CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 21
Sabato 27 Giugno 2014

Mozione n. 44 (Crisponi e più) sullo stato di attuazione della scuola forestale ed ambientale di Nuoro.

Cagliari 27 giugno 2014 – Cagliari, 27 giugno 2014 - La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Ganau. Dopo le formalità di rito, l’Assemblea ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la mozione n° 44 (Crisponi e più) sullo stato di attuazione della scuola forestale ed ambientale di Nuoro. Il presidente ha dato la parola al relatore Luigi Crisponi (Riformatori sardi). 
Il consigliere Crisponi ha ripercorso il lunghissimo e travagliato iter del progetto di realizzazione della scuola, come sede di facoltà gemmata dall’Università di Sassari. Nel novembre 2012, ha ricordato il consigliere dei Riformatori, «si è tenuto il primo corso della scuola destinato agli operatori forestali ma, evidentemente, è qualcosa di molto diverso dal progetto iniziale». Nel frattempo, ha aggiunto Crisponi, «è arrivato il 18 novembre 2013 il ciclone Cleopatra seguito da altre drammatiche vicende non ultime quelle recentissime che hanno colpito la Romangia, mettendo a dura prova la macchina regionale dei soccorsi». La scuola, dunque, secondo il consigliere «deve fare formazione ma anche specializzare gli organismi pubblici e privati che operare nel contrasto alle emergenze idrogeologiche e diventare un vero presidio per la sicurezza della popolazione e del territorio». Rispetto al cinismo dello Stato che, ha lamentato Crisponi, «ha chiuso 20 presidi di sicurezza dalla polizia stradale ai vigili del fuoco passando per nuclei specializzati di questi ed altri corpi, il nostro corpo forestale appare gravato da sempre maggiori incombenze a cominciare da protezione civile». La realizzazione della scuola, ha concluso, «è perciò improcrastinabile e vogliamo essere puntualmente informati sullo stato di attuazione del progetto; nello scorso maggio l’assessorato dei Lavori Pubblici ha emanato un bando per la ricerca di personale interno necessario al servizio tecnico di supporto, può essere buon inizio». (Af)
Chiusa l’illustrazione della mozione, il presidente Ganau ha aperto il dibattito, primo iscritto a parlare il consigliere del PD Antonio Solinas. L’esponente della maggioranza ha ricordato l’iter della proposta per l’istituzione della Scuola Forestale a Nuoro. «Se ne parla ormai da anni – ha detto Solinas – la scuola si poteva aprire in tempi rapidi, la Regione aveva le strutture adatte ma la scelta cadde sull’ex albergo Esit, edificio che però necessita di un ampio e costoso intervento di ristrutturazione e messa a norma». Solinas, dopo aver annunciato il suo voto a favore dell’apertura della Scuola Forestale a Nuoro ha rivolto una critica al consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi primo firmatario ed ex assessore al turismo della Giunta Cappellacci. «E’ singolare – ha concluso il consigliere del PD - che chi ha fatto parte dell’esecutivo nella scorsa legislatura venga oggi a sollecitare l’attuale giunta per le cose non realizzate durante gli anni del governo di centrodestra».
Emilio Usula, capogruppo di Soberania e Indipendentzia, ha sottolineato la necessità di affrontare di petto il problema. La Scuola Forestale di Nuoro ha ricordato Usula - è una delle tante incompiute della Sardegna. La struttura doveva nascere nel Monte Ortobene, uno dei luoghi simbolo del patrimonio naturalistico del territorio. Poi, visti gli alti costi, si decise di puntare sull’ex vivaio forestale di Su Pinu, sito alienato dalla Regione al Comune di Nuoro a un prezzo simbolico. «Anche in questo caso – ha ricordato il capogruppo di Soberania e Indipendentzia, ci sono stati problemi di natura burocratica. Ostacoli che devono però essere superati». L’apertura della Scuola forestale si inquadra in un percorso di decentramento dei poteri e delle competenze che puntava a rilanciare Nuoro come centro di riferimento culturale, ambientale e identitario di un intero territorio. «Adesso c’è bisogno di rilanciare il progetto – ha concluso Usula . la Scuola deve aprire e deve essere utilizzata come centro di formazione di base per i neo assunti e il personale del Corpo Forestale, circa 1400 persone che necessitano di un aggiornamento continuo. Se intesa come polo di eccellenza, potrebbe rappresentare un forte stimolo attrattivo per altre regioni che non hanno questi centri». 
Daniele Cocco, capogruppo Sel, dopo aver ricordato il suo voto favorevole all’apertura della Scuola nella passata legislatura ha detto di aver cambiato idea. «Ero d’accordo allora ma non lo sono più oggi – ha detto Cocco - questo progetto va contro il principio della razionalizzazione della spesa pubblica in un momento in cui viene richiesto il massimo della sobrietà». Cocco ha ricordato che esistono in Sardegna altre strutture in grado di ospitare la Scuola Forestale come la Scuola a cavallo di Burgos, spazzata via dalla spending review di Matteo Renzi. «Se si vuole dare un messaggio positivo di buona amministrazione - ha concluso Cocco - la Giunta dovrebbe valutare la possibilità di aprire la Scuola forestale in quella struttura già esistente». (PSP)

Il consigliere dei Riformatori, Attilio Dedoni, ha rimarcato la necessità di dare continuità e seguito alle decisione a suo tempo assunte dal Consiglio regionale. Il capogruppo dei Riformatori ha fatto riferimento all’intervento del suo collega della maggioranza, Usula, nella parte riguardante l’elencazione dei diversi interventi per la scuola forestale e ambientale a Nuoro, dai tempi della legislatura Soru fino a quella Cappellacci. L’onorevole Dedoni ha replicato in tono critico, invece, al consigliere del Pd, Antonio Solinas, riguardo alle presunte inadempienze della precedente amministrazione regionale.
Il capogruppo di “Sardegna”, Modesto Fenu, ha affermato di concordare sulla necessità di realizzare la scuola forestale e ambientale e, pur non esprimendo contrarietà alla proposta del suo collega della maggioranza Daniele Cocco (Sel) per realizzare la scuola forestale nelle strutture di Burgos, ha proposto di valutare anche l’ipotesi della ex scuola per gli agenti di polizia penitenziaria, ubicata a pochi chilometri da Cagliari.
Il consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, ha ricordato la mozione approvata a suo tempo in Consiglio e una serie di interpellanze e interrogazioni discusse sull’argomento, riproposto in Aula dalla mozione 44, ed ha spiegato come siano stati già a suo tempo stanziati 5 milioni di euro per realizzare la scuola forestale ambientale. L’assessorato all’Ambiente – ha proseguito l’esponente della minoranza – ha delegato, trasferendogli i fondi, l’assessorato regionale dei Lavori pubblici che, a giudizio di Giorgio Oppi, ha compiuto una serie di valutazione sui costi che hanno portato alla situazione attuale. «Se i Lavori pubblici latitano – ha ammonito il consigliere dell’Udc – a quell’assessorato che dobbiamo rivolgerci».
Il presidente del Consiglio ha dunque concesso la parola alla giunta per lo spazio riservato nel dibattito in Aula. L’assessore dell’Ambiente Donatella Spano ha informato l’Assemblea che l’esecutivo ha deliberato già dal 2012 uno stanziamento di 10 milioni poi assegnato all’assessorato dei Lavori Pubblici che, dopo la progettazione di massima, sta completando quella esecutiva in stretta collaborazione con il corpo forestale. Nello stesso tempo, ha proseguito l’assessore Spano, «è stata avviata una ricognizione relativa sia alla dotazione organica che ai servizi tecnici di ingegneria, per un importo stimato di 7 milioni di euro». Quella della formazione, ha sostenuto ancora l’assessore, «è per il corpo una attività fondamentale, visto l’aumento dei compiti di istituto estesi dall’antincendio alla vigilanza su tutti i reati ambientali, settori che richiedono aggiornamento anche di tipo tecnologico e specializzazioni di alto livello». L’assessore si è poi soffermata puntualmente sulle attività formative svolte dal corpo, esprimendo però «meraviglia» nei confronti di quanti, a cominciare dai firmatari della mozione, hanno operato una sorta di collegamento fra alcuni eventi tragici che hanno colpito diversi territori della Sardegna mentre ben più grave, a suo giudizio, è stata la mancanza «di un centro di coordinamento regionale per la protezione civile».
Il consigliere Crisponi (Riformatori), intervenendo per una breve replica, ha invitato l’assessore «a non meravigliarsi, invertendo le parti ed i ruoli istituzionali» e ricordando le tante analoghe iniziative del Consiglio che hanno preceduto la sua mozione. Rivolgendosi poi ad alcuni settori dell’Aula, con particolare riferimento al consigliere Daniele Cocco ed ad altri della precedente legislatura, ha affermato che «non si può ragionare a seconda delle occasioni come in una sorta di gioco del monopoli; ringraziamo ed apprezziamo il corpo forestale per il lavoro che svolge ed auspichiamo che abbia una sede per potenziare la sua attività ed accogliere anche altri soggetti che operano nella protezione civile». Crisponi ha chiesto infine una breve sospensione per poter predisporre un ordine del giorno unitario, richiesta cui si è associato anche il capogruppo del Pd Pietro Cocco. Il presidente Ganau ha quindi sospeso la seduta. (Af)
Alla ripresa dei lavori, il presidente Ganau ha annunciato all’Aula la mancata presentazione dell’ordine del giorno unitario. Il primo firmatario della mozione, Luigi Crisponi, ha annunciato il ritiro della mozione n. 44.

Mozione n. 45 (Alessandra Zedda e più) sul Teatro Lirico di Cagliari

Il presidente ha quindi dato la parola ad Alessandra Zedda (Forza Italia) per l’illustrazione della mozione n.45 sul Teatro Lirico di Cagliari. «L’iniziativa – ha detto l’esponente della minoranza in apertura del suo intervento – nasce da una volontà propositiva e ha come obiettivo la valorizzazione e la promozione del Teatro ». Zedda ha proseguito ricordando che la Regione, unitamente al Comune di Cagliari e al Ministero dei beni Culturali, è socio della Fondazione Teatro Lirico che ha come obiettivo la promozione ai massimi livelli della cultura musicale.
«La Regione – ha spiegato Zedda – ha sempre rispettato gli impegni erogando i finanziamenti alla Fondazione, altrettanto non si può dire per il Comune di Cagliari». Il consigliere di Forza Italia ha ricordato che l’amministrazione del capoluogo non ha ancora trasferito al Teatro il contributo obbligatorio del 2013 e l’acconto del 2014 nonostante abbia già approvato il bilancio di previsione. «In assenza di contributi – ha proseguito Zedda – la Fondazione potrebbe essere costretta a chiedere un’anticipazione bancaria che potrebbe delineare un danno erariale». Zedda ha poi rimarcato l’importanza del Teatro Lirico anche dal punto di vista occupazionale (“In questa struttura lavorano centinaia di persone per le produzioni e gli allestimenti degli spettacoli, un’industria soft che deve essere valorizzata”) e le polemiche relative al contratto di direttore artistico sottoscritto dal Cda della Fondazione con il nuovo Sovraintendente Mauro Meli. «Le polemiche sollevate dal sindaco di Cagliari sono di natura ideologica e non tengono conto dei risultati raggiunti – ha detto Zedda – l’accordo è perfettamente in linea con le nuove disposizioni varate dal governo per i compensi dei manager pubblici e i numeri dicono che gli abbonamenti per la stagione in corso sono cresciuti del 38%» ». 
Al termine del suo intervento, Zedda ha chiesto alla Giunta di riferire in Aula sulla situazione dell’Ente Lirico, di dare corso all’attuazione del Por Sardegna che a seguito della sentenza del Tar mette a disposizione del Teatro 2 milioni e 350mila euro e di completare l’erogazione del finanziamento destinato al risanamento dei debiti pregressi del Teatro, circa 4 milioni di euro.(Psp)
Il consigliere della minoranza Edoardo Tocco ha ricordato il ruolo e la tradizione del Teatro Lirico di Cagliari ma ha dichiarato che è ancora più importante sottolineare le carenze. Da qui l’invito all’amministrazione regionale ad assicurare una strategia efficace per l’aspetto artistico e soprattutto per gli aspetti gestionali, perché – ha dichiarato Tocco – il teatro è anche un’azienda. L’esponente di Fi del gruppo “Sardegna” ha poi polemicamente invitato l’assessore alla Cultura a verificare le recenti assunzioni al Teatro Lirico e ha ricordato la «cattiva immagine» procurata con il “caso” Crivellenti. Edoardo Tocco ha concluso con l’invito all’assessore Firino perché presti attenzione al Teatro di Cagliari e a tutti i teatri della Sardegna, ad incominciare dal Verdi di Sassari e dal teatro di Paulilatino.
Il consigliere del gruppo Sel, Francesco Agus, ha puntualizzato i recenti fatti accaduti al Teatro Lirico. In particolare ha indicato le date della nomina del sovrintendente Meli e gli importi devoluti per gli incarichi. Agus ha affermato che a Mauro Meli è stato riconosciuto un compenso di 120 mila euro\anno per ricoprire l’incarico di sovrintendente. Successivamente, nel mese di marzo, ha proseguito Agus, il sovrintendente ha avuto l’incarico dal Cda di direttore artistico con un compenso aggiuntivo di 60 mila euro. «Il tutto – ha dichiarato Agus – con la contrarietà del presidente della Fondazione e nonostante fosse stata stipulato un contratto di consulenza con un altro soggetto per svolgere le medesime mansioni». L’esponente della maggioranza ha poi evidenziato come soltanto il 20 giugno scorso, il sovrintendete abbia firmato il contratto, con l’aggiunta dell’incarico da direttore artistico. Francesco Agus ha dunque sottolineato il generale scenario che caratterizza le attività artistiche e dello spettacolo e ha ricordato come i soli tagli statali alle fondazioni lirico sinfoniche sia stato di circa 10 milioni di euro. Agus è poi ritornato sui compensi del sovrintendente e ha affermato che il dottor Meli percepisce un compenso di 111 mila euro l’anno che significano – così ha dichiarato il consigliere di Sel – diecimila euro l’anno in più, rispetto ai compensi riservati al presidente della Regione Sardegna. Agus ha concluso ricordando che tutto il personale del Lirico ha avuto riduzioni negli stipendi e ha affermato che nei tre anni in cui al Teatro Lirico il sovrintendente era Crivellenti, i bilanci sono stati chiusi con un attivo.
Il consigliere del gruppo “Sardegna”, Paolo Truzzu, ha replicato al consigliere Agus e ha ricordato che il tema all’ordine del giorno non è il sovrintendente del Lirico ma la situazione complessiva del Teatro di Cagliari. Il Lirico – a giudizio di Truzzu – rappresenta l’esempio di ciò che la politica non deve fare, cioè partecipare alle fasi gestionali della fondazione. «Le responsabilità di quanto accade al teatro – ha dichiarato l’esponente della minoranza – è chiara ed è in capo a chi tre anni fa ha scelto un sovrintendente al di fuori delle norme e delle logiche ma che continua a generare conflitti con il sovrintendente e il Cda dell’ente, nonostante la sua linea sia stata sconfitta». A giudizio di Paolo Truzzu i litigi tra le istituzioni individuino chi certamente sarà sconfitto: i cittadini e gli operatori culturali e dello spettacolo. Il consigliere del gruppo “Sardegna” ha concluso con l’invito all’assessore Firino «perché esca dalle logiche di parte e affronti la situazione e il dibattito con il ruolo che gli compete in qualità di assessore regionale della Sardegna».

E’ quindi intervenuto il consigliere dei Rossomori Paolo Zedda che dopo aver ricordato le ultime vicende del Teatro Lirico ha sottolineato l’importanza della legge n.112 del 2013 che ha come finalità il riordino e il risanamento finanziario delle Fondazioni lirico-sinfoniche. «La questione vera – ha sostenuto Zedda - è la spesa fuori controllo. L’indirizzo del sindaco di Cagliari va nella giusta direzione: riportare dentro i binari la spendita di risorse pubbliche». L’esponente dei Rossomori ha poi parlato dell’attuale gestione del Teatro affidata al Sovraintendente Mauro Meli. «Occorre verificare come si stanno spendendo le risorse e se gli impegni finanziari in linea con le previsioni di bilancio». Zedda ha poi ricordato all’Aula che il prossimo 30 giugno scadranno i termini per la riscrittura dello Statuto della Fondazione. «La Regione – ha concluso – ha il dovere di verificare che i tempi vengano rispettati».
Da Zedda infine un auspicio: Il teatro deve essere più aperto e puntare non solo agli spettacoli di musica lirica e sinfonica ma aprirsi anche al jazz, alla pop music e alla musica etnica».(Psp)

Il consigliere Piero Comandini (Pd) ha detto di aver notato nel dibattito la presenza «di ottimi suonatori ma anche di qualche pifferaio e, non sempre, di buona musica». Al di là delle cronache di questi mesi, Comandini ha invitato l’Aula a riflettere «su quello che è successo negli ultimi vent’anni in Italia, dove molte fondazioni avrebbero chiuso se non fosse intervenuto il governo nel 2013». I valori culturali espressi dalle fondazioni sono stati giustamente considerati più importanti dei buchi di bilancio ma in cambio, ha sottolineato il consigliere del Pd, «è stato tracciato un nuovo quadro di regole: gestione aziendale e manageriale, conti in ordine». Il problema non è nel nostro cortile di casa, ha aggiunto, «dato che, come prevede il decreto valore cultura, il nuovo sovrintendente sarà nominato dal ministero così come il presidente del collegio dei revisori dei conti che sarà un magistrato della Corte dei conti, mentre entro il 2016 le fondazioni dovranno arrivare all’equilibrio strutturale di bilancio, altrimenti c’è il rischio di chiusura». Un quadro, ha concluso Comandini, «che impone a tutti di guardare al futuro».
L’assessore della Cultura Claudia Firino, esprimendo il parere della Giunta, si è soffermata, dettagliatamente, sul quadro che regola l’attività delle fondazioni e sulle sue trasformazioni. Fra l’altro, ha osservato, «occorre approvare il nuovo statuto dell’ente, come hanno sollecitato i rappresentanti della stessa Regione, anche perchè a novembre scadrà il mandato del consiglio di amministrazione». Per quanto riguarda i finanziamenti, l’assessore ha affermato che «nel 2014 si è operato con continuità liquidando complessivamente circa 4 milioni più della prima rata del prestito straordinario pari a circa 4 milioni, mentre la seconda non è stata erogata a causa dei vincoli patto stabilità». L’intervento finanziario della Regione, ha detto inoltre l’assessore Firino, «è stato possibile solo a fronte della presentazione di un piano di risanamento presentato ad agosto in cui la fondazione si impegnava a ridurre le spese di gestione, operando attraverso una nuova progettualità per intercettare fondi Ue». Alcune parti del piano sono state realizzate, altre ancora no, ha concluso l’assessore, «ma la Giunta è intenzionata a esercitare fino in fondo il suo ruolo di controllo ed indirizzo».
Il consigliere Alessandra Zedda (FI) ha dichiarato che «fermarsi ad una rassegna della normativa vigente non risolve i problemi sollevati dalla mozione, a cominciare dal comportamento del Sindaco di Cagliari che per noi resta censurabile». Nessuno vuole mettere in dubbio che fondazioni debbano essere gestite col massimo dell’efficienza e con la capacità di competere sul mercato, ha continuato Zedda, «ma i soci, Regione e Comune di Cagliari, devono fare la loro parte». Dopo aver solecitato chiarezza sull’utilizzo dei fondi europei, il vice capogruppo di FI ha auspicato il potenziamento dei progetti di rilancio che tutti, a cominciare dalle istituzioni, devono perseguire.
Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente Ganau ha messo in votazione la mozione che l’Aula ha respinto col seguente risultato: presenti 40, votanti 39, favorevoli 19, contrari 20.

Mozione n. 47 (Peru e più) “sugli eventi alluvionali del 18 giugno che hanno colpito il territorio della Romangia”. Mozione n. 46 (Desini e più) “sulla necessità di intervenire urgentemente per far fronte agli adempimenti necessari volti ad aiutare le popolazioni della Romangia, colpite dal nubifragio del 18 giugno 2014” 

Il consigliere di Forza Italia, Antonello Peru, ha illustrato, in qualità di primo firmatario, la mozione n. 47 sull’alluvione che ha colpito la Romangia lo scorso 18 giugno. Peru ha in apertura del suo intervento ringraziato istituzioni, protezione civile, cittadini, forze dell’ordine e volontari per la solidarietà e l’aiuto mostrato ai cittadini di Sorso e Sennori. «Vorrei anche ringraziare la Regione sarda, il suo presidente e questo Consiglio – ha dichiarato l’esponente della minoranza – ma potrò farlo soltanto dopo che dimostreremo di saper dare risposte efficaci, tempi certi e risorse, per restituire alle popolazioni colpite dall'alluvione, speranza, fiducia e serenità, insieme con le strade, i ponti, le case, le aziende, e i campi andati distrutti nell'alluvione». 
Antonello Peru ha quindi puntato il dito contro l’inerzia dello Stato che a otto mesi dai tragici e luttuosi fatti dello scorso novembre non ha ancora stanziato i fondi necessari per la ricostruzione di Olbia e degli altri centri colpiti dall’alluvione. 
L’esponente della minoranza ha proceduto con l’elencazione dei danni registrati in Romangia e in particolare nella città di Sorso: oltre 200 abitazioni, danneggiate, strade interdette, sistema idrico compromesso e danni gravi alle principali infrastrutture, ad incominciare dal ponte crollato sulla litoranea. Gravi conseguenze economiche, dunque, per il settore agricolo e turistico ricettive. Centinaia di ettari di campi coltivati sono stati danneggiati e – ha affermato Antonello Peru – il crollo della produzione degli ulivi, delle vite e dell’ortofrutta, comporterà perdite per quindici milioni di euro, a cui si sommano i due milioni e mezzo di danni alle attrezzature e i trattamenti di integrazione salariale per un valore di circa due milioni. Analoghe difficoltà per il comparto turistico, dove si calcolano oltre 3 milioni di mancati introiti. « L'alluvione a Sorso – ha affermato Peru - costa, in totale, trentasei milioni di euro tra messa in sicurezza e interventi di ripristino e di ricostruzione». L’esponente della minoranza ha affermato che i 36 milioni di euro non possono restare una richiesta senza seguito («non possono restare soltanto nelle perizie dei tecnici, nelle stime delle amministrazioni, o peggio marcire in un ordine del giorno senza seguito in Consiglio regionale»). Il consigliere di Forza Italia ha invitato la giunta a «dare un segno concreto e tangibile perché la laboriosa e orgogliosa comunità della Romangia riprenda il mano il suo destino e possa proseguire nella strada della ripresa e dello sviluppo». « Domandiamo impegno e risorse – ha concluso Antonello Peru - per non far morire un pezzo di Sardegna che, in un drammatico mercoledì di giugno, è finita al centro di una tempesta ma che non vuole e non può morire affogata dalle strette al bilancio o dall'asfissia degli spazi finanziari».
Ha quindi preso la parola Roberto Desini, consigliere del Centro democratico e sindaco di Sennori, per l’illustrazione della seconda mozione sul nubifragio che ha colpito la Romangia.
Desini ha esordito polemizzando con il presidente Ganau che non gli ha consentito di indossare la fascia tricolore. Ganau ha ricordato all’esponente del Centro Democratico che in Aula si interviene in qualità di consigliere regionale e non di sindaco e lo ha invitato a proseguire nel suo intervento. Chiusa la polemica, il primo firmatario della mozione ha ricordato i drammatici momenti vissuti dai paesi della Romangia il 18 giugno scorso. «La vita di un’intera comunità è stata stravolta in un paio d’ore – ha detto Desini – per fortuna l’incidente si è verificato di giorno altrimenti saremmo qui a piangere i morti». Desini ha rimarcato la grande forza di reazione dei cittadini di Sorso e Sennori che, da subito, si sono adoperati per far fronte all’emergenza. Apprezzamento anche per l’azione della Giunta regionale che sin dalle prime battute è stata vicina alle popolazioni colpite dal nubifragio mostrando sensibilità umana e istituzionale.
«Un bomba d’acqua ha messo in ginocchio un intero territorio. I danni ai centri abitati di Sennori e Sorso sono ingenti – ha spiegato Desini - L’esondazione del rio Predugnanu ha provocato l’allagamento della strada provinciale n.81 e il crollo di un tratto di strada che ha interrotto i collegamenti con Porto Torres mettendo a repentaglio la stagione turistica. La piena del fiume Silis ha invece danneggiato irrimediabilmente vigne e uliveti». Desini, in conclusione del suo intervento, ha ringraziato l’assessore all’Ambiente Spanu per le azioni messe in campo in questi giorni con l’istituzione di un tavolo tecnico che, già la prossima settimana, sarà in grado di fare le prime valutazioni e dare le prime risposte. «E’ stato dichiarato lo stato di emergenza e sono stati chiesti i finanziamenti per la protezione civile. C’è una prima stima dei danni e dalla prossima settimana sarà chiesto lo stato di calamità naturale». Infine, un appello all’Assemblea e a tutti i parlamentari sardi: «Serve unità d’intenti tra tutte le forze politiche – ha detto Desini – perché non si ripetano i ritardi nell’erogazione delle risorse nazionali che hanno creato pesanti disagi alle popolazioni del nuorese e della Gallura». (Psp)

Il consigliere Gianmario Tendas (Pd) ha espresso solidarietà alle comunità colpite dalle recenti calamità naturali, eventi tragici che in passato si sono abbattute su oltre 80 paesi della Sardegna. L’iter degli aiuti, ha però lamentato Tendas, «è abbastanza farraginoso e sta creando grandi difficoltà ed i tempi sono eccessivamente lunghi, soprattutto per quanto riguarda il patrimonio privato: ci sono persone senza tetto che non hanno ricevuto un centesimo dal 18 novembre». Di qui l’appello che Tendas ha rivolto alla Giunta ed al presidente della Regione per dare priorità «a questo aspetto, altrimenti la situazione sarà difficilissima da gestire, per le popolazioni come per le amministrazioni locali». Martedì, ha ricordato ancora il consigliere del Pd, «ci sarà qui a Cagliari una manifestazione promossa dal comitato che rappresenta gli 82 paesi della Sardegna colpiti da calamità naturali: chiederanno conto di questa situazione e degli intollerabili ritardi e bisogna dare a questo problema priorità assoluta».
Il consigliere Gavino Demontis (Pd) si è detto convinto che «tutti hanno a cuore gli interventi a sostegno delle popolazioni colpite dalle calamità naturali; la Giunta è già al lavoro e lunedì ci sarà un sopralluogo della commissione ambiente in Romangia». Ma la vicenda, ha aggiunto, «riporta alla nostra attenzione il problema della prevenzione, forse gli eventi sono intensi ma non eccezionali, perchè si è costruito sugli argini dei piccoli fiumi, si sono realizzati ponti troppo bassi, si è costruito troppo». Cosa fare? Sul piano operativo, Demontis ha valutato positivamente la recente attivazione del centro di coordinamento regionale della protezione civile, ma «il punto è che i piani dei Comuni, per come sono strutturati, non sono né operativi né utili, costringono i sindaci ad operare alla cieca ordinando sgomberi o evacuazioni di quartieri o interi paesi senza una logica». Per cambiare questa situazione, il consigliere del Pd ha proposto di adottare un sistema matematico di allertamento e di previsioni sui territori che consente di effettuare proiezioni su quanto potrà avvenire con un anticipo di 4 ore, determinando decisioni pubbliche più consapevoli in presenza di emergenze. Demontis ha infine annunciato la presentazione di una proposta di legge organica sulla materia.
Il consigliere Ugo Cappellacci (FI) ha affermato che i recenti avvenimenti della Romangia hanno richiamato alla memoria quelli del 18 novembre in Gallura e citando un brano di Pascoli ha aggiunto che ««piove sul bagnato, lacrime su sangue, sangue su lacrime»». Oltre alla memoria della tragedia della Gallura e di tanti altri Comuni sardi, Cappellacci ha detto che «tornano in mente anche le promesse del presidente del consiglio e ministri, i grandi impegni, i grandi gesti, i grandi annunci dopo i quali non è successo niente». Le nostre popolazioni aspettano ancora, ha ricordato il consigliere di Forza Italia, «e sono preoccupato perché ho paura che succeda ancora, che la nostra voglia di intervenire sarà mortificata un’altra volta». Dopo aver ribadito di non aver avuto nemmeno l’intenzione di strumentalizzare politicamente la situazione, perché anzi «la politica dovrebbe avere un grande segno di civiltà e guardare alle cose concrete, proprio in questi momenti», Cappellacci ha auspicato che lo stato di emergenza nazionale sia dichiarato in tempi rapidi ma, ha avvertito, «ma non ci si può fermare lì, occorre la massima determinazione messa in campo per le servitù militari, la stessa necessaria in tutti i tavoli di trattativa col governo». (Af)

Il consigliere Giuseppino Pinna ha espresso alle popolazioni della Romangia la solidarietà dell’Udc Sardegna, insieme con i ringraziamenti alle forze dell’ordine, alla protezione civile, ai volontari e a quanti hanno portato aiuti e soccorsi nei territori colpiti dall’alluvione dello scorso 18 giugno. Il consigliere della minoranza si è dichiarato d’accordo per la richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza e ha auspicato la rapida adozione di interventi per il ripristino dei luoghi e delle cose. Il consigliere Pinna ha chiesto che le risorse necessarie per la ricostruzione siano poste al di fuori dei tetti di spesa stabiliti dal patto di stabilità. 
Il consigliere di Forza Italia, Marco Tedde, ha espresso solidarietà e vicinanza ai cittadini di Sorso e Sennori ma ha sottolineato l’urgenza di interventi e azioni adeguate («c’è ben poco da dire e c’è invece molto da fare»). Tedde ha invitato le forze politiche presenti in Consiglio ad evitare “un confronto di parte” per ricercare il livello massimo di unità politica e di intenti. «Affidiamo un mandato pieno alla Giunta – ha dichiarato Marco Tedde – perché possa realizzare tutto ciò che è necessario per gli interventi di ripristino e risarcimento dei danni subiti». 
Il consigliere, Giuseppe Fasolino (Fi), ha espresso solidarietà alle popolazioni colpite dall’alluvione dello scorso 18 giugno e non ha nascosto l’intendimento di ritornare su ciò che non è stato fatto per le popolazioni colpiti dalla tragica alluvione di otto mesi fa. Fasolino ha ricordato le mancate risposte da parte dello Stato e le tante promesse che sono rimaste senza un seguito concreto. L’esponente della minoranza ha poi ricordato come, dopo i fatti del 18 giugno, per le popolazioni della Romangia «niente sarà più come prima» ed ha invitato la giunta regionale ad intervenire immediatamente, denunciando come il «passare dei giorni contribuisca ad abbassare il livello di attenzione per le popolazioni della Romangia».
Giuseppe Meloni, consigliere del Partito Democratico e sindaco di Loiri Porto San Paolo, ha espresso solidarietà alle popolazioni colpite dall’alluvione. «Capisco i loro disagi – ha detto Meloni – sono gli stessi subiti dal nostro territorio nello scorso novembre. Per questo dico che si devono valutare attentamente gli interventi da realizzare perché non si ripetano i ritardi del passato». Meloni ha poi evidenziato come gli eventi calamitosi stiano ormai diventando una costante in Sardegna «a questo punto – ha detto – occorre pensare a una nuova pianificazione urbanistica che tenga conto di questo e corregga la situazione attuale». 
Il presidente Ganau ha quindi dato la parola all’assessore all’Ambiente Donatella Spano. L’esponente dell’esecutivo, dopo aver espresso solidarietà alle popolazioni colpite dal nubifragio e rivolto un saluto ai consigli comunali di Sennori e Sorso presenti nelle tribune del pubblico, ha rimarcato l’efficacia dell’azione messa in campo dalla macchina dei soccorsi. «Comuni, Protezione Civile, volontari, personale dell’Ente Foreste e delle compagnie barracellari sono riusciti, grazie alla rapidità e al coordinamento degli interventi, a limitare i danni e ad evitare tragedie più gravi. Questa azione sinergica va mantenuta anche durante la fase di ricostruzione». 
L’assessore Spano ha quindi illustrato le iniziative in atto per fronteggiare l’emergenza. «Il tavolo tecnico interassessoriale, coordinato dall’assessorato all’ambiente con la partecipazione dei comuni della Provincia di Sassari e della Protezione civile, ha già stabilito un metodo di lavoro per individuare le risorse da destinare ai risarcimenti». 
Nei prossimi giorni i Comuni presenteranno una stima puntuale dei danni, indispensabile per chiedere lo stato di emergenza al Governo. Spetterà poi a una commissione nazionale verificare la situazione. L’Assessore ha quindi indicato i diversi settori d’intervento: infrastrutture pubbliche e private, agricoltura, costi di gestione dell’emergenza. «Per la messa in sicurezza dei luoghi si potrà attingere ai fondi per le calamità naturale. I Comuni dovranno presentare le schede con la stima dei danni entro 180 giorni. Per la viabilità provinciale, dove le criticità sono più consistenti per l’interruzione di una strada con pesanti ripercussioni sulle attività produttive e gli stabilimenti balneari, abbiamo concordato un’azione in due fasi: un ripristino della viabilità entro 20-30 giorni e la ricostruzione con i fondi dell’assessorato dei Lavori pubblici da mettere a bando». Spano ha poi assicurato che la Giunta si impegnerà perché siano liberate le risorse per sistemazione del rio Pedrugnanu (circa 2 milioni di euro) già finanziate al comune di Sorso. Per gli interventi nelle scuole si potrà accedere, attraverso il programma stralcio, ai fondi per l’edilizia scolastica recentemente deliberati dal Consiglio regionale. Per i danni all’agricoltura, inoltre, il canale di finanziamento è rappresentato dalla misura 126 del PSR che prevede interventi nelle zone colpite da eventi calamitosi e il ripristino della viabilità rurale. L’Assessore, infine, ha sollecitato un’azione congiunta con i parlamentari sardi per ottenere dal Governo una parte cospicua delle risorse messe a disposizione dal decreto n.70 del 2014 per le emergenze nazionali. «Nel fondo ci sono 100 milioni – ha detto Spano, la speranza è che una buona fetta arrivi in Sardegna».
Il Presidente ha quindi concesso la parola ai primi firmatari delle mozioni per la replica di rito. Antonello Peru (Forza Italia) ha chiesto una sospensione della seduta per consentire la predisposizione di un ordine del giorno unitario. «C’è bisogno di celerità negli interventi per evitare che i cittadini subiscano un doppio danno. Lunedì prossimo 30 – ha concluso Peru – ci sarà un sopralluogo della quarta commissione del Consiglio e del Presidente Ganau nei Comuni di Sorso e Sennori» Roberto Desini (Cd) si è unito alla richiesta di Peru e, dopo aver ringraziato tutte le forze politiche, ha ricordato la necessità di agire unitariamente per ottenere dal governo un intervento rapido a favore delle zone colpite dal nubifragio. (Psp)
Alla ripresa dei lavori, il presidente ha comunicato che è pervenuto un ordine del giorno unitario di cui è stata data lettura. Nel documento, all’interno del quale si fa riferimento alla prima riunione del tavolo tecnico – istituzionale attivato dalla Regione, all’individuazione delle fonti di finanziamento per le diverse tipologie d danno ed alla richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza per i territori colpiti dalle recenti calamità naturali, si impegna il presidente della Regione «a proseguire in maniera costante le azioni finora intraprese». Tale azione, attraverso opportuni contatti con la presidenza del Consiglio dei Ministri, prevede fra l’altro l’accesso alle risorse per le emergenze nazionali (conversione in legge del decreto legge 12 maggio 2014 n°74).
La Giunta, attraverso l’assessore dell’Ambiente Donatella Spano, ha espresso parere favorevole sull’ordine del giorno.
Il presidente Ganau ha quindi aperto le iscrizioni a parlare per le dichiarazioni di voto.
Il consigliere Roberto Desini (Sardegna Vera-Cd), nel manifestare il suo voto favorevole, ha ringraziato l’Aula per l’ordine del giorno unitario, auspicando che questo si traduca in risultati concreti, in tempi brevi.
Il consigliere Alessandra zedda (FI) si è espressa positivamente sul documento, ma ha raccomandato che la Regione «non abbassi la guardia perché il governo ha sempre manifestato grandi disponibilità ma ad oggi regna il silenzio». A suo tempo, ha ricordato, «chiedemmo in occasione dell’emergenza Gallura che le risorse disponibili fossero collocate al di fuori del patto di stabilità, ma non ottenemmo nemmeno una risposta».
Il consigliere Christian Solinas (Psd’Az), nel ribadire il voto favorevole del suo gruppo, ha chiesto la votazione elettronica sull’ordine del giorno.
Il consigliere Antonello Peru (FI), pur esprimendosi in modo favorevole, si è detto preoccupato perché, « a fronte del confronto su procedure e iter amministrativi non ci sono provvedimenti». All’assessore Spano, Peru ha ricordato che «a soli 8 giorni di distanza dall’alluvione del 18 novembre del 2013, la Giunta emanò un disegno di legge in materia e successivamente il Consiglio stanziò subito 10 milioni di euro; aspettiamo qualche giorno, poi chiederemo immediata disponibilità di risorse».
Il consigliere Daniele Cocco (Sel), affermando che voterà il documento, ha aggiunto che «un ordine del giorno non si nega a nessuno, ma le popolazioni della Romangia non hanno bisogno di solidarietà ma di atti concreti».
Il consigliere Antonio Solinas (Pd), presidente della commissione Ambiente, ha annunciato che «lunedì saremo in Romangia per un sopralluogo, per individuare e proporre le soluzioni migliori» ed ha poi rassicurato il consigliere Alessandra Zedda sul fatto che l’esecutivo avrà la stessa sensibilità, anche sui tempi, manifestata per la Gallura.
Il consigliere Emilio Usula (Soberania e Indipendentzia) ha voluto esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dalle calamità, auspicando che l’Aula non si ritrovi ancora a discutere di questi argomenti.
Il consigliere Giuseppe Fassolino (FI), favorevole all’ordine del giorno, ha dichiarato di non riuscire a nascondere la sua delusione«non abbiamo capito che siamo di fronte ad un fatto straordinario che richiede interventi straordinari, mi sarei aspettato qualche annuncio o meglio un provvedimento, spero che arrivi nei prossimi giorni».
Il consigliere Peppino Pinna (Udc) ha espresso il voto favorevole del suo gruppo.
Il consigliere Raimondo Perra (Sardegna Vera-Psi) ha ricordato che «la solidarietà non costa, ma quanto detto oggi deve trasformarsi in atti concreti».
Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni, non ha nascosto le sue perplessità: «oggi la Romangia, prima Gallura e Nuorese, la verità è che non ci sono governi amici e non arriva mai quanto promesso, dovremo faticare molto a negoziare con un governo che non mantiene i suoi impegni».
Il consigliere Gavino Demontis (Pd), avvertendo di non voler polemizzare, ha messo l’accento sul fatto che centro regionale protezione civile doveva essere realizzato da tempo; «forse avremo avuto strumenti in più contro le emergenze».
Il consigliere Ugo Cappellacci (FI) pur esprimendosi in modo favorevole sull’ordine del giorno, ha ribadito le sue preoccupazioni sui provvedimenti che dovranno arrivare dal governo; l’intervento di Giunta e Consiglio fu tempestivo per la Gallua, ora deve essere lo stesso». Sul centro protezione civile, ha ricordato che fu attivata la procedura ma «ai fini operativi non cambia nulla, nemmeno nella catena di comando».
Il consigliere Gavino sale (Irs), nel dichiarasi favorevole, ha sollecitato la Giunta in attesa dei provvedimenti da Roma «almeno per infrastrutture urgenti».
Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità. Successivamente ha dichiarato chiusa la seduta comunicando che il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
(Af)