CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 94
Mercoledì 1 Aprile 2015 - Antimeridiana

I lavori del Consiglio 

 

 

Seduta n. 94

 

Dibattito sul DL n.130 “Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio”. L’aula esamina gli emendamenti all’art 19 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente)

 

 

Cagliari 1 aprile 2015. La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con gli emendamenti all’art.19 (“Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente”) del Disegno di legge n.130 – Giunta regionale – “Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia”. Nella seduta precedente, in particolare, l’Assemblea aveva iniziato la discussione dell’emendamento n.529 (Fasolino e più) soppressivo parziale dell’emendamento sostitutivo totale n.125 dell’articolo presentato dalla Giunta (“Incrementi volumetrici nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, D e G”).

Dal punto di vista procedurale, il presidente ha chiarito che essendo stata completate la fase delle dichiarazioni di voto sull’emendamento n.529 occorre ripetere la votazione nella quale era mancato il numero legale; quindi, in base al regolamento, ha disposto una breve sospensione della seduta.

Alla ripresa dei lavori, si è iniziata la votazione (con l’opposizione assente dall’Aula) che poi il presidente ha annullato a causa dell’assenza di un consigliere-segretario; successivamente, con voto elettronico palese, il Consiglio ha respinto l’emendamento n.529 con 24 contrari ed un astenuto

Sull’ordine dei lavori il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha definito quanto accaduto «un fatto gravissimo che viola le regole del Consiglio, il consigliere segretario assente per motivi politici non può concorrere al mantenimento del numero legale; anche questo episodio ci spinge a non dialogare con la maggioranza».

Il presidente Ganau ha precisato che la procedura seguita ha rispettato pienamente il regolamento e la prasi consolidata dell’Assemblea. A seguire, si è avviata la discussione sull’emendamento n.120

Il consigliere di Forza Italia Oscar Cherchi, sull’ordine dei lavori, ha osservato che «non sta scritto da nessuna parte nel regolamento che un segretario deve essere presente e non è mai successo che quando l’opposizione esce il segretario deve restare; quanto alla prassi consolidata è una libera interpretazione, il presidente deve quindi spiegare all’Aula le ragioni della sua decisione».

Il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda si è associata alla richiesta di Cherchi, mettendo in evidenza che «in ordine alla prassi è corretto chiamare i due segretari ma se uno non è presente per motivi politici non può essere obbligato».

Il presidente Ganau ha ribadito sul punto che  i segretari devono essere presenti in base alla previsione dell’art 10; se poi non è presente non si procede alla votazione e in passato non si è mai proceduto senza il segretario della minoranza proprio a garanzia della stessa minoranza.

Il consigliere Mario Floris (Sardegna) ha dichiarato che «lo spettacolo che stiamo dando è negativo non solo per i ragazzi che assistono ai lavori; si è votato tante volte senza un segretario, forse anche quando alcuni funzionari non erano nemmeno nati e gli stessi funzionari non devono essere tifosi».

Il presidente Ganau ha ulteriormente precisato che se la minoranza è in aula deve avere segretario in aula; se non c’è è le votazioni vengono certificate dai presenti. Questa, ha aggiunto, è l’interpretazione data fino ad oggi ed applicata anche nei precedenti cinque anni , mentre per il futuro si può fare una interpretazione autentica in sede di giunta per il regolamento.

Il consigliere Giuseppe Fasolino (Forza Italia) ha detto che comunque «qualcosa di strano è successo in riferimento ad una votazione senza il segretario di minoranza; chiedo scusa agli studenti a nome dei consiglieri ed aggiungo però se noi avessimo rivolto alla maggioranza parole come “siete matti” o “squallidi” non avremmo aiutato il dialogo; lei, presidente, è stato un ottimo presidente mi affido a lei, per poter continuare a lavorare nel rispetto dei ruoli».

Il consigliere Stefano Tunis (Forza Italia) ha messo in luce che «al di là del regolamento il dato politico è che la maggioranza ha l’esigenza di un confronto e che tale esigenza sta provocando atteggiamenti sul filo del numero legale; l’opposizione non fa altro che evidenziare questo aspetto ed è un pò forzato pretendere la presenza del segretario perché se non partecipiamo non partecipiamo tutti, è un nostro diritto».

Il capogruppo di Sel Daniele Cocco, riprendendo l’intervento di Fasolino, ha invitato tutti a riprendere a lavorare con calma, superando la discrasia interpretativa; le posizioni, ha proseguito, «sono abbastanza chiare, il consigliere Pittalis ha detto che c’è la difficoltà di fare sintesi ma la nostra disponibilità c’è ancora, se c’è verifichiamola altrimenti andiamo avanti».

Il consigliere Roberto Desini (Cd) ha dichiarato di «provare vergogna nel partecipare a questo teatrino che ci squalifica tutti, pensavo che certe sceneggiate fossero tipiche dei consigli comunali dei piccoli paesi; se dobbiamo dare un buon esempio comportiamoci di conseguenza e riprendiamo in un clima di rispetto per i ruoli e le persone».

Il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha rilevato che «il regolamento dice in materia di numero legale che non può essere computata la presenza del segretario di minoranza, del resto non gli si può impedire di esprimere una volontà politica».

Il presidente Ganau ha ancora precisato che l’Interpretazione del regolamento è coerente con una prassi consolidata e che, comunque, sarà effettuata una verifica in sede di giunta per il regolamento.

Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia) si è detto disponibile a raccogliere gli inviti alla serenità, anche a quelli del consigliere Desini, «perché da parte nostra c’è la volontà di proseguire in modo positivo, spero ci sia anche nella maggioranza».

Successivamente è iniziata la discussione dell’emendamento n.520

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi) ha sollecitato un chiarimento tecnico sulla parte del testo che riguarda le zone b che hanno un bonus del 25% senza limiti di metri cubi, presenti invece in tutte le altre zone.

Il consigliere Giuseppe Fasolino (Forza Italia) ha definito l’atteggiamento della maggioranza «l’ennesimo esempio della logica del sospetto; col vincolo assoluto all’attività aziendale si dimentica che spesso il titolare dell’azienda vorrebbe abitare presso la sua stessa impresa realizzando magari anche un piccolo fabbricato per il custode; qui speculazione non ce ne può mai essere».

Il consigliere Fabrizio Anedda (Sinistra sarda) ha invitato il Consiglio a «concludere l’esame della legge al più presto per passare alla legge urbanistica; in Italia, c’è stato nell’edilizia il 75% di interventi di restauro e bisogna seguire questa strada, non certo aumentando i metri cubi per incrementare l’invenduto». Poi, ha suggerito, «occorre varare un  Ppr delle zone interne che la Sardegna aspetta dal 2008». In quest’Aula, ha aggiunto sul piano politico, «c’è qualcuno che gioca col numero legale perchè deve pagare qualche promessa, non voterò più qualsiasi emendamento che contenga  aumenti volumetrici, se non esco è solo per il rispetto di tante persone per bene».

Il consigliere Alessandra Zedda,  favorevole all’emendamento, si è scusata «per aver usato toni eccessivi, riconosco  la correttezza del presidente Ganau  e rassicuro il consigliere Anedda sul fatto che accettiamo qualsiasi sconfitta che viene dai numeri, siamo molto più interessati a cambiare questa norma che non consentirà neanche un minimo miglioramento degli edifici».

Il consigliere Ignazio Locci, anch’favorevole, ha detto che l’articolo contiene un peso ideologico insostenibile, «sentiamo perciò il dovere di rilanciare gli appelli che vengono dal mondo esterno per una legge che serva davvero alla Sardegna, tenendo presente anche che l’incremento delle volumetrie nei fabbricati esistenti non può essere considerato consumo di territorio».

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia), favorevole, ha definito l’incidente sul numero legale superato, «ma non si può fare sempre ricorso alla prassi, sarebbe più utile introdurre norme precise». Nel merito, ha affermato che l’opposizione «vuole evitare certamente ogni speculazione risanando il tessuto edilizio esistente».

Il consigliere Stefano Tunis (Forza Italia), tornando sull’episodio verificatosi all’inizio della seduta, ha detto che «il numero legale esprime il diritto-dovere della rappresentanza della maggioranza; se non è in grado il problema si sposta sul piano politico e non può esistere una quasi maggioranza oppure rovesciare l’obbligo di garantire il numero legale quasi tutto a carico della maggioranza».

Il capogruppo del Pasd’Az Angelo Carta, ha invitato tutti a non alimentare nuovamente la tensione e, nel merito, ha parlato di una «occasione persa per regolamentare meglio le zone D; nei comuni non riusciamo nemmeno ad assegnare i lotti, l’aumento volumetrico deve essere sempre connesso ad attività ed è sbagliato il divieto assoluto della destinazione commerciale, che va consentita almeno per una quota dell’immobile».

Il consigliere Paolo Truzzu (Sardegna-Fdi) favorevole, ha ringraziato il consigliere grazie Anedda che ha detto alcune verità, «cioè che questa legge non serve a nulla, perché non è che se finiamo oggi domani c’è la legge urbanistica che invece è ancora nella mente nella Giunta; quanto alle speculazioni il Piano casa non ne ha prodotto, invece ha aiutato tanti poveri cristi a migliorare la loro abitazione molto spesso perché non possono permettersene una nuova».

Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia) ha auspicato un al confronto sereno «perché qui non ci sono furbetti del quartierino, è dannoso non prevedere nelle zone D commerciali l’incremento delle residenze limitato al proprietario ed al custode dell’azienda; molto spesso, come sappiamo, l’imprenditore è tutto casa e stabilimento e, se si facesse una casa altrove, quello sì costituirebbe consumo del territorio».

Il consigliere Luigi Crisponi (Riformatori sardi), favorevole, ha sottolineato che «a molti sfugge che oramai è assodato che un trentenne su due vive a casa dei genitori e non ha la possibilità di trovare una casa, un piccolo incremento volumetrico risolverebbe questo grande problema».

Il consigliere Ignazio Tatti (Area popolare sarda), favorevole, ha invitato tutti ad approfondire la conoscenza della realtà dei piccoli comuni, «penalizzati per l’ennesima volta dal lotto minimo di 3 atteri votato ieri dal Consiglio; è diventato difficile anche per gli amministratori locali capire le leggi ed in effetti molti degli emendamenti che abbiamo davanti non sono mai stati discussi dalla commissione».

Il capogruppo di Area popolare sarda Gianluigi Rubiu, favorevole, ha affermato che «è difficile capire qual è la logica che porta la maggioranza ad escludere dalle aree artigianali la destinazione residenziale, forse temete lottizzazioni a Porto Torres o Macchiareddu? Dietro questo atteggiamento, ha aggiunto, «c’è solo risentimento politico, dopo la porcata sulle zone agricole c’è pure questa».

Il consigliere Antonello Peru (Forza Italia) ha parlato di un «testo farraginoso e complicato che renderà inapplicabile la legge; prima si penalizza l’agro ed ora i commercianti ai quali viene imposto il limite inaccettabile di 400 metri cubi, sarebbe molto più utile rimettere in campo le norme collaudate della legge 4/2009 che stabiliva percentuali ancorate alla superficie esistente».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha criticato «contraddittorietà e pregiudizi che colpiscono il settore commerciale, nelle zone D non c’è ormai distinzione fra settore commerciale ed artigianale per effetto dei profondi cambiamenti di questi anni».

L’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu si è soffermato sul problema della destinazione residenziale, ricordando fra l’altro che la legge 4/2009 è stata al centro di 800 quesiti e 3 circolari. Inoltre, «ferma restando la scelta di fondo di privilegiare le attività di produzione distinte da quelle commerciali, in linea con regolamenti comunali, norme nazionali e natura degli stessi progetti, ci sono aspetti su cui confrontarsi con nuovo dialogo fra maggioranza ed opposizione soprattutto sulla prima casa dell’imprenditore e e del custode».

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione l’emendamento n.520, che il Consiglio ha respinto con 18 favorevoli e 29 contrari. (Af)

 

Il presidente ha quindi annunciato la votazione dell’emendamento n. 523 (Fasolino e più) che si propone di emendare il sostitutivo totale n. 125 (proposto dalla Giunta) con la soppressione al comma 5 della parola “commerciale”  .

Il consigliere dei Riformatori, Michele Cossa (Riformatori) ha chiesto chiarimenti su quanto previsto dal comma 6 dell’articolo 19 a proposito della destinazione d’uso nelle aree industriale e artigianale e quanto stabilito ne successivo articolo 25 che al comma 5 prevede che le due destinazione d’uso sono di fatto intercambiabili.

Il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Fasolino, ha replicato al consigliere del gruppo Misto, Fabrizio Anedda, evidenziando “un approccio ideologico al tema dell’edilizia” «Pensate  che l’edilizia sia il male – ha dichiarato il consigliere della minoranza - e non invece un’opportunità di sviluppo per la Sardegna». A giudizio di Fasolino tale visione ha comportato i vincoli e le penalizzazioni anche per i commercianti.

Il consigliere Oscar Cherchi (Fi) ha dichiarato voto a favore dell’emendamento ed ha ribadito che nel provvedimento  deve essere eliminata la distinzione tra “residenziale” e “abitativa”. «La destinazione urbanistica – ha dichiarato Cherchi – è unica e fa riferimento solo al residenziale».

Il consigliere di Forza Italia, Marco Tedde (Fi) , ha dichiarato voto a favore per l’emendamento 523 («corregge un refuso evidente») ed ha mostrato apprezzamento per l’apertura offerta dall’assessore dell’Urbanistica per ciò che attiene l’incremento delle volumetrie per le abitazioni dei titolari di stabilimenti produttivi in zone industriali e artigianali.

Concluse le dichiarazioni di voto, il presidente del Consiglio ha posto in votazione l’emendamento 523 che non è stato approvato con 24 voti contrari e 14 favorevoli.

Il presidente Ganau ha quindi annunciato la votazione dell’emendamento 524 (Fasolino e più) che emenda il sostitutivo totale n. 125 al comma 5, proponendo la soppressione della parola “residenziale”.

Il consigliere, Mario Floris (Sardegna-Uds),  ha definito le posizioni di maggioranza e minoranza “chiare”, sul tema dell’edilizia e dell’urbanistica,  ed ha affermato che il provvedimento in discussione  “entra nel corpo martoriato dei problemi e anziché la semplificazione con un testo unico per l’edilizia si propongono norme che complicano il groviglio di leggi e competenze”. Floris ha concluso invitando la maggioranza e la minoranza a dare evidenza delle eventuali modifiche da proporre alla luce delle interlocuzioni di ieri.

Il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Fasolino ha sottolineato che l’emendamento va nel verso delle aperture offerte dall’assessore dell’Urbanistica ed ha auspicato modifiche in ordine al possibile ampliamento della residenza del titolare dello stabilimento ed anche per quella dell’eventuale custode.

Oscar Cherchi (Fi), ha dichiarato voto favorevole all’emendamento 524 «perché la cancellazione della parola residenziale apre alla possibilità di ampliare lo stabile». Cherchi ha quindi invitato i consiglieri della maggioranza a chiarire se ci sarà un seguito rispetto alle interlocuzioni intercorse nelle tarda serata di ieri.

Il consigliere Ignazio Locci (Fi) ha dichiarato voto a favore e ha dichiarato che “negare l’opportunità di sviluppo e ampliamento alle imprese significa anche ridurre le positive ricadute che in termini di tributi ne deriverebbero agli enti locali.

Il consigliere Marco Tedde (Fi) ha dichiarato voto favorevole, ed ha auspciato che si realizzino le condizioni per “sfrondare l’emendamento 125 da alcuni eccessi e dai radicalismi che non fanno bene alle norme in materia di edilizia e urbanistica”.

Il capogruppo di “Area popolare sarda”, Gianluigi Rubiu, ha dichiarato voto favorevole all’emendamento 524 e ha ribadito le motivazioni più volte rimarcate dai suoi colleghi della minoranza. Rubiu ha quindi sottolineato che i tanti emendamenti presentati in Aula non sono stati esaminati nella competente commissione consiliare.

Il capogruppo del Psd’Az, Angelo Carta , ha evidenziato in tono critico che la IV^  commissione “valuta gli emendamenti solo sulla base dei nomi dei presentatori a seconda che appartengono alla maggioranza o alla minoranza”. Carta ha quindi auspicato che trovi accoglimento la possibilità di consentire gli ampliamenti negli stabilimenti ricadenti nelle zone industriali e artigianali.

Il consigliere dei Riformatori, Luigi Crisponi,  ha dichiarato voto favorevole all’emendamento ed ha affermato di non comprendere le ragioni dei timori della maggioranza sulle presunte azioni cementificatorie.

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, ha ricordato i dati negativi dell’economia e dell’occupazione in Italia e in Sardegna ed ha affermato che l’approvazione del provvedimento in discussione “alimenterebbe una situazione di crisi che investe l’Isola”. «Vincoli e divieti anacronistici – ha concluso Pittalis - che non si giustificano con questioni ambientali ma che sono frutto di un  pregiudizio verso chi produce, commercia e verso la piccole e medie imprese in genere».

Il presidente del Consiglio ha quindi posto in votazione l’emendamento n.524 che non è stato approvato. (A.M.)

L’Aula è quindi passata all’esame dell’emendamento soppressivo parziale n. 522 (Fasolino e più) che propone la soppressione della parte del comma 6 dell’emendamento sostitutivo totale n.125 che esclude, nelle zone commerciali e in quelle dei servizi generali, gli incrementi volumetrici degli immobili con destinazione abitativa e residenziale.

Per dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere Giuseppe Fasolino (Forza Italia) che ha sottolineato l’inutilità del Dl 130. «Meglio lavorare a una legge organica sull’urbanistica. La maggioranza ha preso in giro le persone in campagna elettorale annunciando l’approvazione di un nuovo Piano Casa. Bisogna essere chiari con le persone».

Giudizio negativo anche da parte di Ignazio Locci (Forza Italia) secondo il quale nel Dl 130 «non c’è logica pianificatrice, ma solo un insieme di divieti».

Oscar Cherchi (Forza Italia) ha chiesto di eliminare il limite dei 400 metri cubi per gli incrementi volumetrici nelle zone D e G: «Noi riteniamo che all’interno dell’attività produttiva la parte destinata a residenziale (abitazione del proprietario o del custode) debba avere la possibilità di ampliamento nella stessa percentuale attribuita alla destinazione principale ».

Michele Cossa (Riformatori), dopo aver annunciato il suo voto favorevole all’emendamento, ha sollecitato l’assessore a dare una risposta sul perché sia stata prevista una disciplina diversa per le zone industriali e artigianali e quelle commerciali. «Il Dl in discussione – ha detto Cossa – permette  un agevole passaggio da una destinazione d’uso all’altra, non si capisce per questo il perché di questi limiti».

Secondo Marco Tedde (Forza Italia) l’eliminazione dei divieti per gli incrementi volumetrici «non favorirebbe le speculazioni. Si tratta di agevolare i piccoli imprenditori che vogliono ampliare uno stabile a uso abitativo accanto alla propria azienda».

Luigi Crisponi (Riformatori) ha richiamato l’Aula a una maggiore attenzione: «Vedo troppi colleghi affetti da “smartphonite” – ha detto – in Aula si vedono troppe teste chine poco disposte ad accogliere le nostre sollecitazioni».

Il capogruppo di Area Popolare Sarda Gianluigi Rubiu ha ribadito il concetto già espresso nei precedenti interventi: «I limiti non hanno senso. In questo modo si ostacola lo sviluppo della Sardegna.  Bisognerebbe chiedersi quante sono le persone disposte oggi ad investire nelle zone industriali. Credo siano davvero pochi, questa gente andrebbe premiata».

Il capogruppo del Psd’Az Angelo Carta ha fatto ricorso a un vecchio detto sardo per descrivere l’atteggiamento della maggioranza: est comente a pistare s’abba in su mortarzu (è come pestare l’acqua nel mortaio). Secondo il consigliere di minoranza «è doveroso togliere il divieto del residenziale nelle zone D e G. I limiti non hanno un fondamento logico, serve invece una regolamentazione per impedire speculazioni, i divieti assoluti non servono».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis  ha insistito «sull’anomalia del voler imporre divieti senza tener conto della crisi che attraversano le attività produttive.  Occorre salvaguardare le strutture e gli investimenti già fatti, Non si capisce la ratio del provvedimento».

In risposta al capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis è intervenuto l’assessore Cristiano Erriu:  « La ratio della norma è mantenere la destinazione d’uso effettiva. Consentire, per esempio, incrementi volumetrici del 25% ai grandi centri di distribuzione e di vendita comporterebbe ampliamenti molto grossi».

L’assessore ha poi fornito una risposta al quesito posto dal consigliere dei Riformatori Michele Cossa: «la disposizione serve a distinguere tra le zone dove sono consentite attività produttive miste e altre dove invece questa possibilità non è contemplata. Il problema della destinazione d’uso deve essere governato consentendo a chi ha il compito di rilasciare autorizzazioni di distinguere tra le diverse attività».

Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione l’emendamento n.522 che è stato respinto dall’aula con 28 voti contrari e 18 a favore. (Psp)

Successivamente è stato messo in votazione l’emendamento 527 (Fasolino e più).

Per dichiarazione di voto, il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha sottolineato che la proposta «ha lo scopo di ribadire che è giusto cancellare il divieto della destinazione residenziale e consentire quindi l’incremento volumetrico nelle zone D commerciali e di servizi generali».

Il consigliere Luigi Crisponi (Riformatori sardi), favorevole, ha ricordato che l’attività edilizia non può incidere sull’attività commerciale come dice la normativa regionale; sono due percorsi nettamente separati e, per esempio, un centro commerciale che riservasse uno spazio per i dipendenti farebbe certamente un buon servizio alla comunità».

Il consigliere Giuseppe Fasolino (Forza Italia) ha suggerito, semmai, di «vincolare l’incremento al miglioramento della funzionalità del manufatto o del contesto urbano; siamo chiamati a fare riforme vere per dare impulso all’economia della Sardegna e per questo dobbiamo dimostrare anche di avere coraggio».

Il consigliere Rossella Pinna (Pd), ripercorrendo l’andamento del dibattito ed i suoi filoni principali, ha rilevato che «l’ostruzionismo dell’opposizione è come la favola del pastorello che gridava al lupo al lupo, ottenendo prima attenzione e poi finendo per essere ignorato; che la minoranza, dunque, sia propositiva per il bene della Sardegna».

Il consigliere Stefano Tunis (Forza Italia) ha accolto il richiamo della collega Pinna, «sperando che la maggioranza possa approvare una buona legge e cominciare, dopo un anno, ad occuparsi dei problemi della Sardegna dopo aver preferito l’occupazione del potere; ciò che ci viene chiesto dal mondo degli addetti ai lavori non è di rallentare ma di impedirne l’approvazione, per questo lavoriamo a quel minimo di modifiche in grado di attenuarne l’impatto negativo».

Il consigliere Mario Floris (Sardegna) ha messo l’accento sul fatto che «è stata la maggioranza che ha dato in pasto all’opposizione questo provvedimento; perché non prendere il decreto Floris e cambiare gli standard urbanistici, con una semplice integrazione come si è fatto con la 45/89? Avrebbe avuto un consenso generale».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione l’emendamento n,527 che il Consiglio ha respinto con 1 voto favorevole e 25 contrari.

Al termine dello scrutinio è stato messo in votazione l’emendamento n.528 (Fasolino e più)

Per dichiarazione di voto, Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha osservato che quello dell’opposizione «non è ostruzionismo ma garantismo perchè stiamo entrando nel merito delle questioni per migliorare la legge, come chiedono associazioni di categoria ed amministrazioni locali, quelli che hanno utilizzato il Piano casa e vedono in questo provvedimento un salto all’indietro». Sul piano politico, Cherchi ha ricordato che «anche ieri Soru ha richiamato all’ordine il Pd intimandogli di non cedere, altrimenti si cambia la Giunta».

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi), favorevole, si è detto disponibile ad accogliere il richiamo della collega Pinna alla concretezza «ma senza dimenticare la proposta di buon senso che il consigliere Floris ha fatto da alcuni giorni; si sta andando avanti anche in modo etero diretto con una parte del Pd che ha imposto la sua linea agli alleati, se il provvedimento fosse rimasto quello della Giunta avrebbe avuto un senso mentre poi è stato stravolto e peggiorato».

Il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia), favorevole, ha insistito sul fatto che «la maggioranza è in crisi di identità, non abbiamo mai gridato al lupo al lupo , casomai lo fa la maggioranza con le sue ossessioni sulla cementificazione, frutto della presunta superiorità morale della sinistra».

Il capogruppo di Area popolare sarda Gianluigi Rubiu ha contestato le argomentazioni del consigliere Pinna, ricordando che «oggi la città di Cagliari è blindata per la presenza di quattro manifestazioni». Poco dopo, ha rinunciato all’intervento per il brusio presente in Aula.

Il presidente Ganau ha richiamato il capogruppo del Pd Pietro Cocco.

Il consigliere Stefano Tunis (Forza Italia) ha detto di voler spezzare una lancia a favore del collega Cocco, perché «evocare il colpevole nei gialli è un esercizio consueto ma a volte l’assassino è il maggiordomo, apparentemente insospettabile, sospetto che appare fondato nel nostro caso».

Il consigliere Pier Mario Manca (Soberania-Indipendentzia) ha dichiarato che continuerò a votare “rosso”. Mi è arrivato un messaggio, ha detto, dove c’è scritto che «l’unico che ha tratto profitto da questa legge è Fasolino, nel senso che ha saputo interpretare il suo contenuto; resto dell’opinione che la legge vada cambiata e la preferirei diversa».

Il capogruppo del Ps’Az Angelo Carta, favorevole, ha ricordato che la casa «rappresenta l’ambizione più grande della persona; di qui la necessità di rilanciare la proposta del consigliere Floris cercando di capire su quale terreno individuare una sintesi comune e prendendo atto che l’opposizione non accetta questa legge. oltretutto è provvisoria ed ingiusta».(Af)

Luigi Crisponi (Riformatori) ha difeso il ruolo dell’opposizione. «Noi cerchiamo di spiegare il perché siamo contrari alla legge, la gente ha il terrore che venga approvata».

Paolo Truzzu (Sardegna - FdI), in risposta all’intervento del consigliere Rossella Pinna (Pd), ha difeso l’azione di contrasto del Dl 130 mandata avanti dalla minoranza:« Si ripetono le stesse cose per farvi capire che questa legge è dannosa, voi non avete dimostrato capacità di ascolto».

Giuseppe Fasolino (Forza Italia) ha stigmatizzato l’intervento del consigliere Piermario Manca (PdS). «Fare allusioni su altri colleghi è una caduta di stile».

Dello stesso tenore l’intervento di Marco Tedde (Forza Italia):«Pensavo che la discussione si fosse incanalata nei binari della correttezza, invece ho sentito affermazioni disdicevoli. Il collega Piermario Manca chieda scusa». Tedde è poi entrato nel merito dell’emendamento n.528 invitando la maggioranza a non aver paura del termine abitativo o residenziale :«Dentro c’è il concetto di casa, di focolare e di famiglia – ha detto - è un errore considerarlo sinonimo di speculazione».

Anche Alessandra Zedda (Forza Italia) è tornata sull’intervento del consigliere Manca (PdS): «La giornata è iniziata male e finisce peggio. Ho sentito frase poco sensibili, Manca ha offeso i tanti sardi che hanno realizzato interventi consentiti dalla legge. Prima che legislatori dovremmo essere dei signori».

Mario Floris (Uds) ha invitato l’Aula a tenere la discussione nei giusti binari evitando i botta e risposta tra consiglieri. Poi ha difeso le prerogative della minoranza: «Meno male che c’è l’ostruzionismo – ha detto - se non ci fosse la possibilità di criticare saremmo in un sistema totalitario». Infine l’invito al centrosinistra: «Molti emendamenti della minoranza sono uguali a quelli della maggioranza. Voi avete il diritto di governare e anche il dovere di trovare gli accordi necessari a superare l’empasse. Perché non presentate gli emendamenti correttivi?»

Il capogruppo di Sel Daniele Cocco, ha garantito che non c’era nessuna intenzione di offendere Antonello Peru. «Le parole di Piermario Manca, per come lo conosco, non volevano entrare nel merito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’on Peru. E’ stato un concetto mal espresso e mal interpretato.»

Il consigliere del Cd Annamaria Busia è intervenuta in difesa del collega Piermario Manca: «Non voleva offendere nessuno – ha detto - il termine “profittare” non ha nessuna valenza negativa».

Il presidente Ganau ha chiesto a tutti i consiglieri di concentrare gli interventi sull’argomento in discussione .

E’ quindi intervenuto il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis che dopo aver apprezzato «l’eleganza, lo stile e la bellezza dell’intervento di Rossella Pinna (Pd)» ha duramente contestato le affermazioni del consigliere Manca. «Ci si lamenta per il termine marchetta e poi si lasciano passare affermazioni vigliacche e miserabili – ha detto Pittalis – ognuno guardi nei propri armadi. Non accettiamo lezioni di qualunque natura, men che meno etiche e morali».

L’Aula è quindi passata alla votazione dell’emendamento n.528 che è stato respinto con 26 voti contrari e 19 a favore.

Il presidente Ganau ha dichiarato chiusa la seduta e aggiornato i lavori alle ore 16.00. (Psp)