La sede del Consiglio

 


 


13/12/1988: un'immagine della cerimonia inaugurale

Il Consiglio regionale della Sardegna ha la propria sede nella Via Roma, a Cagliari, inaugurata nella seduta solenne del 13 dicembre 1988 alla presenza delle più alte cariche civili, militari e religiose dell'Isola, degli ex Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale e di alcuni superstiti della Consulta regionale che, nell'immediato dopoguerra,  predispose ed approvò la bozza dello Statuto speciale per la Sardegna.


Pianta dell'aula

Pianta dell'aula del Consiglio regionale

  Presidente del Consiglio   Giunta regionale   Consiglieri regionali
  Funzionari e Consiglieri regionali   Spazi riservati alla stampa   Spazi riservati al pubblico
 
Nei precedenti quarant'anni il Consiglio ha tenuto le sue riunioni nell'aula del Palazzo che ospitò i Vicerè spagnoli, in Piazza Palazzo, a fianco della Cattedrale di Cagliari, e per qualche periodo si è riunito anche nella sala consiliare del Comune di Cagliari, dove, peraltro, il 29 maggio 1949 tenne la sua prima seduta.

Per una sola sessione - a causa della inagibilità delle altre aule - il Consiglio si è riunito nel salone delle conferenze del Banco di Sardegna a Cagliari.

La sala assemblee del Palazzo Viceregio
La sala assemblee del Palazzo Viceregio di Cagliari.

Il Palazzo Viceregio va, quindi, ricordato non solo come la residenza, acquisita da Pietro IV d'Aragona sin dal 1337, dei rappresentanti dei re spagnoli nell'Isola, e non solo per aver ospitato durante la dominazione sabauda Carlo Felice, Maria Teresa, la principessa Maria Cristina (che vi nacque), Carlo Alberto e Umberto I, ma anche per essere stata la sede nella quale ha lungamente operato la massima Assemblea del popolo sardo.

Le immagini di quei quarant'anni che testimoniano storici dibattiti su temi vitali per il progresso e lo sviluppo della Sardegna, hanno come sfondo costante le decorazioni e gli affreschi che il pittore perugino Domenico Bruschi, eseguì nella prestigiosa sala centrale.

Nei primissimi anni Cinquanta trovarono posto nei locali del Palazzo Viceregio e nelle sue immediate adiacenze anche gli Uffici del Consiglio che, però, già verso la metà del 1956 dovettero traslocare nella Villa Devoto. Nel 1958 vi fu un nuovo trasferimento in Piazza del Carmine ed, in seguito, nel 1971, in due palazzine di Viale Trieste.

Oggi la nuova sede accorpa finalmente in un unico edificio l'Aula consiliare, gli Uffici ed i locali riservati ai Gruppi. La sua realizzazione, tuttavia, ha vissuto vicende piuttosto travagliate, specie per quanto attiene alla scelta dell'area. Alcuni individuarono da subito quella attuale di Via Roma in gran parte ricoperta dalle macerie dell'ultima guerra; altri, invece, proposero "Su Siccu" ed altri ancora il Castello annettendo al Palazzo Viceregio gli attigui locali, da destinare agli Uffici, della Prefettura e del Palazzo San Placido, in seguito demolito perché pericolante.

 

Fu scelta, infine, l'area di Via Roma, ma l'attuazione del progetto, che vinse il relativo concorso trovò sin dall'inizio (si era nel 1963) una serie di ostacoli che alla lunga si sarebbero rilevati insormontabili: le abbondanti falde d'acqua, le ripetute interruzioni dei lavori ordinate dalla Sovrintendenza alle Antichità e, soprattutto, le polemiche sul futuro Palazzo la cui parte retrostante, in prospettiva, avrebbe quasi superato il profilo più alto del Castello, col grave rischio di deturpare in modo irreparabile il panorama della città visto dal porto. Pertanto, dopo appena tre anni il cantiere venne chiuso e si rimise ancora in discussione la scelta dell'area.

Agli inizi degli anni Ottanta, però, fu bandito un altro concorso e nel maggio del 1983 presero l'avvio i lavori sulla base di un progetto completamente nuovo, ma da realizzare, comunque, proprio nella Via Roma, ossia nel cuore di Cagliari, quasi a voler ribadire l'auspicio, nonché l'esigenza, di uno stretto e continuo legame, anche fisico, dell'intera popolazione sarda con la sua Istituzione più alta e rappresentativa.

Prospetto frontale del palazzo del Consiglio

Prospetto frontale

  Corpo A   Corpo B   Corpo C   Garages

La sede del Consiglio copre un'area di 3.200 metri quadrati, per una cubatura di circa 50.000 metri cubi. I sei piani della parte antistante la Via Roma (Corpo A) sono occupati dagli Uffici; nei cinque che, invece, si affacciano sulla Via Cavour (Corpo C) si trovano i Gruppi consiliari e la Biblioteca. L'Aula consiliare (Corpo B) è al centro dell'intero complesso,"sospesa" sulla Via Sardegna che in tal modo è percorribile dai pedoni senza soluzioni di continuità.

I tre Corpi sono ovviamente intercomunicanti; vi si accede dalla Via Roma e dalla Via Cavour, attraverso apposite bussole, esibendo un documento di riconoscimento al personale addetto. 

Elemento connotativo del Palazzo è il granito: ne sono rivestite tutte le pavimentazioni sia interne che esterne. 

Queste ultime, in particolare, vanno a formare quel caratteristico "lago salato" fortemente voluto da Costantino Nivola per meglio ambientare le sue sculture nel contesto della Piazza e del portico di Via Roma. Alcune, nel simbolismo materno, rappresentano un nobile messaggio alla fertilità, alla speranza ed al completo riscatto economico e sociale dell'Isola; altre sembrano esprimere un ampio gesto di invito e di ospitalità. Ve n'è, infine, una con la quale l'artista sardo ha inteso simboleggiare il contadino con tutto il carico dei suoi umili averi.


Incise sul granito sono le pareti del graffito realizzato su disegni di un altro artista sardo, Salvatore Fancello, riproducenti il mondo lirico del paesaggio isolano.

Una veduta dall'alto
Una veduta aerea dell'edificio del Consiglio regionale.

Alla pagina precedente