CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 22
Giovedì 10 Luglio 2014

Approvata la risoluzione di indirizzi sulla programmazione unitaria 2014-2016 

Cagliari 10 luglio 2014 – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau. Primo punto all’ordine del giorno il Documento n. 1/A della Giunta regionale sulla”Programmazione unitaria 2014-2020. Aggiornamento e definizione della strategia regionale”. Sul documento la Terza Commissione ha approvato ieri all’unanimità una risoluzione di indirizzi, ai sensi dell’art. 16 della legge regionale 13.
Il presidente Ganau prima di avviare la discussione sul primo punto dell’ordine del giorno ha concesso la parola al capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni sull’ordine dei lavori. Dedoni, a nome della minoranza, ha segnalato al presidente la necessità di inserire al più presto nella programmazione dei lavori dell’Aula una risoluzione sul riordino degli enti locali. “E’ grave – ha detto Dedoni – che non sia stato ancora portato a compimento l’iter per il superamento delle province così successivo ai referendum”. Il presidente Ganau ha preso atto della richiesta e invitato il capogruppo dei Riformatori a presentare una proposta ufficiale nella prossima seduta della Conferenza dei capigruppo convocata per martedì 15 luglio.
Ha quindi preso la parola il presidente della Commissione “Bilancio” Franco Sabatini per illustrare la risoluzione sugli indirizzi di programmazione. “La Commissione – ha esordito Sabatini - ha fatto un lavoro attento e meticoloso grazie anche al lavoro degli uffici. Uno dei punti emersi dalla discussione è la necessità di procedere a una verifica puntuale dell’impatto avuto dalla precedente programmazione nel tessuto economico e sociale dell’Isola per evitare di replicare errori e storture”. Sabatini ha ricordato che nel prossimo settennio la Sardegna avrà a disposizione circa 5 miliardi e mezzo di euro “risorse importanti da utilizzare per il rilancio dell’Isola”. La Commissione Bilancio – ha proseguito il presidente – dopo aver sentito gli assessori, le autorità di gestione e tutto il partenariato sociale “ritiene per questo urgente verificare i piani operativi e la loro applicazione, dalla spendita dei fondi alla pubblicazione dei bandi. Oggi andiamo a pianificare un nuovo settennio, occorre avere un quadro preciso dell’impatto avuto in passato dalla programmazione dei fondi”. Sabatini ha ricordato le criticità del passato: “Dei fondi del Fesr – ha sottolineato Sabatini – molti sono stati destinati ad altro: 243 milioni di euro per il Fondo di garanzia a favore delle imprese, 70 al Fondi Jessica, 30 per la reindustrializzazione delle aree in crisi. Ciò ha consentito la rendicontazione immediata delle risorse all’Unione Europea, scongiurando la perdita dei finanziamenti, ma, allo stesso tempo, ha distolto un grande quantitativo di denaro per gli altri interventi dei Programmi operativi. Solo 139 milioni sono stati realmente impegnati. Divisi per un settennio il budget è di 27 milioni annui. Tolta la quota di finanziamento a carico della Regione arriviamo a 14 milioni all’anno. Un risultato negativo che mette in risalto una incapacità di spendita delle risorse”. Secondo Sabatini, per rimediare a queste criticità serve un miglior coordinamento dei soggetti interessati. «Il rallentamento nella programmazione è dipeso anche dagli enti locali spesso non attrezzati per la predisposizione dei documenti. Ai comuni, ai Gal e alle province, la Regione deve mettere a disposizione l’assistenza tecnica. Si deve agire tutti insieme per riuscire a ottenere i risultati sperati. Nel prossimo settennio - ha concluso il presidente della commissione Bilancio - i 5 miliardi e mezzo devono farci fare un salto di qualità». (Psp)
Il presidente del Consiglio ha dato la parola al consigliere di Forza Italia, Alessandra Zedda, la quale ha riconosciuto il lavoro fatto in Commissione con un confronto aperto e leale tra maggioranza e opposizione. L’esponente della minoranza ha garantito che la volontà del partito è di schierarsi unito per il bene della Sardegna per dare il proprio contributo a una programmazione efficace che consenta di spendere i 5 miliardi e mezzo nei prossimi 7 anni. «Ricordo – ha poi affermato - che grazie all’azione della Giunta Cappellacci la nostra regione è stata ammessa tra le regioni di transizione e questo ha fatto sì che avessimo questi fondi in più da spendere per il rilancio del territorio che vive una terribile crisi». Zedda ha ricordato che la commissione, con la risoluzione, ha voluto dare delle indicazioni e aprire una nuova era della programmazione dei fondi europei: «Avremmo anche il piacere di partecipare attivamente alla programmazione come Consiglio regionale». E ha aggiunto: «È una materia che non ha un colore politico, è una materia della Sardegna». Zedda ha spiegato che, per essere in linea con le indicazioni dell’Unione europea, bisogna puntare su progetti specifici e mirati e non su una programmazione generale. Il vice capogruppo di Forza Italia ha proposto ai colleghi di monitorare con più frequenza l’andamento dei programmi e di avere il coraggio di sospendere quegli obiettivi che non danno risultati. 
Il presidente ha, poi, dato la parola al capogruppo di Sel, Daniele Secondo Cocco: «In commissione sono state recepite le modifiche e le proposte di tutte le parti politiche ed è tutto presente nella risoluzione. Più di cinque miliardi da spendere che dobbiamo mettere a frutto per la Sardegna». Cocco ha poi concluso: «E’ un momento importante per il Consiglio regionale che deve lavorare bene anche facendo tesoro degli errori fatti precedentemente. Ringrazio i colleghi dell’opposizione che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e hanno consentito di arrivare in aula in tempi brevissimi». (E.L.N.)
Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha invitato l’Aula a non minimizzare la portata dell’argomento in discussione che, anzi, va esaltato. Ha poi sottolineato l’atteggiamento costruttivo e propositivo dell’opposizione aggiungendo che, con l’approvazione unanime del documento, «abbiamo voluto lasciare un segnale molto preciso: il blocco della programmazione regionale, intendendo con questo una pluralità di soggetti anche amministrativi e tecnici, deve cambiare passo». Va chiarito inoltre, ha proseguito Dedoni, «che il Consiglio non accetterà mai di essere un semplice passacarte; ha espresso piuttosto la volontà comune di essere un soggetto veramente attivo della nuova programmazione regionale». Bisogna poi avere le idee molto chiare, ha concluso il capogruppo dei Riformatori, «sulla Sardegna che vogliamo per il domani e in questo senso va ribadita l’importanza di alcuni passaggi cruciali della programmazione regionale nei quali il Consiglio deve essere sempre coinvolto».
Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha sottolineato positivamente la condivisione dei contenuti del documento. Le politiche di sviluppo, ha poi osservato, «non hanno dimostrato sempre di essere efficaci, per responsabilità per certi aspetti di tipo generale; le risorse disponibili, pari a circa 5 miliardi di euro, devono essere un punto di partenza per cambiare il volto della Sardegna, evitando di ripetere gli errori del passato». Come quelli compiuti in materia di sostegno al lavoro, ha citato Cocco a titolo di esempio, «che, nonostante una dotazione complessiva di 1 miliardo e mezzo di euro, non hanno prodotto i risultati sperati come hanno certificato tutte le analisi di settore: ci sono state dispersioni, non si è inciso in profondità». Adesso, ha sottolineato il capogruppo del Pd, «abbiamo l’occasione di fare un salto di qualità, non giocando al ribasso ma al rialzo, per spendere queste risorse elaborando progetti di qualità». Fra questi, ha concluso, «va dedicata una particolare attenzione al nuovo assetto istituzionale della Sardegna, dove probabilmente nasceranno due grandi aree metropolitane, ma dobbiamo darci un indirizzo preciso su tutti i territori utilizzando le esperienze migliori, a cominciare dalla fiscalità di sviluppo sulla base del modello Sulcis».(Af)
Ha quindi preso la parola l’assessore alla Programmazione Raffaele Paci. «Le osservazioni e i suggerimenti della Commissione sono condivisi dalla Giunta – ha detto l’assessore – La risoluzione approvata mette in luce le stesse criticità che noi abbiamo individuato nella precedente programmazione: dispersione, mancanza di coordinamento, difficoltà di spendita dei fondi, incapacità istituzionale di Regione ed enti locali. Tutti questi elementi ci devono servire per migliorare nell’attuale fase di programmazione». 
Paci ha poi sottolineato la difficoltà a cui devono far fronte gli uffici: «Non è facile predisporre i documenti nei tempi dovuti. A tutt’oggi l’Italia non ha ancora ricevuto dall’Unione Europea l’accordo di partenariato con le osservazioni fatte. Nonostante manchi il documento dell’Ue siamo obbligati ad andare avanti nella programmazione senza sapere che cosa contengono i Piani operativi nazionali». Secondo l’assessore, però, non bisogna scoraggiarsi: una volta licenziata la proposta della Regione (entro il 22 luglio) nei sei mesi successivi si aprirà una fase di concertazione nella quale saranno definiti i POR. “Durante i prossimi mesi l’interlocuzione con il Consiglio sarà continua – ha assicurato Paci – vogliamo arrivare a una programmazione degli interventi quanto più condivisa. Sui temi strategici non esistono distinzioni tra maggioranza e opposizione. Le ricadute vanno in tutti i territori. Auspico per questo un ampio coinvolgimento del partenariato e dei portatori di interesse. La partita vera si gioca quando vengono scritti i bandi: da questi dipenderà l’effettiva efficacia degli interventi. Sono risorse importanti: faremo lo sforzo per mettere a sistema tutte le risorse in modo che siano un’occasione di crescita per tutta la Sardegna. Lo vogliamo fare in piena sintonia con il Consiglio». 
Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione il documento che è stato approvato all’unanimità dall’Aula.(Psp)

Ritirata la mozione n. 50 (Fenu e più) sulla richiesta di aggiornamento dell’art. 10 dello Statuto sardo.

Il presidente ha, quindi, messo in discussione la mozione n. 50 (Fenu e più) sulla “richiesta di aggiornamento dell'articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 26 febbraio 1948, Statuto autonomistico della Sardegna”.
Per illustrare il testo è intervenuto il primo firmatario Modesto Fenu, presidente del gruppo “Sardegna”, il quale ha evidenziato la necessità di istituire un tavolo tecnico su una modifica dello Statuto che ha notevoli potenzialità, «come eliminare addirittura la fiscalità». Secondo Fenu il nuovo articolo 10 deve «essere attuato e deve essere data una corretta informazione a tutti i cittadini» e ha aggiunto che «non è un argomento che riguarda una sola parte politica, ma tutti i partiti e tutti i sardi».
Il presidente Ganau ha dato quindi la parola all’assessore regionale della Programmazione, Raffaele Paci, il quale si è detto perplesso in merito alle richieste enunciate nella mozione. Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, e Anna Maria Busia (Cd), intervenuti sull’ordine dei lavori, hanno evidenziato che mancavano i presupposti per discutere la mozione, visto che il novellato articolo 10 è già applicato. Il presidente ha dato la parola al proponente della mozione che ha chiesto cinque minuti di sospensione. Alla ripresa dei lavori, Fenu ha annunciato il ritiro della mozione. (E.L.N.)

Sospesa la discussione della mozione n. 41 (Pizzuto e più) “sulla difesa delle biodiversità sarde”. Si lavorerà a un odg unitario

L’Aula è quindi passata all’esame della seconda mozione all’ordine del giorno “sulla difesa delle biodiversità sarde”. Il primo firmatario Luca Pizzuto (Sel), illustrando la mozione, ha citato in apertura numerosi esempi dell’attività di poche grandi multinazionali che stanno acquistando una grande quantità di semenze per brevettarle e monopolizzarle l’uso ed il commercio a livello mondiale. «E’un problema di enorme portata, ha commentato l’esponente di Sel, perché la maggioranza della popolazione del pianeta vive di agricoltura ed il comportamento aggressivo delle multinazionali sta saccheggiando il patrimonio naturale della tradizione, soprattutto a danno delle popolazioni più povere». Questo attacco alle biodiversità, ha continuato Pizzuto, «che si è tradotto in un aumento del 30% dei prezzi delle sementi di tutto il mondo è arrivato anche in Sardegna dove una multinazionale olandese chiede di poter acquisire una trentina di sementi sardi: a questa richiesta bisogna rispondere di no, abbiamo diritto di scegliere cosa fare della nostra terra». Dopo aver espresso apprezzamento per le dichiarazioni dell’assessore e per la commissione Agricoltura che ha votato all’unanimità una proposta di legge in materia, Pizzuto ha sottolineato che «dire no oggi significa dire no anche domani difendendo la nostra specificità, le nostre tradizioni e la nostra biodiversità», auspicando il voto unanime del Consiglio sulla mozione.
Il consigliere Pier Mario Manca (Sardegna Vera) ha messo l’accento sul fatto che «occorre un forte impegno comune per salvare una parte importante del nostro patrimonio di cui spesso non riusciamo a comprendere il grandissimo valore». Proprio la sottovalutazione di questo problema, secondo Manca, «ha lasciato campo libero alle multinazionali che usano le sementi per trasformarle in composti da utilizzare in altri campi». Sementi e piante sono apparentemente selvatiche, ha detto ancora Manca, «ma in realtà qualsiasi pianta e qualsiasi animale può darci qualche cose ed anche la biodiversità può darci molto: del resto la gran parte delle molecole usate in sanità vengono dalle foreste pluviali, dove c’è una grande biodiversità». Che è presente in modo significativo anche in Sardegna, ha affermato il consigliere di Sardegna Vera, con caratteristiche uniche rispetto alle altre Regioni». Manda ha infine manifestato apprezzamento per le posizioni espresse dall’assessore, auspicando l’aggregazione di un largo consenso attorno alla mozione.(Af)
Gavino Sale(Irs), in apertura del suo intervento, ha sottolineato l’importanza del tema in discussione. «Questa multinazionale non è venuta in Sardegna per fare beneficenza. Se ha deciso di brevettare i semi non è per regalare ricchezza ma per produrla. La Sardegna non è povera perché non ha risorse ma perché le ha regalate. Se non invertiamo la rotta, continueremo ad essere poveri». Il leader indipendentista ha ricordato che nell’Isola esiste già la Banca del Germoplasma, riconosciuta dal 2005 dall’assessorato dell’Ambiente. Il ministero dello Sviluppo Agricolo – ha proseguito Sale – ha affidato alla Sardegna un ruolo da protagonista per l’individuazione delle linee guida che consentano di conservare la biodiversità sarda, italiana, mediterranea ed europea. «Il prossimo 15 luglio – ha annunciato il consigliere di IRS – ci sarà un convegno ad Abbasanta con i responsabili dell’università di Cagliari e Sassari da cui nascerà una proposta di legge. Il Pd ne ha presentato un’altra sulle specie coltivabili, manca un proposta per la tutela totale di tutte le biodiversità». Sale, dopo aver annunciato il suo voto a favore della mozione, ha invitato l’Aula ad esprimersi in modo unanime per respingere, una volta per tutte, «le logiche del saccheggio e favorire, finalmente, la valorizzazione delle nostre risorse». 
Marco Tedde (Forza Italia) ha invece espresso perplessità sulla mozione. «I contenuti – ha detto Tedde – sono gli stessi di una proposta di legge di iniziativa popolare e di altre tre proposte presentate nei mesi scorsi in Consiglio. Stiamo andando a discutere un documento che tratta un tema già elaborato dalla Commissione che ha prodotto un testo unificato». L’esponente di Forza Italia ha quindi concluso il suo intervento invitando i proponenti a ritirare la mozione.
Luigi Lotto (Pd) ha ricordato che di biodiversità si è iniziato a parlare dal 2007 con un Dl della Giunta Soru. «Finora abbiamo fatto la scelta di occuparci di agrobiodiversità perché di più forte impatto. Oggi si affronta il tema in modo complessivo con un occhio di riguardo anche alle specie spontanee. C’è un Testo Unico che nelle prossime settimane sarà votato dalla Commissione Agricoltura». Secondo Lotto, La Regione dovrà non solo difendere ciò che è in via d’estinzione ma favorire l’iniziativa degli operatori agricoli e dei produttori di sementi. «Occorre dare un segnale – ha concluso Lotto – c’è la possibilità di produrre ma lo si deve fare in Sardegna. Questo è un settore che può creare economiaۚ».(Psp)
Il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni ha sottolineato l’importanza della mozione presentata da Pizzuto con una critica all’operato dell’Agris: «Credo che si debba fare una riflessione più ampia all’interno del Consiglio. Se c’è una pecca nella nostra istituzione e quella di non fare ricerca seria». Dedoni ha poi invitato l’assessore dell’Agricoltura a porre una maggiore attenzione sull’aspetto della ricerca che va implementata e che deve vedere la Sardegna, con le agenzie e le Università, soggetto principale. 
Modesto Fenu (Sardegna) si è detto favorevole agli argomenti trattati, che «sono stati sviscerati in tutti i loro aspetti in commissione Agricoltura». 
Il presidente ha dato la parola alla Giunta per la replica. E’ intervenuto l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, che ha ringraziato la Quinta Commissione e il presidente Luigi Lotto per la proposta di legge, approvata ieri, sulle biodiversità che darà un quadro normativo per tutelare le diverse specie. «In carenza di norma ci siamo mossi nei confronti della multinazionale olandese e abbiamo comunicato - ha affermato l’assessore - anche al ministero che non siamo disponibili a svolgere il lavoro per cui ci eravamo impegnati in assenza della norma e che quindi non era possibile la raccolta delle erbe prevista per luglio». L’assessore ha poi spiegato che è arrivata la risposta della multinazionale, che ha dichiarato di non voler procedere se non ci fosse stato accordo con le parti per continuare l’attività e ha quindi sospeso la raccolta delle erbe. Falchi ha confermato anche il suo impegno per favorire la ricerca potenziando le agenzie per valorizzare un importante patrimonio della nostra Isola e ha annunciato l’accoglimento della mozione. (E.L.N.)
Luca Pizzuto, nella replica, ha chiarito che la mozione «non è un atto di contrapposizione a ciò sta facendo il Consiglio. E’ stata presentata alcune settimane fa per scongiurare il rischio che una multinazionale venisse in Sardegna a brevettare sementi». Pizzuto ha poi annunciato all’Aula la propria disponibilità ad eliminare una parte della mozione ma non a ritirarla. «Stiamo chiedendo un atto politico al Consiglio – ha concluso Pizzuto - bisogna dire con chiarezza che ci prendiamo in carico la tutela della nostra biodiversità». 
Modesto Fenu (Zona Franca) ha espresso contrarietà a un’eventuale modifica della mozione. «E’ la stessa richiesta che ho fatto prima per la mia mozione ma questa possibilità mi è stata negata. Non può esserci in quest’Aula disparità di trattamento. Non vogliamo essere presi in giro». 
Su questo punto è intervenuto il presidente Ganau per chiarire alcuni aspetti regolamentari «Pizzuto – ha detto Ganau rivolgendosi a Modesto Fenu - ha chiesto di eliminare un punto della mozione e non di rivederla genericamente. Su questa richiesta deciderà l’Assemblea». 
Ha quindi preso la parola il capogruppo del PD Pietro Cocco che ha chiesto cinque minuti di sospensione. Alla ripresa dei lavori è intervenuto il consigliere di Sel Luca Pizzuto che ha chiesto di sospendere la discussione della mozione per poter concordare un ordine del giorno unitario da presentare nella prossima riunione del Consiglio.
Il Presidente Ganau ha accolto la richiesta e ha dichiarato chiusa la seduta. Il Consiglio sarà convocato a domicilio. (Psp)