Media e minori, Soci@lmente consapevoli, Sassari 12/05/2015

(fonte: metis42)

Soci@lmente consapevoli

La lezione di Soci@lmente consapevoli

Vogliamo condividere alcune lezioni apprese durante “Soci@lmente consapevoli”, l’evento sul tema del cyberbullismo promosso dal Corecom Sardegna in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Agcom, le Ragazze Terribili) e noi di Metis42 (con il patrocinio del MIUR e del Comune di Sassari).
1) Il bullismo digitale nasce sempre nel mondo fisico: sui social si sposta una persecuzione che prende il via a scuola o nei luoghi fisici di incontro dei giovani. Il social ha la funzione di amplificare e rendere permanente l’azione dei bulli;
2) stesso ragionamento per il linguaggio: l’aggressività digitale è sempre figlia della violenza verbale che nasce nel mondo fisico;
3) chi è vittima dei bulli deve sempre parlarne con qualcuno. Il silenzio è l’arma più formidabile nelle mani dei persecutori;
Dal palco sono in tanti a interagire, consigliare ma soprattutto ascoltare gli studenti durante il dibattito seguito alla storia “Like, storie di vita online”. Dal live tweeting dell’evento con l’hashtag #likess
4) un genitore non può ignorare completamente la vita digitale dei propri figli. Non c’è bisogno di ricorrere a software spia, strumenti manipolativi o alla censura più totale: il dialogo è sempre il modo migliore per prevenire il disagio;
5) nonostante siano in aumento le denunce per stalking e cyberbullismo sono ancora pochi i ragazzi che hanno il coraggio di palesare il proprio malessere rivolgendosi alle forze dell’ordine;
6) è sempre più difficile che chi viene identificato come cyberbullo possa farla franca, anche se pensa di agire in forma anonima.
7) il web e i social network non sono “un problema”, ma una formidabile opportunità per accrescere le proprie relazioni, dialogare con il mondo, inventare un nuovo futuro. Shirin Ebadi, attivista iraniana per i diritti umani Premio Nobel per la pace nel 2003, dice: “Internet non è una rete di computer ma un intreccio di persone e culture: dovrebbe essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità”. Sbagliato quindi dare una visione apocalittica. La strada migliore è educare ad un uso corretto e consapevole di questi strumenti, prevenendone i rischi e valorizzandone le potenzialità.
Un’ultima lezione: l’attenzione e la partecipazione dimostrata dalle centinaia di studenti che hanno affollato il Teatro Comunale di Sassari e che hanno reso del momento del dibattito un’occasione di confronto franco, aperto, intelligente. Confronto che è avvenuto anche con un live tweeting molto partecipato attraverso l’hashtag #likess. Alcuni tweet sono il giusto completamento di questo post. Anche questo è un segnale che spesso i giovani sono più consapevoli di quanto si possa credere.