CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 148
Martedì 26 Gennaio 2016 - Pomeridiana

D.L 176/A sul riordino degli Enti Locali, domani l’approvazione finale del provvedimento

 

Cagliari 26 gennaio 2016 –  La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito e prima di iniziare l’esame dell’ordine del giorno, il presidente del Consiglio ha comunicato che, a seguito degli incontri con i lavoratori Alcoa, è stato approvato un documento sottoscritto da tutti i capigruppo.

Nel documento, «pur non convivendo il metodo di azione messo in atto dai lavoratori, si ribadisce piena solidarietà alla loro lotta per il rilancio dell’azienda». Nell’attuale fase di stallo del confronto fra Governo e parti sociali, si legge ancora nella nota dei capigruppo, «si chiede l’intervento diretto del presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi al fine di individuare tutte le soluzioni necessarie per il mantenimento degli impegni assunti con la Sardegna in un settore industriale strategico per il Paese». Fra le soluzioni possibili, i capigruppo hanno infine indicato quella di «accordi bilaterali con l’Enel per creare le condizioni di una ripresa produttiva dell’azienda, con particolare riferimento alla questione dell’energia nell’unica Regione d’Italia priva del metano».

Il presidente Ganau ha infine annunciato che il primo febbraio, in occasione della seduta statutaria del Consiglio, l’Assemblea predisporrà un nuovo documento sulla crisi Alcoa, che sarà esaminato assieme alle norme di attuazione sulla vertenza-entrate.

Il consigliere di Forza Italia Ignazio Locci, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha messo in evidenza che «stamattina sono stati distribuiti ai consiglieri i documenti sul bilancio e la legge finanziaria; quindi, in base al regolamento, i lavori dell’Aula devono essere sospesi per l’apertura formale della sessione di bilancio».

Il presidente ha osservato che, non essendo ancora la valutazione delle cosiddette “norme intruse”, passaggio necessario che precede la trasmissione del testo definitivo al Consiglio, non si può considerare aperta la sessione di bilancio.

L’Aula ha successivamente iniziato la discussione dell’art 40 (Funzioni delle province in via transitoria, passaggio alla Regione del polo culturale nuorese) del Dl n.176/A-Giunta regionale-Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna.

Il consigliere di Forza Italia Antonello Peru, prendendo ancora la parola sull’ordine dei lavori, ha sollecitato la discussione congiunta dell’emendamento n.2550 e dell’emendamento all’emendamento n.2512 (Utilizzo dei lavoratori delle società in house da parte dei nuovi organismi territoriali), entrambi relativi all’art.40, «per omogeneità della materia».

La proposta è stata accolta; sia il relatore del provvedimento Roberto Deriu (Pd) che l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu hanno però sollecitato, in relazione alla proposta del consigliere Peru, l’eliminazione dal testo della parola “Comuni”, trattandosi di compiti assegnati alle ex province.

Aprendo la discussione generale il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi ha affermato che quello in esame «è un articolo di grande rilievo che, però, nelle sue pieghe, da un lato parla di Nuoro e del territorio riconoscendone il valore culturale, e dall’altro si limita ad una indecente ricompensa dopo le tante manchevolezze ai danni della città e dei Comuni dell’area, confinate nella marginalità assieme a tutta la Sardegna di mezzo». Siamo di fronte, secondo Crisponi, «ad una carità pelosa che offende la storia di Nuoro e i giganti del pensiero che ha espresso, ad una Regione dispotica e presuntuosa che vuole mettere le sue grinfie su questa realtà; è un sacrilegio, peccato che cadano nel trabocchetto anche consiglieri espressi dal territorio nuorese».

Il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha affermato che al primo comma dell’articolo si parla di come gestire le funzioni delle ex province in fase transitoria, «scegliendo di riassegnare loro alcune competenze come fa la legge nazionale Delrio ma dimenticando di coordinare altre funzioni per esempio in materia di ambiente». L’altra questione importante contenuta nel testo, ad avviso di Locci, «riguarda il carico da 90 che con l’operazione Nuoro viene riversato sulle casse della Regione sarda, attraverso il trasferimento di personale, funzioni, rapporti attivi e passivi alla stessa Regione dai più importanti organismi culturali della città». Non si capiscono fra l’altro, ha osservato Locci, «le modalità di reclutamento del personale di queste importanti istituzioni ed il perché la Regione si faccia carico dei costi esclusivamente di tali partecipate; è un passaggio da chiarire con urgenza, perché ciò avviene mentre ci da una parte ci prepariamo a discutere una finanziaria che prevede meno risorse per gli enti locali e dall’altra si fanno operazioni-regalo con assunzioni ope legis».

Il consigliere Mario Floris (Misto) si è soffermato invece sulle possibili sovrapposizioni fra gli adempimenti relativi alla creazione della città metropolitana di Cagliari e le prossime elezioni amministrative. I primi atti, ha ricordato, «prevedono una serie di passaggi, dall’elezione del sindaco metropolitano, all’atto costitutivo, alla successione della funzioni fra città metropolitana e provincia di Cagliari che proiettano i loro effetti nei 90 giorni successivi all’approvazione della legge che stiamo discutendo». Ma in primavera, ha proseguito Floris, «ci sono le elezioni comunali a Cagliari e in altre città dell’area ed è evidente che questi adempimenti determinano interventi e turbative sulla campagna elettorale; per queste ragioni oggettive è necessaria una moratoria per spostare adempimenti ad una fase successiva alle elezioni, del resto si è seguito questo principio proprio nell’art 49/bis di questa legge per evitare sovrapposizioni fra le amministrative e le elezioni del Consiglio delle autonomie locali».

Il consigliere Michele Cossa, dei Riformatori, ha dichiarato che «l’articolo si presta a molte riflessioni di cui la principale è quella che sulle funzioni di province si è registrata una forte involuzione, accentuata da un emendamento della maggioranza che riscrive in toto l’art.40 ed assegna alle province anche funzioni in materia di bacini idrografici e coordinamento di manutenzione dei siti idrografici». La norma, ha protestato Cossa, «va in direzione opposta a quella enunciata dalla stessa legge di disciplinare talune situazioni nella fase transitoria, intervenendo invece in una materia delicatissima».

Il consigliere Christian Solinas (Psd’Az) ha condiviso le riflessioni contenute in molti interventi precedenti, sottolineando che «non è possibile che una riforma che parla di nuova centralità dei Comuni poi li espropri di importanti funzioni culturali del come accade per il Nuorese, che pure ha segnato la storia della Sardegna». Al di là di considerazioni politiche, a giudizio di Solinas «esistono forti dubbi sul fatto che la Regione possa subentrare ad enti consorziati che sono Comuni ed emergono grossi problemi di legittimità, richiamati anche oggi dal Sindaco di Nuoro ha sollecitato il Consiglio ad una riflessione su questi temi; inoltre non è credibile il passaggio relativo all’invarianza degli oneri di per una Regione che diventa socio, è indispensabile un supplemento di istruttoria fermo restando che il Nuorese è perfettamente in grado di gestire le sue istituzioni culturali, quello che non vogliamo faccia lo Stato alla Regione non può farlo la Regione ai Comuni».

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni, ha parlato di «articolo combinato da prima ma ancora meglio con l’emendamento; il consigliere Oppi parla spesso di operazioni clientelari che chiama marchette, è vergognoso che si commetta un atto di arroganza del genere, prendendosi tutto il sistema culturale di Nuoro per gestirlo da Cagliari». Mi vergogno di questo Consiglio, ha lamentato Dedoni, «che fa carne di porco di un diritto naturale non solo di Nuoro ma di tutta la Sardegna, qualcuno forse pensa sia un regalino ma Nuoro non lo vuole come ha detto il Sindaco e nemmeno la popolazione». «E’una rapina», ha concluso il consigliere, «non solo culturale ma dell’autonomia di una comunità, il ritorno del peggiore centralismo, la dimostrazione che alla maggioranza non interessa nulla dei problemi dei cittadini».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, ha messo in luce «l’evidente contraddizione che prima resuscita le province seppure in via transitoria e poi sottrae a Nuoro competenze e funzioni di grande importanza in campo culturale, dicendo chiaramente che tutto deve essere trasferito in capo alla Regione, mentre per le altre province e città metropolitana di Cagliari ci si preoccupa invece che continuino ad esercitare le loro funzioni». E’un problema di tutta la Sardegna, ha detto fra l’altro Pittalis, «e non ha alcun senso una deroga per Nuoro; non so cosa avrebbe detto il consigliere Deriu se da presidente della provincia avesse assistito all’accentramento delle istituzioni della sua città in ambito regionale». Non siamo favorevoli, ha concluso il capogruppo di Forza Italia, «ad approvare questa legge in tempi rapidi  ma davanti a norme così si sta cancellando il ruolo di un territorio con una operazione che non aumenta affatto il prestigio delle istituzioni interessate, supplico la maggioranza di ritirare questi punti dell’art.40 che sono una vergogna, a favore non di una battaglia di campanile ma di democrazia». (Af)

Aperta la discussione sull’emendamento soppressivo totale n. 801=1094=1721=2194, il relatore della maggioranza Roberto Deriu (Pd) ha chiesto ed ha visto accordata dal presidente una sospensione dei lavori di dieci minuti. Alla ripresa, il presidente Ganau ha posto in votazione gli emendamenti soppressivi totali prima richiamati che non sono stati approvati e si è dunque passati alla votazione dell’emendamento 2551 (Deriu-Agus) all’emendamento sostitutivo totale 1987 che sopprime il comma 2 dell’articolo 40 ed è stato approvato.

Posto quindi in votazione l’emendamento aggiuntivo 2512 (Comandini e più) all’emendamento 1987 che introduce il comma 8 bis all’articolo 40 e stabilisce che “le Province così come la città metropolitana di Cagliari, per il territorio di propria competenza, sono autorizzate a avvalersi delle società in house operanti presso le stesse province al momento dell’entrata in vigore della presente legge”, l’Aula lo ha approvato con 43 favorevoli e solo 3 contrari.

Annunciata la votazione dell’emendamento aggiuntivo 2550 (Tedde-Peru) che proponeva il trasferimento alla rete metropolitana di Sassari del personale e delle funzioni, dei beni e dei servizi, delle società in house della provincia di Sassari e dei comuni di Alghero e Sorso, ha preso la parola il consigliere Marco Tedde (Fi) per auspicarne l’approvazione “così da porre rimedio alle inadempienze dell’assessore Paci che aveva annunciato pubblicamente la risoluzione delle problematiche delle società in house nello scorso mese di settembre”.

Antonello Peru (Fi) ha preannunciato voto favorevole e ha rivolto un appello ai consiglieri regionali del sassarese perché siano mantenuti i servizi offerti dalla società in house. «Mi auguro – ha concluso il vice presidente del Consiglio – che non ci siano trattamenti differenziati tra diversi i territori della Sardegna e si facciano così differenze tra i lavoratori del sassarese e del cagliaritano».

Alessandra Zedda (Fi) ha preannunciato voto a favore ed ha dichiarato che “con l’emendamento 2550 si offre l’opportunità di riequilibrare i diversi territori della Sardegna” ed ha concluso con la proposto di cassare la parola “personale”. 

Il capogruppo di Sovranità, democrazia e lavoro, Roberto Desini, ha dichiarato di condividere l’emendamento 2512 e ha mostrato contrarietà per il contenuto del 2550: «Non possiamo caricare su altri soggetti società che hanno valenza locale e i comuni che hanno in carico quelle società devono gestire quelle società perché operano in ambito prettamente locale».

Ignazio Locci (Fi) ha annunciato, invece, voto a favore del 2550 ed ha evidenziato le disparità di trattamento tra diversi territori della Sardegna.

Il presidente della commissione Lavoro, Gavino Manca (Pd) ha sottolineato come il tema della società in house sia stato affrontato in Regione («non si è perso neppure un posto tra quelli precari)» ed ha affermato che l’approvazione dell’emendamento n. 2512 “mette a riparo le situazioni rappresentate dalle società in house”. «Presentare emendamenti che non si basano su fondamenta solide – ha concluso l’esponente della maggioranza – non facilita la risoluzione dei problemi».

Salvatore Demontis (Pd) ha affermato che nelle norme approvate non c’è “disparità di trattamento” e nel preannunciare voto contrario al 2550 ha sottolineato che “la città metropolitana subentra alla provincia mentre la rete metropolitana no e quindi quest’ultima non deve farsi carico delle società in house dei comuni di Alghero e Sorso”.

Il presidente della V^ commissione, Luigi Lotto (Pd), ha dichiarato che con l’approvazione del 2512 si è data risposta “a un tema che dovremo riprendere ma inserire il tema per due comuni è una cosa inopportuna e dal sapore elettoralistico”.

Il capogruppo di Sel, Daniele Cocco ha preannunciato voto contrario al 2550 ed ha sottolineato l’impegno della maggioranza per la salvaguardare dei posti di lavoro. L’esponente della maggioranza ha definito l’emendamento Tedde-Peru “strumentale”.

Alberto Randazzo (Fi) ha dichiarato voto a favore al 2550 ed ha affermato che con l’approvazione del 2512 emergono atteggiamenti discriminatori tra territori e tra i lavoratori.

Posto in votazione l’emendamento 2550 è stato respinto con 32 contrari e 20 favorevoli.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha chiesto alla presidenza di procedere con voto elettronico palese per i commi 1, 3,  7 e 8 dell’emendamento sostitutivo totale n. 1987 e a scrutinio segreto per i commi 4, 5, e 6 del medesimo emendamento.

Il presidente della commissione Autonomia, Francesco Agus, ha annunciato la presentazione non solo delle norme transitorie ma anche di norme “che spieghino le caratteristiche di transitorietà del presente articolo così da scongiurare il pericolo che possa rappresentare uno strumento per aumentare la spesa”. Il capogruppo di Sel, Daniele Cocco, ha lamentato che il capogruppo Pittalis – a suo giudizio – avrebbe di fatto espresso dichiarazione di voto sul 1987 e dunque non si potrebbe procedere con lo scrutinio segreto.

Il presidente del Consiglio ha replicato che le dichiarazioni in sede di discussione generale non inficiano la richiesta di voto segreto ed ha aperto la votazione a scrutinio palese su commi 1, 3, 7 e 8 che sono stati approvati con 21 favorevoli e 31 contrari. A scrutinio segreto sono stati approvati (25 favorevoli, 23 contrari e 1 astenuto) i commi 4, 5 e 6.

Il presidente dell’assemblea ha quindi dichiarato decaduti tutti gli altri emendamenti all’articolo 40 che assorbe anche l’articolo 40 ter (disciplina transitoria delle partecipazioni provinciali di enti a rilevanza regionale e polo culturale nuorese).

Aperta la discussione sull’articolo 40 bis (amministratori straordinari)  il relatore Deriu (Pd) ha dichiarato parere favorevole per gli emendamenti soppressivi totali n. 810=1095=1724=1988=2197 e con parere conforme della Giunta sono stati approvati con 33 favorevoli e 17 contrari.

Dichiarati decaduti tutti gli altri emendamenti presentati all’articolo 40 bis si è passati all’articolo 51 ( (attribuzione di funzioni alle unioni dei Comuni) e il relatore Deriu (parere conforme della Giunta) ha dichiarato parere contrario a tutti gli emendamenti presentati.

Il consigliere Locci (Fi) ha sottolineato il rischio di una polverizzazione delle competenze attribuite alle province con la legge 9\2006 ed ha dichiarato: «Questo modo di conferire funzioni e competenze rischia di non fare chiarezza ma di aumentare la confusione».

Posto in votazione l’emendamento soppressivo totale 1109=1786 non è stato approvato (32 contrari e 18 favorevoli) , così come l’emendamento 963 e il 1414=1788, mentre l’Aula con 31 favorevoli e 19 contrari ha dato il via libera al testo dell’articolo 51.

Aperta la discussione sull’articolo 52 (modifiche all’articolo 61 della legge regionale 9\2006 – risorse idriche) il relatore Deriu concordemente con la Giunta ha dichiarato parere contrario per tutti gli emendamenti presentati.

Il consigliere Locci (Fi) ha ribadito le perplessità sulle modalità con le quali si procede per il conferimento delle funzioni: «Rischiamo che domani un cittadino che chieda il permesso per realizzare un pozzo resti senza alcuna risposta».

Il presidente ha quindi posto in votazione il testo dell’articolo 52 che è stato approvato con 26 favorevoli e 18 contrari.

Aperta la discussione sull’articolo 53 (modifiche articolo 61 legge regionale 9\2006 – agricoltura) il relatore Deriu ha dichiarato parere contrario (giunta conforme) a tutti gli emendamenti presentati e non sono stati approvati, con distinte votazioni gli emendamenti 965; 1415; 1416 e 1417 mentre con 29 favorevoli e 20 contrari è stato approvato l’articolo 53.

Aperta la discussione sull’articolo 54 (modifiche articolo 19 legge regionale 9\2006 – industria) il relatore Deriu ha dichiarato parere contrario (giunta conforme) a tutti gli emendamenti presentati e il consigliere Locci (Fi) è intervenuto per ribadire perplessità sulle modalità di trasferimento di compiti e funzioni alle unioni dei comuni. L’esponente dell’opposizione si è soffermato sulla incompatibilità tra l’incarico di sindaco e presidente di consorzio industriale, invitando i primi cittadini che si trovano in tale condizione a dimettersi dall’incarico di presidente del Cda del consorzio.

Il presidente Ganau ha posto in votazione il testo dell’articolo 54 che è stato approvato con 31 favorevoli e 19 contrari. (A.M.)

Si è quindi passati all’esame dell’articolo 55 “Modifiche all'articolo 21 della legge regionale n. 9 del 2006 (Energia)”.

Dopo aver acquisito il parere sugli emendamenti del relatore di maggioranza e della Giunta, il presidente Ganau ha messo in votazione gli emendamenti soppressivi totali 967, 1113 e 1792 che sono stati respinti dall’Aula. Bocciati, in rapida successione, anche gli emendamenti soppressivi parziali n. 968, 969, 1418, 1419, 1420 e 1421. Via libera invece al testo dell’articolo 55. Per effetto di questa decisione, all’articolo 21 della legge n.9 del 2006 si aggiungerà il comma 3 bis che attribuisce alle unioni dei comuni i seguenti compiti e funzioni amministrative: a) redazione, adozione e attuazione dei piani di intervento per la promozione di fonti rinnovabili, del risparmio energetico e dell'uso razionale dell'energia; b) controllo del rendimento energetico degli impianti termici nei comuni con popolazione inferiore ai 40.000 abitanti; c) adozione degli atti riguardanti reti di interesse locale di oleodotti, gasdotti e stoccaggio di energia, escluso quello di metano in giacimento; d) individuazione di aree finalizzate alla realizzazione di impianti e reti di teleriscaldamento; e) provvedimenti che interessano una sola unione di comuni relativi a: 1) gruppi elettrogeni; 2) realizzazione di linee elettriche con tensione uguale o inferiore a 150 kilovolt; 3) installazione ed esercizio di impianti e depositi di oli minerali e relativi oleodotti di interesse locale; 4) installazione ed esercizio di impianti e depositi di riempimento e travaso o depositi di gas combustibili; 5) attività di distribuzione e vendita di gas combustibili in bombole e attività di controllo connesse. Via libera dall’Aula anche all’articolo 56, che sostituisce la parola “unione dei comuni” a “province” nell'articolo 27 della legge regionale n. 9 del 2006 (Fiere e commercio).

Subito dopo si è passati alla discussione dell’articolo 57  “Modifiche all'articolo 77 della legge regionale n. 9 del 2006 (Beni culturali)”. Il presidente Ganau ha dato la parola al relatore di maggioranza Roberto Deriu (Pd) che ha chiesto di sospendere la seduta per dieci minuti. La richiesta è stata accolta dal presidente.

Alla ripresa dei lavori, il relatore ha espresso parere negativo sugli emendamenti soppressivi totali 971, 1115 e 1794 che sono stati respinti. Approvato invece il sostitutivo totale n 2005 (Manca, Deriu, Agus) che affida alle unioni dei comuni la gestione associata dei beni culturali, degli istituti e dei luoghi della cultura e dei relativi servizi. La norma stabilisce inoltre che alle unioni spetta garantire il buon funzionamento e lA fruizione degli istituti e dei luoghi a loro affidati. Le unioni dei comuni concorrono alla valorizzazione dei beni culturali, nel rispetto degli indirizzi regionali mediante: a) l’istituzione e la gestione di sistemi museali e bibliotecari di istituti e luoghi della cultura del territorio; b) la promozione della didattica dei beni culturali mediante progetti definiti con operatori del settore e le istituzioni scolastiche e universitarie; c) la promozione del patrimonio culturale anche a fini turistici; d) il coordinamento e la pubblicazione sui siti telematici istituzionali di un calendario trimestrale e annuale delle attività.

Un decreto individuerà, infine, gli istituti e i luoghi della cultura da affidare alle unioni dei comuni.

Si è poi passati all’esame dell’articolo 58 “Modifiche all'articolo 79 della legge regionale n. 9 del 2006 (Spettacolo e attività culturali)”. Acquisiti i pareri del relatore della legge e della Giunta, il presidente ha messo in votazione gli emendamenti soppressivi totali n.972,116 e 1795 che sono stati respinti. Disco verde invece per l’emendamento n. 2527 all’emendamento sostitutivo totale 2006. Per effetto del voto, all’art.58 si aggiungerà il 58 bis che modifica l’articolo 4 della legge n.18 del 2006. 

Via libera anche al sostitutivo totale 2006 (Manca, Deriu Agus) che modifica l’articolo 79 della stessa legge. Gli articoli 58 e 58 bis, così riscritti, stabiliscono che le unioni dei comuni, sulla base degli indirizzi regionali, promuovono e gestiscono le attività culturali, di ricerca e studio anche attraverso l’erogazione di contributi, organizzano iniziative dirette a favorire l’integrazione delle attività culturali con quelle relative all’istruzione scolastica.

In attuazione della legge, le unioni avranno anche il compito di:

  1. promuovere l’attività di spettacolo e la formazione di pubblico per finalità sociali e di sviluppo locale
  2. partecipare alla costituzione e gestione di soggetti stabili;
  3. concorrere alla distribuzione della produzione teatrale e musicale del territorio;
  4. promuovere e sostenere la diffusione delle attività di spettacolo nelle scuole;
  5. promuovere manifestazioni di spettacolo organizzate da operatori privati non professionisti.

L’Aula ha poi approvato l’emendamento aggiuntivo n.2007 (Deriu Agus) che modifica la legge regionale 9 del 2006 sullo sport prevedendo tra i compiti e le funzioni della Regione anche l’erogazione di contributi per la partecipazione a singole trasferte previste dalla legge regionale n.17 del 1999 “Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna”.

Parere favorevole anche per l’articolo 59 “Modifiche all'articolo 81 della legge regionale n. 9 del 2006” (Sport) che sostituisce la parola “province” con “unioni dei comuni”.

Si è quindi passati all’esame dell’articolo 60. L’Aula ha bocciato tutti gli emendamenti soppressivi totali e approvato, invece, il sostitutivo totale (Manca, Deriu, Agus) che abroga l'articolo 82 della legge regionale n. 9 del 2006 (Cultura e lingua sarda)”.

Via libera anche all’articolo 61 che modifica l'articolo 73 della legge regionale n. 9 del 2006 (Istruzione) attribuendo alle unioni dei comuni i seguenti compiti e funzioni: a) servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni diversamente abili o in situazioni di svantaggio; b) interventi a favore degli istituti professionali ; c) erogazione di contributi a favore delle Università della terza età in Sardegna.

L’Aula ha poi preso in esame l’articolo 63 “Modifiche all'articolo 31 della legge regionale n. 9 del 2006 (Turismo)”. Il presidente ha messo in votazione gli emendamenti soppressivi totali n.975,112 e 1812 che sono stati respinti. Approvato invece l’emendamento aggiuntivo n.2542 all’emendamento sostitutivo totale n.2009 che introduce l’articolo 63 bis con modifiche alla legge n.5 del 2006 (Disciplina generale delle attività commerciali). Disco verde anche per i sostitutivi totale n.2009 (Deriu-Agus) e 2214 (Crisponi). L’articolo 63 così riscritto attribuisce alle unione dei comuni le funzioni amministrative in materia di agenzie di viaggio e turismo ed estende alla città metropolitana la possibilità di ospitare strutture di vendita con superfici fino a 2500 mq attualmente previste per i centri con più di 50mila abitanti.

Approvati infine gli emendamenti aggiuntivi n. 2010 e 2282 che modificano l’art.32 della legge n.9 del 2006 sostituendo le parole “all’amministrazione provinciale” con le parole “all’unione dei comuni”.

Il presidente Ganau ha quindi messo in discussione l’articolo 64 “Attribuzioni di funzioni di programmazione alla Regione”. L’Aula ha respinto tutti gli emendamenti

soppressivi totali e parziali e approvato il testo dell’articolo che disciplina  l'attribuzione alla Regione delle funzioni di programmazione già conferite alle province nei settori: cultura e lingua sarda, artigianato, industria, fiere e commercio, formazione professionale, miniere e risorse geotermiche, trasporti.

La norma modifica il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale n. 9 del 2006 aggiungendo il 3 bis con il quale si stabilisce che  la Regione può delegare ai comuni in forma singola o associata, l'esercizio di proprie funzioni o specifiche attività al fine di garantire la piena attuazione del principio di sussidiarietà verticale.

Via libera anche agli emendamenti aggiunti n. 2215 e2284 che inseriscono le parole “e turismo” dopo la parola “trasporti” nel comma 1 dell’art 64. Bocciato infine l’emendamento aggiuntivo n.2288 (Comandini e più) che proponeva la ricostituzione del Craai (Centro regionale antimalarico e anti insetti). (Psp)

Successivamente il Consiglio ha approvato, respingendo tutti gli emendamenti dell’opposizione, gli articoli 65 (Artigianato), 66 (Industria), 67 (Fiere-Commercio), 68 (Formazione professionale) e 69 (Miniere, risorse geo-termiche); si tratta degli articoli con cui la legge regionale 9/2006 delegava queste materie alle province che ora, con la riforma, devono essere ricollocate presso i nuovi enti.

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, a nome dell’opposizione, ha chiesto la sospensione della seduta per 10 minuti; la richiesta è stata accolta.

Alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’art.70 (Trasporti).

Il relatore Roberto Deriu ha espresso parere favorevole solo per 2513 (istituisce l’art.70/bis dedicato al turismo, prevedendo l’assegnazione alla Regione di tutti i compiti di promozione e rilevazione dei dati statistici). Deriu ha proposto di votare il testo per parti, con favorevole fino al comma 1/bis e contrario su comma 1/ter, che riguarda l’istituzione di uffici periferici territoriali.

Il consigliere Christian Solinas (Psd’Az) ha sostenuto che, «modificando la legge 9/2006, si introducono competenze nuove per la Regione fra cui la progettazione e la gestione aeroporti; ora, su questo esiste una disciplina specifica articolata su livelli differenziati, perché le concessioni le rilascia Enac e, di solito, queste attività le fanno le società di gestione, quindi tale passaggio non solo non c’entra con la legge ma c’è contrasto con la normativa vigente»

Subito dopo l’Aula ha esaminato l’art.71 (Funzioni, beni, personale)

Il relatore e la Giunta hanno espresso parere contrario sugli emendamenti, fatta eccezione per i numeri 2297, 2291, 2289, 2011, 2541, 2552

Il consigliere Christian Solinas (Psd’Az) ha annunciato il ritiro di una serie di emendamenti.

A seguire, è stato approvato l’emendamento n.2297, con parere favorevole del relatore e della Giunta, che estende alle diverse tipologie contrattuali (compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa), la “platea” all’interno della quale dovranno essere individuate le risorse umane delle ex province da collocare presso i nuovi enti. Subito dopo l’Aula ha espresso il suo voto favorevole al testo dell’art.71

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha ricordato che «l’obiettivo comune è quello di cercare di salvare tutto il personale appartenente alle ex province, maggioranza e Giunta stanno andando in un’altra direzione e dovranno assumersene la responsabilità». State creando nuovi disoccupati, ha accusato Dedoni, «e, in più, qualcuno sta facendo il furbetto con piccoli emendamenti di bottega ma sbaglia di grosso».

Sull’emendamento 2291 (trasferimento presso l’amministrazione in cui presta servizio del personale che alla data del 15 agosto 2015 si trovava in posizione di comando o distacco presso altre amministrazioni), che secondo il relatore necessitava di un riferimento puntuale al Dlgs 78/2015, l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu ha chiarito che il riferimento alla legge nazionale consente a tutto il personale di essere ricollocato presso altri enti pubblici; quindi il riferimento è opportuno trattandosi di una materia a forte rischio di impugnazione».

Subito dopo la seduta viene sospesa.

Alla ripresa dei lavori, il relatore del provvedimento Roberto Deriu (Pd), ha affermato che, «raccogliendo indicazioni delle interlocuzioni effettuate durante la pausa il parere favorevole con l’integrazione suggerita viene trasformato in contrario». La Giunta ha espresso parere conforme a quello del relatore

Il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha sostenuto che «in questo caso per fortuna qualcuno è stato illuminato perché si stava dando vita ad una palese ingiustizia; sarebbe stata una grande vergogna, in presenza di leggi vigenti non applicate, legiferare su persone che hanno vinto concorsi pubblici».

L’altro vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha osservato che «il dietro front della maggioranza è inaccettabile, sulle procedure di mobilità c’è una disciplina ben precisa da rispettare; ribadiamo il nostro “no” a norme ad personam, perché allora tanto vale mettere nomi e cognomi, meno male che si è innestata la retromarcia».

Il presidente della commissione lavoro Gavino Manca (Pd), ha affermato che «non c’è nessuna ingiustizia, abbiamo sempre lavorato col massimo impegno per salvare tutti i posti di lavoro; il testo aderisce ad una norma nazionale che viene già applicata in altre Regioni e questo l’opposizione lo sa perfettamente».

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha rivendicato la fondatezza delle sue precedenti previsioni. «Non mi sbagliavo, è uscito il topolino, qui c’è qualcuno che fa interessi propri e clientele becere, inutile negarlo; state mettendo famiglie in condizioni di povertà e la maggioranza ha torto marcio, escludendo alcuni e mettendo dentro altri».

Il consigliere Antonio Solinas (Pd) ha dichiarato che «continuare a sentire Dedoni che sbraita è inutile», ma si verificano numerose interruzioni. La seduta viene nuovamente sospesa.

Alla ripresa dei lavori, il presidente Ganau ha invitato tutti a consentire ai consiglieri di esprimere compiutamente le proprie opinioni, anche se non si condividono.

Successivamente il Consiglio ha approvato gli emendamenti n.2289 (Trasferimento alla Regione, su domanda, del personale del comparto Regione-Enti locali), n.2011 (Autorizzazione ad avviare procedure di reclutamento transitorio, di concorsi pubblici, di stabilizzazione di personale assunto con procedure ad evidenza pubblica, proroghe di contratti9 di lavoro con le modalità del Dlgs 101/2013) e 2541 (Applicazione del contratto di categoria ai giornalisti degli uffici stampa già istituiti presso la città metropolitana, le città medie e le province). (Af)

L’articolo  71 bis (Effettivo accesso dei cittadini alle cariche elettive) è stato sostituito con  l’approvazione dell’emendamento sostitutivo totale 2012.  Il nuovo testo riguarda gli oneri connessi all’esercizio delle funzioni elettive e prevede un Regolamento  che stabilisca limiti e modalità delle misure a favore degli eletti e i criteri per la loro erogazione in base alla effettività e ragionevolezza delle spese, alla partecipazione alle attività collegiali e a tetti massimi ammissibili.   E’ stato poi approvato l’articolo 72 (Norma di rinvio).

L’articolo 73 è stato sostituito dall’emendamento soppressivo totale 2543 che istituisce l’Osservatorio per il riordino degli Enti locali. Questo Osservatorio  è composto dall’assessore regionale degli Enti locali, che lo presiede, dall’assessore regionale competente per materia, dal presidente del Consiglio delle Autonomie Locali e da un rappresentante designato dal coordinamento delle associazioni degli enti locali. Ha il compito di assicurare un costante monitoraggio sull’attuazione delle legge.

Dopo l’approvazione degli articoli 74 (Abrogazioni) e 75 (Norma finanziaria), il presidente Ganau ha chiuso la seduta. I lavori del consiglio riprenderanno domani mattina alle 10. (R.R.)