Cagliari, 23 marzo 2016 - Le radio sarde, incontro in Presidenza

(Fonte: Fonte : Maria Grazia Ledda, addetto stampa Presidente del Consiglio regionale) 

 

Radio sarde - incontro in presidenza

 

Cagliari, 23 marzo 2016 - Un comparto in estrema difficoltà a causa, in primo luogo, della riduzione degli investimenti pubblicitari da parte delle aziende private, che rappresenta un vero presidio dell’informazione sui territori della Sardegna. Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau ha incontrato questo pomeriggio una delegazione dei rappresentanti del Consorzio Radio Sardegna, rappresentativo di cinquanta emittenti radiofoniche, tra commerciali e comunitarie, con una forza lavoro fra dipendenti diretti, titolari e indotto, di circa 300 persone.

«Facciamo molti più ascolti e abbiamo molti più dipendenti delle tv locali – hanno lamentato i rappresentanti delle radio sarde – eppure l’attenzione nei nostri riguardi è praticamente nulla, a partire dalla legge 3 relativa ad interventi urgenti a favore delle emittenti televisive locali, approvata dal Consiglio nel 2015. Rappresentiamo piccole aziende, sane e ben radicate nei territori, alcune con una storia alle spalle di oltre 40 anni – ha aggiunto il Consorzio Radio Sardegna -  che si auto producono e autogestiscono con l’obbligo per legge di fornire al giorno almeno 120 minuti di informazione, abbiamo  ascolti certificati pari ad un milione di contatti giornalieri e ora chiediamo solo di essere protetti, semplicemente perché troppo deboli».

Al tavolo di confronto con il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda anche il presidente del Corecom Sardegna, Mario Cabasino  che su sollecito del presidente Ganau ha preso l’impegno di avviare un confronto mirato ad analizzare tutte le criticità del comparto che chiede alla Regione di definire finanziamenti specifici anche per le radio.

«Siamo contenti che si sia scelto di sostenere il comparto televisivo, ma riteniamo profondamente ingiusto la nostra esclusione, anche perché attualmente l’indice di penetrazione delle radio è pari all’84%, ciò vuol dire che 84 italiani su 100 ogni giorno ascoltano la radio  – ha chiarito il Consorzio, ricordando il passaggio al sistema digitale DAB,richiesto dal Ministero dello Sviluppo economico, che costringe le emittenti radiofoniche ad investire in nuova strumentazione, mantenendo però e a differenza delle tv, la doppia piattaforma analogica e digitale con un conseguente ed ulteriore esborso economico.

Il presidente del Consiglio ha raccolto lo sfogo del Consorzio Radio Sardegna, ammettendo le carenze  della legge 3: «approvata velocemente – ha sottolineato Ganau – per venire incontro alle esigenze delle emittenti televisive sarde, in estrema difficoltà, stabilendo però dei criteri di assegnazione dei contributi equi e a tutela delle professionalitàRimane a mio avviso e come ho avuto modo di dichiarare più volte già lo scorso anno, una legge monca proprio a causa dell’esclusione delle emittenti radiofoniche». Il massimo rappresentante del Consiglio regionale ha suggerito un percorso per la definizione di una legge quadro di settore che preveda la creazione di un fondo unico per entrambi i comparti, anticipando che grazie al lavoro delle commissioni Cultura e Bilancio che nelle scorse settimane hanno sentito in audizione i rappresentanti delle emittenti radiofoniche isolane, è stato possibile la predisposizione di un emendamento di 400 mila euro alla legge di stabilità, destinato proprio a sostegno delle radio sarde.