I Consiglieri

Funzioni e status

I consiglieri regionali in questa legislatura sono 60, a seguito della modifica della legge costituzionale 7 febbraio 2013, n. 3, proposta dallo stesso Consiglio, eletti nella consultazione elettorale del 16 febbraio 2014.

I consiglieri entro tre giorni dall'insediamento devono dichiarare l'adesione ad un gruppo politico.

Tutti i consiglieri, ad eccezione del Presidente della Regione, del Presidente del Consiglio e degli eventuali consiglieri nominati assessori, fanno parte di una Commissione consiliare. Per assicurare il giusto rapporto di maggioranza ed opposizione e la equilibrata rappresentanza e la partecipazione di tutti i gruppi politici, alcuni dei consiglieri fanno parte di più di una Commissione.

Le Commissioni si riuniscono regolarmente per l'istruttoria e un primo esame ed elaborazione dei testi (leggi, programmi, documenti) che devono essere approvati dall'Aula o per deliberare atti di propria competenza (pareri, risoluzioni).

Diversi consiglieri sono inoltre impegnati anche in altri organi, con compiti di organizzazione interna e degli uffici (Ufficio di Presidenza) o di regolamentazione e programmazione dei lavori (Conferenza dei Presidenti di Gruppo, Giunta del Regolamento, Giunta delle elezioni).

Trattamento economico

Nel rispetto delle indicazioni del referendum del 6 maggio 2012, proseguendo nel solco dell’azione di riduzione dei costi della politica già intrapresa in precedenza, il Consiglio, con legge regionale 9 gennaio 2014, n. 2, ha ridotto fortemente gli emolumenti dei consiglieri ed eliminato i contributi ai Gruppi consiliari (salvo le quote per il personale), con un risparmio complessivo annuo che supera i 6,5 milioni di euro.

Il trattamento economico spettante ai consiglieri regionali si articola in:
a) indennità consiliare, pari a euro 6.600 lordi;
b) rimborso forfettario per le spese inerenti all’esercizio del mandato, pari a euro 3.850.

Il rimborso forfettario è maggiorato, a titolo di rimborso per le spese di trasporto, di una quota pari a:
a) euro 650 per i consiglieri la cui dimora abituale sia situata oltre i 100 km dalla sede del Consiglio;
b) euro 300 per i consiglieri la cui dimora abituale sia situata tra i 71 e i 100 km dalla sede del Consiglio.

 È prevista, inoltre, un’indennità di carica mensile lorda aggiuntiva pari a:
a) euro 2.500 per il Presidente della Regione e per il Presidente del Consiglio;
b) euro 1.200 per i consiglieri che siano anche componenti della Giunta regionale.

Assegno di fine mandato

Il consigliere regionale versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda. Al termine del suo incarico, il consigliere regionale riceve un assegno di fine mandato, che è pari, per il quinquennio della legislatura, ad una mensilità per ogni anno di esercizio delle funzioni e per un massimo di 10 anni.

Assegno vitalizio

Con deliberazione n. 147 del 17 novembre 2011 l’Ufficio di Presidenza ha stabilito che dalla XV legislatura le norme sull’assegno vitalizio non troveranno più applicazione e che, per i consiglieri regionali che fossero rieletti nella XV o in legislature successive, non si produrranno effetti giuridici ed economici rispetto a quanto già maturato in ordine all’assegno vitalizio. Questa decisione del Consiglio regionale della Sardegna è stata assunta un anno prima rispetto a quanto imposto dal decreto Monti (D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213) anticipando, quindi, volontariamente l’orientamento teso a ridurre i costi della politica.

D’altra parte, già nel 2000 (con deliberazione del 21 marzo 2000) l’Ufficio di Presidenza aveva adottato una disciplina restrittiva rispetto al requisito dell’età, portando il diritto al vitalizio al compimento del 65° anno di età e intervenendo anche sulla onerosità del diritto di reversibilità in favore del coniuge e dei figli.

È di tutta evidenza che queste decisioni non potessero valere retroattivamente. Pertanto, al singolo consigliere si applica la disciplina in vigore al momento della sua prima elezione; conseguentemente i vitalizi attualmente assegnati agli ex consiglieri variano a seconda di quale sia la legislatura in cui sono stati eletti per la prima volta.

Il consigliere regionale versava mensilmente una quota della propria indennità lorda che veniva accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da appositi regolamenti approvati dall’Ufficio di Presidenza (Regolamento della cassa di previdenza e Regolamento degli assegni vitalizi). Tale quota, che era inizialmente dell’8,60 per cento, è stata portata, nel 2007, al 15 per cento e, dal 26 maggio 2012 fino alla fine della XIV legislatura, al 22 per cento (pari a 2.038,03 euro).

Di norma, l’ex consigliere riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Tale limite diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato svolti oltre la prima legislatura.

Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 2000 si è stabilito che per coloro che siano stati consiglieri regionali fino alla XII legislatura (1999-2004) vale la norma contenuta nel Regolamento della cassa di previdenza approvato con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 312 del 30 marzo 1989 (articolo 3, già presente nel precedente Regolamento approvato nel 1982); in particolare il comma 3 prevede che i consiglieri  che abbiano corrisposto i relativi contributi per un periodo non inferiore ai vent’anni o a quattro legislature, percepiscano l'assegno vitalizio alla scadenza del mandato a prescindere dall'età.

L’importo dell’assegno varia da un minimo a un massimo in percentuale sull’indennità consiliare, a seconda degli anni di mandato.

Il pagamento del vitalizio viene sospeso qualora il consigliere sia rieletto membro del Consiglio regionale, o sia eletto al Parlamento nazionale o europeo, ovvero sia nominato Assessore regionale, Ministro o Sottosegretario di Stato.

Considerando tutte le legislature, dal 1949 alla XIV legislatura, il Consiglio regionale eroga agli ex consiglieri che hanno maturato il diritto al percepimento (o ai legittimi beneficiari di reversibilità) 317 assegni vitalizi, per un totale mensile di euro 1.497.000.

(Assegni vitalizi in godimento)

Pubblicazione della situazione patrimoniale

Ai sensi della legge 5 luglio 1982, n. 441 (Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti), come modificata con il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni), ciascun consigliere è tenuto a depositare presso l’Ufficio di Presidenza, entro tre mesi dalla proclamazione e, per gli anni successivi, entro un mese dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione della dichiarazione dei redditi soggetti all’imposta sui redditi delle persone fisiche, la seguente documentazione:
1) copia dell’ultima dichiarazione dei redditi personale, nonché del coniuge non separato e dei familiari entro il secondo grado di parentela (fratelli, sorelle, genitori e figli, nonni e nipoti), se gli stessi lo consentono;
2) attestazione concernente la situazione patrimoniale personale nonché del coniuge non separato e dei familiari entro il secondo grado di parentela (fratelli, sorelle, genitori e figli, nonni e nipoti), se gli stessi lo consentono.

Il mancato consenso dei familiari deve essere attestato dal consigliere.

Inoltre, i consiglieri sono tenuti:
1) a dichiarare, ai sensi della legge n. 441 del 1982, della legge n. 515 del 1993 e della legge regionale 27 gennaio 1994 n. 1 il bilancio delle spese elettorali sostenute nelle elezioni regionali del 16 febbraio 2014, nonché le eventuali entrate finalizzate a questo scopo;
2) a presentare la dichiarazione, prevista dall'articolo 2 della legge regionale 24 aprile 2001 n. 6, relativa a incarichi ricoperti ed eventuali consulenze.

I dati sono stati pubblicati nei seguenti B.U.R.A.S.:

» XIII legislatura

» n. 40 del 4 dicembre 2006, S.S. n. 25/I (anno 2004)
» n. 11 del 6 aprile 2007, S.S. n. 4 (anno 2005)
» n. 30 del 20 settembre 2007, S.S. n. 12 (anno 2006)
» n. 31 del 4 ottobre 2008, S.S. n. 19 (anno 2007)
» n. 12 del 16 aprile 2010, S.S. n. 9 (anno 2008)

» XIV legislatura

» n. 16 del 27 maggio 2011, S.S. n. 7 (anno 2008 - anno 2009)
» n. 33 del 18 luglio 2013, S.S. n. 30 (anno 2010)
» n. 34 del 25 luglio 2013, S.S. n. 33 (anno 2011)
» n. 36 dell'8 agosto 2013, S.S. n. 37 (anno 2012)
» n. 55 del 20 novembre 2014, S.S. n. 58 (anno 2013)

» XV legislatura

» n. 55 del 20 novembre 2014, S.S. n. 58 (anno 2013 e spese elettorali)
» n. 10 del 3 marzo 2016, S.S. n. 6 (anno 2014)
» n. 27 del 3 giugno 2016, S.S. n. 30 (anno 2015)
» n. 26 del 1° giugno 2017, S.S. n. 43
» (integrazioni ed errata corrige)
(anno 2016)
» n. 5 del 25 gennaio 2018, S.S. n. 4 (anno 2017)

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Aggiornamento del 25/ 01/2018

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allegati

» Regolamento della cassa di previdenza
» Regolamento degli assegni vitalizi
» Assegni vitalizi in godimento
» Legge 5 luglio 1982, n. 441
» D.L. 10 ottobre 2012, n. 174
» Legge 7 dicembre 2012, n. 213
» D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33
» Legge regionale 9 gennaio 2014, n. 2