piccoli carrozzoni aggiuntivi, al punto che la legge individua i soggetti esterni da convenzionare all’Ase: privati, società, enti e l’onnipresente università. Tutto questo quando bastava attrezzare l’assessorato alla Programmazione per monitorare le entrate”.

L’emendamento 52 è stato respinto e così il 139, 140, 23, 142, 143, 144, 24.

L’Aula ha poi votato a favore il testo dell’articolo 14 e gli emendamenti della giunta 155 e 58.

Gli emendamenti dell’articolo 14 sono stati respinti: il 77, il 25, il 26, il 147, il 148. Approvato il testo dell’articolo 14  ed è passata all’esame dell’articolo 15 e dei suoi emendamenti.

Il presidente Sabatini ha chiesto di poter anticipare alle 12 la seduta della Terza commissione mentre le commissioni prima e seconda si riuniranno in forma congiunta sempre domani ma alle 15.30.

Sull’articolo 15 l’Aula ha detto no all’emendamento soppressivo 78 e anche agli emendamenti 149, 150, 151. Votato anche il testo dell’articolo 15, con l’emendamento aggiuntivo 156 presentato dalla Giunta.

Aprendo le dichiarazioni di voto il vice capo gruppo di Forza Italia Marco Tedde ha manifestato «il vago sospetto di aver lavorato invano, per creare un topolino o una montagna che non servono a niente e non raggiungono gli obbiettivi che l’Ase si poneva, come ha riconosciuto lo stesso relatore dicendo che non c’è autonomia regionale senza autonomia finanziaria; con questa legge unica certezza che spendiamo 2.5 milioni in più per un carrozzone».

La consigliera Anna Maria Busia (Misto) ha parlato invece di «una legge molto importante che ha risposto alla necessità di avere il contributo di tutti, anche dell’opposizione che ha fatto interventi di merito senza cedere al populismo, e concilia interessi profondamente diversi di una Regione autonoma e dello Stato». Inoltre va ricordato che «nasce dall’iniziativa popolare del fiocco verde, volontà che stiamo rispettando, anche con il lavoro dell’Aula che ha visto in gran parte recepiti i nostri suggerimenti da parte di una maggioranza composita, ma ben vengano gli scontri se poi si arriva ad un buon risultato».

Il sardista Angelo Carta, contrario, ha detto di non voler partecipare «alla rottamazione di un sogno di tutti i sardi, espresso proprio dalla legge di iniziativa popolare; è da bocciare la strategia della maggioranza che non ha dato attuazione alla zona franca con cui i sardi potevano avere davvero in mano la leva fiscale e a quel punto avrebbe avuto senso parlare di autonomia fiscale, mentre con questa legge ci occupiamo di tributi regionali ed osservatori ma l’Agenzia è un’altra cosa».

Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc, ha messo in luce che con la legge «si è perduta una occasione importante di auto-governo, a causa dell’arroganza e della fretta della maggioranza, un modo autoritario di procedere che va a scapito della qualità legislativa e dà origine invece a testi-gruviera pieni di buchi del tutto inefficaci e non utili alla società sarda; l’Agenzia avrebbe potuto essere una svolta per l’autonomia della Sardegna anche per il nuovo rapporto con contribuenti ma così non è stato».

Augusto Cherchi, a nome del Pds, ha espresso la sua posizione favorevole ad una legge «destinata a diventare una positiva realtà della Sardegna, attraverso una Agenzia che potrà gestire in modo diretto e in tempo reale le entrate della Regione sarda, applicando il principio della sovranità fiscale». Fra poco, ha concluso, «otterremo il riversamento diretto e con l’Ase completiamo il cerchio, il resto sono chiacchiere; abbiamo realizzato un punto fondamentale del nostro programma di governo».

Luigi Crisponi, dei Riformatori, ha affermato che «i ragionamenti della maggioranza esprimono un trionfalismo fuori luogo; ricordo quando il collega Deriu parlò di Abbanoa come di un idro-mostro, oggi abbiamo creato un altro mostro di burocrazia, con personale che per la gran parte non possiede le competenze necessarie ed un assetto complessivo che lascia troppo spazio agli apparati politici della Regione».

Roberto Desini (Pds) ha detto un sì convinto alla legge aggiungendo che «per la Sardegna è una conquista storica, stiamo dando seguito alla volontà dei cittadini che nel 2012 presentarono la proposta di legge di iniziativa popolare, rispettando il nostro programma elettorale, rispettando i cittadini, stabilendo un nuovo rapporto fra istituzioni e contribuenti, ed uscendo una volta per tutte dalla cronica situazione di incertezza sulle entrate regionali».

Gianfranco Congiu, capogruppo del Pds, ha sottolineato che «dopo 4 anni arriviamo ad un risultato importante sul quale altri non si sono impegnati abbastanza, noi stiamo intervenendo per ristabilire giustizia sui tributi raccolti in Sardegna che finivano a Roma; un risultato importante, una legge utile che dà risposta a due grandi quesiti, quanto incasseremo e quando incasseremo, in contraddittorio paritario con lo Stato, consentendo alla Regione di programmare bene il suo futuro».

Daniele Cocco, capogruppo di Sel, favorevole, ha ringraziato l’assessore Paci per la grande disponibilità dell’assessore a recepire proposte migliorative, esprimendo «totale soddisfazione ma senza trionfalismo, realizziamo un punto qualificante del nostro programma senza per questo abbassare la guardia nei confronti dello Stato; l’Ase non è un mostro della burocrazia ma uno strumento efficiente di governo della fiscalità regionale».

Christian Solinas, Psd’Az, ha riconosciuto che «la legge che dà alla Regione uno strumento di controllo dei flussi finanziari anche quando mostreranno assimetrie ma non aumenterà di un millimetro la sovranità fiscale della Sardegna; forse ci è fatti incantare da un certo narcisismo lessicale, perché la nuova Agenzia può essere al massimo un punto di partenza per una nuova autonomia regionale, argomento di cui certamente riparleremo».

Pier Mario Manca, (Pds), favorevole, ha parlato di «un’altra cosa fatta al servizio dei sardi, invertendo per la prima volta il flusso dei nostri soldi; questo significa molto ed è un passo decisivo verso un rapporto nuovo nei confronti di uno Stato che non ci ha mai rispettato, è un cambio di mentalità e di tendenza, e anche un segno di indipendenza».

Giovanni Satta (Misto), annunciando la sua astensione, ha dichiarato che «il titolo della legge trae in inganno perché si vede dal testo che si tratta di un’altra cosa; come sardi potremmo idealmente essere tutti a favore ma senza dimenticare che non riscuotiamo nessun tributo e ci limitiamo a controllare i flussi finanziari».

Antonio Gaia (Upc), favorevole, ha ringraziato l’assessore e la commissione ed anche l’opposizione per il lavoro costruttivo, parlando di una «legge non perfetta ma comunque una buona legge perché dà certezze sulle entrate fiscali e sotto questo profilo sarà molto utile alla Sardegna».

Franco Sabatini (Pd) ha definito la legge «uno strumento importante ed utile per la nostra Regione, perché la vertenza entrate deve restare sempre aperta ed oggi più che mai». E’poi importante, ha aggiunto, «aver affrontato il tema della finanza locale, dato che i Comuni sono in difficoltà e la Regione può fare molto per loro ma ci vuole una struttura di specialisti per passare da un atteggiamento passivo ad atteggiamento attivo di chi sa far valere i propri diritti, con numeri a posto e proposte convincenti».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha rimproverato alla maggioranza «un’enfasi del tutto fuori luogo; non si può certo parlare di data storica quanto piuttosto del tentativo di migliorare il servizio bilancio che non funzionava troppo bene». Però non è cambiato niente, ha concluso, «perché le risorse continua ad incamerarle lo Stato, anzi la maggioranza ha rinunciato alla vera autonomia finanziaria e non poteva essere altrimenti con un presidente che dice sempre signorsì».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione la legge, che il Consiglio ha approvato con 29 voti favorevoli e 15 contrari.

Subito dopo ha sospeso la seduta per convocare la conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori il presidente Ganau ha comunicato che è pervenuta, in base all’art.102 del Regolamento del Consiglio, una proposta di legge per una nuova disciplina degli usi civici.

L’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu ha spiegato che il provvedimento, attraverso la modifica della legge regionale 1/77, «consente la valutazione più semplice di aspetti paesaggistici che in passato avevano dato origine a molte impugnazioni da parte governo nazionale, mentre ora le procedure di co-pianificazione permetteranno di superare le criticità delle norme precedenti, mettendo comunque in sicurezza i portatori di interessi collettivi».

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu ha affermato che «nella materia c’è grande bisogno di certezza anche per la tempistica ed occorre quindi che Giunta e presidente si facciano carico delle esigenze delle popolazioni per la sollecita definizione di questi procedimenti».

Ilo capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha detto che «non vorremmo fosse una norma di circostanza rispetto al grande problema degli usi civici che blocca la programmazione degli Enti locali; questo è un primo passo ma bisogna continuare».

Il Consiglio ha poi approvato il passaggio agli articoli e l’unico articolo della legge. Prima della votazione finale il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha dichiarato che il suo gruppo condivide la finalità della norma, «che va ad incidere sul vecchio problema della classificazione usi civici che complica la vita di tante piccole realtà produttive; piuttosto, pensavo che ci fosse l’impegno dei capigruppo anche per la ricapitalizzazione Sogeaal di Alghero ed il sostegno al low cost e devo dire che sono molto sorpreso».

Subito dopo il presidente ha messo in votazione la legge che il Consiglio ha approvato con 39 voti favorevoli, quindi ha tolto la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 8 novembre alle 16.00. Il presidente ha annunciato infine che, non essendo pervenute indicazioni per la composizione della commissione per le Parti opportunità, eserciterà i poteri sostitutivi previsti dalla legge.

(Af)