CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 24
Giovedì 24 Luglio 2014

Comunicazioni del Presidente della Regione ex art. 121 sul Patto di Stabilità

Cagliari, 24 luglio 2014 – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il presidente ha dato la parola al capo dell’Esecutivo regionale, Francesco Pigliaru, in base all’art. 121 del Regolamento, per riferire al Consiglio i contenuti dell’accordo recentemente sottoscritto con il Governo in materia di entrate e Patto di stabilità. Ganau ha aggiunto che, come deciso dalla conferenza dei capigruppo, il dibattito sulle dichiarazioni del presidente Pigliaru si terrà martedì prossimo.
Il capo dell’Esecutivo, in apertura, ha ribadito che l’accordo è estremamente importante per la Regione, «ha un cuore e dei dettagli, un cuore molto importante, alcuni dettagli molto favorevoli ed altri che richiedono sacrifici». A partire dal 2015, ha aggiunto, «la Sardegna ha ottenuto la soluzione strutturale dei problemi legati ai vincoli del Patto di stabilità e sarà la prima Regione cui sarà consentito di spendere tutto garantendo pareggio di bilancio».
Quando ci siamo mossi per l’adeguamento patto al livello delle nostre entrate, ha ricordato Pigliaru, avevamo 3 obiettivi: «l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla mancanza di adeguamento fra il livello della spesa e quello delle entrate, l’aumento per la nostra Regione degli spazi di responsabilità e sovranità, l’aumento degli spazi finanziari per intervenire ora sulla profondissima crisi che attraversiamo, tutte cose che col vincolo del Patto di stabilità erano assolutamente impossibili».
Soffermandosi sulla sentenza, il presidente ha affermato che «l’accordo col Governo va oltre il suo stesso contenuto, che parla di proporzionalità fra spesa ed entrate, cioè di un rapporto del 70% fra queste due entità: ora abbiamo ottenuto somma vicina al 100%, il massimo possibile, un risultato di grandissima importanza».
Dal 2015, ha aggiunto Pigliaru, «aumenteranno inoltre i nostri spazi di responsabilità, questo è il cuore essenziale di un buon federalismo fiscale in Italia e nel mondo, un bilancio chiaro, definito, preciso, non mutabile, che ci fa crescere obbligandoci a ragionare su ogni euro speso, ricordando che al contrario ogni euro sprecato è perdita di opportunità per i nostri cittadini, mentre ogni risparmio sugli sprechi, sanità inclusa, finanzierà politiche importanti, abbiamo ottenuto quella responsabilità che abbiamo sempre desiderato». Piuttosto, ha tenuto a precisare il presidente della Regione, «lavoreremo perché l’obiettivo del pareggio di bilancio sia interpretato in senso pluriennale, come indica il dibattito più significativo in corso a livello europeo ed internazionale, che può essere riassunto in questi termini semplici: una buona famiglia si indebita quando ha bisogno e li ripaga quando il ciclo economico va meglio».
Va sottolineata inoltre con forza, secondo Pigliaru, «la ritrovata lealtà ed il ritrovato spirito di collaborazione fra i vari livelli di Stato e di Governo ed in questo quadro ci siamo detti disponibili a ridurre il contenzioso pregresso generato negli anni scorsi, per ripartire su basi nuove; lo Stato rinuncia alle sanzioni previste per lo sforamento del patto nel 2013, dopo l’esclusione del Fondo unico dalla spesa vincolata da patto». Su questo punto «serve una riflessione serena», ha detto il presidente Pigliaru, tenendo presente che «lo Stato avrebbe avuto una seconda opportunità per impugnare la norma, secondo i nostri legali con elevate possibilità di perdere, con conseguenze chiare a tutti, perciò la certificazione di non sforamento è una ulteriore buona notizia contenuta nell’accordo». 
In materia di pareggio bilancio, secondo Pigliaru «siamo in presenza di un quadro di buon senso; sulle quantità, altri 364 milioni di cui 44 per contratto con le Ferrovie per il 2014, non è quello cui aspiravamo, ma è un ragionevole passaggio verso il 2015, intanto possiamo comunque incrementare di molto la qualità di nostre politiche a breve termine». L’obiettivo del pareggio nel 2015 rientra invece fra nostre massime aspirazioni, abbiamo centrato il risultato di 1 miliardo e 200 milioni, il massimo in tempi strettissimi». Certo, ha ammesso Pigliaru, «l’accordo non risolve tutto, ci sono cose che rimangono da fare per piena attuazione art. 8 dello Statuto, sui giochi ed il business maturato sul territorio regionale, il confronto non si esaurisce qui». I rischi dunque ci sono «e nessuno li nasconde perché in passato i rapporti Stato-Regione sono stati turbolenti anche a causa di una tendenza centralista di cui siamo consapevoli». Infine, Pigliaru ha affrontato il problema degli accantonamenti per finanziare il debito nazionale. «Staremo attenti alle regole, c’erano anche prima e ci saranno ancora, vogliamo che siano eque e giuste, regole chiare e trasparenti per distribuzione il peso del debito sulle regioni». Sono piuttosto ottimista, ha affermato il presidente concludendo il suo intervento, «abbiamo lavorato bene con senso di responsabilità, alcuni risultati si vedranno subito ed altri nel 2015, ma complessivamente che la fiducia dei cittadini è stata ben riposta». (A.F.)

Mozione n. 49 (Arbau e più) “sulla necessità di procedere all'immediato inquadramento del personale ARAS ai sensi delle leggi regionali 7 agosto 2009, n. 3, e 4 agosto 2011, n. 16”.

Il presidente del Consiglio, dopo aver ricordato che gli interventi dei gruppi consiliari sono rimandati nella seduta di martedì prossimo, ha concesso la parola al capogruppo di “Sardegna Vera”, Efisio Arbau, per l’illustrazione della mozione n. 49, sulla necessità di procedere all'immediato inquadramento del personale Aras ai sensi delle leggi regionali 7 agosto 2009, n. 3, e 4 agosto 2011, n. 16. Il primo firmatario della mozione ha, in premessa, sottolineato l’alto senso di responsabilità dimostrato dal governo nazionale nella giornata di mercoledì 23 luglio. «Il governo Renzi – ha dichiarato Arbau – ha infatti deciso di non impugnare la legge recentemente approvata in Consiglio sulla Blue Tongue». «Il governo Renzi – ha proseguito l’esponente della maggioranza – dimostra responsabilità perché ascolta le ragioni della Regione Sardegna e non quelle di un ragioniere dello Stato».
Il consigliere Arbau ha dunque proseguito nel merito del tema oggetto della mozione consiliare e in particolare ha sottolineato che serve affermare quale sia il tipo di assistenza tecnica in agricoltura si vuole mettere in campo e quali siano, dunque, le volontà del Consiglio in proposito. Efisio Arbau ha sintetizzato il quadro: tre agenzie con specifiche missioni e l’attribuzione all’agenzia regionale Laore dell’assistenza tecnica all’agricoltura. Aras – ha ricordato Arbau – è un’associazione di natura privatistica, finanziata totalmente dalla Regione e che (come cita ad esempio Arbau) compie il monitoraggio di tutto il latte ovino prodotto in Sardegna.
I problemi relativi all’Aras, così come è evidenziato nella mozione n. 49, riguardano il personale Aras che conta circa 250 professionisti (periti e agronomi) e 20 amministrativi, I firmatari della mozione chiedono che, nel rispetto delle vigenti norme, si proceda con le cosiddette stabilizzazioni e si sottolinea che il passaggio a Laore dei lavoratori Aras non comporterebbero oneri aggiuntivi per il bilancio regionale. 
«Il Consiglio regionale – è l’invito formulato dal consigliere Arbau – si assuma la responsabilità di definire la vertenza che si protrae ormai da tempo». A giudizio del capogruppo di “Sardegna vera”, la soluzione si deve non solo ai lavoratori ma soprattutto ai pastori e all’intero comparto agricolo che hanno necessità di una efficace assistenza tecnica. 
Il consigliere Efisio Arbau si è dunque rivolto al presidente del Consiglio per chiedere la sospensione del dibattito e il rinvio dello stesso nei lavori di questo pomeriggio, quando – così ha affermato il presentatore della mozione n. 49 – sarà presente in Aula l’assessore regionale dell’Agricoltura. (A.M.)
Contro la richiesta di sospensione presentata da Efisio Arbau si è subito schierato il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis. «Non è un modo corretto di procedere – ha detto Pittalis - il presentatore della mozione avrebbe dovuto presentare la richiesta in conferenza dei capigruppo. Questa è una materia che conosciamo bene, in Aula sono presenti il presidente della Regione e l’assessore degli Affari Generali, approfittiamo della loro presenza per fare in modo che questa annosa vicenda possa avere una soluzione definitiva”.
A favore di una sospensione si è invece espresso il capogruppo del PD, Pietro Cocco. «Si tratta di una materia importante e sensibile – ha affermato Cocco - da discutere con la presenza dell’assessore con il quale, nei giorni scorsi, abbiamo avuto un’interlocuzione. Il programma dei lavori cambia anche in relazione agli impegni della Giunta. Un rinvio di cinque giorni non cambierebbe nulla».
Il presidente del Consiglio Ganau, richiamando l’art. 82 del Regolamento, ha chiesto che sulla proposta si esprimessero un oratore a favore e uno contro.
Pietro Pittalis (Forza Italia) ha ribadito la sua contrarietà al rinvio della discussione. «I responsabili della vicenda Aras si trovano all’interno dell’assessorato agli Affari Generali. In passato abbiamo sollecitato anche l’assessore Floris, esponente della nostra maggioranza, perché venisse fatta piena luce sulla vicenda. Oggi è in Aula l’assessore Demuro, lui può fornire le risposte alle nostre domande. La realtà – ha concluso Pittalis - è che avete paura di dire cosa volete fare del precariato». Daniele Cocco, capogruppo di Sel, ha invece sostenuto la richiesta di sospensione. «E’ una questione di buon senso – ha detto - il problema non nasce oggi, per questo chiediamo un’analisi approfondita che consenta di arrivare ad una soluzione definitiva».
Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione la proposta di rinvio della discussione sulla mozione n.49 sulla quale l’Aula si è espressa a favore. (Psp)

Approvato l’Ordine del giorno unitario sulla motorizzazione civile
Mozione n. 51 (Busia e più) “sulla necessità di intervenire urgentemente per salvaguardare e potenziare la sede della motorizzazione civile di Nuoro ed evitarne la chiusura”
Mozione n. 52 (Arbau e più) “sul mancato trasferimento alla Regione delle competenze in materia di motorizzazione civile”

Il presidente ha messo in discussione il successivo punto all’ordine del giorno, decidendo di trattare in una unica discussione la Mozione 51 (Busia e più) e la Mozione 52 (Arbau e più), che riguardano i problemi legati alla motorizzazione civile, con particolare attenzione alla situazione della sede di Nuoro. Le mozioni sono state illustrate dal consigliere regionale del Centro democratico, Annamaria Busia. La prima firmataria del testo ha evidenziato la grave situazione in cui versa l’ufficio nuorese. «E’ in atto - ha detto - una forte riduzione degli organici della Motorizzazione civile di Nuoro che porterà gli uffici, entro la fine di quest'anno, ad assicurare il servizio con appena sette dipendenti. Attualmente la Motorizzazione civile di Nuoro serve tutta la provincia statale compresi i territori dell'Ogliastra, dell'alto Oristanese e parte della Gallura, per cui un'eventuale chiusura della sede creerebbe non solo forti disagi per i cittadini, ma un'ulteriore aggravamento della crisi economica che ha colpito e colpisce questo particolare territorio dell'entroterra sardo».
Questo indebolimento della struttura «creerà un aggravio per tutti coloro che gravitano su questi uffici». Busia ha chiesto un immediato intervento del Presidente Pigliaru e della Giunta per consentire una mobilità volontaria dei lavoratori da altri uffici così da sopperire alla riduzione di organico. L’esponente della maggioranza ha ricordato che la situazione è aggravata da quanto stabilito nella bozza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti che prevede una sola sede dirigenziale a Cagliari, eliminando la sede di Sassari. Busia ha poi evidenziato che la situazione della Sardegna è anomala, visto che in tutte le altre regioni sono previste due sedi dirigenziali, mentre l’Isola ne avrebbe solo una. «Quanto deciso dal Ministro rappresenta l’ennesima disattenzione del Governo verso la Sardegna. Chiediamo – ha aggiunto – come è scritto nella mozione presentata dal collega Arbau, il passaggio di funzioni della motorizzazione civile dallo Stato alla Regione». In conclusione Busia ha anche sollecitato il presidente Pigliaru affinché nomini i componenti della commissione paritetica, già attiva nelle altre regioni. 
Il presidente Ganau ha poi dato la parola al consigliere dei Riformatori, Michele Cossa, il quale ha ricordato all’Aula di aver presentato una mozione sullo stesso argomento qualche anno fa e che già da allora era evidente il progetto di dismissione della motorizzazione civile in Sardegna da parte del Governo. «La Sardegna era, già allora, l’unica delle Regioni a Statuto speciale che non aveva in capo a sé le competenze: deve attivarsi per acquisirle, visto che non sarebbe un aggravio di costi. Il lavoro della motorizzazione porta nelle casse della Sardegna circa 3-4 milioni di euro l’anno». Cossa ha poi puntato sulla riorganizzazione delle funzioni dell’ufficio, facendogli recuperare quelle che ora sono in capo alle Province e che, secondo il consigliere regionale, creano solamente confusione e inutile burocrazia. (E.L.N.)
Il capogruppo di Sardegna Vera Efisio Arbau ha chiesto scusa, in apertura, per non aver comunicato ai capigruppo di opposizione l’intento di sospendere la mozione precedente. Nel merito, ha affermato che «regionalizzare la motorizzazione è un obiettivo importante che può essere raggiunto e ha una duplice finalità: dare un servizio sul territorio sganciandosi dalla gestione ministeriale e creare un sistema dei trasporti efficiente di cui la Sardegna ha molto bisogno; si parla di sovranismo, in questo settore possiamo sperimentarlo concretamente». Sul piano operativo, Arbau ha proposto di portare il problema immediatamente all’attenzione della commissione paritetica Stato-Regione, in modo da predisporre i necessari provvedimenti legislativi. Per quanto riguarda infine la situazione della Motorizzazione di Nuoro, l’esponente di Sardegna vera ha sollecitato l’intervento dell’assessore dei Trasporti Deiana, per la parte relativa al riconoscimento della mansioni superiori svolte dai dipendenti. Passaggio che secondo Arbau «risolverebbe problemi contingenti a Nuoro in vista della regionalizzazione ed altri problemi reali, per molti atti non si possono fare né a Nuoro né altrove, configurando quasi l’interruzione di un servizio pubblico».
Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha espresso condivisione sulle due mozioni, «che riassumono bene il senso del grande disagio degli uffici della motorizzazione di Nuoro», e ha chiesto ai proponenti l’unificazione dei testi in un unico ordine del giorno di cui ha annunciato il sostegno del suo gruppo.
Il consigliere Luigi Crisponi, dei Riformatori, ha ricordato la volontà comune dell’Aula nelle occasioni in cui si è trattato di ribadire il significato della presenza dello Stato sul territorio di Nuoro, ha osservato, «ha un parco auto fra i più numerosi d’Italia compresi quelli agricoli e quello della Motorizzazione è quindi un servizio essenziale di pubblica utilità tanto più significativo in un contesto generale di smantellamento dei presidi statali nel Nuorese». Crisponi ha, infine, rivolto un appello agli assessori dei Trasporti Deiana e degli Affari generali Demuro per risolvere, con interventi semplicissimi, alcune questioni pratiche legate all’inquadramento e all’organizzazione del personale. (Af)
Il presidente del Consiglio ha dunque concesso la parola all’assessore dei Trasporti, per l’intervento riservato alla Giunta regionale, a conclusione del dibattito delle mozioni n. 51 e n. 52. L’assessore Massimo Deiana ha dichiarato di conoscere a fondo il tema delle competenze in materia di motorizzazione civile e ne ha sottolineato l’elevata complessità. L’assessore ha citato come emblematico il caso dell’”Ufficio speciale trasporti a impianti fissi” (Ustif) che, a partire dallo scorso marzo, ha cessato di funzionare in Sardegna. L’ufficio, che è un organo periferico del ministero dei Trasporti, si occupa dei collaudi di rotaie, ascensori, scale mobili, etc, e – come ha precisato Deiana – è una delle poche competenze rimaste allo Stato in materia di motorizzazione civile. L’assessore ha denunciato che, a causa della cessazione dell’Ustif il tratto della metropolitana di superficie di Cagliari, fermata Policlinico, non può essere collaudata nonostante le opere siano state ultimate e tutto è pronto per l’entrata in servizio del collegamento. «I funzionari Ustif – ha spiegato l’assessore – non sono stati sostituiti e così l’ufficio è cessato, senza neppure che ne sia stata decretata la chiusura». Dunque, un caso simile a quello che è stato denunciato nelle due mozioni all’esame dell’Aula, in ordine all’esiguità del personale in servizio alla motorizzazione di Nuoro. 
In riferimento alle competenze, l’assessore Deiana ha ricordato che l’85% delle competenze in materia di motorizzazione civile è stato trasferito alle Province e solo una percentuale compresa tra il 10 e il 15 è passato alle Regione, mentre la restante percentuale è rimasta in capo al ministero che però esercita funzioni di vertice. «In materia di sicurezza – ha citato ad esempio l’assessore – le Province rilasciano le autorizzazioni alle officine per le revisioni auto ma la verifiche delle competenze è rimasta in capo all’ufficio compartimentale dello Stato».
La giunta – ha affermato Massimo Deiana – riconosce l’urgenza e la necessità di costituire la commissione paritetica per affrontare e risolvere il tema delle competenze in materia di motorizzazione civile. Ma – ha sottolineato l’assessore – resta il fatto che quando si discuterà con lo Stato, si deve tener conto che la maggior parte delle competenze sono in capo alle province, e le province sono interessate dal generale riassetto degli Enti Locali.
L’assessore Deiana ha concluso il suo intervento dichiarando la propria disponibilità a promuovere un’immediata interlocuzione con il sottosegretario di Stato per verificare le possibilità di intervento sul caso della motorizzazione di Nuoro, così come segnalato nelle mozioni n. 51 e n. 52.
Il presidente del Consiglio ha quindi invitato la prima firmataria della mozione 51 ad intervenire in sede di replica. La consigliera Anna Maria Busia (Cd) ha chiesto un breve sospensione dei lavori per la predisposizione di un ordine del giorno unitario.
Il presidente del Consiglio ha dunque concesso la parola al consigliere Michele Cossa (Riformatori) che pur concordando con la richiesta di sospensione avanzata dall’onorevole Busia ha voluto replicare brevemente all’assessore dei Trasporti. In particolare, Michele Cossa, ha auspicato una rapida ricostituzione della commissione paritetica e ha invitato la Giunta a procedere con il passaggio alla Regione delle competenze in materia di motorizzazione civile. «Successivamente – ha spiegato Cossa – la Regione deciderà di come ripartire i relativi servizi». A proposito delle competenze, l’esponente della minoranza, ha sottolineato come le competenze in materia di motorizzazione civile rappresentino il “caso tipico” di una competenza che deve essere gestita dalla Regione e ha invitato pertanto l’assessore Deiana a procedere con la costituzione di un dipartimento della motorizzazione civile presso gli uffici dell’assessorato regionale dei Trasporti.
Il presidente del Consiglio ha, dunque, accordato la sospensione di 10 minuti dei lavori dell’Aula, per consentire la predisposizione di un ordine del giorno unitario. (A.M.)
Alla ripresa dei lavori il presidente Ganau ha comunicato all’Aula la presentazione di un ordine del giorno unitario in materia di motorizzazione civile. Il documento impegna la Giunta a:
1) avviare in tempi rapidi le procedure necessarie, compresa la preliminare costituzione della Commissione paritetica, al fine di ottenere dallo Stato il trasferimento di competenze e relative funzioni in materia di Motorizzazione civile.
2) a porre in essere, presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la Direzione Generale della Motorizzazione civile, tutte le iniziative utili per salvaguardare e potenziare la sede della Motorizzazione civile di Nuoro e rimuovere gli ostacoli all’attuale interruzione del servizio. 
Sull’ordine del giorno, l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana ha espresso il parere positivo della Giunta.
Si è quindi passati alle dichiarazioni di voto. Efisio Arbau, capogruppo di Sardegna Vera, ha evidenziato l’importanza del percorso unitario individuato dal Consiglio e apprezzato l’impegno assunto dall’assessore Deiana per risolvere, attraverso un’interlocuzione con il Ministero, la situazione contingente della Motorizzazione civile di Nuoro e scongiurarne la chiusura. Arbau, ha poi sottolineato la rilevanza del passaggio contenuto nel documento per la realizzazione della Motorizzazione regionale annunciando il voto favorevole all’ordine del giorno,
Via libera anche da Michele Cossa a nome del gruppo dei Riformatori. «La discussione di oggi – ha detto Cossa – ha permesso di affrontare un problema poco conosciuto che interessa un pezzo importante dell’economia sarda. Confido adesso nel massimo impegno della Giunta perché si ottenga un duplice risultato: regionalizzare la Motorizzazione civile, operazione che risolverebbe alla radice tutti i problemi, e scongiurare la chiusura degli uffici di Nuoro
Annamaria Busia (Centro Democratico), ha invece ribadito l’urgenza di procedere in tempi rapidi per evitare la soppressione della Motorizzazione Civile di Nuoro e, vista la bozza di riordino presentata dal Ministro Lupi, anche della sede di Sassari. «Occorre premere per il passaggio di competenze dallo Stato alla Regione – ha concluso Busia –attraverso la presentazione dei decreti attuativi da parte della Commissione paritetica».
Soddisfatto per l’esito della discussione anche il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi. «Questo è un modo serio di affrontare le questioni – ha affermato – la mobilità è decisiva per lo sviluppo dei territori. Bene ha fatto il Consiglio a concordare un ordine del giorno unitario».
Subito dopo è intervenuto l’assessore regionale ai Trasporti Deiana che ha annunciato, per lunedì prossimo a Roma, un incontro presso la Direzione generale della Motorizzazione Civile. «In quella sede – ha chiarito Deiana – sarà avviato un confronto per evitare la chiusura della Motorizzazione Civile di Nuoro. Auspico che si arrivi a una soluzione positiva in tempi rapidi». 
Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione il documento che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio. (Psp) 

Approvata la Mozione n. 54 (Floris e più) “sulla dismissione dei beni patrimoniali e demaniali della Regione, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio” 

Il consigliere Mario Floris (Sardegna) illustrando la mozione, ha espresso preoccupazione per alcune dichiarazioni dell’assessore degli Enti locali Erriu, con riferimento «ad alcuni incontri ed intese per dismettere immobili di particolare pregio in assenza di un indirizzo chiaro sia della Giunta che del Consiglio». Il problema, ha aggiunto, «va inquadrato sotto un duplice aspetto, il trasferimento di immobili dallo Stato alla Regione e dalle stessa Regione alle Autonomie locali, problema complesso che occorre affrontare con un crono-programma per evitare episodi come quelli della vendita di cala Sintzias». Floris si è poi soffermato sulle aree viale Trento, viale Trieste, San Paolo: sono aree, ha detto Floris, «che devono restare nella disponibilità della Regione, proseguendo una azione amministrativa che risale agli anni ’70 e che negli anni ‘90 si era evoluta nel progetto di una cittadella regionale, cui occorre dare un seguito concreto attraverso un accordo di programma con il Comune di Cagliari per dare al capoluogo della Regione e a tutta la Sardegna servizi moderni ed efficienti». Per quanto riguarda Monte Urpinu, Floris ha ribadito la validità della scelta di assegnare l’area al corpo forestale e ha auspicato la massima condivisione delle scelte in materia di patrimonio pubblico. (Af)
Il presidente Ganau, dopo avere rilevato che non c’erano iscritti a parlare, ha dato la parola all’assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu, il quale ha sottolineato l’importanza dell’argomento e ha evidenziato come le notizie apparse sulla stampa non siano rispondenti alla realtà. L’assessore ha ricordato che non è ancora pronto alcun piano di dismissione dei beni, ma che sono in corso interlocuzioni con i Comuni per attuare quegli accordi di programma sottoscritti nel 2000 (Giunta Floris) e nel 2006 (Giunta Soru) che allo stato attuale risultano disattesi. In particolare Erriu ha sottolineato che l’obiettivo di mettere nella disponibilità dei Comuni della Sardegna quei beni che sono ritenuti non significativi per la Regione, sulla base dei principi espressi dalla Legge 35 che disciplina la dismissione dei beni immobili regionali.
«La situazione di Cagliari - ha spiegato l’assessore - è particolarmente complessa perché gli accordi sono stati disattesi. L’incontro con il Comune è servito per approfondire la conoscenza specifica dello stato delle cose». Erriu ha affermato che il progetto della cittadella regionale è ancora in piedi e che si stanno facendo valutazioni approfondite sull’utilizzo dell’area
Per quanto riguarda l’attuazione dell’articolo 14 dello Statuto regionale sull’accordo sottoscritto con il Ministero della Difesa e Demanio, l’assessore ha riferito che l’accordo del 2006 ha avuto un’esecuzione parziale da parte della precedente Giunta. L’impegno immediato, ha affermato, è di riavviare la discussione con il Demanio militare per ovviare a questa situazione di stallo. (E.L.N.)
Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha dunque concesso la parola per la replica al presentatore della mozione n. 54 sulla dismissione dei beni patrimoniali e demaniali della Regione. Il consigliere Mario Floris ha dichiarato di condividere lo stupore espresso dall’assessore Erriu nel corso del suo intervento, in riferimento ad alcune recenti indiscrezioni riportate dalla stampa locale. Il leader dell’Uds ha rimarcato che la città di Cagliari vanta un immenso patrimonio immobiliare che potrebbe essere utilizzato anche per il contenimento della spesa pubblica ed ha concluso il suo intervento esprimendo apprezzamento, per le dichiarazioni rese dall’assessore, a proposito del riconoscimento del preesistente “piano generale e complessivo” sulla materia.
Per dichiarazione di voto è intervenuto il capogruppo del Psd’Az, Christian Solinas, che ha richiamato l’attenzione della Giunta sul dettato dell’articolo 14 dello Statuto di Autonomia speciale della Sardegna. «Lo Stato – ha dichiarato l’esponente della minoranza – da qualche tempo fa ricorso a pratiche poco leali per sottrarre alla Regione beni che gli spettano, proprio per effetto dell’articolo 14». L’esponente dei Quattro Mori ha ricordato il caso della società pubblica Rfi, a Cagliari, che ha dismesso immobili e terreni nell’area di via San Paolo, trasferendoli però non alla Regione sarda ma ad una società che ne cura la vendita. «Operazioni simili – ha aggiunto Solinas – sono state condotte a Golfo Aranci e in altre realtà dove opera Rfi». Il capogruppo del Psd’Az ha concluso il suo intervento con un richiamo alla giunta perché vigili, inoltre, sulla corretta applicazione del comma 2 dell’articolo 14 dello Statuto, che prevede il passaggio alla Regione dei servizi dismessi dallo Stato. «E ciò che non è stato fatto nel caso dei traghetti Tirrenia», ha dichiarato il consigliere sardista.
Non avendo altri iscritti a parlare, il presidente del Consiglio ha posto in votazione, per alzata di mano, la mozione n. 54 (Floris e più) che è stata approvata. (A.M.)
Il presidente Ganau ha quindi ricordato all’Aula che all’ordine del giorno c’era l’illustrazione del Testo unificato n. 3 (Plip) -13-14-16-22-49/A.
Il capogruppo dell’Udc Rubiu ha chiesto di sospendere l’esame del provvedimento anche per l’assenza dell’assessore dell’Agricoltura.
Il presidente del Consiglio Ganau ha comunicato che, in conferenza di capigruppo, si era deciso di consentire lo svolgimento delle relazioni per poi rinviare al pomeriggio le fasi successive dell’esame del provvedimento.
Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha osservato che, a suo giudizio, sarebbe più opportuno affrontare l’esame della legge nella sua interezza e che, in tal senso, si erano espressi i capigruppo.
Il presidente Ganau ha ribadito il rinvio al pomeriggio della discussione generale senza peraltro doverla concludere anche per consentire la compiuta definizione di alcuni emendamenti sui quali c’è consenso unitario.
Il capogruppo del Pd Pietro Cocco, ricordando che la legge, composta da 39 articoli, è un provvedimento complesso si è detto dell’avviso che la discussione generale si possa comunque avviare rinviando l’esame di articoli ed emendamenti alla seduta di martedì, con la presenza dell’assessore.
Il consigliere Modesto Fenu (Zona Franca) ha tenuto a precisare che, da parte dell’opposizione, non c’è alcuna volontà ostruzionistica ma, anzi, quella di dare un contributo costruttivo alla legge. Tuttavia, ha affermato, «siccome l’assessore non c’è e non sappiano se arriverà nel pomeriggio, meglio sospendere ed iniziare direttamente nel pomeriggio».
Il presidente Ganau ha quindi interrotto la seduta per una breve riunione della conferenza dei capigruppo.
Alla ripresa dei lavori, il presidente Ganau ha dichiarato chiusa la seduta; il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. (Af)